giovedì 9 aprile 2020

L'epoca, padishah della scienza Nasiraddin Tusi

L'epoca, padishah della scienza Nasiraddin Tusi
Islam e scienza nel Medioevo  
di Ramiz Daniz
pp. 68, € 39,90
Edizioni Accademiche Italiane, 2020
ISBN: 978-620-0-83290-0
 
Questa III parte degli schizzi della serie "Il genio della scienza Muhammed Nasiraddin Tusi": Nasiraddin Tusi è un eccezionale scienziato-ecclopedista del XIII secolo, che ha dato un grande contributo allo sviluppo di tutti i rami del sapere della sua epoca. La fama di questa grande personalità e scienziato, che ha lasciato un segno indelebile nella scienza, con i suoi successi e le sue conquiste ha dato un enorme impulso allo sviluppo futuro della scienza mondiale, si è diffusa in tutto il mondo. Era un'epoca in cui la scienza, la letteratura, l'arte e la cultura fiorivano. Per conoscere le opere di famosi scienziati dell'antichità e del Medioevo, Tusi studia contemporaneamente diverse lingue e allo stesso tempo ha una profonda conoscenza di diversi campi della scienza. Era un'epoca in cui l'Azerbaigian era famoso in tutto il Medio Oriente per i suoi brillanti e famosi scienziati: Babakuhi Bakuvi, Shihabaddin Sukhraverdi, Hatran Tabrizi, Khatib Tabrizi, Afzaladdin Khagani, Adjami Nakhchivani, M. Zendjani, Sheikh Nizami Ganjavi, Mehseti Ganjavi e altri.

mercoledì 8 aprile 2020

Roma 1347-1527

Roma 1347-1527
Linee di un'evoluzione
Atti del Convegno Internazionale di Studi (Roma, 13-15 novembre 2017)
a cura di Massimo Miglio - Isa Lori Sanfilippo
pp. 311, € 25,50
Istituto Storico Italiano per il Medioevo, 2020
ISBN: 978-88-98079-97-1

Indice
G.Galasso, Roma e l’Europa. Dall’ ”avara Babilonia” alla “nuova Babilonia”
A. Esch, Sviluppo e affermazione del papato a Roma
F. Tateo, Umanisti romani
I. Ait, Mercanti a Roma e mercanti di Roma tra finanza e impresa (secoli XV-XVI)
M. Caffiero, Le minoranze. Gli ebrei prima del ghetto
A. Esposito, Famiglie romane
M.G. Muzzarelli, “Portamenti romani”: note sull’abbigliamento della legislazione suntuaria 
A.G. Cassani, Descriptio urbis Romae. Storiografie a confronto
R. Guarino, Feste e spettacoli a Roma nel primo Rinascimento. Tradizioni, spazi, poteri
G. Del Buono, Ricerche archeologiche su Roma tardo-medievale dal 1981 ad oggi
S. Notari, Statuti di Roma tra governo repubblicano e signoria pontificia
D. Internullo, Biblioteche, libri e lettori
P. Farenga, «Et impressores librorum multiplicantur in terra». Considerazioni sulla stampa romana del Quattrocento
A. De Vincentiis, I romani sudditi dei papi nell’Umanesimo (XIV-XV secc.). Profilo storico di uno stereotipo critico
A. Modigliani, Tra curia e città P. D’Achille, Il volgare romanesco: evoluzione e ambiti d’uso M. Miglio, Roma racconta. Autobiografia e storia
Le relazioni di Claudio Strinati, Giovanna Curcio e Anna Benvenuti non sono state presentate per gli Atti.

martedì 7 aprile 2020

Il Mercato delle Gaite

Il Mercato delle Gaite
di A.A.V.V.
pp. 395, € 30,00
Il Formichiere edizioni, 2019
EAN: 9788894805956
 
In questo libro il lettore, sia bevanate sia visitatore-turista, troverà il senso e la storia del Mercato delle Gaite, una kermesse dove la passione del popolo dei rioni, dal longobardo gaite, si situa al centro della città in festa. E lo spirito della festa di popolo dura tutto l’anno. È incistata nel cuore degli animatori appassionati che si dividono e lottano per la conquista della vittoria, del Palio. Un paese intero che ritrova vitalità, creatività e identità storica, riscopre le proprie tradizioni, lette e rilette negli Statuti che nei secoli furono scritti per regolare e dirimere la vita economica e sociale della comunità, e come per miracolo il Medio Evo, a torto definito dei secoli bui, nello specifico 1250-1350, qui viene rievocato da un passato presente come memoria. Il Mercato delle Gaite, nato nel 1982 come esposizione principalmente di prodotti di artigianato alimentare, via via è cresciuto, tutti hanno studiato in compagnia di esperti, hanno letto libri e documenti; costumi, usi, attrezzi, macchine, metodi di lavoro, ricostruzioni materiali e scenografiche si sono ispirati, a prezzo di sacrifici e sforzi finanziari, sempre in maniera filologicamente e scrupolosamente corretta, sì che la manifestazione ha stupito in Umbria, in Italia e anche all’estero, cogliendo il plauso di illustri medievisti e del pubblico che affolla le piazze, le vie e i vicoli del centro storico, insomma di chi entra dalle porte della città per tuffarsi in un’epoca affascinante. Il Mercato delle Gaite ha significato anche, e non è secondario, la nascita dal deserto, di un tessuto ricettivo di prim’ordine, ramificato e accogliente. Tutto questo, e molto altro ancora, racconta questo libro, voluto dal Comune, dalle Gaite e dal cuore dei bevanati. A futura memoria.

lunedì 6 aprile 2020

La principessa d'Irlanda

La principessa d'Irlanda
di Elizabeth Chadwick
traduzione di Ilaria Katerinov
pp. 480, € 16,90
TRE60 edizioni, 2020
EAN: 9788867025916

