martedì 18 dicembre 2018

San Lorenzo in Verona

San Lorenzo in Verona
Storia e restauri
di Angelo Passuello
pp. 304, € 29,00
Cierre Edizioni, 2018
ISBN: 9788883149238
 
San Lorenzo, posta sull’antica via Postumia, è una delle più antiche e affascinanti chiese di Verona ma la sua storia, fino ad ora, non era stata ancora interamente indagata. Prendendo le mosse da un’accurata analisi delle vicende storico-architettoniche del complesso, dalla fondazione altomedievale all’età moderna, con l’ausilio di documenti inediti e di un accorto studio dei materiali, il volume rende conto dell’articolata diacronia del costruito: dall’innalzamento, mediante una campagna edilizia omogenea conclusasi entro il primo decennio del XII secolo, agli estensivi interventi di ripristino otto-novecenteschi. Vengono qui valutati, in particolare, sia l’impresa del rettore don Pietro Scapini, il quale sul finire del XIX secolo decise di “ridonare” alla fabbrica il suo presunto aspetto originario, sia quella del soprintendente Piero Gazzola, che ne curò il riassetto postbellico dopo le gravi lesioni causate dalle incursioni aeree alleate fra il 1944 e il 1945. L’interpretazione dei restauri ha dato spunto a un completo riesame del cantiere romanico, modificandone la narrazione “canonica” e sottolineandone l’importanza nell’Italia settentrionale del primo XII secolo.
Prefazione di Xavier Barral i Altet.
Angelo Passuello (Verona, 1986), laureatosi presso l’Università degli Studi di Verona e specializzatosi in Beni Storico-Artistici presso l’Università degli Studi di Padova, è dottore di ricerca in Storia delle Arti presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. I suoi interessi sono rivolti principalmente alle manifestazioni architettoniche, scultoree e pittoriche medievali, con particolare attenzione all’epoca romanica e all’ambito del Veneto. Ha pubblicato saggi e articoli su un vasto arco di temi, dalla scultura altomedievale alla pittura trecentesca, dall’architettura romanica alla plastica tardogotica.

lunedì 17 dicembre 2018

Predicatori, mercanti, pellegrini

Predicatori, mercanti, pellegrini
L’Occidente medievale e lo sguardo letterario sull’Altro tra l’Europa e il Levante
a cura di Giuseppe Mascherpa e Giovanni Strinna
pp. 304, € 28,00
Universtas Studiorum, 2018
ISBN: 9788833690353

Nel Medioevo letterario europeo il racconto edificante (il sermone, la narrazione agiografica) e le scritture di viaggio spiccano tra quelle tradizioni letterarie che hanno concorso in misura sostanziale a fondare l’identità collettiva dell’Occidente. Predicatori, missionari, mercanti, pellegrini: nel punto di vista a volte convenzionale o autoreferenziale, a volte felicemente originale di questi scrittori ritroviamo la lente con cui l’uomo occidentale ha osservato se stesso e il mondo, ha escluso e discriminato le minoranze e talvolta ha cercato di comprendere gli altri. Nell’era della globalizzazione e della post-secolarizzazione, il complesso rapporto tra "je, nous et les autres" pone di fronte a delle sfide quanto mai attuali. Il rispetto dell’alterità e la comprensione delle pluralità culturali è un passo indispensabile per vivere in una società in continua trasformazione.

domenica 16 dicembre 2018

Norme e prassi

Norme e prassi
Gestione fondiaria ecclesiastica e innovazioni giuridiche negli atti negoziali ravennati dei secoli V-VII
di Simona Tarozzi
pp. 398, € 28,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Jouvence, 2018
ISBN: 9788878015869

