domenica 14 aprile 2024

La terra piatta

La terra piatta
Geneaologia di un malinteso
di Violaine Giacomotto-Charra, Sylvie Nony
con la prefazione di Alessandro Vanoli
pp. 224; € 20,00
Il Mulino, 2024
ISBN: 978-88-15-38881-0

Nel Medioevo si credeva davvero che la Terra fosse piatta? Violaine Giacomotto-Charra e Sylvie Nony tracciano la storia di questo luogo comune e cercano di comprenderne la genesi. A partire dalle fonti antiche, questo libro rigoroso e vivace esplora la storia della scienza e del sapere durante il Medioevo e il Rinascimento e si concentra sulla genealogia del mito della Terra piatta per capire perché persista nonostante le evidenze scientifiche contrarie. Una riflessione, non priva di umorismo, su come le idee errate possono resistere nel tempo e sul modo in cui le credenze si diffondono nella società.

Violaine Giacomotto-Charra insegna Storia della conoscenza e Lingua e letteratura rinascimentale nell’Università Bordeaux Montaigne. Si occupa di analisi della scrittura e della diffusione delle conoscenze relative alla natura nel Rinascimento.
Sylvie Nony insegna Scienze fisiche. Il suo campo di ricerca è la fisica medievale araba.

sabato 13 aprile 2024

Gli spazi del vissuto nel Medioevo

Gli spazi del vissuto nel Medioevo
Scritti per Paola Galetti
a cura di Nicola Mancassola
pp. 318; € 60,00
All'Insegna del Giglio, 2024
ISBN: 9788892852020

Da alcuni anni, nel mondo accademico, si è diffusa la prassi che quando un docente universitario termina il servizio, i suoi più stretti collaboratori, a sua “insaputa”, confezionino un’opera miscellanea come riconoscimento del percorso scientifico svolto. Non è il caso di questo libro. Paola Galetti, non seguendo la prassi in auge, ha deciso di regalarsi un volume nel quale invitare direttamente amici, colleghi e giovani ricercatori (molti formatisi proprio facendo il dottorato con Paola) che a vario titolo e in varie circostanze hanno condiviso con lei percorsi di ricerca comune. Proprio perché l’interesse era spostato dai contenuti alle persone, agli autori non è stato dato alcun tema specifico, ma si è lasciato liberi di rendere omaggio a Paola nel modo che preferivano. A seconda delle singole sensibilità personali sono stati confezionati contributi più vasti e articolati, rispetto ad altri più puntuali e specifici. In tutti però è emersa l’attenzione d’essere coerenti con gli specifici filoni di indagine che Paola ha portato avanti in questi decenni di insegnamento e studio presso l’Università di Bologna. Il risultato è stato un volume coerente, che è stato possibile articolare in quattro nodi tematici: la storia degli studi, Piacenza, la città e il territorio. L’arco cronologico spazia dall’età tardo antica ai secoli finali del Medioevo, mentre l’areale geografico, sebbene incentrato prevalentemente sull’Italia padana, raggiunge il centro e il sud della Penisola, aprendo finestre anche sull’Europa medievale: Spagna e Polonia. Un aspetto che emerge con forza nel volume e che ha sempre contraddistinto la produzione scientifica di Paola è senza dubbio l’interdisciplinarietà, così la partecipazione di storici, archeologi, ingegneri e storici dell’arte rende l’opera alquanto vivace e ricca di spunti di riflessione metodologica.
Nicola Mancassola è ricercatore a tempo determinato in Metodologia della ricerca archeologica. Coniugando l’aspetto interdisciplinare tra archeologia e storia medievale, ha approfondito diversi aspetti della metodologia della ricerca, della storia degli insediamenti e della società rurale oltre ad aver indagato il rapporto tra uomo e ambiente dal periodo tardoantico fino ai secoli centrali del Medioevo. Un interesse particolare è stato rivolto alla digitalizzazione e gestione informatica dei dati nei vari aspetti della ricerca archeologica.

venerdì 12 aprile 2024

Nuova opera

Nuova opera
Edizione critica e annotata
a cura di Arianna Capirossi
pp. 382; € 19,90
Firenze University Press, 2022
ISBN: 978-88-5518-529-5

Il fiorentino Giovanni Cavalcanti (1381-1451 ca.), membro di un ramo decaduto della famiglia, ebbe una vita segnata dal carcere per debiti. Il desiderio di giustizia e rivalsa informa i suoi scritti. La Nuova opera è un testo eterogeneo: punteggiato da novelle e aneddoti, fra cronaca storica e satira morale, narra e commenta gli eventi che coinvolsero Firenze negli anni 1440-1447. Memore di Dante, letto con profitto da Machiavelli, l’autore denuncia le cruente opposizioni tra fazioni e la degenerazione nei vizi della città, nonché la violenza e la tendenza alla tirannide dilaganti nella penisola, con punte polemiche verso Filippo Maria Visconti, Francesco Sforza, Cosimo de’ Medici. La nuova edizione critica e annotata guida i lettori attraverso la densa e vivace scrittura cavalcantiana.
La cronaca di Giovanni Cavalcanti è interessante e coraggiosa in quanto ha un piglio satirico ed è uno dei pochi testi del Quattrocento critici nei confronti di Cosimo de' Medici e della fazione medicea: forse proprio per questo ebbe una fortuna limitata, tant'è che a tutt’oggi l'autore risulta misconosciuto, nonostante sia stato poi una delle fonti di Machiavelli per le Istorie fiorentine. Il testo quattrocentesco, grazie alle numerose annotazioni, anche divulgative, di cui è corredato, è fruibile non solo da specialisti dell'argomento, ma anche da appassionati di storia.
Arianna Capirossi ha conseguito il dottorato in Italianistica presso l’Università di Firenze. È tutor didattico e cultrice di Letteratura italiana presso l’Università di Bologna. Per FUP ha pubblicato La ricezione di Seneca tragico tra Quattrocento e Cinquecento. Edizioni e volgarizzamenti (Firenze, 2020).

giovedì 11 aprile 2024

Marco Polo

Marco Polo
Storia e mito di un viaggio e di un libro
a cura di Samuela Simion, Eugenio Burgio
pp. 544; € 49,00 (Acquista onlne con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829025213
 
A sette secoli dalla morte di Marco Polo, il suo nome e l’opera che ha scritto con Rustichello da Pisa, il Devisement dou monde, evocano ancora i miti del viaggio e del ritorno, dell’Asia misteriosa e di Venezia; un mondo di merci, ricchezze, popoli, costumi inattesi. Dopo le grandi ricerche otto-novecentesche di impianto storico-positivista, gli studi sul viaggiatore e sul libro hanno ripreso slancio nell’ultimo ventennio. Si è riaperta così la questione testuale, in tutti i suoi aspetti, filologici e culturali (genesi, trasmissione, contesti di produzione e circolazione); si è lavorato sulla biografia dei due autori e sulla fisionomia del mito che su di loro si è stratificato; e si è tornati ad analizzare anche l’incontro con l’Asia narrato nel testo, per misurare nuovamente l’attendibilità del racconto e per riconsiderare quanto abbia influito su quei processi simbolici che le relazioni di viaggio innescano nella definizione del rapporto con l’Altro. In diciotto saggi redatti dai maggiori specialisti della materia, il volume offre una guida sullo stato delle ricerche e soprattutto invita a leggere, o rileggere, un classico della letteratura del Medioevo volgare.
Samuela Simion Insegna Filologia medievale e umanistica all’Università Ca’ Foscari Venezia. Si occupa di letteratura di viaggio.
Eugenio Burgio Insegna Filologia romanza all’Università Ca’ Foscari Venezia. Da tempo si occupa del Devisement dou monde.

mercoledì 10 aprile 2024

Antonello da Messina nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria

Antonello da Messina nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria
Studi scientifici, tecnica di esecuzione, notizie storico-artistiche e restauro
a cura di Giulia Germinario, Gloria Tranquilli, Daniela Vinci
pp. 208; € 29,00 (Acqiuista online con il 5% di sconto)
Rubbettino, 2024
ISBN: 9788849880335

Il volume illustra l’ampio lavoro di studio e ricerca che ha accompagnato il restauro dei due dipinti di Antonello da Messina, conservati nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria. Opere giovanili dell’artista messinese, sono giunte nel laboratorio dei dipinti su tavola dell’Istituto Centrale del Restauro grazie alla storica collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia che ne ha garantito la conservazione dagli anni Quaranta del Novecento. L’intento è stato quello di ampliare la conoscenza della prima fase dell’attività di Antonello da Messina attraverso l’elaborazione dei numerosi dati scientifici della campagna diagnostica, che ha avuto come focus lo studio della genesi compositiva dell’opera, la caratterizzazione dei materiali costitutivi e il controllo delle operazioni di restauro. Le immagini documentano le fasi dell’intervento e il recupero dei valori cromatici dei due piccoli capolavori. Tale articolato e specialistico lavoro di ricerca ha inoltre stimolato ulteriori riflessioni sul modus operandi del pittore siciliano.
Giulia Germinario è Ricercatrice dell’ISPC-CNR di Lecce, laurea in Diagnostica dei Beni Culturali e dottorato in Scienze Chimiche e Molecolari, è esperta di analisi scientifiche delle opere d’arte antiche e contemporanee. Ha pubblicato diversi lavori su riviste scientifiche. Insegna Chimica dei pigmenti e dei leganti presso l’ICR.
Gloria Tranquilli Ex-funzionario restauratore del MiC, laurea ICR, laurea specialistica in Conservazione dei Beni Culturali, ha prestato servizio a Venezia dove ha restaurato capolavori delle Gallerie dell’Accademia. Come docente ICR ha esercitato attività sia teorica che operativa. Ha pubblicato articoli sulla storia della conservazione.
Danila Vinci è Funzionario storico dell’arte del MiC in servizio presso la SABAP di Reggio Calabria e Vibo Valentia, laurea in Conservazione dei Beni Culturali, specializzazione in Tutela e valorizzazione dei beni storico-artistici, ha pubblicato lavori su beni storico-artistici calabresi.

martedì 9 aprile 2024

I templari lungo la via Emilia occidentale

I templari lungo la via Emilia occidentale
Storia e leggende
di Alberto Cavazzoli
pp. 105; € 15,00
CN Editore, 2024
EAN: 9791281152373

«Le Templiers sont parmi nous» scriveva il noto e controverso scrittore francese Gérard De Sède, «i Templari sono fra di noi», e ancora qui tra noi possiamo trovare “frammenti” della loro presenza. Perché i monaci guerrieri non furono presenti solo in Terra Santa o in Francia, ma per almeno due secoli stanziarono sulla più grande arteria viaria dell’Italia, la via Emilia, proteggendola e portando in quei territori le straordinarie conoscenze che avevano acquisito in oriente.
Alberto Cavazzoli, esperto di esoterismo e leggende medioevali, ci guida alla scoperta di quanto ancora rimane dei luoghi templari emiliani: resti di commende, magioni, ospitali e chiese che, a dispetto della damnatio memoriae che colpì l’ordine, si scoprono nelle città oppure abbandonati nelle campagne.

lunedì 8 aprile 2024

Con altra pelle

Con altra pelle
Maria di Francia, Shota Rustaveli e il Cavaliere Verde
di Roberto Talamo
pp. 176; € 22,50 (Acquista online con il 5% di sconto)
Liguori Editore, 2024
ISBN: 9788820770402

In questo libro, il lettore troverà uno studio tematico e comparatistico di tre testi del medioevo europeo: il lai di Maria di Francia intitolato Bisclavret (XII sec.), il romanzo arturiano inglese, di autore anonimo, Sir Gawain e il Cavaliere Verde (XIV sec.) e il poema cavalleresco georgiano Il cavaliere con la pelle di pantera di Shota Rustaveli (XII-XIII sec.). Il tema comune è quello dell’incontro perturbante con una pelle assolutamente altra: quella mutante del lupo mannaro di Maria di Francia, quella verde del cavaliere arturiano e quella di pantera del cavaliere protagonista del poema di Rustaveli. L’incontro con l’altra pelle segna in modo determinante l’identità stessa dei personaggi che con essa si confrontano. I tre testi sono sia studiati in sé, con importanti acquisizioni anche dal punto di vista dell’interpretazione, sia accostati in una riflessione comparatistica che parte dai concetti di identità narrativa e mutuo riconoscimento di Paul Ricœur. Nel caso del poeta georgiano Rustaveli, questo libro è il primo studio d’insieme a lui dedicato in Italia.
Roberto Talamo svolge i suoi studi principalmente nei campi della teoria letteraria e della comparatistica. Ricercatore universitario, ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale di seconda fascia in “Critica Letteraria e Letterature Comparate”. È componente del comitato di redazione della rivista scientifica Enthymema ed è membro del gruppo di ricerca Harpocrates, di cui co-dirige la collana editoriale. È corrispondente per l’Italia del Fonds Ricœur di Parigi. I suoi principali interessi di studio sono la teoria della narrazione e del personaggio letterario, la teoria dell’intenzione, la storia delle teorie della letteratura, l’opera di Paul Ricœur e l’identità narrativa, le forme dei generi letterari, la teoria dei dispositivi, micro e macro-analisi nella critica letteraria. Ha pubblicato le seguenti monografie: Intenzione e iniziativa. Teorie letterarie dagli anni Venti a oggi, Progedit, Bari 2013; Forme letterarie e teorie psicoanalitiche. Per una storia delle teorie della letteratura, Ledizioni, Milano 2018.

domenica 7 aprile 2024

La costruzione di Siena medievale

La costruzione di Siena medievale
Note di topografia urbana tra XI e metà XIV secolo
di Jacopo Bruttini
pp. 142; € 36,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892852495

Siena, “figlia della strada”, dalle origini etrusche, gli sviluppi romani sino alla piena maturazione del XIII sec., è una città definita dalla morfologia collinare che ne ha favorito e allo stesso tempo limitato la crescita. Città di grandi artisti, quali Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, Domenico Beccafumi; città di santi come santa Caterina e san Bernardino e dei papi Alessandro III, Pio II, Pio III e Alessandro VII; fulcro di attività bancarie, formazione universitaria e sede dell’Ospedale Santa Maria della Scala. Non solo, Siena presenta altre specificità: l’assenza di corsi d’acqua, la creazione del centro politico-economico bassomedievale al di fuori della cinta romana, una spiccata internazionalizzazione durante parte del XIII sec. Ma qual era la forma fisica della città che ha generato le condizioni per la nascita di queste peculiarità? Con questo volume si tenta quindi di dare corpo allo sviluppo urbano di Siena, focalizzandosi su un’area delimitata e un ambito temporale circoscritto, con particolare attenzione al rapporto tra aspetti geomorfologici e struttura urbana.

sabato 6 aprile 2024

Arechi II. Duca e Principe

Arechi II
Duca e Principe
di Tommaso Indelli
pp. 208; € 35,00
Volturnia Edizioni, 2024
EAN: 978-88-31339-27-8
 
Caduta Pavia in mano franca, Arechi II, come riporta una fonte posteriore agli eventi, «…primus Beneventi principem se appellare iussit.. ››, si proclamò “principem Langobardorum” e abbandonò la titolatura ufficiale fino ad allora adoperata nei praecepta cancellereschi, ossia “domnus vir gloriosissimus Arigis summus dux gentis Langobardorum”. La rivendicazione del titolo di “princeps” sancì, sul piano politico, giuridico e dei rapporti internazionali, la trasformazione costituzionale della compagine politica beneventana da un ducatus a un principatus e produsse una sorta di translatio regni, di “passaggio di consegne” da Pavia a Benevento (…) Soprattutto nella Tarda Antichità (III-V secolo d. C.), il titolo di “princeps” aveva finito per indicare l’imperator, la fonte suprema di ogni potere, e continuò ad essere adoperato dai re germanici anche dopo il crollo dell’Impero romano d’Occidente. Nel contesto dei regni ”romano-barbarici” il titolo di “princeps” fu adoperato anche da alti dignitari e ufficiali palatini, come i maggiordomi del regno franco che, col tempo, finirono per esautorare i sovrani merovingi, privandoli di ogni potere (…) Al cambiamento istituzionale avvenuto a Benevento, Arechi diede adeguata risonanza anche attraverso la moneta, autorizzando nuovi coni con, sul rovescio, la leggenda “Victoria principi”, d’imitazione bizantina, accompagnata dall’iniziale del suo nome – “A” – e, sul dritto, un busto stilizzato con la leggenda “princeps”, indicativa della nuova autorità di cui si era investito. Benevento aveva, per la prima volta, una monetazione totalmente indipendente (…) Ma Arechi, al di là del rivestimento formale dato alla sua autorità, con l’uso di una titolatura aulica e solenne, aveva compiuto un atto di grande rilevanza non solo politica, ma storica, ponendo le premesse della nascita di una compagine politica destinata, tra alterne vicende, a caratterizzare la storia del Mezzogiorno fino alla conquista normanna (…).
Tommaso Indelli (Salerno, 1977). Già Assegnista di Ricerca in Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Salerno, ha conseguito, a Pavia, il Dottorato di Ricerca in Diritto Romano e Cultura Giuridica Europea (XVIII ciclo), specializzandosi nella cultura giuridica della Tarda Antichità e dell’Europa medievale. Si occupa di ricerca e problematiche inerenti le strutture e le forme di organizzazione del potere pubblico e statale nel Mezzogiorno medievale, longobardo e normanno (VI-XII secolo). Ha partecipato, in veste di relatore, a convegni nazionali ed internazionali ed è autore di contributi su riviste di settore. Tra le sue monografie, Langobardìa. I Longobardi in Italia (secc.VI-XI) (Padova 2013), Il tramonto della Langobardìa minor. Longobardi, Saraceni e Normanni nel Mezzogiorno (IX-XI sec.) (Salerno 2019), La Giustizia nella Langobardia meridionale tra norma e prassi (Milano-Spoleto 2020), Confini e stranieri nell’Italia longobarda. La disciplina giuridica (VII-X secolo) (Cerro al Volturno (IS) 2022), La condizione del servo nell’Occidente medievale. Aspetti giuridici e sociali (IV-XV sec.) (Salerno 2023).

venerdì 5 aprile 2024

Medicina e scienze della natura alla corte dei papi nel Duecento

Medicina e scienze della natura alla corte dei papi nel Duecento
Con un saggio introduttivo alla nuova edizione
di Agostino Paravicini Bagliani 
pp. XXXVII-405, € 82,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-278-7

Un filo rosso attraversa i saggi qui riuniti, ossia la presenza di uomini di scienza alla corte papale nel corso del Duecento, da Witelo, il massimo studioso di ottica di quel secolo, a Campano da Novara, l’autore della Theorica planetarum, al domenicano Guglielmo da Moerbeke, il celebre traduttore del corpus di opere di Aristotele. Innumerevoli informazioni di carattere medico-scientifico pongono la corte papale in competizione con le altre corti sovrane duecentesche, anzitutto quelle di Federico II e di Alfonso X; inducono a ritenere che anche per il papato e le élites curiali lo studio della natura fu pensato come strumento simbolico di dominio del mondo, in sintonia con le celebri riflessioni offerte da Ruggero Bacone a papa Clemente IV; e dimostrano che la corte papale del Duecento è un vero e proprio laboratorio di storia del corpo: dalle aspirazioni alla prolongatio vitae, sostenute anche da strumenti alchemici, a nuove sensibilità volte ad affidare la cura corporis a una sempre più intensa medicalizzazione.

La nuova introduzione al volume, edito per la prima volta nel 1991, riassume con cura il lungo percorso di ricerca che l’autore e la storiografia più qualificata hanno svolto su questi temi nel corso degli ultimi tre decenni.
Elenco dei saggi contenuti nel volume: Medici e ricette mediche alla corte papale del Duecento – Federico II e la corte dei papi: scambi culturali e scientifici – Campano da Novara e il mondo scientifico romano duecentesco – Witelo et la science optique à la cour pontificale de Viterbe – Guillaume de Moerbeke et la cour pontificale – Cultura e scienza araba nella Roma del Duecento – Medicina e scienze della natura alla corte di Bonifacio VIII – La papauté du XIIIe siècle et la renaissance de l’anatomie – Il mito della prolongatio vitae e la corte pontificia del Duecento. Il De retardatione accidentium senectutis – Ruggero Bacone, Bonifacio VIII e la teoria della prolongatio vitae – La fondazione dello Studium Curiae. Una rilettura critica – A proposito dell’insegnamento di medicina allo Studium Curiae – La provenienza ‘angioina’ dei codici greci della biblioteca di Bonifacio VIII. Una revisione critica. INDICI. Indice dei manoscritti. Indice delle cose notevoli. Indice degli incipit. Indice dei nomi di persona e di luogo.
Agostino Paravicini Bagliani è uno storico italiano, con interessi verso la storia del papato, l'antropologia culturale, la storia del corpo e dei rapporti tra natura e società nel Medioevo.

giovedì 4 aprile 2024

Filosofie medievali

Filosofie medievali
Dalla tarda antichità all'Umanesimo
di Giovanni Catapano
pp. 308; € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829023912

Il Medioevo è l’epoca dell’espansione della filosofia al di là dei confini della grecità e della sua penetrazione in nuovi contesti culturali, linguistici e religiosi. È l’età aurea della riflessione monoteistica, dei commentari e delle dispute. Il libro inquadra in modo chiaro e aggiornato autori, opere e temi principali del pensiero filosofico sviluppatosi in area mediterranea, mediorientale ed europea nei secoli IV-XV, dal platonismo latino tardoantico sino all’Umanesimo italiano. Se da un lato il teismo e il legame con testi autorevoli del passato sono elementi che accomunano i pensatori di questi secoli, dall’altro lato operano nel Medioevo fattori che introducono profonde differenze nella maniera di concepire e praticare la filosofia, primo fra tutti l’università, un’istituzione che sorge nel mondo latino tra il XII e il XIII secolo. I sei capitoli in cui si articola il volume sono divisi in due parti: i primi tre riguardano le filosofie preuniversitarie dalla tarda antichità in avanti, includendo quelle di bizantini, arabi ed ebrei; i restanti tre, invece, concernono le filosofie medievali in epoca universitaria, dai primi maestri di Parigi e Oxford agli aristotelici padovani, senza tralasciare il pensiero di mistiche, laici e umanisti.
Giovanni Catapano è professore ordinario di Storia della filosofia medievale all’Università degli Studi di Padova e condirettore di “Medioevo. Rivista di storia della filosofia medievale”. È autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche.

mercoledì 3 aprile 2024

L'invenzione dell'Occidente

L'invenzione dell'Occidente
di Alessandro Vanoli
pp. 272; € 20,00
Laterza, 2024
ISBN: 9788858151358

Nel 1494, solo due anni dopo la ‘scoperta dell’America’, a Tordesillas, una piccola località della Castiglia, veniva firmato un trattato tra Spagna e Portogallo che divideva il mondo in due e inventava l’Occidente come spazio, comunità e cultura. Mai nessuno si sarebbe potuto aspettare che una semplice firma avesse conseguenze così gigantesche e durature.

Questa è la storia di come, tra medioevo ed età moderna, le società europee (all’inizio spagnoli e portoghesi in testa) spinsero le proprie ambizioni sempre più verso l’oceano e così facendo trasformarono l’idea che esse avevano dell’Ovest: quella che era una direzione divenne poco alla volta uno spazio pensabile. È perciò una storia di grandi navigatori e di dibattiti violenti tra geografi, una storia di sfide e di esplorazioni che solcarono l’ignoto. Ma è anche la storia dei dibattiti culturali che ne seguirono e che inventarono e definirono quell’Occidente che prima mancava dalle mappe. E il punto di arrivo di questa storia siamo noi.
In un momento in cui tutto questo appare ormai largamente messo in discussione, forse vale la pena riprendere il discorso da capo e chiedersi come si sia giunti alla nostra idea di Occidente. Come una direzione geografica ha fatto nascere e maturare un’idea di appartenenza. Quel che non possiamo fare è darlo per scontato. Pensare che noi si sia davvero da sempre così, che la nostra storia, la nostra cultura e la nostra civilizzazione corrispondano da sempre a quello spazio indistinto con i piedi in Europa e la testa nell’Atlantico: quell’Occidente che in questo secolo faticoso appare sempre più difficile da stringere nelle nostre idee e nelle nostre mappe.
Alessandro Vanoli, storico, scrittore e divulgatore, è esperto di storia mediterranea. Ha insegnato all’Università di Bologna e per un breve periodo all’Università Statale di Milano, occupandosi di storia del Mediterraneo e della presenza islamica in Spagna e Sicilia. Da anni si occupa anche di comunicazione e divulgazione con progetti teatrali e attività didattiche legate alla conoscenza del mondo islamico e alla promozione della storia. Collabora con la RAI e con il “Corriere della Sera”. Per Laterza è autore di Storia del Mediterraneo in 20 oggetti (con Amedeo Feniello, 2018) e Storia del mare (2022).

martedì 2 aprile 2024

Firenze prima di Firenze

Firenze prima di Firenze
Miti e fondazioni della città sull’Arno
di Lorenzo Tanzini
pp. 196; € 19,00
Salerno Editrice, 2024
ISBN: 9788869738326

La storia di Firenze ­ fino al XII secolo, cioè prima della sua spettacolare ­ fioritura bassomedievale, è una vicenda con molti vuoti, per la mancanza di fonti e per la scomparsa di molte testimonianze monumentali su quella Florentia che pure fu una città romana di un certo rilievo. Quei vuoti della memoria dei secoli lontani furono però riempiti tra Due e Quattrocento da una straordinaria stagione di ricostruzioni leggendarie, che raccontarono la storia della fondazione della città componendo suggestioni antiquarie con ambizioni politiche e di immagine. Il volume studia quelle mitiche “fondazioni”, affiancandole alla ricostruzione storico-archeologica della Firenze antica e altomedievale: una chiave di lettura per comprendere, in controluce, ciò che Firenze fu nei secoli più lontani e meno noti, e soprattutto una via preziosa per capire ciò che volle essere, costruendo – in una memoria a volte reinterpretata e spesso inventata – i lineamenti della propria identità.
Lorenzo Tanzini insegna Storia medievale presso l’Università di Cagliari. Al centro dei suoi studi sono la politica, il diritto e la cultura dell’Italia nel tardo Medioevo. Tra i suoi volumi si ricordano almeno A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma 2014); Una Chiesa a giudizio. I tribunali vescovili nella Toscana del Trecento (Roma 2020).

lunedì 1 aprile 2024

Ser Lando di Fortino dalla Cicogna

Ser Lando di Fortino dalla Cicogna
Notariato e ascesa sociale a Firenze nel tardo Medioevo
di Francesco Borghero
pp. XXII-336; € 45,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Olschki, 2024
ISBN: 9788822269225

Partendo da fonti documentarie inedite e inserendosi nel filone storiografico inerente ai canali di mobilità sociale connessi alla ‘congiuntura’ del Trecento, il volume indaga la carriera professionale e l’ascesa sociale di ser Lando di Fortino dalla Cicogna (1345-1376), notaio altovaldarnese attivo, all’indomani della Peste Nera, per i maggiori enti ecclesiastici e religiosi della Toscana fiorentina. Inurbatosi a Firenze, egli divenne, da rappresentante della ‘borghesia di castello’, l’eponimo capostipite dei Fortini, ‘gente nuova’ che, fra Tre e Quattrocento, avrebbe vantato illustri esponenti dell’élite professionale, imprenditoriale e culturale fiorentina.
Francesco Borghero (Cagliari, 1992), dottore di ricerca in Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Firenze e in seguito borsista e assegnista di ricerca presso il medesimo ateneo e l’Università degli Studi di Siena, si occupa di storia socio-economica e istituzionale del tardo Medioevo italiano, con una focalizzazione sul notariato, sulle istituzioni ecclesiastiche e religiose della Toscana e sulle realtà istituzionali e sociali della Sardegna.