martedì 28 settembre 2021

Le parolacce di Dante

Le parolacce di Dante
di Federico Sanguineti
pp. 98, € 13,50
Tempesta Editore, 2021
ISBN: 9788885798175
 
Pensando al Centenario del ’21, in quattordici brevi anzi brevissimi capitoli, si affronta apertamente il problema, qui colto in vari aspetti, di come Dante, accanto alle parole, non esiti ad usare parolacce come “merda”, “puttana” e così via, che han precisa fonte nella Bibbia. Ma accanto a parolacce dell’Autore si aggiungon parolacce dei copisti: in un mix di parole e parolacce consiste insomma il vertice poetico della letteratura in lingua nostra, un Poema nel quale il sommo Dante si imbatte di continuo nel conflitto fra nobili, borghesi e proletari, che sorge per l’appunto al tempo suo. Legger Dante significa pertanto entrare in un mondo sconfinato: dall’inferno che è società corrotta in cui la parolaccia è dominante, su fin nel paradiso in cui Beatrice, che è donna in carne e ossa pur nel sogno, assegna in dono a Dante un’altra voce.
Federico Sanguineti è ordinario di Filologia Italiana all'Università di Salerno.

domenica 26 settembre 2021

In cammino

In cammino
Una storia del pellegrinaggio cristiano
di Paolo Cozzo
pp. 288, € 21,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829011032
 
Il pellegrinaggio è uno dei fenomeni più radicati e rilevanti nella storia del cristianesimo. Nel corso dei secoli, generazioni di fedeli hanno provato il desiderio di mettersi in cammino – percorrendo brevi distanze o attraversando interi continenti, impiegando poche ore o lunghi anni – per cercare l’incontro con Dio in luoghi e tempi “speciali”. Questa aspirazione ha accompagnato lo sviluppo del cristianesimo seguendone progressi, tensioni e rotture dal tardoantico all’età contemporanea, per giungere fino ai nostri giorni. Adottando una prospettiva storica, il volume analizza motivazioni religiose e spirituali, condizionamenti politici e istituzionali, risvolti sociali ed economici, aspetti materiali e ambientali di una pratica diffusa a livello planetario che, in contesti geografici e cronologici diversi, ha coinvolto, e lo fa tuttora, laici ed ecclesiastici, individui e comunità, masse ed élite.
Paolo Cozzo insegna Storia del cristianesimo all’Università degli Studi di Torino. Esperto di storia delle istituzioni ecclesiastiche e della vita religiosa in età moderna e contemporanea.

sabato 25 settembre 2021

Dantesca. Dodici brevi saggi

Dantesca. Dodici brevi saggi
di Franco Cardini
pp. 264, € 17,00
Edizioni La Vela, 2021
ISBN: 978-88-99661-89-2
 
Citando il suo Maestro Ernesto Sestan, Franco Cardini è solito ripetere che “non s’insegna per molti anni impunemente storia medievale a Firenze senza doversi occupare almeno un po’ di Dante”: cosa ch’egli, dal canto suo, ha fatto in effetti il meno possibile, non senza tuttavia riuscir a tacerne del tutto. Per un senso di rispetto e d’inadeguatezza, intendiamoci: non per odio né per antipatia. Ma talvolta, in varie circostanze, la Maestà o l’importanza o il fascino dell’Altissimo Poeta lo ha obbligato a scrivere qualcosa. Il molto di Dante che c’è in lui, Cardini ha cercato di trasferirlo in una dozzina di saggi “minori”, quasi tutti d’occasione: sulla peregrinatio spiritualis, su Montaperti e Campaldino, sulla magia, sulla crociata, su Ulisse, sui “Fedeli d’Amore” e su qualche altro tema dantesco. Piccoli scritti, sull’importanza dei quali grazie a Dio non sta a lui il pronunziarsi: ma che gli sono molto cari. È quanto egli offre alla Memoria del Padre della Nostra Lingua nell’Anno Centenariale 2021.

