domenica 25 luglio 2021

La vita quotidiana ai tempi del Medioevo

La vita quotidiana ai tempi del Medioevo
di Jean Verdon
pp. 296, € 22,00
LEG Edizioni, 2021
EAN: 9788861028463
 
Tra "Nascere" e "Morire", i ventidue capitoli di questo libro scandiscono l'esistenza di uomini e donne del Medioevo, dalle invasioni barbariche al Rinascimento. Per raccontare, con il suo talento abituale, la vita quotidiana delle persone comuni, così come quella dei grandi personaggi, Jean Verdon abbraccia tutti i temi. Scopriamo così che, nel Medioevo, non ci si sposava per amore e che i futuri sposi avevano ben poca voce in capitolo. La sessualità, tuttavia, occupava un posto significativo all'interno della coppia e alcuni testi, noti ai circoli colti dell'epoca, attestano l'esistenza di un'arte erotica. Le quantità di cibo e vino ingerite al tempo impressionerebbero i ferventi sostenitori delle diete di oggi, tuttavia bisogna considerare che le condizioni di vita di allora, certamente più dure di quelle odierne, comportavano un maggiore dispendio energetico. Molti erano i mestieri del tempo: ai monaci dediti alla preghiera, ai soldati e ai contadini - che costituivano la gran parte della popolazione - si aggiunsero, con lo sviluppo delle città, gli artigiani e i commercianti. La religione esercitava una forte presa su tutti loro, modellando la società. Inoltre, nonostante i tempi bui, gli uomini sapevano anche divertirsi e approfittare dei momenti di svago, che erano più frequenti di quanto si possa immaginare. Si spostavano molto, a volte per mesi o addirittura anni. Questo libro, seguendo una rigorosa prospettiva storica, offre ai lettori un panorama ricco sulle usanze dell'epoca medievale. 

sabato 24 luglio 2021

L' evoluzione della codifica del genitivo dal tipo sintetico al tipo analitico nelle carte del «Codice diplomatico longobardo»

L' evoluzione della codifica del genitivo dal tipo sintetico al tipo analitico nelle carte del «Codice diplomatico longobardo»
di Cecilia Valentini
pp. 189, € 12,90
Firenze University Press, 2021
EAN: 9788864538266
 
Il lavoro ha come oggetto l'analisi morfosintattica di un corpus di carte documentarie latine redatte nella penisola italica centro-settentrionale tra VII e VIII secolo. Lo studio si concentra sulla concorrenza, nel sintagma nominale, tra codifica sintetica e analitica del nome dipendente, risultato del processo di grammaticalizzazione del sintagma introdotto dalla preposizione de, che in fase romanza sostituirà il genitivo. Tale mutamento viene interpretato su base semantica, facendo ricorso al dominio funzionale del possesso. Il volume analizza inoltre la morfologia nominale, che, pur caratterizzata da polimorfismo e incoerenza, manifesta fenomeni di livellamento delle opposizioni casuali e di ricostruzione di paradigmi flessivi, processi inversi che trovano motivazione nel principio dell'animatezza. 

venerdì 23 luglio 2021

Gli Aragonesi di Napoli

Gli Aragonesi di Napoli
Una grande dinastia del Sud nell’Italia delle Signorie
di Giuseppe Caridi
pp. 298, € 19,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino Editore, 2021
ISBN: 9788849864069
 
Alfonso V Re d’Aragona, detto il Magnanimo, diede origine nel 1442 nel Regno di Napoli alla nuova dinastia aragonese, che sarebbe rimasta su quel trono sino alla fine del Quattrocento. Per un lungo periodo, con lo stesso fondatore e con il suo secondo esponente Ferdinando I, comunemente chiamato Ferrante – per i suoi natali illegittimi subentrato al padre solo in quel Regno e divenuto quindi un sovrano nazionale – gli Aragonesi ricoprirono una posizione preminente nell’ambito dei Potentati italiani. Con la scomparsa di Ferrante nel 1494 si entrò in una fase di declino, caratterizzata sul fronte interno dall’avvicendamento di tre sovrani in un biennio, e a livello internazionale dall’intenzione di Francia e Spagna di conquistare il Mezzogiorno d’Italia. Dopo il breve regno del fratello maggiore Alfonso II e del nipote Ferrandino, fu Federico, secondogenito di Ferrante, impotente a resistere all’attacco francese e spagnolo, a concludere nel 1501, con l’esilio in Francia, la dinastia.

