venerdì 7 maggio 2021

Ordine e disordini in Gioacchino da Fiore

Ordine e disordini in Gioacchino da Fiore
Atti del 9° Congresso internazionale di studi gioachimiti
a cura di Marco Rainini
pp. 332, € 36,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137476
 
Per Gioacchino da Fiore (†1202) il problema dell’ordo e della sua intelligibilità costituisce un tema centrale e quasi ossessivo. Lo ritroviamo nella sua opera in molte declinazioni: nel suo metodo di interpretazione delle Scritture secondo la «concordia» fra Antico e Nuovo Testamento; nei suoi diagrammi; nell’organizzazione concreta o ideale delle forme di vita religiosa da lui immaginate; nelle sue osservazioni sul suo tempo e i suoi conflitti, ritenuti segni della prossima fine dei tempi. I contributi raccolti nel volume esplorano questi diversi aspetti, ponendo una particolare attenzione al contesto: il tema dell’ordo percorre tutto il XII secolo; attraverso il punto di vista di Gioacchino – a tratti sconcertante, ma ben radicato nella cultura di quegli anni – possiamo comprendere meglio il suo tempo.
Marco Rainini, docente di Storia della Chiesa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è studioso di teologia simbolica medievale e fra i curatori dell’edizione critica delle opere di Gioacchino. Fra i suoi volumi, Disegni dei tempi. Il «Liber Figurarum» e la teologia figurativa di Gioacchino da Fiore (in questa stessa collana, 2006), Il profeta del papa. Vita e memoria di Raniero da Ponza, eremita di curia (Vita e Pensiero, 2015). Con Timoty Leonardi ha curato Ordinare il mondo. Diagrammi e simboli nelle pergamene di Vercelli (Vita e Pensiero, 2018).  

giovedì 6 maggio 2021

Il giudice Albertano e il caso del giullare triste

Il giudice Albertano e il caso del giullare triste
di Enrico Giustacchini
disegni di Andrea Giustacchini
pp. 186, € 15,00 (Acquista online con lo sconto)
Liberedizioni, 2021
EAN: 9791280148308
 
Ottavo romanzo giallo con il protagonista giudice Albertano. È il 27 luglio 1243. In un giardino spunta il cadavere di un giovane soldato. Intorno al corpo un pugnale, un guanto e otto vasi di rose damascene. Lo stesso giorno del ritrovamento un misterioso giullare dal volto annerito si allontana a cavallo dalla città. Sarà lui l'assassino ?
Tocca al giudice Albertano da Brescia l’arduo compito di risolvere un enigma inesplicabile.
Enrico Giustacchini, critico, giornalista e romanziere, è stato a lungo vicedirettore di Stile Arte e ha collaborato a Oggi e al Corriere della Sera. Attualmente scrive per il Giornale di Brescia. Numerosi i saggi da lui pubblicati; ha inoltre curato il catalogo di importanti pittori. Tra i suoi romanzi, notevoli consensi ha riscosso Il quattordicesimo verso del sonetto. Questo volume è l’ottavo episodio della fortunata serie di gialli storici con protagonista il giudice Albertano.

mercoledì 5 maggio 2021

Boccaccio

Boccaccio
a cura di: Maurizio Fiorilla, Irene Iocca
pp. 408, € 34,00 (Acquista onlne con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829009404
 
