lunedì 17 febbraio 2020

La straniera

La straniera
di Stefan Hertmans
pp. 336, € 18,00
Marsilio, 2019
ISBN: 978-88-297-0279-4
A Monieux, nota in un lontano passato per non aver mai negato ospitalità a viandanti e fuggiaschi, da secoli si racconta di un orribile pogrom e di un tesoro nascosto.
È qui, tra le montagne della Provenza, che Stefan Hertmans comincia un emozionante viaggio nel tempo, percorrendo la Francia dei crociati, dalla Normandia a Marsiglia, per poi toccare Genova e spingersi a sud, verso la Sicilia e, al di là del mare, l’Egitto. Instancabile, cammina sulle tracce di una nobildonna normanna che a quell’eccidio riuscì a sopravvivere, una giovane dalla volontà di ferro che lui, per anni, ha cercato e inseguito, rincorrendone la storia. Chi era questa donna? Perché scappava?
Alla fine dell’Undicesimo secolo, la bella Vigdis Adelais, con i suoi riccioli biondi e gli occhi blu ereditati dagli antenati vichinghi, si innamorò di David, studente alla yeshivah di Rouen e figlio di un potente rabbino. Il suo amore proibito le costò l’esilio e più di mille chilometri di fuga, braccata dagli uomini del padre e dai crociati che, numerosi, partivano alla volta di Gerusalemme, seminando morte e distruzione. È l’inizio di un racconto appassionante e di una grandiosa ricostruzione letteraria del Medioevo. Basata su fatti e documenti, la storia di Vigdis, che per amore diventò Hamoutal e voltò le spalle alla propria fortuna, al buon nome e al futuro, trascina il lettore in un mondo di passione e violenza, dove le strade rimbombano di urla, nenie ed echi di tamburo, e nel caos brillano i colori della vita quotidiana dell’epoca. Storia epica e ritratto di una donna di sconvolgente modernità, La straniera è anche un romanzo sull’identità e su una condizione che si ripete nei secoli: quella del rifugiato.
Stefan Hertmans, tra le voci più importanti della letteratura di lingua nederlandese contemporanea, Stefan Hertmans (Gand 1951) vive a Bruxelles. Tradotto in ventiquattro lingue e premiato con i riconoscimenti letterari più prestigiosi del suo paese, ha ottenuto con Guerra e trementina (Marsilio 2015), selezionato per il Man Booker International Prize, un imponente successo internazionale di critica e pubblico. La straniera è il suo secondo romanzo pubblicato in Italia.

domenica 16 febbraio 2020

Le grandi stagioni dell'arte antica e medievale

Le grandi stagioni dell'arte antica e medievale
di A.A.V.V.
pp. 280, € 90,00
Jaca Book, 2020
ISBN: 978-88-16-60607-4

Quindici importanti autori, tutti autorità internazionali nel proprio ambito di competenza, tracciano il filo rosso dell’arte occidentale con saggi che si concatenano diacronicamente. Questo fa di un’opera enciclopedica un’opera storica: a differenza di altri mondi, l’Occidente, e in esso l’Europa, ha un continuum di leggibilità a partire dall’arte greca, dove per la prima volta si è realizzata l’integrazione tra la produzione artistica e un discorso storico. A questo quadro partecipa anche il Mediterraneo islamico.

sabato 15 febbraio 2020

Lettura allegorica del Morgante

Lettura allegorica del Morgante
di Paolo Orvieto
pp. 220, € 21,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-470-0

