venerdì 31 luglio 2020

L’Ordine teutonico e le vie d’acqua nel Friuli medievale

L’Ordine teutonico e le vie d’acqua nel Friuli medievale
di Massimo Capulli, Elisabetta Scarton
pp. 164, € 16,00
Forum Editrice UniversitaraUdinese, 2020
ISBN: 978-88-3283-179-5
 
Fino all’età moderna le ‘strade d’acqua’, opportunamente integrate con i percorsi terrestri, hanno formato una rete capillare per la circolazione di uomini e merci, ma anche di idee. In questo panorama le terre del Friuli hanno costituito per secoli un ponte tra il Nord Europa e l’Adriatico. Una volta raggiunta Venezia, era facile trovare un imbarco per i principali porti del Mediterraneo ed è probabilmente per questa ragione che, sin dagli inizi del XIII secolo, l’Ordine teutonico stabilì nel Patriarcato di Aquileia una delle sue più antiche e floride commende. Il piccolo borgo di Precenicco, ancorato sulle rive del fiume Stella e a pochi colpi di remo dal mare, era la sede ideale per un ordine monastico-cavalleresco sorto per assistere i pellegrini diretti in Terrasanta. Il faro su questa zona si è riacceso alcuni anni fa, quando da una trincea di scavo sulle rive del fiume Stella è spuntata dall’acqua un’imbarcazione medievale dalle fattezze originali. Unendo i loro diversi saperi, gli autori avviano un dialogo tra fonti storiche e indagini archeologiche che consente di fissare alcune tessere di un mosaico ancora lacunoso ma ricco di sfaccettature: parliamo di ordini monastico-cavallereschi, di crociati, di un imperatore come Federico II, di pellegrini e facoltosi mercanti, di ricerche subacquee e di un relitto raro.
Massimo Capulli, archeologo, si interessa di tecniche di lavoro e documentazione archeologica in ambiente subacqueo, di principi e metodi della costruzione navale antica e della ricostruzione dei paesaggi d’acque. Attualmente è ricercatore presso l’Università di Udine, dove è docente di Metodologie della ricerca archeologica e di Archeologia subacquea e navale, e Research Associate dell’Institute of Nautical Archaeology (Stati Uniti).
Elisabetta Scarton è professore associato di Storia medievale presso l’Università di Udine. I suoi interessi di ricerca spaziano dal Patriarcato di Aquileia al Regno aragonese di Napoli, dalla diplomazia quattrocentesca alle istituzioni cittadine. Ha recentemente pubblicato una monografia sui Parlamenti generali a Napoli in età aragonese (Napoli 2018) e vari saggi incentrati sulle terre friulane di Udine e Cividale.

giovedì 30 luglio 2020

Porto San Giorgio un castello sul mare

Porto San Giorgio un castello sul mare
di Maurizio Mattioli, Mario Cignoni
pp. 192, € 28,00
Andrea Livi Editore, 2020
ISBN: 88-7969-450-2
 
Nell’affrontare la lettura di questa “storia urbana di Porto San Giorgio” sviluppata nel corso di tanti anni, è doveroso spiegare ai lettori le ragioni di questa ricerca. Ci ha spinto la passione per la storia del paese in cui si è nati o in cui si è trascorsa buona parte della propria giovinezza. Sembra quasi impossibile pensare che, entrati nel XXI secolo, non sia stata definita l’origine del paese che pur vanta notevoli vestigia architettoniche del passato ancora visibili e imponenti.
Persino l’origine della rocca, sconosciuta alle cronache degli antichi come alle fonti d’archivio, sarebbe ignota se non fosse giunta fino a noi l’iscrizione lapidea inserita sopra il portale d’ingresso.
Le difficoltà incontrate dagli storici del passato (secoli XVII-XIX) riflettono lacune documentali. Cesare Trevisani, con lo pseudonimo Cesare d’Altidona, nel suo Porto San Giorgio e visite ai dintorni pubblicato nel 1929 scriveva: «Reliquie di tempi neppur troppo lontani andarono quasi tutte disperse, molte perdute per sempre. Cosicché il difetto di tracce allettanti va forse considerato fra le cause non ultime del lungo oblio, onde priva di stimolo rimase disamorata dell’indagine la libera passione degli studiosi. Né dai pochi e fuggevoli tentativi era da aspettarsi gran virtù di sgombro contro la secolare tenebra, non mai messa a prova sotto il raggio penetrante di un severo criterio storico».
La presente ricerca è stata concepita come una nuova lettura integrata da documenti solo in parte conosciuti ma trascurati, forse perché riguardanti questioni estranee alla storia della città di Fermo, costante motivo, invece, di indagine da parte di insigni studiosi.
Porto San Giorgio, geograficamente, era il presidio marittimo della città di Fermo, punto di contatto con il mondo esterno, con popolazioni, usi e costumi lontani, e se ne vuole restituire un quadro d’insieme più realistico, che non sia la leggenda dei marinai miracolati in viaggio da Chioggia ed approdati su queste sponde o l’intervento diretto del protettore San Giorgio.
Lo scopo principale resta quindi il tentativo di dare un fondamento storico-scientifico alle origini del paese ed alla sua struttura urbana, andando oltre la gradevole trasposizione iconografica frutto dell’intuito del pittore sangiorgese Sigismondo Nardi e delle indicazioni di suo zio, lo storico locale Francesco Amici.
Una delle difficoltà maggiori che si incontrano nel dare risposte serie ai quesiti che via via si pongono dinanzi allo studioso come al curioso, è quella della datazione delle vestigia architettoniche.
Infatti la tentazione ricorrente è quella di considerare coevo ogni manufatto o mattone che si ha ancora l’avventura – sempre più rara – di incontrare. Il prodotto di tale errata semplificazione a sua volta produce confusione ed errori.
Per rimettere dunque un po’ di ordine siamo ripartiti dai documenti presenti negli Archivi di Stato di Fermo, di Ascoli Piceno e di Roma riconnettendoli con le storiografie più accreditate, tuttora in circolazione, non senza provare ad operare, ove possibile, riscontri materiali a verifica delle varie ipotesi, azzardandone altre.
Per operare una credibile ricostruzione di quelle che dovevano essere le forme del castello e del porto e la relativa espansione urbana del sito, si è fatto ricorso a tutta l’iconografia realizzata dal secolo XVII in avanti, includendovi oltre alla documentazione catastale più recente (secoli XVIII e XIX) anche il resoconto dei funzionari dello Stato Pontificio all’uopo incaricati. In particolare si è fatto riferimento ai disegni conservati presso la British Library di Londra (1677), alla planimetria realizzata dal generale Ferdinando Marsili (1708), alla mappa del Porto di fine Settecento (manca l’indicazione esatta della data), alla pianta topografica del Borgo Marinaro del 1788, ad una pianta della rocca e dell’area circostante di inizio ’800, ed infine, al Catasto Gregoriano di impianto Napoleonico (1809-1816).

