domenica 3 luglio 2022

La Spada e la Croce

La Spada e la Croce
di Maurizio Selvatico
pp. 530, € 18,00
Le Mezzelane, 2022
ISBN: 9788833286600
 
Anno 1220. Il feroce confronto tra cristiani e musulmani non conosce sosta. I regni europei sono impegnati in Egitto per liberare il Santo Sepolcro, riconquistato dal sultano Saladino durante la III crociata. Dietro le speranze dei regnanti si agitano interessi e ambizioni che vanno ben oltre il significato spirituale della V crociata, ma l'imperatore Federico II e papa Onorio III sanno benissimo che solo un simbolo forte potrebbe far volgere l'esito della guerra e il futuro della Terra Santa a loro favore. Un contingente d'élite di Cavalieri teutonici viene incaricato di una missione segreta per recuperare la Croce di Gesù, custodita nel palazzo reale di al Ashraf, a Damasco. Marco Tiepolo, un giovane veneziano indolente, amante del lusso e della dissolutezza, si troverà suo malgrado coinvolto in questa vicenda, che avrà risvolti oltre ogni immaginazione e lo porterà a intraprendere un viaggio ai confini del mondo per cercare una risposta alle sue inquietudini. Marco Tiepolo è l'alter ego letterario di Jacopo Tiepolo, che fu doge della Serenissima dal 1229 al 1249.
Maurizio Selvatico giunto alla soglia dei sessant’anni, ha scoperto in sé una vena creativa che ha messo a dura prova la pazienza della sua famiglia (due figlie che adora e una ex moglie tenace) e della sua vista. Vive a Roma ma il suo cuore batte per Venezia, la città di origine dei suoi avi: tra i ritagli di giornate lavorative dedicate al supporto tecnico nelle telecomunicazioni riesce comunque a trovare il tempo di dedicarsi alla scrittura. Ama piace narrare vicende che facciano emergere la natura umana vista come un tutt’uno con l’imponderabilità dell’esistenza. Il genere storico è quello che predilige, perché gli consente di proiettare nel passato il presente, senza per questo dover scrivere storie scontate o già raccontate: cerca di sfruttare la fantasia per rendere razionale anche ciò che in apparenza non lo sembra.

sabato 2 luglio 2022

Il patrimonio artistico medievale di Niella Tanaro

Il patrimonio artistico medievale di Niella Tanaro
di Ilario Manfredini
pp. 104, € 14,00
LAReditore, 2022
EAN: 9788831236843
 
Documentato sin dai tempi dei Ligures, il territorio di Niella Tanaro, dopo la conquista romana, entrò a far parte della Gallia Cisalpina sotto la giurisdizione del comune di Augusta Bagiennorum. Citato nei documenti come donazione imperiale al vescovo di Asti nel 901, il comune di Niella venne governato a partire dal XII secolo dai Marchesi di Ceva, divenendo nodo strategico sulla via Palmaria e sulla via del Sale, oltre che snodo di collegamento tra i più importanti centri abitati piemontesi e la costa ligure. All'importanza economica dovuta alla sua posizione geografica, Niella assunse anche un ruolo centrale sulle antiche vie di pellegrinaggio, come dimostrano le numerose cappelle, le edicole e gli oratori presenti nel suo territorio. Proprio queste caratteristiche storiche e geografiche resero il comune un crocevia di artisti e botteghe pittoriche, che tra il Quattro e il primo Cinquecento abbellirono molte chiese ancora oggi visitabili. Proprio l'alto numero di affreschi tuttora presente fa di Niella Tanaro uno dei luoghi più interessanti del Piemonte meridionale per lo studio e la valorizzazione della pittura tardo gotica.
Ilario Manfredini, laureato presso l’università di Torino, nel 2010 ha conseguito il dottorato di ricerca in storia moderna presso l’Università Statale di Pisa e nel 2016 il perfezionamento in civiltà dell’Umanesimo e del Rinascimento presso l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento di Firenze (INSR). Collabora da anni con la Società Storica Pinerolese per la quale ha pubblicato numerosi articoli su temi riguardanti la storia e l’arte locali.

