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sabato 29 aprile 2023

L’occhio del mercante

L’occhio del mercante
Commercio e cultura nel Medioevo italiano
di Gabriella Airaldi
pp. 148, € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2023
ISBN: 9788893597432

Nel basso Medioevo, il periodo che convenzionalmente va dall’anno Mille alla scoperta dell’America, Genova, Venezia, in parte Pisa e, dal Duecento, Firenze controllano l’economia internazionale. Per le élite di queste città, educate fin dall’adolescenza a una formazione mista tra apprendistato di mare e di mercato, gran parte del sapere si basa sull’esperienza diretta. Tuttavia, scrivere, leggere e far di conto sono strumenti necessari per governare ciò che ruota intorno alla mobilità del denaro e ai rischi degli investimenti. E così, molti uomini d’affari – come dimostra questa indagine storica di lungo periodo che si sofferma su un aspetto spesso trascurato – utilizzano la scrittura anche per qualcosa di lontano dalla loro vita abituale e dalle loro competenze tecniche. Non si occupano, infatti, solo di merci e partite doppie, ma fissano momenti della vita, raccontano viaggi, esperienze, storie di paesi lontani. Oppure redigono trattati sui numeri o sull’astrologia, narrano la cronaca del loro tempo e della loro città, cantano l’amore e la guerra, scrivono novelle e discutono di teologia.
Gabriella Airaldi specialista di Storia mediterranea e delle relazioni internazionali dal Medioevo all’età moderna, ha insegnato all’Università di Genova e in moltissime Università estere. Ha diretto il Centro di ricerca in Studi Colombiani e compiuto missioni all’estero per conto del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ha inoltre diretto una missione archeologica in Cina su incarico del Ministero degli Esteri e dell’Università di Genova. È autrice di oltre quattrocento pubblicazioni scientifiche.

domenica 5 febbraio 2023

Le vie del sapere

Le vie del sapere
di Franco Cardini
pp. 296, € 16,00
Il Mulino, 2023
ISBN: 978-88-15-38292-4
 
Un itinerario nella cultura medievale, attraverso luoghi oggi tanto distanti quanto allora vicini al punto da rendere comune il dialogo tra un arabo di Córdoba e un monaco di Bamberga. L'Europa nel Medioevo era un mondo aperto, varcato e attraversato da migliaia di uomini in movimento, assieme alle loro idee. Prelati e monaci percorrevano distanze anche molto lunghe da un monastero o un'abbazia all'altra per visitare comunità o impiantarne di nuove. Penitenti e pellegrini intraprendevano lunghi viaggi allo scopo di visitare i sepolcri dei martiri o le vestigia di Cristo, per non parlare di quelle forme particolari di pellegrinaggio che furono le crociate o le ben note migrazioni di popoli. Senza scordare i mercanti, che via mare e via terra, oltre alle loro merci, trasportavano idee, immagini, racconti, forme artistiche, invenzioni a loro volta acquisite ed ereditate - in Siria come in Egitto, in Africa come in Spagna e in Sicilia - dal millenario patrimonio della tradizione orientale ed ellenistico-romana.
Franco Cardini è professore emerito di Storia medievale, con il Mulino ha tra l’altro pubblicato «Gerusalemme» (2012), «Istanbul» (2014), «Andare per le Gerusalemme d’Italia» (2015), «Samarcanda» (2016) «Castel del Monte» (20162), «La via della seta» (con A. Vanoli, 2017), «Andalusia» (2018), «Il grande racconto delle crociate» (con A. Musarra, 2019), «Praga» (2020), «Hitler in Italia» (con R. Mancini, 2020) e « Le dimore di Dio» (2021).

martedì 2 agosto 2022

Algoritmi, monaci e mercanti

Algoritmi, monaci e mercanti
Il calcolo nella vita quotidiana del Medioevo
di Giorgio Ausiello
pp. 242, € 18,00
Codice Edizioni, 2022
ISBN: 9791254500330
 