mercoledì 29 luglio 2020

Sulla Via della Seta

Sulla Via della Seta
Marco Polo e l'incontro tra due mondi
di John Man
pp. 352, € 14,90
Giunti Editore, 2020
ISBN: 9788809889859
 
Il viaggio di Marco Polo – da Venezia, attraverso l’Europa e gran parte dell’Asia, fino alla corte di Kublai Khan in Cina – rimane uno dei più audaci della storia. Il racconto delle sue esperienze, contenuto nel Milione, ha portato alla luce un mondo completamente nuovo per la sua epoca, fatto di imperatori e concubine, maestosi edifici, enormi eserciti e ricchezze imperiali e per centinaia di anni ha rappresentato uno strumento imprescindibile per la comprensione della Cina da parte dell’Occidente. John Man ha viaggiato sulle tracce di Marco Polo fino a Xanadu, alla ricerca della verità nascosta dietro ai suoi racconti, per restituirci la storia alle origini della leggenda. Attingendo alla sua esperienza, alle ricostruzioni archeologiche e allo studio dei documenti d’archivio, ci regala un ritratto vivido dell’uomo che ha generato il mito e ci racconta la vera storia della grande corte di Kublai Khan.
John Man è uno storico e un autore di racconti di viaggio con un particolare interesse per la Cina e la Mongolia. Ha scritto biografie di grande successo su personaggi leggendari come Gengis Khan, Attila e Kublai Khan, nonché i volumi Alpha Beta, sulle radici dell’alfabeto romano, e The Gutenberg Revolution, sulle origini e l’impatto dell’invenzione della stampa.

martedì 28 luglio 2020

Castelli friulani. Vol. 2

Castelli friulani. Vol. 2
di Marco Salvador, Matteo Salvador, Pierfranco Fabris
pp. 260, € 15,00
Edizioni Biblioteca  dell'immagine (2020)
ISBN: 978-88-6391-305-7
Storie di Dame, Cavalieri e sanguinose guerre combattute nei Castelli di Caneva, Cordovado, Pinzano, Polcenigo, Porcia, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Toppo, Torre, Valvasone e Zoppola.
Dopo aver abitato per alcuni anni a Valvasone, i discendenti di Giovanni Francesco si stabilirono a Pordenone con un'ottima posizione sociale e una discreta ricchezza. Ciò fino al 1560, con un Francesco il cui padre aveva sperperato tutto lasciandogli solo cinquanta ducati. Egli allora si trasferì a Cormons dove le cose gli andarono di male in peggio. Perciò accolse l'oscena proposta, ma ben pagata sotto forma di dote, del nobile Giacomo de Casali di Udine: sposarne la figlia Francesca già ingravidata dal canonico Nicolò de Cassinis, a sua volta figlio illegittimo del canonico Leonardo e di una monaca di S. Nicolò di Udine, suor Soave. Francesca, definita dai più gentili come 'donna impudica', partorì da li a poco una figlia cui fu dato il nome di Leonarda; ma anche a far nascere la seconda figlia, Costanza, ci pensò il canonico Cassinis così come il terzo ed unico figlio maschio, Enea, nato quando il povero Francesco era già morto. Enea, a sua volta, scoperto dal padre naturale Nicolò de Cassinis a svuotargli il forziere, fu da questi assassinato a pugnalate nel 1546. Allora il boccaccesco canonico venne rinchiuso nella prigione di Gradisca dove tentò il suicidio. Trasportato a Cividale, morì poco dopo assistito dalla sua amante Francesca.

lunedì 27 luglio 2020

Castelli friulani. Vol. 1

Castelli friulani. Vol. 1
di Marco Salvador, Matteo Salvador, Pierfranco Fabris
pp. 330, € 15,00
Edizioni Biblioteca  dell'immagine (2020)
ISBN: 978-88-6391-306-4

Lotte fratricide, scorrerie, guerre e pestilenze, atti nobili e ignobili dentro e fuori le mura dei castelli friulani. Qui si narrano le vicende e le storie di Ahrensperg, Ariis, Artegna, Cassacco, Castelmonte, Colloredo di Monte Albano e Mels, Cucagna e Zucco, Moscarda, Osoppo, Partistagno, Ragogna, Rive d'Arcano, Rosazzo, Strassoldo, Udine, Villalta.
Il 4 novembre del 1431, dopo una tenace resistenza degli assediati, Rosazzo venne ripresa dalle milizie ungheresi le quali, trascorsi ben quattro secoli dalle terribili scorrerie che avevano portato in Friuli, non dovevano aver perso certe abitudini: tagliarono infatti la mano destra a tutti i sopravvissuti e saccheggiarono e devastarono l'intero complesso abbaziale. Alcuni giorni dopo l'esercito veneziano le affrontò fra Manzano e Cormons, sconfiggendole. A quel punto scattò la terribile vendetta dei serenissimi, raddoppiata in quanto a crudeltà: vennero infatti mozzate entrambe le mai agli ungari catturati, e cavati loro gli occhi. Poco prima che questo fiume di sangue si riversasse nei territori abbaziali, i monaci benedettini avevano preso la sofferta decisione di abbandonare il complesso. La politica e le guerre avevano soffocato il desiderio di dedicarsi a Dio in serenità.

