martedì 21 febbraio 2017

Imbreviature. Il registro (anni 1300-1314)

Imbreviature. Il registro (anni 1300-1314)
di Ser Matteo Biliotto Notaio
a cura di Manila Soffici
pp. XXXII-786, € 95,00
Sismel, 2016
ISBN: 978-88-8450-747-1
L'intensa attività professionale del notaio Matteo di Biliotto da Fiesole, che visse ed operò a Firenze tra XIII e XIV secolo, resta attestata da due soli registri superstiti, dei quali il primo (anni 1294-1296) è stato pubblicato nel 2002 in questa stessa collana a cura di Manila Soffici e Franek Sznura. Si pubblica adesso il secondo registro di imbreviature, contenente rogiti accolti principalmente a Firenze tra gli ultimi mesi del 1300 e la metà del 1314, periodo conclusivo del percorso professionale (e della vita) del notaio. La varietà dei testi e la ricchezza delle tipologie negoziali contenute in questa fonte offrono alla storiografia sulla Firenze medievale dell'età di Dante materiali interessanti, che dobbiamo alla penna e al lavoro di un notaio dalla personalità poliedrica e complessa, il quale sperimentò ruoli e responsabilità politiche ed istituzionali di primo piano nel contesto cittadino e non solo. Il volume è chiuso da una serie di indici analitici dettagliati.

lunedì 20 febbraio 2017

Il poeta innamorato

Il poeta innamorato
Su Dante, Petrarca e la poesia medievale
di Marco Santagata
pp. 224, € 16,00
Guanda, 2017
ISBN: 9788823517226

La poesia amorosa del Medioevo viene spesso considerata una lirica fortemente codificata, basata sulla ripetizione e la variazione di situazioni e dichiarazioni sentimentali fisse, convenzionali. Marco Santagata si propone invece di mostrare come sia non solo possibile ma doveroso forare lo schermo del formalismo e della stereotipia medievali e affermare con forza che quella poesia amorosa prima ancora che con la letteratura dialoga con la vita, guidato dalla convinzione che recuperare i dati di realtà consenta di apprezzare meglio la poesia di quell’epoca e perfino di scoprirne la modernità. Questo libro intende dunque valorizzare i segnali che rimandano al sostrato autobiografico dei poeti e a quello biografico delle donne da loro celebrate. Segnali che mostrano come molto spesso, al di là della sincerità e realtà dei sentimenti cantati, le donne delle poesie siano donne in carne e ossa, con una loro storia personale e una loro presenza fisica. Segnali che, contemporaneamente, mostrano come il vissuto dei letterati si insinui nel dettato poetico molto più spesso di quanto comunemente si creda.
Marco Santagata è docente e scrittore italiano.
Laureatosi alla Scuola Normale, insegna Letteratura italiana all’Università di Pisa. Dal 1984 al 1988 ne ha diretto l’Istituto di letteratura italiana, ed è stato poi direttore del Dipartimento di Studi italianistici.
È stato visting professor in molti atenei prestigiosi come la Sorbona, l'Università di Ginevra, la UNMA di Città del Messico e Harvard.
La sua attività di studioso è rivolta soprattutto alla poesia dei primi secoli, con una particolare attenzione a Dante e a Petrarca.
Su Dante, di cui ha curato per i Meridiani Mondadori l’edizione commentata delle Opere, ha scritto il libro L’io e il mondo. Un’interpretazione di Dante (il Mulino, 2011) e la biografia Dante. Il romanzo della sua vita  (Mondadori, 2012). Tra i lavori petrarcheschi si segnalano il commento al Canzoniere (Mondadori, 2004)  e il libro I frammenti dell’anima (il Mulino, 2011).
Si è inoltre occupato di Leopardi (Quella celeste naturalezza. Le canzoni e gli idilli di Leopardi, Il Mulino, 1994) e della poesia fra Otto e Novecento (Per l’opposta balza. “La cavalla storna” e “Il commiato” dell’”Alcyone”, Garzanti, 2002). Accanto a quella scientifica svolge anche l'attività di narratore: con il romanzo Il Maestro dei santi pallidi (Guanda) ha vinto il premio Campiello 2003. Suoi anche Papà non era comunista (Guanda, 1996), L'amore in sè (Guanda, 2006), Il salto degli Orlandi (Sellerio, 2007), Voglio una vita come la mia (Guanda, 2008), Come donna innamorata (Guanda, 2015). Inoltre, ha scritto con Alberto Casadei il Manuale di letteratura italiana medievale e moderna (Laterza, 2007) e il Manuale di letteratura italiana contemporanea (Laterza, 2009).
Nel 2015 pubblica con le edizioni Guanda Come donna innamorata, grazie al quale entra nella cinquina dei finalisti del Premio Strega.