venerdì 1 luglio 2022

Liber illustrium virorum archisterii Casinensis

Liber illustrium virorum archisterii Casinensis
di Pietro Diacono
Edizione critica e commento a cura di Mariano Dell’Omo
pp. XII-301, € 66,00
Sismel, 2022
ISBN: 978-88-9290-152-0 
 
Il Liber illustrium virorum archisterii Casinensis fu elaborato tra il 1133 e il 1136 da Pietro Diacono, cartularius, scriniarius ac bibliothecarius di Montecassino. Charles H. Haskins definì quest’opera «un documento di cui qualsiasi istituto monastico potrebbe menar vanto», rimarcando che «più che un catalogo è un epitaffio». L’autore scrive infatti quest’opera con lo sguardo rivolto al passato cassinese, in particolare a quell’età desideriana che fu da lui definita aureum patris Desiderii saeculum, incarnata da letterati e intellettuali del calibro di Alfano, Amato, Alberico, Costantino Africano, Guaiferio, Leone Marsicano. L’intuizione del declino cui va ormai incontro il monastero cassinese, coinvolto nello scisma anacletiano, di cui egli stesso è testimone e protagonista, spinge pertanto Pietro Diacono, nel timore di un naufragio della memoria, a salvare almeno l’eredità letteraria di un passato splendido e irrinunciabile ancorché irripetibile. Il nuovo testo che qui si presenta risponde all’esigenza di superare l’insufficiente e, in molti casi, erronea edizione seicentesca curata da Giovanni Battista Mari – accolta dal Muratori nei Rerum Italicarum Scriptores e quindi dal Migne nella Patrologia Latina –, che giustamente Herbert Bloch definì «del tutto inattendibile», perché derivante non dall’autografo, il Casin. 361, ma da una cattiva copia del sec. XVII (Vat. Barb. lat. 2453). Occorreva quindi restituire dignità a un’opera che, in omaggio alla tradizione geronimiana del De viris illustribus, costituisce, come scrisse Antonio Viscardi, «il primo documento di un interesse per la storia non più solo politica e religiosa, ma anche culturale e letteraria», e «rappresenta, perciò, una cosa singolare nella storia della storiografia medievale».
Mariano Dell'Omo è Direttore dell’Archivio storico di Montecassino, è Vice-direttore del Centro Storico Benedettino Italiano, membro dell’Associazione Italiana dei Professori di Storia della Chiesa in Italia e dell’Associazione Archivistica Ecclesiastica, professore di Storia del monachesimo occidentale nel Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma, nonché di Paleografia latina, Diplomatica generale e Diplomatica pontificia nella Pontificia Università Gregoriana.

giovedì 30 giugno 2022

Il castello dei falchi neri

Il castello dei falchi neri
di Marcello Simoni
pp. 320, € 9,90
Newton Compton, 2022
ISBN: 9788822766274 
 
Anno Domini 1233. Dopo aver preso parte alla crociata di Federico II, il nobile Oderico Grifone, ormai diventato uomo, fa ritorno alla dimora di famiglia, una grande magione nella campagna di Napoli. Il rientro, tuttavia, non è dei più felici. Sua sorella, Aloisia, è stata data in sposa a un uomo di dubbia reputazione, mentre Fabrissa, una giovane aristocratica con la quale Oderico, prima di partire per la Terra Santa, aveva intrecciato una storia d’amore, è promessa a un altro. Come se non bastasse, la famiglia sembra essere caduta in disgrazia e il castello, un tempo ricco e prospero, versa ora in uno stato di abbandono. Pur non riuscendo a comprenderne il motivo, Oderico intuisce che la madre, il padre e il fratello minore gli nascondono qualcosa. Qualcosa che riguarderebbe il feudo dei Grifoni, una collina sulla quale in molti vorrebbero mettere le mani a causa di un antico segreto custodito tra i suoi fitti boschi. Nel tentativo di risollevare le sorti della famiglia, Oderico resterà coinvolto, suo malgrado, in una serie di efferati delitti che sembrano avere uno stretto legame col più grande motivo d’orgoglio del suo casato: la nobile arte della falconeria.
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. Ha vinto inoltre il premio Stampa Ferrara, il premio Salgari, il premio Ilcorsaronero e il premio Jean Coste. La saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici: i diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller tra cui la trilogia Codice Millenarius Saga e la Secretum Saga, vendendo oltre un milione e mezzo di copie.

mercoledì 29 giugno 2022

In armi e in spirito

In armi e in spirito
L'incanto cavalleresco tra mito, storia e realtà
di Stefano Fracchia
pp. 216, € 25,00
Edizioni della Goccia, 2022
ISBN: 9788898916924
 
Il resoconto di una vita trascorsa coltivando un sentimento diventato ragione di vita stessa: la ricerca dell'ideale cavalleresco.

Lo studio dell'epoca feudale, insieme con l'organizzazione e la partecipazione e l'organizzazione di rievocazioni e ricostruzioni storiche hanno permesso all'autore di rivivere e fare proprie le emozioni, gli ideali, le gioie, ma anche le fatiche e i dolori dell'uomo d'arme medievale.
L'intento è quello di raccontare la passione volta alla ricerca dell'incanto Cavalleresco, che nel terzo millennio può ancora riscaldare il cuore di una società in parte smarrita.

martedì 28 giugno 2022

Bisanzio sulle due sponde del Canale d'Otranto

Bisanzio sulle due sponde del Canale d'Otranto
a cura di Marina Falla Castelfranchi, Manuela De Giorgi
pp. 228, € 35,00
Cisam, 2022
ISBN: 978-88-6809-355-6
 
La Puglia e il Canale d'Otranto in particolare, che della regione rappresenta la propaggine più protesa verso l'Oriente, hanno indubbiamente giocato in passato (anche in quello più recente) un ruolo di anello di congiunzione fisico e culturale tra le due metà del Mediterraneo. Ciò si dimostra particolarmente vero per il Medioevo, epoca in cui i rapporti tra le due sponde del Canale - da cui il titolo di questo volume - risultano documentali da un fitto intreccio di relazioni e di scambi che investono la Puglia e i territori dell'opposta sponda dell'Adriatico, Corfù in primis. Rapporti che si colgono nelle fonti storiche, nella ricca letteratura in lingua greca di area salentina, nel culto dei santi e nella produzione artistica ricostruita e riletta attraverso la produzione miniata, i monumenti e le indagini archeologiche che restituiscono uno scenario di sinergica interattività che, a più livelli, traccia un profilo culturalmente e storicamente dinamico dell'estremo lembo di Puglia, non solo negli anni della dominazione bizantina, ma ben oltre, come dimostra l'ampio arco cronologico considerato nei vari contributi (dal IX al XIV secolo). Un panorama multifocale che per temi trattati e cronologie investigate aggiunge un ulteriore tassello all'ampia fortuna storiografica della Puglia e della Terra d'Otranto 'tra Oriente e Occidente', locuzione talvolta abusata, ma che trova in questa miscellanea il suo elemento fondante.
Marina Falla Castelfranchi è professoressa di Archeologia e storia dell’arte paleocristiana e bizantina presso l’Università di Lecce.
Manuela De Giorgi è docente di storia dell’arte medievale all’università del Salento e delegata del rettore alla valorizzazione del territorio.

lunedì 27 giugno 2022

Mago Bianco

Mago Bianco
Vita e segreti di Pietro d’Abano, medico ed eretico
di Roberto Zucchi
pp. 512, € 20,00
Il Prato edizioni, 2022
ISBN: 9788863365818
 
