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mercoledì 20 dicembre 2023

Dinamiche dell’incastellamento in Adriatico. Secoli X-XIII

Dinamiche dell’incastellamento in Adriatico. Secoli X-XIII
a cura di Daniele Sacco
pp. 428: € 70,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892852570

Il dibattito sull’incastellamento ha compiuto 50 anni. I castelli, osservati dall’alto, paiono un corpo unico che nacque per modificare l’habitat: una grande rivoluzione attuata tra X e XIII secolo, ma non fu così. Ogni castello è frutto di dinamiche proprie e può non trovarsi in relazione con il suo vicino più prossimo. L’incastellamento non fece muovere tutte le forze in campo all’unisono e fu caratterizzato da un mosaico di motivazioni che impattarono, spesso, su scala micro-territoriale, senza poter essere incasellate rigidamente. Una base comune è evidente: aumentare la protezione. Le differenze stanno nell’oggetto che andava protetto. Un castello a difesa di un valico ha una ragione d’essere ben diversa da un castello realizzato a difesa di un sito di stoccaggio di prodotti fondiari (con relativo abitato). Quelle “ragioni di essere” si traducono nella materialità dei rinvenimenti archeologici, che in Europa caratterizzano un mosaico di situazioni che non possono essere incasellate rigidamente, come spesso è stato fatto. Questo volume propone esempi e linee di tendenza sulla nascita dei castelli in Adriatico, dall’Istria alla Puglia, frutto di ricerche archeologiche e topografiche che concorrono ad approfondire il dibattito internazionale sull’incastellamento attraverso nuovi dati sviluppati in un’ottica più traversale e meno dicotomica di quanto si sia postulato in passato.
Daniele Sacco è professore associato di Archeologia Cristiana e Medievale all'Università di Urbino.

martedì 21 settembre 2021

Rupecanina

Rupecanina
Storia e archeologia di un villaggio medievale in Campania
a cura di Alessia Frisetti
pp. (?), € 60,00
Volturnia Edizioni, 2021
ISBN: 9788831339391
 
L'incastellamento è stato un fenomeno travolgente dal punto di vista economico, militare sociale e l'insediamento di Rupecanina ha costituito uno dei capisaldi del controllo territoriale nella valle del Volturno. Nel Xli secolo, quando sulla scena politica del Mezzogiorno si impone la forte personalità di Ruggero II, il castrum S. Angeli è all'apice della sua potenza. Le indagini archeologiche recenti, svolte dal team dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, hanno rappresentato un'occasione più unica che rara poiché ad oggi il castello di Rupecanina è uno dei pochi insediamenti castrensi oggetto di scavo nella Campania interna. La pubblicazione dei risultati di queste ricerche assume, quindi, un valore ancor più pregnante nel panorama scientifico e divulgativo. Il volume ripercorre gli studi e le ricerche storico-archeologiche che hanno interessato il sito dal secolo scorso agli anni più recenti, con l'obiettivo di proporre una sintesi delle fasi di vita del castello ed un approfondimento sui reperti rinvenuti in fase di scavo.
 
Alessia Frisetti, Latem (Laboratori di Archeologia Tardoantica e Medioevale, Università degli Studi Orsola Benincasa di Napoli).
Specializzata in archeologia tardoantica e medioevale alla Scuola di Specializzazione di Matera (nel 2009), PhD in Archeologia presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza (nel 2016), docente a contratto nel biennio 2012-2013 e 2011-2012 per la cattedra di “Storia degli Insediamenti tardoantichi e medioevali”, presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Dal 2005 è cultore della materia nello stesso Ateneo, per la Cattedra di Archeologia Cristiana e Medioevale, nell’ambito della quale ha seguito come correlatore diverse tesi di laurea magistrale e specialistica. Ha condotto diverse campagne di scavo didattico come Field Director presso il sito del castello di Rupecanina (Sant’Angelo d’Alife, CE) di cui sta curando la pubblicazione dei dati di scavo, ed è responsabile dal 2005 della documentazione grafica presso il sito monastico di San Vincenzo al Volturno (IS).

lunedì 26 ottobre 2020

Empoli, novecento anni

Empoli, novecento anni
Nascita e formazione di un grande castello medievale (1119-2019)
a cura di Francesco Salvestrini
pp. XX-236, € 20,00
Olschki, 2020
ISBN: 9788822267160
 
La celebrazione dei novecento anni dalla stipula dell’atto con cui i conti Guidi sancirono l’incastellamento dell’antica pieve di Sant’Andrea a Empoli (1119) è stata occasione per un team di studiosi di tornare a riflettere sui primi due secoli della storia empolese. Gli approfondimenti offerti dagli autori prendono spunto dalla peculiarità di questo castello, ossia la sua posizione baricentrica rispetto al territorio toscano,traValdarno e Valdelsa e presso la via Romea, la direttrice Pisa-Firenze e l’arteria navigabile co
stituita dall’Arno. I saggi sono, quindi, dedicati, alle dinamiche insediative, allo sviluppo dell’assetto urbanistico, alle basi dell’economia, al ruolo della pieve collegiata e dagli altri enti ecclesiastici, all’evoluzione dalla preminenza dei nuclei signorili – segnatamente le famiglie dei conti Guidi, Alberti e Cadolingi – alla crescita del comune sotto il controllo di Firenze. Il tutto senza trascurare la vita culturale e le espressioni artistiche e architettoniche emerse dall’antichità al XIV secolo.
Francesco Salvestrini insegna Storia Medievale all’Università di Firenze. Si occupa di storia del monachesimo benedettino, segnatamente vallombrosano, camaldolese e cistercense, con particolare attenzione alla storia delle istituzioni ecclesiastiche, ma ha dedicato lavori anche allo studio del rapporto fra insediamenti umani ed aree boschive e fluviali, alla storia della storiografia e dell’erudizione nella Toscana d’Ancien Régime, alla normativa delle città comunali italiane. Fra le sue monografie si segnala: Libera città su fiume regale. Firenze e l’Arno dall’Antichità al Quattrocento, Firenze, 2005; Disciplina caritatis. Il monachesimo vallombrosano tra medioevo e prima età moderna, Roma, 2008; Il carisma della magnificenza. L’abate vallombrosano Biagio Milanesi e la tradizione benedettina nell’Italia del Rinascimento, Roma, 2017. Studi sulle abbazie storiche e ordini religiosi della Toscana, vol. 6. - (settembre 2020).

lunedì 7 maggio 2018

Scudi di frontiera

Scudi di frontiera
Dinamiche di conquista e di controllo normanno dell’Abruzzo aquilano
di Alfonso Forgione
pp. 228, € 32,00
All'Insegna del Giglio, 2018
ISBN: 9788878148550

L’incastellamento verificatosi durante il periodo normanno ha profondamente segnato l’Abruzzo aquilano, provocando un sostanziale riassetto dell’organizzazione territoriale precedente, contraddistinta da un numero limitato di fortificazioni. La ricerca archeologica, in questo caso, diviene uno strumento cruciale per comprendere fino in fondo le dinamiche e l’evoluzione nel tempo di questo fenomeno, in un’area troppo spesso considerata liminare sia in senso geografico che politico. In questo peculiare periodo storico il territorio vide la nascita di nuovi insediamenti fortificati, sulla base di modelli normanni già sperimentati con successo in altre aree di confine. Questa ipotesi trova forza e conferme nella prassi operativa normanna che prevedeva la realizzazione in aree di frontiera di un particolare modello insediativo, la motte and bailey, considerato il più funzionale per il controllo e l’amministrazione dei nuovi possessi, nonché una chiara affermazione dell’identità e del potere dei nuovi conquistatori. La presenza di una collina artificiale, o di qualsiasi altra istallazione riferibile a essa, motta o éperon aménagé risulta superflua in territori accidentati e ricchi di rilievi naturali come l’Italia Meridionale, e si può dunque ragionevolmente spiegare solo con la radicata abitudine a un “modello insediativo” importato direttamente dalla Normandia, un’ipotetica tipologia di “castello matrice”. La vastità delle testimonianze presenti nel territorio che ancora non sono state fatte oggetto di puntuali e mirate indagini conferma come l’Abruzzo attenda tuttora un’attenzione che, almeno sul piano della ricerca archeologica, con alcune lodevoli eccezioni, gli è stata troppo a lungo negata.
Alfonso Forgione collabora alle ricerche storico-archeologiche dell'insegnamento di Archeologia medievale dell'Università degi Studi dell'Aquila, coordina i tirocini formativi svolti nel Laboratorio di Archeologia e è membro del Comitato Ordinatore del Centro di Ateneo per il Polo museale dell’Università.