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domenica 21 aprile 2024

Normanni, benedettini e templari nella valle del Simeto

Normanni, benedettini e templari nella valle del Simeto
Un’indagine tra Mito e Storia
di Massimo Scalisi
pp. 272; € 19,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Algra Editore, 2024
ISBN: 978-88-9341-724-2 

“Nella Sicilia orientale, a partire dal regno di Ruggero II si assiste al proliferare di un gran numero di frati e monaci, in particolare, cluniacensi, ospedalieri, cistercensi e templari. La presenza di questi ultimi sarà particolarmente intensa durante il regno di Guglielmo II di Altavilla.”

Tra il fiume Simeto e il vulcano Etna compaiono storie, misteri, miti e leggende che ripercorrono le tappe più importanti del passato della Sicilia. In particolare, le relazioni dell’ordine del Tempio con i principi normanni e con il monachesimo benedettino della Sicilia orientale segnano l’importanza strategica di questa terra nell’itinerario medievale dei pellegrinaggi e dei commerci che raggiungeva le rotte marittime del Mediterraneo e la Terra Santa.
Massimo Scalisi, laureato in Scienze Politiche, indirizzo storico-politico, presso l’Università degli Studi di Catania, ha conseguito una specializzazione in “Conservazione dei Beni Culturali ed Archeologici”, presso l’Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”, e un Master in Islamistica, presso l’“Istituto Universitario Orientale” di Napoli. Ha pubblicato nel 2018, per Officina della Stampa di Catania, I templari e l’ordine monastico di Santa Maria della Valle di Josaphat. Alla ricerca delle origini dei Poveri Cavalieri di Cristo.

lunedì 8 marzo 2021

I Benedettini

I Benedettini
di Mirko Breitenstein
pp. 152, € 14,00
Il Mulino, 2021
ISBN: 978-88-15-29196-7
 
«Ora et labora»: collegando ascetismo e vita attiva, il monachesimo benedettino fondato a Montecassino nel VI secolo ha avuto un impatto duraturo sulla società, l’economia, la politica e la concezione stessa dell’uomo nella civiltà cristiana occidentale. Il volume racconta la storia dei benedettini dal loro leggendario fondatore Benedetto da Norcia e dalla Regola con cui definì la vita religiosa dell’ordine, alle più importanti forme della vita benedettina: dai ricchi monasteri dell’età carolingia al movimento di riforma di Cluny e dei cistercensi, dall’impegno nell’istruzione e nelle missioni alle moderne comunità di preghiera. Con uno sguardo che abbraccia l’intera storia dell’ordine, da Benedetto all’età presente, il volume mette in luce come, pur affrontando ripetutamente nuove sfide, esso sia riuscito a rimanere fedele alle proprie origini.
 
Mirko Breitenstein insegna Storia nell’Università Tecnica di Dresda dove dirige il centro di ricerca per la storia degli ordini religiosi.

lunedì 17 agosto 2020

Sub tutela Virginis

Sub tutela Virginis
L’icona marmorea dell’abbazia di Santa Maria a Banzi e alcune note sull’arte del Trecento tra Puglia e Basilicata
di Marcello Mignozzi
pp. 112, € 13,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni Giannatelli, 2020
ISBN: 9788897906742

L’abbazia benedettina di Santa Maria a Banzi è la più antica della Basilicata. Poco è sopravvissuto della sua facies medievale: la chiesa, difatti, venne completamente ricostruita nel XVIII secolo, ma in tale occasione si decise di porre in facciata un’icona marmorea trecentesca di soggetto mariano; l’opera, mai dettagliatamente analizzata dalla critica, è qui al centro di uno studio che ne scandaglia ogni aspetto. Particolare attenzione è dedicata all’iscrizione alla base del manufatto, in cui vengono riportati l’anno di esecuzione, il nome del committente, quello dell’artista e persino la sua provenienza. Questo piccolo volume è dunque dedicato alla figura di Petrus de Baro, scultore ignoto al panorama degli studi e finalmente restituito agli onori della Storia. La disamina del singolo manufatto diventa un pretesto per indagare le dinamiche di contaminazione artistica attive nel Regno di Napoli tra Duecento e Trecento, al tempo degli Angioini.

giovedì 4 giugno 2020

I monaci Silvestrini e la Toscana (XIII-XVII secolo)

I monaci Silvestrini e la Toscana (XIII-XVII secolo)
A cura di Francesco Salvestrini
pp. VI-200, € 26,00
Olschki, 2020
ISBN: 9788822267054