Pietro d’Abano (1250-1315) è un genio avvolto nel mistero. Uno di quei pionieri della scienza, quando ancora si chiamava magia, che propiziarono l’uscita dal Medioevo e l’avvento del Rinascimento.
Fu filosofo, astronomo e astrologo, ma soprattutto medico, e per questo a lungo perseguitato dall’Inquisizione, che ben tre volte cercò di condannarlo al rogo come eretico e negromante.
Le sue opere sono note agli studiosi, ma poco si sa della sua vita. Anzi, delle sue vite. Perché, in un’epoca in cui il solo viaggiare era un azzardo, dopo l’adolescenza tra Abano e Padova fuggì a Costantinopoli, dove imparò le lingue e le arti mediche, quindi visse dieci anni nella nuova capitale d’Europa, Parigi, da insegnante alla Sorbona, e infine tornò a Padova, dove diede inizio alla sua famosa scuola medica, prima di sparire letteralmente dalla faccia della terra.
Ma la morte è solo l’ultimo degli enigmi di Pietro d’Abano che queste pagine intendono svelare. 
Roberto Zucchi è nato a Modena nel 1956 ma è da sempre residente a Padova, dove si è laureato in Scienze Politiche con una tesi su “Origini mistiche del nazismo”. Giornalista professionista dal 1981, è stato responsabile delle redazioni Esteri e Cultura nonché caporedattore centrale del quotidiano “Il Gazzettino” di Venezia. 

domenica 26 giugno 2022

Terre leggendarie. Viaggio tra le creature e il folklore dell'Italia medievale

Terre leggendarie
Viaggio tra le creature e il folklore dell'Italia medievale
Antologia di racconti
A cura di Giorgio Smojver e Alessandro Iascy
pp. 308, € 18,00
Watson Edizioni, 2022
EAN: 9791281006072
 
Anno 1310. Siamo nell'Italia fantastica immortalata dalla Commedia di Dante. L'ordine dei Cavalieri del Tempio è perseguitato dal Re di Francia e dal Papa. Manfredi di Monforte, cavaliere e alchimista, riceve dai capi dell'Ordine il compito di accompagnare il nuovo imperatore, Arrigo VII, a Roma e soccorrere i Templari italiani. Gira di regione in regione con il fedele turcopolo Yakub, il falcone Amqa e il destriero Tramonto. Intreccia pericolose storie d'amore e avventure esoteriche, incontra draghi, monaci maledetti, spettri, incantatrici e folletti di ogni regione e annota le sue avventure in un volume: lo Speculum Mirorum Italiae, Libro delle meraviglie d'Italia. La vita di Manfredi di Monforte fa da cornice a tredici racconti fantastici ispirati al folklore italiano. Questo volume è la testimonianza del valore delle tradizioni orali e scritte, e del folklore italiano. Contiene un bestiario illustrato.
Giorgio Smojver, nato a Padova da esuli giuliani, è laureato in Lettere classiche presso l'Università degli Studi di Padova, appassionato di mitologia comparata e letteratura medievale. È stato per anni bibliotecario e coordinatore del sistema bibliotecario del Comune di Padova, e in questa veste ho curato attività di promozione della letteratura. Ritiratosi, si è dedicato alla scrittura. Ha pubblicato un romanzo, Le Aquile e l'Abisso (Watson) e diversi racconti, tra i quali: L'anello infranto, in Premio Esecranda 2018, L'allodola e i rovi, in Oltre la SogliaCastrum Daemonum in Impero – Antologia Gladius & Sorcery, Watson.
Alessandro Iascy è nato a Palermo nel 1984. Sin da bambino è affascinato dalla letteratura fantastica e dal 2006 ha trasformato questa passione in attività di divulgazione, attraverso i suoi blog, Andromeda per la fantascienza e Heroic Fantasy Italia per il fantasy. È promotore di diverse iniziative editoriali: dalla rivista Andromeda per l'editore Letterelettriche alle collane Heroic Fantasy Italia per l'editore Delos Digital e True Fantasy per l'editore Watson, per cui è stato curatore di diverse antologie da lui ideate. Nel 2017 ha vinto il prestigioso Premio Italia con la webzine Andromeda. Tra le Antologie curate: Eroica. Antologia sword & sorcery, Watson 2016; Folklore. Antologia fantastica sul folklore italiano, Watson 2018;  Thanatolia. Antologia sword & sorcery, Watson 2018; Impero: Antologia Gladius & Sorcery, Watson 2019; Sui mari d'acciaio, Letterelettriche 2020.