Di algoritmi si parla molto oggi con riferimento ai computer, a Google, alla profilazione degli utenti dei social e all'avvento dell'intelligenza artificiale. Ma la loro storia è molto più antica: la necessità di risolvere problemi matematici con opportune regole computazionali ha sempre accompagnato la vita dell'uomo, a partire da esigenze molto concrete come distribuire i prodotti agricoli, dividere un'eredità, misurare un terreno e permettere ai mercanti di svolgere con profitto la loro attività. Il Medioevo, in particolare, fu un periodo di grande evoluzione della cultura, grazie alla riscoperta delle fonti culturali e scientifiche, greche e ai matematici arabi, che nel IX secolo diffusero nel Mediterraneo il sistema di numerazione indiano, cambiando radicalmente il modo di fare i calcoli. Le figure di Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi (da cui deriva il termine algoritmo), dei monaci spagnoli che tradussero in latino le opere dei matematici arabi, del pisano Fibonacci, mercante e matematico, dei tanti «maestri d'abaco» che insegnarono il calcolo ai figli dei mercanti, nonché dei matematici umanisti come Piero della Francesca e Luca Pacioli, spiccano in questo libro corale il cui protagonista è una società che nel Medioevo stava gettando le basi della nostra contemporaneità.

giovedì 28 luglio 2022

Arrigo. Un mercante nella Roma nel Trecento

Arrigo. Un mercante nella Roma nel Trecento
di Massimo Arcangeli
pp. 240, € 20,00
Bollati Boringhieri, 2022
ISBN: 9788833936994
 
Arrigo è una particolarissima guida al Medioevo romano, fatta di libri e di parole, di quartieri e di mestieri e di qualsiasi altra cosa potesse comporre l'universo di un cittadino romano di quel tempo. È la storia sociale e linguistica di un'epoca in cui il punto di vista del narratore si alterna allo sguardo, ai pensieri, alle parole di un personaggio fittizio che ci appare tuttavia insolitamente reale, quasi un amico di cui veniamo via via a conoscere vita pubblica e vita privata, sogni e ambizioni, affetti e comportamenti. Ma Arrigo è anche una vicenda in cui si intrecciano omicidi misteriosi ed efferati, legati tra loro da enigmi e indovinelli che il lettore è spinto a sciogliere diventando in qualche modo lui stesso, indotto com'è a calarsi nella mentalità del luogo e del periodo, un abitante della Roma medievale. Massimo Arcangeli ha scritto un libro del tutto particolare, che ci immerge in un contesto temporalmente alieno avvicinandocelo «dall'interno», grazie a una storia ricca di suggestioni ma al contempo solidamente documentata per mezzo di un doppio sistema di note. Al lettore il compito di decidere il tipo di percorso da intraprendere: se leggere il «romanzo» del mercante di libri Arrigo degli Ardinghi, di sua moglie Angela (raffinata lettrice, che sorprendiamo anche a riflettere sulla condizione femminile) e dei figli Massimello e Tuttabona, con le loro inclinazioni e aspirazioni, e fermarsi lì; oppure se approfondire i vari argomenti e le varie vicende attingendo al poderoso apparato di commento e di approfondimento bibliografico per ulteriori stimoli e percorsi (sollecitati dall'indice finale, dei luoghi di Roma e del Lazio). Arrigo, insomma, è un libro unico. L'esempio di un modo del tutto originale di fare storia, di una forma di «divulgazione» profonda e multidisciplinare, colta e insieme accessibile, che ci fa comprendere in presa diretta un momento importante del nostro passato.
Massimo Arcangeli insegna Linguistica italiana presso l’Università di Cagliari. Già responsabile scientifico mondiale del Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri (PLIDA), dirige nmumerosi festival culturali, collabora con la radio e la televisione pubblica, con l’Istituto della Enciclopedia Italiana (Treccani) e con alcuni dei più importanti quotidiani nazionali. Fra i suoi ultimi libri, La lingua scǝma. Contro lo schwa (e altri animali) (2022), Senza parole. Piccolo dizionario per salvare la nostra lingua (2020); L’avventurosa storia della stretta di mano. Dalla Mesopotamia al Covid-19 (2020), Sciacquati la bocca. Parole, gesti e segni dalla pancia degli italiani (2018) e La solitudine del punto esclamativo (2017). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato, insieme a Edoardo Boncinelli, Le magnifiche 100. Dizionario delle parole immateriali (2017).