Il volume costituisce la prima indagine complessiva sulla presenza della famiglia monastica silvestrina dell’Ordine di san Benedetto nella Toscana medievale e moderna, e ricostruisce le origini di tale congregazione di matrice marchigiana, la sua diffusione oltre gli Appennini, i rapporti con le chiese e le società locali, la committenza artistica. I saggi redatti da specialisti illustrano come un’obbedienza contemplativa sorta nel secolo XIII abbia potuto crescere nell’Italia comunale ormai permeata dalla presenza capillare degli Ordini mendicanti, lasciando intendere che il mondo benedettino e le sue componenti eremitiche avevano ancora la possibilità di rispondere ai bisogni spirituali delle compagini cittadine, superando la ‘concorrenza’ dei Minori e dei Predicatori. I testi illustrano le modalità con cui questi monaci si rapportarono ai fedeli sia in alcuni dei maggiori centri urbani della regione – in particolare Firenze e Siena –, sia in località minori quali Montepulciano, Chiusi ed altri nuclei abitati della Tuscia sud-orientale.
Francesco Salvestrini insegna Storia Medievale all’Università di Firenze. Si occupa di storia del monachesimo benedettino, segnatamente vallombrosano, camaldolese e cistercense, e di storia delle istituzioni ecclesiastiche medievali, ma ha dedicato lavori anche allo studio del rapporto fra insediamenti umani ed aree boschive e fluviali in età medievale e protomoderna, alla storia della storiografia e dell’erudizione nella Toscana d’Ancien Régime, e alla normativa delle città comunali italiane. Fra le sue monografie si segnala: Libera città su fiume regale. Firenze e l’Arno dall’Antichità al Quattrocento, Firenze, 2005; Disciplina caritatis. Il monachesimo vallombrosano tra medioevo e prima età moderna, Roma, 2008; Il carisma della magnificenza. L’abate vallombrosano Biagio Milanesi e la tradizione benedettina nell’Italia del Rinascimento, Roma, 2017.

mercoledì 29 aprile 2020

Piemonte medievale

Piemonte medievale
di Simone Caldano
pp. 240, € 14,00
Edizioni del Capricorno, 2020
ISBN: 978-88-7707-455-3

I monumenti medievali del Piemonte costituiscono un patrimonio storico, architettonico e artistico straordinario, spesso rimasto ingiustamente all'ombra di quello di altre più celebrate regioni italiane, e tuttavia meritevole di essere conosciuto, valorizzato, studiato. Questo libro vuole essere una guida per coloro che vogliono andare alla scoperta delle cattedrali, delle grandi abbazie benedettine e cistercensi, dei conventi degli ordini mendicanti, ma anche di quei siti distanti dalle città maggiori, ma non per questo meno importanti, che donano il piacere dell'esplorazione: pievi, cappelle, battisteri, dipendenze dei monasteri più importanti, chiese private e castelli. Ne esce l'immagine di un territorio ricchissimo, sensibile a orizzonti culturali di ampio respiro, complice la posizione di confine, ma anche capace di elaborazioni autonome e destinate a fare scuola. Uno strumento chiaro e divulgativo, ma anche rigoroso e documentato, punteggiato da curiosità che mirano a sfatare la regina delle leggende metropolitane sul Medioevo: quella secondo la quale si tratta di un'epoca monolitica, succube della dimensione religiosa e sempre uguale a se stessa. Di monumento in monumento, questo libro porterà il lettore a incontrare vescovi, canonici, abati, monaci, cardinali, marchesi, conti, duchi, castellani e persone comuni che gli dimostreranno l'esatto contrario.
Simone Caldano (Borgomanero, Novara, 1981) si è laureato in lettere moderne a indirizzo storico-artistico all’Università degli Studi di Pavia e ha conseguito il dottorato in Storia dell’architettura e dell’urbanistica presso l’Università IUAV di Venezia. Oggi è docente di Storia dell’architettura presso le Università di Firenze e di Ferrara. È autore del volume La basilica di San Giulio d’Orta (Savigliano 2012) e di saggi sull’architettura religiosa in diverse aree del Piemonte tra XI e XV secolo. I suoi interessi di ricerca l’hanno portato anche in Lombardia, in Liguria, in Toscana e in Basilicata.

martedì 12 novembre 2019

La memoria del chiostro

La memoria del chiostro
Studi di storia e cultura monastica in ricordo di Padre Pierdamiano Spotorno O.S.B.
a cura di Francesco Silvestrini
pp. x-768, € 78,00
Leo S. Olschki Editore, 2019
ISBN: 9788822265906

