lunedì 29 novembre 2021

Il Medioevo nascosto di Locorotondo

Il Medioevo nascosto di Locorotondo
di Vito Telesca
pp. 116, € 21,50
Youcanprint, 2021
ISBN: 9791220356268
 
C'è un buco di quasi mille anni nella storia di Locorotondo. Dagli importanti ritrovamenti archeologici di età classica (messapici, peuceti e greci) fino al 1195 non si hanno notizie su Locorotondo. L'autore tenta, attraverso fonti diverse, di ricostruire il periodo che va dalla caduta dell'Impero Romano fino ai Del Balzo Orsini, narrando l'arrivo di Bizantini e Normanni, fino alle famiglie nobiliari del XV secolo. svelando il medioevo nascosto di uno dei borghi più affascinanti della Puglia. "L'Autore ci regala un sicuro manuale alla (ri)scoperta di Locorotondo. Telesca dipinge un quadro d'insieme con il rigore dello studioso e con un linguaggio che ammalia anche il lettore più refrattario. La scrupolosità della ricostruzione storica si lascia contaminare - ed è un merito - da parole intrise d'amore verso il paese natio". Il libro si completa con le splendide foto di Emanuele Colabello.
Vito Telesca è scrittore e divulgatore storico. Conduttore radiofonico di “Sharing-Popoli che scelgono di incontrarsi”. Ha pubblicato diversi saggi: “Di padre in padre ”; “Francesco e Federico, due giganti allo specchio” (13) saggio pubblicato sulla rivista ufficiale dei francescani “San Francesco Patrono d'Italia” e sul mensile dei Papaboys. Ha pubblicato una trilogia su Monte Sant’Angelo per ManifestoCultura: “Siponto e il Protoromanico” (17), “Il Castello di Monte Sant’Angelo” (18) e “L’abbazia di Santa Maria di Pulsano” (19). Nel 2019 “Il sogno orientale, nascita e declino del rito bizantino in Terra d’Otranto”. Nel 2021 “Il Medioevo nascosto di Locorotondo. Storia del Locus dalla fine dell’Impero Romano ai Del Balzo Orsini”. Ha collaborato per il libro di Mimmo Minno “Locorotondo, Diario degli anni ‘60” (2020). Ha scritto per Cronache del Mezzogiorno e per ArcheoArte. Collabora con diverse testate Il Roma-Cronache Lucane, Il Paese Nuovo, Quotidiano di Puglia, Talenti Lucani e con Paese Vivrai.

domenica 28 novembre 2021

Vita quotidiana nella Ravenna Medievale

Vita quotidiana nella Ravenna Medievale
di Paola Novara
pp. 160, € 13,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Il Ponte Vecchio Editore, 2021
ISBN: 9791259780652
 
Come si presentavano le strade di Ravenna agli occhi dei contemporanei di Andrea Agnello? Cosa si mangiava negli anni in cui Dante Alighieri trovò rifugio presso Guido Novello da Polenta? E come si trascorreva la giornata quando l’arcivescovo Gerberto di Aurillac visse il suo breve mandato ravennate? Sono domande che forse molti si sono posti. Ma dove cercare le risposte? Di Ravenna sappiamo molto, ma nessuno, ad oggi, si è mai soffermato a ricostruire la vita quotidiana dei concittadini che vissero nei secoli che precedettero la Battaglia di Ravenna. Questo volume vuole proprio colmare una lacuna che accompagna la storia della nostra città da molto tempo.
Paola Novara è nata e vive a Ravenna. Impiegata presso il Museo Nazionale di Ravenna, si interessa da tempo di storia e archeologia del territorio dell’antico Esarcato. Fra le sue pubblicazioni più note Storia delle scoperte archeologiche di Ravenna e Classe (1998) e Pel bene dei nostri monumenti. Odoardo Gardella. Archeologia e antichità locali nella Ravenna dell’Ottocento (2004). Con il Ponte Vecchio ha pubblicato Storia di Ravenna. Dalla preistoria all’anno Duemila (in collaborazione con Alessandro Luparini, 2016) e La Romagna dei castelli e delle rocche (2017)

sabato 27 novembre 2021

Il figlio di Brancaleone

Il figlio di Brancaleone
di Giacomo Scarpelli e Marco Tiberi
Disegni originali di Furio Capelli
pp. 176, € 19,50
People edizioni, 2021
ISBN: 979-1280105974
 
