domenica 30 giugno 2019

Estetica medievale

Estetica medievale
Dell'eros, della mensa, della città
di Frances Eiximenis
A cura di Gabriella Zanoletti. Presentazione di Rosario Assunto
pp. 206, € 20,00
Jaca Book, 2019
IABN: 978-88-16-41550-8

Frate minore dell’ordine francescano, nato a Girona nel 1330, Eiximenis fu nominato diacono nel 1352. Viaggiò a lungo fra i principali centri universitari del suo tempo, da Parigi a Colonia, da Oxford a Roma. Teologo presso l’Università di Leida, era assai stimato da Pietro il Cerimonioso, re di Catalogna e Aragona, che lo volle al suo fianco come consigliere a Barcellona. Spinto da un interesse teologico ed etico, Eiximenis si dedicò con passione a descrivere la vita del suo tempo, tramandandoci così informazioni preziose sul costume, in particolare sull’estetica femminile, sulla convivenza privata esaminata nel momento centrale della mensa, dove non soltanto ci si ciba ma si discorre anche di amicizia o d’amore... E infine sui problemi della convivenza pubblica, in quel luogo particolare creato dall’uomo che è la città, «luogo di sapienza e di virtù, costruita a scopo di informazione e di dottrina, in cui l’uomo possa vivere con sicurezza... poiché le città sono edificate per consolare e rallegrare l’uomo.

sabato 29 giugno 2019

Riscoprendo Arnolfo II e il suo tempo

Riscoprendo Arnolfo II e il suo tempo
Arsago Seprio e la sua pieve. Storia di una comunità
a cura di Paola Marina De Marchi, Martino Rosso
pp. 154, € 29,00
All'Insegna del Giglio, 2019
ISBN: 978-88-99547-32-5
 
Questo volume è il risultato concreto dei Seminari che si sono svolti ad Arsago Seprio con l’obiettivo di ricordare il Millenario della morte del Vescovo di Milano Arnolfo (998-1018) che, nato ad Arsago, da questo borgo ricco di tradizioni e cultura trasse i suoi primi indirizzi culturali e religiosi. Attorno a lui si snodano numerosi temi di ricerca interdisciplinare, intesi in primo luogo a ripercorre l’origine e lo sviluppo di questo importante vicus romano prima e abitato altomedievale poi, del quale restano numerose testimonianze archeologiche. In secondo luogo, a ricostruire le origini della Pieve di San Vittore con l’annesso Battistero di San Giovanni, citati in un documento del 1050, ma sicuramente risalenti all’alto medioevo, se non addirittura ad età paleocristiana. Il centro pievano, come mostrano documenti di IX secolo, estendeva la sua giurisdizione su un’ampia parte dei centri abitati dipendenti dal distretto territoriale del Seprio, creando un legame con il centro di potere longobardo di un maggior rilievo della Lombardia occidentale. La pieve altomedievale mantenne un ruolo centrale per un lungo periodo, subendo un inevitabile declino con l’ascesa del casato visconteo (XI-XII secolo), che elesse il suo luogo di dimora nella vicina Somma Lombardo. Arnolfo II, uomo di forte personalità, marca il momento di maggior vigore di Arsago, coincidendo cronologicamente quasi con l’edificazione del complesso pievano romanico, che ancora oggi costituisce uno più importanti nuclei religiosi del romanico lombardo, più volte modificato per andare incontro a rinnovate pratiche liturgiche e restaurato di recente. Restauri che in questa sede vengono sintetizzati e affiancati da un saggio chiarissimo che invita non a restaurare ma a procedere a manutenzioni attente e costanti, meno costose ma più utili alla conservazione dell’edilizia storica. Il Vescovo Arnolfo ebbe una personalità ricca e complessa. Fu uomo di religione e cultura, al quale si accostano le realizzazioni di importanti volumi a carattere laico e religioso, tra questi il celebre Libro di preghiere, in questa sede analizzato con rigore nei suoi caratteri artistici, che rinviano a precisi ambiti stilistici o di “scuola”. Fu però anche uomo di potere, conscio dell’importanza delle alleanze “politiche” che si intrecciavano nelle lotte per la successione al vertice dell’impero. Non a caso agiva a Milano, città ambiziosa e di “vertice”, della quale fu indubbiamente un interprete discusso ma rappresentativo, mentre alle sue spalle si muoveva il suo successore il carismatico Ariberto. Il volume si completa con uno studio che indaga la complessità della cultura religiosa del tempo a scala europea: le dispute, i dubbi interpretativi e umani, dovuti all’incontro tra religiosi di diversa formazione. Qui incontriamo il monaco Anselmo di Aosta, di cultura laica, che entrato in monastero analizza il rapporto tra conoscenza e fede, in quanto per lui credere è la via per conoscere. In questo dilemma tra intelletto e fede si muovono sensibilità ed acume ancora oggi attuali. In questo, come in numerosi altri casi, l’incontro virtuoso tra Istituzioni (Comune di Arsago, Regione Lombardia, Arcidiocesi, Soprintendenza e le Università Cattolica del Sacro Cuore e Politecnico di Milano) ha contribuito in modo sostanziale alla realizzazione del Millenario e di questo volume.

venerdì 28 giugno 2019

L'inverno sta arrivando

L'inverno sta arrivando
Il mondo medievale de «Il trono di spade»
di Carolyne Larrington
pp. 283, € 17,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Mondadori, 2019
ISBN: 9788804712350
 