In Boccaccio le attività di autore, copista, esegeta e traduttore di testi concorrono alla realizzazione di un unico progetto intellettuale. La stessa interpretazione del Decameron – opera fondativa della narrativa europea – non può prescindere dall’esame di questo complesso sistema culturale in cui tradizione e innovazione convivono in una nuova visione del mondo e della letteratura. Il volume propone un profilo di Boccaccio attraverso quindici saggi di studiose e studiosi che offrono una rilettura critica delle sue opere, insieme a percorsi dedicati ai documenti biografici, alla lingua dei testi, ai manoscritti autografi e alla biblioteca, agli scambi epistolari con Petrarca e altri corrispondenti, al culto di Dante. Tenendo conto delle prospettive attivate dalla più recente stagione di studi, il libro rilancia la figura di Boccaccio in tutta la sua profondità di autore medievale e di umanista.
Il volume è pubblicato in Letteratura italiana: autori, forme, questioni, serie diretta da Emilio Russo e Franco Tomasi. I testi inseriti in questa serie, oltre a fornire un chiaro inquadramento storiografico, restituiscono la complessità di esperienze che caratterizza autori, generi e temi della nostra tradizione, seguendo i più fecondi indirizzi della ricerca contemporanea. Con uno stile sempre chiaro e divulgativo, ma allo stesso tempo rigoroso, si rivolgono sia al mondo universitario sia a un pubblico più ampio.
Maurizio Fiorilla insegna Filologia della letteratura italiana all’Università Roma Tre. È autore di saggi sui manoscritti autografi di Boccaccio ed è curatore di edizioni del Decameron (Treccani, 2011 e BUR-Rizzoli, 2013, con A. Quondam e G. Alfano) e del Trattatello in laude di Dante (Salerno Editrice, 2017). Fa parte del consiglio scientifico dell’Ente Boccaccio e del comitato scientifico degli “Studi sul Boccaccio”.
Irene Iocca insegna Storia della lingua italiana alla Sapienza Università di Roma. Ha dedicato a Boccaccio saggi pubblicati su riviste scientifiche nazionali e internazionali. È curatrice di un’edizione critica e commentata della Caccia di Diana (Salerno Editrice, 2016).

martedì 4 maggio 2021

Gli ordini mendicanti

Gli ordini mendicanti
Il secolo delle origini
di Maria Teresa Dolso
pp. 276, ® 27,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829009398
 
La figura di Francesco d’Assisi continua a esercitare la propria forza di attrazione e ad affascinare ancora oggi: la sua vicenda storica si salda profondamente all’ordine da lui istituito e si situa nel contesto di un panorama ricco di altre forme di religiosità, coeve o di poco precedenti, destinate a diventare ordini religiosi riconosciuti: i Predicatori, nati dall’impegno di Domenico di Caleruega, i Carmelitani, che presero avvio da un’esperienza eremitica nella Palestina crociata, gli Agostiniani, frutto dell’unione di diversi gruppi eremitici italiani. Pur differenti nelle loro origini, questi quattro ordini mendicanti, che rappresentano la più dirompente novità nel vivace contesto religioso del Duecento, risultano accomunati, oltre che dal richiamo al vangelo, da un forte interesse per lo studio, che consentì loro di esercitare un’enorme influenza sulla società cittadina, sulla Chiesa, sulla cultura, assumendo, anche grazie alla predicazione, di cui furono “specialisti”, un ruolo di primaria importanza nella pratica religiosa, ai più vari livelli. Il volume indaga i molteplici volti del fenomeno mendicante, di cui offre una chiave interpretativa centrata sulla dimensione culturale.
Maria Teresa Dolso insegna Storia medievale nell’Università di Padova. Ha dedicato particolare attenzione all’ordine dei frati Minori, alla sua controversa evoluzione e alle fonti francescane. Tra le sue pubblicazioni: La Chronica XXIV Generalium. Il difficile percorso dell’unità nella storia francescana (Padova 2003) e Fonti agiografiche dell’Ordine francescano (Padova 2014).

lunedì 3 maggio 2021

I luoghi di Dante negli acquarelli di Massimo Tosi

I luoghi di Dante
Negli acquarelli di Massimo Tosi
pp. 80, € 16,00
Federighi Editori, 2021
EAN: 9788898897858
 
Il sesto volume della collana "Viaggio in Toscana" di Massimo Tosi è dedicato al genio di Dante Alighieri nell'anno in cui si celebrano con manifestazioni nazionali e internazionali i settecento anni dalla morte. Firenze, Ravenna e le città che lo hanno ospitato celebrano con convegni e mostre il Sommo Poeta. Il volume è pensato quindi per descrivere un aspetto importante della storiografia e del poeta stesso. La città che l'ha visto nascere e crescere, quelle che l'hanno accolto nel suo peregrinare da esiliato, i luoghi dei suoi viaggi e le dimore che l'hanno ospitato e visto morire sono trattati dall'autore con la consueta maestria, descritti con accurati disegni e ricostruzioni, non privi di spunti artistici di grande livello. Non a caso Massimo Tosi nel 2018 è stato insignito del titolo di Accademico d'onore dell' Accademia delle Arti del Disegno, la più antica del mondo, fondata dal Vasari nel 1563, che ha annoverato importanti figure come Michelangelo Buonarroti.
Massimo Tosi di Certaldo (Fi) per lavoro, e soprattutto per passione, si dedica da anni a riprodurre con attenzione certosina antichi borghi, edifici storici, musei, ma anche monumenti ormai scomparsi, che riesce a far rinascere con chine e acquerelli, grazie anche a ricerche e studi delle mappe. Architetto, ma anche professore di storia dell’arte per quarant’anni, questo artista dell’architettura è riuscito a unire in sé competenze tecniche, conoscenze storico-culturali e abilità artistiche. Visita il suo sito !