Il saggio completa altri due studi sul Morgante di Pulci pubblicati da Paolo Orvieto per la Salerno Editrice: Pulci medievale (1978) e la monografia Pulci (2017).
L’attenzione è concentrata soprattutto, ma non solamente, sugli ultimi quattro cantari del Morgante, in cui, per ragioni culturali e esistenziali, Luigi Pulci (1432-1484) cerca, da un lato, di scardinare l’establishment culturale ficiniano, con la protratta e infamante traduzione allegorica di Marsilio Ficino, alias Marsilio re saraceno, e l’ulteriore identificazione del filosofo con il mago Malagigi, colpevole, appunto come Ficino, di praticare una magia demoniaca. Dall’altro lato Pulci mette in scena un alter ego, Astarotte, che è ora un coltissimo teologo cristiano, agostiniano e tomistico, vero restauratore della genuina fede cattolica contro l’ermetismo pagano di Ficino.
Una compiuta denuncia anche dell’astrolatria ficiniana, per cui l’influenza astrale determinerebbe ogni accadimento terreno, negando quindi sia la prescienza divina sia il libero arbitrio dell’uomo. Una serie di tableaux vivants che non sono piú solo dell’entourage carolingio, ma, insieme, trasferiti di peso dalla palpitante realtà fiorentina.
Allegorie che si estendono a Lorenzo de’ Medici e a Pallante (Piero figlio di Lorenzo) e Lattanzio (Pulci stesso, che si identifica anche con Orlando morituro a Roncisvalle); e che, pur d’altro genere, coinvolgono i primi ventitré cantari: si ribadisce con altri accertamenti quella tra Morgante e Margutte e Bernardo Bellincioni e Antonio di Guido, qui reputato anche il possibile autore e falsificatore dell’Orlando laurenziano.
Infine una revisione delle ipotizzate allegorie “morali” dei primi cantari del Morgante: nient’affatto edificanti, bensí dissacrazioni, ai limiti della blasfemia, delle piú diffuse allegorie teriomorfe del cristianesimo.
Paolo Orvieto già professore ordinario all’Università di Firenze, si è occupato, oltre che di critica letteraria e di letterature comparate, anche del Rinascimento fiorentino. Per la Salerno Editrice ha pubblicato le monografie di Pulci (2017) e di Poliziano (2009), oltre a Tutte le opere di Lorenzo de’ Medici (1992) e alle Poesie di Poliziano (2017); ha curato le Opere minori di Pulci (Milano 1986). Esperto anche di letteratura brettone-carolingia, ha pubblicato La Historia di Merlino (Roma 2019) e Le Storie di Rinaldo da Montalbano (ivi, 2019).

venerdì 14 febbraio 2020

Opusculum comicum

Opusculum comicum
di Trollo Malvezzi
Edizione critica, traduzione e commento a cura di Michela Mele
pp. LXVI-94, € 39,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-949-9

l giurista bolognese Troilo Malvezzi compose l’Opusculum comicum, unica opera teatrale della sua produzione letteraria, durante gli anni degli studi universitari. Il testo, trasmesso da un codex unicus, il Magliabechiano VII 1165 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, è preceduto da un’epistola di dedica all’umanista Poggio Bracciolini. La pièce presenta una divisione in cinque atti e un intreccio giocato sulla vicenda d’amore di due giovani, Claudio e Lavinia, e sulle macchinazioni del servus Furvo, personaggio sul quale l’autore concentra la sua abilità creativa e la maggior parte delle possibilità comiche dell’opera. A differenza della produzione teatrale umanistica dei decenni precedenti, l’Opusculum riprende più da vicino il teatro dei comici arcaici attraverso la rievocazione – nell’intreccio, nella struttura e nella lingua – delle atmosfere e del modus scribendi plautini e terenziani. Nonostante le numerose riprese, anche ad verbum, tratte dal teatro romano, non mancano all’interno dell’Opusculum elementi che esulano dagli schemi della palliata e che sono invece riconducibili alla tradizione delle farse medievali e alla realtà contemporanea. Il testo critico della commedia, corredato dalla traduzione italiana a fronte e dalle note di commento, è preceduto da un’introduzione che traccia un quadro bio-bibliografico dell’autore, dall’analisi della struttura, dei contenuti e della lingua dell’opera.

giovedì 13 febbraio 2020

L'avventura sarda di Re Enzo von Hohenstaufen

L'avventura sarda di Re Enzo von Hohenstaufen
Cavalieri teutonici e cavalieri templari nella Sardegna medievale
di Massimo Falchi Delitala
pp. 92, € 10,00
Penne e papiri, 2019
ISBN: 9788889336779
 