Il "Trono di spade" è un fenomeno planetario: che si tratti del ciclo di romanzi di George R.R. Martin, o della spettacolare serie tv che ne è derivata, ovunque - sui giornali, nei blog online, nelle conversazioni tra appassionati - fioriscono le discussioni. Perché Westeros non ha ancora visto una rivoluzione industriale? L'astronomia è in grado di spiegare le peculiarità climatiche del continente e i suoi imprevedibili solstizi? Ma soprattutto: a cosa si è ispirato l'autore per creare il suo universo, dal sapore inequivocabilmente "medievale"? All'ultima domanda risponde Carolyne Larrington, studiosa di antiche saghe, e questo libro è il risultato di ciò che succede quando i medievisti appassionati del "Trono di spade" si riuniscono, dibattendo su cosa abbiano in comune Westeros ed Essos con il mondo medievale storico, ma anche con il mondo assai più vivido e arcano dell'immaginario medievale. Carolyne Larrington ha cercato e raccolto i miti e le leggende che hanno acceso l'immaginazione di Martin, e qui li racconta, trascinando il lettore in un viaggio tra un Oriente esotico e oscuro e i boschi incantati delle saghe norrene, popolate di folletti, giganti, e, ovviamente, draghi. Dagli Estranei alla Donna Rossa, da Castel Granito al Mare dei Brividi, un'indispensabile guida alle fonti storiche che hanno ispirato la più grande creazione fantasy del ventunesimo secolo.

giovedì 27 giugno 2019

Desiderio

Desiderio
di Stefano Gasparri
pp. 254, € 19,00
Salerno Editrice, 2019
ISBN: 8869733637

Desiderio, ultimo re dei Longobardi, segnò con le sue gesta la storia d'Italia. Ricordato come barbaro, fu l'emblema e l'ultimo fulgore di una civiltà che per due secoli fiorì in Italia e le cui tracce permangono nel patrimonio artistico di città come Brescia, Pavia, Benevento, Salerno. Come duca di Tuscia conquistò il potere, stabilendosi a Brescia nel monastero di San Salvatore, da cui regnò sull'Italia dell'VIII secolo. Durante il suo lungo regno fu prima protetto dai Franchi e difensore del papato, quindi alleato di Carlo Magno, e poi, infine, nemico dei papi e di Carlo. Vinto alle Chiuse di Susa dai Franchi, Desiderio fu assediato a Pavia, finché nel giugno del 774, arresosi, fu rinchiuso nel monastero di Corbie, dove poco dopo morì. Dopo essere stato sconfitto da Carlo Magno, il suo regno fu subordinato a un potere esterno alla penisola italiana, sancendo la nascita della dominazione territoriale della Chiesa di Roma. Si propone una narrazione degli ultimi vent'anni di storia del Regno longobardo diversa da quella scritta dai vincitori della complessa partita che si giocò in Italia nella seconda metà del secolo VIII.
Stefano Gasparri è docente ordinario di Storia medievale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. La sua ricerca si è dedicata in prevalenza alle società altomedievali (IV-XI secolo) e in particolare all’Italia longobarda e carolingia. Si è occupato anche della più antica storia di Venezia e ha studiato la cavalleria nelle città italiane centro-settentrionali nei secoli centrali e tardi del Medioevo. Fra i suoi lavori: Voci dai secoli oscuri. Un percorso nelle fonti dell’Alto Medioevo (Carocci, 2018); Tempi barbarici. L’Europa occidentale tra Antichità e Medioevo: 300-900 (con Cristina La Rocca, Carocci, 2017); Italia longobarda. Il regno, i Franchi, il papato (Laterza, 2012); Alto Medioevo mediterraneo (curatore, Firenze university press, 2005); Prima delle nazioni. Popoli etnie e regni fra Antichità e Medioevo (Nis, 1997); I milites cittadini. Studi sulla cavalleria in Italia (Isime, 1992); La cultura tradizionale dei Longobardi. Struttura tribale e resistenze pagane (Cisam, 1983).

mercoledì 26 giugno 2019

Il verso della Scuola Siciliana

Il verso della Scuola Siciliana
Prosodia, ritmo e sintassi alle origini della poesia lirica italiana
di Laura Facini
pp. XXXVI-326, € 52,00
Sismel, 2019
OSBN: 978-88-8450-915-4
 
Il volume analizza sistematicamente gli istituti metrico-sintattici relativi alla produzione lirica della breve ma eccezionale esperienza della Scuola Siciliana. Si tratta di un periodo, della prima metà del Duecento, tra i meno indagati della storia della poesia delle origini, ma che rappresenta un nodo essenziale in quanto esperienza aurorale della tradizione lirica italiana e fondamenta delle più conosciute linee poetiche del secondo Duecento (siculo-toscani, guittoniani, stilnovisti) e della codificazione realizzata poi da Dante e da Petrarca. Lo studio ha inteso delineare le pratiche compositive attivate dai rimatori federiciani, non sempre di facile e pacifica interpretazione, colmando una lacuna che riguarda il sistema ritmico e la natura prosodico-sillabica del verso curiale, nelle sue differenti misure, ma anche le figure ritmico-sintattiche, gli andamenti sintattico-intonativi e i movimenti metrico-sintattici all’interno di partizioni, strofe e componimenti dei rimatori della Magna Curia.
Laura Facini si è laureata in Letteratura e Filologia Medievale e Moderna con Pier Vincenzo Mengaldo all’Università degli Studi di Padova. Ha conseguito il dottorato in Letteratura e Filologia in cotutela di tesi presso l'Università di Verona e Lausanne, diretta dai professori Arnaldo Soldani e Marco Praloran, con uno studio metrico-stilistico e linguistico della traduzione-rifacimento della Pucelle d’Orléans di Voltaire realizzata da Vincenzo Monti. Tra il 2014 e il 2015 è stata assegnista di ricerca in Linguistica Italiana presso l’Università di Verona, dove ha cominciato uno studio sulle forme liriche della poesia siculo-toscana di metà Duecento. Attualmente è collaboratrice scientifica presso l’Università di Ginevra con una borsa “Ambizione” del Fondo Nazionale Svizzero, per proseguire il progetto di ricerca sulla lirica delle origini tra Due e Trecento. Dal 2006 collabora stabilmente con la rivista scientifica «Stilistica e metrica italiana» promossa dal Gruppo padovano di stilistica, e dal 2014 fa ufficialmente parte del comitato redazionale. Ha tenuto corsi e seminari nelle università di Padova e Verona, e ha svolto per molti anni lezioni di lingua italiana come L2 a minori immigrati.