“L’analisi delle clausole degli atti negoziali ravennati dei secoli V-VII ha messo in luce un tecnicismo giuridico non comune, frutto della competenza dei tabellioni ravennati, difficilmente uguagliata in altre realtà tardoantiche. Il forensis non costruisce solo un solido atto, pressoché inoppugnabile ed opponibile ai terzi, a tutela della Chiesa di Ravenna, ma appare pienamente informato anche della gestione del patrimonio fondiario della stessa, nel cui complicato meccanismo inserisce consapevolmente quell’atto. Dalla cura responsabile posta nel predisporre clausole, il più funzionali ed efficaci possibili, derivano scelte di originale interpretazione della norma giuridica che rendono i papiri di Ravenna una testimonianza unica per la prassi di questi secoli”.
Simona Tarozzi è ricercatrice in Diritto Romano e Diritti dell’antichità presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bologna e diplomata in Archivistica, Paleografi a e Diplomatica presso la Scuola di Archivistica, Paleografi a e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Bologna.

sabato 15 dicembre 2018

Monasteri italo-greci (secoli VII-XI). Una lettura archeologica

Monasteri italo-greci (secoli VII-XI). Una lettura archeologica
a cura di Federico Marazzi e Chiara Raimondo
pp. 220, € 50,00
Volturnia Edizioni, 2018
ISBN: 8896092728

Il volume raccoglie gli atti del Convegno di Studi Internazionale tenutosi a Squillace (CZ) nei giorni 23 e 24 marzo 2018. Per la prima volta si sono raccolti intorno ad un metaforico tavolo di lavoro i contributi relativi a tutte le aree italiane in cui si è manifestato il monachesimo di osservanza greca.

venerdì 14 dicembre 2018

Assedi e fortificazioni nella vicenda medievale aretina

Assedi e fortificazioni nella vicenda medievale aretina
di Simone De Fraja
pp. 180, € 15,00
Società Storica Aretina, 2018
ISBN: 8889754214

Il volume ripercorre le tappe della storia medievale aretina (secoli XIII-XIV) da un punto di vista innovativo rispetto a quello tradizionale. Le fonti, documentarie e cronachistiche, sono gli elementi fondamentali con cui analizzare gli eventi bellici e le politiche che hanno caratterizzato il controllo del territorio. Il rapporto tra documento e realtà topografica, l'interazione tra iconografia superstite e tracce materiali avvicinano il lettore ai fatti realmente accaduti, ma anche alla psicologia che li determinò. Pressione emotiva, tradimento e dileggio sono fra le componenti fondamentali per l'assalto e per l'assedio, con macchine ossidionali, delle fortificazioni, che vengono a loro volta analizzate in dettaglio. Giochi di potere si uniscono a considerazioni militari, esigenze pratiche, costruttive, tecniche e simboliche a stratagemmi e inganni, talvolta descritti da cronisti portatori di contrastanti punti di vista. La dettagliata analisi degli eventi bellici fornisce un quadro tutt'altro che di immobilismo, dopo la battaglia di Campaldino, così come invece tramandato da una storiografia ormai desueta. Impreziosisce il lavoro una riflessione iniziale di Aldo A. Settia.
Simone De Fraja è studioso del periodo medievale, il suo interesse personale si è più volte concentrato sulla storia del territorio di Arezzo con saggi pubblicati. Si occupa di castellologia con speciale riferimento alle fortificazioni locali, francesi, andaluse nonché del Vicino Oriente in ordine alle quali ha tenuto alcuni interventi e conferenze.

giovedì 13 dicembre 2018

Parler dulcement d’amur

Parler dulcement d’amur
Identità, desiderio, racconto nei testi antico-francesi della leggenda di Tristano (XII sec.)
di Teodoro Patera
pp. 294, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni Università di Macerata, 2018
ISBN: 978-88-6056-534-1