venerdì 17 febbraio 2017

Lancellotto

Lancellotto
Versione italiana inedita del «Lancelot en prose»
Edizione critica a cura di Luca Cadioli
pp. XIV-470, € 68,00
Sismel, 2016
ISBN: 978-88-8450-718-1

Il ritrovamento fortuito di cinquantasei fogli di pergamena dimenticati nella soffitta di una villa signorile consente oggi di leggere il Lancellotto, l'unica traduzione in antico italiano a noi pervenuta del Lancelot propre. Il ciclo della Vulgata ebbe diffusione vastissima nella Francia dei secoli XIII e XIV, ma la storia dell'amore di Lancillotto e Ginevra e della ricerca del Santo Graal travalicò ben presto le Alpi per giungere in Italia, e qui diffondersi in maniera capillare, sia in lingua originale sia in traduzione: possediamo infatti le versioni dell'Estoire del Saint Graal, della Queste del Saint Graal e della Mort Artu. Mancava però, fino ad oggi, una traduzione italiana del nucleo fondativo del ciclo. Il lungo frammento ritrovato (ora conservato nella Biblioteca della Fondazione Ezio Franceschini) è tratto da un codice allestito a Firenze alla fine del sec. XIV; è composto da otto quaderni non rilegati, e tutti i fogli risultano palinsesti, provenienti da almeno quattro diversi manoscritti di ambito giuridico-notarile. Il testo tramanda una parte delle Suites de la Charrette e una dell'Agravain, secondo la versione lunga del romanzo. La traduzione dal francese procede in maniera letterale, e la lingua abbonda di gallicismi e calchi dal francese. L'edizione critica del romanzo, inquadrata dallo studio delle fonti francesi e delle modalità di traduzione e copia del testo, apre così un importante nuovo capitolo nella storia della tradizione arturiana in Italia.

giovedì 16 febbraio 2017

Firenze prima di Arnolfo

Firenze prima di Arnolfo
Retroterra di grandezza
a cura di Timothy Verdon
Atti del doppio ciclo di conferenze su arte, urbanistica e storia della Firenze di ottocento anni fa
pp. 244, € 28,00
Mandragora, 2017
ISBN: 978-88-7461-310-6

Scrivendo nel primo Trecento dell’erigenda nuova Cattedrale, Giovanni Villani dice che quella precedente, Santa Reparata, era «piccola e di molto grossa forma». La stessa cosa si poteva forse dire di quasi tutte le strutture pubbliche cittadine, e della città di Firenze nel suo insieme, prima dell’esplosione edilizia avvenuta negli ultimi decenni del Duecento, il cui protagonista fu Arnolfo di Cambio. Come era allora Firenze tra l’XI e la fine del XIII secolo prima dell’espansione della cinta muraria, prima delle grandi basiliche, prima di Santa Maria del Fiore e di Palazzo della Signoria? E quali energie religiose, politiche, economiche prepararono la totale ridefinizione del concetto della città ai tempi di Arnolfo, Dante e Giotto?

mercoledì 15 febbraio 2017

La mobilità sociale nel Medioevo italiano

La mobilità sociale nel Medioevo italiano
2. Stato e istituzioni (secoli XIV-XV)
a cura di Andrea Gamberini
pp. 420, € 39,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2017
ISBN: 9788867287086 

L’ipotesi di ricerca che il volume sottopone a verifica individua nei primi decenni del Trecento una sorta di tornante, in cui le dinamiche socio-economiche, fino ad allora preponderanti nel definire le opportunità di mobilità, cedono il primato al fattore politico-istituzionale, ovvero al protagonismo delle nuove e più ampie formazioni che vanno adesso prendendo piede. In questa chiave la Lombardia, regione storicamente molto eterogenea, costituisce un caso di studio particolarmente interessante, dove l’avvento dello stato regionale impatta sui percorsi di ascesa e discesa sociale, dischiudendo canali e favorendo nuove rappresentazioni culturali della mobilità.
Nel complesso quello che emerge dalle ricerche che qui si presentano è un quadro ricco di suggestioni, che consente di ritematizzare su basi nuove e originali una grande questione della storia medievale.
Andrea Gamberini (Milano, 1970) è professore di Storia medievale presso l’Università degli Studi di Milano. I suoi studi riguardano prevalentemente la storia della società italiana del tardo Medioevo, con particolare attenzione alle dinamiche costitutive dello stato, al rapporto città/contado in età post-comunale, alle culture delle aristocrazie territoriali. Più recentemente si è dedicato allo studio dei linguaggi politici in età basso medievale. 