martedì 25 giugno 2019

L'enigma dell'abate nero

L'enigma dell'abate nero
di Marcello Simoni
pp. 336, € 9,90
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822732965
 
Estate 1461, Mar Ligure. Angelo Bruni, diventato mercante navale e all’occorrenza contrabbandiere, abborda una nave proveniente da Avignone, intenzionato a saccheggiarla. A bordo di quell’imbarcazione, però, si nasconde una spia informata di un complotto ordito ai danni del noto cardinal Bessarione. Deciso a sfruttare a proprio vantaggio quell’informazione, Angelo pianifica di correre in soccorso del prelato, che si trova a Ravenna, per derubarlo delle sue ricchezze con l’aiuto del ladro Tigrinus. Ma l’avventura non andrà come previsto e Tigrinus raggiungerà Ravenna da solo. Qui, però, diventerà inaspettatamente il bersaglio di attacchi incrociati: quelli dei fedeli di Bessarione, convinti che il ladro fiorentino sia un sicario pericolosissimo, e quelli di Bianca de’ Brancacci, inviata a Ravenna da Cosimo de’ Medici. Inseguimenti, catture, fughe rocambolesche: Tigrinus dovrà fare appello a tutta la sua astuzia e al suo ingegno per salvarsi la vita e recuperare la Tavola di Smeraldo, il pericoloso libro che tutti vogliono. E mentre lotta per scampare alla morte scoprirà una verità sconvolgente che riguarda l’inquietante Abate Nero…
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013; La cattedrale dei morti; la trilogia Codice Millenarius Saga (L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni) e la Secretum Saga (L’eredità dell’abate nero, Il patto dell’abate nero e L'enigma dell'abate nero). Nel 2018 Marcello Simoni ha vinto il Premio Ilcorsaronero.

lunedì 24 giugno 2019

Il Palio di Siena

Il Palio di Siena
Una festa italiana
di Duccio Balestracci
pp. 328, € 23,00
Laterza, 2019
ISBN: 9788858136218

Il Palio di Siena non è una corsa di cavalli. O meglio: sì, è una corsa di cavalli, ovviamente, ma la galoppata che scatena la passione dei senesi e la curiosità di chi la segue è soprattutto un compendio, in poco più di un minuto, di una storia che non è fatta solo di cavalli che corrono e che non è neppure solo senese. Il Palio è un caleidoscopio attraverso il quale possiamo fare un viaggio nel tempo, in secoli di feste italiane.
Il Palio di Siena nasce nel Seicento e solo nell’Ottocento prende la sua attuale veste ‘medievale’. Paradossalmente diventa così ciò che nel Medioevo non era: una festa ‘fatta’ dal popolo, dal momento che fino al XVII secolo era una festa ‘offerta’ al popolo. Da questo punto di vista il Palio costituisce un esempio clamoroso di invenzione della tradizione. La festa senese, inoltre, non è mai stata sempre uguale a se stessa perché è stata ridefinita in tutte le sue componenti dalla storia dei tempi: quella nazionale e in qualche caso quella sovranazionale. La storia del Palio di Siena è, dunque, solo in parte storia che riguarda una singola città: per molti aspetti si tratta di una vetrina del modo in cui, nei secoli, si è trasformata la festa urbana e si è consolidato l’immaginario che essa ha suscitato. Ma come ha fatto una festa del tutto simile a una miriade di eventi analoghi a sopravvivere solo a Siena? Perché la contrada, il vero nucleo sociale aggregante del Palio, è riuscita qui a resistere e a costituire un modo di vivere che altrove si è perduto con il passaggio alla modernità? Una ricostruzione appassionante degli avvenimenti che contornano la corsa di cavalli più famosa al mondo insieme al racconto di quanto di vero, reale, semireale o totalmente fantasioso si è sedimentato intorno a questo evento, affascinando antropologi, giornalisti, scrittori, poeti, registi cinematografici e viaggiatori di ogni epoca.
Duccio Balestracci insegna Storia medievale e Civiltà medievali all’Università di Siena. Si è occupato di storia delle classi sociali in città e in campagna e degli aspetti della guerra e della festa. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento (Il Mulino 2015).

domenica 23 giugno 2019

I centri minori italiani nel tardo medioevo

I centri minori italiani nel tardo medioevo
Cambiamento sociale, crescita economica, processi di ristrutturazione (secoli XIII-XVI)
a cura di Federico Lattanzio, Gian Maria Varanini
pp. 496, € 29,90
Firenze University Press, 2019
ISBN: 978-88-6453-747-4
 
