martedì 22 giugno 2021

Le ragioni della scrittura

Le ragioni della scrittura
Piccoli scritti di paleografia
di Stefano Zamponi
a cura di Teresa De Robertis e Nicoletta Giovè Marchioli
pp. 352, € 50,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137360
 
I saggi pubblicati in questo volume affrontano due momenti fondamentali della storia della scrittura latina in Italia: definizione e diffusione della nuova scrittura libraria che ha dominato l’Occidente fra XIII e XVI secolo, cioè la littera textualis; caratteri e varietà della scrittura e del libro ‘all’antica’, invenzioni che l’Umanesimo italiano ha consegnato alla cultura europea.
A questi temi si affiancano riflessioni di ordine metodologico su strumenti concettuali e finalità della ricerca paleografica. 
Stefano Zamponi (Pistoia 1949) ha insegnato Paleografia latina presso le Università di Trieste, Padova e Firenze. Si è occupato di storia della scrittura latina intesa come storia del funzionamento e della trasformazione dei sistemi grafici, con particolare attenzione per il periodo gotico e umanistico, toccando snodi cruciali per il riconoscimento dei fatti graficamente e storicamente significativi. Ha studiato importanti personalità di copisti e intellettuali (Petrarca, Boccaccio, Iacopo Angeli, Fonzio). Ha contribuito a rilanciare in Italia la catalogazione dei manoscritti curando più volumi delle collane Manoscritti datati d’Italia, Manoscritti medievali del Veneto e Manoscritti medievali della Toscana. Presidente del Comité International de Paléographie Latine dal 2005 al 2015, dal 2010 è presidente dell’Ente nazionale Giovanni Boccaccio. 

lunedì 21 giugno 2021

Parla come Dante

Parla come Dante
di Dario Pisano
prefazione di Claudio Giovanardi
pp. 160, € 10,00
Newton Compton, 2021
ISBN: 9788822755087
 
A molti di noi è capitato spesso di esclamare, in qualità di invito a non perdere tempo con persone che non meritano la nostra attenzione, «Non ti curar di lor, ma guarda e passa!» (prima curiosità: la citazione è sbagliata! Dante scrive: «Non ragioniam di lor…»). E chi non conosce il verso «Amor ch’a nullo amato amar perdona», che tanta fortuna ha avuto nella musica italiana? Ma cosa significa? E quante volte abbiamo detto a un amico – pieno di guai fino al collo – «stai fresco»? Che cosa hanno in comune queste espressioni e le tante altre raccolte nel libro? La medesima paternità. Nascono tutte dalla penna di Dante Alighieri, il massimo genio linguistico della storia, il quale – con la sua Divina Commedia – ha incrementato vertiginosamente il patrimonio lessicale dell’italiano. Parla come Dante ospita una ricognizione dei più famosi ma anche dei meno noti versi di Dante entrati nella lingua quotidiana, per lo più usati da chi parla senza la consapevolezza della loro provenienza. L’ampia documentazione offerta in queste pagine è la prova del fatto che, se anche noi ignoriamo Dante, Dante non ignora noi, ed è sempre sulle nostre labbra, in ogni momento della «nostra vita»!
Dario Pisano è nato a Roma nel 1986. Laureato in Filologia Romanza e dottore di ricerca, ora insegna Lettere nei licei. Ha collaborato con la RAI alla realizzazione di programmi dedicati alla divulgazione della poesia dantesca (Maratona Infernale e La Montagna Infinita). Ha pubblicato Dante nella poesia di Lorenzo de’ Medici, Nel mezzo del cammin di nostra vita e, per la Newton Compton, La Firenze segreta di Dante e Parla come Dante. Tiene numerose conferenze su Dante presso scuole, università e istituzioni culturali.

domenica 20 giugno 2021

Il normanno Boemondo «Miles Christi» principe di Antiochia

Il normanno Boemondo «Miles Christi» principe di Antiochia
di S. M. Abenavoli
pp. 162, € 18,00
La Rondine Edizioni, 2021
ISBN: 9788832268430
 