Irlanda, 1166. Dotata di una bellezza straordinaria, di una voce incantevole e di un'intelligenza fuori del comune, Aoife, fglia di Diarmait, re d'Irlanda, ha soli 14 anni quando suo padre viene deposto ed è costretta a seguirlo in esilio in Inghilterra. Solo conquistando il favore e l'appoggio di re Enrico II, padre e figlia potranno tornare in patria e scacciare i loro nemici. E Diarmait sa che Aoife può avere un ruolo fondamentale nell'impresa. Ed è infatti proprio grazie al suo fascino che la ragazza riesce a sedurre il sovrano inglese, il quale accetta di aiutarli. Un'alleanza che li condurrà al carismatico Richard de Clare, conte di Pembroke e di Striguil, un giovane al servizio del re, ambizioso e affamato di potere. Diarmait promette a Richard ricchezza, terre e addirittura la mano di Aoife in cambio del suo aiuto in Irlanda. Ma Aoife non vuole essere una pedina nelle mani dei potenti; consapevole delle sue doti, sarà lei a voler condurre il gioco, a suo vantaggio e alle sue condizioni...
Elizabeth Chadwick è nata a Bury, nel Lancashire. Dopo un breve periodo trascorso in Scozia, si è trasferita a Notthingam, dove vive tuttora. Ha coltivato la passione per la scrittura fin da giovanissima e ha scritto vari romanzi ispirati a grandi vicende storiche, che ha sempre ricostruito con estrema cura. I suoi libri sono stati tradotti in 24 Paesi e la Historical Novel Society la considera una delle migliori autrici di fiction medievali dei nostri tempi. Dopo La regina ribelle (TRE60), primo capitolo di una trilogia dedicata a Eleonora d’Aquitania, nel 2019 escono La corona d'inverno e Il trono d'Autunno, episodio conclusivo della saga Il romanzo di Eleonora d'Aquitania.

domenica 5 aprile 2020

Oralità, scrittura, potere

Oralità, scrittura, potere
Sardegna e Mediterraneo tra antichità e medioevo
a cura di Lorenzo Tanzini
pp. 352, € 42,00 (Acquista onine con il 15% di sconto) 
Viella, 2020
ISBN: 9788833133294 

I saggi raccolti in questo volume, elaborati da un gruppo di ricerca di antichisti e medievisti, hanno l’intento di indagare in una prospettiva diacronica, dalla Grecia classica al XV secolo, le circostanze e le modalità di interazione della parola orale e del testo scritto con le dinamiche dei poteri, a partire dal punto d’osservazione prevalente della Sardegna e delle sue relazioni mediterranee. Vengono valorizzate soprattutto due circostanze tipiche dell’interazione orale-scritto, cioè la giustizia, in particolare quella politica, e la comunicazione epistolare. Una serie di approfondimenti molto vari che aprono altrettante prospettive metodologiche e tematiche su un ambito di studi di grande vitalità.
Lorenzo Tanzini, professore associato di Storia medievale presso l’Università degli Studi di Cagliari, si occupa di storia delle istituzioni e della politica nell’Italia tardomedievale. Ha pubblicato di recente 1345. La bancarotta di Firenze (Roma 2018) e A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma-Bari 2014), e curato, con Sergio Tognetti, La mobilità sociale nel Medioevo italiano, 1. Competenze, conoscenze e saperi tra professioni e ruoli sociali (Roma 2016). 

sabato 4 aprile 2020

Chiara da Montefalco

Chiara da Montefalco
Una monaca medievale con il cuore aperto al mondo
di Marino Pagano
pp. 80, € 14,00
Fede e cultura, 2020
ISBN: 9788864097749
   
Chiara da Montefalco (1268-1308), monaca agostiniana, è una mistica venerata in Umbria e nel Centro Italia. La sua esperienza biografica e storica si inserisce nel solco del ramo femminile del monachesimo medievale, quello delle recluse innamorate di Cristo. La sua vita è stata improntata all’ascetismo, all’adorazione del Signore e alla fuga da ogni possibile peccato, e contiene perciò i caratteri del modello di perfezione degli exempla medievali: umile e solidale con chiunque si avvicinasse al suo monastero, lottò contro l’eresia e ogni individualismo slegato da Roma. Tuttavia è possibile leggere Chiara anche in una dimensione sociale, vista la sua anticipazione del declino del proprio tempo e delle sue strutture di appartenenza. Senza dimenticare i punti di contatto con le donne mistiche e filosofe del Novecento, che legano la santa ai più grandi ambienti culturali e teologici di ogni epoca.

venerdì 3 aprile 2020

Orvieto nel Quattrocento

Orvieto nel Quattrocento
di Antonio Santilli
pp. 195, € 25,00
Il Formichiere editore, 2019
EAN: 9788831248181

Il XV secolo si dimostra per Orvieto, già tra i più potenti comuni dell’Italia centrale, un momento di transizione cruciale, perché proprio nel corso del Quattrocento si ebbe il ritorno della città sotto il papato e il suo inserimento, questa volta definitivo, nello Stato della Chiesa. Tale processo non fu né lineare né privo di contrasti: scopo principale dell’opera è proprio quello di capire i tempi, i modi e i risultati effettivamente raggiunti dal rafforzamento del potere pontificio sul comune. In questo contesto generale Orvieto, grazie all’amplissima documentazione disponibile, viene studiata sotto diversi aspetti istituzionali, economici e sociali, ponendo in rilievo episodi e avvenimenti appena accennati dalla storiografia precedente o del tutto inediti, quali la rivolta del 1430, la fine del predominio delle fazioni, la ricostruzione della rocca pontificia, la visita di un papa (Pio II), l’istituzione del Monte di Pietà nel 1463. Ne emerge il quadro di una città che si può dire sia sospesa, ancora alla fine del Quattrocento, tra il realismo della sua attuale situazione e il richiamo alla passata grandezza.
Antonio Santilli è dottore di ricerca in “Società, politica e culture dal tardo medioevo all’età contemporanea” (“Sapienza” Università di Roma). Si occupa prevalentemente di lavori editoriali (editing, impaginazione, revisione di testi) presso diverse case editrici. Ha collaborato e collabora con enti di ricerca e associazioni culturali: in particolare ha partecipato al progetto di ricerca dell’École Française de Rome su piazza Navona (Du stade de Domitien à l’actuelle piazza Navona, genèse d’un quartier de Rome). Ha pubblicato diversi contributi in riviste scientifiche, miscellanee e atti di convegni. È inoltre autore, insieme a Emilio Lucci, del libro Lugnano in Teverina nel basso medioevo. Appunti per una storia, Orvieto, Intermedia Edizioni, 2017.

