domenica 20 ottobre 2019

Petrarca lettore di Seneca tragico e di Svetonio

Petrarca lettore di Seneca tragico e di Svetonio
di Sara Fazion, Ilaria Lorenzi
pp. 368, € 36,00
Pàtron Editore, 2019
ISBN: 9788855534611

Tra gli auctores peculiares di Francesco Petrarca un ruolo di primo piano rivestono Lucio Anneo Seneca e Gaio Svetonio Tranquillo. «Seneca autem tragedias [texuit], que apud poetas profecto vel primum vel primo proximum locum tenent», «[Svetonius] Tranquillus, auctor certissimus»: queste citazioni, tratte rispettivamente da Fam. IV 16, 9 e Gest. Ces. 14, sono un riflesso dell’attento dialogo intrattenuto da Petrarca con le opere dei due autori, prima corredate sui manoscritti in suo possesso di postille e segni d’attenzione a guisa di vere e proprie biblioteche ai margini del testo, poi rievocate a più riprese negli scritti latini e volgari. Qui Petrarca, tessendo le sue parole assieme alle voci dei due magni auctores, creò pagine di mirabile modernità, alcune inerenti la sua personale historia, altre incentrate su riflessioni filosofiche ed estetiche di valenza universale, altre ancora dedicate alla formulazione di giudizi sulle vicende del passato e sulla politica del presente.

sabato 19 ottobre 2019

Filosofia e magia nel Rinascimento in terra d'Otranto

Filosofia e magia nel Rinascimento in terra d'Otranto
a cura di Luana Rizzo
pp. 168, € 25,00
Agorà & Co., 2019
ISBN: 8889526580
 
Tra filosofia e scienza, tra religione e superstizione, la magia è elemento centrale nei dibattiti culturali del Rinascimento. I saggi confluiti in questo volume, che raccoglie i risultati di una ricerca promossa dal Consorzio Interprovinciale salentino (Cuis) in sinergia con il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università del Salento, riguardano sei profili di umanisti - Antonio De Ferrariis Galateo, Matteo Tafuri, Costanzo Sebastiani, Francesco Storella, Cesare Rao, Giulio Cesare Vanini - la cui vicenda intellettuale è maturata fra la Terra d'Otranto e l'Europa. Il volume coglie gli elementi peculiari della cultura filosofica di Terra d'Otranto, delineando il suo apporto specifico ai dibattiti intorno alla magia, all'astrologia e alle 'arti', assai vivaci negli altri centri propulsori della cultura rinascimentale, con particolare riguardo a Napoli.
Luana Rizzo è ricercatore confermato e Professore aggregato di Storia della Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università del Salento; titolare dell'insegnamento di Storia della Filosofia del Rinascimento, per affidamento della stessa Facoltà dall'a.a. 2002-03; afferisce al Dipartimento di Studi Umanistici; è membro della Società Italiana di Storia della filosofia, della Società Filosofica Italiana, è socio corrispondente dell'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento meridionale, è membro del Centro di Studi per l'edizione dei testi medievali e rinascimentali; è membro del Collegio dei docenti del Corso di Dottorato di ricerca in Filologia ed Ermeneutica del testo filosofico. Un altro filone di ricerca riguarda lo studio della cultura filosofica meridionale del XV e del XVI secolo e, in seno al Rinascimento meridionale, lo studio di autori, testi e contesti della cultura filosofica di Terra d'Otranto.

venerdì 18 ottobre 2019

Edilizia residenziale medievale dell’Appennino reggiano (secoli XI-XIV)

Edilizia residenziale medievale dell’Appennino reggiano (secoli XI-XIV)
Maestranze, committenti e ambienti tecnici
di Federico Zoni
pp. 192, € 44,00
All'Insegna del Giglio, 2019
ISBN: 9788878149502