domenica 26 luglio 2020

Materiali per l'archeologia medievale

Materiali per l'archeologia medievale
Ricerche di archeologia e storia del Medioevo
a cura di Rosa Fiorillo, Alfredo Maria Santoro
pp. 236, € 16,00
Francesco D'Amato Editore, 2020
ISBN: 978-88-5525-008-5

Il volume nasce a distanza di quindici anni dalla prima edizione e raccoglie una serie di saggi su temi dell’archeologia medievale. I saggi sulla ceramica, i vetri, i metalli, le monete offrono uno spaccato sulle tipologie di manufatti in uso tra VI-VII e XV secolo, mentre gli articoli su città, castelli e villaggi rappresentano le forme di insediamento che caratterizzano il territorio nei secoli di interesse.
Alfredo Maria Santoro è Professore a contratto di Archeologia Medievale presso l’Università degli Studi di Salerno.
Rosa Fiorillo è Professore associato di Archeologia Medievale presso l’Università degli Studi di Salerno.


sabato 25 luglio 2020

I giorni del ferro e del sangue

I giorni del ferro e del sangue
di Santi Laganà
pp. 564, € 19,50
Mondadori, 2020
ISBN: 9788804722526

Patrimonio di San Pietro, 960 d.C. Sul trono papale siede un adolescente perverso e corrotto, ciò che resta dell’Italia indipendente è allo sbando dilaniata da lotte intestine e le campagne sono una terra di nessuno dove la violenza e il sopruso la fanno da padroni. Anna è una contadina di quindici anni che conduce un’esistenza misera e asservita. Quando la sua famiglia viene trucidata e l’ultimo fratello rapito per essere ridotto in schiavitù, decide di continuare a vivere per inseguire quell’ultimo brandello di affetti e, sorretta da una volontà indomita, inizia una dolorosa peregrinazione per terre sconosciute e ostili, tra aiuti misericordiosi e feroci violenze. Nel suo tormentato cammino incontrerà un cavaliere dall’oscuro passato e un improbabile presente, un vecchio dall’aria mansueta che nasconde insospettabili risorse e un giovane vagabondo sfrontato e generoso: una strana compagnia con cui cercherà di farsi giustizia fin dentro i palazzi più segreti di Roma. Ambientato in uno dei periodi meno conosciuti e più bui della nostra Storia, I giorni del ferro e del sangue è un affresco senza filtri né retorica di un’epoca brutale quanto affascinante, ma anche la straordinaria parabola di una memorabile protagonista: una giovane donna che nel più maschilista dei mondi non si rassegna a un destino già scritto e tenacemente lotta per conquistarsi il diritto a una vita migliore.
Santi Laganà, calabrese di Reggio, vive da molti anni nella campagna romana. Avvocato, bancario in pensione, è un lettore vorace e uno scrittore per passione. I giorni del ferro e del sangue è il suo romanzo d'esordio.

venerdì 24 luglio 2020

Vetera segreta

Vetera segreta
di Narcisa Fargnoli
pp. 232, € 13,00
Betti Editrice, 2020
ISBN: 9788875766580

Agli inizi del XIII secolo Agilulfo, cadetto dei Lambardi, signori di Vetera, parte per la Quarta Crociata convinto di andare a liberare il Santo Sepolcro. Finisce invece a Costantinopoli e, dopo la distruzione della città, torna avventurosamente in patria dove, con il nome di Scipione, fonda la dinastia degli Origo, le cui sorti saranno garantite per secoli dal possesso del potente talismano che il cavaliere ha riportato come bottino di guerra dall’oriente. Passano otto secoli e l’antico castello medievale si trasforma in una splendida città d’arte, ma il passato, fatto di segreti e di ferocia, allunga la sua ombra sul presente e chiede prepotentemente il suo tributo. Un cold case, un intreccio di amore e tradimento, cova irrisolto sotto le ceneri, e i protagonisti di oggi dovranno, loro malgrado, risolverlo.
Narcisa Fargnoli ha lavorato come storico dell’arte presso la Soprintendenza di Siena, svolgendo attività di conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio. Ha partecipato a numerose iniziative editoriali scientifiche, collaborato con riviste, cataloghi e scritti su argomenti specifici di storia, critica d’arte e storia dell’architettura, illustrando opere restaurate, ma anche ville, giardini e teatri. Dopo il primo romanzo, Benvenuti a Vetera! (Betti 2018), ambientato in un centro medievale ricco di arte, torna a descrivere la città immaginaria ambientandoci.

