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venerdì 21 ottobre 2022

L’eredità di Armando Petrucci

L’eredità di Armando Petrucci
Tra paleografia e storia sociale
a cura di Antonio Castillo Gómez
pp. 274, € 29,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9788833137209 
 
Armando Petrucci (1932-2018) è stato un grande paleografo e uno storico della scrittura di fama internazionale, il cui apporto alle relative discipline, per lui strettamente legate se non coincidenti, ha rappresentato un’autentica rivoluzione. Questo volume raccoglie una serie di saggi scritti da studiosi di diverse generazioni e nazionalità che si riconoscono nel suo insegnamento. Essi analizzano il suo metodo di lavoro, che partiva dal principio di studiare le testimonianze scritte a prescindere da epoca, modalità e materiali. Documenti pubblici, lettere private, iscrizioni di apparato, graffiti murali: nessuna manifestazione scritta gli è stata estranea e a ciascuna ha rivolto sei ben note domande (che cosa, quando, dove, come, chi, perché).
 
In appendice un testo inedito in cui Petrucci illustra la cultura grafica degli artisti italiani del Rinascimento.
Antonio Castillo Gómez insegna Storia sociale della cultura scritta all’Università di Alcalá. In italiano ha pubblicato Leggere nella Spagna moderna: erudizione, religiosità e svago (Bologna 2013) e Dalle carte ai muri. Scrittura e società nella Spagna della prima età moderna (Roma 2016).

giovedì 20 gennaio 2022

La più antica lirica italiana

La più antica lirica italiana
«Quando eu stava in le tu cathene» (Ravenna 1226)
di Nino Mastruzzo, Roberta Cella
pp. 392, € 35,00
Il Mulino, 2022
ISBN: 978-88-15-29518-7 
 
Dalla sua prima pubblicazione per opera di Alfredo Stussi nel 1999, la canzone anonima Quando eu stava in le tu cathene è stata oggetto di numerosi studi, che hanno variamente collocato il componimento nel tempo, tra la fine del Cento e il secondo decennio del Duecento, e nello spazio. Incrociando strumenti paleografici, filologici e storico-linguistici, e adducendo anche argomenti di carattere tematico, iconografico e storico-letterario, questo libro fornisce adesso per la prima volta una ricostruzione complessiva dell’importante reperto. Secondo gli autori, i versi sono legati a una precisa circostanza storica: il soggiorno di Federico II e della sua corte a Ravenna, tra l’aprile e il maggio del 1226; e sono scritti in una varietà di volgare a base siciliana a cui i due scriventi ravennati hanno sovrapposto una patina linguistica romagnola. La puntuale datazione del testo e i suoi rapporti con la produzione galloromanza da un lato e siciliana dall’altro offrono un decisivo contributo agli studi sulla prima lirica nei volgari di sì.
Nino Mastruzzo insegna Paleografia latina presso nel Dipartimento di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa. È fra i curatori dell’edizione delle «Lettere originali del Medioevo latino» (Ed. della Normale, 2004).
Roberta Cella insegna Linguistica italiana e Storia della lingua italiana nel Dipartimento di Filologia, letteratura e linguistica dell’Università di Pisa. Con il Mulino ha pubblicato «La prosa narrativa. Dalle Origini al Settecento» (2013) e «Storia dell’italiano» (2015).

domenica 12 dicembre 2021

Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra

Alle origini di Castel San Giovanni: la pieve di Olubra
Chiese, villaggi, castelli e ospedali in una terra di confine
di Giacomo Nicelli
pp. 576, € 35,00
Tip.Le.Co, 2021
ISBN: 9788832174113
 
L'antico insediamento di Olubra sorgeva presso l'omonimo corso d'acqua ed era sede nel Medioevo di un castrum, di un borgo e di una chiesa pievana da cui dipendevano cappelle disseminate in un'ampia area, estesa dal Po alle colline. L'eredità di Olubra venne raccolta nel 1290 da Castel San Giovanni, fondata sulla via Romea al confine tra i territori di Piacenza e Pavia. Prendendo le mosse dallo studio paleografico-diplomatistico di centinaia di pergamene, Giacomo Nicelli prende in esame l'area dall'antichità al XIII secolo, analizzando anche l'etimologia del nome - attestato dai secc. VII-VIII come Alubra -, le vicende storiche della pieve e dei suoi ospedali e indagandone anche i luoghi scomparsi, come Casarnello e la Pieve di Parpanese.

mercoledì 10 febbraio 2021

L’ordine delle scritture

L’ordine delle scritture
Il linguaggio documentario del potere nell’Italia tardomedievale
di Isabella Lazzarini
pp. 396, € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833134888
 
La messa a scrittura del mondo politico medievale rappresenta un tema sempre più importante e frequentato degli studi medievistici: fra Tre e Quattrocento, le scritture pubbliche danno voce a decisioni, narrazioni, conti, ricordi, ragioni, diritti e si organizzano in sistemi di memoria, che generano infine attraverso i secoli edizioni, studi, interpretazioni. Questi complessi processi documentari, al crocevia fra paleografia, diplomatica e storia, sono in vario modo al centro dei saggi raccolti in questo volume: il loro interloquire reciproco è orchestrato per riflettere sulla cultura e sulle funzioni sociali dello scritto nella costruzione di sistemi al tempo stesso documentari, politici e sociali, e sulla loro reinvenzione successiva per costruire altri sistemi e la genealogia ideologica della loro legittimazione.
Isabella Lazzarini insegna Storia medievale presso l’Università del Molise. Si occupa di storia del potere tardomedievale in Italia, con un’attenzione particolare all’evoluzione delle pratiche documentarie e delle forme della comunicazione scritta e alla diplomazia. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo Communication and Conflict. Italian Diplomacy in the Early Renaissance (1350-1520), Oxford 2015; ha curato, per i nostri tipi, Social Mobility in Medieval Italy (1100-1500), con Sandro Carocci (2018) e Lo Stato italiano del Rinascimento, con Andrea Gamberini (2014). 