Il figlio di Brancaleone è un ideale terzo capitolo dell'epopea di Brancaleone da Norcia che ha per protagonista suo figlio, un giovanottone tanto infantile quanto sprovveduto, consacrato a un'impresa non da meno di quelle paterne. Un gruppo di scalcagnati buffi miserabili, guidati da un ex cavaliere bretone senza macchia oramai al tramonto, dal Sud Italia raggiungerà la Britannia, alla ricerca di una sacra reliquia, il salvifico calice di san Benedetto, che si dice essere in grado di scongiurare la grave epidemia che affligge quei luoghi e quei tempi.
«La spedizione nostra è volta alla conquista non di coppa intesa come capocollo di porco, detto anche lonza, bensì di recipiente per bevere dalla bocca, detto anche bicchiere, tazza, boccalo et cetera.»
«Et cosa ne facemo di una tazza vota?»
«Non vota, ma votiva» precisa Brancaleone II.
Giacomo Scarpelli è autore di sceneggiature cinematografiche come Il postino (per il quale ha ricevuto la candidatura all’Oscar), La cena, Concorrenza sleale, N - Io e Napoleone e il cartone animato Opopomoz. Col romanzo Estella e Jim nella meravigliosa Isola del Tesoro (Gallucci 2012), scritto col padre Furio, ha vinto il Premio Letteratura Ragazzi di Cento. Insegna Filosofia all'Università di Modena e Reggio Emilia.
Marco Tiberi è stato allievo di Furio Scarpelli. Sceneggiatore per il cinema e la televisione, autore di documentari di divulgazione scientifica e copywriter, per People ha pubblicato L'ultima morte di Peppe Bortone (2020), il romanzo Fine insieme a Giuseppe Civati (2019) e Potevo intitolarlo “Voce di donna” ma non sto ancora a questi livelli con Emanuela Fanelli (2021).

venerdì 26 novembre 2021

Il gioco e la novellistica fra Tre e Quattrocento

Il gioco e la novellistica fra Tre e Quattrocento
di Matteo Sartori
pp. 160, € 25,00
Viella, 2021
ISBN: 9788833137780

Gli ultimi secoli del medioevo vedono l’affermarsi della novella, una narrazione breve che racconta vicende storiche o immaginarie offrendone una rappresentazione assai realistica e strettamente legata al contesto dell’epoca. Nelle novelle trovano posto numerosi passatempi, giochi e attività ludiche, attraverso cui si è tentato di cogliere come si modifichi la logica sottesa alla ludicità fra il Tre e il Quattrocento.
L’indagine si sviluppa per temi: partendo dal significato assunto dai concetti di ozio e di tempo, viene proposta un’interpretazione della novellistica come una sorta di gioco letterario, centrando l’attenzione sui giochi all’aperto – la giostra, il torneo, la caccia, la scherma – e sui giochi da tavolo – i dadi, le tavole, gli scacchi, la baratteria –, e infine la festa, la musica e la danza. 
L’analisi dei fenomeni ludici, considerati nella loro specificità ma anche sempre nelle loro connessioni reciproche, mette in luce i cambiamenti intercorsi nel passaggio fra i due secoli. Nel corso dell’epoca umanistica l’attenzione degli autori di novelle tende a privilegiare i giochi in grado di fornire un alto livello di spettacolarità, di rievocare i costumi della civiltà classica, nonché di marcare una netta distinzione di ceto sociale.
Matteo Sartori (Vicenza, 1988) si è laureato in Storia presso l’Università Ca’ Foscari, Venezia e presso l’Universidad Nacional de Tres de Febrero di Buenos Aires, con una tesi su giochi e novelle nei secoli XIV e XV. Nel 2014 la sua tesi di laurea ha ricevuto il riconoscimento delle Borse di studio Gaetano Cozzi da parte della Fondazione Benetton Studi Ricerche. Attualmente studia presso l’Universidad de Concepción (Cile) per il dottorato di ricerca in Storia. I suoi interessi principali sono rivolti alla storia della conoscenza nell’ambito degli studi scientifici e ambientali, con una specifica attenzione per le piante medicinali originarie del Sud America.

giovedì 25 novembre 2021

Il regno scomparso

Il regno scomparso
Quando la Borgogna sfidò l'Europa
di Bart Van Loo
pp. 648, € 30,00
Mondadori, 2021
ISBN: 9788804737834
 