Giuseppe Caridi è professore ordinario di Storia moderna nell’Università di Messina e insegna inoltre Storia dell’Europa nella Scuola superiore per Mediatori Linguistici di Reggio Calabria. È Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Direttore della Rivista Storica Calabrese. Ultime monografie: Carlo III (2014) Carlos III, trad. sp.la (2015); Francesco di Paola (2016); Alfonso il Magnanimo (2019).

giovedì 22 luglio 2021

Paesaggi di Roma medievale

Paesaggi di Roma medievale
di Daniele Manacorda
pp. 474, € 50,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137926
 
Il volume propone il frutto di quaranta anni di ricerche, che affrontano problemi sia di carattere storico generale sia mirati ad alcuni aspetti dell’urbanistica, dell’edilizia, della topografia, dell’archeologia della produzione e del consumo di Roma medievale e moderna. Pazienti riscontri tra i dati del terreno e quelli offerti dagli archivi danno sostanza al tentativo di ricostruire anche dettagliatamente alcuni paesaggi della città, sia nel cuore del suo tessuto urbano sia nella periferia del “disabitato” interno al circuito difensivo.
La potente iniezione di archeologia di questi ultimi decenni ha rinsanguato la ricerca storica ponendola su nuovi binari, nei quali la vita economica, sociale, culturale e istituzionale di Roma ha trovato palcoscenici un tempo impensati, colti attraverso le strutture materiali ma in una costante ricerca delle persone, che quei paesaggi ebbero a costruire e animare nel corso di una evoluzione più che millenaria.
Daniele Manacorda ha insegnato archeologia nelle Università di Siena e Roma Tre. Si è occupato di archeologia e storia del paesaggio urbano di Roma, di storia economica e culturale del mondo antico, di valorizzazione del patrimonio culturale e dei rapporti tra archeologia e società. Membro della Commissione scientifica delle Scuderie del Quirinale, è consigliere di amministrazione del Parco archeologico del Colosseo e della Soprintendenza ABAP di Roma. Tra le sue opere: Crypta Balbi. Archeologia e storia di un paesaggio urbano, Milano 2001; Lezioni di archeologia, Roma-Bari 2008; L’Italia agli italiani. Istruzioni e ostruzioni per il patrimonio culturale, Bari 2014; Il mestiere dell’archeologo, Bari 2020; I libri degli altri, Bari 2021. 

mercoledì 21 luglio 2021

Fortificazioni medioevali nel territorio di Pieve Santo Stefano

Fortificazioni medioevali nel territorio di Pieve Santo Stefano
Repertorio e rilievo per la conservazione della memoria
di Simone De Fraja
pp. 100, € 10,00
Letizia Editore, 2021
ISBN: 9788895520544
 
Lo studio di Simone De Fraja analizza la presenza e l’entità delle strutture fortificate medioevali presenti nel territorio di Pieve Santo Stefano,
naturale fulcro di direttrici viarie, ai piedi di significativi rilievi orografici che sfociavano in valli segnate da percorsi secondari e sentieri di raccordo per la fitta rete della microviabilità montana.
 