giovedì 2 aprile 2020

Liguria medievale ritrovata

Liguria medievale ritrovata
Un viaggio attraverso l’archeologia della Liguria medievale
a cura di Fabrizio Benente e Massimo Minella
con contributi di Giada Molinari, Enrico Cipollina e Andrea Pollastro
pp. 96, E-book scaricabile gratuitamente cliccando qui !
Genova University Press, 2020
ISBN: 978-88-3618-003-5
Alla base di questo libro c’è un patto, quello fra l’Università di Genova e la redazione ligure di Repubblica. Un patto in cui si decide di percorrere insieme un tratto di strada, quello che punta a far emergere il valore del patrimonio archeologico di questa regione. Raccontare la Liguria del Medioevo, attraverso ciò che è visibile e ciò che si può immaginare, non è però un’operazione che guarda al passato in modo esclusivo. L’intento, dichiarato fin dalle prime pagine di questo testo, è quello di proporre chiavi di lettura e riflessioni che possano rivelarsi utili anche nel presente.
Scorrendo le pagine del viaggio archeologico nella Liguria Medievale c’è proprio questo, con una proposta articolata di luoghi da scoprire e da visitare che tocca tutti i territori della regione. Il Medioevo ligure è una continua fucina di proposte e di progetti di ricerca e valorizzazione. Una bellezza a lungo nascosta che è fondamentale riportare alla luce e conoscere.
Fabrizio Benente è professore ordinario di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università degli Studi di Genova. Si è formato e ha svolto attività di ricerca presso le Università di Genova, Pisa, Roma, Siena, e presso il W.F. Albright Institute of Archaeological Research di Gerusalemme. Ha partecipato a missioni archeologiche in Corsica, Grecia, Tunisia, Libano, Palestina, Inner Mongolia e Crimea. Ha diretto il Museo archeologico di Sestri Levante (MuSel) e il Polo archeominerario di Castiglione Chiavarese (MuCast).
Massimo Minella è vicecaporedattore dell’edizione genovese di Repubblica. Si occupa di economia marittima, industria e finanza, ma nel tempo libero ama sconfinare nella storia o, meglio, nelle storie, soprattutto quelle dimenticate e meno note. Dai suoi libri nascono mostre fotografiche e racconti teatrali messi in scena dal Teatro Pubblico Ligure. Ha fornito la consulenza storica e preso parte al docufilm “Il nostro Papa”, prodotto da Red Film e Lazos de Sangre in collaborazione con Rai Cinema.

mercoledì 1 aprile 2020

Amori dell'altro mondo

Amori dell'altro mondo
Storie di fate e cavalieri del Medioevo francese
di Domenico D'Alessandro
pp. 138, € 12,00
Francesco D'Amato Editore, 2020
ISBN: 8855250221
 
Il volume raccoglie alcuni "lais" anonimi medievali, composti tra il XII e il XIII secolo nel nord della Francia da autori anonimi, sulla scia dell'opera di Marie de France. Gli uomini del Medioevo erano più di noi coscienti di vivere in un mondo a metà, una faccia della medaglia del tutto: il trascendente sembrava loro molto più presente nel quotidiano di quanto non ci appaia oggi. La dimensione magica, divina, meravigliosa era componente tangibile del mondo e parte integrante dell'immaginario artistico del tempo. Si trattava spesso di un altro mondo riconducibile alla codificazione della religione rivelata dominante, segnatamente dunque di stampo cristiano: le vetrate delle cattedrali, le miniature dei manoscritti, i testi in latino, slavo o volgare popolavano il mondo europeo medievale di santi, demoni, visioni, miracoli e reliquie. Gli oggetti e i personaggi provenienti dall'altrove non costituivano una novità neppure per le numerose aree del mondo arabo che in quello stesso periodo mostravano interesse per i passi del Corano più ricchi di suggestioni ultraterrene. Nei "lais" però domina la contaminazione culturale. Il Cristianesimo riscopre e si ricopre del fascino delle leggende celtiche e più generalmente precristiane, dando vita a un mondo fatato destinato a durare in letteratura ben oltre il Medioevo.

martedì 31 marzo 2020

Un punto di approdo

Un punto di approdo
di Hisham Matar
pp. 128, € 16,00
Giulio Einaudi Editore, 2020
ISBN: 9788806243913