Nella cosiddetta fine lunga del romanzo di Thomas d’Angleterre, Isotta, giunta troppo tardi, si rivolge al corpo esanime dell’amato e scandisce un’ipotesi impossibile, fantasticando che, se fosse arrivata in tempo, avrebbe salvato la vita a Tristano e gli avrebbe parlato – dulcement – del loro amore. Anche se solo per via ipotetica, l’eroina si appropria, con le sue ultime parole, del ruolo che la tradizione attribuisce notoriamente al protagonista maschile: quello di cantore della sua storia, di narratore della parabola tristaniana. Il quadro perfetto dell’idillio amoroso è, per quest’amante esemplare, una fusione di baci e racconto, abbracci e memoria. La condizione dell’amore è contemplata come una condizione narrativa. Amare è raccontare il proprio amore, figurarsi come personaggi, inscriversi in un narrato. L’amore è un atto di parola, senza essere per questo negato come atto fissato da una performance dei corpi, evento che si dipana tra due esistenze.
Teodoro Patera
è ricercatore presso la Georg-August-Universität di Göttingen. Laureato in Lettere all’Università di Roma Tor Vergata, specializzato in Studi medievali a Ginevra, ha conseguito il dottorato in Scienze linguistiche, filologiche, letterarie presso l’Università di Macerata.

mercoledì 12 dicembre 2018

Biancomangiare... il Medioevo in tavola

Biancomangiare... il Medioevo in tavola
a cura di Anna Abate
pp. 176, € 15,00
Valtrend Editore, 2018
ISBN: 9788888623993
 
Un simpatico viaggio nella storia del cibo dal Medioevo fino ai giorni nostri.
Un viaggio che ha come bussola la gastronomia nelle sue accezioni più disparate – inclusa la medicina e le tradizioni dei monasteri – una conoscenza propria delle civiltà del Mediterraneo che ci offre la possibilità di arricchire il nostro bagaglio culturale e inventare momenti di convivialità per stupire i nostri ospiti con aneddoti e notizie storiche.
Il periodo medievale imprime senza dubbio un’enorme svolta sul modo di cucinare e di conservare i cibi, dalle conserve alimentari quali marmellate e sottoli, introdotte dai frati nei Monasteri, alle preparazioni delle scuole mediche ed in particolare di quella salernitana, il medioevo rappresenta un importante momento di passaggio la cui influenza giunge fino a noi soprattutto in relazione al modo di cucinare e di utilizzare le spezie.

martedì 11 dicembre 2018

Sangue di Drago

Sangue di Drago
I Visconti di Milano II
di Valeriana Maspero
pp. 382, € 15,00
Il Libraccio Editore, 2018
ISBN: 8897748961

Fra storia e immaginazione letteraria, continua la saga dei Visconti, la famiglia che fece grande Milano e condizionò la storia dell'Italia in età tardo-medievale e rinascimentale. Dopo le vicende del vescovo Ottone e di Matteo Magno trattate nel primo romanzo "La dinastia del drago", il secondo - "Sangue di drago" - narra quelle di Galeazzo e di Azzone, che rappresentano simbolicamente la seconda spira del famoso biscione che compare nello stemma di famiglia. Le loro vicende pubbliche e private, e quelle dei personaggi che ebbero rapporti con loro, sono rivisitate in forma letteraria sulla scorta di un'accurata ricostruzione storica.

lunedì 10 dicembre 2018

Storia dei giardini

Storia dei giardini
Dalla Bibbia al giardino all'italiana
di Carlo Tosco
pp. 284, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Il Mulino, 2018
ISBN: 978-88-15-27959-0

Luogo di ricreazione e di svago, di ozio, di gioco, di piacere estetico, e inoltre: regno degli dèi, tempio a cielo aperto, angolo di paradiso, microcosmo simbolico, scuola di filosofi, scenografia del potere, teatro di rappresentazioni drammatiche e di concerti, attrazione turistica, sede d’istallazioni idrauliche, di sperimentazioni botaniche, di piante esotiche, di perfezionamento colturale, d’attività didattiche e sportive. Il giardino è tutto questo, e molte altre cose ancora. Il volume ne ripercorre la storia dalle origini fino al Quattrocento, esaminando i momenti cruciali di formazione e di sviluppo degli spazi verdi, e illustrandone gli aspetti sociali, religiosi, politici, architettonici, artistici e letterari.
Carlo Tosco coordina il corso di laurea interateneo in Progettazione delle aree verdi e del paesaggio ed è direttore della Scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio del Politecnico di Torino. Con il Mulino ha pubblicato «Il paesaggio come storia» (nuova ed. 2017), «I beni culturali» (2014), «L’architettura medievale in Italia. 600-1200» (2016) e «Andare per abbazie cistercensi» (2017).