Marco era il suo nome che significava "dedicato a Marte". Ma per il grande rispetto alla sua gigantesca figura, il padre gli aveva dato il soprannome di Boemondo o di Abboamonte, proventiente da un personaggio leggendario, soprannome che finì per sostituire il suo vero nome di Marco. Marco Boemondo d'Altavilla era figlio di Roberto il Guiscardo Duca di Puglia e di Calabria, e della sua prima moglie la "nobilissima" AlberadaQuarrell - Drengot di Bonalbergo, della Famiglia dei Principi Quarrell di Alençon in Normandia. Alberada era la zia del Conte Bonalbergo in Italia e zia del Principe Normanno di Capua ed Aversa, Riccardo I Avenel - Quarrell - Drengot. Come tutti gli avvenimenti storici e le vicende della sua vita hanno dimostrato, Boemondo fu il più grande Cavaliere della Cristianità in Oriente ed il più grande cavaliere guerriero di tutti i tempi tale da essere paragonato ai Cavalieri dell'Iliade e della Odissea.

sabato 19 giugno 2021

L'Oriente dei viaggiatori

L'Oriente dei viaggiatori
Diari di pellegrinaggio fiorentini fra XIII e XV secolo
di Ilaria Sabatini
prefazione di Franco Cardini
pp. 376, € 22,50
Textus Edizioni, 2021
ISBN: 978-88-99299-26-2
 
Il fenomeno del pellegrinaggio ai Luoghi santi della cristianità, divenuto un fattore rilevante nel IV secolo e destinato – quasi fosse una categoria universale – a perdurare fino ai nostri giorni, nel corso del Medioevo subisce sostanziali modificazioni di contenuto e di forma. Se da un lato si può parlare di uno spirito del pellegrinaggio in senso universale, dall’altro è forse superfluo specificare che numerose e diverse ne furono le manifestazioni storiche. Si può in ogni caso parlare di pellegrinaggi penitenziali o di ringraziamento, pellegrinaggi compiuti singolarmente o collettivamente, pellegrinaggi di armati o di inermes, secondo le caratterizzazioni che assunse lo spirito religioso nelle varie esperienze.
Ciò che si propone di indagare questo libro è il pellegrinaggio gerosolimitano, in quel particolare periodo di frizione nei rapporti tra Oriente e Occidente che segnò il passaggio dal tardo Medioevo alla prima età moderna. Principale oggetto di interesse è la percezione dell’Oriente da parte dei pellegrini occidentali. Non però in senso generico, ma nell’ambito specifico di un intero corpus di testi narrativi dell’epoca: in questa scelta consiste la peculiarità del progetto. Infatti, per quanto esista una notevole quantità di studi sul pellegrinaggio – e sui relativi testi – è rimasto piuttosto in ombra questo specifico punto di vista come significativo per la storia del pensiero occidentale. 
Ilaria Sabbatini, medievista, è research fellow presso SISMEL con il progetto ARVO (Archivio Digitale del Volto Santo). Si occupa in particolare di rappresentazione del Vicino Oriente nei diari di pellegrinaggio tardomedievali.

venerdì 18 giugno 2021

La moglie di Dante

La moglie di Dante
di Marina Marazza
pp. 560, € 20,00
Solferino, 2021
ISBN: 9788828206422
 
