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martedì 23 aprile 2024

La montagna e i principi

La montagna e i principi
Corti delle Alpi occidentali tra XIII e XV secolo: strutture territoriali, insediamento, architettura
di Enrico Lusso
pp. 748; € 70,00
Bonanno Editore, 2023
ISBN: 978-88-6318-234-5

Il volume, inserendosi in una consolidata tradizione di studi, indaga le dinamiche bassomedievali di formazione e assestamento dei maggiori principati sviluppati a cavallo del settore meridionale delle Alpi occidentali, ovvero la contea di Savoia (con il principato subalpino dei Savoia-Acaia), il marchesato di Saluzzo, il Delfinato e la contea di Provenza. Si tratta di corpi geopolitici che trovavano la propria ragione e si sublimavano, da un lato, nella figura del dominus che li reggeva e, dall’altro, nel territorio su cui egli estendeva il proprio dominio. Un territorio che, per la sua stessa natura alpina, presenta interessanti specificità, riconducibili al fatto di essere stato ritenuto – spesso semplicisticamente, soprattutto in riferimento ai secoli indagati – spazio periferico e di “frontiera”. Di certo i vari principati, seppure in modi e con esiti differenziati, conobbero una significativa accelerazione verso assetti più “moderni” e organizzati a partire dai decenni finali del XIII secolo. Se le cause possono apparire eterogenee, gli effetti di medio periodo furono convergenti e innescarono quei processi che, in capo a due secoli circa, avrebbero dato origine a ciò che oggi definiamo “stati”. I temi affrontati nello studio sono essenzialmente tre, corrispondenti ad altrettanti livelli di approfondimento. Punto di partenza è l’analisi del territorio, con le sue varie strutture e articolazioni insediative; quindi, si individuano i principali centri di frequentazione delle corti, di cui si ripercorrono assetti e organizzazione; infine, l’attenzione si concentra alla scala architettonica, indagando linee di committenza, modelli formali e logiche funzionali delle residenze che ospitarono con maggiore assiduità i principi e i loro entourage.
Enrico Lusso, dottore di ricerca in Storia e critica dei beni architettonici e ambientali, è professore associato di Storia dell’architettura presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Torino. Attualmente ricopre la carica di presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli. Tra le pubblicazioni principali si ricordano i volumi Forme dell’insediamento e dell’architettura nel basso medioevo (La Morra 2010), Domus hospitales. Ricoveri per viandanti e poveri nei territori subalpini (Torino 2010), La torre di Masio. Un contributo allo studio dei borghi di fondazione fortificati nell’Italia nord-occidentale (Alessandria 2013). È inoltre coautore, con Francesco Panero, del volume Castelli e borghi nel Piemonte bassomedievale (Alessandria 2008). Numerosi, infine, i suoi contributi in volumi e riviste scientifiche.

venerdì 5 aprile 2024

Medicina e scienze della natura alla corte dei papi nel Duecento

Medicina e scienze della natura alla corte dei papi nel Duecento
Con un saggio introduttivo alla nuova edizione
di Agostino Paravicini Bagliani 
pp. XXXVII-405, € 82,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-278-7

Un filo rosso attraversa i saggi qui riuniti, ossia la presenza di uomini di scienza alla corte papale nel corso del Duecento, da Witelo, il massimo studioso di ottica di quel secolo, a Campano da Novara, l’autore della Theorica planetarum, al domenicano Guglielmo da Moerbeke, il celebre traduttore del corpus di opere di Aristotele. Innumerevoli informazioni di carattere medico-scientifico pongono la corte papale in competizione con le altre corti sovrane duecentesche, anzitutto quelle di Federico II e di Alfonso X; inducono a ritenere che anche per il papato e le élites curiali lo studio della natura fu pensato come strumento simbolico di dominio del mondo, in sintonia con le celebri riflessioni offerte da Ruggero Bacone a papa Clemente IV; e dimostrano che la corte papale del Duecento è un vero e proprio laboratorio di storia del corpo: dalle aspirazioni alla prolongatio vitae, sostenute anche da strumenti alchemici, a nuove sensibilità volte ad affidare la cura corporis a una sempre più intensa medicalizzazione.