La storia del monachesimo occidentale è stata oggetto di indagine soprattutto per i secoli del Medioevo. La presente raccolta di oltre trenta saggi, riuniti in tre sezioni, offre una panoramica scientificamente rigorosa e storiograficamente aggiornata circa la realtà religiosa, artistica e culturale della vita regolare, in primo luogo vallombrosana, ma estesa anche ad altri rami del mondo benedettino e certosino, dagli inizi del secondo millennio alla fine del XIX secolo, offrendo nuove chiavi di lettura per un fenomeno di grande rilievo che ha inciso profondamente sulla stessa definizione della civiltà europea.
Francesco Silvestrini insegna Storia Medievale all’Università di Firenze. Si occupa di storia del monachesimo benedettino, segnatamente vallombrosano, camaldolese e cistercense, e di storia delle istituzioni ecclesiastiche medievali, ma ha dedicato lavori anche allo studio del rapporto fra insediamenti umani ed aree boschive e fluviali in età medievale e protomoderna, alla storia della storiografia e dell’erudizione nella Toscana d’Ancien Régime, e alla normativa delle città comunali italiane. Fra le sue monografie si segnala: Libera città su fiume regale. Firenze e l’Arno dall’Antichità al Quattrocento, Firenze, 2005; Disciplina caritatis. Il monachesimo vallombrosano tra medioevo e prima età moderna, Roma, 2008; Il carisma della magnificenza. L’abate vallombrosano Biagio Milanesi e la tradizione benedettina nell’Italia del Rinascimento, Roma, 2017.

mercoledì 14 febbraio 2018

S. Elia di Monte Santo

S. Elia di Monte Santo
Il primo cenobio benedettino della Sardegna tra storia, arte e devozione popolare
a cura di Giovanni Strinna e Giuseppe Zichi
pp. 225, € 34,00
All'Insegna del Gigio, 2017
ISBN: 9788878148208

Nel 1065 i giudici di Torres donavano all’ordine di San Benedetto le chiese di S. Maria di Bubalis e S. Elia di Monte Santo con l’intero monte, costituendo così la dotazione del primo cenobio cassinese dell’isola. Quel gesto significava la loro fedeltà al papa e il loro schierarsi dalla parte della riforma ecclesiastica. Il loro diploma di donazione, ancora oggi conservato a Montecassino, costituisce il più antico documento scritto del Medioevo sardo, ma la vicenda ci è testimoniata anche nelle suggestive pagine della Chronica Casinensis di Leone Marsicano. I nomi delle chiese di S. Elia e S. Maria, presso l’attuale Siligo, vennero incisi assieme a quelle degli altri beni posseduti dai Cassinesi sul portone bronzeo del monastero laziale, come ad affermarne l’eterna stabilità. Il presente volume, che raccoglie saggi di specialisti di diverse discipline, descrive il territorio di Monte Santo e le sue chiese dalla fase di età bizantina fino a quella tardo-medievale, con un’incursione nella storia otto-novecentesca relativa alle dispute per la gestione della festa campestre di Sant’Elies.
L'opera, arricchita da un ampio apparato fotografico, raccoglie 12 contributi di studiosi delle due università sarde (storici, archeologi, filologi, archivisti e storici dell’arte) e della Soprintendenza archeologica della Sardegna e ricostruisce la storia plurisecolare dei santuari di S. Elia di Monte Santo, S. Maria di Bubalis e S. Eliseo, che furono la dotazione del primo monastero benedettino della Sardegna.
I saggi coprono un arco cronologico che va dalla fase di età bizantina all’età tardo-medievale, ma dà spazio anche ad alcune vicende più recenti, quelle che riguardano la gestione e lo svolgimento della festa tradizionale di Sant’Elies, che ancora ai nostri giorni richiama un gran numero di pellegrini, e alle possibili prospettive del turismo culturale e religioso nel territorio di Monte Santo.

lunedì 8 gennaio 2018

Il monastero come azienda


Il monastero come azienda
di Alessandro Paglia
Introduzione di Notker Wolf
pp. 286, € 25,00 (il volume si può acquistare inviando una mail a: sandropaglia31@gmail.com)
Strategy&People, 2017
 