domenica 6 settembre 2020

Sulle tracce di Petrarca

Sulle tracce di Petrarca
Storia e significato di una prassi scrittoria
di Maddalena Signorini
pp. XII-224, € 28,00
Olschki, 2020
ISBN: 9788822266910

Francesco Petrarca ci ha lasciato numerosi autografi di diversa estensione, contenuti e finalità che attestano la complessità del suo uso della scrittura come strumento cardine per l’elaborazione non solo dell’opera letteraria, ma anche della rappresentazione del sé intellettuale.
In questo volume si censiscono, editano e commentano paleograficamente un gruppo di 39 attestazioni autografe lasciate da Petrarca nelle carte di guardia anteriori o posteriori dei libri appartenutigli, in un luogo perciò periferico, ma, al tempo stesso, significativamente a contatto con il libro inteso sia quale manufatto, sia quale relatore di un testo. Si tratta di un insieme di ‘tracce’ grafiche che, lungi dal rappresentare un agglomerato di scritte casuali, costituisce invece un complesso per molti versi coerente, segno e testimonianza materiale di un progetto culturale meritevole della nostra attenzione. 
Maddalena Signorini insegna Paleografia latina e Codicologia presso l’Università di Roma Tor Vergata. I suoi principali interessi di ricerca riguardano le tematiche relative all'alfabetismo, alla messa per iscritto dei volgari romanzi e, più in generale, della produzione, diffusione e conservazione dei testi volgari. Speciale attenzione ha dedicato negli anni più recenti alla scrittura e ai codici, singoli o indagati quali raccolta libraria, di Francesco Petrarca e di Giovanni Boccaccio.

lunedì 14 ottobre 2019

Galvano di Bologna

Galvano di Bologna
Tra la Commedia dantesca e il Roman de Troie di Benoît de Sainte-Maure. Ricerche
a cura di Silvia De Santis
pp. 144, € 18,00
Gangemi Editore, 2019
ISBN: 9788849238075
 
Il volume prende in esame la ricezione italiana del Roman de Troie di Benoît de Sainte-Maure e le sue numerose testimonianze manoscritte centrando l'interesse sui codici illustrati con particolare riferimento ai codici W (=Wien, Österreichische Nationalbibliothek, 2571), C (=Paris, Bibliothèque nationale de France, fr. 782) e S (= Sankt Peterburg, Rossijskaja Nacional'naja Biblioteka, fr. F.v. XIV.3), databili al secondo quarto del Trecento. A quest'ultimo manoscritto, il più sontuoso dell'intera tradizione dell'opera, è dedicata un'analisi specifica, da cui verrà avanzata una nuova ipotesi circa la sua localizzazione. Il confronto paleografico, codicologico e linguistico con uno dei più antichi relatori della Commedia dantesca (Firenze, Biblioteca Riccardiana, ms. 1005), sottoscritto da maestro Galvano di Bologna, ha infatti permesso all'autrice di attribuire allo stesso Galvano anche il codice pietroburghese, la cui origine era stata fino a oggi ritenuta incerta.
Silvia De Santis è professoressa abilitata di seconda fascia in Filologie e Letterature medio-latina e romanze. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filologia e Letterature romanze presso l'Università di Roma “La Sapienza” e il diploma in paleografia e archivistica alla Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica. I suoi principali campi di ricerca riguardano la filologia e la linguistica occitaniche, antico-francesi e antico-italiane, nonché il teatro e la musica medievali e la ricezione di Dante nell'Inghilterra setteottocentesca. Ha pubblicato l'edizione critica, con la trascrizione delle melodie, del Mistero provenzale di sant'Agnese (Roma, Viella, 2016) e una monografia sulle illustrazioni dantesche di William Blake (Blake & Dante. A Study of William Blake's illustrations of the Divine Comedy including his critical notes, Roma, Gangemi Editore, 2017).

giovedì 20 dicembre 2018

Andrea Mantegna allo scrittoio

Andrea Mantegna allo scrittoio
Un profilo linguistico
di Alessandro Aresti
pp. 364, € 34,00
Salerno Editrice, 2018
ISBN: 978-88-6973-324-6

Questo studio è dedicato a uno dei più grandi artisti quattrocenteschi, Andrea Mantegna, al cui corpus documentario, 27 lettere e un contratto, (i soli documenti finora noti che sappiamo provenire dal suo scrittoio) ci si accosta per la prima volta con gli strumenti dell’analisi linguistica, con l’obiettivo principale di comprendere in che modo egli si pose rispetto agli istituti linguistici del tempo e dell’ambiente culturale in cui visse e si formò.
La ripubblicazione delle lettere in una nuova edizione filologicamente aggiornata, in linea con gli standard ecdotici odierni, offre inoltre agli studiosi, storici dell’arte in primis, una base documentaria linguisticamente e testualmente più salda rispetto alle edizioni precedenti, e per tale ragione suscettibile di offrire un’interpretazione più puntuale di alcuni passi. Il lavoro editoriale è arricchito di un’analisi paleografica delle diverse tipologie di scrittura presenti, utile all’individuazione delle diverse mani e, dunque, alla distinzione fra documenti autografi e idiografi.
Alessandro Aresti è Marie Curie Fellow all’Opera del Vocabolario Italiano (CNR, Firenze) e insegna Lingua italiana all’Università del Dalarna (Svezia). È vicedirettore dell’annuario «Lid’O. Lingua italiana d’oggi».