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giovedì 1 maggio 2025

Caterina Visconti

Caterina Visconti
Prima duchessa di Milano
di Maria Grazia Tolfo
pp. 160; € 15,00
Meravigli Edizioni, 2025
ISBN: 9788879555500
 
La Saga dei Visconti si arricchisce di uno nuovo, prezioso e appassionante capitolo: la biografia di Caterina Visconti (1362-1404), figlia di Bernabò, moglie di Gian Galeazzo (del quale era anche cugina) e prima duchessa di Miano, nonché reggente - dal 1402, a seguito dell'improvvisa morte del duca consorte - a nome dell'erede minorenne Giovanni Maria. Eppure, nonostante la non comune rilevanza della sua figura nello scenario italiano ed europeo di fine Trecento-inizio Quattrocento, Caterina «è semplicemente sparita dalla nostra memoria: non una strada a lei dedicata, un monumento, una lapide tombale…». A rompere una secolare damnatio memoriae arriva oggi questo importante testo della studiosa Maria Grazia Tolfo, che rintraccia le impronte inevitabilmente lasciate dalla "invisibile Caterina", seguendo le quali, a poco a poco, la sua immagine finisce per acquistare uno spessore, facendo anche un po' di luce sul mistero che avvolge la sua morte.

mercoledì 25 dicembre 2024

Gli ultimi giorni di Dante?

Gli ultimi giorni di Dante? 
Testi e documenti
di Giuseppina Brunetti, Agnese Macchiarelli
pp. 96; € 20,00
Bologna University Press, 2024
ISBN:  9791254775462

Il volume indaga uno dei capitoli più complessi e dibattuti della vita di Dante Alighieri, ripercorrendo con mente filologica i suoi ultimi giorni e la cosiddetta ambasceria a Venezia. Della biografia di Dante pressoché tutto sembrerebbe esser noto. Quasi nulla invece di strettamente documentario ci è davvero rimasto. Esattamente come nessun verso o rigo di mano propria, nessun libro certamente posseduto o postillato, nessun documento, pubblico o privato, da lui redatto, scritto o sottoscritto. Egualmente: nessun atto sicuro riguarda la conclusione della sua vita, la sua morte a Ravenna, nell'ultimo rifugio che dovette accoglierlo. Alla luce di un rigoroso esame delle testimonianze e dei testi letterari coevi, si offre al lettore, con l'edizione completa dei documenti, una visione inedita di quei giorni finali, ancora sospesi tra racconto, storia e invenzione.
Giuseppina Brunetti è Professore ordinario di Filologia e Linguistica romanza all’Università di Bologna ed è direttore di centri e gruppi di ricerca internazionali. Ha scritto sulla poesia antica italiana e francese, sugli autografi letterari, la storia dei metodi filologici, il romanzo medioevale, l’opera di Dante e di Boccaccio.
Agnese Macchiarelli è Wissenschaftliche Mitarbeiterin in Digital Humanities presso la Bergische Universität Wuppertal e docente a contratto di Letteratura latina medievale e umanistica all’Università Ca’ Foscari Venezia. Si è occupata di lapidari medievali, del Petrarca latino, di opere teologiche di ambito scolastico, in particolare della Theosophia attribuibile a Passavanti e di Pietro di Poitiers.

martedì 10 dicembre 2024

I Visconti

I Visconti
Fra potere e congiure. L'epopea di una delle più antiche dinastie europee.
di Pierluigi Moressa
pp. 320; € 19,00
Diarkos, 2024
EAN: 9788836164349

Un saggio storico che consente di immergersi non solo nell’epopea di una famiglia, ma anche nel clima politico e militare italiano culminato nella transizione fra Medioevo e Rinascimento.

La storia dei Visconti coincide per un lungo tratto con la storia d’Italia. La famiglia ha radici molto antiche immerse, durante l’alto Medioevo, in quell’humus lombardo dal quale fiorì grazie al ruolo assunto dai suoi membri che furono valvassori o capitanei. Feudatari dell’arcivescovo di Milano, divennero ben presto vice comitis, carica da cui discese il cognome: Visconti. La biscia, il loro stemma trasmesso lungo i secoli, è tuttora emblema araldico e logo impiegato per designare iniziative imprenditoriali e sportive in terra lombarda; essa funge non solo da segnale di nobiltà, ma anche da segmento identitario: tratto di una memoria che ha potuto mantenersi viva attraverso le epoche e le generazioni.
Risale al medio Duecento l’affermarsi dell’autorità viscontea, destinata a espandersi nel secolo successivo grazie all’appoggio concesso dall’imperatore. La signoria dei Visconti su Milano rappresentò un forte baluardo di potere e il fulcro di cospicue espansioni nella Penisola, che non ebbero uguali nel Rinascimento. Circolò nel sangue dei Visconti un’ambizione mai del tutto celata: quella di farsi signori di vaste parti d’Italia, grazie alla tessitura e alla rottura di alleanze talvolta compiute in modo sfrontato e improvviso. Non autorità di pontefici, non calcoli di alleanze: il potere visconteo rappresentò fonte di preoccupazione e di turbamento nella storia d’Italia fino al dispiegarsi di leghe e di alleanze tra i potentati col fine di contrastare il temibile ruolo della famiglia.
La concezione di Stato promossa dai Visconti rappresentò una forma di organizzazione destinata a incarnare l’idea moderna di governo, mentre le conquiste territoriali furono sostenute dall’imponente forza delle armi guidate da abili condottieri. I fondamenti del loro governo non risultarono, tuttavia, sufficientemente saldi nel tempo tanto che la fortuna viscontea dovette trasfondersi nel sangue sforzesco, che si fece erede dei poteri ducali e delle insegne familiari.
Il volume è un saggio storico che consente di immergersi non solo nell’epopea di una famiglia, ma anche nel clima politico e militare italiano culminato entro le dispute svoltesi durante la transizione fra Medioevo e Rinascimento.
Pierluigi Moressa (Forlì, 1959), medico psichiatra, membro ordinario della Società psicoanalitica italiana e giornalista pubblicista, ha scritto saggi su figure appartenenti al mondo dell’arte e della cultura; si è dedicato all’approfondimento di temi locali, pubblicando alcune guide storico-artistiche riguardanti città e luoghi della Romagna. Ha partecipato come relatore a convegni in tema clinico e di storia della medicina; suoi articoli sono apparsi su riviste a varia diffusione. Per Diarkos ha pubblicato Caterina Sforza. Potere e bellezza nel Rinascimento (2022), I Malatesta. Filosofia, sentimento e guerra nella storia di una dinastia (2023) e Gli Estensi. Storia di una grande dinastia (2024).

sabato 12 ottobre 2024

Cola di Rienzo

Cola di Rienzo
Il tribuno del popolo che cercò di riportare Roma alla sua antica grandezza
di Tommaso Di Carpegna Falconieri
pp. 312; € 28,00
Salerno Editrice, 2024
ISBN: 9788869738340
 
Cola di Rienzo (1313-1354) è il cittadino romano più famoso del Medioevo. Fu in rapporto con il papa, con l’imperatore, con Francesco Petrarca; si mise a capo del popolo romano, assumendo il titolo di «tribuno augusto», per riportare l’Urbe agli antichi fasti. Di quest’uomo ambizioso, contraddittorio, tuttora misterioso e sfuggente, l’autore ricostruisce l’intera parabola, dal primo affacciarsi nel complesso mondo politico dell’epoca fino al tragico epilogo consumatosi nel corso di una violenta sommossa popolare, mentre nel capitolo finale ne tratteggia il mito lungo i secoli.
Tommaso Di Carpegna Falconieri è professore di Storia medievale all’Università di Urbino e presidente della Società romana di storia patria. Per Laterza ha scritto Nel labirinto del passato. 10 modi di riscrivere la storia (2020).

martedì 17 settembre 2024

Saladino

Saladino
Il sovrano cavaliere
Con la traduzione della «Cronaca di Ṣalāḥ al-Dīn» dal Wafayāt al-aʿyān di Ibn Khallikān
di Roberto Celestre
pp. 376; € 18,00
Graphe Edizioni, 2024
ISBN: 9788893722360

Salāh al-Dīn, noto come Saladino, è tra gli indiscussi protagonisti del XII secolo nello scacchiere mediorientale. La sua popolarità è ancor oggi senza eguali non soltanto nel mondo arabo, tanto da essere considerato vera incarnazione del cavaliere perfetto.

Di origine curde, nacque a Tikrīt nel 1138. Si mise in mostra quando nel 1163 partecipò alla spedizione nell’Egitto fatimide al seguito dello zio Shīrkūh, comandante dell’esercito del sovrano zenjide Nūr al-Dīn, conclusasi nel 1169. Morto improvvisamente lo zio, Salāh al-Dīn divenne prima visir (primo ministro) d’Egitto, quindi nel 1171 pose fine al califfato fatimide del Cairo.
Alla morte di Nūr al-Dīn (1174), seppe diventare l’unico fautore dell’unificazione dei territori musulmani ponendo Siria, Egitto, Yemen e Mesopotamia settentrionale sotto la propria autorità. Nel 1177 si dedicò alla riconquista dei territori di Siria e Palestina ancora in mano ai crociati, sbaragliandone l’esercito il 4 luglio 1187 a Hattīn e riconquistando Gerusalemme il 2 ottobre.
Nello scontro con Riccardo “Cuor di Leone”, alla guida della terza crociata, fu sconfitto ad Arsūf e siglò il trattato di pace il 2 settembre 1192. Pochi mesi dopo, il 4 marzo 1193, Salāh al-Dīn si spense nella sua amata Damasco.
Questa monografia si compone di un profilo biografico e della traduzione dall’arabo della Cronaca di Salāh al-Dīn tratta dal Wafayāt al-a'yān di Ibn Khallikān (m. 1282), proposta per la prima volta in lingua italiana.
Roberto Celestre è ricercatore indipendente laureato in Lingua e Letteratura Araba con indirizzo storico all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ha trascorso due anni al Cairo svolgendo corsi di specializzazione di storia islamica medievale in lingua araba alla Cairo University e ha frequentato le università di Ayn Shams (Cairo, Egitto) e Muhammad V (Rabat, Marocco). L’ambito di ricerca è la storia islamica medievale, con particolare attenzione alla storiografia araba contemporanea delle crociate e alla manualistica militare nell’Islam medievale. Relatore di Islamistica alla Facoltà Teologica “S. Bonaventura” (Roma) nel 2016, è socio dell’Istituto per l’Oriente “Carlo Alfonso Nallino” e di MESA (Middle East Studies Association).

sabato 13 luglio 2024

Frate Jacopone

Frate Jacopone
di Natalino Sapegno

Postfazione di Germana Gandino
pp. 252; € 28,00 (Acquista online con il 5% sdi sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2024
ISBN: 9788893598927

Tratto dalla tesi di laurea, Frate Jacopone di Natalino Sapegno, tra i più importanti critici letterari del secondo dopoguerra, fu pubblicato dalle Edizioni del Baretti nei mesi che portarono nel 1926 alla tragica fine di Gobetti. Sapegno era stato figura di tutto rilievo del circolo gobettiano, collaboratore di «Energie Nove» già nel 1919 e poi della «Rivoluzione Liberale». Così, ben più dell’analisi estetica delle Laude ispirata ai criteri crociani della poesia, conta in questa sua prima opera l’intrecciarsi della vicenda storico-biografica di Jacopone con quella dell’editore torinese. Nella critica agli «atteggiamenti consueti dello scismatico e del ribelle» e alla solitudine orgogliosamente settaria del frate si può leggere infatti in filigrana, come gli scrisse l’amico Mario Fubini, il non facile rapporto con l’intrasigenza etico-politica di Gobetti, che pure, confessò poi Sapegno ad Ada, smaschera «le nostre coscienze» e «la nostra viltà».
Germana Gandino è stata professoressa ordinaria di Storia medievale e Paleografia all’Università del Piemonte Orientale. È autrice di monografie e saggi dedicati ai rapporti tra intellettuali e potere nei secoli VIII-XI, alle relazioni tra impero e papato, alle persistenze e trasformazioni dell’ideologia politica tra tarda antichità e medioevo. Si è occupata anche di cinema e medioevo, tema indagato attraverso l’analisi delle cinematografie nazionali di ieri e di oggi, ma pure di singoli film come L’armata Brancaleone di Mario Monicelli.

sabato 25 maggio 2024

Valdo

Valdo
L’eretico di Lione
di Grado Giovanni Merlo
pp. 126; € 12,00
Claudiana, 2024
ISBN: 9788868984120 

Attraverso un’avveduta analisi della documentazione più antica e attendibile, Grado Giovanni Merlo delinea la vicenda umana e l’esperienza di conversione religiosa del ricco cittadino di Lione Valdo, incentrata – una trentina d’anni prima di Francesco d’Assisi – sulla povertà evangelica e la missione apostolica. Un uomo che nel 1184 divenne «per sempre eretico» per i vertici della chiesa romana.

«Per un discorso ancorato alla documentazione e a un rigoroso e critico metodo storico, dobbiamo muovere dalla certezza che, al volgere dal xii al xiii secolo, è esistito un uomo di Lione di nome Valdo o Valdesio (“ego Valdesius”, si legge in un documento del 1180) la cui esistenza ha lasciato non solo labili tracce, ma ha fatto produrre tangibile documentazione. Ha fatto produrre, non ha prodotto: sì, perché di Valdo non è pervenuto scritto di sorta, se mai egli ne redasse alcuno. Non diversamente da altri “eretici” del Medioevo, tutte le cose che possiamo conoscere di lui ci sono giunte in modo indiretto, attraverso altri: per lo più avversari, anche se non mancano testimonianze di persone a lui vicine e favorevoli. Il soggetto del nostro interesse è muto».
Grado Giovanni Merlo è professore emerito presso l’Università degli Studi di Milano. Dal 1994 è presidente della Società internazionale di studi francescani con sede in Assisi. Presso Claudiana ha pubblicato: Eretici e inquisitori nella società piemontese del Trecento (1977), Valdesi e valdismi medievali (1984) e Identità valdesi nella storia e nella storiografia. Valdesi e valdismi medievali II (1991).

giovedì 11 aprile 2024

Marco Polo

Marco Polo
Storia e mito di un viaggio e di un libro
a cura di Samuela Simion, Eugenio Burgio
pp. 544; € 49,00 (Acquista onlne con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829025213
 
A sette secoli dalla morte di Marco Polo, il suo nome e l’opera che ha scritto con Rustichello da Pisa, il Devisement dou monde, evocano ancora i miti del viaggio e del ritorno, dell’Asia misteriosa e di Venezia; un mondo di merci, ricchezze, popoli, costumi inattesi. Dopo le grandi ricerche otto-novecentesche di impianto storico-positivista, gli studi sul viaggiatore e sul libro hanno ripreso slancio nell’ultimo ventennio. Si è riaperta così la questione testuale, in tutti i suoi aspetti, filologici e culturali (genesi, trasmissione, contesti di produzione e circolazione); si è lavorato sulla biografia dei due autori e sulla fisionomia del mito che su di loro si è stratificato; e si è tornati ad analizzare anche l’incontro con l’Asia narrato nel testo, per misurare nuovamente l’attendibilità del racconto e per riconsiderare quanto abbia influito su quei processi simbolici che le relazioni di viaggio innescano nella definizione del rapporto con l’Altro. In diciotto saggi redatti dai maggiori specialisti della materia, il volume offre una guida sullo stato delle ricerche e soprattutto invita a leggere, o rileggere, un classico della letteratura del Medioevo volgare.
Samuela Simion Insegna Filologia medievale e umanistica all’Università Ca’ Foscari Venezia. Si occupa di letteratura di viaggio.
Eugenio Burgio Insegna Filologia romanza all’Università Ca’ Foscari Venezia. Da tempo si occupa del Devisement dou monde.

domenica 31 marzo 2024

Caterina de' Medici

Caterina de' Medici
Da Firenze alla Francia
di Claudia Tripodi
pp. 304; € 18,00
Diarkos, 2024
EAN: 9788836162963

Caterina de’ Medici è una tra le figure femminili più note della storia. Figlia di Lorenzo de’ Medici duca d’Urbino, fu la prima italiana a sedere sul trono di Francia. Il libro ripercorre le tappe principali della sua esistenza, a partire da prima della sua nascita: dalle origini fiorentine all’infanzia trascorsa tra Firenze e Roma, fino alla lunga e definitiva fase francese. Trapiantata oltralpe giovanissima, Caterina si trovò immessa a forza in un contesto profondamente diverso da quello della sua città di origine, che fin da subito la percepì come un’estranea e come tale a lungo la considerò. Chiamata, per circostanze inattese, a regnare prima come consorte poi come reggente in nome dei figli minorenni, Caterina fronteggiò per decenni un tragico conflitto religioso sul suolo nazionale. Nell’assicurare alla Francia una duratura continuità di governo, la sua crescita personale e la sua politica di mediazioni e risoluzioni andarono di pari passo con l’emergere di quel personaggio oscuro e volitivo che spesso si sovrappose alla persona, e che finì per determinare, almeno storiograficamente, la fortuna di entrambi.

Claudia Tripodi (Firenze, 1972) è ricercatrice di Storia medievale e diplomata in Archivistica, paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Firenze. Tra le sue pubblicazioni, Gli Spini tra XIV e XV secolo. Il declino di un antico casato fiorentino (2013) e la curatela di Vespucci, Firenze e le Americhe (con G. Pinto e L. Rombai, 2014). Per Diarkos ha pubblicato I Medici. Ascesa e potere di una grande dinastia (2020).

mercoledì 8 novembre 2023

Gengis Khan

Gengis Khan
Il figlio del cielo
di Franco Forte
pp. 704; € 14,00
Mondadori, 2023
ISBN: 9788804779643

«Tu sarai Khan, Gran Signore dei Mongoli. E noi ti chiameremo Gengis, il Guerriero Perfetto.» Così ha avuto il suo nome uno dei più grandi condottieri della storia, imperatore intelligente e tenace, guerriero furbo e imbattibile, sovrano illuminato, conquistatore di terre il cui dominio si estendeva al di là di ogni ambizione umana. La cronaca delle sue avventure, che Franco Forte fa rivivere sullo sfondo della magnifica e terribile Asia del XII secolo, tra realtà e leggenda, è la più affascinante e spettacolare epopea che si possa raccontare.
Franco Forte è nato a Milano nel 1962. Scrittore, sceneggiatore e giornalista, per Mondadori ha pubblicato, tra gli altri, Carthago, Roma in fiamme, Caligola, Cesare l'Immortale e Romolo, il primo di una serie di libri dedicati ai sette re di Roma.

giovedì 25 maggio 2023

Federico Barbarossa

Federico Barbarossa
di Knut Görich
Prefazione di Ortensio Zecchino
pp. 628, € 34,00
Rubbettino, 2023
ISBN: 9788849870367 

Nessun altro imperatore del medioevo fu così monopolizzato dalle speranze e dai desideri del XIX secolo come Federico I Barbarossa. Il Risorgimento italiano e il nazionalismo tedesco lo hanno strumentalizzato politicamente: dagli uni fu ritenuto un sovrano straniero che combatteva contro la libertà dei comuni, secondo l’opinione degli altri contribuì già nel medioevo all’unificazione del popolo tedesco. La sfida per una moderna interpretazione dell’imperatore consiste nello spiegarne la vita e la politica nel suo proprio tempo. Solo allora viene alla luce l’estraneità del lontano XII secolo. Al centro della sua biografia, Knut Görich pone la mentalità aristocratica dell’imperatore, per il quale la conservazione del rango e dell’onore era una caratteristica essenziale. Essa costituì il filo conduttore nelle lotte che lo Svevo condusse in Germania con i principi, in Italia con la Lega Lombarda e col Papato nonché nella crociata con l’imperatore bizantino.
Knut Görich è professore di Storia dell’alto e del pieno medioevo presso la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera. È membro ordinario della Bayerische Akademie der Wissenchaften e Presidente della Gesellschaft für Staufische Geschichte a Göppingen. In numerosi libri e articoli si è dedicato all’epoca degli imperatori ottoniani e svevi. I suoi interessi di ricerca comprendono la storia della Germania e dell’Italia, la storiografia e la storia degli oggetti nonché la storia culturale della politica.

venerdì 3 febbraio 2023

Tommaso D’Aquino

Tommaso D’Aquino
Nel segno del sole
di Tito Centi
pp. 175, € 15,00
Edizioni Ares, 2023
ISBN: 9788892982888
 
«Ho atteso per decenni a volgarizzare la Somma teologica di san Tommaso d’Aquino, e subito dopo ho dovuto sobbarcarmi la traduzione della Somma contro i Gentili… Ma ecco che, dopo aver accantonato gli studi per quattro anni, mi viene offerto l’incarico di scrivere una vita aneddotica del Santo. Anche questa volta si trattava di un volgarizzamento: mettere la vita di lui alla portata di tutti, persino dei ragazzi. Potevo sottrarmi alla mia vocazione di volgarizzatore?». Sono le simpatiche righe con le quali padre Centi presentava questo piccolo libro che riveste il carattere di “somma”della sua frequentazione tomistica: è quindi un profilo aneddotico del Dottore Angelico, ma a firma di un autore che è anche il curatore della traduzione italiana commentata della Somma teologica in 35 volumi, nonché di quasi tutte le altre opere di san Tommaso, tra cui l’opuscolo polemico L’eternità del mondo qui pubblicato in appendice.
Padre Tito Centi è nato a Segni (Roma) nel 1915. Nel 1943 ha conseguito il dottorato in teologia presso la Pontificia Università «San Tommaso d’Aquino» in Roma. Ha diretto la traduzione italiana della Somma Teologica in 35 volumi e per sei anni è stato direttore della Rivista di Ascetica e Mistica. Ha tradotto la Somma contro i Gentili e altre opere minori di Tommaso. Ampia diffusione ha avuto la sua traduzione del Catechismo Tridentino. È autore di numerose monografie di carattere storico, tra cui La scomunica di Girolamo Savonarola – Santo oribelle? Fatti & documenti per un giudizio (Ares 1996).

venerdì 6 gennaio 2023

Gemma purpurea

Gemma purpurea
di Guido Faba
Edizione critica a cura di Michele Vescovo
pp. XI-231, € 58,00
Sismel, 2022
ISBN: 978-88-9290-153-7
 
Guido Faba appartiene alla generazione di maestri bolognesi che, nella prima metà del Duecento, imprime all’insegnamento del dictamen una svolta decisiva: non solo ne riformula l’apparato normativo, ma opera anche un’enfatizzazione del suo ruolo sociale. Composta presumibilmente tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta, nell’ultima fase del magistero fabiano, la Gemma purpurea si presenta come un agile manuale volto a illustrare, in una logica esemplificativa, le tecniche della scrittura epistolare: dopo il prologo, in cui la conoscenza del dictamen viene emblematicamente rappresentata in termini sapienziali, il testo contiene liste di aggettivi e sostantivi (suddivisi per categorie sociali), liste di verbi e avverbi (distinti in base al significato) e modelli di exordia (organizzati secondo un criterio cetuale o in base alla parola iniziale), oltre a qualche indicazione di carattere generale. Uno degli aspetti più interessanti dell’opera risiede nella presenza, al suo interno, di quindici brevi modelli in volgare: l’apertura al volgare costituisce una novità nel campo dell’ars dictaminis e risulta tanto più significativa in quanto si concretizza in un ambiente culturale come quello bolognese, in cui il latino mantiene ben salda la propria egemonia nell’insegnamento della retorica. Il volume, dopo una presentazione della biografia e degli scritti di Guido Faba, analizza compiutamente l’opera e ne fornisce l’edizione critica.

mercoledì 14 dicembre 2022

Valentina Visconti

Valentina Visconti
di Émile Collas
Traduzione dal francese e apparato di Ada Grossi
pp. 416, € 19,00
Meravigli Edizioni, 2022
ISBN: 9788879554886 
 
Biografia di Valentina Visconti (1370/1-1408), che si legge come fosse un romanzo, scritta dallo storico francese Émile Collas, vissuto a cavallo fra Otto e Novecento. Figlia di Gian Galeazzo Visconti, rimasta orfana di madre molto presto, Valentina cresce a Pavia per poi trasferirsi diciottenne in Francia e sposare il cugino Luigi, fratello del re di Francia. Non dimenticando però mai né la Lombardia né il padre, che sempre difende nei complicati giochi dello scacchiere politico europeo. Ma il suo destino, che pare luminosissimo, si fa presto avverso: si trova infatti a fronteggiare innumerevoli ingiustizie, dai ripetuti tradimenti del marito, alle odiose accuse di stregoneria, secondo le quali sarebbe stata lei la causa della follia di suo cognato il re Carlo VI, all'esilio, al fallimento di tutti gli sforzi per vedere punito l'assassino di suo marito, fino alla prematura morte, nel castello di Blois.
Ada Grossi una vita in mezzo a libri, archivi e pergamene. È nata a Milano nel 1971 e nel corso degli anni ha studiato cose molto diverse tra loro: dopo la laurea in architettura ha vinto un dottorato in diplomatica e da allora si è dedicata prevalentemente a paleografia, diplomatica e storia medievale (a parte qualche parentesi, tra archivistica, ebraico e altro ancora); da un decennio si occupa anche della Sindone di Torino.

sabato 3 dicembre 2022

L'artista dell'anima

L'artista dell'anima
Giotto e il suo mondo
di Alessandro Masi
pp. 176, € 18.00
Neri Pozza, 2022
ISBN: 978-88-54523-79-1

È l’artista che per primo ha dato un’anima alle sue opere. Dei suoi quadri e dei suoi affreschi sappiamo perciò molto, ma della sua vita di uomo ben poco, avvolta com’è nella leggenda. Ora da un accurato lavoro di scavo negli archivi e dalle cronache dell’epoca, Alessandro Masi fa nascere una rigorosa e documentatissima biografia di Giotto, del «ragazzo» che rivoluzionò la pittura tra il Duecento e il Trecento, quando si preparava la Rinascenza. E lo fa narrando quella vita come fosse un romanzo. Così entriamo con Giotto nella Basilica Superiore di Assisi, nella cappella degli Scrovegni a Padova, nelle basiliche di Roma, Napoli, Firenze… Un racconto tanto vivido che sembra di sentire l’odore dei colori, di stare sulle impalcature a osservarlo dipingere, di percepire lo stupore dei committenti di fronte a opere che non avevano alcun paragone con quanto realizzato prima. Emergono con forza i suoi rapporti con il maestro Cimabue, con gli intellettuali della sua epoca e in particolare con Dante, di cui fece un ritratto giovanile nel 1302, prima dell’esilio del poeta, e che incontrò nuovamente a Padova mentre creava un capolavoro per una famiglia tanto ricca quanto chiacchierata, gli Scrovegni appunto. Boccaccio fece di Giotto un personaggio del suo Decamerone. E dietro di lui si stagliavano Petrarca e i papi del travagliatissimo periodo della sua esistenza. Ne esce lo spaccato di un’epoca, di un grande artista e di un uomo non privo di ombre e contraddizioni. Migliore interprete di sempre del poverello di Assisi, viveva nell’angoscia di diventare povero e di non poter sistemare la sua numerosa prole. Probabilmente una volta arricchito divenne anche usuraio e, invitato dagli intellettuali a schierarsi nell’agone politico dell’epoca, si dimostrò tutt’altro che incline alle azioni coraggiose.
Alessandro Masi, storico dell’arte e giornalista, è segretario generale della Società Dante Alighieri. I suoi interessi spaziano dal futurismo (Zig Zag. Il romanzo futurista, il Saggiatore) a trattati di politica culturale del ventennio fascista (Giuseppe Bottai. La politica delle arti. Scritti 1918-1943, Editalia). Il suo recente studio sull’arte italiana a cavallo tra fascismo e repubblica (Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, Mursia) ha dato vita a un lungo dibattito sulla figura di Palmiro Togliatti e gli intellettuali.

lunedì 3 ottobre 2022

Vita di Federico Barbarossa

Vita di Federico Barbarossa
di Ernst Wilhelm Wies
pp. 400, € 15,00
Bompiani, 2022
ISBN: 9788830105928
 
Federico Barbarossa è un mito. Un mito dai molteplici aspetti: è paladino delle virtù cavalleresche, bacia i piedi del papa in segno di pace e alleanza, consegna la spada ai propri figli. Ma parte anche con il suo esercito per la terza crociata, dalla quale non farà mai ritorno, morendo annegato nel fiume Göksu. Fedele a un impero ormai anacronistico, difende il feudalesimo giunto al tramonto contro le idee di libertà e autonomia espresse dai Comuni. Con questa biografia storica Ernst Wies ci regala il primo documento veramente completo capace di gettare luce fino in fondo non solo sulla figura del grande imperatore, ma anche sui profondi cambiamenti dell’epoca in cui visse.

mercoledì 28 settembre 2022

Il Duca

Il Duca
Vita avventurosa e grandi imprese di Federico da Montefeltro
di Duccio Balestracci
pp. 220, € 18,00
Laterza, 2022
ISBN: 9788858148839
 
600 anni fa nasceva a Gubbio uno dei personaggi più significativi del Rinascimento italiano: Federico da Montefeltro. Mecenate e mercenario, coltissimo umanista e principe spregiudicato, la vita del duca di Urbino è un incredibile succedersi di avventure e cambi di destino. In tutte le raffigurazioni è l’uomo dalla faccia dimezzata, da quando, nemmeno trentenne, un occhio e la radice del naso li aveva perduti per un colpo di lancia ricevuto durante una giostra. Nella storia del Rinascimento italiano, Federico da Montefeltro, duca di Urbino, è il più stimato e strapagato condottiero, circondato dalla fama di non aver perso (quasi) mai una battaglia. Intelligente, coltissimo, ottimo stratega, bravo statista, abile diplomatico, scaltro (ma sempre elegante) curatore dei propri interessi, assieme al suo grande amore, la giovanissima e affascinante seconda moglie Battista Sforza, Federico riuscì a trasformare la corte del Montefeltro in uno dei centri della cultura e della politica italiane: a lui si deve la facies urbanistica e architettonica di Urbino, è lui che riesce a coinvolgere nel suo progetto culturale artisti e architetti come Piero della Francesca o Francesco di Giorgio Martini. Ma come ogni vita avventurosa che si rispetti, anche quella di Federico fu costellata da intrighi e misteri mai del tutto risolti: come riuscì da figlio ‘bastardo’ a impadronirsi del potere? Che ruolo ebbe nella famosa ‘congiura dei Pazzi’?
Duccio Balestracci è stato professore ordinario di Storia medievale e Civiltà medievali all’Università degli Studi di Siena. Si è occupato di storia delle classi sociali in città e in campagna, degli aspetti della guerra e della festa, di storia della storiografia. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento (Il Mulino 2015) e Stato d’assedio. Assedianti e assediati dal Medioevo all’età moderna (Il Mulino 2021). Per Laterza è autore di: La festa in armi. Giostre, tornei e giochi del Medioevo (2001); Le armi, i cavalli, l’oro. Giovanni Acuto e i condottieri nell’Italia del Trecento (2003, tradotto in giapponese); Terre ignote strana gente. Storie di viaggiatori medievali (2008); La battaglia di Montaperti (2017); Il Palio di Siena. Una festa italiana (2019).

venerdì 23 settembre 2022

Tamerlano

Tamerlano
di Michele Bernardini
pp. 576, € 32,00
Salerno Editrice, 2022
ISBN: 978-88-6973-703-9
 
Tamerlano nacque in Asia durante la disgregazione dell’impero mongolo, non lontano da Samarcanda, da una famiglia della piccola aristocrazia nomade locale. Riunì tribù e genti diverse in un poderoso esercito che attraversò l’Asia sottomettendo tutte le potenze che trovò sul proprio percorso. Fu per più di quarant’anni costantemente in guerra e il suo genio militare lo trasformò in una figura titanica, oggetto di odio, timore e venerazione sia in Oriente che in Occidente. Questo volume, oltre che ripercorrere le sue gesta straordinarie, intende illustrare il suo progetto politico, osservando da vicino non solo il guerriero e la sua leggenda ma anche l’uomo, con il suo attaccamento maniacale per la famiglia e la sua ossessione per la successione. Emergerà un quadro inedito dell’Oriente tardo medievale, con spaccati sensazionali sulla concezione geografica dell’epoca e sulle tante terre ignote che il Grande Emiro invase. Conosceremo i suoi avversari e i membri della sua irrequieta famiglia; e molti degli espedienti che costoro adottarono per sopravvivere in un tempo di estrema durezza. Con Tamerlano entreremo in un mondo remoto, raffinato, feroce e complesso, in cui si riflettono e si fondono il mito iranico, la tradizione turco-mongola, l’islamizzazione delle popolazioni centroasiatiche. Un mondo tanto vasto da lambire e toccare civiltà e terre molto distanti come l’India o la Georgia ma anche il mondo russo, quello lituano e polacco dominato dall’Orda d’Oro, e la Cina, oppure, non ultime, le agenzie italiane, la Francia, fino alla città di Costantinopoli. Il libro si chiude con la fama acquisita da Tamerlano in Asia e in Europa, riscontrabile in trattati politici e storici rinascimentali e in opere teatrali e musicali dell’età barocca. Una rifrazione che va dalle idee di Machiavelli e di Voltaire agli studi moderni inaugurati dal grande Vassilij Bartol’d e non ultimo, alla creazione del mito di Tamerlano come fondatore del moderno Uzbekistan.
Michele Bernardini insegna Lingua e letteratura persiana e Storia dell’Iran medievale e moderno e dell’Impero ottomano presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. Dirige la rivista Eurasian Studies.

giovedì 28 aprile 2022

Cosimo de' Medici

Cosimo de' Medici
di Lorenzo Tanzini
pp. 376, € 25,00
Salerno Editrice, 2022
ISBN: 978-88-6973-697-1
 
‘Il Vecchio’, il ‘Padre della Patria’, ma soprattutto il nonno di Lorenzo il Magnifico: Cosimo de’ Medici (1389-1464) è un personaggio molto noto, soprattutto per la storia della sua famiglia. Si tratta invece di una figura che come poche altre incarna la supremazia politica e culturale della Firenze del primo Quattrocento. Cosimo fu innanzitutto uno straordinario uomo d’affari, il più grande banchiere dell’Europa del suo tempo: da questa esperienza e dalle relazioni finanziarie maturò anche le sue eccezionali doti politiche, che gli permisero di reggere le sorti della sua città e del suo Stato con uno stile originalissimo, grazie al quale giocò insieme il ruolo di leader e quello di tutore dei valori repubblicani. Banchiere e uomo politico, Cosimo coltivò una rete di amicizie e frequentazioni nell’ambito della cultura umanistica e investì risorse imponenti nell’arte, nella raccolta di libri e oggetti preziosi, nella promozione delle imprese assistenziali e delle comunità religiose. Questo libro affronta i tanti aspetti della poliedrica personalità di Cosimo, attingendo alla voce delle fonti del tempo e alle sue stesse parole, per restituire alla sua figura la freschezza e la vitalità con cui lo conobbero i contemporanei.
Lorenzo Tanzini, studioso di Storia delle istituzioni, delle pratiche giudiziarie, del pensiero politico tra Medioevo e Rinascimento, insegna Storia Medievale all’Università di Cagliari. Tra le sue pubblicazioni si ricorda almeno A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma-Bari 2014).

venerdì 25 febbraio 2022

L'artista dell'anima. Giotto e il suo mondo

L'artista dell'anima
Giotto e il suo mondo
di Alessandro Masi
pp. 176, € 18,00
Neri Pozza Edizioni, 2022
ISBN: 978-88-54523-79-1
 
È l’artista che per primo ha dato un’anima alle sue opere. Dei suoi quadri e dei suoi affreschi sappiamo perciò molto, ma della sua vita di uomo ben poco, avvolta com’è nella leggenda. Ora da un accurato lavoro di scavo negli archivi e dalle cronache dell’epoca, Alessandro Masi fa nascere una rigorosa e documentatissima biografia di Giotto, del «ragazzo» che rivoluzionò la pittura tra il Duecento e il Trecento, quando si preparava la Rinascenza. E lo fa narrando quella vita come fosse un romanzo. Così entriamo con Giotto nella Basilica Superiore di Assisi, nella cappella degli Scrovegni a Padova, nelle basiliche di Roma, Napoli, Firenze… Un racconto tanto vivido che sembra di sentire l’odore dei colori, di stare sulle impalcature a osservarlo dipingere, di percepire lo stupore dei committenti di fronte a opere che non avevano alcun paragone con quanto realizzato prima. Emergono con forza i suoi rapporti con il maestro Cimabue, con gli intellettuali della sua epoca e in particolare con Dante, di cui fece un ritratto giovanile nel 1302, prima dell’esilio del poeta, e che incontrò nuovamente a Padova mentre creava un capo - lavoro per una famiglia tanto ricca quanto chiacchierata, gli Scrovegni appunto. Boccaccio fece di Giotto un personaggio del suo Decamerone. E dietro di lui si stagliavano Petrarca e i papi del travagliatissimo periodo della sua esistenza. Ne esce lo spaccato di un’epoca, di un grande artista e di un uomo non privo di ombre e contraddizioni. Migliore interprete di sempre del poverello di Assisi, viveva nell’angoscia di diventare povero e di non poter sistemare la sua numerosa prole. Probabilmente una volta arricchito divenne anche usuraio e, invitato dagli intellettuali a schierarsi nell’agone politico dell’epoca, si dimostrò tutt’altro che incline alle azioni coraggiose.
Alessandro Masi, storico dell’arte e giornalista, è segretario generale della Società Dante Alighieri. I suoi interessi spaziano dal futurismo (Zig Zag. Il romanzo futurista, il Saggiatore) a trattati di politica culturale del ventennio fascista (Giuseppe Bottai. La politica delle arti. Scritti 1918-1943, Editalia). Il suo recente studio sull’arte italiana a cavallo tra fascismo e repubblica (Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, Mursia) ha dato vita a un lungo dibattito sulla figura di Palmiro Togliatti e gli intellettuali.