martedì 14 febbraio 2017

Alboino

Alboino
Frammenti di un racconto (Secoli VI-XI)
di Francesco Borri
pp. 288, € 28, 00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2016
ISBN: 9788867286713 

Alboino è il re dei Longobardi che nell’anno 568 prese l’Italia con un grande esercito di barbari, fondandovi un regno che sarebbe resistito per oltre due secoli. Pochi mesi dopo la conquista, il grande sovrano veniva assassinato nel suo palazzo di Verona da alcuni uomini del suo seguito con la complicità della moglie.
La figura di Alboino proiettò un’ombra obliqua sulla vicenda del regno, divenendo un personaggio di primaria importanza per la storia e l’autorappresentazione dei Longobardi. In un processo apparentemente contraddittorio, il suo racconto si arricchì nella testimonianza degli autori che vissero sempre più distanti dagli anni della sua morte, guadagnando elementi narrativi che riflettevano necessità contemporanee.
Restituite al loro contesto, le narrazioni sul re permettono di dischiudere un angusto accesso che tortuosamente conduce il lettore alla secolare storia dei Longobardi e all’evolversi della loro identità.
Francesco Borri insegna Storia all’Università di Vienna ed è ricercatore presso l’Institut für Mittelaterforschung dell’Accademia austriaca delle Scienze. 

lunedì 13 febbraio 2017

Il fantastico nella letteratura medievale

Il fantastico nella letteratura medievale
di Alberto Varvaro
pp. 144, € 14,00
Il Mulino, 2016
ISBN: 978-88-15-26546-3

Un passaggio decisivo nella storia della letteratura europea del XII secolo: l’apertura dei testi volgari all’elemento fantastico, quella materia narrativa che trova espressione nella fiaba e che sfida le categorie di vero, verosimile, irreale. Si tratta di una svolta improvvisa, che riguardò gran parte dell’Europa romanza e che qui viene delineata a partire dalla ricca produzione di area francese.
INDICE DEL VOLUME: Introduzione. - I. Il mastro ladro. - II. Verosimiglianza storica e funzione esemplare. - III. Merlino e Artù in Goffredo di Monmouth. - IV. Artù prima di (o accanto a) Goffredo di Monmouth. - V. La storia dei cigni. - VI. La «Chanson du Chevalier au Cygne». - VII. La contessa d’Angiò. - VIII. La vicenda di Ami e Amile. - IX. La storia di Carlomagno ladro: la perduta canzone di Basin. - X. Due «fabliaux». - XI. Le imprese di Trubert. - XII. Tristano e Isotta. Premesse. - XIII. Tristano e il drago. - XIV. I temi folclorici nel «Tristan». - XV. Il rapimento della regina e il personaggio di Lancillotto. - XVI. La storia di Roberto il Diavolo. - Postfazione, di L. Minervini e G. Palumbo. - Indice dei nomi.
Alberto Varvaro (1934-2014) è stato professore di Filologia romanza all’Università di Napoli «Federico II». Tra i suoi numerosi libri ricordiamo, pubblicati dal Mulino, «La parola nel tempo» (1984), «Letterature romanze del medioevo» (1985), «Apparizioni fantastiche. Tradizioni folcloriche e letteratura nel Medioevo» (1994), «Adultèri, delitti e filologia. Il caso della baronessa di Carini» (2010) e «La formazione delle lingue romanze» (2014).

domenica 12 febbraio 2017

Ricerche a Santa Maria Novella

Ricerche a Santa Maria Novella
Gli affreschi ritrovati di Bruno, Stefano e gli altri
a cura di Anna Bisceglia
pp. 275, € 45,00
Mandragora, 2016
ISBN: 978-88-7461-301-4