Nel corso dei secoli XIII e XVI, all’interno di giochi ed equilibri di potere, Pieve Santo Stefano concretizza la propria importanza attraverso fasi fortificatorie di cui evidenti rimangono le tracce nel tessuto urbano, sorto alla confluenza tra il Tevere e l’Ancione.
Il repertorio, corredato di numerose immagini, prende in considerazione le strutture ed gli insediamenti fortificati del territorio, talvolta ancora ben leggibili ed individuabili e, in altri casi, persistenti solo a livello di rudere od ancora solo a livello di toponimo attestante, spesso documentalmente o soltanto materialmente, la presenza di una fortificazione. 
Nella prefazione, Claudio Santori precisa che “A parlare, insomma, non sono soltanto le pietre, ma anche tutte le testimonianze dell’intervento umano laddove, per esempio, si registrano cime di colli spianate artificialmente o si sottolinea l’abile sfruttamento delle caratteristiche orografiche del sito. Il tutto illuminato da precisi riferimenti agli eventi storici che hanno interessato i punti cruciali del territorio in esame: dal “cassero con torre fortissima” che controllava Pieve Santo Stefano nell’ambito delle fortificazioni concesse da Carlo IV agli Aretini, a quegli uomini di Caprese che nel 1323 giurarono “sponte” obbedienza al vescovo di Arezzo e “parteciparono alla presa della fortificazione di Rocca Cinghiata”.

Introducono infatti alla lettura la prefazione di Claudio Santori nonché un inquadramento storico, relativo ai poteri e consorterie locali, di Silvia Cipriani; quest’ultima prende in esame anche i territori a nord di Pieve Santo Stefano come quelli dell’Abbazia del Trivio i ruderi della cui fortificazione principale sono stati trattati ed esaminati dall’Autore. L’introduzione storica esamina inoltre come le principali Signorie della Valtiberina si siano radicate nel territorio dando vita alle sedi di gestione e controllo del territorio conservatesi sin’oggi, come la fortificazione di Montedoglio, Mignano, Schiantacappa, Rocca Cinghiata e molte altre ancora più conosciute. 

La Tratos Cavi di Pieve Santo Stefano è stato il principale sponsor, mentre la Società Storica Aretina e la Brigata Amici dei Monumenti hanno fornito il patrocinio scientifico all’iniziativa.

Simone De Fraja, avvocato, saggista e studioso del periodo medioevale. Il suo interesse si è concentrato in particolare sulla storia del territorio della città di Arezzo, ove vive; esperto di castellologia con speciale riferimento alle fortificazioni locali nonché del Vicino Oriente in ordine alle quali ha tenuto alcuni interventi e conferenze, si è occupato altresì del pensiero neoclassico ed esoterico del secolo XVI ed ha condotto ricerche sull’argomento. E’ membro di associazioni culturali cittadine e nazionali, per la Società Storica Aretina è membro del Comitato Scientifico di redazione, Consigliere, Vicepresidente nonché socio fondatore. E’ Consigliere Scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli, collabora con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze.

martedì 20 luglio 2021

Dante e il cibo del suo tempo

Dante e il cibo del suo tempo
di Nicoletta Tagliabracci
pp. 142, € 14,00
Ventura Edizioni, 2021
ISBN: 9791280517142
 
Nell’anno delle celebrazioni dantesche, il libro vuole essere un omaggio al Sommo Poeta e al cibo presente nell’Italia centrale del Trecento unitamente a uno sguardo su come si mangiava a corte, nelle taverne e nei monasteri e lo faremo seguendo le tracce del suo peregrinare presso i signori che lo ospitarono e immaginandoci a tavola in mezzo gli ospiti. Rivivremo le sensazioni e i profumi dei piatti di allora, descritti attraverso i ricettari dei vari Liber de Coquina ed entreremo nel mondo dei sapori medievali con una serie di ricette originali e riproponibili anche al giorno d’oggi. Il cerchio si chiude con uno sguardo ai riferimenti sul cibo nella Divina Commedia, dal girone infernale dei golosi al pane angelico nel Paradiso. Infine, un’appendice sul rapporto tra le donne e il cibo “al tempo di Dante” a cura di Valentina Basili, laureata in Storia Medievale.