giovedì 23 luglio 2020

L'eroe di Milano

L'eroe di Milano
di Andrea Frediani
pp. 442; € 12,00
Cairo Editore, 2020
ISBN: 9788830900967 
Due amici crescono all’ombra del potere dell’imperatore germanico Federico I di Hohenstaufen, detto il Barbarossa, sulla Lombardia. Portano lo stesso nome, ma hanno caratteri e ambizioni del tutto diversi, e affrontano in modo differente l’epico, drammatico assedio cui il sovrano sottopone Milano nel 1162, quando la città viene rasa al suolo. I Comuni decidono finalmente di reagire alle ingerenze imperiali del Barbarossa e col trascorrere degli anni riescono a dare vita a una potente Lega, nel cui esercito i due protagonisti si procurano, con le loro gesta eroiche, dei ruoli di primo piano. Tra attività di guerriglia e imboscate, imprese memorabili e assedi, i lombardi riusciranno infine a costringere l’imperatore a una decisiva battaglia campale a Legnano; ma nel corso dei lunghi anni di lotte, l’iniziale amicizia tra i due protagonisti, nel frattempo, si è trasformata in un’accesa rivalità, fino all’inevitabile resa dei conti. Tra contese amorose, sfide implacabili, tradimenti e colpi di scena, Andrea Frediani rievoca la storia mitica della Lega dei comuni lombardi contro il Sacro romano impero e dei suoi protagonisti, reali e leggendari, intingendo la sua penna in un Medioevo ricco di trame affascinanti e avventurose. Due amici crescono all’ombra del potere dell’imperatore germanico Federico I di Hohenstaufen, detto il Barbarossa, sulla Lombardia. Portano lo stesso nome, ma hanno caratteri e ambizioni del tutto diversi, e affrontano in modo differente l’epico, drammatico assedio cui il sovrano sottopone Milano nel 1162, quando la città viene rasa al suolo. I Comuni decidono finalmente di reagire alle ingerenze imperiali del Barbarossa e col trascorrere degli anni riescono a dare vita a una potente Lega, nel cui esercito i due protagonisti si procurano, con le loro gesta eroiche, dei ruoli di primo piano. Tra attività di guerriglia e imboscate, imprese memorabili e assedi, i lombardi riusciranno infine a costringere l’imperatore a una decisiva battaglia campale a Legnano; ma nel corso dei lunghi anni di lotte, l’iniziale amicizia tra i due protagonisti, nel frattempo, si è trasformata in un’accesa rivalità, fino all’inevitabile resa dei conti. Tra contese amorose, sfide implacabili, tradimenti e colpi di scena, Andrea Frediani rievoca la storia mitica della Lega dei comun lombardi contro il Sacro romano impero e dei suoi protagonisti, reali e leggendari, intingendo la sua penna in un Medioevo ricco di trame affascinanti e avventurose.
Andrea Frediani è Consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato, tra gli altri, i saggi "Le grandi battaglie di Roma antica"; "I grandi generali di Roma antica"; I" grandi condottieri che hanno cambiato la storia"; "Le grandi battaglie di Alessandro Magno"; "L’ultima battaglia dell’impero romano" e "Le grandi battaglie tra Greci e Romani. Ha scritto inoltre i libri 101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano e 101 battaglie che hanno fatto l’Italia unita, e i romanzi storici 300 guerrieri"; "Jerusalem"; "Un eroe per l’impero romano"; la trilogia "Dictator" ("L’ombra di Cesare", "Il nemico di Cesare" e "Il trionfo di Cesare", quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011), "Marathon"; "La dinastia" e "Il tiranno di Roma. Gli Invincibili – Alla conquista del potere" è il primo volume di una quadrilogia dedicata al futuro imperatore Augusto. Le sue opere sono state tradotte in cinque lingue.
Il suo sito è www.andreafrediani.it.

mercoledì 22 luglio 2020

Dopo Francesco, oltre il mito

Dopo Francesco, oltre il mito
I frati Minori fra Terra Santa ed Europa (XIII-XV secolo)
di Paolo Evangelisti
pp. 296, € 29,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833132228

Si è appena concluso l’ottavo centenario dell’incontro tra Francesco d’Assisi e il nipote di Saladino, il sultano Al-Malik al-Kamil, avvenuto nel settembre del 1219, in un tentativo di dialogo che ha provato ad oltrepassare barriere e confini. Dopo quell’incontro la presenza dei Minori in Terra Santa si declinò in molteplici dimensioni. I frati, adempiendo alla loro Regola, furono protagonisti di un’intensa stagione di azione e di pensiero che ebbe al centro la questione del confronto e della conversione possibile degli infideles nell’Oltremare crociato, proseguita, dopo il 1291, quando essi pensarono l’impensato: essere di nuovo a Gerusalemme ormai in mano musulmana.
Tra Europa e Mediterraneo i frati si dimostrarono abili diplomatici, predicatori di crociata, reclutatori capaci di definire i profili del vero militante per Cristo, persino estensori di progetti di riconquista dell’Oltremare, uomini che pensarono e praticarono la testimonianza martiriale ricollocandone il senso dentro quella lunga esperienza storica che interrogava ciascuno di essi e tutto l’Ordine dei Minori.
Paolo Evangelisti, documentarista coordinatore dell’Archivio storico della Camera dei deputati, ha pubblicato I francescani e la costruzione di uno Stato. Linguaggi politici, valori identitari, progetti di governo in area catalano-aragonese (Padova 2006), La balanza de la soberania. Moneda, poder y ciudadanía en Europa (ss. XIV - XVIII) (Barcelona 2015) e Il pensiero economico nel Medioevo. Ricchezza, povertà, mercato e moneta (Roma 2016). 

martedì 21 luglio 2020

I viaggi nel Medioevo

I viaggi nel Medioevo 
di Norbert Ohler
pp. 448, € 24,00
Odoya Edizioni, 2020
ISBN: 9788862886048
Come viaggiavano gli uomini nel Medioevo? Come si rifornivano strada facendo pellegrini, crociati, mercanti, re ed esploratori? Quali mezzi e quali espedienti escogitarono per far fronte agli innumerevoli pericoli, come si difendevano dalle piene, dagli assalti dei nemici, dalle malattie e dalla fame? In questo libro si parla delle motivazioni che spinsero l'uomo a viaggiare, del suo equipaggiamento, dei mezzi di trasporto, degli ospizi e delle locande, nonché dell'insieme di vie che ancora oggi in parte sono alla base della nostra rete stradale. Il lettore troverà quindi riferimenti dettagliati ai principali animali da sella, da tiro o da soma utilizzati, alle regole di ospitalità che tutti avevano il dovere di rispettare, alla velocità media dei viaggi, ai pericoli che si rischiava di incontrare nel cammino e alle innovazioni protagoniste soprattutto del tardo Medioevo. Dall'esame delle documentazioni scaturisce un quadro stupefacente della vita medievale: re e pellegrini, missionari e ambasciatori, ma anche fuggiaschi e spie che percorrevano lunghe distanze per terre e per mari. Accanto ai famosi resoconti di Colombo, Marco Polo, Vasco da Gama e Ibn Batt?ta, vengono citati anche alcuni viaggi immaginari, come quelli del Decameron di Boccaccio. Infine, non mancano capitoli dedicati ai pellegrinaggi in Terra Santa e a Santiago di Compostela. Norbert Ohler lascia poi che siano i viaggiatori stessi a prendere la parola, tracciando così un quadro vivo della realtà dei viaggi di allora. Il suo libro mostra quanto le esperienze e le conoscenze abbiano influenzato la concezione medievale del mondo e dischiude un nuovo orizzonte su un'epoca affascinante.