domenica 2 maggio 2021

Dante Enigma

Dante Enigma
di Matteo Strukul
pp. 320, € 12,00
Newton Compton, 2021
ISBN: 9788822750280
 
Firenze 1288. 

Una città cupa, fosca, nelle mani di Corso Donati, capo dei guelfi, assetato del sangue dei nemici, quei ghibellini che hanno appena sterminato i senesi – alleati dei fiorentini – nelle Giostre di Pieve al Toppo. In questo teatro d’apocalisse si muove il giovane Dante Alighieri: coraggioso, innamorato dell’amore e consacrato a Beatrice, ma costretto a convivere con la moglie, Gemma Donati; amico di Guido Cavalcanti e di Giotto, amante della poesia e dell’arte ma chiamato dal dovere sul campo di battaglia. Firenze infatti si prepara a un ultimo, decisivo scontro, e Dante dovrà dar prova del proprio coraggio impugnando le armi a Campaldino. Quando Ugolino della Gherardesca, schierato coi guelfi e imprigionato nella Torre della Muda a Pisa, morirà di fame fra atroci tormenti, Corso si deciderà a muovere guerra ai ghibellini. Il giovane Dante si unirà allora ai feditori di Firenze, affrontando il proprio destino in una sanguinosa giornata che ha segnato il corso della storia d’Italia. E che segnerà necessariamente anche lui, come uomo e come poeta. Guerriero, appassionato, avventuroso. Un Dante inedito.
Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. È laureato in Giurisprudenza, dottore di ricerca in Diritto europeo e membro della Historical Novel Society. Le sue opere sono in corso di pubblicazione in quaranta Paesi e opzionate per il cinema. Per la Newton Compton ha esordito con la saga sui Medici, che comprende Una dinastia al potere (vincitore del Premio Bancarella 2017), Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia. Successivamente ha pubblicato Inquisizione Michelangelo, Le sette dinastie, La corona del potere e Dante enigma. Per essere informati sul suo lavoro: matteostrukul.com.

sabato 1 maggio 2021

Il Barone. Corso Donati nella Firenze di Dante

Il Barone. Corso Donati nella Firenze di Dante
di Silvia Diacciati
Introduzione di Alessandro Barbero
pp. 328, € 14,00
Sellerio, 2021
EAN: 9788838941504
 
«Tra i tortuosi e spesso maleodoranti vicoli della Firenze di fine Duecento si muovevano uomini che superavano in fama e influenza loro concittadini oggi certamente più noti come Dante o Giotto. Personaggi in grado di condizionare concretamente la vita comunale, di condurre con coraggio e incoscienza la propria città alla vittoria contro nemici esterni, ma anche di farla precipitare in guerre fratricide. Capaci di colloquiare con papi e imperatori con la stessa facilità con cui discutevano coi propri pari e di suscitare ammirazione anche in rivali coi quali condividevano spesso un solo sentimento, un profondo e sconfinato odio. Talvolta sono gli individui più ambigui a esercitare un fascino irresistibile: cavalieri oscuri, anti-eroi, forze del male. E come spesso accade il male si presenta sotto forme seducenti».
Un libro di storia che prende come un romanzo d’avventure; un romanzo che guida a conoscere alla pari di un saggio storico. Vita e imprese dell’ardito Corso Donati. «Gentile di sangue, bello del corpo, piacevole parlatore, addorno di belli costumi, sottile d’ingegno» ne scrisse il cronista contemporaneo Dino Compagni che pur l’odiava. «Forse il più noto dei fiorentini – osserva l’autrice – prima che sulla scena arrivassero i Medici». Il capo dei Guelfi neri, causa di molti dei guai in cui finì Dante, si erge eroe romantico sul palcoscenico della «Firenze del Due-Trecento: la metropoli più tumultuosa del mondo conosciuto, paragonabile oggi a Londra o a New York» (Alessandro Barbero nell’Introduzione).
Silvia Diacciati è storica nell’Università di Firenze, ha scritto Popolani e magnati. Società e politica nella Firenze del Duecento (2011) e con Sellerio Il BaroneCorso donati nella Firenze di Dante (2021).