Nel contrasto fra Chiesa e Impero vennero coinvolti anche gli Ordini templare e teutonico: mentre il primo rimaneva un fidato alleato della Curia pontificia, nel XII e XIII secolo quello teutonico aveva preso parte, diventandone attore non secondario -specie in riferimento alla strategia imperiale in Italia-, nel conflitto tra il predominio politico del papato e quello dell’impero.
In questo contesto l’Ordine teutonico si era inoltre inserito nelle vicende dinastiche dei giudicati sardi, sostenendo, anche militarmente, la politica antipapale di Federico II che, nominando il proprio figlio naturale Enzo quale re di Sardegna, intendeva riportare l’Isola nell’alveo imperiale. Iniziativa con evidente risvolto politico che collideva con le mire e gli interessi del papato, e che perciò non poteva lasciare indifferenti o neutrali i templari, che di questo erano considerati il braccio armato.
Inoltre, durante il medioevo, nell’Isola esistevano quattro stati nazionali (giudicati), retti da un sovrano non necessariamente ereditario (giudice): la peculiare conformazione istituzionale di questi stati imponeva perciò forme peculiari di presenza nell’Isola di re Enzo e dei teutonici del suo seguito. Per questo motivo i templari non potevano, a loro volta, che assecondare gli interessi pontifici volti a estendere l’influenza del papato sull’Isola, entrando in contrasto con quelli filo imperiali dei teutonici che, viceversa assicuravano il loro sostegno al giovane re Enzo von Hohenstaufen.
Massimo Falchi Delitala è stato l’Avvocato del Consiglio Regionale della Sardegna (Capo Ufficio Legale) sino all’agosto 2019, nonché già per molti anni Ispettore Onorario della Sovrintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano.
Per le Edizioni Penne & Papiri ha pubblicato "La leggenda medievale di Mastro Hiram" (Latina, 2002) (non disponibile attualmente) e "I templari nei Giudicati sardi" (Latina, 2003).

mercoledì 12 febbraio 2020

Certamen 1246

Certamen 1246
di Giovanni Casella Piazza
pp. 574, € 28,00
Besa Editrice, 2020
ISBN: 978-88-497-1204-9 

Como, A.D. 1268. Il notaio Aielli fa visita all’abate Ariberto, portando con sé un plico misterioso e uno studente di legge, Zirìolo, protetto del patriarca di Aquileia. Il giovane, su ordine di questi, sarà ospite del monastero e potrà conoscere i fatti avvenuti lì molti anni prima, durante l’aspra contesa tra il soglio pontificio romano e Federico II di Svevia e sui quali era stato imposto il vincolo del silenzio.
La sparizione di due giovani monaci prima, e di Zirìolo poi, aprirà le ricerche del notaio Aielli: grazie al ritrovamento dei diari di viaggio del giovane studente, il notaio scoprirà nell’abate un personaggio complesso e fuori dal comune, costretto presto a fare i conti con un passato insospettabile e tormentato.
Giovanni Casella Piazza, nato a Lugano nel 1949,
economista di formazione, dopo un periodo iniziale come consulente aziendale, ha spostato i suoi interessi verso il campo dei media e del giornalismo, divenendo negli anni direttore di un quotidiano della Svizzera italiana, editore televisivo, produttore cinematografico, operatore culturale. È appassionato di storia e Medioevo.

martedì 11 febbraio 2020

L'Italia di Dante

L'Italia di Dante 
Viaggio nel Paese della «Commedia»
di Gulio Ferroni
pp. 1126, € 30,00
La Nave di Teseo, 2019
ISBN: 8893950537

Seguendo la traccia della Divina Commedia, e quasi ripetendone il percorso, Giulio Ferroni compie un vero e proprio viaggio all’interno della letteratura e della storia italiane: una mappa del nostro paese illuminata dai luoghi che Dante racconta in poesia. L’incontro con tanta bellezza, palese o nascosta, nelle città come in provincia, e insieme con tanti segni della violenza del passato e dei guasti del presente, è un modo per rileggere la parola di Dante in dialogo con l’attualità, ma anche per ritrovare in questi luoghi una ricchezza, storica e letteraria, che spesso fatichiamo a riconoscere anche là dove ci troviamo a vivere. Da nord a sud, dalla cerchia alpina alla punta estrema della Sicilia, da Firenze al Monferrato, da Montaperti a Verona, da Siena a Roma, Ravenna, Brindisi, si seguono con Dante i diversi volti di questo paese “dove ’l sì suona”, “serva Italia”, “bel paese”, “giardin dell’impero”: un percorso attraverso la storia, l’arte, la cultura, con quanto di essa luminosamente resiste e con ciò che la consuma e la insidia; ma anche un viaggio che riesce a restituirci, pur tra le fuggevoli immagini di uno smarrito presente, la profondità sempre nuova della nostra memoria.
Giulio Ferroni, professore emerito della Sapienza di Roma, è autore di studi sulle più diverse zone della letteratura italiana (da Dante a Tabucchi) e dell’ampio manuale Storia della letteratura italiana (1991 e 2012). Numerosi i suoi studi sulla letteratura del Cinquecento, tra cui Mutazione e riscontro nel teatro di Machiavelli (1972), Le voci dell’istrione. Pietro Aretino e la dissoluzione del teatro (1977), Il testo e la scena (1980), Machiavelli o dell’incertezza (2003), Ariosto (2008). Su questioni di teoria i volumi Il comico nelle teorie contemporanee (1974), Dopo la fine. Sulla condizione postuma della letteratura (1996 e 2010), I confini della critica (2005). Molti i suoi interventi, anche “militanti”, sulla letteratura contemporanea, in parte raccolti in Passioni del Novecento (1999). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Gli ultimi poeti. Giovani Giudici e Andrea Zanzotto (2013), La fedeltà della ragione (2014), La scuola impossibile (2015), La solitudine del critico (2019). Ha diretto il volume sulla Letteratura della serie Treccani Il contributo italiano alla storia del pensiero (2018).

