mercoledì 23 settembre 2020

Il Medioevo delle Libertà

Il Medioevo delle Libertà
di Guglielmo Piombini
pp. 220, € 15,99

goWare Eizioni, 2020
EAN: 9788833633893

“Un motivato invito a rileggere il Medioevo senza stereotipi” Raimondo Cubeddu, docente dell’Università di Pisa
“Un’aperta apologia liberale del Medioevo, un’epoca ancora immune dai veleni dello Stato moderno” Carlo Lottieri, docente dell’Università di Verona
La storiografia contemporanea ha dimostrato l’infondatezza della tradizionale raffigurazione del Medioevo come parentesi oscura e stagnante tra l’antichità classica e il Rinascimento. Quella medievale fu una delle società più ricche di inventiva che la storia abbia mai conosciuto. Basti pensare alla rivoluzione nei metodi di coltivazione, i mulini, la stampa, la polvere da sparo, gli occhiali, l’orologio meccanico, la bussola, i vetri alle finestre, il sapone, le università e mille altre cose. La ragione principale di questo dinamismo, che permise alla società europea di superare il resto del mondo, è l’assenza di quell’ingombrante e soffocante istituzione moderna chiamata Stato. L’universo politico dell’epoca di mezzo era infatti largamente decentralizzato, fondato su magistrature affidate ai cittadini più influenti, su forze armate costituite riunendo le forze sociali quando la situazione lo imponeva, su mezzi finanziari raccolti in caso di bisogno presso i maggiorenti della società.
Guglielmo Piombini, laureato in giurisprudenza a Bologna, è studioso del pensiero liberale classico e libertario. Ha scritto diversi saggi e libri, tra cui Riscoprire la Scuola Austriaca di economia (con Giuseppe Gagliano, 2018). È titolare della Libreria del Ponte a Bologna, specializzata nell’editoria liberale e libertaria, ed è fondatore del sito www.tramedoro.eu.

martedì 22 settembre 2020

L’Umanesimo di Sicco Polenton. Padova, la Catinia, i Santi, gli Antichi

L’Umanesimo di Sicco Polenton. Padova, la Catinia, i Santi, gli Antichi
Atti delle Giornate internazionali di studio: Sicco Rizzi Polenton 1375/76-1446/47 (Padova, 17-18 maggio 2019)
a cura di Giovanna Baldissin Molli, Franco Benucci, Rino Modonutti
pp. 494, € 60,00
Centro Studi Antoniani, 2020
ISBN: 978-88-95908-16-8

Il volume ospita le relazioni presentate alle giornate di studio internazionali su Sicco Polenton, organizzate il 17-18 maggio 2019 dal Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell'antichità dell'Università di Padova e dal Comune di Anguillara Veneta nel VI centenario della fabula Catinia: l'opera, composta nel 1419 per ricreare il nobile Iacopino Badoer da Peraga e ambientata ad Anguillara, fu subito assai discussa e garantì nei secoli la notorietà del suo autore, che ebbe un ruolo nodale nella rinascita del teatro in età umanistica. Esso offre un aggiornamento di studi e riflessione critica ad ampio raggio sulla figura dell'umanista padovano: dalla biografia al ruolo sociale, culturale e istituzionale nella Padova del tempo, alla produzione letteraria. I saggi sono organizzati in 3 sezioni: la prima considera il profilo biografico, socio-politico e intellettuale di Sicco e della sua famiglia, con speciale attenzione alla sua attività scrittoria e di produzione libraria, per chiudersi con uno sguardo alle sue opere agiografiche, che ne evidenziano il complesso, ricco e articolato legame con la realtà padovana del tempo; la seconda riguarda il cuore della sua vivacissima attività letteraria, quelle opere che ne mostrano il vitale dialogo con la tradizione letteraria antica, con gli scriptores illustres di Roma e in particolare con Cicerone (è anche edita una lettera finora ignota, di grande interesse sulla genesi degli Scriptorum illustrium Latinae linguae libri e indicativa dell'ampia proiezione, perfino europea, dell'influenza culturale di Sicco); la terza è dedicata alla riflessione e alla ricerca sulla Catinia e sul suo volgarizzamento tardoquattrocentesco. Letti nell'insieme e nella loro varietà, gli studi testimoniano la centralità culturale di Sicco Polenton nella Padova e nel Veneto della sua generazione e di quelle subito successive, mostrando le molte sfaccettature di interessi, letture, impegni, relazioni che ne provano la piena adesione ai valori centrali dell'Umanesimo.

lunedì 21 settembre 2020

Dante e il suo mondo

Dante e il suo mondo.
La vita, le opere e la Romagna
di Roberto Casalini
pp. 272, € 16,00
Societa' Editrice Il Ponte Vecchio, 2020
EAN: 9788865419489