venerdì 30 aprile 2021

Cantare di Giusto Paladino

Cantare di Giusto Paladino
Edizione critica a cura di Vincenzo Cassì
pp. 488, E 30,00
Giorgio Pozzi Editore, 2021
ISBN: 9788831358064
 
Il "Cantare di Giusto Paladino" può essere considerato un best seller quattrocentesco in ottava rima: tale fu infatti per buona parte del XV secolo, prima di sprofondare in un oblio plurisecolare. Testimonianza di grande valore letterario e culturale, costituisce per molte ragioni un vero e proprio unicum all'interno del panorama della letteratura canterina. Esso riflette il gusto e la sensibilità di un secolo amante delle glorie cavalleresche ma al contempo travagliato da una profonda crisi religiosa, la cui complessità e ricchezza conquistò il mercato librario, coinvolgendo un pubblico interessato alle questioni dottrinarie non meno che alle gesta di Orlando e di Tristano. L'edizione critica restituisce quest'opera dimenticata attraverso un'analisi puntuale del testo e delle fonti, chiarendo le tematiche più controverse relative all'autore e alla dazione, così come quelle sulla creazione, circolazione e ricezione del testo stesso; dedicando ampio spazio alla storia della tradizione (con particolare riguardo per il codice più celebre e autorevole, riccamente illustrato da un singolare notaio, copista-illustratore nonché appassionato lettore) e fornendo infine l'edizione critica della redazione originale. La discussione ecdotica darà conto delle scelte editoriali intraprese, caratterizzate da un approccio flessibile e calibrato, con soluzioni in grado di combinare le possibilità offerte dal metodo lachmanniano con le caratteristiche tipiche di una tradizione rielaborativa.
Vincenzo Cassì (Ragusa, 1985) è funzionario archivista, direttore dell’Archivio di Stato di Ragusa. Laureato in Lettere moderne all’Università di Bologna, ha conseguito il Dottorato di ricerca internazionale in Filologia e critica – Scuola di dottorato europea in Filologia romanza dell’Università degli Studi di Siena. Ha inoltre collaborato con la cattedra di Filologia romanza dell’Università di Ferrara. Autore di diversi saggi scientifici filologico-letterari, si occupa principalmente di letteratura cavalleresca e ottava rima, frammenti romanzi, volgare bolognese, letteratura religiosa romanza, archivi, storia e documenti siciliani.

giovedì 29 aprile 2021

L'Ordine di San Lazzaro nei Giudicati sardi

L'Ordine di San Lazzaro nei Giudicati sardi
Cavalieri lebbrosi e cavalieri templari nella Sardegna medievale
di Massimo Falchi Delitala
pp. 128, € 12,00
Edizioni Penne & Papiri, 2021
ISBN: 9788889336830
 