"Gemma, la donna di cui Dante non scrisse mai. Che tempra deve aver avuto, questa fiorentina che nessuno ricorda? Sposa, per amore, un uomo sconsigliabile: non ricco, privo di potere politico e per di più poeta. Non si lascia sgomentare quando lui si trova sul fronte sbagliato, in una Firenze in cui la lotta aspra tra fazioni distrugge vite e patrimoni. Ne affronta il lungo esilio diventando una «vedova bianca» a trent’anni: dapprima deve gestire le difficoltà economiche, quattro figli che crescono, l’ostilità politica che monta intorno alla famiglia del «nemico» Alighieri; poi si vede confiscare tutti i beni e deve fuggire, incinta, dalla città per rifugiarsi con i ragazzi in una malsana palude. E a ogni svolta del destino le si para davanti suo cugino Corso Donati, il barone bello come un san Michele, violento e seduttore ma anche protettivo e leale, che lei respinge ma da cui in realtà è attratta. E la rivale, l’angelicata Beatrice? Non è un suo problema. Perché è lei, sempre accanto a Dante, forte nella sventura e artefice delle sue fortune, la vera musa della sua vita. Una moglie lo sa benissimo. È solo la storia che lo ha dimenticato. In un Trecento feroce e splendido di castelli, duelli e fazioni, di fede e scomuniche, Gemma è carne, sangue, intelligenza e passione. Ed è solo un errore del destino se Dante è diventato immortale e lei invisibile. Con questo romanzo Marina Marazza le restituisce una storia personale ricca di vicissitudini e la riporta alla vita nella dimensione che è sua: quella delle grandi eroine e delle grandi donne.
Marina Marazza, Cancro ascendente Scorpione, milanese, studi classici e laurea a indirizzo storico, Marina Migliavacca Marazza si mette a lavorare prestissimo, ai tempi del liceo. A sedici anni comincia a metter virgole in casa editrice, prima su testi altrui, poi sui propri, facendo tutta la trafila: correttore di bozze, redattore junior, redattore, caporedattore, editor, direttore editoriale. Fa il traduttore letterario dal francese e dall’inglese. Scrive romanzi, racconti, biografie, saggi, per ragazzi e per adulti, sceneggia, fa ghost writing.
Nella sua carriera aziendale passa da Sperling & Kupfer, allora piccola casa editrice dove impara tutte le sfumature del mestiere, al Gruppo Fabbri RCS, dove rimane una dozzina d’anni fino a diventare editor del marchio Sonzogno. Si globalizza in multinazionale, lavorando in Disney per oltre vent’anni, cambiando diversi cappelli aziendali come direttore creativo e direttore editoriale e diventando anche giornalista e direttore delle testate mensili. Intanto scrive più di una trentina di libri e ne traduce altrettanti per grossi editori. Nel 2013 lascia Disney e si dedica alla professione della penna a tempo pieno soprattutto come autrice di non fiction novel e giornalista specializzata in divulgazione storica, società e costume.
Per saperne di più visita il suo sito !

giovedì 17 giugno 2021

Registrum Coquine. Un ricettario medievale

Registrum Coquine. Un ricettario medievale
di Johannes Bockenheim
Introduzione, traduzione e glossario di Marco Gavio de Rubeis
pp. 240, € 13,50
I Doni delle Muse, 2021
ISBN: 979-8516674181
 
Il Registrum Coquine, scritto nel XV secolo dall'ecclesiastico tedesco Johannes Bockenheim, al servizio come cuoco presso papa Martino V, è uno dei ricettari medievali più interessanti e divertenti.

Nel testo, raccolto in due diversi manoscritti, troviamo più di 80 ricette per meretrici e istrioni, principi e villani, lenoni e preti, re e mercenari, in una raffigurazione colorita della complessità della società medievale, ben più stratificata e ricca di come di solito viene immaginata. Un mondo affascinante di spezie, sapori e preparazioni dimenticati nel tempo che meritano di essere riscoperti, non soltanto in modo teorico, ma anche nelle nostre cucine.
Da Marco Gavio de Rubeis, autore di saggi di storia dell'enogastronomia, tra cui "Idromele. Miti, storia e preparazioni della bevanda degli dei" e "Medioevo in cucina. Ingredienti, ricette e sapori", un nuovo libro dedicato al Registrum Coquine, con la traduzione accompagnata da note sulle ricette e sulle differenze tra i due manoscritti, oltre a una nota introduttiva e a un glossario dei termini usati da Bockenheim, piuttosto diversi dal latino classico e più vicini alle lingue volgari parlate in Italia.

mercoledì 16 giugno 2021

Il patriarcato di Aquileia

Il patriarcato di Aquileia
Identità, liturgia e arte (secoli V-XV)
a cura di Zuleika Murat, Paolo Vedovetto
pp. 432, € 70 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833138022
 
Quali sono i processi che portano alla formazione di valori identitari? Quali i fattori che funzionano da creatori, marcatori, simboli di un bagaglio culturale riconoscibile e condiviso?
 