lunedì 21 dicembre 2020

L'ombra delle rose

L'ombra delle rose
di Spartaco Mencaroni
pp. 438, € 18,00
Intermedia Edizioni, 2020
ISBN: 9788867862702
 
Anno 1346. Nelle terre intorno al mar Nero si fronteggiano i domini del Khan e del morente impero Bizantino. I mercanti di Genova e Venezia percorrono le piste senza fine che portano a oriente partendo da un pugno di colonie arroccate sulle coste.

Nonostante i venti di guerra Marco, un genovese cresciuto lontano da casa, decide di partire ancora una volta in cerca di fortuna: con l’amico Duccio incrocerà la strada del giovane Burqan, guerriero nomade dal cuore di falco, accusato di un oscuro delitto e in fuga dai suoi stessi compagni.
Il loro viaggio attraverserà gli sterminati paesaggi dell’Asia, dove l’epidemia più spaventosa degli ultimi mille anni serpeggia seguendo le antiche vie della seta, per giungere alle sponde del Mar Nero e infine a Bisanzio. Lungo la strada incontreranno la nobile e fiera Teodosia, dal cuore libero e dalla fede profonda, il cupo e misterioso Erdon e il suo spensierato apprendista Vania. Per ciascuno di loro il destino ha in serbo molto più di quanto immagina e finirà per intrecciare a fondo le loro storie.  
Sullo sfondo una civiltà al bivio, fra intrighi e battaglie, processioni di flagellanti e antiche città che attendono il giudizio finale, si interroga su come ricominciare a vivere.

giovedì 5 novembre 2020

Autunno

Autunno
Il tempo del ritorno
di Alessandro Vanoli
pp. 276, € 16,00
Il Mulino, 2020
ISBN:  978-88-15-29059-5
 
Questa volta la storia comincia in un bosco, dove la luce dorata e bassa gioca tra i cespugli colorati, e l’aria ormai fresca porta con sé quell’odore inconfondibile di funghi e di terra. In queste pagine incontreremo gli autunni antichi dei pastori e degli dei; quelli medievali di mercanti e contadini, di cavalieri, monaci e pastori; quelli moderni di uomini e donne, ognuno con il suo carico di ricordi, desideri, avventure, conoscenza. Perché l’autunno è un po’ come il tornare a casa quando il viaggio si è compiuto, l’entusiasmo euforico della primavera è ormai lontano, e la serena pienezza dell’estate già alle spalle. Davanti a noi adesso solo lunghi giorni di pioggia e nebbia, animati dai riti della vendemmia, dal vino, e dai frutti tardivi che colorano le mense. Sere di feste e di paure, perché in autunno i morti e i «mostri» sono sempre lì per ritornare. Ma l’autunno più bello è quello intimo e segreto dei ricordi della nostra infanzia, trascorso in qualche bosco ormai lontano, incendiato di foglie rosse e gialle.
Alessandro Vanoli è esperto di storia mediterranea. Tra i suoi libri per il Mulino: «Andare per l’Italia araba» (2014), «Quando guidavano le stelle» (2015), «La Sicilia musulmana» (2016), «L’ignoto davanti a noi (2017)», «La via della seta» (con F. Cardini, 2017) e in questa stessa serie «Inverno» (2018) e «Primavera» (2020).

