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giovedì 8 maggio 2025

Francesco d’Amaretto Mannelli copista, filologo e lettore del Decameron

Francesco d’Amaretto Mannelli copista, filologo e lettore del Decameron
di Enrico Moretti
pp. X-363; € 39,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Olschki, 2024
ISBN: 9788822269355


Francesco d’Amaretto Mannelli è forse il copista che maggiormente ha influenzato la ricostruzione testuale e la ricezione di alcune opere di Boccaccio. Nel panorama dei copisti del Decameron, infatti, Mannelli si caratterizza non solo per l’elevato e costante grado di attenzione in fase di copia e per una notevole competenza sul versante linguistico-interpretativo, ma anche per un inedito scrupolo nel segnalare molti dei suoi interventi così da tenerli distinti dall’originaria lezione autoriale. Il presente volume esamina il rapporto tra la sua copia del Decameron e la tradizione manoscritta, a partire dal codice trascritto direttamente da Boccaccio, e offre l’edizione critica e commentata di tutte le postille lasciate da Mannelli in margine al testo.
Enrico Moretti ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Italianistica nel 2022 presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Roma Tre, dove è attualmente assegnista di ricerca sul progetto PRIN 2022 The Digital Encyclopedia of Boccaccioʼs Decameron. Si è occupato della tradizione manoscritta e a stampa dell’Ameto e del Decameron di Boccaccio, dei corrispondenti di Petrarca e dei rapporti tra Botero e Marino, argomenti su cui ha pubblicato contributi in volume e in rivista.

giovedì 13 marzo 2025

Boccaccio narratore

Boccaccio narratore
Una lettura del Decameron
di Gennaro Alfano
pp. 184; € 20,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 9788829029129

Ci sono passaggi del Decameron in cui Boccaccio sembra farci entrare nella sua bottega di scrittore. Partendo da questa suggestione, Giancarlo Alfano ci offre una visione unica dei principali strumenti utilizzati per realizzare uno dei massimi capolavori mondiali dell’arte narrativa: dalla costruzione dell’identità autoriale al sapiente uso della cornice, dal vario sfruttamento dei materiali diegetici al modo di progettare i personaggi e organizzare lo sviluppo delle novelle. Il volume ne analizza in maniera puntuale alcune delle più famose, sia affrontandole in chiave monografica (come nel caso della novella di Andreuccio e di quella di Griselda), sia individuando dei gruppi coerenti che consentono di esemplificare alcune tendenze complessive dello stile boccacciano. Scopriamo così come ogni racconto del Certaldese risponda a precise strutture cognitive e impieghi soluzioni originali.
Gennaro Alfano Insegna Letteratura italiana all’Università di Napoli Federico II e alla Scuola Superiore Meridionale.

venerdì 2 agosto 2024

Umana cosa

Umana cosa
Approssimazioni di genere al «Decameron»
di Monica Cristina Storini
€ 25,00
Giulio Perrone Editore, 2024
EAN: 9788860047229