Nel tardo medioevo l’Italia è una delle aree più urbanizzate d’Europa. Le sue coste, la dorsale appenninica, la fascia peri-alpina, le pianure ospitano un grande numero di centri minori, terre, borghi, castra, ‘quasi città’. Molto vari per consistenza demografica, articolazione sociale, dinamismo economico, questi insediamenti costituiscono nel loro insieme un elemento caratterizzante, costitutivo dell’identità storica italiana: un suo ‘carattere originale’. Questo volume, grazie ad alcuni saggi di inquadramento e a una mappatura di casi singoli che tocca gran parte delle regioni del nord, del centro e del sud, si propone di indagare sulle vivaci ricerche dedicate a tale tematica degli ultimi trenta-quarant’anni.
Federico Lattanzio, dottore di ricerca in Storia medievale presso l’Università di Firenze, è collaboratore di ricerca presso l’Università di Roma Tor Vergata; studia la storia dell’Umbria meridionale e del Lazio settentrionale nei rapporti con il papato nel medioevo.
Gian Maria Varanini insegna storia medievale presso l’Università di Verona ed è membro del comitato scientifico del Centro studi sulla civiltà del tardo medioevo di San Miniato.

sabato 22 giugno 2019

Icone delle dodici grandi feste bizantine

Icone delle dodici grandi feste bizantine
di Gaetano Passarelli
pp. 272, € 90,00
Jaca Book, 2019
ISBN: 978-88-16-60584-8

Nella tradizione bizantina, le feste presentano alcune importanti variazioni rispetto alla tradizione cattolica, sia nella successione delle feste principali sia nell’accento posto su ognuna di esse. Basti pensare alla «madre di tutte le feste», la Resurrezione, che nel mondo cristiano ortodosso è detta la «Discesa di Gesù agli Inferi» poiché Cristo si reca nel Limbo per prendere Adamo ed Eva e con loro tutti gli uomini: la Resurrezione non è solo di Cristo, dunque, ma di ogni uomo. L’opera è illustrata tramite icone provenienti da tutta la tradizione ortodossa, da quella greco-costantinopolitana a quella balcanica e russa, senza tralasciare l’Italia, con l’iconostasi di Livorno e Ravenna. Uno strumento unico per conoscere la varietà del fenomeno "icona" ma anche l’insieme di ciò che Oboleskij chiamava il «Commonwealth bizantino».

venerdì 21 giugno 2019

Tommaso d'Aquino

Tommaso d'Aquino
Un profilo storico-filosofico
di Pasquale Porro
pp. 536, € 24,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843095957

Non c’è dubbio che Tommaso d’Aquino rappresenti uno dei pensatori più importanti e influenti dell’intera storia del pensiero occidentale. Tuttavia la grande fioritura di studi nel Novecento ha in generale privilegiato solo alcuni aspetti del suo pensiero, costruendo un’immagine piuttosto statica e dogmatica del maestro domenicano. Questo profilo cerca di restituire a Tommaso la sua dimensione storica, proponendo sia una ricostruzione complessiva, in ordine cronologico, della struttura e delle circostanze di composizione delle sue opere, sia la presentazione e discussione dei temi filosofici più significativi presenti in ciascuna di esse, anche in rapporto alle fonti con cui lo stesso Tommaso non ha mai smesso di dialogare nel corso della sua carriera – da Aristotele alla tradizione neoplatonica, da Agostino e Boezio ad Avicenna e Averroè.
Pasquale Porro insegna Storia della filosofia medievale e Filosofia greca, araba e latina all'Università di Bari e dirige il Centre “Pierre Abélard” dell’Université de Paris IV-Sorbonne. Si occupa prevalentemente del pensiero scolastico tra il XIII e il XIV secolo, delle trasformazioni della metafisica tra Tarda Antichità e Medioevo e della ricezione della filosofia araba nel mondo latino.

giovedì 20 giugno 2019

Bisanzio prima di Bisanzio

Bisanzio prima di Bisanzio
Miti e fondazioni della nuova Roma
di Tommaso Braccini
pp. 184, € 16,00
Salerno Editrice, 2019
ISBN: 978-88-6973-374-1
L’undici maggio del 330 Costantino fondò la sua Nuova Roma, meglio nota come Costantinopoli. Il sito della nuova capitale, tuttavia, aveva già una storia lunghissima, che iniziava dalla preistoria e proseguiva con la colonia megarese di Bisanzio, cruciale emporio sul Bosforo e inespugnabile avamposto contro i barbari.
Il corpus arcaico di miti e leggende che circondava quest’antico insediamento, di cui i testi antichi ci hanno conservato tracce preziose, si trovò all’improvviso proiettato su un palcoscenico mondiale: retori, poeti, storici fecero a gara nel nobilitare queste tradizioni e nel costruire, nel passato di Bisanzio, una serie impressionante di presagi della futura grandezza. La propaganda imperiale trasformò così l’eroe fondatore Bisante, nipote di Zeus, in un nuovo Romolo, e la dea Ecate, protettrice della città negli assedi, sembrò anticipare il ruolo che sarebbe stato attribuito alla Vergine.
E allo stesso tempo, gli antichi monumenti che rimanevano di questo passato remoto furono avvolti da leggende che li dipingevano come talismani incantati
dalla magia degli antichi sapienti. Quando i Turchi infine conquistarono Costantinopoli, nel 1453, ereditarono e rielaborarono ulteriormente questo patrimonio di miti, ipotizzando una serie vertiginosa di fondazioni e rifondazioni che iniziava con Salomone per culminare nella nascita di Istanbul. In queste pagine viene rievocata questa “storia leggendaria” di Bisanzio, una costruzione culturale che è in corso ancora oggi.
Tommaso Braccini insegna Civiltà bizantina e Lingua e letteratura greca presso l’Università di Siena. Si è occupato del patrimonio mitico e leggendario dell’antichità e del medioevo bizantino; tra le sue pubblicazioni, Prima di Dracula: archeologia del vampiro (Bologna 2011); Una passeggiata nell’Aldilà in compagnia degli Antichi, con S. Romani (Torino 2017).

mercoledì 19 giugno 2019

577. I Longobardi nel Campo Rotaliano

577. I Longobardi nel Campo Rotaliano
a cura di Giuseppe Albertoni
pp. 120, € 10,00
Società di Studi Trentini, 2019
ISBN: 978-88-8133-045-4 
 