Il primo folgorante incontro di Hisham Matar con la pittura della Scuola senese risale ai suoi giorni da studente a Londra, poco dopo che il padre era sparito nelle prigioni di Gheddafi senza piú fare ritorno. Venticinque anni piú tardi, in cerca di rigenerazione e quiete, Matar parte infine per la città che di quella tradizione artistica fu la culla. Il suo viaggio a Siena dura trenta giorni, durante i quali le visite quotidiane alle opere di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Ambrogio Lorenzetti e gli altri si alternano a lunghe passeggiate senza meta. I vicoli e le piazze della città sono membra di un «organismo vivente» dove un incontro fortuito scatena un ricordo, un’architettura rimanda a un dipinto, nel tracimare continuo di un’esperienza nell’altra che restituisce una visione, compiuta e commovente, del rapporto fra l’arte e la condizione umana.
Alla National Gallery di Londra, nel 1990, pochi mesi dopo che suo padre Jaballa è stato sequestrato dalla polizia segreta libica e fatto sparire per sempre, un Hisham Matar diciannovenne si avvicina per la prima volta all’arte pittorica senese del tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo secolo, e ne rimane affascinato. È la promessa di un incontro che dovrà attendere a lungo. Solo un quarto di secolo piú tardi, estenuato dalla stesura del memoir Il ritorno, che della sua tragedia familiare e collettiva racconta, e bisognoso del potere lenitivo dell’arte sulle anime tormentate, Matar decide di presentarsi all’appuntamento preso tanto tempo prima con quella tradizione pittorica, e di partire alla volta di Siena. Qui per un mese intero guarda, cammina, interroga, intesse relazioni. Con i dipinti innanzitutto – la Madonna dei francescani di Duccio di Buoninsegna, espressione di una prospettiva tutta umana; gli affreschi del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, densi di impegno civile; il Paradiso di Giovanni di Paolo, e la sua sublime promessa di ricongiungimenti amorosi – e poi con le architetture e gli spazi della città, con le sue persone, la sua lingua e la sua storia. Su tutto Matar posa uno sguardo intimo e teso che fa di questa fervida flânerie un incessante incontro con l’altro – tela, scorcio o individuo che sia -, capace di stimolare i sensi e proliferare in altri incontri e storie e riflessioni. Piazza del Campo è lo straordinario «gheriglio» che tutto vede e da cui tutto si vede, a ricordarci l’impossibilità di esistere da soli. Nello sguardo del Davide con la testa di Golia di Caravaggio vi è lo stesso inesaudibile desiderio di vedere con gli occhi dell’altro che accomuna acerrimi nemici e vecchi amanti. L’ombra della Peste Nera del 1348 si proietta sulla cappella del Palazzo Pubblico di Siena come sulla Damasco di Ibn Battuta. Ed è dallo sconosciuto Adam e dalla sua ospitale famiglia giordana che Matar apprende l’esatto funzionamento delle contrade nel Palio. Tela, scorcio e individuo sono cose ugualmente vive e comunicanti, nel viaggio di Hisham Matar, che proprio dalla «convinzione che quanto ci accomuna sia piú di quanto ci separa» trae un conquistato sentimento di speranza.

lunedì 30 marzo 2020

Rimedi contro le epidemie

Rimedi contro le epidemie
I consigli di diritto europeo dei giuristi (secoli XIV-XVI)
di Mario Ascheri
pp. 124, € 10,00
Aracne Editrice, 2020
ISBN: 978-88-255-3196-1

Questa pubblicazione è solo una riedizione d’un volumetto del 1997 occasionata dai tempi calamitosi che il nostro mondo sta purtroppo attraversando e l’urgenza della diffusione spiega sia l’impossibilità di un aggiornamento bibliografico, sia la ricomposizione del testo per ovviare alle carenze della scansione. La pubblicazione era nata come una raccolta di materiali di studio con il proposito di far conoscere agli specialisti studiosi nel nostro tempo di storia delle epidemie, quali espedienti, filtrati dalle conoscenze mediche, i giuristi avevano elaborato da proporre ai governi europei per far fronte alle terribili mortalità epidemiche che periodicamente si abbattevano con drammatica cadenza dopo quella del 1347–49. Diciamo governi “europei” perché gli autori delle opere qui prese in considerazione sono italiani, ma il diritto della necessità pubblica cui essi davano un apporto con le loro pagine era rivolto al pubblico indifferenziato a livello europeo cui si rivolgevano gli insegnamenti universitari. Qui le fonti legali utilizzate sono essenzialmente quelle del diritto romano e del diritto canonico che si insegnavano allora con gli stessi metodi in tutto il Continente, formando il cosiddetto “diritto comune”. E si scrivevano in latino proprio per non avere ostacoli nella comprensione internazionale. Devo solo aggiungere, se mi si consente una nota personale, che il tema drammatico della disciplina normativa della “necessità” è sempre stato presente nel mio lavoro. Lì si lavora “borderline”, con la legalità ufficiale sempre in pericolo, esposta a deroghe ed abusi.
Mario Ascheri è Storico del diritto e delle istituzioni, consigliere del Max-Planck-Institut, ha ottenuto durante la sua lunga carriera massimi riconoscimenti civici a Siena e Ventimiglia. È Senior Fellow presso la University of California Berkeley e membro di numerose accademie e società storiche italiane e spagnole.

domenica 29 marzo 2020

Il copista

Il copista
Un venerdì di Francesco Petrarca
di Marco Santagata
pp. 144, € 16,00
Guanda Edizioni, 2020
ISBN: 9788823525481

In un freddo e nebbioso venerdì di ottobre, Francesco Petrarca si sveglia afflitto da dolori allo stomaco. Il cantore di Laura è intento a scrivere una canzone destinata a confluire nel libro delle rime. Tuttavia, la composizione si trasforma ben presto nella personale e tormentata via crucis di un uomo ormai invecchiato e logorato dalle perdite della sua vita. La morte del figlio Giovanni e del nipotino Francesco, portati via dalla peste (come prima la stessa Laura), e poi la fuga del giovane copista Giovanni Malpaghini lo lasciano sempre più solo nella casa di Padova, con l'unica compagnia della serva Francescona. Così, a mano a mano che i versi prendono forma, Petrarca si rivela una persona inquieta e contraddittoria, che ha perdutola fede fino ad essere incapace di credere alla sopravvivenza dell'anima. Con una narrazione malinconica e a tratti impietosa, Marco Santagata trasforma in romanzo la fantasia di una giornata di Petrarca, di cui restituisce un ritratto profondamente umano.
Marco Santagata (Zocca, 1947) è uno scrittore, critico letterario e docente universitario, vincitore nel 2003 del Premio Campiello con Il maestro dei santi pallidi e nel 2006 del Premio Stresa di Narrativa con L’amore in sé (entrambi pubblicati da Guanda). Tra i suoi numerosi romanzi e saggi ricordiamo Papà non era comunista (il suo esordio pubblicato da Guanda nel 1996) e Voglio una vita come la mia (Guanda, 2008). Marco Santagata è anche il curatore delle opere di Dante nell’edizione Meridiani Mondadori ed è l’autore della biografia Dante, Il romanzo della sua vita (Mondadori, 2012; Premio Comisso 2013).

sabato 28 marzo 2020

La spada di Pilter

La spada di Pilter
di Marco Colenghi
pp. 167, € 15,90
Il seme bianco edizioni, 2019
ISBN: 9788833611020