mercoledì 12 agosto 2020

Monete mercanti e matematica

Monete mercanti e matematica
Le monete medievali nei trattati di aritmetica e nei libri di mercatura
di Lucia Travaini
pp. 438,  28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Jouvence, 2020
ISBN: 9788878016583

Contare le monete medievali e riconoscerne i tipi, le zecche e le leghe, richiedeva molta competenza. I trattati di aritmetica, dal Duecento, insegnarono ai mercanti a contare con i numeri indo-arabi e a risolvere problemi di cambi e di leghe e, insieme con i libri di mercatura compilati da mercanti stessi, contengono una messe di dati preziosi sulle monete, in parte ancora non utilizzati in tutte le loro potenzialità. In questo libro l’autrice presenta la stupefacente varietà delle monete medievali europee tra il XIII e il XV secolo, con la trascrizione e il commento delle liste di monete contenute in quei libri, descritte con le parole dei mercanti. La trascrizione delle liste già presentate nell’edizione del 2003 viene qui arricchita da nuovi testi inediti e da un aggiornamento significativo sulla ricerca dedicata negli ultimi due decenni al rapporto tra storia della matematica e mondo mercantile: ricerca che è stata in parte sollecitata proprio dalla prima edizione di Monete mercanti e matematica.
Lucia Travaini insegna Numismatica medievale e moderna all’Università Statale di Milano, Dipartimento di Studi Storici. Dal 1992 al 1998 ha lavorato all’Università di Cambridge scrivendo con Philip Grierson il volume 14 della collana Medieval European Coinage (Cambridge 1998). Tra i suoi libri: La monetazione nell’Italia normanna (Roma 1995 seconda edizione ampliata, London-Zürich 2016); I Trenta denari di Giuda. Storia di reliquie impreviste nell’Europa medievale e moderna (Roma 2020). Ha curato Le zecche italiane fino all’Unità (Roma 2011: Prix Duchalais 2014 de l’Académie des Inscriptions et Belles Lettres, Paris). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali nel 1999 il “jeton de vermeil” della Société Française de Numismatique (Paris), nel 2012 la medaglia annuale della Royal Numismatic Society (London) e nel 2016 la medaglia della Société Royale de Numismatique de Belgique (Bruxelles).

lunedì 22 giugno 2020

Un mare di mercanti

Un mare di mercanti
Il Mediterraneo tra Sardegna e Corona d’Aragona nel tardo Medioevo
di Giuseppe Seche
pp. 308
Viella, 2020
ISBN: 9788833134505

Mercanti e navigatori cagliaritani, Antoni, Arnau, Julià e Nicolau Dessì portarono avanti i propri affari nelle principali città del Mediterraneo catalano-aragonese, collaborando con colleghi iberici e italiani. Partendo dalle loro vicende, il libro analizza la costruzione delle reti sociali, i problemi della navigazione, la gestione delle transazioni e traccia i profili di piccoli e medi uomini d’affari, la cui attività permise la connessione tra i mercati regionali e il commercio internazionale, favorendo iniziative imprenditoriali locali e lo sviluppo di distretti produttivi specializzati.
Lo studio si basa su una fonte nuova ed eccezionale, costituita da centinaia di lettere commerciali e carte familiari che, oltre a dimostrare le abilità scrittorie di artigiani, donne e operatori economici, consentono di gettare nuova luce su quel grande mare di mercanti che fu il Mediterraneo quattrocentesco. 
Giuseppe Seche è assegnista di ricerca presso l’Università di Cagliari e docente a contratto di Storia medievale presso l’Università di Sassari. I suoi interessi di studio si focalizzano sulla storia culturale, economica e sociale del Mediterraneo tardomedievale. Tra le sue ultime pubblicazioni, Libro e società in Sardegna tra Medioevo e prima Età moderna (Firenze, Olschki, 2018). 