“Il conte dei Longobardi di Lagare, chiamato Ragilone, depredò Anagnis. Ma mentre tornava con il bottino, fu ucciso con molti dei suoi dal duca dei Franchi Cramnichis, che gli si parò contro in campo Rotaliani”. Queste parole di Paolo Diacono hanno fatto a lungo discutere. Chi era Ragilone? Dove si trovava Anagnis? Dov’era il campus Rotaliani? Quando avvenne il drammatico scontro? A questi e ad altri interrogativi ha cercato di rispondere il convegno, del quale in questo volume si pubblicano gli atti, organizzato il 7 ottobre 2017 dall’Associazione Castelli del Trentino, dal Comune e dalla Pro Loco di Mezzolombardo. Alcuni accreditati studiosi dell’alto medioevo hanno ricostruito in modo innovativo e aggiornato il contesto politico, sociale e culturale nel quale si colloca l’episodio del campus Rotaliani, colmando le distanze che spesso separano la storiografia accademica dalle ricerche locali.


martedì 18 giugno 2019

I musulmani dell'Italia medievale

I musulmani dell'Italia medievale
di Alex Metcalfe
pp. 346, € 35,00
Officina di Studi Medievali, 2019
ISBN: 978-88-6485-126-6

Questo libro descrive una storia di rilevanti conseguenze: frequenti invasioni che causarono il crollo e la ristrutturazione di frontiere secolari tra il continente africano e quello europeo; l'ascesa di Stati, leggi e sistemi di governo inediti; lo scambio di credenze religiose tra Isl?m e Cristianità; la trasformazione di arti, cultura, scienza e sapere; mutamenti capitali nelle forze motrici sociali ed economiche del Mediterraneo centrale. Ma in particolare questo è uno studio su individui e potere.

lunedì 17 giugno 2019

L'arte della cura. La regola sanitaria salernitana e la teoria dei 4 umori

L'arte della cura
La regola sanitaria salernitana e la teoria dei 4 umori
di Ilenia Tanburro
pp. 110, € 15,00
Edizioni Efesto, 2019
ISBN: 8833810569

Siamo sicuri di conoscere il modo giusto per raggiungere il tanto ricercato equilibrio? Una risposta ci può venire da lontano, da un'antica visione unitaria che concepiva il rapporto uomo-natura come originario. Questa saggezza è contenuta all'interno del Regimen Sanitatis, che dall'XI secolo detta consigli pratici, alimentari e igienici che miravano a migliorare le condizioni di vita dell'uomo. Un antico trattato che qui viene riletto in una nuova chiave, con lo scopo di ridefinire il concetto di salute e di benessere psicofisico. Pilastro portante della saggezza antica, è la teoria dei quattro umori, promossa dal padre fondatore dall'Ars Medica, Ippocrate. La sua importanza è testimoniata dagli affreschi raffigurati all'interno della cripta della cattedrale di Anagni, unico esempio di ciclo scientifico, presente in un'istituzione ecclesiastica. Seguendo la logica delle sovrastrutture che sopravvivono nel corso del tempo, tali aforismi, come gli antichi e intramontabili proverbi, perle dei nostri avi, rappresentano uno strumento prezioso e indispensabile utile alla sostenibilità della nostra specie, ormai sopraffatta dalla frenesia dell'utilitarismo fine a se stesso.

domenica 16 giugno 2019

I manoscritti datati delle Marche

I manoscritti datati delle Marche
A cura di Paola Errani
Con la collaborazione di Marco Palma e Paolo Zanfini
pp. X-166, € 95,00
Sismel. 2019
ISBN: 978-88-8450-880-5
 
Il volume contiene le schede di 93 manoscritti (72 datati e 21 con sottoscrizione del copista o del miniatore) che sono conservati in 16 città marchigiane: Ancona, Ascoli Piceno, Camerino, Fabriano, Falconara Marittima, Fano, Fermo, Macerata, Monteprandone, Osimo, Ostra, Pesaro, Recanati, San Severino Marche, Sarnano, Urbino. È introdotto dalla storia delle biblioteche e degli istituti di conservazione ed è corredato dagli indici, dalla bibliografia e da 103 tavole in bianco e nero che offrono la documentazione fotografica dei codici descritti.

martedì 11 giugno 2019

Gli Angiò in Italia centrale

Gli Angiò in Italia centrale
Potere e relazioni politiche in Toscana e nelle terre della Chiesa (1263-1335)
di Pierluigi Terenzi
pp. 384, € 30,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833131627

Fra Due e Trecento, l’Italia centrale vide fra i suoi protagonisti gli Angiò, la dinastia francese che subentrò agli Svevi nel regno di Sicilia. L’esperienza angioina in Toscana e nelle terre della Chiesa è stata a lungo considerata una parentesi nello sviluppo dei comuni italiani e posta in relazione alla variabile capacità del papato di controllare i propri territori. In realtà, gli Angiò si radicarono in quelle regioni e ne diventarono attori politici stabili. Leader dei guelfi italiani, furono vicari della Toscana e dell’Italia imperiale, rettori di Romagna, senatori di Roma, podestà e signori di alcune città e referenti politici di molte altre.
Come riuscirono a ottenere il potere? In cosa consisteva e come lo esercitavano? Quali gruppi li sostenevano o li osteggiavano nelle città? Come potevano convivere culture politiche all’apparenza tanto diverse come quella monarchica, quella papale e quella comunale? Questo volume, superando la frammentazione storiografica e le generalizzazioni, offre la prima indagine organica sugli Angiò in Italia centrale, per rispondere a queste e altre domande legate a uno dei temi più controversi della storia medievale, attualmente al centro di nuove riflessioni: le signorie cittadine

lunedì 10 giugno 2019

Capitani di ventura: Sigismondo Pandolfo dei Malatesti e Federigo da Montefeltro

Capitani di ventura: Sigismondo Pandolfo dei Malatesti e Federigo da Montefeltro
di Pierluigi Romeo di Colloredo Meis
pp. 150, € 26,00
Luca Cristini Editore (Soldiershop), 2019
ISBN: 889327471X