sabato 25 giugno 2022

Cursus in fabula

Cursus in fabula
Ritmo e retorica nella novellistica da Boccaccio al Cinquecento
di Paola Mondani
pp. 256, € 30,00
Franco Cesati Editore, 2022
ISBN: 978-88-7667-959-9
 
L'esercizio retorico del cursus nella letteratura volgare è davvero circoscrivibile alla prosa letteraria delle origini o tracce di un suo re-impiego più moderno sopravvivono in tutto il Medioevo e nel Rinascimento? La diffusa cura del dettato, nel Novelliere di Sercambi, l'insistita versificazione nel Pecorone, le calibrate cadenze nei Ragionamenti di Firenzuola e negli Ecatommiti di Giraldi Cinzio, o, ancora, l'aggettivazione esasperata e le puntuali corrispondenze ritmiche tra membri e chiuse di frase nel Paradiso degli Alberti sono solo alcuni degli aspetti della novellistica post-boccacciana che sembrano confermarne la discendenza stilistica dal Decameron. Il libro, dopo una ricostruzione della storia del cursus e dei principali studi dedicati a questo antico artificio retorico - volta a metterne in rilievo la particolare natura fonico-acustica e gestuale e l'importante funzione mimetica - delinea gli elementi chiave e "modellizzanti" del ritmo prosastico nella principale opera di Boccaccio, marcando così una possibile direttrice di recupero, sviluppo ed evoluzione del cursus nella novellistica italiana.
Paola Mondani è nata a Tivoli nel 1990 e ha conseguito la Laurea Magistrale in Discipline Letterarie presso l’Università di Siena (Sede di Arezzo) con una tesi in Storia della lingua italiana dal titolo "Aspetti della Lingua del Principe di Niccolò Machiavelli" sotto la guida di Giuseppe Patota. Dal 2014 al 2015 ha lavorato presso la Sede di Arezzo della Biblioteca di Area Umanistica dell’Università di Siena; dal settembre 2015 al settembre 2017 è stata Tutor scolastico per il latino, il francese, l’inglese e le materie letterarie; dal novembre 2017 è Dottoranda di Ricerca presso l’Università per Stranieri di Siena con un progetto di ricerca volto a indagare la pratica del cursus nella prosa letteraria italiana al fine di ricostruirne la storia e l’evoluzione. 

venerdì 24 giugno 2022

Sermoni

Sermoni
Fede e ragione baluardi contro le dottrine erronee
di Alano di Lilla
traduzione di Antonio Petrone
pp. 192, € 18,00
Fede & Cultura, 2022
ISBN: 9791254780121
 
Come molti altri maestri medievali suoi contemporanei, Alano di Lilla ha pronunciato sermones in diverse circostanze e in diversi luoghi: in queste omelie ritroviamo una puntuale attenzione alla crisi morale del suo tempo e in particolare all’inadeguatezza del clero, così come al valore della fede di fronte alle sfide che emergono dalla storia. Il XII secolo è infatti pervaso da correnti teologiche nuove e travagliato dall’emergere di forme di contestazione ereticali che si fanno sempre più violente e organizzate. Per questo Alano è attento a sottolineare l’aspetto ragionevole della fede: la conoscenza razionale del dato rivelato, confortata dalla testimonianza dei Padri, degli scrittori ecclesiastici e degli autori pagani, è il metodo più sicuro per istruire i fedeli e combattere l’eresia.