domenica 19 aprile 2020

La terra, il mercante e il sovrano

La terra, il mercante e il sovrano
Economia e società nell’VIII secolo longobardo
di Alessandro Di Muro
prefazione di Chris Wickham
pp. X+184, (Clicca qui per scaricare gratuitamente il PDF)
Basilicata University Press, 2020
ISBN: 978-88-31309-01-1

L’economia altomedievale costituisce uno dei temi più frequentati dalla storiografia dell’ultimo secolo e l’Italia, ovvero il cuore di quello che fu l’impero romano, rappresenta indubbiamente un ambito privilegiato in cui esaminare le trasformazioni strutturali che si ebbero nel passaggio dall’età antica al Medioevo. Questo studio cerca di ricostruire le vicende complesse dell’economia in età longobarda, in particolare tra la fine del VII secolo e la conquista carolingia, analizzando la problematica sia dal punto di vista della produzione che dalla prospettiva del mercato, mettendone in evidenza le convergenze strutturali, in un orizzonte politico-sociale più ampio.
L’età di Liutprando costituisce il cuore dell’analisi, ma il discorso si spinge fino all’età carolingia, per cercare di verificare l’impatto che ebbe la conquista franca sulla Penisola. Le regioni centro-settentrionali del regno longobardo costituiscono l’impalcatura che sorregge questo lavoro, ma non mancano incursioni comparative – sempre utili a comprendere meglio i fenomeni – nelle strutture socio-economiche del ducato-principato longobardo di Benevento, che per molto tempo costituì uno spazio politico sostanzialmente autonomo.

mercoledì 8 aprile 2020

Roma 1347-1527

Roma 1347-1527
Linee di un'evoluzione
Atti del Convegno Internazionale di Studi (Roma, 13-15 novembre 2017)
a cura di Massimo Miglio - Isa Lori Sanfilippo
pp. 311, € 25,50
Istituto Storico Italiano per il Medioevo, 2020
ISBN: 978-88-98079-97-1

Indice
G.Galasso, Roma e l’Europa. Dall’ ”avara Babilonia” alla “nuova Babilonia”
A. Esch, Sviluppo e affermazione del papato a Roma
F. Tateo, Umanisti romani
I. Ait, Mercanti a Roma e mercanti di Roma tra finanza e impresa (secoli XV-XVI)
M. Caffiero, Le minoranze. Gli ebrei prima del ghetto
A. Esposito, Famiglie romane
M.G. Muzzarelli, “Portamenti romani”: note sull’abbigliamento della legislazione suntuaria 
A.G. Cassani, Descriptio urbis Romae. Storiografie a confronto
R. Guarino, Feste e spettacoli a Roma nel primo Rinascimento. Tradizioni, spazi, poteri
G. Del Buono, Ricerche archeologiche su Roma tardo-medievale dal 1981 ad oggi
S. Notari, Statuti di Roma tra governo repubblicano e signoria pontificia
D. Internullo, Biblioteche, libri e lettori
P. Farenga, «Et impressores librorum multiplicantur in terra». Considerazioni sulla stampa romana del Quattrocento
A. De Vincentiis, I romani sudditi dei papi nell’Umanesimo (XIV-XV secc.). Profilo storico di uno stereotipo critico
A. Modigliani, Tra curia e città P. D’Achille, Il volgare romanesco: evoluzione e ambiti d’uso M. Miglio, Roma racconta. Autobiografia e storia
Le relazioni di Claudio Strinati, Giovanna Curcio e Anna Benvenuti non sono state presentate per gli Atti.

martedì 5 novembre 2019

Le porte del mondo

Le porte del mondo
L'Europa e la globalizzazione medievale
di Paolo Grillo
pp. 288, € 22,00
Mondadori, 2019
ISBN: 9788804717430