Il cavaliere Pietro è un uomo umile ma profondamente ricco d’animo, che dedica la sua vita al raggiungimento di un ideale, votandosi al senso del dovere, al sacrificio, al coraggio, incarnando tutti quei sacrosanti valori e principi che sottendono l’esistenza di un cavaliere.
Si è trasportati nell’antico Medioevo, sorprendendosi ospiti ai banchetti reali, ritrovandosi increduli spettatori ai duelli di un torneo e a vivere in prima persona sentimenti forti, ad apprezzare i più alti ideali e a riflettere che, ancor oggi, per alcuni uomini, sono segno distintivo della nobiltà d’animo.
Marco Colenghi, nato nel 1973, è un ingegnere appassionato di ecologia. Dopo un percorso di studi tecnici, ha riscoperto il valore della parola come dono per raccontare storie e sentimenti. Ha provato a condividerne alcuni con La spada di Pilter, suo romanzo d’esordio.

venerdì 27 marzo 2020

Siviglia, declinazioni del fortificare

Siviglia, declinazioni del fortificare
di Simone De Fraja
pp. 104, € 14,00
Phasar Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-6358-524-7

Lo studio esamina le caratteristiche fortificatorie delle strutture ascrivibili alla fase musulmana e cristiana, realizzate ex novo o intervenendo su strutture precedenti, che hanno caratterizzato il territorio di Siviglia nel medioevo.
Le tipologie degli accorgimenti fortificatori, delle planimetrie adottate, delle torri realizzate, delle funzioni militari svolte, introducono il lettore alle "declinazioni del fortificare" nel territorio segnato dalle fortificazioni sorte lungo la Banda Morisca e Gallega. Le dinamiche dell'assedio di Siviglia da parte di Ferdinando III seguono lo studio delle difese cittadine esistenti alla metà del secolo XIII e lo studio di alcune fortificazioni del sivigliano.
Alla curiosità del lettore sono demandate le impressioni di viaggio in questo fazzoletto del Vicino Oriente, la terra di Siviglia, ove le ombre sono ancora lunghe come lo scorrere del tempo. Un ricco apparato fotografico correda la pubblicazione.


Simone De Fraja. Avvocato, saggista e studioso del periodo medioevale.
Il suo interesse si è concentrato sulla storia del territorio della città di Arezzo, ove vive; esperto di castellologia con speciale riferimento alle fortificazioni locali nonché del Vicino Oriente in ordine alle quali ha tenuto interventi e conferenze, si è occupato altresì del pensiero neoclassico ed esoterico del secolo XVI con ricerche sull’argomento.
E’ membro di associazioni culturali cittadine e nazionali, socio fondatore della Società Storica Aretina, per le quali ha tenuto conferenze ed interventi televisivi.

giovedì 26 marzo 2020

Le armate di Dio

Le armate di Dio 
Templari, ospitalieri e teutonici in Terra Santa
di Giuseppe Ligato
pp. 150, € 14,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 9788869734106
Destinati a segnare le sorti del proprio tempo, gli Ordini militari compaiono in Terra Santa nel XII secolo, per difendere i possedimenti dei latini durante le crociate e assistere i pellegrini.
Tra le formazioni principali spiccano i  cavalieri del Tempio, meglio noti come templari, i cavalieri di san Giovanni detti anche ospitalieri e i cavalieri teutonici. Ma perché nacquero e come acquisirono potere e ricchezza?
In parte monaci e in parte guerrieri, questi milites Christi sconvolsero l’ordinamento etico-morale della Cristianità latina, rappresentando una straordinaria novità militare per una società, come quella medievale, che in nome della Guerra Santa seppe riunire uomini di preghiera e uomini d’armi.
Questo libro indaga la storia, la struttura e la formazione dei principali Ordini religioso-militari, confrontando sistemi di potere, missioni e costumi, e restituendo, al di là delle leggende e delle fantasie popolari, la vera storia delle armate di Dio.
Giuseppe Ligato si occupa di storia delle crociate e dei pellegrinaggi in Terra Santa. Fa parte della Society for the Study of the Crusades and the Latin East, collabora con lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e ha partecipato ad alcune delle missioni archeologiche dell’Università di Firenze per la tutela dei castelli crociati in Giordania. Tra le sue pubblicazioni piú recenti ricordiamo Fortezze crociate. La storia avventurosa dei grandi costruttori medievali, dai Templari ai Cavalieri Teutonici (Milano 2016).

mercoledì 25 marzo 2020

Fra i lebbrosi, in una città medievale

Fra i lebbrosi, in una città medievale
Verona, secoli XII-XIII
di Giuseppina De Sandre Gasparini
a cura di Roberto Alloro, Marianna Cipriani, Maria Clara Rossi
premessa di Grado Giovanni Merlo
pp. ?, € 20,00
Viella, 2020
ISBN: 9788833132945 
 
La malattia della lebbra, i malati di lebbra e i luoghi destinati ad accoglierli costituirono una realtà decisamente familiare per gli uomini e per le donne vissuti in età medievale, sia nelle città sia nei contesti abitativi rurali. Tale realtà da un lato continuò ad alimentare sentimenti negativi, quali il rifiuto, la paura del contagio, il ribrezzo, supportati dall’idea vetero-testamentaria della malattia come castigo divino per l’umanità peccatrice; dall’altro, con maggiore intensità nei secoli XII e XIII, essa fu considerata in modo del tutto nuovo, poiché il lebbroso divenne l’immagine del Cristo sofferente e l’assistenza verso i malati assunse una valenza religiosa. Il volume esplora questa particolare realtà del nostro passato, focalizzando lo sguardo sulla Verona dei secoli XII e XIII e sulle sue fonti.
Giuseppina De Sandre Gasparini ha insegnato Storia del cristianesimo e delle chiese presso l’Università di Verona e ha fondato insieme a Grado Giovanni Merlo e ad Antonio Rigon il periodico «Quaderni di storia religiosa». La vita religiosa dei laici, le istituzioni ecclesiastiche, i movimenti confraternali in contesti urbani e rurali, la storia dei lebbrosi e dei lebbrosari nel medioevo italiano sono stati sempre al centro dei suoi interessi di ricerca. Fra le sue molte pubblicazioni ricordiamo: Statuti di confraternite religiose di Padova nel medioevo (Padova 1974), La vita religiosa nella Marca veronese-trevigiana tra XII e XIV secolo (Verona 1993), e la curatela, con M.C. Rossi, di Malsani. Lebbra e lebbrosi nel medioevo (Verona 2012). 