Questo lavoro riassume e presenta i risultati di tre anni di ricerche condotte nei territori dell’Appenino tosco-emiliano, con particolare attenzione per le zone comprese entro i limiti della provincia di Reggio Emilia. L’oggetto principale dell’indagine sono le architetture domestiche medievali, tanto quelle ancora conservate in elevato quanto quelle emerse nel corso delle campagne di scavo archeologico, da quelle più risalenti nel tempo fino alla svolta tardomedievale. L’attenzione è stata rivolta non solo a uno studio tipologico dei modelli architettonici e alla loro evoluzione, ma anche alla comprensione del potenziale bacino di informazioni che questo particolare tipo di fonte rappresenta per la storia sociale, economica, insediativa e culturale del territorio. Si tratta in sostanza di uno studio di archeologia dell’architettura che non intende limitarsi ai temi classici, bensì si propone come punto di incontro tra l’analisi degli alzati e l’archeologia del paesaggio. Attraverso lo studio intrecciato tra testimonianze archeologiche e fonti scritte si sono messe in luce alcune peculiarità insediative proprie dell’Appennino reggiano, derivanti dagli eventi che hanno plasmato le comunità umane che lo hanno abitato nel corso dei secoli medievali. L’estensione dei metodi propri dell’archeologia degli alzati, già abbondantemente impiegati nello studio di chiese e castelli, alle strutture cosiddette “minori” del paesaggio architettonico ha consentito di comprendere con maggiore chiarezza le relazioni e le strutture sociali che si vennero a determinare, di volta in volta, a fronte dei mutamenti degli assetti politici del territorio.

giovedì 17 ottobre 2019

Biografie dal contado

Biografie dal contado
Ser Griffo di ser Paolo notaio montalcinese del Trecento e il suo Libro di conti (1366-1373)
di Massimo Achilli
pp. 240, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Effigi Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-5524-057-4
Attraverso lo studio della ricca documentazione inedita relativa al notaio ser Griffo di ser Paolo, uno dei protagonisti della vita politica e sociale di Montalcino nel Trecento, il volume di Massimo Achilli consegna al lettore un quadro originale della complessa vicenda della comunità valdorciana. Il Libro di conti del notaio (1361-1373), di cui è proposta l’edizione, introduce, congiuntamente ad altre testimonianze, ad aspetti salienti dell’economia e della società montalcinese in una fase storica per essa di eccezionale rilievo, che la vede approdare alla cittadinanza senese.

mercoledì 16 ottobre 2019

Il Ponte di Istanbul

Il Ponte di Istanbul
Un progetto incompiuto di Leonardo da Vinci
di Gabriella Airaldi
pp. 96, € 10,00
Marietti 1820, 2019
EAN: 9788821113079 
Cinque secoli fa una lettera di Leonardo da Vinci parte da Genova per Costantinopoli, l’odierna Istanbul. È forse la risposta alla richiesta di progettare un ponte. In quell’epoca, le due città sono al vertice delle relazioni tra Oriente e Occidente, come spesso è accaduto nella storia, e sulle onde del Mediterraneo scorre il confronto tra Turchi e Genovesi, una realtà di lunga durata in cui si possono cogliere le molte, sottili sfumature di un costante e caleidoscopico panorama di incontri. In questa prospettiva, il geniale ponte progettato (e mai realizzato) da Leonardo da Vinci per il sultano Bayezid II e il centro di Galata – prima genovese e poi turca – diventano il simbolo di un rapporto mai interrotto tra due mondi.
Gabriella Airaldi, specialista di Storia mediterranea e di Storia delle relazioni internazionali, ha insegnato Storia medievale all’Università di Genova. Con Marietti 1820 ha pubblicato Storia della Liguria (2008-2012), Il duca della finanza. I Galliera di Genova: mecenatismo e solidarietà (con Franco Manzitti, 2013) e Gli orizzonti aperti del medioevo. Jacopo da Varagine tra santi e mercanti (2017).

martedì 15 ottobre 2019

Homo Viator. Il pellegrinaggio medievale

Homo Viator
Il pellegrinaggio medievale
di Franco Cardini, Luigi Russo
pp. 300, € 16,00
Edizioni La Vela, 2019
ISBN: 978-88-99661-58-8
 