lunedì 10 febbraio 2020

Luogosanto medievale: archeologia e comunità

Luogosanto medievale: archeologia e comunità
Dagli scavi del Palazzo di Baldu un percorso di archeologia pubblica in Sardegna
di Fabio Pinna
pp. 182, € 16,00
Morlacchi Editore, 2019
ISBN: 9788893921329
 
A Luogosanto, in Gallura, un intervento di restauro - resosi necessario nel corso degli anni Novanta del XX secolo per la conservazione dei resti del Palazzo di Baldu - e di realizzazione di un percorso di accesso al sito, si è progressivamente trasformato, attraverso i piccoli passi dei soggetti direttamente coinvolti (Amministrazione comunale, Soprintendenza, Università di Cagliari), in un progetto culturale di ampio respiro, in cui si integrano le esigenze della ricerca archeologica e della didattica universitaria, le opportunità per la formazione culturale della comunità locale, la valorizzazione turistica del sito e la creazione, a partire da esso, di specifici itinerari. Il percorso di ricerca, ancora in corso, offre dati oggettivi sul medioevo sardo e, in particolare, sulle dinamiche interne e sulle relazioni mediterranee del 'giudicato di Gallura' e consente di proporre una serie di riflessioni sull'apporto della ricerca archeologica alla crescita delle piccole comunità.
Fabio Pinna, laureato in Archeologia medievale all’Università di Cagliari, ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologie e antichità postclassiche all’Università di Roma ‘La Sapienza’. Insegna Archeologia cristiana e medievale, Archeologie postclassiche e Percorsi turistici e culturali nei corsi di laurea dell’ateneo cagliaritano e Archeologia postmedievale alla Scuola di specializzazione in Beni archeologici della stessa università. Ha svolto varie ricerche archeologiche sul campo ed è autore del volume ‘Archeologia del territorio in Sardegna. La Gallura tra tarda antichità e medioevo’ (Cagliari 2008). È direttore scientifico dell’indagine archeologica nel sito del Palazzo di Baldu e coordinatore della ‘Scuola di Archeologia e Comunità’ di Luogosanto.

domenica 9 febbraio 2020

E la parola scolpì la pietra

E la parola scolpì la pietra
Il romanico di San Colombano a Vaprio d’Adda
a cura di Cristian Bonomi, Marco Galli, Juan Antonio Olañeta, Mauro Steffenini, Luca Villa, Tiziano Villa
pp. 192, € 18,00
Velar Edizioni, 2019
ISBN: 9788866717249

La memoria è la "cornice della vita", dice papa Francesco. Ciò significa che senza la memoria la vita non ha un "contesto", un "quadro" in cui inserirsi o un fondamento su cui costruirsi. Ecco perché ha senso conservare i "segni" della memoria, come la Chiesa di S. Colombano. È un patrimonio che ha, per lo meno, otto secoli di storia, ma che affonda le sue radici in tempi ancora più lontani: a S. Colombano stesso, se dovessimo dare credito alla tradizione che lo vorrebbe presente a Vaprio d'Adda, nel suo itinerario verso Milano e poi verso Bobbio. Il restauro, che ha visto la Soprintendenza, la Direzione dei lavori e i restauratori impegnati nella ricerca delle soluzioni migliori, ha permesso di riportare la chiesa al suo primitivo splendore e ha fatto riscoprire lacerti di pitture, che prima non si vedevano.