Franco Cardini è professore emerito di storia medievale presso l’ISUS/SNS. Ha insegnato in varie università in Europa e all’estero e collabora con alcune testate giornalistiche e con varie emittenti televisive. Si occupa principalmente di rapporti fra mondo europeo e civiltà musulmana. Sul piano propriamente politico, è del tutto disinteressato alle etichette di “destra” o di “sinistra” che certuni cercano di attaccargli addosso.

venerdì 24 settembre 2021

Inferno, Canto XX. Dante e la magia

Inferno, Canto XX. Dante e la magia
di Marina Montesano
pp. 200, € 15,00
Edizioni La Vela, 2021
ISBN: 978-88-99661-90-8
 
Veggenti ai quali “veder dinanzi era lor tolto”, “magiche frodi”, “le triste che lasciaron l’ago, la spuola e ’l fuso”, ossia le donne che abbandonano le attività consuete per darsi alla divinazione e alle malìe: nel Canto XX dell’Inferno, Dante mette in scena una parata di personaggi dell’antichità, come Manto e Tiresia, di indovini del suo tempo, quali Michele Scoto e Guido Bonatti, di anonimi praticanti di arti interdette; naturalmente guidato da Virgilio, che nel Medioevo godeva di una fama di mago e negromante. Può sembrare paradossale, ma la civiltà del tempo era permeata di forme di pensiero che noi oggi definiamo “magico”: se l’intero Canto è rivolto alla punizione inflitta agli indovini, il rapporto di Dante e dei suoi contemporanei con la cultura magica è assai più sfumato e complesso, quasi ineluttabile, come mostrano le eccezioni costituite agli occhi dell’Alighieri dai mirabilia cortesi e dall’astrologia. Finora trascurato, il Dante “magico” merita di essere scoperto.

Marina Montesano insegna Storia medievale all’Università di Messina. È stata borsista dell’Accademia della Crusca e di Villa I Tatti (Harvard University – Fondazione Berenson, Firenze). Al centro dei suoi interessi gli studi culturali; scrive soprattutto di storia dei rapporti fra Oriente e Occidente (Marco Polo, Roma, Salerno, 2012) di magia e stregoneria (Classical Culture and Witchcraft in Medieval and Renaissance Italy, London, Palgrave/MacMillan, 2018 e, come editor, Folklore, Magic, and Witchcraft: Cultural Exchanges from the Twelfth to Eighteenth Century, London, Routledge, 2021), di marginalità e non-conformismi (con il recente Ai margini del Medioevo. Storia culturale dell’alterità, Roma, Carocci, 2021).

mercoledì 22 settembre 2021

La cucina di Dante e Boccaccio

La cucina di Dante e Boccaccio
Saggio storico e ricette ritrovate
di Cutini Susanna, Hasbun Shady, Rebuffo Francesco Vittorio, Revelli Sorini Alex
pp. 122, € 15,00
Edizioni Il Fornichiere, 2021
EAN: 9788831248761
 
Le ricette che troverete in questo testo sono state rielaborate dallo chef Shady Hasbun prendendo spunti dai primi manoscritti italiani di cucina del XIV sec. Questi libri esprimono una cultura già definibile come italiana, pur muovendosi in una logica più ampia, il modello suggerito non è di tipo locale bensì internazionale, una sorta di “koiné” con molti punti in comune e ricette ricorrenti nelle varie aree d’Europa.
 
