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mercoledì 20 dicembre 2023

Dinamiche dell’incastellamento in Adriatico. Secoli X-XIII

Dinamiche dell’incastellamento in Adriatico. Secoli X-XIII
a cura di Daniele Sacco
pp. 428: € 70,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892852570

Il dibattito sull’incastellamento ha compiuto 50 anni. I castelli, osservati dall’alto, paiono un corpo unico che nacque per modificare l’habitat: una grande rivoluzione attuata tra X e XIII secolo, ma non fu così. Ogni castello è frutto di dinamiche proprie e può non trovarsi in relazione con il suo vicino più prossimo. L’incastellamento non fece muovere tutte le forze in campo all’unisono e fu caratterizzato da un mosaico di motivazioni che impattarono, spesso, su scala micro-territoriale, senza poter essere incasellate rigidamente. Una base comune è evidente: aumentare la protezione. Le differenze stanno nell’oggetto che andava protetto. Un castello a difesa di un valico ha una ragione d’essere ben diversa da un castello realizzato a difesa di un sito di stoccaggio di prodotti fondiari (con relativo abitato). Quelle “ragioni di essere” si traducono nella materialità dei rinvenimenti archeologici, che in Europa caratterizzano un mosaico di situazioni che non possono essere incasellate rigidamente, come spesso è stato fatto. Questo volume propone esempi e linee di tendenza sulla nascita dei castelli in Adriatico, dall’Istria alla Puglia, frutto di ricerche archeologiche e topografiche che concorrono ad approfondire il dibattito internazionale sull’incastellamento attraverso nuovi dati sviluppati in un’ottica più traversale e meno dicotomica di quanto si sia postulato in passato.
Daniele Sacco è professore associato di Archeologia Cristiana e Medievale all'Università di Urbino.

giovedì 6 aprile 2023

Storia delle letterature slave

Storia delle letterature slave
Libri, scrittori e idee dall’Adriatico alla Siberia (secoli IX-XXI)
di Marcello Garzaniti
pp. 552, € 49,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2023
ISBN: 9788829018390

Il volume offre un percorso dedicato alle letterature slave, dalla tradizione orale e medievale all’età contemporanea, uscendo da una prospettiva che le vede in genere ai margini del canone occidentale e giovandosi delle recenti acquisizioni della slavistica. Superando la questione del valore estetico della produzione medievale, particolare attenzione è rivolta agli iniziali orientamenti verso il mondo latino germanico e bizantino e alle molteplici funzioni dei libri e dei testi che hanno contribuito a formare la memoria culturale dei popoli slavi. L’esposizione prosegue con la diffusione dell’umanesimo e del rinascimento e gli sviluppi d’epoca barocca e illuministica, fornendo alcune piste di ricerca per i secoli successivi fino ai nostri giorni. Il testo, ricco di approfondimenti curati da diversi specialisti, propone una sintesi in chiave comparativa di questa importante eredità letteraria, solidamente europea ma di respiro universale, mettendo in luce le relazioni con la nostra letteratura. Lo studio è completato da una cronologia che enumera opere e autori delle letterature slave a confronto con le altre produzioni scrittorie e letterarie, soprattutto europee, fino agli esordi del romanticismo.
Marcello Garzaniti è professore di Slavistica all’Università di Firenze e presidente dell’Associazione italiana degli slavisti. Ha svolto ricerche in Russia, Germania, Stati Uniti, Ucraina e Bulgaria. Autore di monografie e saggi, si occupa della storia culturale del mondo slavo, in particolare della letteratura slava ortodossa.

lunedì 6 giugno 2022

Il vetro nell’alto Adriatico fra V e XV secolo

Il vetro nell’alto Adriatico fra V e XV secolo
di Margherita Ferri
pp. 112, € 36,00
All'Insegna del Giglio, 2022
ISBN: 9788878149786
 