sabato 8 febbraio 2020

Le origini dello Stato moderno (Secoli XI-XV)

Le origini dello Stato moderno (Secoli XI-XV)
di Luigi Blanco
pp. 344, € 29,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2020
ISBN: 9788843099146

Il volume affronta il tema, al centro di un rinnovato interesse storiografico, delle origini medievali dello Stato moderno. Attraverso una prospettiva storico-istituzionale si individuano le strutture fondamentali e si delineano le vicende ritenute più interessanti che hanno portato alla contrastata formazione dello Stato nell'Occidente europeo, precisando al contempo le possibili alternative (cittadine, imperiali, confederali). Lo scopo della ricostruzione storica e politica è quello di superare la troppo rigida divisione tra Medioevo ed età moderna, cercando di far emergere il pluralismo costitutivo del processo di formazione dello Stato e le molteplici traiettorie di sviluppo. La ricostruzione si arresta alle soglie della modernità evidenziando sia il quadro unitario di riferimento sia le profonde differenze, istituzionali, sociali e territoriali, che connotano la complessa vicenda dello Stato moderno in Occidente, troppo spesso riferita alle sole esperienze monarchiche.
Luigi Blanco insegna Storia delle istituzioni politiche all'Università di Trento. Tra i suoi interessi di ricerca, oltre alla vicenda dello Stato moderno, la formazione dei corpi tecnici in Europa e il rapporto territorio-amministrazione con particolare riferimento alla maglia amministrativa della penisola italiana. Ha pubblicato, tra l’altro, Stato e funzionari nella Francia del Settecento: gli «ingénieurs des ponts-et-chaussées» (Bologna 1991) e Dottrine e istituzioni in Occidente (a cura di; Bologna 2011).

venerdì 7 febbraio 2020

L’aristotelico impenitente

L’aristotelico impenitente
di Stefano Gelain
pp. 192, € 12,00 (Acquista online con il 15% di sconto) 
Mauro Pagliai Editore, 2019
ISBN: 978-88-564-0422-7
1318 d.C.
Ardighino da Padova, medico e filosofo aristotelico, allievo del brillante Pietro d’Abano, si reca al Castello di Romena su invito del conte Aghinolfo Guidi, che lo prega di indagare su un misterioso delitto irrisolto.
Come in una versione parodiata de Il nome della rosa di Umberto Eco, il medico padovano, totalmente privo di una strategia d’indagine, tenta di dare un volto a un assassino particolarmente sfuggente. Sullo sfondo personaggi promiscui e sgangherati: tra vassalli, valvassori e valvassini, castellane prive di senno e inquisitori smargiassi, Ardighino si vedrà costretto a dubitare di tutti, prima di scoprire, non certo grazie alle proprie doti investigative, chi si cela dietro l’esecrabile delitto.
Stefano Gelain è nato a Feltre nel 1990. Laureato in Lettere con una tesi sulla Letteratura latina medievale, insegna Lingua e letteratura italiana.

giovedì 6 febbraio 2020

Historia di Merlino

Historia di Merlino
a cura di Paolo Orvieto
pp. 504, € 24,00
Aracne Editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-1627-2
 
Viene edita, con un ricco apparato di note, la Historia di Merlino (poi Vita di Merlino), nella prima edizione di Venezia del 1480. Composta nell’anno 1379, vi si narrano le strabilianti vicende della vita di Merlino, nato, sorta di altro Cristo o di Anticristo, da una madre vergine e da uno spirito diabolico; poi l’adozione del fanciullo Artù, la creazione della tavola rotonda, con la genealogia del Graal, fino alla tragica finale love story con Viviana, ossia la Dama del Lago. Inedite in Italia le misteriose e ancora in parte da decifrare sue Profezie, qui accluse alla sua Vita.
Paolo Orvieto, già professore ordinario presso l’Università degli Studi di Firenze e in altre università, ha al suo attivo più di duecento pubblicazioni sul Rinascimento (Pulci medievale; Lorenzo de’ Medici, Tutte le opere; Poliziano; Luigi Pulci; Poliziano, Tutte le poesie), sulla critica (Teorie letterarie e metodologie critiche; Teorie critiche del Novecento; De Sanctis), sulle letterature comparate (Misoginie e Misoginie 2; Labirinti, castelli, giardini; Il mito di Faust; La vera storia di Giuda) e sul nostro il Risorgimento (Buoni e cattivi del Risorgimento. I romanzi di Garibaldi e Bresciani a confronto). 