Un sogno lungo mille anni. Una sfida condotta nel cuore dell’Europa. Un miraggio infine svanito. Questo è stata la Borgogna dall’Alto Medioevo alle soglie dell’Età moderna. Un’idea, prima ancora che un territorio; una folle ambizione, non solo un progetto politico. Situate a cavallo del confine tra il regno di Francia e il Sacro Romano Impero, lungo i tratti inferiori del Reno, della Mosa e della Schelda, le terre borgognone, famose fin dal XII secolo per i loro vitigni pregiati, furono infatti testimoni di uno dei più straordinari e audaci tentativi di nation building, la costruzione cioè di un’entità politica e militare indipendente e autonoma dalle grandi potenze continentali.
In un’Europa frammentata in una moltitudine di regni e di Stati regionali, nel corso di alcuni decenni i duchi borgognoni – da Filippo l’Ardito a Giovanni Senza Paura, da Filippo il Buono a Carlo il Temerario – seppero creare una patria comune per popolazioni di lingue, tradizioni e sentimenti diversi, dando vita a una nazione che al suo apice, tra la metà del XIV e la metà del XV secolo, si estendeva da Digione ad Amsterdam, dall’Alsazia al Mare del Nord. Una nazione incredibilmente prospera, grazie ai commerci internazionali e alle manifatture, con il suo reticolo di floride città votate alla libera impresa e al guadagno. Spavaldi,indocili, assetati di potere e di gloria, pronti a giocare un ruolo da protagonisti nei fragili equilibri e nelle alleanze incerte della guerra dei Cent’anni, i duchi di Borgogna rappresentarono una minaccia costante per le potenze europee, specialmente per quella francese. Ma se l’arte della diplomazia e della guerra, con le sue battaglie, i suoi assedi, i tradimenti, i trionfi e le disfatte, rimase il tratto distintivo dell’epopea borgognona, non meno importanti furono l’amore per lo sfarzo, l’ostentazione del lusso e la continua ricerca della bellezza cui i signori delle Fiandre si dedicarono con cura maniacale.
Strumenti della propaganda, certo, ma anche traccia indelebile del proprio passaggio, come testimoniano ancora oggi le straordinarie opere d’arte disseminate nelle città fiamminghe, valloni e olandesi, retaggio di un mondo che all’alba dell’Età moderna si sarebbe dissolto per sempre. Con il suo stile appassionato e lieve, sostenuto da una solida documentazione di prima mano, Bart Van Loo restituisce al lettore l’affresco vivido di un’epoca scandita da una successione di eventi che hanno plasmato la storia europea. Bart Van Loo ha studiato filologia romanza all'Università di Anversa. Saggista, autore di teatro, conferenziere, tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Parijs retour (2006), vincitore del Groene Waterman Audience Award, Frankrijk Trilogie (2011), Napoleon (2011) e Chanson (2014).
Bart Van Loo ha studiato filologia romanza all'Università di Anversa. Saggista, autore di teatro, conferenziere, tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Parijs retour (2006), vincitore del Groene Waterman Audience Award, Frankrijk Trilogie (2011), Napoleon (2011) e Chanson (2014).

mercoledì 24 novembre 2021

Torba (Va). Scavi 2013-2019

Torba (Va). Scavi 2013-2019
a cuar di Alexandra Chavarría Arnau, Gian Pietro Brogiolo
€ 60,00
All'Insegna del Giglio, 2021
ISBN: 9788899547561
 
Il volume pubblica i risultati dello scavo condotto tra gli anni 2013 e 2019 presso il sito di Torba, estremità meridionale dell’importante fortificazione tardoantica di Castel Seprio (Va), poi monastero benedettino. Durante questi anni sono stati scoperti e indagati diversi settori del sito, primo bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano, tra cui un annesso funerario a nord della chiesa di Santa Maria, un grande edificio a cavallo delle mura, l’area interna ed esterna all’imponente torre e un ambiente ubicato sotto il monastero. Consistenti risorse sono state investite per la datazione delle murature del sistema di difesa – torri e mura – dei quali si discute da tempo la contemporaneità o meno rispetto alle difese sommitali del castrum e degli edifici più antichi del monastero. Gli scavi hanno indubbiamente accresciuto le nostre conoscenze su Torba: dai processi di stratificazione, quantitativamente imponenti non solo per le consuete attività di un insediamento – costruttive, domestiche e artigianali – ma soprattutto per gli eventi naturali, conseguenza della sua posizione ai piedi di un versante geologicamente instabile. Della cinta difensiva, conservata in alzato fino ai merli come muro di spina dell’edificio monastico addossato alla torre, sono stati individuati i livelli di cantiere, le caratteristiche costruttive e l’evoluzione successiva. Per l’età longobarda nuove informazioni riguardano: gli strati di dilavamento, prodotti da intensi fenomeni naturali, intervallati da una sporadica frequentazione, che hanno progressivamente riempito di detriti il piano terra della torre; vari elementi di cintura di età longobarda rinvenuti in questi strati; una capanna addossata alle mura che ha restituito un codolo di cintura di quel periodo e, infine, una nuova proposta per la sequenza della chiesa di Santa Maria con una prima fase anteriore alla metà del VII secolo. Lo scavo ha restituito una discreta quantità di reperti, sia manufatti sia ecofatti, dai quali sono state ricavate ulteriori informazioni sull’alimentazione, sull’ambiente, sulle caratteristiche fisiche degli inumati, grazie al coinvolgimento di numerosi specialisti che hanno applicato le più innovative metodologie analitiche. Il tutto è stato possibile con il supporto economico dell’Università degli Studi di Padova e della Regione Lombardia.