lunedì 20 luglio 2020

Caiazzo. Storia, insediamento e società nel basso Medioevo

Caiazzo. Storia, insediamento e società nel basso Medioevo
di Alessandro Giaquinto
pp. 196, € 18,00
Phasar Edizioni, 2020
ISBN: 978-88-6358-580-3

Caiazzo rappresenta un microcosmo nel macrocosmo delle città del Regno.
Entra ed esce dagli eventi storici rilevanti, diventa moneta di scambio, preda di condottieri, subisce assedi, diventa un cadeau di un re per la sua favorita, vede transitare nei suoi confini santi, re e imperatori, guadagna territori “sociali” attraverso il buon vivere, diventa modello di riferimento per altri centri, costruisce una propria identità cittadina attraverso il Mos Longobardorum, struttura e perfeziona propri Statuti, riesce a rinnovare concessioni e privilegi, talvolta senza eccessive difficoltà, prestando sempre massima attenzione alle vicende politiche in atto nella corte.

Alessandro Giaquinto, (Roma, 1970) si è laureato con lode in Storia Medievale all'Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Si è interessato della storia politica, istituzionale, sociale e culturale del Mezzogiorno medievale nei secoli XI - XV, con particolare attenzione ai contesti urbani. Ha curato, inoltre, trascrizioni ed edizioni critiche di documenti basso medievali e moderni.

domenica 19 luglio 2020

Retorica e narrazione del viaggio

Retorica e narrazione del viaggio
Diario, relazioni, itinerari fra Quattro e Cinquecento
di Sergio Bozzola
pp. 162, € 16,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-497-7

Le Navigazioni atlantiche di Alvise Da Mosto, il Diario de a bordo di Colombo, la Relazione del primo viaggio attorno al mondo di Pigafetta, le lettere di Vespucci, il Mundus novus, la magnifica Histoire d’un voyage fait en la terre du Bresil di Jean de Léry: non sono che alcuni dei testi esaminati in questo libro sotto il profilo della lingua e delle forme discorsive (iperboli, amplificazioni, similitudini e metafore, strutture del racconto). Attraverso un’analisi puntuale il lettore è condotto a scoprire non anonime, asciutte pagine di diario, o cronache essenziali, o maldestre registrazioni di eventi e paesaggi, ma narrazioni nelle quali cerca espressione lo stupore primigenio di fronte a scenari perturbanti. Ed è proprio quando l’ignoto assume tutte le forme del sensibile (suoni, odori, colori) che il mezzo linguistico dei narratori si rivela costituzionalmente povero e deve torcersi nel tentativo di descrivere. Nelle pieghe di queste incrinature sono gli indizi di un’impensata meraviglia.
Sergio Bozzola insegna Storia della lingua italiana al l’Università di Padova. Si è occupato della tradizione della prosa letteraria italiana fra Cinque e Seicento, della metrica e dello stile di poeti classici e contemporanei (Dante, Petrarca, Caproni, Montale). Ultimi volumi pubblicati: La lirica. Dalle origini a Leopardi (Bologna 2012); Tra un’ora la nostra sorte. Le ultime lettere dei condannati a morte della Resistenza (Roma 2013); L’autunno della tradizione. La forma poetica dell’Ottocento (Firenze 2016).

sabato 18 luglio 2020

Goffredo di Buglione

Goffredo di Buglione
di Sergio Ferdinandi
pp. 200, € 15,00
Graphe Edizioni, 2020
ISBN: 9788893720984

Goffredo di Buglione (1060 circa-1100), Duca di Bassa Lotaringia, è il protagonista assoluto della Prima crociata (1096-1099), straordinaria epopea che oltre a restituire alla cristianità il venerato Sepolcro di Cristo dopo secoli di dominazione musulmana, ha, per le conseguenze che ne sono derivate, fortemente contribuito alla definizione dell’identità Europea.
Discendente di Carlo Magno, figlio di illustri personaggi del tempo quali Eustachio II di Boulogne, protagonista nella battaglia di Hastings, e Ida di Lorena, era nipote di Matilde di Canossa. La ricca produzione cronachistica, le chansons de geste e la storiografia ci restituiscono il ritratto di un uomo di raro spessore umano, pietà religiosa, valore e perizia militare. Eletto dai suoi compagni d’armi, primo sovrano latino di Gerusalemme, adotta anche il titolo di Advocatus Sancti Sepulchri.
La storia di questo grande feudale, complice la propaganda della Chiesa romana che lo ha rappresentato quale modello di perfezione della cavalleria cristiana, ha rapidamente alimentato un processo di mitizzazione. Prematuramente scomparso, prima di entrare nella leggenda Goffredo getta le fondamenta territoriali e istituzionali di un Regno che con alterne vicende sarebbe durato fino al 1291 con la conquista musulmana di San Giovanni d’Acri, ultima postazione crociata in Palestina.
Sergio Ferdinandi (Sedan 1963), archeologo e storico medievista, dirigente generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha ricoperto diversi incarichi governativi.
Componente del Consiglio Superiore per i beni e le attività culturali e paesaggistici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, esperto della Commissione nazionale italiana UNESCO per le crociate e Bisanzio, è membro di diversi istituti di ricerca storica e archeologica internazionali fra i quali l’ISMEO-Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l’Oriente e la Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (SAIC).
Docente e relatore in convegni nazionali e internazionali, è autore di numerosi saggi e contributi scientifici in particolare sull’Oriente Crociato; tra i lavori più recenti il volume La Contea Franca di Edessa. Fondazione e profilo storico del primo principato crociato nel Levante (1098-1150), edito dalla Pontificia Università Antonianum.

venerdì 17 luglio 2020

Libertà e giustizia nel pensiero di Tommaso D'Aquino.

Libertà e giustizia nel pensiero di Tommaso D'Aquino
Un modello di umanesimo cristiano
di Gianfranco Maglio
pp., € 23,00
CEDAM, 2020
ISBN: 9788813373054
 
Nel dialogo con il pensiero della tradizione, oggi più che mai essenziale in un tempo che soffre la perdita di significati forti e punti di riferimento, ripensare l’opera di Tommaso d’Aquino costituisce un fecondo percorso di apertura umana e intellettuale, nel segno di un rinnovato umanesimo. Condividendo tale premessa il saggio si occupa di due valori centrali del pensiero etico-giuridico tommasiano, anche nelle loro necessarie conseguenze politiche, la libertà e la giustizia, visti nel loro ineliminabile rapporto e quali condizioni per la vita buona e il perfezionamento dell’uomo. Tommaso ha spiegato molto bene come non possa esistere vera libertà senza giustizia e come quest’ultima necessiti della prima: ne esce una visione fiduciosa nelle possibilità che si offrono all’uomo stesso, pur nella constatazione dei suoi limiti ontologici, in pratica un efficace modello di umanesimo cristiano in grado di promuovere la persona umana nelle varie dimensioni della sua esistenza, vista certamente nella sua storicità e contingenza ma allo stesso tempo riconoscendone la specifica dignità e il destino eterno.
Gianfranco Maglio dall'anno accademico 2018/2019 docente stabile straordinario presso l'ISSR Giovanni Paolo I - Facoltà Teologica del Triveneto (cattedra di Filosofia) con gli insegnamenti di Filosofia morale (triennio); Filosofia del diritto, Filosofia dei diritti umani e Filosofia politica (biennio specialistico).

giovedì 16 luglio 2020

Federico. L'avventura di un re

Federico. L'avventura di un re
do Marzio Bartoloni
pp. 224, € 15,00
Edizioni San Paolo, 2020
ISBN: 9788892221482

Fra i vicoli della Palermo me dievale Federico vagabonda libero. È solo un ragazzo ed è il legittimo re di Sicilia. Ma in molti, approfittando della sua giovane età, vorrebbero impadronirsi della corona e tramano per mettere fine alla lunga e pacifica convivenza tra la popolazione araba e quella cristiana. Inseguito da pericolosi sicari, Federico fugge dalla città aiutato dagli amici Fatima, Mounsif e dal giovane cavaliere Ermanno, per mettersi sulle tracce di un misterioso tesoro custodito nell’Isola del Vento, il solo che potrà garantire la pace e la vittoria su tutti i suoi nemici.
Monaci guerrieri e fanatici assassini, antichi scienziati e astuti marinai combattono e si inseguono sullo sfondo del Mar Mediterraneo.
Marzio Bartoloni è nato a Roma dove vive con la moglie Caterina con cui condivide la passione dei viaggi e la meravigliosa fatica di crescere e far scoprire le bellezze del mondo ai quattro figli: Pietro, Daria, Giulio e Vita. Giornalista da vent’anni, lavora nella redazione romana de il Sole 24 ore. Appassionato lettore di libri di storia, coltiva da sempre un grande interesse per la figura di Federico II di Svevia.

mercoledì 15 luglio 2020

Rime e libri delle rime di Dante tra Medioevo e primo Rinascimento

Rime e libri delle rime di Dante tra Medioevo e primo Rinascimento
di Laura Banella
pp. XX-220, € 28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2020
ISB: 9788893594233

Il volume affronta la ricezione di Dante e la contestuale istituzionalizzazione, o meglio canonizzazione, della sua figura di autore volgare attraverso lo studio della circolazione e ricezione della sua produzione lirica per come è stata copiata nelle miscellanee e antologie manoscritte, e poi pubblicata nelle prime edizioni a stampa, anche alla luce delle divergenti interpretazioni che il ‘Dante rimatore’ ha originato tra Medioevo ed età contemporanea. I tre capitoli si concentrano su tre ‘casi di studio’, ossia su una singola poesia e i suoi libri, sui libri legati a un poeta, e a una città. Si parte da un testo peculiare, la cui prima tradizione e la successiva storia editoriale definiscono un quadro sfaccettato della ricezione del Dante lirico, ossia la canzone trilingue – francese, latino e italiano – Aï faus ris, la cui interpretazione e la prima ricezione sono argomento del primo capitolo. Il secondo capitolo si concentra invece sull’antologia di poesia appartenuta a un poeta minore, il cantor fiorentino Andrea Stefani, la cui esperienza illumina la trasmissione e ricezione del Dante lirico al passaggio tra XIV e XV secolo. Infine, il terzo capitolo affronta i volumi delle liriche di Dante presenti in Veneto, e in particolare a Padova, tra l’inizio del Tre e la metà del Quattrocento: la circolazione delle rime in contenitori testuali assai diversi genera un cortocircuito critico di fondamentale importanza per comprendere la cultura della seconda metà del Trecento, nonché per approfondire come la dialettica Dante-Petrarca si configuri assai precocemente.
Laura Banella dopo essersi laureata all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, ha conseguito un dottorato in Letteratura Italiana presso l’Università di Padova (2014) e un PhD in Romance Studies presso la Duke University (2018). I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla letteratura Italiana medievale e rinascimentale, la filologia, e la filologia materiale, con una particolare attenzione per Dante e la trasmissione delle sue opere. Il suo primo libro, La ‘Vita Nuova’ del Boccaccio. Fortuna e Tradizione, è stato pubblicato nel 2017 (Roma-Padova). Ha pubblicato articoli su diverse riviste del settore, quali Studi sul Boccaccio, Giornale storico della letteratura italiana, Dante Studies.
Al momento, è Principal Investigator del progetto MaTeLDa - Materiality and Textuality: Editing and Rewriting the Lyric Dante in History (STARS 2017), presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari (DiSLL) dell’Università di Padova. MaTeLDa affronta la ricezione e la circolazione di Dante attraverso lo studio delle sue opere minori, in particolare della sua poesia lirica, e dei libri, manoscritti e a stampa, che la contengono.