Nicoletta Tagliabracci è nata a Pesaro dove vive. Laureata in Lingue Straniere ha conseguito la qualifica di Ambasciatrice dell’Enogastronomia Territoriale ideando negli anni diverse degustazioni tematiche e storiche. Appassionata divulgatrice delle eccellenze marchigiane ha ideato “Gustovagando per le Marche”, veri e propri food&wine tours. Negli anni si è aggiunta la curiosità per la cultura gastronomica e le tradizioni conviviali del passato. E’ consulente presso diversi enti che si occupano di menù storici.

lunedì 19 luglio 2021

Taddeo di Bartolo a Montepulciano: il trittico dell’Assunta

Taddeo di Bartolo a Montepulciano: il trittico dell’Assunta
Storia, tecnica, conservazione e restauro
a cura di Laura Martini
pp. 208, € 25,00
Edifir, 2021
ISBN: 9788892800397
 
Il delicato restauro del monumentale trittico dell’Assunta di Taddeo di Bartolo – oltre venti metri quadrati di superficie dorata e dipinta – ultimato nel 1401 per l’altare maggiore dell’antica pieve di Santa Maria a Montepulciano, poi trasformata in cattedrale nel Seicento, è stata l’occasione per una ricerca accurata sulla storia del dipinto. Il volume accoglie contributi che ne illustrano vari aspetti: i committenti, le ragioni di un’opera così imponente e preziosa per materiali e tecniche utilizzate, destinata a una chiesa di dimensioni consuete in un borgo medievale in espansione, la scelta del pittore Taddeo di Bartolo, protagonista dell’ultima fase del gotico senese, ancora fedele testimone della grande tradizione pittorica del primo Trecento. Segue poi la parte sul restauro, iniziato nel 2017, ancora da ultimare, con l’esame delle tecniche, dello stato di conservazione attuale, degli ultimi tre interventi documentati, nonché degli importanti risultati delle indagini conoscitive e diagnostiche, propedeutiche alla messa a punta della metodologia adottata nelle fasi del restauro, specie nella pulitura; indagini che hanno pure rilevato straordinari disegni sottostanti lo strato pittorico, poi non realizzati dall’artista.

domenica 18 luglio 2021

Catanzaro

Catanzaro
Dalle origini alla monarchia normanno-sveva. La contea dai Loritello ai Ruffo
di Domenico Montuoro
Introduzione di Vera von Falkenhausen
pp. 236, € 16,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino, 2021
ISBN: 9788849864267
 
Il volume, utilizzando una vasta ricognizione bibliografica, descrive gli eventi fondativi del chorion di 'Catanzarion' dalla dominazione bizantina al castrum normanno e termina con l'età sveva. Punto di snodo: il riconoscimento della «contea» e la traslazione del vescovato da Trischines/Trium Tabernarum a Catanzarij. I protagonisti: Goffredo di Loritello comes Catacensis e il pontefice Callisto II. Sono, altresì, ricostruiti sulla base delle risultanze documentali lo sviluppo urbanistico, economico, sociale e religioso di una comunità in trasformazione e le complesse vicende prosopografiche della famiglia Loritello fino all'ultima erede, la contessa Clemenza. Nei tempi di Federico II emergono le nuove figure dei conti Riccardo Fallucca e Anselmo de Justingen e si profila quella del capostipite della famiglia Ruffo: Pietro de Calabria
Domenico Montuoro (Catanzaro, 1957) – Studioso di storia, ha pubblicato monografie e saggi sullo «stato» feudale di Tiriolo e sull’area istmica, curato la Chronica Trium Tabernarum et de Civitate Catanzarij-Cronaca delle Tre Taverne e della Città di Catanzaro. Cura i Quaderni di Teura, collana edita dall’Associazione Culturale “Teura”. È socio della Società Napoletana di Storia Patria.

