lunedì 21 marzo 2016

«Ioachim posuit verba ista»

«Ioachim posuit verba ista»
Gli pseudoepigrafi di Gioacchino da Fiore dei secoli XIII e XIV
a cura di Gian Luca Potestà e Marco Rainini
pp. 318, € 35,00 (acquista online con lo sconto del 15%)
Viella, 2015
ISBN: 9788867284924 


Nel secolo successivo alla morte di Gioacchino da Fiore (1202), numerosi furono i commenti profetici, i vaticini e gli oracoli creati e fatti circolare sotto il suo nome, per essere utilizzati come strumenti di propaganda politico-ecclesiastica. Al genere pseudoepigrafico fecero ricorso soggetti disparati, accomunati dall’intento di proiettare e consacrare nella luce profetica e apocalittica del veggente dei tempi ultimi gli scontri in cui erano coinvolti: la pluriennale lotta fra la Chiesa romana e Federico II e la sua discendenza, i conflitti fra angioini e aragonesi per la corona di Sicilia, le tensioni negli ordini religiosi e gli urti nel collegio cardinalizio degli anni di Celestino V e di Bonifacio VIII.
Questo volume offre una panoramica complessiva su tale produzione letteraria, considerata con specifica attenzione alla tradizione manoscritta, alla circolazione e diffusione delle singole opere, ai contesti storici in cui presero forma e alle mutevoli finalità polemiche cui furono destinate nel corso del tempo. Nel delineare un bilancio pressoché completo della produzione pseudogioachimita tra secolo XIII e primo decennio del XIV, il volume mostra un versante poco esplorato ma decisivo ai fini di una comprensione integrale del profilo attribuito a Gioacchino nel corso del tempo. Solo nel secolo XIX ci si rese infatti conto che le opere più aspramente polemiche fino ad allora ritenute dell’abate calabrese non erano sue.
Gian Luca Potestà è professore di Storia del cristianesimo e delle chiese presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Marco Rainini è ricercatore in Storia del cristianesimo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.
 

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