martedì 24 marzo 2020

La trasmissione dei testi latini del Medioevo

La trasmissione dei testi latini del Medioevo
A cura di Lucia Castaldi e Valeria Mattaloni
pp. XVI-660, € 98,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-926-0

Il sesto volume della serie La trasmissione dei testi latini del Medioevo / Mediaeval Latin Texts and Their Transmission (Te.Tra.) comprende 35 saggi su autori o opere anonime, alcuni dei quali di grande rilevanza storica e letteraria (Abbone di Fleury, Balderico di Bourgueil, Dunstano, gotescalco, hibernicus Exul, giona di orléans, Raterio). L'opera prosegue nell'analisi della trasmissione di opere latine altomedievali e del Medioevo centrale.
Lucia Castaldi è Professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso il Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio culturale dell'Università degli studi di Udine.
Valeria Mattaloni è nata a Cividale del Friuli nel 1980. Dopo la laurea magistrale in Lettere, Indirizzo classico, Percorso filologico-letterario, con una tesi in Letteratura cristiana antica (Università degli Studi di Udine, rel. dott.ssa E. Colombi, correl. prof. P. Chiesa), nel 2010 ha conseguito il titolo di dottore in Scienze dell’antichità (XXII ciclo) presso l’Università degli Studi di Udine, presentanto una tesi filologica (Passio sanctorum Felicis et Fortunatie. Passio sanctorum Cantianorum) in vista dell’edizione critica (tutors: dott.ssa E. Colombi e prof.ssa L. Castaldi). In seguito ha frequentato il Corso di perfezionamento postuniversitario in filologia e letteratura latina medievale (IX ciclo) e ne ha conseguito nel 2014 il diploma presso la SISMEL presentando ancora una tesi filologica (Il Libellus responsionum: studio della tradizione manoscritta) in vista dell’edizione critica del Libellus responsionum di Gregorio Magno (tutor: prof.ssa L. Castaldi).

lunedì 23 marzo 2020

Il sonno del mattino

Il sonno del mattino
di Robert Harris
pp. 300, € 20,00
Mondadori, 2019
ISBN: 9788804718376
1468. È quasi sera quando un giovane prete, Christopher Fairfax, giunge in un remoto villaggio della regione di Exmoor in Inghilterra per celebrare il funerale del parroco, padre Thomas Lacy, morto una settimana prima. Tutto in quel luogo gli appare inquietante: la terra desolata è disseminata di manufatti antichi, monete, frammenti di vetro, ossa umane, che il vecchio parroco collezionava di nascosto in modo meticoloso, quasi cercasse delle risposte alla sua esistenza e le prove di una civiltà fatalmente scomparsa. Al piano superiore dell'appartamento di padre Thomas il suo corpo senza vita è adagiato nella bara, coperto di ferite e in parte sfigurato. La versione ufficiale è che sia caduto, ma Christopher sospetta che ci sia dell'altro: nella biblioteca ritrova infatti dei libri "proibiti" che parlano di un mondo lontano che non esiste più. È forse questa ossessione per il passato l'eresia che ha portato il parroco alla morte? Cercando di vincere la reticenza e l'ambiguità degli abitanti di quel luogo isolato, Christopher è determinato a scoprire la verità e nell'arco di soli sei giorni tutto ciò in cui ha sempre creduto, la sua fede e la storia del mondo, sarà messo alla prova fino a essere distrutto.
Robert Harris (1957), laureato alla Cambridge University, è stato giornalista alla BBC, e uno dei più noti commentatori dell'"Observer" e del "Sunday Times". Nel 1992 è diventato famoso in tutto il mondo con Fatherland, cui hanno fatto seguito Enigma (1996), Archangel (1998), Pompei (2003), la trilogia sull'antica Roma - Imperium (2006), Conspirata (2009) e Dictator (2015) -, Il Ghostwriter (2007), da cui è stato tratto un celebre film diretto da Roman Polanski, L'indice della paura (2011), L'ufficiale e la spia (2014) e Conclave (2016). L'autore ha scritto anche numerosi saggi, fra cui una celebre inchiesta sui falsi diari del Führer, I diari di Hitler (2002). Tutte le sue opere, tradotte in 37 lingue, sono pubblicate da Mondadori. L'autore vive a Kintbury, in Inghilterra, con la moglie e i quattro figli.

domenica 22 marzo 2020

Purgatorio

Purgatorio
di Dante Alighieri
Commentato da Franco Nembrini
Illustrato da Gabriele Dell'Otto
Prefazione di Alessandro D'Avenia
pp. 800, € 28,00
Mondadori, 2020
ISBN: 9788804709671

Ancora una volta, Franco Nembrini trova le parole più semplici e toccanti per avvicinarci al testo di Dante e farci sentire quanto esso abbia a che fare con la nostra quotidianità. “Il Purgatorio” racconta Nembrini “è la cantica del cambiamento. Si comincia in un modo e si finisce in un altro. Come nella vita di ogni giorno. Dante ci fa capire che il problema non è cadere, ma rialzarsi, afferrare la mano che ogni volta ci viene offerta.”
Ad accompagnare il testo di Dante e l’eccezionale commento di Nembrini ci sono le illustrazioni di Gabriele Dell’Otto, che compie un’impresa titanica e trova una cifra unica ed emozionante nel tratto e nelle scelte cromatiche, contribuendo a rendere concreta per i lettori l’esperienza di Dante.
Franco Nembrini nasce a Trescore Balneario (BG) nel 1955. Durante gli studi universitari inizia a insegnare religione, nel 1982 si laurea e diventa insegnante di letteratura nelle scuole superiori. Dopo aver lasciato La Traccia, la scuola partitaria che ha fondato insieme ad un gruppo di genitori nel 1984, oggi gira il mondo a parlare a chiunque lo inviti di Dante, educazione e delle altre sue passioni letterarie. Tutti i suoi libri (Dante poeta del desiderio, 3 voll. Itacalibri 2011-13; Di padre in figlio, Ares 2011, Miguel Manara, Centocanti 2014; In cammino con Dante, Garzanti 2017) hanno origine da questi mille incontri, e negli ultimi anni dalla fortunata collaborazione con Tv2000.
Gabriele Dell'Otto (Roma 1973) è considerato uno dei più importanti disegnatori di fumetti del mondo. Stabile la sua collaborazione con Marvel e DC, ha disegnato tavole e copertine con tutti i più noti supereroi, da Batman a Spiderman. Al Lucca Comics ogni anno migliaia di fan si affollano al suo stand per avere una sua tavola autografata.