martedì 23 novembre 2021

Il mistero delle dieci torri

Il mistero delle dieci torri
di Marcello Simoni
pp. 224, € 9,90
Newton Compton, 2021
ISBN: 9788822760142
 
Quali misteri ha dovuto svelare Ignazio da Toledo, conosciuto come il mercante di libri maledetti, prima di partire dalla Palermo di Federico II e fingersi morto? Quali complotti ha ordito, in sua assenza, l’astrologus imperiale Michele Scoto? Ecco alcuni dei personaggi che popolano questa raccolta di racconti. Figure di un grande arazzo in cui fanno la loro comparsa anche il fratello gemello di Cosimo de’ Medici, il corsaro Khayr al-Dīn Barbarossa, il cavaliere ospitaliero Leone Strozzi e persino Licio Ganello, un mago fiorentino che, una volta morto, diventerà oggetto degli studi anatomici di Leonardo da Vinci. Un vero e proprio viaggio per terra e per mare, attraverso i secoli, che conduce il lettore in luoghi lontani nello spazio e nel tempo, facendogli incontrare sia volti già noti e amati, sia protagonisti del tutto nuovi. Dalla nascita della città etrusca di Spina alle battaglie navali avvenute nel Mar di Levante sullo scorcio del XVI secolo, passando per la Sicilia dello Stupor mundi, le corti rinascimentali e le lagune del basso ferrarese del secondo dopoguerra: con Il mistero delle dieci torri Simoni tocca temi e luoghi cari al suo immaginario, risucchiando il lettore in un vortice d’avventura, da maestro del genere qual è.
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller tra cui la trilogia Codice Millenarius Saga e la Secretum Saga. La saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo, l’astuto mercante di libri, ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici, vendendo oltre un milione e mezzo di copie.

lunedì 22 novembre 2021

Le selve di Dante

Le selve di Dante
Piante sacre e boschi fatali nella Divina Commedia
di Alberto Casedei
pp. 120, € 14,00
Aboca Edizioni, 2021
ISBN: 9788855231169
 
Il testo si inserisce nelle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante Alighieri (1321-2021).

Il tema della selva è fondamentale nella Divina commedia, come tutti sanno sin dai primi versi. Ma se la “selva oscura” è allegorica, dato che è usata per alludere a una condizione di pericolo soprattutto morale, e dipende, probabilmente, dall’imitazione del modello di Virgilio, nel corso dell’opera Dante descriverà altre selve, con particolari ben più realistici, in negativo (la selva dei suicidi) o in positivo (il bosco dell’Eden).
In un percorso avvincente fra le varie cantiche, possono essere dunque messi a fuoco non solo i rapporti di Dante con la Natura, figlia di Dio, in particolare con alberi sacri (come quello del Bene e del Male) o inventati, ma per di più i modelli narrativi usati dal poeta per rappresentare l’Aldilà insieme al nostro mondo.
Questo breve saggio, firmato da uno dei più illustri conoscitori di Dante, illuminerà da una prospettiva inedita la grandezza della Divina commedia, un’opera che come nessun’altra contiene spunti per continuare a essere attiva nel tempo: uno dei pochi classici che viene ancora citato e reinterpretato in tutte le arti.
Alberto Casadei insegna Letteratura italiana all’Università di Pisa, è coordinatore del Gruppo Dante dell’Associazione degli Italianisti ed è Presidente del Consorzio interuniversitario ICoN. Fra i suoi libri recenti si ricordano: Dante. Storia avventurosa della Divina commedia dalla selva oscura alla realtà aumentata (Il Saggiatore, 2020), Dante oltre l’allegoria (Longo editore, 2021) e i commenti a Inferno V, Purgatorio VI e Paradiso XXXIII (Garzanti, 2021).