Federigo II da Montefeltro, conte - poi duca - di Urbino, e Sigismondo Pandolfo dei Malatesti furono due veri figli del Rinascimento: Sigismondo eccessivo in tutto, nei vizi come nelle virtù, Federigo, detto dagli umanisti Lume della Italia, prudente ed allo stesso tempo capace di ferocia (probabilmente assassinò il fratellastro e abbandonò al sacco ed alla strage Fossombrone, colpevole di aver aperto le porte al Malatesti, Montorio e Volterra, e fu tra i mandanti occulti della congiura dei Pazzi); furono entrambi tra i più grandi capitani del Rinascimento, divisi tra loro da un odio feroce, che trascese le tradizionali rivalità delle due dinastie per diventare qualcosa di personale e di cieco; entrambi uomini di straordinaria cultura, veri figli del Rinascimento, che popolarono le proprie corti di umanisti ed artisti come Brunelleschi, Piero della Francesca, Leon Battista Alberti, Pedro Berruguete, Luciano Laurana, e che utilizzarono i loro guadagni di mercenari per l’edificazione di due dei più grandi capolavori dell’arte universale, il Tempio malatestiano di Rimini e lo splendido Palazzo Ducale di Urbino. E’ stato scritto che la lotta tra Malatesta e Montefeltro si svolse come un torneo mostruoso, tra due uomini, gli ‘ultimi due cavalieri’ che si affrontavano nel crepuscolo del medioevo. Era un conflitto arcaico, combattuto però con i mezzi della guerra moderna, le bombarde e le macchine per l’assedio.Una guerra combattuta con le armi tradizionali, sui cambi di battaglia, nelle cancellerie diplomatiche delle due corti, ma anche con la propaganda, che ci ha consegnato un’immagine di Federigo II come il lato luminoso, apollineo, del sovrano rinascimentale, e Sigismondo Pandolfo come quello oscuro, dionisiaco. Questa è la loro storia, e la storia del Quattrocento italiano, splendente e corrusco di sangue.

domenica 9 giugno 2019

Francesco e francescanesimo nella società dei secoli XIII-XIV

Francesco e francescanesimo nella società dei secoli XIII-XIV
di Stanislao da Campagnola
pp. XIV-482, € 56,00
CISAM, 2019
ISBN: 978-88-6809-255-9

I saggi raccolti in questo volume, editi dal 1968 al 1988, rappresentano i più significativi contributi nell’ambito degli studi francescani dell’Autore. Per la maggior parte sono l’esito di interventi in occasione di convegni negli anni della docenza di Studi francescani. In alcuni saggi sono studiate le strette relazioni tra l’esperienza religiosa di Francesco d’Assisi e dei frati Minori con i fedeli, lette nel contesto cittadino, ambito privilegiato della loro attività apostolica. In alcuni contributi si evidenzia l’influsso che il gioachimismo ebbe tra i Minori e la loro partecipazione a movimenti popolari animati da istanze di rinnovamento religioso.  Altro nucleo di interesse sono figure preminenti della prima generazione minoritica, come Egidio d’Assisi e Antonio di Padova, nelle loro vicende storiche ed agiografiche.

sabato 8 giugno 2019

La macchina del mondo

La macchina del mondo
Gli scritti rivoluzionari sulla natura e la tecnica
di Leonardo da Vinci
pp. 224, € 17,00
BUR, 2019
ISBN: 9788817119870
 
A cinquecento anni dalla morte, Leonardo da Vinci incarna ancora in modo esemplare l’ideale di intellettuale del Rinascimento e del genio. Artista, matematico, fisico, architetto, ingegnere e molto altro ancora: impossibile non rimanere affascinati dalla sua instancabile analisi del mondo che lo circondava e dalla capacità di tradurre queste osservazioni in una serie infinita di invenzioni, molte delle quali anticipano di secoli la modernità. Il risultato di questa attività incessante di studio è condensato in una produzione enorme di schizzi, disegni e annotazioni che costituiscono un patrimonio inestimabile, disperso dalle vicissitudini storiche in tutto il mondo. In questo volume sono raccolti per la prima volta insieme gli scritti di Leonardo che illustrano le sue osservazioni sul mondo in cui viveva – dai fenomeni naturali come la visione, la luce, il funzionamento dell’occhio umano o lo scorrere dell’acqua di un fiume, alle annotazioni pratiche sulla pittura o la scultura o su come si debba costruire una stalla o erigere una fortezza inespugnabile – impreziositi da splendide immagini tratte dal Codice Atlantico e dalle altre principali raccolte, come quelle degli archivi del Vaticano o della Biblioteca reale di Windsor. Una vera e propria “finestra” aperta sulla mente di un genio, sul suo lavoro e su un’epoca in cui i confini fra le discipline erano ancora incerti e venivano gettate le fondamenta del mondo moderno.
Leonardo da Vinci (1452-1519), massima espressione dell’ingegno e del talento universale del Rinascimento, fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, matematico, anatomista, alchimista, musicista e inventore.

venerdì 7 giugno 2019

Streghe

Streghe
Storie di donne indomabili dai roghi medievali ai #metoo
di Mona Chollet
pp. 253, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Utet, 2019
ISBN: 9788851169244
 