Il viaggio, la ricerca del centro, il ritorno alla patria dimenticata o perduta, la caccia al tesoro e al segreto; l’ascesa del monte, la discesa nel pozzo o nella caverna, il passaggio del fiume o del mare. Sono alcuni fra i “grandi archetipi” miti che si ritrovano, con infinite varianti, nelle letterature, nelle religioni, nelle leggende di tutti i tempi e di tutti i popoli del mondo. Il mondo cristiano ha espresso nella concezione dell’homo viator, del viaggiatore, il simbolo della ricerca spirituale che – per il fatto di essere intima e spirituale – nondimeno si esprime talvolta anche nei termini d’un reale ed effettivo spostamento da un luogo all’altro. Ma, in definitiva, non si va in pellegrinaggio. Si è pellegrini: lo si è sempre e comunque. La vita è un pellegrinaggio. I viaggi e i pellegrinaggi che facciamo nell’arco della nostra vita altro non sono se non metafore di essa. Mettersi in viaggio significa mettersi in gioco. Viaggio è, in estrema sintesi, Libertà.
Franco Cardini è professore emerito di storia medievale presso l’ISUS/SNS. Ha insegnato in varie università in Europa e all’estero e collabora con alcune testate giornalistiche e con varie emittenti televisive. Si occupa principalmente di rapporti fra mondo europeo e civiltà musulmana. Per La Vela ha pubblicato “Gesù, la falce, il martello” (2017) e “Neofascismo e neoantifascismo” (2018).
Luigi Russo è professore associato di Storia medievale presso l’Università Europea di Roma. I suoi interessi di ricerca vertono principalmente sulla storia del movimento crociato e i Normanni in Italia e nell’Oriente latino. Il suo ultimo libro è “I crociati in Terrasanta. Una nuova storia (1095-1291)” (Roma, 2018).

lunedì 14 ottobre 2019

Galvano di Bologna

Galvano di Bologna
Tra la Commedia dantesca e il Roman de Troie di Benoît de Sainte-Maure. Ricerche
a cura di Silvia De Santis
pp. 144, € 18,00
Gangemi Editore, 2019
ISBN: 9788849238075
 
Il volume prende in esame la ricezione italiana del Roman de Troie di Benoît de Sainte-Maure e le sue numerose testimonianze manoscritte centrando l'interesse sui codici illustrati con particolare riferimento ai codici W (=Wien, Österreichische Nationalbibliothek, 2571), C (=Paris, Bibliothèque nationale de France, fr. 782) e S (= Sankt Peterburg, Rossijskaja Nacional'naja Biblioteka, fr. F.v. XIV.3), databili al secondo quarto del Trecento. A quest'ultimo manoscritto, il più sontuoso dell'intera tradizione dell'opera, è dedicata un'analisi specifica, da cui verrà avanzata una nuova ipotesi circa la sua localizzazione. Il confronto paleografico, codicologico e linguistico con uno dei più antichi relatori della Commedia dantesca (Firenze, Biblioteca Riccardiana, ms. 1005), sottoscritto da maestro Galvano di Bologna, ha infatti permesso all'autrice di attribuire allo stesso Galvano anche il codice pietroburghese, la cui origine era stata fino a oggi ritenuta incerta.
Silvia De Santis è professoressa abilitata di seconda fascia in Filologie e Letterature medio-latina e romanze. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filologia e Letterature romanze presso l'Università di Roma “La Sapienza” e il diploma in paleografia e archivistica alla Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica. I suoi principali campi di ricerca riguardano la filologia e la linguistica occitaniche, antico-francesi e antico-italiane, nonché il teatro e la musica medievali e la ricezione di Dante nell'Inghilterra setteottocentesca. Ha pubblicato l'edizione critica, con la trascrizione delle melodie, del Mistero provenzale di sant'Agnese (Roma, Viella, 2016) e una monografia sulle illustrazioni dantesche di William Blake (Blake & Dante. A Study of William Blake's illustrations of the Divine Comedy including his critical notes, Roma, Gangemi Editore, 2017).

domenica 13 ottobre 2019

L’«orribile flagello»

L’«orribile flagello»
I terremoti in Romagna nel Medioevo e in Età moderna
di Eraldo Baldini
pp. 240, € 16,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Il Ponte Vecchio Edizioni, 2019
ISBN: 9788865418604
 