mercoledì 5 febbraio 2020

Dante 699. L'Inferno illustrato

Dante 699. L'Inferno illustrato
di Giuseppe Fanfani
pp. 200, € 24,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Maretti Editore, 2020
ISBN: 978-88-9397-021-1

A 699 anni dalla morte di Dante Alighieri, questo libro rappresenta la versione più compiuta del modo in cui Giuseppe Fanfani, per tutti Beppe, rende omaggio alla Divina Commedia. Così l’artista lavora all’illustrazione del celeberrimo scritto, in cammino, anche lui, nell’onda di un’altrettanto illustre tradizione: dando vita a un binomio arte-letteratura dalla soluzione del proprio essere, insieme, autore e scrittore. E tale condizione si fa precipua e strumentale, perché in questa maniera egli scopre e riscopre di continuo la sua ambivalenza. Il libro tratta la versione iconografica dell’Inferno dantesco, che l’artista realizza mirando all’emozione comunicata non tanto tramite una tecnica figurale curata e minuziosa, quanto  contaminando la figura stessa di soluzioni quasi informali, immerse in atmosfere dense, cariche, turbate, stranianti, coltivando spontaneità e immediatezza: sentimenti che si lasciano voluttuosamente trasmettere all’occhio e alla mente di chi osserva.

martedì 4 febbraio 2020

Scienza e opinione nella città perfetta.

Scienza e opinione nella città perfetta
Letture del pensiero etico-polito di al-Farabi
a cura di Elisa Coda
pp. 154, € 16,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni ETS, 2019
ISBN: 9788846755575

Figura centrale della filosofia arabo-islamica medievale, Abu Nasr al-Farabi (m. 950) fu detto "al-mu'allim al-tani", "il maestro secondo" solo ad Aristotele. Fu Alpharabius o Avennasar per i latini, che lo conobbero in parte grazie alle traduzioni della seconda metà del XII secolo. Il suo pensiero influenzò profondamente lo sviluppo del pensiero islamico e, seppure in misura minore, di quello ebraico e latino medievale. Nel corso del Novecento, il pensiero politico di al-Farabi fu eletto da Leo Strauss a modello di esercizio libero del pensiero filosofico, della separazione della filosofia dalla religione e dalla teologia. Questo volume è il risultato di un dialogo seminariale tra specialisti di filosofia politica e storici della filosofia medievale su fonti e sviluppi del pensiero politico farabiano, sulle circostanze e sulle implicazioni della sua riscoperta nel Novecento. I contributi qui raccolti consentono di ripensare le letture moderne e contemporanee della filosofia politica di al-Farabi. Il contesto culturale nel quale egli operò e nel quale le sue opere furono lette nell'Oriente e nell'Occidente musulmani è ovviamente lontano dalle riletture del XX secolo, ma l'accurato esame di ambedue è il presupposto della comparazione tra il pensiero farabiano sulla "città perfetta" e le riflessioni moderne su di essa.
Elisa Coda svolge presso l’Università di Pisa ricerche sulla recezione della cosmologia aristotelica dalla tarda antichità al medioevo arabo ed ebraico.

domenica 2 febbraio 2020

L'equivoco del nome

L'equivoco del nome
Rime incerte fra Dante Alighieri e Dante da Maiano
di Pasquale Stoppelli
pp. 104, € 18,00
Salerno Edotrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-471-7