Per la prima volta sono presentate in una pubblicazione, di alto spessore scientifico ma anche di ampia divulgazione, le recenti scoperte degli antichi affreschi medievali ricomparsi sulle pareti della navata della Basilica di Santa Maria Novella a Firenze e che appartengono alla fase più antica della storia della chiesa.
Questi straordinari ritrovamenti, che hanno stupito gli esperti del settore per la loro unicità e per la loro collocazione, sono stati possibili grazie a un programma di interventi di restauro che ha interessato tutte le pale d’altare della chiesa. Un puntuale confronto tra quanto emerso e le fonti storiografiche ha consentito agli autori del volume di tracciare un quadro storico-artistico di riferimento in cui si intrecciano le antiche vicende del complesso domenicano e quelle di un’intera cittadina nella quale l’arte non è mai solo arte, ma è sempre strettamente connessa con la politica.

venerdì 10 febbraio 2017

Maiestas

Maiestas
Politica e pensiero politico nella Napoli aragonese  (1443-1503)
di Guido Cappelli
pp. 236, € 23,00
Carocci, 2017
ISBN: 9788843085750

Questo libro tratta del Regno di Napoli nella seconda metà del XV secolo. Tuttavia, esso aspira anche a fornire un saggio del più generale pensiero politico italiano in quella fase cruciale tra basso Medioevo e prima Età moderna, quando si forgiò una peculiare dottrina dello Stato – organico, centralizzato e ispirato a criteri di razionalità e armonia – animata dalla partecipazione e dall’ispirazione di quella straordinaria avanguardia intellettuale che in Italia si chiamò umanesimo, nel “secolo lungo” che va da Petrarca a Erasmo. Nel corso di sei densi capitoli in equilibrio tra storia intellettuale e letteratura politica, il volume mette in luce la parabola della proposta politica umanistica, proiettando l’immagine di una Napoli in prima fila nelle trasformazioni del suo tempo: una revisione storiografica che contribuisce a restituire alla capitale il ruolo storico che troppo spesso la critica le ha negato.
Guido Cappelli insegna Letteratura italiana all’Università di Napoli  “L’Orientale”. Dottore di ricerca in Letteratura umanistica presso  l’Università di Messina, specializzato all’Universitat  Autònoma de Barcelona, fra i suoi lavori si contano diversi saggi sul pensiero politico  umanistico, l’edizione critica del De principe di Giovanni Pontano (Salerno Editrice, 2003) e, per Carocci editore, il volume L’umanesimo  italiano da Petrarca a Valla (2a rist. 2014).

giovedì 9 febbraio 2017

Racconti medievali

Racconti medievali
di Liana Maccari
pp. 72, € 9,00
Edizioni Simple, 2017
ISBN: 978-88-6924-270-0
 
Medioevo oscuro e punteggiato di stelle. Di uomini violenti, assetati di potere e di una donna che porta corona. Di santi e di elefanti. Di tradimenti continui, da far dimenticare gli Unni. Medioevo iconoclasta, senza nessuna immagine e della guerra perduta per salvarne una sola. Di una regina che vuole essere vista partorire da tutti, e del papa che l’ha proibito.Medioevo popolare, che prevale sulle teste coronate, dentro e fuori le porte delle mura, se non fosse l’ignoranza! Medioevo apocalittico, in cui Roma è morta e deve finire anche il mondo…

mercoledì 8 febbraio 2017

La poesia in Italia prima di Dante

La poesia in Italia prima di Dante
a cura di Franco Suitner
pp. 288, € 29,00
Angelo Longo Editore, 2017
ISBN: 978-88-8063-958-9

Ogni anno si tengono in Italia e nel mondo molti incontri di materia dantesca o petrarchesca, ma rare sono le occasioni in cui gli italianisti si confrontano sul periodo che precede. Ciò è dovuto a vari fenomeni, alcuni anche di natura molto banale: la carenza di personalità grandissime, malgrado l'importanza complessiva dei movimenti letterari (basta pensare a fenomeni come la poesia giullaresca, quella di tipo politico, lo Stil Novo, la poesia religiosa dell'Italia centrale); la carenza di notizie biografiche, o di identificazioni sicure, che affligge spesso anche autori importanti, e che ha come risultato la difficoltà di celebrare centenari e di organizzare quelle manifestazioni che di solito ravvivano l'interesse per gli autori. Ne deriva una carenza di attenzione nei confronti di un periodo decisivo di storia letteraria, che è quello in cui si pongono i fondamenti di tutto lo sviluppo successivo della nostra tradizione. L'esito di questo stato di cose si riflette perfino nei manuali, dove questa parte della materia e sbrigata spesso in modo sommario. Questo volume, come prima il Convegno che lo ha originato, offre un contributo a porre rimedio a questa situazione, proponendosi come un'occasione di ripensamento e di discussione di alcuni importanti problemi posti dalla lirica italiana delle Origini. Si tratta della proposta di nuovi profili di rimatori, di contributi di natura documentaria, di studi su centri di attività poetica, su temi letterari caratteristici o rapporti con le arti figurative, e altro ancora.
Franco Suitner è nato a Feltre, in provincia di Belluno. Ha studiato all'Università di Padova. Si è perfezionato a Parigi e ha insegnato nelle Università di Leida, in Olanda, e in quella di Venezia “Ca' Foscari”.
Professore Ordinario di Letteratura italiana dal 1987, ha tenuto parecchi anni la cattedra di Storia della critica letteraria, passando successivamente a quella di Letteratura italiana. Dal novembre 2001 è stato chiamato per trasferimento a Roma III.
I suoi interessi di studio si sono rivolti principalmente alla poesia italiana del Duecento e del Trecento, e ai suoi rapporti con la lirica europea dello stesso periodo, all'opera di Manzoni, alla critica e teoria letteraria di epoca romantica e contemporanea, ad alcuni momenti della narrativa del '900.
Particolare attenzione in tutti i suoi studi ha sempre dedicato allo sforzo di unire la tradizionale prospettiva storico-filologica a quella  comparata.