martedì 14 luglio 2020

Storia di Hester e Vita di Tubia

Storia di Hester e Vita di Tubia
a cura di Luca Mazzoni 
pp. 336, € 38,00 (Acquista online con lo sconto del 5%)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2020
ISBN: 9788893594035
 
Lucrezia Tornabuoni (1427-1482), madre di Lorenzo il Magnifico, è autrice di alcune laudi e di cinque poemetti che rielaborano soggetti biblici. Questa edizione commentata della Storia di Hester e della Vita di Tubia colloca i due poemetti in terzine nell’ambito della produzione di Lucrezia e individua le numerose affinità che essi presentano con le opere poetiche scritte nell’ambiente del Magnifico, principalmente quelle di Feo Belcari, dello stesso Lorenzo e di Angelo Poliziano, ma soprattutto di Luigi Pulci. I numerosi prestiti danteschi, petrarcheschi (e, in misura inferiore, boccacciani) e le formule che risalgono alla tradizione canterina e cavalleresca sono gli altri elementi che vanno a comporre la parole poetica di Lucrezia in queste opere. Il confronto con i due volgarizzamenti della Bibbia pubblicati nell’agosto e ottobre del 1471 fa emergere, inoltre, alcune evidenti somiglianze soprattutto con quest’ultima versione. L’edizione prende infine in esame anche grafia, lingua e prosodia dei poemetti per come appaiono nel manoscritto originale.
Luca Mazzoni collabora con le cattedre di Filologia italiana e Letteratura italiana dell’Università Cattolica di Milano. Oltre a svariati articoli, ha pubblicato i volumi Postille di Pio Rajna alle «Origini dell’epopea francese». Trascrizione e studio (2008), Dante a Verona nel Settecento. Studi su Giovanni Iacopo Dionisi (2012) e Fra Dante, Petrarca, Boccaccio e studi eruditi. Carteggio Giovanni Iacopo Dionisi – Bartolomeo Perazzini (1772-1800) (2015).

lunedì 13 luglio 2020

Il drago nel cuore

Il drago nel cuore
I visconti di Milano. Vol. 4
di Valeriana Maspero
pp. 292, € 14,90
Il Libraccio 2020
EAN: 9788885619166

Continua la saga dei Visconti, la famiglia che nel Trecento ha fatto grande Milano e condizionato la storia del nord Italia e non solo. Dopo le vicende del vescovo Ottone e di Matteo Magno (La dinastia del drago, I), quelle di Galeazzo I e di suo figlio Azzone (Sangue di drago, II) e quelle di Luchino e dell'arcivescovo Giovanni (Nella spira del drago, III), in questo quarto tomo l'intrigante entrelacement fra l'accurata ricostruzione storica e l'immaginazione letteraria restituiscono alla vita le vicende pubbliche e i casi privati dei tre successivi signori di Milano - nipoti di Matteo Magno, figli di Stefano- il folle e perverso Matteo II, Galeazzo II primo fondatore del nuovo duomo, e il sanguigno, chiacchieratissimo Bernabò, che forse non meritava la damnatio memoriae attuata dai contemporanei.
Valeriana Maspero è nata a Seregno (MI) nel 1947.
Ex docente, ha lavorato contemporaneamente nell’editoria scolastica e come pubblicista.
Laurea in Filosofia, Università Statale di Milano (tesi in Storia contemporanea, relatore Ludovico Geymonat, 1970).
Ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra le quali:Storia della corona ferrea, Vittone, Monza, 2004; La Brianza  in Geostoria della civiltà lombarda, Mursia, Milano, 2013,; Ferdinando d’Asburgo in I giardini della villa reale, LibraccioEditore, 2017; Il ghibellino di Modoezia, LibraccioEditore, 2014; Memorie di una millenaria, Libraccio, 2016; La dinastia del drago, i Visconti di Milano, romanzo,Libraccio Editore, 2017; Sangue di drago, i Visconti di Milano II, Libraccio Editore, 2018; Nella spira del drago, i Visconti III, LibraccioEditore 2019; Il drago nel cuore, i Visconti IV, Libraccio Editore 2020.

domenica 12 luglio 2020

Dall’eremo al mito

Dall’eremo al mito
Studi su pietro del Morrone - Celestino V
di Alfonso Marini
pp. 252, € 14,00
Aracne Editrice, 2020
ISBN: 978-88-255-3283-8

Il volume raccoglie otto saggi su Pietro del Morrone, poi papa Celestino V, e sulle fonti storiche che permettono la sua conoscenza. L’introduzione presenta lo stato attuale degli studi sul tema ed un breve profilo biografico del monaco pontefice. I saggi sono stati scritti in un periodo che va dal 1987 al 2013, in gran parte in occasione di convegni che hanno riguardato la figura e le immagini di un papa la cui notorietà è inversamente proporzionale alla brevissima durata del suo pontificato.
Alfonso Marini è docente di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma. Le sue competenze didattiche abbracciano i vari aspetti di tutto il Medioevo per quanto riguarda gli insegnamenti di base del primo anno del Corso triennale; per i corsi avanzati o per quelli della Laurea magistrale si sofferma in particolare sugli aspetti della religione, della mentalità, delle credenze medievali. Ha svolto corsi sul francescanesimo, sulle eresie, sul papato, sulle crociate, sui concili, sul pellegrinaggio.

sabato 11 luglio 2020

I Longobardi

I Longobardi
di Elena Percivaldi
pp. 352, € 18,00
Diarkos, 2020
EAN: 9788836160136 
 