sabato 21 marzo 2020

Nuove inchieste sull'epistola a Cangrande

Nuove inchieste sull'epistola a Cangrande
Atti della giornata di Studi Pisa 18 dicembre 2018
a cura di Alberto Casadei
pp. ?, € 18,00
Pisa University Press, 2020
ISBN: 978-883339-3322 

Questo volume comprende i contributi presentati durante una giornata di studi sulla cosiddetta Epistola a Cangrande, tenutasi all’Ateneo di Pisa il 18 dicembre 2018 presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica. Fra i promotori, oltre al Dottorato pisano in Studi italianistici, vanno ricordati l’“Associazione degli Italianisti” (e in particolare il suo “Gruppo Dante”), la “Società Dantesca” di Firenze, la “Società Dante Alighieri”. Molti gli specialisti invitati, sostenitori o meno dell’autenticità di questa lettera attribuita a Dante e tuttavia da sempre assai discussa. Gli approcci esperiti risultano assai vari, da quelli storico-filologici più canonici, ad altri che mettono in campo nuove applicazioni della Computational Authorship Verification. Dall’insieme dei testi qui riuniti si ricavano numerosi spunti inediti e apporti significativi sulla questione della paternità dantesca e sui sottili problemi esegetici dell’Epistola.
Alberto Casadei è professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Pisa. Tra i suoi lavori si contano i volumi Dante oltre la “Commedia” (2013) e Dante: altri accertamenti e punti critici (2019).

venerdì 20 marzo 2020

I sette uomini della Quarta Crociata

I sette uomini della Quarta Crociata
di Gianni Morelli
pp. 96, € 12,00
Clown Bianco Edizioni, 2020
ISBN: 8894909484

In un saggio rigoroso dal punto di vista storiografico ma godibile come un romanzo storico, Gianni Morelli racconta la Quarta Crociata, dalle sue premesse fino alla conclusione, prendendo come spunto il mosaico, unico al mondo, della basilica di San Giovanni Evangelista a Ravenna.Tra le Crociate, la Quarta emerge per gli intrecci sconvolgenti, quasi in fotocopia del nostro mondo di oggi: economia, militarismo, voltafaccia, politica, ambizioni personali e gesti di brutale ferocia. Combattuta tra il 1202-1204, la sua storia viene narrata dai mosaici nel pavimento della navata centrale della basilica di San Giovanni Evangelista, per volere dell'abate Guglielmo nell'anno 1213. Perché a Ravenna? E come mai così in fretta quei mosaici, epicentro delle decorazioni del nuovo pavimento della basilica, magnifico cantiere figurativo di una coscienza europea che stava entrando nella fase splendente del medioevo cortese?

giovedì 19 marzo 2020

Il bestiario divino

Il bestiario divino
di Giovanna Caselgrandi
pp. 64, € 9,00
Edizioni ArteStampa, 2019
ISBN: 9788864626420

Tra le sculture del Duomo di Modena e dell’Abbazia di Nonantola è presente una straordinaria quantità di animali: si tratta di leoni e felini feroci, uccelli, pesci, rettili, draghi, basilischi, manticore ed altri ancora, frutto di commistioni di esseri fantastici. Sorge spontanea la domanda sulla loro presenza così abbondante da superare numericamente qualsiasi altro soggetto. Lo stupore aumenta constatando che, in epoca moderna, gli edifici religiosi hanno ridotto drasticamente gli elementi di decoro, bandendo del tutto tali tipi di rappresentazioni. Cosa è cambiato? Quale significato rivestivano queste figure nella cultura degli uomini antichi? Perché nel Medioevo si pensava che anche le belve più feroci e temibili dovessero essere rappresentate nelle chiese? Non è semplice dare una risposta: è necessario conoscere il pensiero di coloro che costruirono e decorarono tali edifici facendo una scelta che a noi oggi pare bizzarra se non ardita. Questo libro vuole essere una breve guida di aiuto al lettore nella ricerca del senso nascosto e profondo di tali figure alla luce delle fonti mitologiche, bibliche e liturgiche.
Giovanna Caselgrandi, laureata in Archeologia cristiana presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna con una tesi sul Tesoro dell’Abbazia di Nonantola, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte Medievale presso l’Università Ca’Foscari di Venezia dove ha ricoperto incarichi di collaborazione esterna. Dal 1998 è docente di Storia e Simbologia dell’Arte presso l’Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena. Attualmente è direttrice dei Musei del Duomo di Modena, collabora con il Museo Benedettino e Diocesano di Nonantola ed altri istituti. Membro della Commissione Diocesana di Arte Sacra, è autrice di diverse pubblicazioni di storia dell’arte.

mercoledì 18 marzo 2020

Il vichingo nero


Il vichingo nero
di Bergsveinn Birgisson
pp. 448, € 20,00
Iperborea, 2019
ISBN: 9788870916119