Nel 1487 si diffonde in Europa il Malleus Maleficarum, scritto da due frati domenicani, Jakob Sprenger e Henricus Institoris. Legittimato da una bolla di papa Innocenzo VII, il volume spiega come identificare e perseguitare le “malefiche” creature che «uccidono il bambino nel ventre della madre, così come i feti delle mandrie e dei greggi, tolgono la fertilità ai campi, mandano a male l’uva delle vigne e la frutta degli alberi; stregano uomini, donne, animali; fanno soffrire, soffocare e morire vigne e piantagioni; inoltre perseguitano e torturano uomini  donne attraverso spaventose e terribili sofferenze e dolorose malattie interne ed esterne; e impediscono a quegli uomini di procreare, e alle donne di concepire».
In mancanza di queste flagranti colpe, per essere dichiarate streghe basta il sospetto: alcune vengono bruciate sul rogo per i loro costumi ritenuti troppo liberi, per aver rifiutato un corteggiamento o per essersi opposte a delle molestie, per la loro sapienza nelle scienze mediche o per condurre una vita appartata… Per tutto il Rinascimento, migliaia di donne vengono perseguitate, torturate e uccise.
Attraverso un’analisi precisa e originale, Mona Chollet rintraccia in questa oscura tragedia l’origine della condizione femminile attuale. Perché l’accusa di stregoneria, di essere le lussuriose amanti del diavolo, divenne presto un’arma di sottomissione. È da quel momento che la donna ha lentamente cominciato a chiudersi in un ristretto spazio domestico, a rinunciare alle proprie ambizioni, a sopprimere i propri desideri, ma non solo. È qui che nascono molti dei nostri pregiudizi: verso le donne anziane, simili all’iconografia tipica del sabba, verso le zitelle, le libertine, le ribelli…
A distanza di secoli, le streghe sembrano essere nuovamente dappertutto: che vendano grimori su Etsy o si travestano su Instagram, che si uniscano per lanciare incantesimi contro Donald Trump o marcino in piazza al grido di: «Siamo le figlie di quelle che non siete riusciti a uccidere». In tempi di manifestazioni femministe e rivendicazioni salariali, di femminicidi e #MeToo, le streghe sono definitivamente uscite dai libri di storia, perché oggi, come ci ricorda Mona Chollet, «incarnano la donna libera da ogni limitazione, sono un ideale verso cui tendere. Le streghe ci indicano il cammino».
Mona Chollet è una scrittrice e giornalista franco-svizzera. Caporedattrice di “Le Monde diplomatique”, ha collaborato con “Charlie Hebdo” e pubblicato saggi sulla condizione femminile nella società occidentale.

giovedì 6 giugno 2019

Lo statuto duecentesco del Comune di Radicofani

Lo statuto duecentesco del Comune di Radicofani
a cura di Mario Marrocchi
pp. 132, € 24,00
Clueb, 2019
ISBN: 978-88-491-5614-0

Lo statuto di Radicofani del 1255, sebbene giunto fino ai nostri giorni privo di una parte iniziale, porta informazioni utili a conoscere meglio le vicende di questo castello, posto in una posizione strategica a controllo della Francigena, la strada che nel medioevo collegava il nord Europa a Roma. All’epoca, Radicofani era sotto il controllo pontificio e rappresentava la punta avanzata a settentrione delle terre papali, continuando altresì a tessere relazioni con altri centri del territorio. Come è proprio degli statuti, anche questo – di cui si presenta l’edizione, accompagnata da una traduzione in italiano – è prodigo di informazioni sulla vita quotidiana della comunità, sulla sua organizzazione istituzionale, sulle opere di edilizia pubblica, di manutenzione delle strade e di gestione del territorio, sulle pratiche di agricoltura e di allevamento e su molti altri temi di storia sociale ed economica. Oltre ai testi e agli apparati predisposti dal curatore del volume, l’introduzione di Alfio Cortonesi espone gli elementi di maggior interesse del testo, con particolare riguardo alla storia agraria, mentre lo studio in appendice di Angela Lanconelli fornisce un inquadramento delle vicende di Radicofani tra Due e Trecento.

mercoledì 5 giugno 2019

Averroè l'inquietante

Averroè l'inquietante
L'Europa e il pensiero arabo
di Jean-Baptiste Brenet
pp. 116, € 16,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843095872

Averroè (1126-1198), al secolo Abū al-Walīd Muḥammad ibn Aḥmad Ibn Rushd: medico, giurista, cadì, filosofo e commentatore di Aristotele, erede delle grandi figure del pensiero greco-arabo e una delle principali fonti delle culture ebraica e latina del Medioevo. È però stato a lungo, agli occhi dei lettori europei, l’uomo della folle tesi secondo cui l’intelletto umano sarebbe separato dagli individui e unico per tutta la specie. La conseguenza? La negazione della proposizione “io penso”, ovvero la rovina della razionalità. Ma perché l’averroismo, sin dalla sua prima apparizione aspramente combattuto, non ha mai smesso di affascinare e risorgere? Sulla scorta di Freud, questo libro propone una risposta: Averroè è l’archetipo del “perturbante”, venuto a inquietare la latinità o, se si vuole, l’Europa.
Jean-Baptiste Brenet insegna Storia della filosofia araba all’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne. È autore di Je fantasme. Averroès et l’espace potentiel (Verdier, 2017) e Intellect d’amour (con G. Agamben, Verdier, 2018).

martedì 4 giugno 2019

Sant'Ubaldo vescovo ed esorcista

Sant'Ubaldo vescovo ed esorcista
di Alessio Bologna
pp. , € 14,00
Carmignani Editrice, 2019
ISBN: 9788893831055
 