La preghiera e il lavoro scandiscono le ore dei monaci benedettini. La REGOLA dettata da San Benedetto da Norcia nel VI secolo continua ad essere lo "statuto aziendale" dei monasteri che operano per la diffusione del cristianesimo nel mondo attraverso la promozione dell'uomo come riferimento e perno di ogni attività civile.
Le testimonianze storiche del contributo benedettino offerto alla società sono inumerevoli. Il valore di esse è soprattutto per l'Europa incalcolabile. La letteratura su San Benedetto e sul monachesimo occidentale è poi vastissima. Negli ultimi anni si sta delineando un interesse sui valori etici e spirituali delle figure del monaco e dell'abate. I saggi scritti sono molti. In modo preponderante essi privilegiano l'importanza delle virtù per definire una possibile leadership cristiana secondo San Benedetto. A integrazione e complemento di questa letteratura si presenta ora, in modo unico e inconsueto, il lungo saggio del manager-giornalista Alessandro Paglia: IL MONASTERO COME AZIENDA. L'autore cambia il punto di vista di lettura della REGOLA affrontando e illustrando per la prima volta il tema della struttura organica e funzionale del monastero con l'applicazione del rapporto organizzazione-strategia cosi come esso vive con San Benedetto.
Nei primi capitoli il libro presenta la vita di San Benedetto inquadrata nello sfacelo della società a seguito della caduta dell'impero romano (476 d.C.) e la calata dei goti in Italia con le conseguenti guerre gotico-bizantine. I primi monasteri fondati da San Benedetto a Subiaco e poi a Montecassino appaiono come ancore di salvezza per la popolazione fuggiasca e  abbandonata e sono pienamente in linea con le direttive di soccorso ai bisognosi impartite dai pontefici a partire da papa Simmaco (497 d.C ).
I monasteri trasformati da San Benedetto diventano presidi sicuri di lavoro con le nuove norme di aggregazione che recuperano la cultura militare romana sia nella costruzione degli edifici che con le idee di funzionamento: si veda il recupero di fortini e di ville romane con l'edificio della  chiesa in centro; l'organizzazione gerarchica del monastero resa flessibile; il modo di decidere dell'abate in modo "partecipato". Questi assunti diverranno nel tempo formule strategiche di successo e faranno dei monasteri dei sistemi sociali di primordine soprattutto in Europa. L'autore riporta al riguardo alcuni esempi significativi.
Dopo la illustrazione delle origini della REGOLA, il Paglia passa poi a spiegare l'attualità del dettato benedettino confrontandolo con le teorie moderne della organizzazione del lavoro nate con Taylor all'inizio del secolo scorso. Così si scopre come i quatro doveri e le dieci esortazioni dell'abate come manager, le sei direttive dell'abate-imprenditore e il costruire alla romana degli abati-ingegneri  con riferimento al pretorio contengano il meglio di tutte le forme o teorie dell'organizzazione sviluppatesi fino ad oggi: la REGOLA le comprende tutte con il primato dell'uomo sempre al centro di ogni attività.
Con questo tipo di lettura la figura dell'abate-manager ne esce completata con le attività di costruttore e di imprenditore. Come pure viene approfondita la figura del monaco-lavoratore con il suo impegno giornaliero ripartito con otto ore dedicate alla preghiera, otto al lavoro e otto al riposo, che Paglia chiama "la regolarità del 3 per 8". Se aggiungiamo ad essi la parte spirituale (l'abate come rappresentante di Cristo, padre del monastero, pastore di anime, maestro e giudice, dispensatore della casa di Dio, sollecito e amoroso verso i fratelli; e il monaco, come innamorato di Cristo) le figure dell'abate e del monaco diventano ammirabili. J.L. Borges ha scritto di loro: "sono personaggi eterni".
Dalla attualità alla originalità. Nell'ultimo capitolo del libro "L'ordine come fattore e fine aziendali" l'autore riassume la REGOLA con un ideogramma grafico che riporta quattro pilastri (della struttura, delle procedure, del comportamento e delle relazioni umane) legati tra loro dal sistema dell'obbedienza e su cui poggia la cupola dell'ordine. Una sintesi che è accompagnata da riflessioni che dapprima  spostano la ragione verso la fede (dialogo in cui Tertullio ricorda che San Benedetto chiudeva le sue lezioni ai monaci con le parole di Sant'Agostino "ricordatevi, fratelli, che Dio ama l'ordine perché egli è ORDINE") e poi verso la scienza con molteplici cenni sull'importanza del trinomio "ordine- organizazione- obbedienza" nella fisica, nell'architettura, nell'arte, nella economia, nella filosofia e nella sociologia. Millecinquecento anni fa San Benedetto vedeva cose che gli altri non vedevano: innovava, creava. Il primate emerito Notker Wolf, nella sua prefazione, sottolinea questo aspetto del libro "(l'autore) ha sempre sullo sfondo il tema dell'importanza dell'ordine, perché Benedetto resta un vero romano, segnato dal principio - serva ordinem et ordo te servabit-", concludendo che "rispetto ai molti libri scritti su Benedetto e la REGOLA, Paglia fa un passo avanti".