martedì 7 febbraio 2017

L'ignoto davanti a noi

L'ignoto davanti a noi
di Alessandro Vanoli
pp. 208, € 15,00
Il Mulino, 2017
ISBN: 978-88-15-26732-0

Da sempre sogno e scoperta vanno assieme. L’uno ha alimentato l’altra e viceversa. Questo libro racconta che, a ben guardare, di ignoto e di stupore è ancora pieno il mondo
Spingersi al di là dei limiti geografici, solcare acque ignote, studiando venti e correnti, superando deserti e montagne: che ne è di quel sogno della scoperta che da sempre gli uomini hanno condiviso? Oggi che quasi tutto è stato esplorato, cartografato, mappato, cosa rimane per alimentare la nostra fantasia? Dai monaci buddhisti a Marco Polo, dal musulmano Ibn Battuta sino a Cristoforo Colombo, Hudson o James Cook: per quanto la mappa sembri infine conclusa, vi sono ancora infiniti elementi di stupore in serbo per noi, e nuovi spunti da cui ripartire per ricominciare a sognare.
Alessandro Vanoli, storico del Medioevo, è esperto di storia mediterranea. Con il Mulino ha pubblicato anche «La reconquista» (2009), «Andare per l’Italia araba» (2014), «Quando guidavano le stelle» (2015) e «La Sicilia musulmana» (2016).

lunedì 6 febbraio 2017

Homāy e Homāyun

Homāy e Homāyun
Un romanzo d'amore e avventura nella Persia medievale
di Khwāju di Kerman
traduzione di Nahid Norozi
pp. 400, € 26,00
Mimesis Edizione, 2017
ISBN: 978-88-5753-735-1

Il principe persiano Homāy, vedendo il ritratto di Homāyun, figlia dell’imperatore della Cina, se ne innamora perdutamente e intraprende un lungo e pericoloso viaggio durante il quale dovrà fronteggiare briganti e cannibali, e liberare la cugina dell’amata, prigioniera in una fortezza incantata. Dovrà a un certo punto abbandonare per amore il trono che gli viene offerto da un popolo incontrato in Asia Centrale e, arrivato finalmente in Cina, cerca attraverso intriganti e numerose vicende, di incontrarsi con l’amata. Anche la bella Homāyun s’innamora di lui, ma ci saranno ostacoli d’ogni sorta che ritarderanno l’unione degli amanti, tra cui inganni, guerre, prigionie e tradimenti.
Khwāju di Kerman poeta persiano del XIV sec., il cui stile influenzò il grande Ha¯fez· di Shiraz suo contemporaneo, fu oltre che un lirico anche un fine narratore in versi, autore di un quintetto di poemi sull’esempio della pentalogia del famoso Nezāmi di Ganjé (XII-XIII sec.). Il poema di Khwāju qui tradotto per la prima volta in una lingua europea, Homāy e Homāyun, racconta la storia di un principe persiano che s’innamora, dopo averne visto il ritratto, di una principessa cinese e corre sino in Cina alla sua ricerca. Si tratta di uno splendido romanzo d’amore e d’avventura che ci apre una finestra privilegiata sulla Persia medievale e che ha ispirato un grande miniaturista persiano, Junayd (XIV-XV sec.). Tra innumerevoli avventure fiabesche, fatti d’arme, incontri con fate e demoni, tradimenti e riconciliazioni, storie parallele di amici e nemici, il protagonista va incontro al suo destino e, conformemente alla antica concezione iranica della regalità, diventerà “re del mondo” sposando la figlia dell’imperatore della Cina e unendo l’estremo Oriente all’Iran. Khwāju ci narra una storia d’amore terreno e un viaggio a Oriente leggibili però in filigrana anche come una grande parabola dell’amore mistico e una quête spirituale.
Nahid Norozi è PhD in “Culture letterarie, filologiche, storiche” e tutor di lingua persiana presso l’Università di Bologna. Membro del comitato redazionale della «Rivista di Studi Indo-Mediterranei» e del comitato scientifico della rivista bilingue «Quaderni di Meykhane», si occupa di letteratura epica medievale, di trattatistica mistica arabo-persiana, e di poesia sia come autrice sia come traduttrice dal persiano e dall’italiano. Ha curato la prima traduzione italiana del sufi iranico medievale Najm al-Din Kubrā (XII sec.), Gli schiudimenti della Bellezza e i profumi della Maestà (2011), la traduzione del poeta contemporaneo Sohrāb Sepehri, Sino al fiore del nulla (2014) ed è autrice del volume Prestiti arabo-persiani nella lingua spagnola (2014).