Il superamento del concetto ristretto di “territorio” rappresentava nel Medioevo un obiettivo delle tavole dei ceti superiori, che ambivano a una cucina per così dire “artefatta” oltre le dimensioni locali. Questo modello non escludeva tuttavia la possibilità di individuare nel contesto europeo degli ambiti di identità culturale più “nazionali” e “regionali”. 
Se sul piano politico l’Italia non esisteva, sul piano culturale era invece una realtà ben viva anche attraverso i sapori e i modelli del gusto. 
I primi ricettari italiani del tempo hanno denominazioni di piatti che richiamano gli usi locali della penisola. Il più antico di questi, il meridionale Liber de coquina propone ricette di cavoli “all’uso dei romani”, verdure “all’uso della Campania”, fagioli “all’uso della Marca di Treviso”; fra gli ingredienti ricorda la semola pugliese e la pasta genovese, fra i prodotti il “composto lombardo” ossia la mostarda di Cremona. Altri ricettari trecenteschi ricordano il “pastello romano”, la torta “di Lavagna”, il sale di Sardegna e quello di Chioggia. 
Attenzione però a queste denominazioni non possiamo dare totale credito geografico, perché in molti casi sembra si tratti di intitolazioni celebrative, scarsamente legate a specifiche tradizioni locali di cucina. Tali denominazioni – a prescindere dal reale significato di ciascuna di esse – mostrano comunque come si iniziasse ad avere l’esigenza del concetto di “specialità”. 
Fu agli inizi del Trecento, probabilmente alla corte angioina di Napoli, che venne redatto il già citato Liber de coquina. Da questo ricettario, scritto in latino, ne derivarono altri, tradotti in lingua volgare con vari adattamenti alle realtà locali, come il Libro della cocina così detto Anonimo Toscano della fine del XIV sec. 
Secondo molti storici il Liber de coquina è stato utilizzato, nelle sue diverse stesure, fino alla fine del XV secolo, conosciuto in l’Italia, Francia e Germania. Questa fortuna europea si spiega forse tenendo conto della lingua “internazionale” – il latino – in cui venne realizzato il testo. Per quanto riguarda l’Italia, l’ampiezza geografica della diffusione del libro è il segno – e in parte lo strumento – di una cultura gastronomica non certo omogenea, ma comunque condivisa.

martedì 21 settembre 2021

Rupecanina

Rupecanina
Storia e archeologia di un villaggio medievale in Campania
a cura di Alessia Frisetti
pp. (?), € 60,00
Volturnia Edizioni, 2021
ISBN: 9788831339391
 
L'incastellamento è stato un fenomeno travolgente dal punto di vista economico, militare sociale e l'insediamento di Rupecanina ha costituito uno dei capisaldi del controllo territoriale nella valle del Volturno. Nel Xli secolo, quando sulla scena politica del Mezzogiorno si impone la forte personalità di Ruggero II, il castrum S. Angeli è all'apice della sua potenza. Le indagini archeologiche recenti, svolte dal team dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, hanno rappresentato un'occasione più unica che rara poiché ad oggi il castello di Rupecanina è uno dei pochi insediamenti castrensi oggetto di scavo nella Campania interna. La pubblicazione dei risultati di queste ricerche assume, quindi, un valore ancor più pregnante nel panorama scientifico e divulgativo. Il volume ripercorre gli studi e le ricerche storico-archeologiche che hanno interessato il sito dal secolo scorso agli anni più recenti, con l'obiettivo di proporre una sintesi delle fasi di vita del castello ed un approfondimento sui reperti rinvenuti in fase di scavo.
 
Alessia Frisetti, Latem (Laboratori di Archeologia Tardoantica e Medioevale, Università degli Studi Orsola Benincasa di Napoli).
Specializzata in archeologia tardoantica e medioevale alla Scuola di Specializzazione di Matera (nel 2009), PhD in Archeologia presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza (nel 2016), docente a contratto nel biennio 2012-2013 e 2011-2012 per la cattedra di “Storia degli Insediamenti tardoantichi e medioevali”, presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Dal 2005 è cultore della materia nello stesso Ateneo, per la Cattedra di Archeologia Cristiana e Medioevale, nell’ambito della quale ha seguito come correlatore diverse tesi di laurea magistrale e specialistica. Ha condotto diverse campagne di scavo didattico come Field Director presso il sito del castello di Rupecanina (Sant’Angelo d’Alife, CE) di cui sta curando la pubblicazione dei dati di scavo, ed è responsabile dal 2005 della documentazione grafica presso il sito monastico di San Vincenzo al Volturno (IS).

lunedì 20 settembre 2021

Dante a Verona

Dante a Verona
1321-2021. Il mito della città tra presenza dantesca e tradizione shakespeariana
a cura di Francesca Rossi, Tiziana Franco, Fausta Piccoli
pp. 344, € 35,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2021
ISBN: 9788836648344
 
Nella biografia di Dante Alighieri, Verona riveste un importante ruolo avendo accolto per prima il Poeta fuggito dalla nativa Firenze: la città fu “lo primo tuo refugio e ’l primo ostello” come ricorda egli stesso nella Commedia (Paradiso, XVII, 70) rievocando il suo esilio.