Dante e il suo mondo, nel settecentesimo della morte, vuole essere una guida integrale alla lettura di Dante, ricchissima di informazioni e di analisi e stesa in uno stile di trasparente chiarezza. Il libro, articolato in sette ampi capitoli e in una appendice, dà conto minutamente della vita e delle opere del poeta, in una ricostruzione fondata sulla lunga frequentazione con i testi della Commedia e delle opere minori e con la lettura di storici e saggisti, compresi i più recenti e valorosi. Non mancano ampi richiami alla Romagna, che abitò nel cuore del poeta con i suoi paesaggi e le sue città, con i suoi briganti e i suoi eroi e con l'esperienza di una ospitalità generosa e magnanima nella Ravenna del suo ultimo rifugio. L'autore si augura che il libro possa aiutare il lettore a riscoprire la grandezza del poeta, in una rivisitazione che ogni volta arricchisce la nostra sensibilità, alimenta l'amore per la poesia e l'etica comunitaria, quella che Dante raccoglie sotto il mito della cortesia e dei costumi che rallegrano la vita (l'amore e l'ardimento, l'amicizia e l'arte), e dunque «Le donne e ' cavalier, li affanni e li agi / che ne 'nvogliava amore e cortesia», come il grande poeta riassumeva quanto alla Romagna mitica del buon tempo andato: le strade lungo le quali, ancora oggi, è possibile progredire umanamente.
Roberto Casalini, giornalista dal 1979 è caporedattore di «Wired», mensile di tecnologia e innovazione. Ha lavorato a «L'Ora», «Amica», «Io donna» ed è stato direttore di «Per gioco» e «Tribe». Ha scritto Rock: 500 album da collezione (Mondadori, 1989) e Suonala ancora Sam (Bompiani, 1999). È coautore di L'avventurosa storia degli Oscar (Rizzoli, 2002).

domenica 20 settembre 2020

Linguaggi e rappresentazioni del potere nella Sardegna medievale

Linguaggi e rappresentazioni del potere nella Sardegna medievale
a cura di Alessandro Soddu
pp. 400, € 39,00 (Acquista online con 5% di sconto)Carocci, 2020
ISBN: 9788843099412


A partire dal tardo XI secolo, i regni giudicali di Cagliari, Torres, Arborea e Gallura si aprono a una vasta rete di rapporti mediterranei, per essere poi travolti – nel pieno Duecento – dall’espansionismo del Comune di Pisa e da forme di dominio signorile (Doria, Malaspina, Della Gherardesca) e comunale (Sassari) collegate alla stessa Pisa e a Genova. Su questo quadro, con l’avvento dei Catalano-Aragonesi si innesterà e poi sostituirà, durante i secoli XIV e XV, la dimensione unificante del regno di Sardegna, a lungo alleato dell’unico potentato locale superstite, il giudicato di Arborea. L’attenzione degli studiosi per la geografia politica ha finora lasciato in secondo piano il ruolo delle élites sarde, che appaiono partecipi e interpreti dei cambiamenti (il caso di Sassari in questo senso è paradigmatico). In un contesto così articolato, è possibile osservare da diverse angolature una varietà di linguaggi e rappresentazioni del potere, che attingono dalla tradizione bizantina o sono l’espressione dell’egemonia pisana e genovese, prima, e della Corona d’Aragona, poi, oltre che essere il frutto dell’originale rielaborazione operata nell’ambito dei quattro regni giudicali. Una pluralità di segni che riflette la ricchezza e complessità dei processi storico-culturali che interessano la Sardegna durante tutto il basso Medioevo.
Alessandro Soddu è professore associato nel Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari, dove insegna Storia medievale e Storia degli insediamenti medievali.

sabato 19 settembre 2020

Corano, una storia plurale

Corano, una storia plurale
La formazione e la trasmissione del testo<
di François Déroche
pp. 220, € 21,00 (Acquista online con il 5% di sconto)Carocci, 2020
ISBN: 9788829000654

Secondo il dogma musulmano, il testo canonico del Corano imposto a partire dal primo secolo dell’islam riflette scrupolosamente la parola divina custodita in un “archetipo celeste”. Questo studio, attraverso un’analisi dei testi della tradizione musulmana e di antichi manoscritti coranici, mostra tuttavia che la genesi e la trasmissione iniziale del Corano sono state caratterizzate dalla pluralità e che diverse varianti sono state in circolazione per secoli, prima che il Corano delle origini fosse ridotto a una versione unica.
François Déroche insegna Storia e trasmissione del testo coranico al Collège de France ed è attualmente uno dei massimi esperti di antichi manoscritti coranici.

venerdì 18 settembre 2020

Poeti della corte di Federico II

Poeti della corte di Federico II
di Donato Pirovano
pp. LXXVIII-730,€ 24,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-270-6