L'Ordine e Sacra Religione di San Lazzaro sorse in Terrasanta, probabilmente prima o contemporaneamente alle crociate, e oltre alla funzione militare e religiosa ebbe anche quella di curare, con conoscenze e mezzi del tempo, la terribile malattia della lebbra. I cavalieri lazzariti avevano la duplice veste di poveri lebbrosi destinati a una morte lenta e dolorosa, al pari di coloro che curavano, e temuti guerrieri che non temevano la morte, disposti a morire in battaglia, sinché il male concedeva loro di portare le armi. Come altri ordini militari e religiosi, specie dopo la perdita degli ultimi avamposti in Oriente, anche quello lazzarita estese la propria presenza fino alla Sardegna, con il principale compito di curare il male quando coloro che avevano partecipato alle crociate ei pellegrini che ritornavano dai Luoghi Santi. Tuttavia le condizioni giuridiche-istituzionali dell'Isola erano differenti da quelle esistenti sul Continente: nel medioevo, infatti, esistevano quattro Stati nazionali con propri istituti e retti da un sovrano non necessariamente ereditario (giudice), e fra questi era sconosciuto l'istituto del feudo, di derivazione germanica. La peculiare conformazione istituzionale di questi stati, se era certamente ostativa per una presenza "politica" di taluni Ordini militari, come quello del Tempio o dei cavalieri di San Giovanni (di Rodi, di Malta), non lo era per un Ordine che aveva come l'ultimo rimasto lo scopo né politico né militare, e perciò non sospetto, della cura della lebbra, con conseguente fondazione di lebbrosari. I lebbrosi erano considerati, nel medioevo, maledetti da Dio e non era presente alcuna autorità, né civile né religiosa, che avesse come ragion d'essere di soddisfare i loro bisogni materiali. L'esistenza di tali ospedali specialistici, perciò, poteva essere percepita dai governanti sardi come un valido supporto per le esigenze delle esperienze isolane fra cui, ben presto, si era esteso il contagio.
Massimo Falchi Delitala è stato avvocato del Consiglio Regionale della Sardegna, e per anni ispettore onorario della Sovrintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano. È stato relatore in convegni di storia medievale ed è Cavaliere Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Sue pubblicazioni: "Le Commende dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro nel Regno di Sardegna" (in "Templari, crociate, Giudicati e Ordini monastico-cavallereschi nella Sardegna medioevale", Cagliari 2011) e "La Loggia inglese di Cagliari (1738-1814)" (in "Questione sarda e dintorni", Cagliari 2012). È anche coautore del "Codice delle leggi fondamentali della Regione Sarda" (Milano 1997).
Per le Edizioni Penne & Papiri ha pubblicato "La leggenda medievale di Mastro Hiram" (Latina 2002-Tuscania 2021), "I templari nei Giudicati sardi" (Latina 2003), "L'avventura sarda di Re Enzo Hoenstaufen" (Tuscania 2019).

mercoledì 28 aprile 2021

Gli affreschi arturiani di Frugarolo

Gli affreschi arturiani di Frugarolo
Un percorso di valorizzazione
di Giulia Quarantini
pp. 110, € 12,00
Italia Medievale, 2021
ISBN: 9781678072841
 
L'argomento della camera lanzaloti di Alessandria, gli amori tra Lancillotto e Ginevra, rivela l'esistenza di una nobiltà romantica e cavalleresca, che aspira e sogna la vita delle grandi corti milanesi, nel mezzo di campagne oggi totalmente lontane da ogni centralità, ma che nel Trecento erano campo di battaglia conteso tra l'impero e i potenti italiani; terra tra montagne e mare, tra Genova, dai sapori ancora bizantini e orientali, Milano, ricca e potente, fucina dell'arte più moderna, e le corti del Monferrato, di cui Alessandria fu spesso rivale e concorrente.
La ricerca nell’identificazione dell’autore di questo affresco attraversa altre manifestazioni artistiche di grande pregio sul territorio (Sezzadio, Palatium Vetus, Cassine), evidenziando l’originalità stilistica del maestro o della bottega che ha ricevuto l’ordine da Andreino Trotti, nobile cavaliere vassallo di Milano, di riprodurre un tema tanto specifico: quegli stessi affreschi che Lancillotto dipinge per ricordare l’amata Ginevra nelle sale della fata Morgana.
Ciò che accomuna la camera lanzaloti alessandrina a gran parte della produzione di cicli di affreschi contemporanea è la volontà di immedesimazione: chi si trovava ai piedi delle storie amorose e guerresche di queste belle figure galanti non poteva che aspirare a partecipare alle emozioni, al gusto e alle vicende di questi eroi letterari.
Nel lavoro qui svolto ho cercato di inserire il ciclo cavalleresco del XIV secolo nella trama dei monumenti medievali presenti nella città spesso nella forma di rovina o di assenza: se da un lato Palatium Vetus dimostra la rivitalizzazione di un edificio storico, la grande e antica Cattedrale di San Pietro, il vivace mercato che attorno ad essa si svolgeva e che coinvolgeva l'intera città dalla platea maior al Tanaro, non sono che memorie.
Giulia Quarantini si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Brera con la prof.ssa Marina Corgnati, docente di Storia dell'Arte. Questo volume è un adattamento della sua tesi.
Ha realizzato anche il sito Alessandria Medievale.
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