Il volume, nel settimo centenario dalla morte dell’Alighieri, rievoca il rapporto tra Dante e la città, offrendo un quadro della cultura artistica del territorio scaligero nel primo Trecento. Se presunto e ammantato di leggenda è stato l’incontro tra Giotto e Dante a Padova, certamente profonda fu l’amicizia che legò il Poeta a Cangrande della Scala, cui dedicò il Paradiso. Questo rapporto ha alimentato, nei secoli successivi, una costante attenzione dell’ambiente veronese verso la sua figura e le sue opere, che ha dato origine a una ricca produzione artistica di cui si dà conto in queste pagine.
Ma nella cornice di una Verona medievale si svolge anche la celebre storia d’amore di Giulietta e Romeo, nati dalla penna di Luigi da Porto nel Cinquecento e resi celebri da William Shakespeare. Proprio sul filo di questi percorsi - reale quello dantesco e immaginario quello shakespeariano - si costruisce l’identità ottocentesca di Verona e si definisce un tratto saliente della sua fisionomia urbana e culturale ancor oggi ben riconoscibile, come illustrato dai contributi in catalogo. 

domenica 19 settembre 2021

La transizione dall'antichità al Medioevo nel Mediterraneo centro-orientale

La transizione dall'antichità al Medioevo nel Mediterraneo centro-orientale
A cura di Giovanni Salmeri e Paolo Tomei
pp. 116, € 19,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni ETS, 2021
ISBN: 9788846747150
 
Il tema della transizione dall'antichità al medioevo è un tema classico della ricerca storica e archeologica, e in questo volume viene declinato attraverso indagini mirate relative alla Toscana, alla provincia di El Kef (Tunisia nord-occidentale), alla Cilicia (Turchia sud-orientale). La collaborazione della ricerca più propriamente storica con quella archeologica risulta fondamentale per vagliare le trasformazioni di ordine istituzionale, economico, sociale e culturale nelle aree in esame con l'ausilio di strumenti non omogenei quali le fonti documentarie, le iscrizioni, lo scavo di insediamenti, necropoli, strutture templari, i materiali archeologici. La dislocazione inoltre dei punti di osservazione in tre regioni diverse del Mediterraneo centro-orientale consente l'applicazione di una prospettiva comparativa volta a riscontrare eventuali coincidenze e/o differenze nelle velocità e nelle modalità con cui vi si sono sviluppati i processi di trasformazione nei secoli tra il IV e l'VIII, e fino al X. In breve, i lavori raccolti in questo volume danno testimonianza della complessità spazio-temporale - con elementi condivisi e non tra le varie aree - della transizione dall'antichità al medioevo nell'ambito mediterraneo, e possono offrire un utile contributo alla costruzione di un modello differenziato di tale processo.
Giovanni Salmeri insegna Storia romana all’Università di Pisa. È autore di numerosi volumi e articoli sull’amministrazione provinciale dell’impero romano, sui percorsi della cultura greca nel mondo antico e moderno, sulla storia dell’Asia Minore e della Sicilia nell’antichità, sulla storiografia moderna relativa al mondo antico.
Paolo Tomei ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia medievale presso l’Università di Pisa. Attualmente è assegnista di ricerca presso la stessa università in forza al PRIN 2017 Fiscal Estate in Medieval Italy: Continuity and Change (9th - 12th centuries). I suoi principali temi di ricerca sono il processo di differenziazione sociale e le strutture materiali e simboliche del potere nel Regno Italico fra VIII e XII secolo. È autore di due monografie: Locus est famosus. Come nacque San Miniato al Tedesco (secoli VIII-XII) (Pisa 2018) e Milites elegantes. Le strutture aristocratiche nel territorio di Lucca (800-1100 c.) (Firenze 2019). 