sabato 17 luglio 2021

Corpus/Corpora

Corpus/Corpora
Tra materialità e astrazione
A cura di Martina Albertini, Dayron Carrillo-Morell, Sara Ferrilli, Alberto Giudici, Seraina Montigel, Stefano Negrinelli, Claudia Tassone
pp. 272, € 17,00
Aracne Editrice, 2021
ISBN: 978-88-255-4095-6
 
Il volume esplora, attraverso una varietà di approcci metodologici, il tema del corpo all’interno delle lingue e delle letterature romanze, declinandolo in molteplici forme in senso materiale e astratto. I 15 saggi sono suddivisi in quattro sezioni che indagano il corpo nella letteratura e nelle arti come entità politica che delimita determinati contesti di appartenenza sociale e le relazioni con l’Altro, come corpo fisico che definisce il soggetto e la sua azione in letteratura, come corpus e corpora, elementi che circoscrivono l’oggetto di analisi della filologia e della linguistica. Ne emerge un quadro variegato, in cui un tema classico degli studi umanistici diviene un valido specimen per descrivere la ricchezza della produzione culturale romanza dal Medioevo all’età contemporanea.
Martina Albertini è assistente di Letteratura italiana presso l’Università di Zurigo. Il suo principale campo di indagine è costituito dalla scrittura storiografica trecentesca, e in particolare dall’opera di Matteo Villani.
Dayron Carrillo-Morell es doctorando en cultura latinoamericana por el Instituto de Romanística en la Universidad de Zúrich. Sus áreas de investigación abarcan desde la lírica barroca en España hasta la visualidad urbana y los procesos de formación cultural durante la modernidad arquitectónica en Hispanoamérica y Brasil.
Sara Ferrilli è Assistente di Letteratura Italiana presso l’Università di Zurigo. Si occupa di lirica ed enciclopedismo del Due e Trecento, delle interazioni tra astrologia e poesia e della prima ricezione dell’opera di Dante.
Alberto Giudici è assistente alla cattedra di Linguistica italiana dell’Università di Zurigo. La dialettologia istriana, ambito nel quale sta lavorando alla sua tesi dottorale, costituisce il suo campo di ricerca principale.
Seraina Montigel est assistante de Linguistique française à l’Université de Zurich. Dans le cadre de sa thèse en lexicologie galloromane, elle analyse la cohérence lexicale entre le gascon et l’occitan médiéval en se basant exclusivement sur les matériaux fournis par la lexicographie galloromane existante.
Stefano Negrinelli è assistente di linguistica storica italiana all’Università di Zurigo. Si occupa prevalentemente di fonetica storica o sperimentale, con particolare interesse per le varietà lombarde del Canton Ticino e romance.
Claudia Tassone est assistante de Littérature Française du Moyen Âge à l’Université de Zurich. Dans le cadre de sa thèse, elle s’occupe du double discours pour les femmes médiévales du point de vue des Arts d’aimer et des livres de conduite.

venerdì 16 luglio 2021

Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII)

Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII)
di Angelo Panarese
pp. 160, € 15,00
Capone Editore, 2021
ISBN: 9788883492600
 
Dalla fine del secolo XIX in poi la distinzione dell’Italia in due regioni storiche nettamente distinte tra loro è diventata largamente diffusa anche se, ad essa, non ha corrisposto uno svolgimento storico del tema incisivo e persuasivo. Certo è, comunque, che, intorno al Mille, significativa è la divaricazione dei destini storici tra il Nord e il Sud dell’Italia. Colpisce la struttura politica unitaria assunta dal Mezzogiorno rispetto al quadro del tutto opposto dell’Italia del Nord che, se non ebbe mai una forte struttura politica unitaria creò, invece, una consistente unità giuridica e istituzionale. Entro questo quadro, infatti, si andarono formando, dopo il Mille, una serie di entità politiche che presero il nome di Comuni.

Angelo Panarese, laureato in Lettere e Scienze Politiche, dottore di ricerca, collabora con l’Istituto di Filosofia politica dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro ed è docente di scuola media superiore.