Quali sono le origini della festa di Sant’Ubaldo, una delle più sentite dai Pisani? E perché si tiene tradizionalmente presso la chiesa di S.Michele degli Scalzi? L’Autore, grazie all’esame di antichi manoscritti, reliquie, opere artistiche e musicali, ci conduce attraverso un itinerario plurisecolare e inedito, che ha inizio in Umbria con la vita di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio (secoli XI-XII), per poi svilupparsi fino alle rive terminali dell’Arno, nel sobborgo orientale pisano anticamente denominato Orticaia. La ricerca intende quindi contribuire a far luce su una pagina significativa, eppure poco conosciuta, di due importanti comunità dell’Italia centrale, Pisa e Gubbio, i cui destini risultano convergere a più livelli (storico, politico, culturale in genere), compreso quello, civico e religioso allo tesso tempo, relativo al culto ubaldiano.
Alessio Bologna è storico e dottore di ricerca in Studi Italianistici, formatosi presso l’Università di Pisa. Tra le sue pubblicazioni, dedicate soprattutto a temi etico-religiosi e ad antroponimi tardo-medievali: Studi di letteratura “popolare” e onomastica tra Quattro e Cinquecento, Pisa, 2007; La pace nel Petrarca civile e altre ricerche di letteratura italiana, Pisa · Roma, 2008; «Collettanee» in morte di Serafino Aquilano, edizione a cura di Alessio Bologna, Lucca, 2009. Prima d’indagare sul culto di sant’Ubaldo a Pisa, alla materia locale si era già dedicato sia come autore dell’introduzione alla Guida della 58 a regata delle Repubbliche marinare (2013), sia come insegnante di Storia territoriale del Corso provinciale di Guide turistiche (2014) e del Progetto scolastico su Pisa e le vie del Mare nel Medioevo (2016).

lunedì 3 giugno 2019

La spada del lupo

La spada del lupo
di David Gilman
pp. 546, € 15,30
Edizioni Tre60, 2019
ISBN: 886702518X

Inghilterra, 1346. Thomas Blackstone è un giovane e abile scalpellino. Grazie al suo mestiere ha imparato come individuare le debolezze nella pietra. Ma grazie alla sua passione, l'arco, ha capito che, per colpire e uccidere, ci vogliono intelligenza e acume. Per questo non ha esitazioni quando, per evitare una condanna a morte per un omicidio che non ha commesso, gli viene chiesto di entrare nell'esercito di re Edoardo III, che si appresta a invadere la Francia. Turbato dalla crudeltà della guerra e dalla brutalità umana, Thomas lotta non soltanto per sopravvivere, ma soprattutto per mantenere la sua dignità e il suo onore. E mentre all'orizzonte si profila la battaglia più dura di tutte - quella di Crécy - Thomas si ritrova al centro di un complesso intrigo in cui l'amore e l'amicizia, la fiducia e il tradimento cambiano forma e colore in ogni istante. E di certo cambieranno la sua vita, quando, nella furia della battaglia, sarà proprio lui a salvare il figlio del re da morte certa...

domenica 2 giugno 2019

La biblioteca del diavolo

La biblioteca del diavolo
di Alessandro Troisi
pp. 320, € 7,90
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822729613

La nave mercantile Esperia solca a fatica il mare in tempesta. Sottocoperta cela un misterioso ospite, un uomo inquieto e taciturno, che indossa un’armatura malridotta e ha una grande croce rossa sul tessuto logoro che gli copre il petto. È il conte Filippo, un guerriero dalla forza straordinaria, che torna sconfitto e abbattuto dopo anni di lotte in Terrasanta. La guerra ha messo a dura prova le sue certezze, facendole vacillare. Per questo è ansioso di toccare terra e di raggiungere l’unica persona di cui si fida ciecamente: il vescovo Bernardo, suo mentore, che lo ha educato alla fede e alle armi dopo la morte dei suoi genitori. Ma il vescovo è impegnato a sua volta in una vera e propria guerra, che si svolge lontano dagli eserciti e dalla Terrasanta. Si tratta della caccia a un nemico insidioso e nascosto, le streghe. E intende addestrare Filippo a riconoscerle e punirle, rinsaldando così la sua fede. L’incontro con Eleonora, però, una semplice contadina, è destinato a cambiare per sempre il destino del conte guerriero. E questa volta la battaglia che lo aspetta è diversa da qualunque sfida abbia mai affrontato…
Alessandro Troisi è nato a Roma nel 1996. Frequenta il DAMS presso l’Università di Roma3. Legge moltissimo fin da bambino e ama soprattutto gli autori del Novecento. È appassionato di cinema e ama viaggiare. La biblioteca del diavolo, vincitore del concorso Ilmioesordio, è il suo primo romanzo.

sabato 1 giugno 2019

Secretum

Secretum
di Barbara Frale
pp. 232, € 10,00
Nuova Argos, 2019
EAN: 9788888693354

Il racconto dei Templari, pagina incompresa nella storia dell'Occidente medievale, e un nuovo sguardo su un momento rilevante di un frammento della cultura europea, ancora capace di incuriosire e attrarre dopo quasi settecento anni.
Barbara Frale è una storica medievista dell’Archivio Segreto Vaticano.Esperta di scritture e documenti antichi, ha pubblicato diversi saggi scientifici sui Templari, la Sindone di Torino e le discusse dimissioni di papa Celestino V. È anche autrice di romanzi storici ispirati alle fonti originali che rappresentano il suo normale ambito di lavoro. Fra i suoi libri si citano: I Templari e la sindone di Cristo (2009), Il principe e il pescatore. Pio XII, il nazismo e la tomba di San Pietro (2011), La lingua segreta degli dei (2012), La guerra di Francesco. Gioventù di un santo ribelle (2016), Il gioco degli arcani (2016).