La lirica laica in volgare italiano nasce alla corte di Federico II. È una splendida poesia d’amore, che s’inscrive in modo originale nel florido filone del canto cortese, e che si presenta in uno strumento linguistico nuovo.
Tema quasi esclusivo è l’amore cortese della tradizione trobadorica con i suoi codici, i suoi ideali di purezza e di misura, e i suoi valori di cortesia e di raffinatezza spirituale, che rendono possibile la tensione del desiderio e in alcuni casi il suo compimento.
Rispetto ai loro predecessori occitanici, anche per la diversa realtà sociale e per il diverso pubblico, i Siciliani si concentrano, tuttavia, più sull’analisi dell’interiorità del soggetto lirico che sullo scambio interpersonale. Soprattutto Giacomo da Lentini – il più grande di questi poeti – inaugura una poetica dell’io, in cui vengono esaminate le emozioni suscitate dal pensiero ossessivo dell’amata “dipinta” nel cuore, per usare una sua fortunata metafora.
Questa nuova antologia di 147 testi comprende l’intera produzione del Notaro e di tutti gli altri poeti che la più accreditata tradizione critica lega alla corte di Federico e dei suoi figli. Per la prima volta rispetto alle edizioni correnti sono anche compresi i testi dei poeti occitanici marcatamente tradotti o meglio riscritti dai siciliani.
Il cappello introduttivo a ogni lirica e il fitto commento a piè di pagina intendono in primo luogo chiarire il testo e poi mettono in rilievo i legami dei siciliani con i loro antecessori e continuatori. La lunga Nota al Testo elenca e discute i numerosi cambiamenti di questa nuova edizione rispetto alle più recenti edizioni critiche.
Donato Pirovano insegna Filologia e critica dantesca e Filologia della Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa di novellistica, di Dante e di poesia italiana delle Origini. Per la Salerno Editrice ha curato il Diamante dei Poeti del Dolce stil novo e la nuova edizione criticamente rivista e commentata della Vita nuova nell’àmbito della NECOD (Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante).

giovedì 17 settembre 2020

Donne, uomini e altri sessi nel Medioevo Russo IX-XV sec. d.C.

Donne, uomini e altri sessi nel Medioevo Russo IX-XV sec. d.C.
Corso sull’amore e sull’innamoramento nel Medioevo Russo
di Aldo C. Marturano
pp. 298, € 33,00
Independently published, 2020
ISBN: 979-8670510141

In realtà, sin dalla lezione 1, intitolata “Le solite storie di famiglia” si coglie l’intento di raccontare una storia, dove la famiglia non sempre è quella a cui siamo abituati, anche per questioni culturali di matrice religiosa (madre, padre, figli), ma si tratta di una comunità-famiglia, tema attualissimo della nostra contemporaneità, dove i ruoli, un tempo assegnati e poi smontati dalla tradizione ecclesiastica, vengono recuperati in un passato lontano e inaspettato. Un lettore con un minimo di conoscenza dei classici latini o greci ritroverà nel libro che si appresta ad affrontare molte similitudini all’ambiente che possiamo indicare, in modo approssimativo, slavo.
Aldo C. Marturano è nato a Taranto, ha studiato nelle Università di Bari, poi di Pavia, infine di Amburgo, dove ha chiuso i suoi corsi di laurea in chimica industriale. Non ha mai lavorato come chimico e ha invece sfruttato le sue conoscenze linguistiche. Conosce infatti (parla e scrive correntemente) russo, inglese, tedesco, francese, spagnolo, ungherese e ne ha studiate un’altra decina che spera di portare a maggiore perfezione nel prossimo futuro. Si è diplomato in Lingua Russa all’Istituto Pusckin di Mosca dove ha avuto inizio la sua avventura nel Medioevo Russo. Lavorando sui mercati internazionali si era infatti appassionato al Medioevo, ma quando scoprì che non riusciva mai a sapere gran che su quello russo, colse l’occasione della tesi all’Istituto Pusckin e scelse di studiare un personaggio del Medioevo bielorusso, Santa Eufrosina di Polozk: di lì via via è entrato in quel mondo magico e nuovo.
Ha pubblicato il saggio storico in chiave divulgativa Olga La Russa, 2001 (che non è la sorella di Ignazio La Russa, per carità!), e poi per i ragazzi L’ombra dei Tartari, 2002, ovvero la saga di Alessandro Nevskii.
Altre sue opere sul Medioevo russo sono visibili nel portale delle Edizioni Atena.
Collabora attivamente con il portale Mondi Medievali curando la rubrica Medioevo Russo.

mercoledì 16 settembre 2020

I romanzi arturiani in Italia

I romanzi arturiani in Italia
Tradizioni narrative, strategie delle immagini, geografia artistica
di Ilaria Molteni
pp. 342, € 60,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833133232

Tra la seconda metà del Duecento e la fine del Trecento, la diffusione dei romanzi arturiani nella penisola italiana dà vita a un fenomeno culturale di lunga durata e dalle molteplici sfaccettature. Le storie della Tavola Rotonda catturano l’interesse di categorie di pubblico disparate, dai lettori delle Repubbliche marinare toscane e liguri ai sovrani angioini, fino agli esponenti dei regimi signorili, che ne fanno l’oggetto di trascrizioni, traduzioni, compilazioni, elaborazioni originali.
In Italia, il nutrito numero di manoscritti arturiani copiati e miniati e la varietà di soluzioni testuali e figurative adottate dai vari codici testimoniano quanto il fenomeno sia stato vivace e trasversale.
Questo libro, tramite lo studio dell’interazione tra contenuti testuali, corredi illustrativi e dinamiche di ricezione, mette in luce il ruolo centrale del mito arturiano e delle sue tante “appropriazioni” nei processi di costruzione identitaria e nelle politiche culturali dell’Italia dei comuni e delle corti. 
Ilaria Molteni ha conseguito il dottorato in Storia dell’Arte presso l’Università di Losanna. Per i nostri tipi nel 2014 ha curato, con Annalisa Izzo, il volume Narrazioni e strategie dell’illustrazione. Codici e romanzi cavallereschi nell’Italia del Nord (secc. XIV-XVI)

martedì 15 settembre 2020

Il secolo senza nome

Il secolo senza nome
Cultura, scuola e letteratura latina dell’anno Mille e dintorni
di Patrizia Stoppacci
pp. XXIV-572, € 46,00
Sismel, 2020
ISBN: 978-88-8450-549-1