sabato 18 settembre 2021

Donne medievali

Donne medievali
Sole, indomite, avventurose
di Chiara Frugoni
pp. 424, € 40,00
Il Mulino, 2021
ISBN: 978-88-15-29410-4 
 
«Ma d’ongni chosa mi darei pace, pure che fosi chognosciuto la metà di quello ch’io fo» Margherita Datini, lettera del 28 agosto 1398
Nella società medievale, guerriera e violenta, la presenza femminile rimane in ombra: le donne, per lo più analfabete e sottomesse, offese e abusate, a volte addirittura considerate specie a parte rispetto agli uomini, come gli animali, non hanno voce. A meno di non essere obbligate al monastero, dove possono vivere in modo più dignitoso, imparando a leggere e scrivere. Da dove viene tanta misoginia? Una volta affermatosi il celibato dei preti con Gregorio VII, ogni donna è una Eva tentatrice, non compagna dell’uomo ma incarnazione del peccato da cui fuggire. Eppure, da questa folla negletta emergono alcune personalità eccezionali, capaci di rompere le barriere di un destino rigidamente segnato. Illuminate dalla finezza decifratoria di Chiara Frugoni, oltre che da un bellissimo corredo di immagini, incontriamole: sono monache e regine come Radegonda di Poitiers, scrittrici geniali come Christine de Pizan, personaggi leggendari come la papessa Giovanna, figure potenti come Matilde di Canossa, donne comuni ma talentuose come Margherita Datini. Tutte hanno scontato con la solitudine il coraggio e la determinazione con cui hanno ricercato la piena realizzazione di sé. 
Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Tra i suoi numerosi libri segnaliamo, per il Mulino, «Vivere nel Medioevo. Donne, uomini e soprattutto bambini» (2017), «Uomini e animali nel Medioevo. Storie fantastiche e feroci» (2018), «Paradiso vista Inferno. Buon governo e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti» (2019), «Paure medievali. Epidemie, prodigi, fine del tempo» (2020). I suoi saggi sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano.

venerdì 17 settembre 2021

Il monastero e la città

Il monastero e la città
Architettura francescana femminile nell’Italia medievale
di Davide Tramarin
pp. 362, € 45,00
Il Prato edizioni, 2021
ISBN: 9788863365573
 
Il francescanesimo ebbe una cruciale portata storica, sociale e culturale nell’Italia medievale. Gli effetti dell’azione e della presenza dei frati Minori nelle città sono ormai noti alla storiografia e, ancor oggi, ben percepibili dalla monumentale presenza delle loro architetture religiose negli spazi urbani.
In tale quadro, rimangono tuttavia molti aspetti da chiarire circa il ruolo svolto dalla componente femminile, ovvero dall’Ordine delle clarisse. La silente immanenza del monastero e la clausura: sono le principali caratteristiche alla base dell’idea che, a causa dell’ordinamento patriarcale medievale, le religiose vivessero in un mondo a parte. Eppure l’isolamento fisico delle comunità non corrispondeva alla cancellazione della significativa funzione culturale e sociale determinata dalla loro esistenza.
Questo volume offre una lettura del rapporto fra il monastero e la città. Un’osservazione compiuta sia dall’esterno, sia dall’interno, attraverso un percorso di analisi architettonica fra i pochi edifici delle clarisse sopravvissuti ai secoli nell’Italia nordorientale. Un numero contenuto di chiese e strutture claustrali, spesso estremamente rimaneggiate o destinate a nuovo uso, esaminate in maniera approfondita e poi poste a confronto con le architetture dell’Ordine presenti in altre regioni d’Italia. Monumenti rari, talvolta dimenticati, che furono luoghi rilevanti per le città e, al contempo, spazi speciali della spiritualità medievale.
Davide Tramarin ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia, critica e conservazione dei beni culturali presso l’Università degli Studi di Padova. Le sue pubblicazioni e ricerche, presentate in vari convegni nazionali e internazionali, sono in particolare dedicate al rapporto fra le arti e la donna nel Medioevo.