Nel panorama critico italiano si registra una certa resistenza a guardare alla scrittura di Boccaccio attraverso la lente, accreditata ormai da più di trent’anni, degli Studi di Genere – che si ritengono adatti a decostruire la scrittura contemporanea (o, meglio, circostante) piuttosto che quella antica –, a differenza di quanto è avvenuto e avviene in area anglosassone e, più specificatamente, statunitense, dove la descrizione del ruolo rappresentato dalla sessualità, dal femminile e dal maschile e così via, nell’opera del Certaldese, è tema particolarmente ricorrente. Il volume che si propone vuole, al contrario, dimostrare come tale prospettiva possa essere particolarmente proficua per interpretare e comprendere pienamente il valore di quella parte del Decameron che la critica ha liquidato come la più ossequiosa della tradizione e, dunque, come quella – tranne l’eccezione di poche novelle – meno felice e riuscita della silloge boccacciana, coincidente con le narrazioni dominate dall’azione contrastante del Caso e della Fortuna. Inquadrando la poetica boccacciana all’interno di una visione in cui compassione per le peripezie umane, importanza dell’intelligenza e potere della parola sono strettamente legati, lo studio mette in luce come l’avventura sia nel Decameron un vero e proprio tema queer. L’incontro/scontro con essa pone, infatti, il soggetto in una situazione di fluidità, di rinuncia – temporanea, più o meno lunga – al proprio status – di genere, di classe sociale, di condizione sentimentale –, lungo una durata temporale – di natura “patologica” – che comporta la messa in discussione e la ridefinizione dell’individualità che vi prende parte, anche suo malgrado, costringendola a ridefinire ruoli e stereotipi, obbligandola alla “fluidità”, sebbene approdi – ma, per quello che possiamo sapere, forse solo momentaneamente – a uno status normato e normalizzato, all’interno di una società, la quale, si badi bene, non coincide più – o non coincide del tutto –, dopo il flagello della peste, con quella che l’ha preceduta. Oltre alla mobilità identitaria, l’avventura possiede poi un ulteriore elemento queer, vale a dire presuppone e richiede una dimensione collettiva di risoluzione e riconoscimento identitario. A ciò obbedisce la compassione, soprattutto delle donne, vera e propria empatia che può scattare soltanto se e quando l’avventura dismette il proprio aspetto queer e diviene narrazione, stabile, certa, normata.
Monica Cristina Storini è professora associata di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Lettere e Culture moderne della Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza Università di Roma. Formatasi sullo studio della prosa delle Origini e della letteratura del Cinquecento, ha dedicato una particolare attenzione agli aspetti teorici e metodologici connessi con la scrittura delle donne, i generi letterari, le questioni didattico-formative. Lavora su Bontempelli, Calvino, la scrittura delle mistiche e delle poetesse del XVI secolo, Anna Banti, Fausta Cialente, Alba de Céspedes e sulle nuove forme di scrittura (noir, fantasy, new italian epic) a firma femminile (Goliarda Sapienza, Elena Stancanelli, Melania Mazzucco, Alda Teorodani, Silvana La Spina, Grazia Verasani, Simona Vinci, ecc.). Si è occupata e si occupa inoltre della prosa anonima del Duecento e del Trecento, del Decameron e della poetica di Giovanni Boccaccio, della pratica del volgarizzamento e del suo legame con la moderna traduzione, di teoria della letteratura. Tra le sue monografie: Lo spazio dell’avventura. Peripezia e racconto nel medioevo, La Nuova Italia, Firenze 1997; L’esperienza problematica. Generi e scrittura nella narrativa italiana del Novecento, Carocci, Roma, 2005; Il secchio di Duchamp. Usi e riusi della scrittura femminile in Italia dalla fine dell’Ottocento al Terzo Millennio, Pisa, Pacini, 2016; Scritture femminili. Teorie, narrazioni, ipotesi per il Terzo Millennio, Roma, CatBook, 2021.
 

lunedì 29 luglio 2024

«Dentro a’ dilicati petti». Il volto femminile del Decameron

«Dentro a’ dilicati petti». Il volto femminile del Decameron
di Giulia Tellini
pp. 208; € 20,00
Marsilio, 2024
ISBN: 9788829720514 

Savie, coraggiose, determinate, volitive, indipendenti, intraprendenti, forti, ribelli ma anche avide, vanitose, misogine, sottomesse. Boccaccio apre il sipario su una multiforme tipologia di caratteri e di comportamenti femminili e mostra alle donne, ossia alle proprie lettrici d’elezione, come sono, come possono essere (e come potrebbero essere se godessero di più libertà e di più potere...), come devono non essere. Al termine delle dieci giornate, a peste non ancora conclusa, l’autore affida alla sua brigata di giovani novellatrici e novellatori (formata per il 70% da donne) la rifondazione del mondo post-epidemico, da rimettere in ordine e da reinventare sulla base dei pre-umanistici valori dell’amore, dei piaceri terreni, della voglia di vivere, dell’arguzia, del sorriso e del riso, di una auspicata pari dignità fra i generi. Il presente saggio prende in esame – oltre al Proemio dell’opera – cinque figure femminili: Bartolomea, Giletta, Ghismonda, Filippa, Griselda. Le analizza una a una per poi raffrontarle tra loro e con altre, in un continuo gioco di connessioni e di rimandi interni, così da ricomporre gli svariati e variopinti tasselli di un cangiante universo al femminile. Ne risulta una lettura inedita del capolavoro boccacciano, con lo sguardo attento a ciò che il Decameron può dirci oggi, soprattutto a chi lo accosti senza pregiudizi.
Giulia Tellini è ricercatrice presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. Fra i suoi libri: Storie di Medea (2012), Tasso tragico e altri studi di letteratura teatrale (2016) e L’officina sperimentale di Goldoni (2020).