domenica 9 dicembre 2018

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 26

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 26
di A.A.V.V.
pp. 296, € 60,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788833131146

Anche quest’anno la Campania ha dato il suo contributo alla conoscenza della produzione libraria beneventana. Dieci frammenti di codici, di cui riferisce Giuliana Capriolo, che rinforzano o avevano rinforzato il dorso di alcune cinquecentine, sono conservati nei conventi francescani di Baronissi e di S. Maria degli Angeli a Nocera Superiore, due località della provincia di Salerno. Si conferma così l’uso dei codici beneventani come materiale di scarto, utile per proteggere altri libri, ritenuti più preziosi, in età moderna.
Se questa è stata la triste sorte di tanti esemplari prodotti in area beneventana, ben diverso appare il destino di un codice assolutamente unico nel panorama della teoria musicale medievale, il Cassinese 318, riprodotto in facsimile e illustrato da una eletta schiera di specialisti per le cure di Mariano Dell’Omo e Nicola Tangari: se ne dà conto, a pochi mesi dalla pubblicazione, in questo volume della nostra bibliografia.
Nel corso del 2019 dovrebbe poi essere compiuto il lavoro del Brill Companion to the Beneventan Zone, una sintesi dello stato dell’arte in tutti gli aspetti della cultura scritta beneventana nel territorio italomeridionale e dalmata, su iniziativa e a cura di Richard Gyug e Andrew Irving. La maggioranza dei contributi è stata affidata a studiosi non italiani, a riprova dell’interesse che questa tipologia grafica desta fuori dei nostri confini e, viceversa, del modesto richiamo che essa esercita su chi si dedica a questo genere di ricerche all’interno del nostro paese.

sabato 8 dicembre 2018

San Francesco di Asciano

San Francesco di Asciano
Opere, fonti e contesti per la storia della Toscana francescana
di Giovanni Giura
pp. 240, € 50,00
Mandragora, 2018
ISBN: 978-88-7461-378-6

Inaugura la nuova collana “Callida iunctura” questo volume sulla chiesa francescana di Asciano, piccolo comune adagiato sulle splendide colline del senese. In realtà la chiesa scialenga è l’esempio perfetto di un nuovo metodo di indagine complessivo degli edifici religiosi a partire dai suoi dettagli, unici superstiti.
Un metodo utile poi per tracciare una intera cartografia artistica delle permanenze religiose legate alla tradizione francescana in tutta la regione.
Partendo dalla chiesa scialenga viene rimesso in discussione il mito storiografico delle chiese francescane ad aula come derivanti da quella di Cortona, provando a individuare delle leggi tendenziali non univocamente riferibili all’esistenza di un ferreo modello normativo, ma radicate in una fenomenologia ricca di varianti.
Il volume indaga sui resti di affreschi della cappella maggiore, scoprendo che una tavola sopravvissuta della Madonna col Bambino di Lippo Memmi fosse il centro di un grandioso eptittico, con ai lati altri pannelli perduti; emerge inoltre l’importanza di tre opere risalenti al secondo quarto del Duecento, che delineano la triade canonica di temi cristologici, mariani e agiografici riservata alle più antiche decorazioni dei tramezzi (del quale nella chiesa non era quasi rimasta traccia!).
Numerosi sono stati gli autori maggiori e minori che hanno lasciato traccia nella chiesa: da Jacopo di Mino del Pellicciaio, a Giovanni d’Asciano, pittore mitizzato da Vasari ma storicamente esistente, al Sodoma, probabile indiziato di una trascurata Crocifissione.
Un’indagine appassionante che ritesse i fili della chiesa scialenga, un bizzarro palinsesto, dove una robbiana di Luca il giovane si mescola con gli stucchi barocchi e gli affreschi trecenteschi. Una lettura nuova e originale, fondamentale per capire la fioritura meno celebre ma nondimeno importante per la comprensione dell’evoluzione artistica locale, basata sulle ricerche di grande valore condotte alla Scuola Normale di Pisa sotto la supervisione di Maria Monica Donato e Massimo Ferretti.
Il volume offre inoltre l’opportunità di dare il giusto peso culturale, troppo spesso sottostimato a simili edifici, con la possibilità di inserirli poi in percorsi di conservazione, valorizzazione e visita a cui naturalmente sarebbero destinati.