«Per colonizzare un territorio non è sufficiente disporre di capacità tecniche e risorse economiche, bisogna anche valutare che l’impresa valga la spesa e la fatica», per questo non c’è da stupirsi se imprese come l’arrivo dei vichinghi in Nordamerica poco dopo l’anno Mille o la feroce irruzione mongola in Occidente rimasero episodi circoscritti. Ben diverso, invece, fu lo scenario a partire dalla seconda metà del Duecento.
Quando la curiosità per il mondo circostante, la sete di guadagno e la fede spinsero molti a intraprendere viaggi e spedizioni rischiose, e i contatti e le transazioni si fecero sempre più intensi al punto di dar vita a una vera e propria «globalizzazione» ante litteram. Ma è un errore, per noi occidentali affascinati dalla figura di Marco Polo, mettere l’Europa al centro di questo processo di connessione come se fossimo stati noi a «scoprire» il resto del mondo. Non fu così. Contrariamente a quanto si pensa, gli europei del Medioevo erano consci di vivere alla periferia di un mondo ricco, colto, civilizzato e multipolare, dove avrebbero dovuto ritagliarsi un ruolo sviluppando il dialogo e i commerci, non certo cercando di imporsi con gli eserciti. Quelli che Paolo Grillo ci descrive nelle pagine de Le porte del mondo sono mercanti, missionari, uomini di cultura e avventurieri, non conquistatori. Soltanto così l’Europa riuscì a inserirsi pacificamente e fruttuosamente in un mondo più vasto e, spesso, più prospero e tecnologicamente avanzato, e ad arricchirsi di nuove risorse e di nuove conoscenze.
Paolo Grillo ci conduce in un viaggio attraverso le infinite pianure mongole, il continente indiano e l’Africa, alla scoperta di quella globalizzazione che permise all’Europa di respirare per decenni un’aria nuova, un’aria destinata a condizionare la cultura e l’economia dell’Occidente latino per i secoli a venire.
Paolo Grillo insegna Storia medievale all'Università degli Studi di Milano. Si occupa della storia delle città italiane tra XII e XIV secolo. Fra i suoi libri più recenti Milano guelfa (1302-1310) (Roma, 2013), Le guerre del Barbarossa. I comuni contro l'imperatore (Roma-Bari, 2014) e L'aquila e il giglio. 1266: la battaglia di Benevento (Roma, 2015).

giovedì 4 luglio 2019

Una saga veneziana

Una saga veneziana
di Marco Salvador
pp. 240, € 15,00
Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 2019
ISBN: 978-88-6391-291-3

Salvatore è un mercante che abbandona Firenze per Venezia nei primi decenni del '300 a seguito di un'oscura vicenda che, fino alla sua morte, rimarrà segreta anche per i figli. Ma è pure il capostipite di una famiglia di mercanti e armatori veneziani che in breve si farà talmente ricca e importante da imparentarsi con le più potenti famiglie patrizie. Dagli anni difficili e tormentati dell'immigrazione, dalle fortune iniziali in gran parte derivate dall'essere sopravvissuti alla terribile peste nera che ha spopolato la città, il romanzo segue le vicende dei discendenti di Salvatore fino ai primi anni del '500. Non solo nella loro ascesa sociale ma anche nelle loro vicende umane. Si susseguono così donne che sono mogli, amanti, cortigiane o monache tormentate; uomini che trascorrono la vita più in mare che a terra, che fanno della vita unicamente una rincorsa al denaro e al potere, che cercano la pace nella normalità più banale o rischiano il rogo per un sospetto di omosessualità. Con sempre il rischio di perdersi o di perdere tutto in agguati reali o politici. Insomma quotidianità, felicità, amori e dolori in una società e in una Venezia che è al massimo della potenza e della ricchezza. Una Venezia aperta e laica che forniva a tutti l'opportunità di una vita migliore alla sola condizione di accettare un principio basilare: Prima so' venexiàn e dopo cristiàn.