Definito da Cesare Baronio «saeculum ferreum », il sec. X si rivela ad una più attenta lettura un tempo complesso, la somma di una pluralità di fenomeni culturali non riducibili ad una realtà lineare. Ispirato ad una definizione di Claudio Leonardi, che in un saggio del 2004 definiva tale periodo «un secolo senza nome», il volume nasce dall’esigenza di intraprendere un percorso di ripensamento e ridefinizione delle manifestazioni letterarie sviluppatesi nel sec. X, alla luce della produzione scientifica più recente.

domenica 13 settembre 2020

Bizantini e longobardi nelle aree emiliane

Bizantini e longobardi nelle aree emiliane
a cura di Paolo de Vingo, Patrizia Cremonini
pp. 620, € 70,00
Edizioni dell'Orso, 2020
ISBN: 978-88-3613-003-0

Il volume raccoglie i testi del ciclo di conferenze svoltesi fra il 2015 e il 2016, organizzate da Patrizia Cremonini, dedicate alla molteplicità dei significati del limes stabilitosi nelle aree emiliane altomedievali lungo il percorso fluviale dello Scoltenna (attuale Panaro), il quale, oltre a separare i Bizantini a est dai Longobardi a ovest, contribuì a definire la linea del confine politico-amministrativo che nei secoli medievali avrebbe diviso i Bolognesi dai Modenesi.
Oltre a questi contributi, ne sono stati inseriti alcuni degli studenti della Laurea Triennale in Beni Culturali e della Laurea Magistrale in Archeologia e Storia antica (Università di Torino – Dipartimento di Studi Storici) a sottolineare il costante interesse che la cattedra di Archeologia Cristiana e Medievale della stessa Università dedica ai rapporti socio-economici e storicoculturali tra popolazioni ‘alloctone’ e popolazioni ‘indigene’ nella Penisola italiana tra tardoantico e altomedioevo.

sabato 12 settembre 2020

L'Europa e il suo fantasma

L'Europa e il suo fantasma
di Glauco Maria Cantarella
Prefazione di Franco Cardini
pp. 144, € 14,00
Edizioni La Vela, 2020
ISBN: 978-88-99661-71-7
 
Uno spettro si aggira per l’Europa”, proclamavano quasi due secoli or sono Marx ed Engels, dimostrando se non altro di ritenere l’Europa uno spazio geografico ben definito. Ma gli spettri, a vederli e a crederci, incutono terrore e orrore. Non così, o non del tutto, per altre apparizioni, che possono generare invece impressioni dall’inquietudine al fascino alla speranza all’amore: ma il cui primario elemento è, comunque, l’illusione. Si chiamano, di solito, fantasmi. All’Europa come “fantasma” è dedicato questo saggio di Glauco Maria Cantarella, che sulle varie e diverse accezioni medievali del concetto di Europa è tornato più volte (Franco Cardini).
“Fantasmina, fantasmina che di notte vai…”. Europa, idea, proiezione, evocazione, invocazione? Un nome nella storia del presente, del passato. “Fantasmina, fantasmina che di notte vai…”. L’idea di Europa nasce nel medioevo. Certo, non l’“Europa” che ci è familiare e quotidiana, frutto inestimabile di una volontà politica maturata dopo la seconda guerra mondiale, ma l’Europa come dimensione geografica e culturale. “Europa” e “medioevo” coincidono. Non così, per quanto sembri paradossale, “Europa” ed “europeo”, anche se indubbiamente solo nel medioevo si possono collocare le nostre radici di europei. Le origini affondano, come sempre, nell’antichità classica.
Glauco Maria Cantarella (Recanati, 1950), è stato allievo di Ovidio Capitani e di Cinzio Violante, sotto la cui guida ha conseguito il Perfezionamento in Storia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa (1975). Professore Ordinario di I Fascia in pensione e già Presidente del Corso di Laurea Specialistica Culture del Medioevo e Archivistica (II livello), è stato titolare degli insegnamenti di Storia dell’Emilia Romagna nel Medioevo, Storia del Pensiero Politico Medievale, Storia Medievale, Storia dell’Europa Medievale presso l’Alma Mater Stdiorum-Università degli Studi di Bologna.
Tra i promotori del «Master Histoire et Archéologie Médiévales» [HISTARMED, Corso di Laurea Europeo di II Livello fra le Università di Lyon 2, Bologna, Granada, Warszawa], e già coordinatore scientifico del Dottorato in Storia Medievale, membro del Collegio della Scuola di Dottorato in Storia (Università degli Studi di Bologna), Antragsteller dell’IGK-Politische Kommunication (Frankfurt am Main, DE), è attualmente membro del Consiglio Scientifico dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo (Roma), del Consiglio Direttivo della Fondazione del Centro di Studi Leon Battista Alberti (Mantova), del Comitato scientifico per le Celebrazioni del IX Centenario della morte di Matilde di Canossa (2015) e della Genesi del Comune di Bologna (2016); nonché del Comitato Scientifico di «Doctor Virtualis» (Milano), della Redazione di «Przegląd Historyczny» (Warszawa, PL), dei «Quaderni del M.AE.S» (Bologna), dei «Quaderni di Bellinzona» (Bellinzona, CH) e di «Memoria Europae» (Universidad Nacional de San Juan, ARG).