Partendo da tali questioni, gli autori dei diciassette saggi contenuti in questo volume si interrogano, da punti di vista diversi e complementari, sulla genesi, lo sviluppo e le specificità distintive del patriarcato di Aquileia in epoca medievale, inteso come caso studio ideale. Il patriarcato costituisce infatti un osservatorio privilegiato per esaminare dinamiche identitarie complesse, in virtù di caratteristiche comuni che lo contraddistinguono come entità territoriale: la pretesa origine e autorità apostolica della Chiesa aquileiese; l’ambivalente natura della figura istituzionale del patriarca, che era non solo capo spirituale ma anche politico della diocesi; la sua vasta estensione geografica, sovranazionale, che comprendeva numerose regioni, e univa popoli che parlavano lingue diverse e avevano differenti origini storiche ed etniche, così come molteplici usi e tradizioni. 
L’arte e la liturgia, il culto dei santi, la promozione di figure esemplari, le commissioni illustri sono qui esaminati come agenti e simboli nella creazione di un patrimonio diffuso. Ne emerge un mosaico complesso e sfaccettato, in cui l’identità non è un blocco monolitico ma un prisma cangiante, che si trasforma e mostra di volta in volta le sue diverse facce.
Zuleika Murat è professore associato in Storia dell’arte medievale presso il dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova.
Paolo Vedovetto è assegnista presso il dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova.

martedì 15 giugno 2021

Sermones de sanctis. Volumen diffusum

Iacopo da Varazze
Sermones de sanctis. Volumen diffusum
De sancto Georgio, de inventione sancte Crucis, de sancta Maria Magdalena, de sancta Margarita
Testi editi da Federica Amore, Maria Ferraiuolo, Ileana Lombardi, Giovanni Paolo Maggioni. A cura di Giovanni Paolo Maggioni
pp. LXX-260, € 65,00
Sismel, 2021
ISBN: 978-88-9290-057-8
 
Sono qui pubblicati per la prima volta alcuni sermoni de sanctis scelti dalla raccolta, da poco scoperta e finora inedita, che iacopo da Varazze chiamò volumen diffusum, distinguendolo dal volumen breve, l’altra sua raccolta di sermoni agiografici. il testo offre numerosi motivi di interesse, non ultimo il fatto che l’autore si rivolga ai suoi confratelli dell’ordine domenicano, assecondando una loro richiesta esplicita e mostrando come si potessero sviluppare i succinti sermoni schematicamente composti nel volumen breve. Il paragone tra le due raccolte è dunque interessante, perché permette di cogliere alcune peculiarità della predicazione domenicana e le articolazioni strutturali che erano introdotte per rendere un sermone maggiormente efficace e far sì che fosse pienamente compreso da un pubblico più erudito e più dottrinalmente preparato. Della diversa struttura dei sermoni nelle due raccolte viene dato conto in questo volume paragonando gli schemi dei testi corrispondenti. L’edizione utilizza come testimoni di base due manoscritti laurenziani, che sono stati oggetto di uno studio codicologico e sono stati confrontati con gli altri codici più antichi per emendare gli errori palesi.

lunedì 14 giugno 2021

L'Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme a Mottola

L'Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme a Mottola
di Sergio Natale Antonio Maglio
pp. 102, € 20,00
Independently published, 2021
ISBN: 979-8500459565
 
Tra il XIV e il XV secolo Mottola è stata sede di importanti insediamenti dell’ordine cavalleresco degli Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme, divenuto successivamente il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta. I Giovanniti sono giunti a Mottola nel 1297, grazie al passaggio nelle loro mani delle proprietà del monastero benedettino della SS.ma Trinità di Venosa, che a Mottola possedeva una chiesa di donazione normanna già dall’XI secolo. I documenti custoditi nell’Archivio Segreto Vaticano e nell’Archivio dell’Ordine di Malta documentano l’esistenza a Mottola di una chiesa dedicata a Santo Stefano nel 1373, e di una vera e propria domus ospitaliera, almeno fino al 1412, di cui si erano persi successivamente memoria e tracce. Il saggio investiga alla ricerca di indizi e collegamenti, storici, documentari e iconografici, identificando nella celebre chiesa rupestre di San Nicola di Lamaderchia il sito che presenta le maggiori probabilità di averli ospitati.
 