giovedì 2 febbraio 2017

Capire il Medioevo

Capire il Medioevo
di Salvatore Tramontana
pp. 334, € 15,00
Carocci, 2017
ISBN: 9788843083213

Quanto Medioevo c’è nella letteratura, nel teatro, nel cinema, nei fumetti, nella televisione, nel giornalismo dei nostri giorni? Il volume analizza l’affascinante intreccio tra passato e presente e come il concetto stesso di Medioevo sia stato proposto nelle varie epoche. Nell’intento di superare lo scarto fra modello proprio della ricerca e modello della didattica, il testo rende familiari agli studenti e a quanti desiderano avviarsi allo studio del Medioevo gli strumenti e i criteri metodologici dell’indagine storica. Oltre che alla letteratura storica sul periodo, particolare attenzione è riservata alle testimonianze – cioè alle fonti mute, orali, scritte –, di cui viene precisata tipologia, origine, genuinità, probabili contaminazioni. Il libro si conclude con notizie articolate e aggiornate sui criteri di datazione e sui documenti falsi, sugli archivi, sulle biblioteche, sui centri di cultura, sui repertori, sui lessici, sui glossari ed è corredato di ampi apparati bibliografici e utili indicazioni sui periodici italiani e stranieri, sulle enciclopedie, sui manuali, sulle grandi opere di storia generale, sulle collane di fonti e testi.

mercoledì 1 febbraio 2017

Autografie dell'età minore

Autografie dell'età minore
Lettere di tre dinastie italiane tra Quattrocento e Cinquecento
di Monica Ferrari, Isabella Lazzarini, Federico Piseri
pp. 272, € 42,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2016
ISBN: 9788867286379

L’autografia dell’“età minore” dei principi italiani tra Quattro e Cinquecento è un tema all’incrocio di molti ambiti di ricerca: la storia dei linguaggi politici, la storia culturale, la storia dell’educazione e delle pratiche formative, la storia dell’infanzia, la paleografia e la diplomatica, l’epistolografia. Nel volume vengono analizzate, da diverse prospettive, le lettere autografe dei membri più giovani (maschi e femmine) delle tre dinastie italiane degli Este, dei Gonzaga e degli Sforza, accomunate da lessici politici e culturali e da vincoli di sangue, in un periodo cruciale – la seconda metà del XV secolo e gli esordi del XVI – per la ridefinizione dei modelli che presiedono alla formazione dei principi e alle forme della comunicazione politica. Completa il volume un’antologia, in parte inedita, di lettere autografe, corredata della loro riproduzione.
Monica Ferrari è professore di Pedagogia generale e sociale presso l’Università di Pavia, ove insegna anche Storia della pedagogia e Filosofia dell’educazione.
Isabella Lazzarini insegna Storia medievale presso l’Università del Molise. Si occupa di storia sociale delle istituzioni tardomedievali, con un’attenzione particolare alle trasformazioni politiche dei principati italiani tre-quattrocenteschi, all’evoluzione delle pratiche documentarie e delle forme della comunicazione scritta, e alla diplomazia tardo medievale.
Federico Piseri, medievista, è cultore della materia di Pedagogia generale e sociale e Storia della pedagogia presso l’Università di Pavia.