Gli studi sul vetro medievale, nel nostro Paese, hanno goduto, nel tempo, di alterne fortune; ad un ‘basso continuo’ (i resoconti di scavo, dove contesti di vetro vengono pubblicati assieme a tutti gli altri oggetti e le presentazioni di specifiche associazioni o tipologie, in occasione di Congressi, anche dedicati, come quelli dell’AIHV), hanno fatto da contrappunto pochi ‘assolo’, cioè a dire pochi studi di sintesi: tentativi di analizzare i problemi legati alla produzione vetraria e alla circolazione dei manufatti in vetro in un quadro storico sociale, ma anche geografico, che superasse la pur lodevole descrizione ragionata di un singolo caso, di uno specifico ritrovamento. Il volume di Margherita Ferri si pone, indiscutibilmente, in questa seconda categoria. Innanzitutto perché, pur facendo perno (come contesti principali di riferimento) su Venezia, non parla solo di essa (ed opportunamente il riferimento alla Serenissima ha lasciato il posto, anche nel titolo, ad un più pertinente accostamento geografico, cioè l’alto Adriatico). Poi, perché, a ben vedere, questo libro non parla neppure soltanto di alto Adriatico, dal momento che tale spazio è inteso come una sineddoche, rappresentandoci molto bene, nei casi noti e studiati, quel particolare in grado di descrivere e comprendere il generale. Così Venezia (parente ingombrante in una qualsiasi storia del vetro in Italia), ritorna nel giusto alveo che le compete: solo riposizionando correttamente le lancette dell’orologio (la concentrazione della produzione a Murano nel XIII secolo, la nascita di un sistema produttivo dai caratteri pre-industriali, la fama che ne consegue), la storia del vetro nell’alto Adriatico è in grado di muoversi in uno spazio più articolato e fluido, ma storicamente più corretto e scientificamente più promettente (Sauro Gelichi)
Margherita Ferri è ricercatrice di Archeologia Cristiana e Medievale all'Università Ca' Foscari di Venezia.

venerdì 28 maggio 2021

Monete e banche medievali tra le Alpi e l’Adriatico

Monete e banche medievali tra le Alpi e l’Adriatico
di Helmut Rizzolli
pp. 400, € 18,00
Athesia, 2021
EAN: 978-88-6839-548-3
 
Questo libro vuole offrire un approccio facilmente comprensibile alla storia monetaria e bancaria tra Alpi e Adriatico nel periodo che va dall᾽anno 920 al 1519. La straordinaria importanza delle zone alpine per l᾽area economica nord italiana si evince dal tesoretto occultato nel 1329 a Padova e contenente 4000 monete praticamente tutte di tipo tirolese (acquistato dalla Cassa di Risparmio di Bolzano). I vari sovrani, ecclesiastici o temporali, coniavano nelle zecche di Verona, Trento, Merano, Padova, Treviso, Dobbiaco/Lienz (a partire dal 1460) e Hall (dopo il 1477), cioè in area monetaria veronese = veronenses, ad Aquileia e Lienz (fino al 1460), cioè in area aquileiana = aquilegenses) oppure a Innsbruck e Bressanone, cioè in area augustana = augustenses. Soprattutto questo manuale vuole essere un supporto alla classificazione, dedicato a collezionisti, archeologi, storici e a tutti gli interessati.

Helmut Rizzolli, nato a Bolzano nel 1940, si laurea in Economia e Commercio a Firenze nel 1963 per poi prendere in gestione la ditta paterna assieme alla moglie Eva e insegnare economia aziendale presso l᾽Istituto tecnico commerciale di lingua tedesca di Bolzano. Nel 1979 si iscrive alla Facoltà di Storia dell᾽Università di Innsbruck dove conclude gli studi con una tesi di laurea sulla storia monetaria dell᾽area storica tirolese prima del 1363 (Münzgeschichte des alttirolischen Raumes, vol. I, pubblicato nel 1991). Nell᾽anno 2000 raggiunge l᾽abilitazione all᾽insegnamento universitario con il prof.  Konrad Spindler in Archeologia medievale e moderna, con particolare attenzione per la storia monetaria. La tesi di abilitazione è stata pubblicata nel 2006 come secondo volume della sua “Münzgeschichte”.
Nel 2009 Helmut Rizzolli è stato insignito della Croce d᾽oro della Repubblica Austriaca per meriti in campo scientifico. In riconoscimento della sua pluriennale attività di docente universitario ha ricevuto il titolo di professore onorario.
Come presidente dell᾽associazione culturale Heimatschutzverein di Bolzano/Sudtirolo e come consigliere e assessore comunale si è impegnato sin dal 1995 per il restauro e la valorizzazione di Castel Roncolo nonché del rudere di Rafenstein (completato nel 2012), entrambi nei pressi della città.
Come presidente della Fondazione Castelli di Bolzano ha curato numerose mostre e ha ideato una collana di pubblicazioni su temi storico-culturali. Ha prodotto opere fondamentali e molti contributi scientifici nell᾽ambito della storia economica e dei costumi popolari tirolesi.