Sergio Natale Antonio Maglio (Mottola, 17 novembre 1955), laureato in Scienze Politiche, già funzionario della Regione Puglia, operatore culturale, studioso del territorio e degli insediamenti umani nelle grotte artificiali. Autore di diversi studi sulla storia del territorio, tra i quali: Avvenimenti storici e sviluppo urbano della città di Mottola (1994); MOTTOLA FASCISTA E FEDELISSIMA... Memorie e cronache dal fascismo rurale del Mezzogiorno d’Italia 1920-1936 (1997); Mottola - Le Grotte di Dio (2001); Clima e migrazioni nella Puglia della colonizzazione trogloditica bizantina (2003); Bagliori di lotta di classe. Castellaneta, Ginosa, Laterza, Mottola e Palagianello dalla caduta del fascismo alla riforma fondiaria 1943-1952 (2010); Storia di Mottola e dei suoi feudatari (2016); Santa Maria de Busso (della Vetera). Indagine su una chiesa angioina di Mottola (2017); Pagine di Pietra. I segni della cattedrale di Mottola (2019); La colonizzazione bizantina nel territorio di Mottola nei secoli IX-XI (2019).

domenica 13 giugno 2021

Dante popolare

Dante popolare
di Lino Pertile
pp. 368, € 34,00
Angelo Longo Editore, 2021
ISBN: 978-88-9350-063-0
 
Dante non è mai stato più lodato e ammirato di oggi, mai più chiosato e recitato in pubblico e in privato, riciclato in ogni forma, tradotto in ogni lingua. Che cos'ha il poeta che lo rende così universalmente irresistibile? Dante popolare cerca di rispondere a questa domanda a partire non dal lato dell'utenza, ma da quello del testo stesso della Commedia. Mentre la critica contemporanea tende a fare del grande poema un libro su altri libri e su se stesso come libro, questo volume si propone di orientare l'attenzione su aspetti meno astratti della Commedia, legati alla «dimensione collettiva dei fenomeni culturali», alle esperienze della vita quotidiana del suo autore, al suo essere uomo del suo tempo, capace in misura somma di captare, assimilare, metabolizzare la cultura 'bassa' con la stessa serietà con cui assorbe quella 'alta'. Il Dante qui proposto non disdegna fonti modestissime, più prossime al sapere popolare che a quello universitario, e la sua Commedia è principalmente un libro sulla vita, che esplora e mette a nudo i segreti meccanismi del comportamento umano, dai più sordidi ai più sublimi; libro che, premiando i buoni e punendo i cattivi, appaga e convalida il naturale desiderio di giustizia dei suoi lettori; ma anche libro eminentemente memorabile per l'energia e l'esattezza eccezionale del suo dettato, per i suoi versi orecchiabili, le ruvidezze plebee, le terribilità michelangiolesche, le vaghezze romantiche, le sublimità mistiche. Il volume è diviso in due parti complementari. La prima affronta nodi e problemi storico-metodologici relativi a una lettura 'popolare' della Commedia; la seconda, di natura applicativa, esamina temi, concetti ed episodi del grande poema che una lettura 'popolare' illumina di luce nuova e inaspettata.
Lino Pertile è Professore di Lingue e Letterature Romanze alla Harvard University. Si è laureato all’Università di Padova dove ha studiato lettere antiche e letteratura francese, ha insegnato letteratura italiana in Francia e in Italia (1964-1968) e in Inghilterra (1968-1995), prima di giungere a Harvard nel 1995 come Professore di Letteratura italiana nel Dipartimento di Lingue e Letterature Romanze. Rettore della Eliot House (2000-2010), nel 2005 è stato nominato Harvard College Professor, uno speciale riconoscimento conferito a quei docenti che investono particolari energie nell'attività didattica e nella cura degli studenti. Dal 2010 al 2015 è stato direttore di Villa I Tatti, il Centro per gli studi rinascimentali della Harvard University a Firenze. Ha pubblicato ampiamente sul Rinascimento francese (in particolare su Montaigne e i viaggiatori francesi in Italia), il Medioevo latino e italiano (Dante), il Rinascimento (Bembo e Trifon Gabriele), e la letteratura italiana del XX secolo (Pavese e il romanzo del Novecento). Ha curato e ha contribuito a diversi volumi sulla letteratura italiana da Dante al XX secolo, tra i quali si ricordano qui Dante in Context (Cambridge University Press, 2015) e The Cambridge History of Italian Literature (Cambridge University Press, 1996; paperback 1999). I suoi lavori su Dante includono l’edizione critica delle Annotationi nel Dante fatte con M. Triphon Gabriele in Bassano (Bologna: Commissione per i testi di lingua, 1993), e i volumi La puttana e il gigante: dal Cantico dei Cantici al Paradiso terrestre di Dante (Ravenna: Longo, 1998; Premio Zingarelli), e La punta del disio. Semantica del desiderio nella Commedia (Florence: Cadmo, 2005).