La vicenda del Longobardi, per quanto durò nel complesso “solo” due secoli (568-774),ebbe un impatto decisivo sulla storia italiana. La loro influenza fu duratura nelle istituzioni politiche, negli usi e nel diritto e il loro retaggio è ancora oggi percepibile nella lingua che parliamo, nonché nei monumenti – chiese, monasteri, edifici pubblici – che costruirono, la cui importanza è stata riconosciuta con l'inserimento, nel 2011, del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco. 
La loro fu una invasione improvvisa e violenta o, piuttosto, una migrazione progressiva? Si trattava davvero di una stirpe granitica e vicina alla “barbarie primitiva”, o un popolo che seppe adattarsi e trasformarsi “sul campo”?
Riuscendo nella difficile opera di sintesi tra eredità classica e nuovi apporti “barbarici”, i Longobardi risultarono decisivi come “ponte” tra Mediterraneo e nord Europa, facendosi nel contempo protagonisti dei vasti cambiamenti geopolitici che, agli albori del Medioevo, hanno costituito la base per la formazione della futura identità del Continente. Questo libro ripercorre, con un linguaggio semplice e accessibile, l'epopea longobarda alla luce delle più aggiornate acquisizioni del dibattito storiografico e dei più recenti ritrovamenti archeologici. 
Elena Percivaldi, milanese, è storica medievista e giornalista professionista. Collabora con alcune delle principali riviste di alta divulgazione del settore storico tra cui “Medioevo”, “Archeo” e “BBC History” ed è direttore del notiziario “Storie & Archeostorie”. All'attività di relatrice in incontri e conferenze in Italia e in Canton Ticino affianca la curatela
di mostre storico-archeologiche e di eventi sui Longobardi rivolti prevalentemente al vasto pubblico.  Membro di varie istituzioni e Comitati scientifici, è spesso ospite del prestigioso
Festival del Medioevo di Gubbio (Pg) e ha all'attivo una quindicina di libri, alcuni dei quali tradotti anche all'estero. Sito web: www.perceval-archeostoria.com.

venerdì 10 luglio 2020

L'elefante di Carlo Magno

L'elefante di Carlo Magno
Il desiderio di un imperatore
di Giuseppe Albertoni
pp. 184, € 16,00
Il Mulino, 2020
ISBN: 978-88-15-28744-1

Nell’anno 802 giungeva ad Aquisgrana per l’imperatore Carlo Magno un dono davvero fuori dal comune: un elefante, di nome Abul Abbas, che il califfo di Baghdad Harun al-Rashid aveva inviato a seguito della richiesta che lo stesso Carlo Magno gli aveva espressamente fatto qualche anno prima. Ma perché quell’inconsueto desiderio di Carlo? E che significato dare allo scambio di doni fra l’imperatore e il califfo? Quella dell’elefante di Carlo Magno può apparire la storia di una stramberia, l’avventura un po’ triste di un povero animale finito a morire nel freddo clima germanico, ma in realtà tutta la vicenda, se attentamente interrogata, svela molto dei rapporti diplomatici del tempo, della politica del dono, del significato politico che il possesso di un elefante, come attributo di regalità, poteva avere, e anche dell’immagine che allora l’Europa cristiana si faceva del mondo.
Giuseppe Albertoni insegna Storia medievale all’Università di Trento. Tra i suoi libri: «L’Italia carolingia» (Carocci, 1997), «Il feudalesimo in Italia» (con L. Provero, Carocci, 2003), «Vassalli, feudi, feudalesimo» (Carocci, 2015). Per il Mulino ha curato una «Introduzione alla storia medievale» (con T. Lazzari e S. Collavini, nuova ed. 2020).

giovedì 9 luglio 2020

Nella pietra e nel sangue

Nella pietra e nel sangue
di Gabriele Dadati
pp. 304, € 19,00
Baldini+Castoldi, 2020
ISBN: 9788893882258
Il mistero della morte di Pier delle Vigne che nemmeno Dante aveva saputo risolvere... Nella pietra e nel sangue è insieme romanzo storico e giallo letterario, in cui passato e presente si intrecciano fino al gran finale. Ma è anche una scanzonata storia d'amore dei nostri tempi.
Pisa, primavera 1249. Un uomo cammina per le strade della città condotto per mano da un ragazzino. È cieco. Quando capisce di essere di fronte alla chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, inizia a correre a testa bassa. Se la fracassa contro la facciata, sotto lo sguardo atterrito del suo accompagnatore. Muore così, in maniera atroce, Pier delle Vigne, che fino a poche settimane prima era l'uomo più potente della corte di Federico II. Ma l'imperatore ha scoperto il suo tradimento, l'ha spogliato di ogni ricchezza e l'ha condannato. Roma, oggi. Dario Arata, giovane dantista, si mette sulle tracce di quella vicenda. Perché Pier delle Vigne tradì il suo signore? E soprattutto: se una volta accecato fu lasciato libero, perché si uccise? Forse voleva scappare da qualcosa di ancora peggiore. Anche se è difficile immaginare cosa. Dario ci prova a partire dagli antichi commenti al XIII Canto dell'Inferno, dove Pier delle Vigne sconta la sua pena tra i suicidi. Inizia così un viaggio attraverso i secoli, con la sensazione che ci sia un segreto spaventoso da svelare. «Nella pietra e nel sangue» è insieme romanzo storico e giallo letterario, in cui passato e presente si intrecciano fino al gran finale. Ma è anche una scanzonata storia d'amore dei nostri tempi. Quella tra Dario e Lucia, che sanno starsi accanto di fronte agli orrori della storia.
Gabriele Dadati (Piacenza, 1982) ha pubblicato vari libri, tra cui Sorvegliato dai fantasmi (2008), finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai, e Piccolo testamento (2011), presentato al Premio Strega l’anno seguente. Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto «Scritture Giovani» del Festivaletteratura di Mantova.