venerdì 11 settembre 2020

A riveder le stelle

A riveder le stelle
Dante, il poeta che inventò l'Italia
di Aldo Cazzullo
pp. 288, € 18,00
Mondadori, 2020
ISBN: 9788804732273

Dante è il poeta che inventò l’Italia. Non ci ha dato soltanto una lingua; ci ha dato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese: il «bel Paese» dove si dice «sì». Una terra unita dalla cultura e dalla bellezza, destinata a un ruolo universale: perché raccoglie l’eredità dell’Impero romano e del mondo classico; ed è la culla della cristianità e dell’umanesimo. L’Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante.
Non solo. Dante è il poeta delle donne. È solo grazie alla donna – scrive – se la specie umana supera qualsiasi cosa contenuta nel cerchio della luna, vale a dire sulla Terra. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato; e Beatrice, la donna amata, per Dante è la meraviglia delle meraviglie. Sarà lei a condurlo alla salvezza. Ma il poeta ha parole straordinarie anche per le donne infelicemente innamorate, e per le vite spente dalla violenza degli uomini: come quella di Francesca da Rimini.
Aldo Cazzullo ha scritto il romanzo della Divina Commedia. Ha ricostruito parola per parola il viaggio di Dante nell’Inferno. Gli incontri più noti, da Ulisse al conte Ugolino. E i tanti personaggi maledetti ma grandiosi che abbiamo dimenticato: la fierezza di Farinata degli Uberti, la bestialità di Vanni Fucci, la saggezza di Brunetto Latini, la malvagità di Filippo Argenti. Nello stesso tempo, Cazzullo racconta – con frequenti incursioni nella storia e nell’attualità – l’altro viaggio di Dante: quello in Italia. Nella Divina Commedia sono descritti il lago di Garda, Scilla e Cariddi, le terre perdute dell’Istria e della Dalmazia, l’Arsenale di Venezia, le acque di Mantova, la «fortunata terra di Puglia», la bellezza e gli scandali di Roma, Genova, Firenze e delle altre città toscane. Dante è severo con i compatrioti. Denuncia i politici corrotti, i Papi simoniaci, i banchieri ladri, gli usurai, e tutti coloro che antepongono l’interesse privato a quello pubblico. Ma nello stesso tempo esalta la nostra umanità e la nostra capacità di resistere e rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie; sino a «riveder le stelle».
Un libro sul più grande poeta nella storia dell’umanità, a settecento anni dalla sua morte, e sulla nascita della nostra identità nazionale; per essere consapevoli di chi siamo e di quanto valiamo.
Aldo Cazzullo (Alba, 1966) è inviato e editorialista del «Corriere della Sera», su cui cura la rubrica delle Lettere. I suoi libri sull'Italia, pubblicati da Mondadori, hanno venduto più di un milione di copie.

giovedì 10 settembre 2020

Io, Teodora. Memoria di una imperatrice

Io, Teodora. Memoria di una imperatrice
di Francesca Minguzzi
pp. 128, € 15,00
Carta Bianca editore, 2020
EAN; 9788897550693

La storia di Teodora Imperatrice di Bisanzio del VI secolo, è più attuale che mai. Può forse essere definita la prima femminista con valenza giuridica? Può forse essere definita come anticipatrice dell'odierna lotta a tutela della Donna? Sicuramente siamo davanti ad una figura che con fermezza sceglie e sostiene la sua fede, una donna che opera in prima persona anche da un punto di vista giuridico a favore della difesa e tutela dei diritti femminili, una donna che sostiene il marito anche politicamente sino a salvare il trono, una donna che risulta un personaggio tra i più affascinanti della storia e che continua ad interessare studiosi e affascinare il pubblico. 
Francesca Minguzzi è bolognese di nascita, veneziana d’adozione, dopo aver studiato Lingue in Italia e all’estero, si laurea in Storia del diritto Romano all’Università di Bologna. Da tempo collabora con il marito in campo artistico.

mercoledì 9 settembre 2020

La conquista normanna del meridione d'Italia

La conquista normanna del meridione d'Italia
Dall'arrivo dei primi conquistatori alla fondazione del regno
di  Tommaso Indelli
pp. 123, € 12,00
Francesco D'Amato editore, 2020
EAN: 9788855250207

Il volume si propone di essere una sintesi di facile consultazione dei principali avvenimenti politici e militari, che ebbero come protagonisti i cavalieri normanni nel Mezzogiorno d'Italia tra l'XI e il XII secolo. Molta attenzione è stata riposta nell'inquadramento cronologico degli eventi, talvolta complessi, indispensabile per un'esatta e puntuale ricostruzione dei fatti accaduti. Le numerose note al testo intendono svolgere non solo la consueta funzione bibliografica, ma anche una funzione chiarificatrice ed esplicativa di molti problemi affrontati. Completa il volume un'appendice molto dettagliata, riservata ai lettori più esperti ed interessati all'argomento.
Tommaso Indelli è assegnista di ricerca in Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Salerno. 