Scrive nella Prefazione a questa opera il dott. Romano Camassi, dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, Sezione di Bologna:
«Il terremoto per la Romagna non è un’evenienza inattesa, e fortunatamente i romagnoli l’hanno ben presente. Proprio di recente le ricorrenze centenarie dei terremoti riminesi del 1916 e del terremoto di Santa Sofia del 1918 sono state un’occasione per rinnovare la memoria di un carattere di questi territori che si tende a dimenticare. Questo della perdita di memoria non è un dato sorprendente: gli psicologi spiegano che bastano un paio di generazioni per perdere memoria di eventi traumatici che hanno interessato una comunità, e questo processo è forse oggi accelerato  da quell’enorme e indistinto cumulo di informazioni che ci arriva attraverso media e social, e che il nostro cervello non è più in grado di selezionare ed elaborare.
Proprio per questo è straordinariamente importante l’approccio proposto da questo libro: un libro in cui la storia non è quella nuda, dei fatti, degli eventi naturali, dei luoghi colpiti. Ma è quella raccontata: dai cronisti medievali e d’età moderna, dai diaristi e dagli storici locali, fino a quanti (un nome su tutti, Filippo Guarini) si sono cimentati proprio nell’impresa di documentare la storia sismica locale. È nella forma del racconto, affascinate, intrigante, che il libro prende forma. Esplorando, prima di tutto, il contesto antropologico e culturale dal quale emergono le tracce di eventi passati, tracce che assumono forme variegate nelle leggende e nei misteri che avvolgono un fenomeno fisico che si cerca di interpretare in modi sempre nuovi».
Frutto di un paziente e approfondito lavoro ultradecennale di ricerca e di documentazione, insomma, questo volume è godibile e accessibile a ogni lettore, e allo stesso tempo repertorio esaustivo, preciso e scientificamente ineccepibile.
Eraldo Baldini è saggista e ricercatore nel campo dell’antropologia culturale e dell’etnografia, oltre che narratore affermato in Italia e all’estero. In campo letterario ha pubblicato diversi romanzi e racconti per i principali editori italiani (Einaudi, Mondadori, Frassinelli, Sperling & Kupfer, ecc.). Come saggista ha dedicato numerosi e importanti studi al folklore e alla cultura popolare romagnola e italiana.  Per i tipi del «Ponte Vecchio» ha pubblicato Tenebrosa Romagna. Mentalità, misteri e immaginario collettivo nei secoli della paura e della «maraviglia» (2014), I riti della tavola in Romagna. Il cibo e il convivio: simbolismi, tradizioni, superstizioni (2014), I misteri di Ravenna (2015), I riti del nascere in Romagna. Gravidanza, parto e battesimo in una cultura popolare (2016), Sotto il segno delle cornaSan Martino, la «festa dei becchi» e lo «charivari» in Romagna; Fantasmi e luoghi «stregati» di Romagna, tra mito, leggenda e cronaca (2017). Insieme con Giuseppe Bellosi, è inoltre autore di Halloween. Origine, significato e tradizione di una festa antica anche in Italia (2015), Calendario e tradizioni in Romagna (2016), Misteri e curiosità della Bassa Romagna (2017). Mentre con Susanna Venturi, sempre nel 2017, ha pubblicato  Prima del «liscio». Il ballo e i balli nella vecchia tradizione di Romagna.

sabato 12 ottobre 2019

I delitti dei nove cieli

I delitti dei nove cieli
di Giulio Leoni
pp. 378, € 18,00
Nord Edizioni, 2019
ISBN: 8842932280
 