Nella critica dantesca è opinione consolidata che le prime esperienze di Dante rimatore siano avvenute nel segno di Guittone: lo proverebbero anzitutto i sonetti che il giovane Alighieri avrebbe scambiato con il suo omonimo Dante da Maiano, e attestati unicamente dalla “Giuntina di rime antiche”, l’antologia dell’antica lirica toscana pubblicata dai Giunta a Firenze nel 1527.
Tuttavia, le rime di corrispondenza con Dante da Maiano attribuite all’Alighieri dalla Giuntina, in particolare i due sonetti della tenzone del «Duol d’amore» (Qual che voi siate, amico e Non canoscendo, amico), evidenziano uno stile che è troppo simile a quello del Dante minore per non far sorgere il sospetto che siano una falsificazione di quest’ultimo al fine di accreditare sé stesso come corrispondente dell’autore della Vita nuova e della Commedia. E da un’indagine sistematica condotta col sussidio del corpus elettronico della nostra poesia dei primi secoli risulta che, oltre a quelle del «Duol d’amore», anche altre rime di impianto guittoniano riconosciute tradizionalmente come dantesche, in particolare Se Lippo amico e Lo meo servente core, potrebbero essere derubricate a dubbie, se non addirittura a spurie. Ne uscirebbe di conseguenza fortemente indebolita l’idea di un Dante giovanissimo che, prima di seguire la maniera di Guido Cavalcanti, avrebbe poetato nello stile di Guittone.
I sei capitoli che costituiscono il libro, già pubblicati separatamente in veste di saggi autonomi, rappresentano la continuazione di una ricerca che ha prodotto nel 2011 un saggio dello stesso autore apparso nella medesima collana (Dante e la paternità del ‘Fiore’). Lí, sulla base di riscontri stilistici stringenti, si ipotizzava che a scrivere il Fiore e il Detto d’Amore potesse essere stato Dante da Maiano e non l’Alighieri. Qui, oltre alle questioni di paternità di singole rime, l’interesse del volume è anche metodologico, ai fini di una riconsiderazione teorica dell’attribuzionismo letterario e delle pratiche filologiche che lo riguardano.
Pasquale Stoppelli ha insegnato Filologia italiana presso l’Università «La Sapienza» di Roma. Per la Salerno Editrice ha pubblicato: Machiavelli e la novella di Belfagor. Saggio di filologia attributiva (2007), Dante e la paternità del ‘Fiore’ (2011), nonché le edizioni A. Pierro, Tutte le poesie (2012, 2 voll.), e N. Machiavelli, Andria. Mandragola. Clizia (2017, Ed. Naz. delle Opere).

sabato 1 febbraio 2020

Dal buio alla luce. Civiltà cristiana e Medioevo.

Dal buio alla luce. Civiltà cristiana e Medioevo
Dalle origini al 1303
di Massimo Viglione
pp. 480, € 28,00
Maniero del Mirto, 2019
ISBN: 883139102X
Non si tratta di un libro di mera ricostruzione storica del Medioevo, bensì di una generale esposizione della civiltà cristiana medievale, partendo peraltro dagli albori del Cristianesimo antico e arrivando agli inizi del XIV secolo (Schiaffo di Anagni), ovvero alle soglie dei grandi e drammatici mutamenti della prima modernità. Vengono quindi trattati tutti gli aspetti di questa civiltà, in modo tale da fornire un quadro completo e organico che permetta di acquistare cognizione precisa e puntuale di tutta la storia dei primi tredici secoli del Cristianesimo della società e civiltà medievali nelle sue varie e differenti fasi, dai drammatici inizi fino al suo pieno dispiegamento e alle profonde ragioni del suo declino, con una descrizione qualificata della luce spirituale, teologica, politica, giuridica, economica, sociale, culturale e artistica che quel mondo ha saputo produrre e donarci. Particolare attenzione viene data agli aspetti della vita quotidiana e dei progresso della cultura e della civiltà.
Massimo Viglione è docente a contratto presso l'Università Europea di Roma, dove ha insegnato per anni Storia Moderna, Pensiero e Istituzioni nella civiltà cristiana e Filosofia della Storia. Dal 2005 è ricercatore  presso l'Istituto di Storia dell'Europa mediterranea del Consiglio Nazionale delle Ricerche. «Le insorgenze controrivoluzionarie nella storiografia italiana. Dibattito scientifico e scontro ideologico (1799-2012)», «Rivolte dimenticate. Le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815», «La Rivoluzione Italiana. Storia critica del Risorgimento» e «La Conquista della "Mela d'oro". Islām ottomano e Cristianità tra guerra di religione, politica e interessi commerciali (1299-1739)» sono i titoli di alcuni dei suoi volumi più noti. L'incontro è sarà introdotto dal suo presidente Andrea Papetti, presidente dell'Associazione Culturale San Michele Arcangelo.