martedì 8 settembre 2020

«Lingua mortal non dice»

«Lingua mortal non dice»
Guida alla lettura del testo poetico
di Umberto Motta
pp. 312, € 27 (Acquista online con il 5% di sconto) 
Carocci, 2020
ISBN: 9788829001262

Il volume fornisce una sintetica ma esaustiva presentazione delle molteplici dimensioni che interagiscono nel testo poetico, determinandone la specifica valenza estetica e comunicativa. Attraverso chiare e aggiornate indicazioni metodologiche e numerosi esempi, sono illustrati i fattori essenziali che occorre considerare nella lettura e nell’analisi: dalla metrica allo stile, dall’intertestualità alle circostanze storiche in cui si radica ogni esperienza artistica. Gli strumenti e le categorie dell’indagine tecnica sono presentati quale prezioso ausilio all’ascolto di una voce che – come Sereni diceva di quella di Montale – orienta la nostra presa di coscienza del mondo, stimolandoci alla scoperta della poesia che lo abita e, così, appassionandoci alla vita. Lungo simile percorso, ci si interroga altresì sulle ragioni stesse e sul significato profondo dell’espressione in versi, come si sono codificati ed evoluti lungo i secoli della tradizione letteraria italiana, dall’età di Dante e Petrarca a oggi. L’obiettivo finale, a cui si intende indirizzare il lettore, è la formulazione di un ponderato giudizio di valore, che di ogni poesia sappia apprezzare il significato originario e l’irriducibile attualità.
Umberto Motta è professore di Letteratura italiana all’Università di Friburgo. Nelle sue ricerche si è occupato di autori e temi della letteratura rinascimentale e barocca e della tradizione poetica e critica del Novecento. Ha inoltre diretto la nuova edizione delle Rime varie ed extravaganti di Giuseppe Parini (Pisa 2020). Tra le sue altre pubblicazioni: Ritrovamenti di senso nella poesia di Andrea Zanzotto (Milano 1996), Antonio Querenghi (1546-1633). Un letterato padovano nella Roma del tardo Rinascimento (Milano 1997), Castiglione e il mito di Urbino. Studi sulla elaborazione del «Cortegiano» (Milano 2003).

lunedì 7 settembre 2020

Artisti e committenti a Pisa XIII-XV secolo

Artisti e committenti a Pisa XIII-XV secolo
Storie di stemmi, immagini, devozioni e potere
di Vittoria Carmelitti
pp. 392, € 45,00 (Acquista online cn il 5% di sconto) 
ETS edizioni, 2020
ISBN: 9788846757951
 
Perché le opere d'arte medievali sono così spesso corredate di stemmi? Che funzione avevano le insegne di personaggi, famiglie, istituzioni così diffusamente riprodotte? Di quali messaggi sono portatrici queste immagini ancora oggi sovente trascurate, o oggetto di interpretazioni talora prive di agganci con la realtà storica? Con una prospettiva originale questo libro analizza, attraverso una serie di casi esemplari, la produzione artistica e la committenza a Pisa negli anni che vanno dal XIII al XV secolo, sia quella di ambito più strettamente privato, sia quella pubblica, ricostruendo la vivacità e la coralità di accenti che caratterizzano il panorama culturale della città in un periodo cruciale della vicenda plurisecolare di Pisa.
Vittoria Camelliti, storica dell’arte e specialista d’iconografia medievale, si è laureata presso l’Università degli Studi di Pisa nel 2004 e, nel 2010, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca presso l’Università degli Studi di Udine, dove è stata Cultore della Materia in Storia dell’Arte Medievale (2010-2016). Nell’ambito delle sue ricerche si è interessata in particolare ai risvolti storici e iconografici della devozione civica verso i santi patroni, allargando il suo sguardo ai rituali urbani, alle forme della comunicazione politica attraverso le immagini e all’araldica. Autrice di numerosi saggi, apparsi in riviste e in atti di convegni nazionali ed internazionali, nel 2013 ha partecipato al progetto scientifico della mostra tenutasi a Firenze presso la Galleria dell’Accademia Dal Giglio al David. Arte civica a Firenze fra Medioevo e Rinascimento.

domenica 6 settembre 2020

Sulle tracce di Petrarca

Sulle tracce di Petrarca
Storia e significato di una prassi scrittoria
di Maddalena Signorini
pp. XII-224, € 28,00
Olschki, 2020
ISBN: 9788822266910