1308. È un momento particolarmente difficile per Dante Alighieri. Frustrato per il mancato riconoscimento delle sue qualità intellettuali, e isolato dai suoi stessi alleati politici, il poeta si dirige verso Parigi, dove conta di conseguire il baccellierato alla Facoltà delle Arti, nella speranza che gli apra la strada verso una cattedra universitaria. Ma la città che trova è lacerata non meno della sua Firenze, sconvolta dalle tensioni legate al processo ai Templari che si è appena aperto. Scopre che pure la Sorbona è percorsa da un'aspra e sotterranea contesa senza esclusione di colpi, tra sostenitori del sistema geocentrico, ortodossi seguaci di Aristotele e Tolomeo, e gli ambigui 'novatores', che si rifanno invece all'eliocentrismo di Ipparco. Una disputa solo in superficie dottrinale, perché far parte dell'uno o dell'altro campo comporta conseguenze di ordine non solo filosofico e teologico, ma anche politico. E quando uno stimato astrologo di origine italiana viene rinvenuto cadavere proprio in un'aula dell'università, a Dante appare subito chiaro che quello potrebbe essere solo il primo omicidio di una tragica serie. Incaricato dalla corporazione degli studenti italiani di far luce sul delitto, il poeta si muoverà verso il centro del labirinto di indizi, dove si cela sia il colpevole sia il movente. Perché dietro i celesti calcoli astronomici si nasconde un calcolo molto più terreno e sanguinoso. E alle spalle delle fazioni che si danno battaglia, si muove un'entità occulta che forse punta a rovesciare la stessa corona di Francia...
Giulio Leoni, romano, è uno degli scrittori italiani di gialli storici e di narrativa del mistero più conosciuti all’estero, grazie anche alla fortunata serie di romanzi dedicati alle avventure investigative di Dante Alighieri. Studioso delle avanguardie artistiche, è un appassionato di storia dell’illusionismo e della pop-culture degli anni ‘50 e ‘60, di cui ricerca e colleziona testimonianze e memorabilia. Elementi che trasporta spesso nei suoi romanzi, dove anche le trame più imprevedibili e sorprendenti si sviluppano su uno sfondo storico ricostruito con grande precisione.

venerdì 11 ottobre 2019

La splendida

La splendida
Venezia 1499-1509
di Alessandro Marzo Magno
pp. 280, € 20,00
Laterza, 2019
ISBN: 9788858135488
 
Lo straordinario decennio in cui Venezia sostituisce l’oro al ferro: entra nel 1500 da grande potenza, tutta Europa coalizzata la sconfigge militarmente, ma trionfa come maestra delle arti e della bellezza. Nasce un mito.
Venezia è nel 1499 una grande potenza europea. Solo dieci anni dopo – sconfitta militarmente dalla lega di Cambrai – è una sopravvissuta. Inizia una fase di splendore che durerà ben tre secoli. La Serenissima repubblica sostituirà allora la forza con l’ostentazione, la potenza con la ricchezza, il ferro con l’oro. Sarà il suo modo per recuperare il formidabile colpo inferto da tutti i grandi stati d’Europa coalizzati contro di lei e il conseguente rischio di scomparire per sempre dalla carta geografica. Venezia non sarà più potente, ma splendente, e riuscirà a mantenere un ruolo centrale utilizzando l’arte, l’architettura, le celebrazioni delle ricorrenze civili e religiose. Non potrà più intimorire con il clangore delle armi, ma riuscirà a meravigliare con il tintinnare delle monete. La Venezia del Cinquecento è quella del mito arrivato fino a noi: la città dei palazzi di Sansovino, della celebrazione del governo perfetto, della rivoluzione del colore che influenzerà tutta la pittura successiva. Alessandro Marzo Magno ricostruisce lo stupefacente susseguirsi di eventi che hanno portato la Dominante – così veniva chiamata la città – a essere la fucina delle arti che ancora conosciamo e amiamo.
Alessandro Marzo Magno, veneziano per nascita e milanese per lavoro, si è laureato in Storia all’Università di Venezia Ca’ Foscari. Giornalista, è stato per quasi dieci anni responsabile degli esteri del settimanale “Diario”, diretto da Enrico Deaglio. Ha pubblicato libri di argomento storico, tra i quali L’alba dei libri. Quando Venezia ha fatto leggere il mondo (Garzanti 2012, più volte ristampato e tradotto in inglese, spagnolo, giapponese, coreano e cinese), Missione grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler (Garzanti 2017) e Il ricettario di casa Svevo (a cura di, La nave di Teseo 2018).