lunedì 17 dicembre 2018

Predicatori, mercanti, pellegrini

Predicatori, mercanti, pellegrini
L’Occidente medievale e lo sguardo letterario sull’Altro tra l’Europa e il Levante
a cura di Giuseppe Mascherpa e Giovanni Strinna
pp. 304, € 28,00
Universtas Studiorum, 2018
ISBN: 9788833690353

Nel Medioevo letterario europeo il racconto edificante (il sermone, la narrazione agiografica) e le scritture di viaggio spiccano tra quelle tradizioni letterarie che hanno concorso in misura sostanziale a fondare l’identità collettiva dell’Occidente. Predicatori, missionari, mercanti, pellegrini: nel punto di vista a volte convenzionale o autoreferenziale, a volte felicemente originale di questi scrittori ritroviamo la lente con cui l’uomo occidentale ha osservato se stesso e il mondo, ha escluso e discriminato le minoranze e talvolta ha cercato di comprendere gli altri. Nell’era della globalizzazione e della post-secolarizzazione, il complesso rapporto tra "je, nous et les autres" pone di fronte a delle sfide quanto mai attuali. Il rispetto dell’alterità e la comprensione delle pluralità culturali è un passo indispensabile per vivere in una società in continua trasformazione.

venerdì 15 dicembre 2017

Lucca una città di seta

Lucca una città di seta
Produzione, commercio e diffusione dei tessuti lucchesi nel tardo medioevo
di Ignazio del Punta, Maria Ludovica Rosati
pp. 336, € 45,00
Maria Pacini Fazi Editore, 2017
ISBN: 978-88-6550-576-2
 
Un libro che affronta i vari aspetti dell’ industria della seta a Lucca nei suoi primi secoli di sviluppo, tra il tardo Duecento e il pieno Trecento. Lucca infatti non fu solo la prima città del mondo occidentale a raggiungere una produzione di tessuti di lusso in grado di competere a pieno titolo con le tradizionali stoffe orientali, ma grazie alla migrazione dei suoi mercanti e artigiani nel corso del XIV secolo fornì le conoscenze tecniche e organizzative per il decollo della lavorazione serica in altri centri italiani, ponendo le basi di quella che rimase per oltre cinque secoli, fino all’ inizio del Novecento, la principale industria della penisola destinata all’ esportazione. Un ’ indagine approfondita sulle origini di una manifattura che permise così a lungo di accumulare in Italia grandi ricchezze e creare lavoro sia in ambito urbano che agricolo, prima di diffondersi dall’ Italia nelle altre regioni d’ Europa durante l’ età moderna, costituisce quindi un contributo fondamentale alle nostre conoscenze storiche, che mancava ed era atteso da lungo tempo.
Una collaborazione interdisciplinare, quella dei due autori, che fa dialogare storia dell’ arte, storia culturale e storia economico-sociale, proponendoci un affresco rigoroso e nel contempo innovativo dal punto di vista metodologico e per i temi trattati. Da un lato entrambi gli autori provengono da tradizioni di studi prestigiose e consolidate, fondate sulla capacità di analizzare con piena e sicura competenza sia i tessuti conservati nei musei e nelle collezioni internazionali, sia i documenti scritti di natura privata o istituzionale. Viene offerto così per la prima volta un panorama ricchissimo ed esaustivo della multiforme produzione tessile lucchese, dai più umili zendadi ai pregiati drappi intessuti con fili d’ oro che appaiono con sempre maggiore frequenza negli inventari di principi e pontefici a partire dalla fine del Duecento. Nel contempo un’ indagine a tappeto sulla nutrita raccolta di registri notarili del periodo, conservati nell’ Archivio di Lucca, permette di ricostruire in dettaglio le attività delle famiglie di mercanti, imprenditori e artigiani impegnati nella manifattura della seta, e delle molte donne che incannavano, torcevano o tessevano il prezioso materiale, sia in città che nelle campagne vicine.