Francesco Petrarca ci ha lasciato numerosi autografi di diversa estensione, contenuti e finalità che attestano la complessità del suo uso della scrittura come strumento cardine per l’elaborazione non solo dell’opera letteraria, ma anche della rappresentazione del sé intellettuale.
In questo volume si censiscono, editano e commentano paleograficamente un gruppo di 39 attestazioni autografe lasciate da Petrarca nelle carte di guardia anteriori o posteriori dei libri appartenutigli, in un luogo perciò periferico, ma, al tempo stesso, significativamente a contatto con il libro inteso sia quale manufatto, sia quale relatore di un testo. Si tratta di un insieme di ‘tracce’ grafiche che, lungi dal rappresentare un agglomerato di scritte casuali, costituisce invece un complesso per molti versi coerente, segno e testimonianza materiale di un progetto culturale meritevole della nostra attenzione. 
Maddalena Signorini insegna Paleografia latina e Codicologia presso l’Università di Roma Tor Vergata. I suoi principali interessi di ricerca riguardano le tematiche relative all'alfabetismo, alla messa per iscritto dei volgari romanzi e, più in generale, della produzione, diffusione e conservazione dei testi volgari. Speciale attenzione ha dedicato negli anni più recenti alla scrittura e ai codici, singoli o indagati quali raccolta libraria, di Francesco Petrarca e di Giovanni Boccaccio.

sabato 5 settembre 2020

Gioacchino da Fiore e la fondazione dell'Ordine Florense

Gioacchino da Fiore e la fondazione dell'Ordine Florense
di Alberto Piccioni
pp. 119, € 7,28
Independently published, 2020
ISBN: 979-8672911465
  
Dallo sviluppo trinitario della storia della salvezza alla creazione di un nuovo ordine monastico dove monaci, sacerdoti e laici vivevano sotto lo stesso tetto, condividevano vita e beni, per la realizzazione dell'età dello Spirito. Nel saggio viene delineato, attraverso l'interpretazione del "De vita Santi Benedicti" di Gioacchino da Fiore, l'ideale del monachesimo del filosofo e teologo medievale, confrontandolo poi con quanto da lui effettivamente realizzato nell'ordine florense. La Chiesa per Gioacchino avrebbe dovuto lasciare la fase dell'istituzione (stato del Figlio) per approdare alla fase dello Spirito in cui prevale la libertà e la possibilità di realizzare in pieno il comandamento dell'amore. Dal testo emerge come l'ideale del teologo e monaco "di spirito profetico dotato" fosse quello di allargare a tutta la ristianità, donne e uomini, poveri e ricchi, la condizione monastica come vita nello Spirito e nella libertà. Come scrive lo stesso Gioacchino nel suo Tractatus: "se la promessa del regno di Cristo fatta ad Abramo si compì dopo il corso di numerosi anni, di modo che, invecchiando il mondo, la sinagoga generasse quel seme promesso ad abramo e a Davide, perché dispererebbe la Chiesa di poter generare, per il dono dello Spirito Santo, figli di adozione che possano, con il dono di Dio, progredire in stirpe eletta e regno spirituale?"

venerdì 4 settembre 2020

Nel labirinto del passato

Nel labirinto del passato
10 modi di riscrivere la storia
di Tommaso di Carpegna Falconieri
pp. 216, € 18,00
Laterza, 2020
ISBN: 9788858141885

Costantino donò l’impero al papa? I Templari hanno scoperto l’America? Un esercito di spettri fermò i tedeschi durante la prima guerra mondiale? Lo sbarco sulla Luna fu un falso ricostruito negli studi televisivi? È vero che i campi di sterminio non sono mai esistiti? E perché le statue di Cristoforo Colombo vengono abbattute?
La storia è sempre stata oggetto di manipolazioni e falsificazioni. Oggi sembra proprio essersi smarrita: aiutiamola a ritrovare la strada.
«Papà, a che serve la storia?»: questa era la domanda che quasi 80 anni fa Marc Bloch poneva all’apertura di Apologia della storia, un libro che ha segnato generazioni di lettori. Oggi, di fronte a un tempo radicalmente diverso dal passato, dove le categorie di continuità tra le generazioni appaiono saltate, la risposta più semplice sembra essere: «a nulla». La storia sembra diventata nient’altro che un racconto suggestivo, da rendere il più possibile spettacolare, intrigante e misterioso. Se poi ci si inventa qualcosa, pazienza, tanto è sempre più arduo distinguere tra fatto e racconto, tra avvenimento e propaganda, tra vita reale e virtual reality. Ma è proprio per questo che la storia serve, anzi è imprescindibile. Il suo metodo critico è fondamentale per riprendere a orientarci, distinguendola da tutto ciò che le somiglia. Un libro sorprendente che restituisce alla storia il ruolo che le compete nella società contemporanea.
Tommaso di Carpegna Falconieri è professore associato di Storia medievale all’Università di Urbino. Le sue ricerche recenti riguardano l’invenzione del medioevo dopo il medioevo e la sua rappresentazione nella contemporaneità. Tra i suoi libri più noti, Medioevo militante (Einaudi 2011, tradotto in spagnolo, francese e inglese). Per Laterza è autore di L’uomo che si credeva Re di Francia. Una storia medievale (2005, tradotto in inglese, francese e turco).

giovedì 3 settembre 2020

Italia meridionale longobarda

Italia meridionale longobarda
Competizione, conflitto e potere politico a Benevento (secoli VIII-IX)
di Giulia Zornetta
pp. 340, € 33,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833132938 