domenica 21 novembre 2021

Matilde di Canossa

Matilde di Canossa
Una donna protagonista del suo tempo, un mito intramontabile
di Paolo Golinelli
pp. 476, € 32,00
Salerno Editrice, 2021
ISBN: 978-88-6973-643-8
 
La straordinaria vicenda umana di una donna di grande tempra, figlia e madre sfortunata, con un’innata attitudine al comando, si inserisce da protagonista in uno dei periodi più intensi di conflitti e trasformazioni sociali della storia d’Europa. Questo libro ci racconta la storia della potente Matilde (1046-1115) e di Canossa che percorrono come pietra di paragone tutto il secondo millennio, nell’esaltazione di grandissimi poeti, come Dante e Petrarca, Ariosto e Tasso, Carducci e Pascoli, e nel disprezzo dei polemisti anticattolici, dai Centuriatori di Magdeburgo a Voltaire fino a Bismark, che rese l’andare a Canossa un’espressione proverbiale.

Ogni capitolo del libro si apre con un’illustrazione che funge da viatico alla lettura, rendendola accattivante. A cominciare dalle famosissime miniature medievali, dai ritratti dei grandi artisti rinascimentali come Lucas Kranach il vecchio, Perugino, Michelangelo, Federico Zuccari, Orazio Farinati, fino alle opposte rappresentazioni dell’incontro di Canossa, alle immagini idilliache della Matelda dantesca nei preraffaeliti di fine Ottocento, e dei luoghi matildici delle viaggatrici inglesi che spesso accompagnavano i loro racconti di viaggio con disegni colorati.
Paolo Golinelli ha insegnato Storia medievale all’Università degli Studi di Verona, si è occupato dei rapporti tra religione e società nel Medio Evo, studiati attraverso l’agiografia e il culto dei santi, il monachesimo medievale e la figura e il mito di Matilde di Canossa, sulla quale ha scritto saggi e volumi, tra i quali la biografia Matilde e i Canossa, Milano 2016, tradotta in tedesco e francese.

sabato 20 novembre 2021

Demoni, venti e draghi

Demoni, venti e draghi
Come l'uomo ha imparato a vincere catastrofi e cataclismi
di Amedeo Feniello
pp. 320, € 20,00
Laterza, 2021
ISBN: 9788858145470
 
Nel 1300 il mondo venne attraversato da una serie di eventi naturali drammatici e devastanti: pestilenze, inondazioni, piccole glaciazioni, carestie. Eppure le tre grandi civiltà del tempo, quella europea, quella islamica e quella cinese, seppero costruire dei veri e propri ‘paesaggi adattativi’ per affrontare le sfide del momento. Un libro che ci conduce alla riscoperta di una grande lezione dimenticata che ci viene dal passato.
 
Nel XIV secolo, al finire del nostro Medioevo, l’intero pianeta venne scosso da una serie di shock violentissimi: epidemie, catastrofi ambientali e cambiamenti climatici. Improvvisamente fu come se demoni, venti e draghi si scatenassero assieme per punire l’orgoglio dell’uomo. Dalla Cina fino all’Europa si diffuse la peste nera, un’epidemia che sembrava annunciare l’apocalisse, accompagnata com’era da furiose inondazioni e giganteschi sciami di cavallette. Da un capo all’altro dell’Eurasia si avvertirono le conseguenze di un improvviso mutamento delle temperature e l’inizio di quella che viene chiamata ‘piccola glaciazione’. Eppure l’uomo seppe reagire al trauma di questi eventi drammatici. Piano piano emersero dei veri e propri ‘paesaggi adattativi’, nuove forme di organizzazione sociale, politica ed economica che lanciarono il mondo verso una fase nuova. Una lezione, affascinante, che ci viene dal passato e che ha molto da insegnarci oggi.
Amedeo Feniello insegna Storia medievale al Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila. Per Laterza ha collaborato alla Storia mondiale dell’Italia (a cura di Andrea Giardina, 2017) e al libro di Paolo Ferri, Il cacciatore di comete. Diario di un’avventura nello spazio profondo (2020) ed è autore, tra l’altro, di Sotto il segno del leone. Storia dell’Italia musulmana (2011), Dalle lacrime di Sybille. Storia degli uomini che inventarono la banca (2013), Storia del Mediterraneo in 20 oggetti (con A. Vanoli, 2018), Storia del mondo. Dall’anno 1000 ai giorni nostri (con F. Canale Cama e L. Mascilli Migliorini, 2019) e I nemici degli Italiani (2020).