venerdì 7 dicembre 2018

Storia dei draghi

Storia dei draghi
Dai Nibelunghi a Game of Thrones
di Martin Arnold
pp. 352, € 24,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Odoya, 2018
ISBN: 978-88-6288-502-7
 
I draghi sono un fenomeno globale. Troviamo tracce di questi mostri alati a diverse latitudini e in varie epoche: animali mitologici che hanno turbato l'umanità per migliaia di anni. Dalle bestie sputafuoco del mito e delle leggende nordeuropee al Grande Drago Rosso del libro dell'Apocalisse, dal ruolo soprannaturale nell'antica Cina a quello delle donne-drago che hanno rappresentato una minaccia all'autorità maschile. Ma c'è una cosa che tutti i draghi hanno in comune: la paura suscitata dal loro formidabile potere e, di conseguenza, il nostro bisogno di sopprimerlo, di placarlo o, in qualche modo, di assumerlo come "nostro". Come spiegare questa esigenza? È il nostro bisogno di imporre l'ordine sul caos, incarnato in un cavaliere, un eroe in grado di uccidere i draghi? È il nostro terrore della natura scatenata nella sua forma più distruttiva? O il drago non è altro che l'espressione di quel mistero più grande e inquietante di tutti: la nostra mortalità? Martin Arnold ripercorre la storia dei draghi, le concezioni leggendarie e storiche su queste figure, la loro rappresentazione e i significati metaforici, religiosi, mitologici, dall'Età Antica a II trono di spade, e risponde all'interrogativo su cosa abbia spinto l'uomo a creare nel suo immaginario queste creature magnifiche. Postfazione di Licia Troisi.
Martin Arnold è senior lecturer di Letteratura inglese presso la University of Hull. Ha conseguito un dottorato con una tesi sulle saghe islandesi medievali alla University of Leeds nel 1996. È stato uno dei curatori della rivista Studies in Medievalism. Tra i suoi libri di maggior successo ricordiamo: The Vikings. Culture and Conquest (2006) e Thor: Myth to Marvel (2012).

giovedì 6 dicembre 2018

Architettura a Firenze dal tramonto dell'Impero romano al Medioevo

Architettura a Firenze dal tramonto dell'Impero romano al Medioevo
di Carlo Cresti 
pp. 126, € 15,00
Angelo Pontecorvi Editore, 2018
ISBN: 978-88-3384-006-2