La nuova introduzione al volume, edito per la prima volta nel 1991, riassume con cura il lungo percorso di ricerca che l’autore e la storiografia più qualificata hanno svolto su questi temi nel corso degli ultimi tre decenni.
Elenco dei saggi contenuti nel volume: Medici e ricette mediche alla corte papale del Duecento – Federico II e la corte dei papi: scambi culturali e scientifici – Campano da Novara e il mondo scientifico romano duecentesco – Witelo et la science optique à la cour pontificale de Viterbe – Guillaume de Moerbeke et la cour pontificale – Cultura e scienza araba nella Roma del Duecento – Medicina e scienze della natura alla corte di Bonifacio VIII – La papauté du XIIIe siècle et la renaissance de l’anatomie – Il mito della prolongatio vitae e la corte pontificia del Duecento. Il De retardatione accidentium senectutis – Ruggero Bacone, Bonifacio VIII e la teoria della prolongatio vitae – La fondazione dello Studium Curiae. Una rilettura critica – A proposito dell’insegnamento di medicina allo Studium Curiae – La provenienza ‘angioina’ dei codici greci della biblioteca di Bonifacio VIII. Una revisione critica. INDICI. Indice dei manoscritti. Indice delle cose notevoli. Indice degli incipit. Indice dei nomi di persona e di luogo.
Agostino Paravicini Bagliani è uno storico italiano, con interessi verso la storia del papato, l'antropologia culturale, la storia del corpo e dei rapporti tra natura e società nel Medioevo.

venerdì 2 ottobre 2020

Principi e corti nel Rinascimento meridionale

Principi e corti nel Rinascimento meridionale 
I Caetani e le altre signorie nel Regno di Napoli
a cura di Fulvio Delle Donne, Giovanni Pesiri
pp. 368, € 40,00
Viella, 2020
ISBN: 9788833137049
 
Tra la fine del xiv e l’inizio del xvi secolo in diversi centri dell’Italia meridionale si sviluppò una vita letteraria e artistica di grande rilievo. Oltre alla corte regia della capitale, ineludibile modello di riferimento e centro di attrazione, ne esistevano numerose altre, che costituivano altrettanti poli culturali, disseminati anche nelle province più remote. Poli rappresentati non solo da luoghi fisici di residenza, ovvero da palazzi o castelli, ma anche da fitte e straordinariamente ampie reti di relazioni, committenze, movimenti di persone e oggetti. Un particolare rilievo viene qui riservato ai Caetani, che fissarono la sede del loro potere tra Fondi e Sermoneta; ma trovano spazio per analisi approfondite anche altre corti, che ebbero radicamento cittadino, regionale o sovraregionale.

Fulvio Delle Donne insegna Letteratura latina medievale e Storia medievale all’Università della Basilicata. Sul periodo federiciano ha pubblicato Città e Monarchia nel Regno svevo di Sicilia, Salerno 1998; Il potere e la sua legittimazione, Arce 2005; Storia dello Studium di Napoli in età sveva, Bari 2010 (vincitore del Förderpreis della Stauferstiftung di Göppingen).

venerdì 18 settembre 2020

Poeti della corte di Federico II

Poeti della corte di Federico II
di Donato Pirovano
pp. LXXVIII-730,€ 24,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-270-6

La lirica laica in volgare italiano nasce alla corte di Federico II. È una splendida poesia d’amore, che s’inscrive in modo originale nel florido filone del canto cortese, e che si presenta in uno strumento linguistico nuovo.
Tema quasi esclusivo è l’amore cortese della tradizione trobadorica con i suoi codici, i suoi ideali di purezza e di misura, e i suoi valori di cortesia e di raffinatezza spirituale, che rendono possibile la tensione del desiderio e in alcuni casi il suo compimento.
Rispetto ai loro predecessori occitanici, anche per la diversa realtà sociale e per il diverso pubblico, i Siciliani si concentrano, tuttavia, più sull’analisi dell’interiorità del soggetto lirico che sullo scambio interpersonale. Soprattutto Giacomo da Lentini – il più grande di questi poeti – inaugura una poetica dell’io, in cui vengono esaminate le emozioni suscitate dal pensiero ossessivo dell’amata “dipinta” nel cuore, per usare una sua fortunata metafora.
Questa nuova antologia di 147 testi comprende l’intera produzione del Notaro e di tutti gli altri poeti che la più accreditata tradizione critica lega alla corte di Federico e dei suoi figli. Per la prima volta rispetto alle edizioni correnti sono anche compresi i testi dei poeti occitanici marcatamente tradotti o meglio riscritti dai siciliani.
Il cappello introduttivo a ogni lirica e il fitto commento a piè di pagina intendono in primo luogo chiarire il testo e poi mettono in rilievo i legami dei siciliani con i loro antecessori e continuatori. La lunga Nota al Testo elenca e discute i numerosi cambiamenti di questa nuova edizione rispetto alle più recenti edizioni critiche.
Donato Pirovano insegna Filologia e critica dantesca e Filologia della Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa di novellistica, di Dante e di poesia italiana delle Origini. Per la Salerno Editrice ha curato il Diamante dei Poeti del Dolce stil novo e la nuova edizione criticamente rivista e commentata della Vita nuova nell’àmbito della NECOD (Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante).