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giovedì 27 giugno 2024

L'Orlando di Barbaro

L'Orlando di Barbaro
L'ultima Chanson de geste tramandata oralmente in Europa
di Carmine Lupia, Raffaella Lupia
pp. 68; € 12,00
Città Calabria Edizioni, 2024
EAN: 9788888948997

L’Orlando di Barbaro è l’ultima Chanson de geste tramandata oralmente in Europa, sulle pendici della Sila in Calabria, dove ancora oggi la toponomastica ne mantiene l’eredità e ne conserva la memoria. Questa tradizione orale, recuperata dopo anni di studio e ricerca, è tutto ciò che è stato tramandato da padre in figlio, dal Medioevo fino ai nostri giorni. Questa chanson della tradizione calabrese è molto importante perché non è altro che l’eredità della tradizione popolare di quello che è stato il ciclo carolingio calabrese, non solo nei luoghi della cultura e nelle dimore aristocratiche, ma anche presso il popolo. La tradizione carolingia in Calabria è rappresentata da molti poemi e inizia con la famosa Chanson d’Aspremont, colonna portante di tutto il ciclo letterario carolingio europeo insieme alla celebre Chanson de Roland. L’Orlando di Barbaro è ambientata intorno al territorio dell’omonima città, che era stata conquistata dai Saraceni e successivamente liberata dai cavalieri cristiani guidati da Orlando, dopo numerose battaglie durante le quali perdono la vita tutti i Paladini di Carlo Magno, tranne Orlando, che riuscirà a sconfiggere i musulmani e riportare nelle mani della cristianità la città. Orlando non dovrà combattere solo contro i cavalieri saraceni ma anche contro gli incantesimi della strega di Barbaro, che lui riuscirà a ingannare, scoprendo il suo punto debole e avendo pertanto la meglio sulla città di Barbaro. Particolarmente interessante è la descrizione del paesaggio forestale e soprattutto agrario, che diviene la sintesi dove l’Oriente, l’Occidente, il Mediterraneo e l’Europa si incontrano e si intrecciano nelle peculiari colture agrarie di un tempo ormai lontano.

giovedì 26 ottobre 2023

Monaci sullo stretto

Monaci sullo stretto
Architettura e grecità medievale tra Calabria e Sicilia
di Antonino Tranchina
pp. 232; € 45,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2023
ISBN: 9788836654840

Nel variegato orizzonte della Sicilia normanna, i cristiani di cultura greca ebbero un ruolo centrale nel plasmare gli apparati di potere e l’immaginario del sacro. ‹Gli uomini del Nord› favorirono i monaci di tradizione bizantina e la loro naturale tensione verso il modello di Costantinopoli e del monte Athos, che trovò espressione nelle nuove confederazioni monastiche create in sud Italia a partire dallo Stretto di Messina. Di questa vicenda, il volume illumina gli aspetti artistici, soprattutto la sperimentazione dei formati più adatti a un’edilizia religiosa di rinnovato prestigio, culminante nel XII secolo con il successo della chiesa cupolata a tre navate. Lo studio dei monumenti sopravvissuti e l’inedita attenzione per quelli scomparsi, attraverso una serrata rilettura di materiali e fonti scritte, consente di ripercorrere la genesi del fenomeno da una parte e dall’altra del canale, con un crescendo di caratteri strutturali, estetici e funzionali pensati per l’architettura e i suoi arredi.

Antonino Tranchina è assegnista di ricerca all’Università di Bologna e docente a contratto presso l’Università di Udine. Ha studiato Lettere e Arti visive all’Università degli studi di Palermo e di Bologna e ha conseguito il dottorato in Storia dell’arte alla Sapienza di Roma; è stato borsista postdoc alla Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’arte, dove ha lavorato anche come assistente scientifico della Direzione. La sua produzione è focalizzata sulle arti e l’architettura del Medioevo alto e centrale tra l’Europa e Bisanzio, con particolare attenzione al sud Italia. In ordine ai suoi interessi, collabora a progetti di ricerca nazionali e internazionali sull’arredo liturgico del Mezzogiorno, la circolazione delle culture artistiche nel Mediterraneo medievale, la cartografia storica e la fortuna del Romanico nell’Occidente contemporaneo.

domenica 30 aprile 2023

Viaggio all'interno della Calabria medievale

Viaggio all'interno della Calabria medievale
Storie di lavoro e di uomini
di Rosa Lavinia Prestigiacomo
pp. 88, € 10,00
Mannarino Edizioni, 2023
EAN: 9791259660244

Questo vuole essere un viaggio nella Calabria medievale. Caratterizzato da incontri con personaggi noti, da vincoli religiosi, da contratti lavorativi, da commercio e cultura. Una realtà spesso poco conosciuta, oggetti e meccanismi di potere lontani, volti sconosciuti e citati che, attraverso le loro mani logorate dal lavoro, sono stati la parte più vivida della società calabrese medievale. Uomini e territorio sono dunque i due occhi attraverso cui la storia di questo libro si muove e il ritorno al passato è utile per comprendere i meccanismi del presente, ma soprattutto perché lì si trovano le radici di ognuno di noi e la base di quello che a oggi riteniamo sia il progresso.

sabato 11 febbraio 2023

I sentieri di Orlando

I sentieri di Orlando
L'epica cavalleresca in Calabria e il ciclo carolingio nella presila catanzarese
di Pasquale Scalise
pp. 134, € 15,00
Calabria Letteraria Editrice, 2022
ISBN: 9788875744571
 
Il prode Orlando insieme ai fedeli paladini, Carlo Magno contro i temibili Saraceni: racconti, storie e leggende si intrecciano con il ciclo letterario incentrato sulle chansons de geste. Una mitologia di personaggi che in Calabria è talmente radicata da arrivare a conservare straordinarie corrispondenze tra i toponimi in uso in alcune località della regione e gli eroi dell’epica cavalleresca medievale. Le simmetrie tra la geografia dei luoghi e le leggende del territorio, tra le narrazioni universali e i racconti locali, sono rivelate all’interno di uno studio dei miti che segue le tracce – storiche e letterarie, immaginifiche e folkloriche – disposte sui sentieri che oscillano tra realtà e finzione. Un èpos narrato, rinnovato e rilanciato, con il vigore e il rigore dei racconti popolari, inventariati con maestria da una grande firma giornalistica calabrese. 

venerdì 19 agosto 2022

Condojanni e i castelli normanni in Calabria

Condojanni e i castelli normanni in Calabria
di Francesca Martorano, Vincenzo de Nittis
pp. 116; € 15,00
Rubbettino, 2022
EAN: 9788849872880
 
I lavori di restauro del castello di Condojanni (RC), conclusi di recente per un primo lotto di intervento, con l’avvio di specifiche indagini e ricerche, sono stati l’occasione per una nuova riflessione sui temi della conquista e dell’insediamento normanno in Calabria. Nell’ambito delle attività più generali di recupero del proprio patrimonio architettonico l’Amministrazione Comunale di Sant’Ilario dello Jonio, di cui Condojanni adesso è una frazione, ha inteso promuovere l’allestimento tematico su Condojanni e i castelli normanni in Calabria, di cui il volume è concepito come una guida e si prefigge di accompagnare l’esposizione, arricchendola dei dati storici che non sono entrati a far parte della sequenza grafica.
Francesca Martorano, Università Mediterranea di Reggio Calabria, Vicepresidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, fa parte del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana di Storia Urbana (AISU), del Comitato Scientifico Nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli, del Comitato permanente per gli incontri di Studi bizantini e del Comitato scientifico del Centro Scrittori Italiani della Calabria (CIS Calabria). È autrice di numerose monografie, saggi su riviste specializzate e curatele di volumi. Per ultimi: Architetture fortificate nel paesaggio agrario della Calabria. Percorsi di conoscenza e valorizzazione (2021), La feudalità in Calabria. Potere e fortificazioni nell’età normanna (2022). Per Rubbettino la curatela con V. de Nittis di Monasterace. Feudo, Abitato, Fortificazione e Restauro (2020).
Vincenzo de Nittis, Architetto PhD, si occupa di interventi di conservazione e restauro del patrimonio architettonico monumentale tra cui, di recente, il restauro dei castelli di Condojanni, Monasterace e Aiello Calabro. È membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli – Sez. Calabria e del Comitato permanente per gli incontri di Studi bizantini. È socio cultore del Circolo di Studi Storici Le Calabrie. È autore di numerosi saggi e articoli su temi di architettura dall’antichità classica al XIX sec. e curatela di volumi. Per Rubbettino Monasterace. Storia, Architettura, Arte e Archeologia (2016) e con F. Martorano la curatela di Monasterace. Feudo, Abitato, Fortificazione e Restauro (2020).

martedì 13 aprile 2021

Zungri

Zungri
Archeologia di un villaggio rupestre medievale nel territorio di Vibo Valentia
di Santino Alessandro Cugno, Rosalba Piserà
pp. 126 (25 ill. b/n, 25 tav.), € 85,00
L'Erma di Bretschneider, 2021
ISBN: 9788891321619
 
L’area del Monte Poro, in provincia di Vibo Valentia, custodisce una delle più alte concentrazioni di testimonianze rupestri medievali dell’intera Calabria: l’esempio più ragguardevole è sicuramente costituito dalle Grotte degli “Sbariati” di Zungri. L’etimologia del toponimo Zungri sembrerebbe essere di derivazione neo-greca (dal cretese τσουγκρί, cioè “aspra rupe”, “colle”, “roccia”) e la più antica testimonianza scritta risale alle “Rationes decimarum” del 1310. Il villaggio rupestre di Zungri è noto a livello locale anche come Grotte degli “Sbariati” (un termine dialettale interpretabile come “sbandati”) ed è situato nel versante sud-orientale del colle, dove sorge il moderno centro urbano, su un ampio costone roccioso in una località denominata Fossi. L’area insediativa occupa una superficie di circa 3000 mq ed emerge con un crinale molto ripido sui cui terrazzamenti si distribuiscono circa 40 unità ad uno o più vani, di diverse dimensioni e forma. Esse comprendono abitazioni prevalentemente monolocali (alcune a più piani), impianti produttivi (palmenti, apiari, calcare, ecc), ambienti destinati all’allevamento degli animali, depositi e/o magazzini, sistemi di vasche e canalizzazioni per l’approvvigionamento idrico. I nuovi studi hanno permesso di censire e analizzare in dettaglio 28 unità rupestri, che mostrano chiaramente le tracce di un continuo reimpiego nel corso del tempo, che ha alterato profondamente la loro fisionomia originaria e ha distrutto i depositi stratigrafici più antichi, mediante la pulitura costante dei piani di calpestio. 

mercoledì 3 marzo 2021

Calabria greca Calabria latina. Segni monumentali di una coesistenza (secoli XI-XII)

Calabria greca Calabria latina
Segni monumentali di una coesistenza (secoli XI-XII) 
a cura di Margherita Tabanelli, Antonio Tranchina
pp. 208, € 40,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Campisano Editore, 2021
ISBN: 978-88-85795-45-7
 
Prolungata a spartire le acque del Tirreno meridionale dallo Ionio, la Calabria è stata definita una terra di ponte: un’immagine che corrisponde alla descrizione cartografica e al costante transito di gruppi umani, ma che sottintende una prospettiva di scavalcamento rapido inconciliabile con la tormentata natura del territorio. Tra le linee del disegno politico, che delimitavano margini di circoscrizioni e diocesi, si muovevano le donne e gli uomini, protagonisti (ieri, come oggi) di passaggi, insediamenti, modifiche graduali ma incisive sul tessuto preesistente. Il convegno (2017), di cui sono qui raccolti gli atti, è stata occasione di dibattito su uno dei temi più cari alla Medievistica contemporanea, quello dei confini fluttuanti e dell’intreccio tra culture, con l’obiettivo di ridiscutere le appiattite identità tradizionali della Calabria medievale: provincia bizantina o terra di conquista normanna. Il volume intende contribuire a rivalutare l’originalità e il ruolo creativo del paesaggio storico, la sua capacità di incidere sulle strategie dei gruppi sociali e delle élite, la qualità progressiva dell’azione e dell’elaborazione culturale, di cui il patrimonio monumentale è fattispecie complessa, ma anche durevolmente impressiva.
Margherita Tabanelli ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’Arte medievale presso la Sapienza Università di Roma, con una tesi dedicata all’architettura sacra in Calabria e Sicilia nell’età della Contea normanna. Concluso un biennio di ricerca post-doc alla Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte, lavora attualmente come ricercatrice di Storia dell’Architettura presso l’Università von Humboldt di Berlino, Institut für Kunst- und Bildge- schichte.
Antonino Tranchina è dottore di ricerca in Storia dell’Arte medievale. La sua tesi, discussa presso la Sapienza Università di Roma, è dedicata alla cultura artistica del monachesimo greco intorno allo Stretto di Messina in età normanna, con un focus sul- lo scomparso monastero del Salvatore de lingua Phari. È stato ricercatore post-doc ed è ora assistente scientifico alla Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte.

sabato 4 agosto 2018

La Calabria dei Templari

La Calabria dei Templari
di Giovanni Pascale
pp. 240, € 20,00
Ferrari Editore, 2018
ISBN: 9788899971526
 
“Una nuova cavalleria è apparsa nella terra dell’Incarnazione. Nuova, dico, e non ancora provata nel mondo dove conduce una duplice battaglia, sia contro avversari di carne e sangue, sia contro lo spirito del male nei cieli […].”
Bernardo di Chiaravalle o Bernard de Clairvaux, monaco e abate francese dell’ordine cistercense, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, così descriveva la più potente congregazione cavalleresca medievale della cristianità, nel suo trattato “De laude novae militiae”, scritto presumibilmente fra il 1132 e il 1136. Dopo anni di ricerche mirate, scavando e rintracciando fonti e documenti capaci di creare una nuova visione d’insieme, Giovanni Pascale, studioso e appassionato di storia medievale, offre per la prima volta una chiara e rigorosa ricostruzione del misterioso mondo dei Cavalieri Templari in Calabria. 
Giovanni Pascale (classe 1956) si dedica da molti anni allo studio del neotemplarismo, della simbologia e della storia dell’Ordine del Tempio. Past Gran Commendatore della Gran Commenda dei Cavalieri Templari d’Italia del Rito di York è, inoltre, coordinatore per l’Italia del Grande Accampamento dei Cavalieri Templari degli Stati Uniti d’America e socio della LARTI (Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani). Nei suoi lavori confluiscono la conoscenza della materia, il rigore metodologico e una profonda passione consacrata alla ricerca.