Considerata assai attendibile l’ipotesi, recentemente formulata con plausibili argomentazioni, che la costruzione del Tempio ottagono, adibito poi a Battistero, risalga al V secolo, e che conseguentemente sia da reputare arbitraria la finora adottata aggettivazione ‘romantica’ che implicava la datazione al X-XI secolo di tale edificio (probabile memorial della vittoria conseguita nell’ottobre del 406 d.C., da Stilicone sul barbaro Radagaiso assediante Firenze), è sembrata decisamente opportuna la rilettura critica riguardante le vicende architettoniche dal Tardo-Antico al Medioevo. La rilettura ha consentito di constatare l’impossibile contemporaneità del magistero costruttivo caratterizzante l’organismo strutturale e le partiture compositive dei geometrici ornamenti del Tempio ottagono, nel confronto con gli elementari sistemi edificatori delle chiese (classificate ‘romaniche’) di San Miniato al Monte, dei Santi Apostoli, e con le modeste facciate della Badia Fiesolana e di San Salvatore al Vescovo. Dalla rilettura è apparsa altresì improbabile la ideazione di Arnolfo riguardante la nuova cattedrale di Santa Reparata, assegnatali soltanto nominalmente, risultando problematico ascrivergli l’attuazione della imcompiuta facciata distrutta nel 1587, e al quale, inoltre, il Vasari, attribuisce il progetto di Santa Croce la cui autografia arnolfiana è alquanto controversa e forse inverosimile. Pertanto esclusa l’appartenenza del Tempio ottagono alla aleatoria stagione del ‘romanico’, messi in dubbio i connotati stilistici di altri edifici ecclesiali, ridimensionati o confutati gli interventi progettuali di Arnolfo, rimangono ad attestare, in Firenze gli epicali valori dell’architettura da tardo-antica a medievale, le certezze inverate dai prestigiosi significati espressivi e simbolici dell’assoluta straordinarietà del Tempio ottagono divenuto Battistero, dall’ardita torre dei Priori, del formidabile triconco absidale di Santa Maria del Fiore, e dall’originalità del granaio di Orsanmichele. 
Carlo Cresti, architetto, già professore ordinario di Storia dell’Architettura nell’Università di Firenze. È vice presidente della classe di Architettura dell’Accademia fiorentina delle Arti del Disegno. È stato direttore del ‘Dipartimento di Storia dell’Architettura e Restauro delle strutture architettoniche’ dell’Università di Firenze, coordinatore del Dottorato di Ricerca in ‘Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica’, direttore della ‘Scuola di Specializzazione in Storia, Analisi e Valutazione dei Beni Architettonici e Ambientali’.

mercoledì 5 dicembre 2018

Collalto. Storia di un casato millenario

Collalto
Storia di un casato millenario
di Pierandrea Moro
pp. 200, € 26,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788833131115

Nell’ottobre del 958 Berengario II d’Ivrea, re d’Italia, concedeva a un eminente personaggio dell’area trevigiana di nome Rambaldo la corte pubblica di Lovadina, sulla riva destra del fiume Piave. Si trattava del capostipite della famiglia dei conti di Treviso, più tardi noti come Collalto, che diverranno tra i maggiori protagonisti delle vicende storiche di questo territorio lungo tutti i secoli successivi.
Con la fondazione, e la sua costante cura, dell’abbazia di Sant’Eustachio a Nervesa (1062) e l’edificazione dei castelli di Collalto (1110) e di San Salvatore (1245), a presidio del medio Piave, il casato seppe costruire e difendere nel tempo un organismo territoriale, di stretta emanazione imperiale, sul genere di quello dei piccoli stati padani dei Correggio, dei Pico della Mirandola, dei Gonzaga o dei Guastalla con cui i Collalto intrecciarono assai spesso gli interessi famigliari grazie ad accorti matrimoni.
Patrizi veneti dal 1306, titolari di una splendida corte rinascimentale, avveduti politici tra Quattro e Cinquecento tra Impero e Repubblica di Venezia, valenti uomini d’arme, i Collalto, dopo aver aperto un secondo ramo in Moravia nei domini asburgici, nella prima metà del Seicento, e quindi nominati principi dell’Impero nel 1822, mantennero sempre una sostanziale coesione famigliare che ne ha consentito lo straordinario percorso millenario fino ai nostri giorni.
Pierandrea Moro è laureato in storia medievale all’Università Ca’Foscari di Venezia. Tra le sue pubblicazioni: Riccardo Cuor di Leone (Teramo 1994), «Quam horrida pugna». Elementi per uno studio della guerra nell’alto medioevo italiano (Venezia 1995); Venezia. Itinerari per la storia della città, con S.Gasparri e G.Levi (Bologna 1997).

martedì 4 dicembre 2018

Anno Mille

Anno Mille
L'arte in Europa dal 950 al 1050
di Liana Castelfranchi Vegas
pp. 240, € 90,00
Jaca Book, 2018
ISBN: 978-88-16-60573-2

Il passaggio fra il primo e il secondo millennio è uno straordinario periodo di creatività nella storia Europea per ragioni letterarie, culturali, religiose, e risulta un vero e proprio spartiacque dal primo al secondo Medioevo. Nella storia dell’arte, in particolare, l’impero ottoniano, sostituendosi con efficacia alla pretesa unificatrice carolingia, diviene il centro e il motore delle novità artistiche dell’epoca. Sull’asse Germania-Lombardia si sviluppa infatti una corrente artistica di alto profilo, stilizzata e colta, che dà vita a notevoli cambiamenti nell’architettura e nelle arti minori. Basti pensare alle chiese di San Ciriaco a Gernrose, San Michele di Hildesheim o alla rotonda del duomo vecchio di Brescia, o, ancora, agli affreschi superstiti della Majestas Domini nella Basilica di San Vincenzo a Galliano, vicino a Cantù. E soprattutto alle numerose miniature, agli oggetti di culto, ai simboli del potere frutto della ricchissima committenza imperiale, in cui, oltre all’evidente influsso di Bisanzio, sono tangibili, in nuce, i segni di una nuova sensibilità e di un nuovo gusto propriamente occidentali. Il volume non tralascia le testimonianze artistiche del regno di Francia, con i tesori orafi di Conques e con Cluny, il monastero che all’epoca era in grado di rivaleggiare nella cristianità con Roma per magnificenza e importanza; pone in risalto l’inventiva dei centri inglesi di Winchester e Canterbury, o di Saint-Omer nelle Fiandre; infine affronta l’architettura sincretica della Spagna del Nord e l’invenzione delle Apocalissi e dei Beati negli scriptoria monastici iberici. Sono tasselli preziosi che si combinano sapientemente per delineare il momento storico che darà all’Europa la sua prima arte universale: il Romanico.

lunedì 3 dicembre 2018

Il Medioevo in 50 oggetti

Il Medioevo in 50 oggetti
di Elina Gertsman, Barbara H. Rosenwein
Traduzione di Francesco Vitellini
pp. 285, € 25,00
Libreria Editrice Goriziana, 2018
ISBN: 8861025145

Complessi e variegati, vibranti e intensi, gli oggetti medievali richiedono esami ravvicinati, riflessioni profonde e approcci cinestetici. La cultura materiale del Medioevo, straordinaria nella molteplicità di significati che include e genera, offre a chi l'osserva una ricca esperienza visiva, spesso multisensoriale, sempre gratificante. Offre, inoltre, scorci di una società vivida o, meglio, delle molte società che erano in costante cambiamento e, a intermittenza, conversavano (e a volte litigavano con veemenza) tra di loro. Eppure, ogni oggetto ha la sua storia. Quindi, come scrivere la storia attraverso gli oggetti? Il presupposto del libro è che una storia del genere richieda una collaborazione intensa. Il suo predicato è una specie di triumvirato: una connessione tra storia dell'arte, museologia e storia. Ecco la scelta di produrre una storia del mondo medievale piena e ricca, basata sui cinquanta oggetti che abbiamo scelto per questo scopo e presentati in quattro fondamentali sezioni: Il sacro e il credente, Il peccato e l'occulto, La vita quotidiana e i suoi racconti, La morte e l'oltretomba. Storici di ogni tipo sono sempre più interessati a ciò che le cose materiali possono raccontarci del passato. Allora, come oggi, le persone vivevano in relazione con gli oggetti e questi ultimi davano forma ai loro usi, alle idee e alle emozioni. Ogni epoca ci racconta molto di se stessa con gli oggetti che crea, usa, apprezza e distrugge. Ma il Medioevo è particolarmente illuminato dai suoi oggetti materiali, perché la sua cultura era così in sintonia coi significati delle cose, dato che erano toccate, viste, udite, assaggiate e addirittura odorate: l'incenso che brucia in una moschea, il bagliore di luce di una spilla di granato, il canto in una sinagoga, il tocco delle dita su uno specchio d'avorio, l'ostia che si dissolve in bocca. Un libro per aiutare i suoi lettori a formarsi un quadro ricco del Medioevo, un mondo sorprendente e frustrante, estraneo e familiare e sempre intriso di meraviglia e contraddizione.

domenica 2 dicembre 2018

"Significar per verba"

"Significar per verba"
Laboratorio Dantesco
a cura di Domenico De Martino
pp. 312, € 22,00
Angelo Longo Editore, 2018
ISBN: 978-88-8063-995-4

Il convegno tenutosi a Udine sotto l’etichetta di Laboratorio dantesco ha presentato non solo un ampio quadro degli studi danteschi in questo avvio del ventunesimo secolo, ma ha messo in mostra alcune delle più vivaci officine personali di studiosi noti e affermati, impegnati anche in progetti collettivi di lungo periodo, così come di giovani che variamente vanno ampliando i percorsi con originalità e innovative curiosità.
Il referto complessivo registra la buona salute degli studi su Dante e sulla sua opera, approfondita anche nelle articolate relazioni con la cultura circostante. Sembra portare giovamento soprattutto la molteplicità degli interessi e degli approcci, su una linea che senza esitazioni è quella della fedeltà ai testi, aggrediti con un rigore applicato in modo uniforme ai vari “territori” affrontati dagli undici studiosi qui schierati. Si affiancano temi propriamente filologici (anche con rilevanti implicazioni lessicografiche), approfondimenti testuali, storia della cultura e della critica, studi sulla diffusione dei testi danteschi, sulla “biblioteca” del Poeta e sulle citazioni della Commedia in volgarizzamenti trecenteschi, analisi di manoscritti antichi, fino alle implicazioni interpretative suscitate dalle traduzioni in lingua friulana.
La tensione espressa dai laboratori può insomma ben collocarsi sotto il riverbero della citazione del verso nel quale Dante, preparandosi al supremo regno ultramondano, affermava – pur negandone nello specifico la possibilità, ma intraprendendone insieme l’estrema attuazione – il consapevole uso della parola: «significar per verba» (Paradiso I, v. 70).

sabato 1 dicembre 2018

Costanza d'Altavilla

Costanza d'Altavilla
Biografia eretica di un'imperatirice
di Pasquale Hamel
pp. 134, € 15,00 (acquista online con il 15% di sconto)
Rubbettino Editore, 2018
ISBN: 9788849855685

Personaggio fascinoso, che la letteratura ha contribuito a mitizzare, Costanza d'Altavilla, regina di Sicilia e imperatrice del Sacro romano impero, deve molta della sua fama al figlio, quel Federico II protagonista, nel duecento, delle lunghe e sanguinose lotte fra impero e papato. La sua storia è carica di tanti interrogativi e di altrettanti misteri ai quali, anche per pregiudizi ideologici, si sono date delle risposte spesso approssimate. A tali interrogativi e ai relativi misteri l'autore, seguendo un rigoroso percorso di ricerca e utilizzando un modulo narrativo particolarmente accattivante, in questa biografia, la prima su questo personaggio composta in un volume, offre delle risposte e delle chiavi interpretative che ci restituiscono un'immagine nuova e non convenzionale di una donna, tradizionalmente raccontata come capace di dominare gli eventi ma, in realtà, estremamente fragile che, suo malgrado, è stata costretta ad essere attore non secondario della storia del Meridione d'Italia.
Pasquale Hamel, 1949. Direttore del Museo del Risorgimento di Palermo. Ha insegnato Storia contemporanea e Storia delle istituzioni politiche, ha diretto la Fondazione Federico II e l'Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Già opinionista di "La Repubblica" e, attualmente, del "Giornale di Sicilia". Ha pubblicato numerosi saggi fra i quali Breve storia della società siciliana 1780-1990 Sellerio, giunto alla terza edizione; La Congiura della Libertà (due edizioni) Marsilio; Mediterraneo da barriera a cerniera Editori Riuniti; Il lungo Regno Rubbettino.