Tra autobiografia, romanzo e saggio storico Il vichingo nero racconta di uno straordinario personaggio vissuto nel IX secolo d.C.: uomo di mare, cacciatore e viaggiatore, da molti considerato il re dell’Atlantico. Un libro che ha qualcosa da regalare a chiunque abbia l'avventura di leggerlo.
Nella Norvegia del IX secolo, alla corte reale del Rogaland, nasce Geirmund Pelle Scura, destinato a diventare il «vichingo nero», cacciatore, viaggiatore, pioniere, definito «il signore dell’Atlantico» e «il più illustre tra i primi colonizzatori d’Islanda». Figlio del re Hjör e di una donna sami della Siberia, discriminato fin da bambino per i suoi tratti mongoli, Geirmund viene inviato nell’estremo Nord, fra le tribù del mitico Bjarmaland, prima di partire all’esplorazione dei fiordi islandesi. Qui costruisce il suo impero sulla caccia al tricheco, di cui ha imparato ogni segreto dai bjarmi, e sul commercio internazionale dei prodotti derivati che sono alla base dell’economia e dell’arte navale vichinghe – l’olio ricavato dal grasso, le corde realizzate con la pelle e le preziose zanne – grazie alla manodopera di centinaia di schiavi cristiani catturati in Scozia e Irlanda. Perché esistono così poche fonti su di lui e nessuna saga ne ha tramandato le singolari imprese? Lo scrittore e filologo Bergsveinn Birgisson si mette sulle tracce sperdute di questo suo misterioso antenato per ricomporne la storia dimenticata. Una ricerca che spazia tra archeologia, antropologia, genetica, biologia, linguistica, ecologia, dove la scienza richiede il contributo della poesia e dell’immaginazione. Un viaggio nell’epico mondo di Ragnarr e Harald Bellachioma in cui l’autore scosta il velo della leggenda e sfata il mito fondativo dell’Islanda, riportando alla luce l’avventura di «imprenditori» scaltri che si insediarono in questa terra vergine per sfruttarne economicamente le risorse, prima che gli eroi delle saghe vi trovassero una nuova patria e la libertà.
Bergsveinn Birgisson (Reykjavík, 1971) è uno scrittore islandese. Dopo aver conseguito un dottorato in filologia norrena all’Università di Oslo si è dedicato all’insegnamento e alla scrittura. Attualmente risiede a Bergen, in Norvegia, dove continua a scrivere romanzi, poesie e racconti, che hanno vinto prestigiosi premi in patria e all’estero. Tra le sue opere, tradotte in numerose lingue, Risposta a una lettera di Helga (Bompiani, 2017). Il vichingo nero è in corso di pubblicazione in dodici paesi.

martedì 17 marzo 2020

Inquisizione, eresia e magia nel tardo Medioevo

Inquisizione, eresia e magia nel tardo Medioevo
di Vincenzo Tedesco
pp. 304, € 16,00
La Vela edizioni, 2020
ISBN: 8899661642
Compito degli inquisitori era rintracciare la presenza di eretici nelle comunità e condannarli in base alle pene previste dal diritto inquisitoriale, che potevano comprendere forme di penitenza di vario genere e giungere fino all'abiura e, in casi estremi, alla condanna a morte. Tuttavia, l'Inquisizione non si concentrava solo sulla repressione delle eresie che contraddicevano uno o più aspetti della dottrina cattolica, ma volgeva il suo sguardo verso un'ampia gamma di reati, tra i quali figura anche - e in maniera tutt'altro che secondaria - la pratica delle arti magiche che si riteneva fossero ispirate dal demonio. Il volume si propone di indagare il modo in cui si evolsero, durante il Tardo Medioevo, la trattatistica inquisitoriale e i documenti pontifici sul tema della magia e del suo rapporto con l'eresia, per il quale si dispone di una messa a fuoco ancora parziale, ma che risulta essere essenziale se si vogliono comprendere la costruzione del crimine di stregoneria e gli sviluppi della caccia alle streghe

lunedì 16 marzo 2020

Sante e Streghe

Sante e Streghe
Storie di donne nel Medioevo
di Beatrice Borghi, Maria Rosaria Catino
pp. 96, € 9,90
Minerva Edizioni, 2019
ISBN: 978883324347

Due donne che hanno sfidato il loro tempo.
Due protagoniste di eventi terribili e meravigliosi, forti, coraggiose e indomite.
Due vicende da raccontare perché la Storia è uno specchio in cui riflettersi.
La storia è stata per lunghissimi secoli raccontata da un unico punto di vista: quello degli uomini soffermandosi sulle narrazioni di invasioni, guerre, papi, imperatori, viaggiatori e inventori.
E le donne?
Il volume racconta attraverso la voce delle protagoniste alcuni momenti della vita di Santa Chiara d’Assisi e della “grandissima incantatrice” di Bologna Gentile Budrioli, restituendo, con una scrittura avvincente e agile, la prospettiva di genere alla narrazione storica.
Due donne che, con grande forza e notevoli doti intellettuali, riuscirono a indirizzare le scelte dei potenti e ad incidere in modo significativo nella storia politica e culturale di quel tempo chiamato Medioevo.
Beatrice Borghi è ricercatore e docente di Storia Medievale e di Didattica della Storia presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna.
Si occupa di storia del pellegrinaggio nel Medioevo e dei relativi santuari nell’area euromediterranea a partire dai modelli gerosolimitani. Nel campo della didattica si interessa di metodi, strategie e strumenti per l’insegnamento della storia e dell’educazione al patrimonio.
È co-fondatrice del Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) e Direttrice della “Festa Internazionale della Storia”.
Per Minerva ha publicato: Le radici per volare (con R. Dondarini, 2015); San Domenico. Un patrimonio secolare di arte, fede e cultura (2012); Bologna. Storia, volti e patrimoni di una comunità millenaria (con R. Dondarini, 2011); In viaggio verso la Terrasanta. La basilica di Santo Stefano in Bologna (2010).
 
Maria Rosaria Catino è insegnante presso l’Istituto Comprensivo di Pianoro (Bologna) e svolge attività di formazione nell’ambito della didattica della storia e della lingua italiana. Membro del Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) dell’Università di Bologna, collabora attivamente alla progettazione e organizzazione della “Festa Internazionale della Storia”. Poetessa, ha pubblicato per Aletti editore nei volumi Federiciano, Habere artem ed Enciclopedia italiana dei poeti emergenti. Le sue attività laboratoriali sulla storia locale sono stati raccolti nel volume Le radici per volare (B. Borghi, R. Dondarini, Minerva 2015).