Dopo la caduta del regno longobardo, nel 774, Arechi fondò il principato di Benevento accelerando il processo di costruzione dell’autorità pubblica nel Mezzogiorno longobardo. Ciò permise lo sviluppo di una identità politica e sociale assolutamente peculiare nel panorama dell’epoca, ma aprì anche la strada a una serie di conflitti e a un’accesa competizione politica, che si manifestarono lungo tutto il secolo IX.
Grazie ad alcune nuove e fondamentali edizioni di fonti, questo libro si inserisce nel filone della storia delle élites altomedievali concentrandosi sulle vicende dell’Italia meridionale longobarda, una periferia e un’area di frontiera importantissima per la sua posizione al centro del Mediterraneo, che attirò l’interesse delle maggiori potenze del periodo.
Prendendo in considerazione sia la competizione con il mondo carolingio sia la dimensione del conflitto interno all’arena politica beneventana, che per i secoli VIII e IX vede il protagonismo indiscusso dell’aristocrazia locale, questa ricerca riconsidera l’esperienza dei Longobardi meridionali in un periodo di grande dinamismo e sperimentazione politica.
Giulia Zornetta ha conseguito un dottorato in cotutela presso il consorzio delle Università di Venezia, Padova e Verona e St. Andrews. È attualmente assegnista di ricerca all’Università degli studi di Padova.

mercoledì 2 settembre 2020

«Ave Maria, clemens et pia»

«Ave Maria, clemens et pia»
Una lauda-sequenza bilingue della prima metà del Duecento
di Nello Bertoletti
Postfazione di Laura Albiero, Antonio Ciaralli
pp. 266, € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2020
ISBN: 9788893590471
Il volume presenta l’edizione di un componimento mariano trascritto non oltre gli anni Trenta del Duecento e dunque precedente, almeno per tradizione, rispetto a ogni lauda finora nota. Rielaborando in forma bilingue una sequenza più antica, il testo (dotato di una parziale notazione musicale) ci riconduce alle origini stesse del genere laudistico e ne illumina il legame con la versificazione mediolatina. Il contesto storico in cui tale lauda-sequenza ha visto la luce e ha conosciuto la sua effimera fortuna può essere definito anche grazie allo studio del complesso zibaldone clericale che la tramanda, mirabile esempio della giuntura fra l’incipiente impiego letterario del volgare e la coeva cultura scolastica e religiosa in lingua latina.
Nello Bertoletti insegna Linguistica italiana presso l’Università di Trento. Si è occupato di diversi volgari italoromanzi dal Due al Quattrocento, di storia degli studi filologici e linguistici fra Otto e Novecento e di poesia italiana delle origini. Per le Edizioni di Storia e Letteratura ha curato, nel 2014, l’edizione di Un’antica versione italiana dell’alba di Giraut de Borneil.
Laura Albiero laureata in Musicologia sotto la guida di Giacomo Baroffio, ha conseguito il dottorato in paleografia all’Università di Roma La Sapienza e il diploma in Beni archivistici e librari della società medievale all’Università di Cassino. Ha lavorato presso la Sorbona, la Bibliothèque nationale de France e all’Insitut de Recherche et d’Histoire des Textes, dove è ricercatore associato.
Antonio Ciaralli romano, si laurea in paleografia con Armando Petrucci. Attualmente insegna, come professore associato, la medesima materia nell'università di Perugia.

martedì 1 settembre 2020

Un Medioevo mediterraneo

Un Medioevo mediterraneo
Mille anni tra Oriente e Occidente
di Lorenzo Tanzini, Francesco Paolo Tocco
pp.464, € 39,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2020
ISBN: 9788829000661

Lo spazio mediterraneo dal V al XV secolo è il teatro di una millenaria trasformazione dell’eredità romana, elaborata in modi diversi e complementari dall’Occidente latino-germanico, dall’Impero bizantino, dall’Oriente islamico. Queste tre realtà storiche vivono una vicenda fatta di continue interazioni, conflitti, sovrapposizioni e percorsi alternativi, nel corso della quale le stesse identità politiche, sociali e culturali conoscono profondi cambiamenti e ibridazioni. Concepito nel segno di un superamento di una visione esclusivamente occidentale del millennio medievale, il volume propone agli studenti e ai lettori interessati di storia una rilettura globale dell’età di mezzo a partire dalla prospettiva mediterranea, che permette di seguire le matrici storiche profonde delle civiltà affacciate sul Grande Mare nelle loro diversità e intersezioni. Il risultato è un’innovativa guida allo studio di un Medioevo per molti versi inedito, e allo stesso tempo straordinariamente vivo per la storia del nostro presente.
Lorenzo Tanzini è professore associato di Storia medievale all’Università di Cagliari. I suoi studi sono rivolti alla storia politica, alla cultura e all’economia dell’Italia bassomedievale; è autore, tra l’altro, di A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma-Bari 2014) e 1345. La bancarotta di Firenze (Roma 2018).
Francesco Paolo Tocco è professore associato di Storia medievale all’Università di Messina. Specialista di storia politica e culturale della Sicilia e del Mezzogiorno medievali e dei loro rapporti col contesto italiano e mediterraneo, ha pubblicato vari volumi, tra cui Niccolò Acciaiuoli. Vita e politica in Italia alla metà del XIV secolo (Roma 2001) e Ruggero II. Il drago d’Occidente (Palermo 2011).