Visualizzazione post con etichetta retorica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta retorica. Mostra tutti i post

giovedì 1 febbraio 2024

Dictamina

Dictamina
di Bonfiglio d'Arezzo
edizione critica a cura di Gian Carlo Alessio
pp. VII-292, € 66,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-218-3
 
Di Bonfiglio d’Arezzo, maestro ‘municipale’ di ars dictaminis nei decenni centrali del XIII secolo, non interviene a consentire un adeguato tratteggio della biografia e dell’attività didattica nemmeno l’edizione integrale, che qui si presenta, di tutta la produzione di modelli epistolografici a lui con certa o ragionevole supposizione attribuibili. Il corpus dittaminale assevera tuttavia la sua presenza in funzione di maestro di retorica nel comune di Borgo San Sepolcro e successivamente, o forse in contemporanea, ad Arezzo, pur ascrivendosi solo alla congettura plausibile che il suo insegnamento si sia svolto entro le strutture didattiche dello Studium aretino. Dalla silloge di dictamina, in particolare da quelli di indubbia attribuzione a Bonfiglio, appare invece in luce non incerta la sua cifra stilistica, abbastanza isolata nel contesto della produzione modellistica del XIII secolo italiano, lontana dalle dominanti suggestioni della scuola retorica bolognese e centrata sull’esasperazione dei toni propri dell’alta epistolografia curiale, laica ed ecclesiastica.
Gian Carlo Alessio, professore ordinario di Filologia medievale e umanistica all'Università Ca' Foscari di Venezia, si occupa di edizioni di testi grammaticali e retorici nel Medioevo e nell'Umanesiomo e di storia della retorica medievale e umanistica; di commenti ai testi classici e medievali tra XI e XIV secolo; di testi storiografici medievali (secc. X-XII); occasionalmente di studi danteschi (De vulgari eloquentia); del trattamento digitale dei testi della letteratura latina medievale.

martedì 6 giugno 2023

L' artefice nel pensiero francescano

L' artefice nel pensiero francescano
di Amalia Salvestrini
pp. 290, € 28,00
Milano University Press, 2023
ISBN: 979-12-5510-038-6
 
La figura dell’artefice nel pensiero francescano è indice di una riflessione attorno al fare poietico spesso sviluppata attraverso l’analogia tra il creare divino e il produrre umano.

La monografia, dopo una prima parte dedicata alla genesi della idea di artefice in fonti scritturistiche, filosofiche e retoriche, approfondisce la costituzione filosofica dell’idea di artefice nel pensiero di quattro frati Minori: Bonaventura da Bagnoregio, Pietro di Giovanni Olivi, Giovanni Duns Scoto e Guglielmo di Ockham. Nell’articolazione del processo poietico in progetto, opera e fruizione, si tratteggiano così le linee di tendenza e gli aspetti invarianti che, pur nella variazione significativa tra i diversi autori, portano a domandarsi, in conclusione, sulla possibilità di una “estetica francescana”.
Amalia Salvestrini è Dottore di ricerca in filosofia (marzo 2022), si è formata all'Università degli Studi di Milano, concludendo il percorso magistrale con una tesi in storia della filosofia medievale e in estetica sugli aspetti conoscitivi, estetici, retorici e giuridici del pensiero di Nicola di Autrecourt. Ha poi conseguito il dottorato in co-tutela presso il FINO Consortium e l’École Pratique des Hautes Études (Paris) con una dissertazione sull'artefice nel pensiero francescano. Attualmente è parte del comitato direttivo di “Doctor Virtualis” (unimi), della redazione di “Itinera” (unimi) e della redazione milanese di "Filosofia e teologia"; è membro associato del Laboratoire d’études sur les monothéismes (Paris, CNRS-EPHE) e di altre società filosofiche.

mercoledì 19 aprile 2023

I volgarizzamenti anonimi del Liber de doctrina dicendi et tacendi di Albertano da Brescia

I volgarizzamenti anonimi del Liber de doctrina dicendi et tacendi di Albertano da Brescia
a cura di Irene Gualdo
pp. 612, € 50,00
Edizioni ETS, 2023
EAN: 9788846764928

Il Liber de doctrina dicendi et tacendi (1245) di Albertano da Brescia (inizio XIII secolo - Brescia, 1270 circa) è un trattato di retorica e morale che ebbe immediato successo e diffusione nel Medioevo, sia in Italia che in Europa, come dimostrano le numerose traduzioni in diverse lingue romanze. Il volume presenta lo studio della tradizione manoscritta di quattro versioni italiane anonime (di cui tre finora inedite) e ne pubblica le edizioni critiche. Si tratta di testi diversi per estensione, struttura e contesti di diffusione e ricezione. Il primo, più antico e diffuso, è un prodotto di inizio Quattrocento originario della Toscana occidentale; in questo adattamento, il messaggio morale e pedagogico del trattato viene privilegiato rispetto ai precetti retorici e il messaggio laico di Albertano viene reinterpretato in chiave devozionale. Il secondo, più ampio, persegue l'obiettivo di offrire un testo più fedele al modello e di recuperare la sua originaria funzione di trattato di retorica. Il terzo, più tardo dei precedenti, riduce la fonte a un repertorio di materiale sapienziale, un mero florilegio di auctoritates e sentenze morali, talvolta provenienti da fonti diverse dal Liber de doctrina dicendi et tacendi. L'ultimo, infine, è una versione bilingue, mutila del finale e trasmessa da un unico testimone, che si distingue dalle altre prese in esame soprattutto per l'uso alterno di volgare e latino.
Irene Gualdo è nata a Roma nel 1987, ha studiato presso l’Università «Sapienza» di Roma, dove si è laureata discutendo una tesi magistrale in Letteratura latina sul «De inventione» di Cicerone e sul suo volgarizzamento, la «Rettorica» di Brunetto Latini (2012). Nel 2018 ha conseguito il dottorato di ricerca con una tesi dal titolo «La tradizione manoscritta del volgarizzamento del "Liber de doctrina dicendi et tacendi" di Albertano da Brescia», in cotutela con l'École Pratique des Hautes Études di Parigi, sotto la supervisione di Sonia Gentili, Giorgio Inglese e Fabio Zinelli. Attualmente, insegna discipline letterarie e latino nella scuola secondaria di secondo grado.

sabato 26 novembre 2022

I «dictamina» del Codice Fitalia

I «dictamina» del Codice Fitalia
Tra retorica, letteratura e storia
Edizione critica a cura di Pietro Colletta, Fulvio Delle Donne, Benoît Grévin.
Con la collaborazione di Orsola Amore
pp. VIII-624, € 98,00
Sismel, 2022
ISBN 978-88-9290-151-3
 
Il Codice Fitalia (Palermo, Società siciliana per la storia patria, ms. I.B.25) contiene una delle più importanti raccolte di dictamina (cioè di testi retorico-esemplari) del periodo che va dalla prima metà del XIII al primo trentennio del XIV secolo. I componimenti epistolari e poetici qui editi permettono di ricostruire non solo la storia d’Europa tra l’età sveva e il Vespro siciliano, ma anche la raffinata letteratura espressa dalle cancellerie e dalle scuole dell’Italia meridionale. Essi sono pienamente e chiaramente rappresentativi della forma di scrittura più peculiare di quei secoli: l’ars dictandi o ars dictaminis. Lo stile connesso con questo tipo di trattatistica retorica e con le sue esemplificazioni applicative influenzò profondamente il gusto letterario e la cultura di un’intera epoca; negli ultimi secoli del Medioevo divenne egemonico e lasciò un’impronta evidente anche in alcuni indiscussi padri della letteratura che, come Dante, a esso si educarono.
Pietro Colletta è professore associato di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’università di Enna “Kore”. Tra i suoi interessi di studio: la Linguistica storica e il passaggio dal latino al romanzo, la tradizione storiografica meridionale dal Medioevo al Rinascimento, in latino e in volgare e la storiografia, politica, religione e cultura in età tardo-antica, medievale e umanistica.
Fulvio Delle Donne è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec. È autore di numerosissime edizioni critiche e volumi monografici: gli ultimi sono Tredici contro tredici. La Disfida di Barletta tra storia e mito nazionale (2020); La porta del sapere. Cultura alla corte di Federico II di Svevia (2019). È il presidente del Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese - CESURA.
Benoît Grévin, direttore di ricerca al CNRS (Centre de Recherches Historiques, UMR 8558, Parigi), membro dell’École française de Rome tra il 2003 e il 2007, è specializzato nello studio comparativo delle culture linguistiche e retoriche euromediterranee durante il tardo medievo-Rinascimento, specie dell’ars dictaminis. Ha pubblicato, tra gli altri, Rhétorique du pouvoir médiéval. Les Lettres de Pierre de la Vigne et la formation du langage politique européen (XIIIe-XVe s.) (2008), e Al di là delle fonti “classiche”. Le lettere dantesche e la prassi duecentesca dell’ars dictaminis (2020).
Orsola Amore è membro del Collegio dei docenti della Scuola di Dottorato di ricerca in “Società, politica e culture dal tardo medioevo all’età contemporanea” dell’Università “La Sapienza”. È socio corrispondente della Società Romana di Storia Patria. È membro del Comitato scientifico della Collana didattica del Dipartimento di Storia, Culture Religioni.