giovedì 23 giugno 2022

Montecastelli pisano. Storia di una terra-nuova toscana nel Medioevo

Montecastelli pisano
Storia di una terra-nuova toscana nel Medioevo
di Jacopo Paganelli
pp. 252, € 19,50 (Acquista online con il 5% di sconto)
Felici Editore, 2022
ISBN: 9788860197993
 
Quella di Montecastelli è una storia che potrebbe essere riferita dalle sue stesse pietre: saxa loquuntur. Esse testimoniano i profondi cambiamenti subiti dal castello nel corso dei secoli, da terra-nuova vescovile a uno dei capisaldi del distretto volterrano (con sullo sfondo le vicende della Toscana medievale).

Ma la voce di quelle pietre si avverte solo se ascoltata tra le carte d’archivio, come il mare in una conchiglia. Solo con una rigorosa ricerca storica – confluita nelle pagine di questo volume – è possibile sentire i racconti di questo luogo dal XII al XIV secolo.
Simbolicamente, la ‘torre dei Pannocchieschi’, da poco restaurata, rappresenta al tempo stesso l’avvio e il termine del libro: occasione e stimolo per l’indagine nel presente, punto d’arrivo per una riflessione sugli avvenimenti del passato.
Jacopo Paganelli ha conseguito il dottorato in Storia presso l’Università degli Studi di Pisa, dove è attualmente assegnista di ricerca.

mercoledì 22 giugno 2022

Artù, Lancillotto e il Graal - Volume III

Artù, Lancillotto e il Graal - Volume III
Lancillotto del Lago (La carretta - Agravain)
A cura di Lino Leonardi
Traduzione, introduzioni e commento di Carlo Beretta, Luca Cadioli, Massimiliano Gaggero, Claudio Lagomarsini, Elena Stefanelli, Roberto Tagliani
pp. XV - 888, € 90,00
Einaudi, 2022
ISBN: 9788806251376

Lettrici e lettori che siano arrivati fin qui, nel loro percorso attraverso le pagine del ciclo di Lancillotto e del Graal, avranno già oltrepassato la metà dell’immenso edificio narrativo. Dopo gli antefatti della Storia del Santo Graal e le storie di Merlino e del giovane Artú (vol. I), le prime due sezioni del grande romanzo centrale, il Lancillotto del Lago (vol. II), hanno seguito il migliore dei cavalieri dall’infanzia presso la Dama del Lago e dall’arrivo alla corte di Artú attraverso le sue mille avventure, l’amore ricambiato per la regina Ginevra, l’amicizia con Galehaut, l’odio di Morgana, l’ammissione alla Tavola Rotonda, le guerre, i tornei, le foreste e gli incantamenti. A metà del romanzo, nella pagina che chiude il volume precedente di questa edizione, quel mondo sembra essere arrivato a un punto di non ritorno, con la tragica morte di Galehaut. Il re delle Isole Lontane, che pur essendo in grado di sconfiggere Artú gli si era sottomesso solo per amore di Lancillotto, e che aveva avuto poi un ruolo decisivo nel favorire la reciproca dichiarazione d’amore e il primo bacio tra lui e Ginevra, l’amico che aveva assicurato a Lancillotto in ogni momento un punto d’appoggio sicuro nel suo complesso rapporto con la corte arturiana, muore di dolore, credendo che il suo amico sia morto. Questo snodo dell’intreccio era necessario per introdurre la vicenda della carretta, la prova infamante a cui Lancillotto si sottopone per salvare Ginevra, rapita dal crudele Meleagant: l’episodio, con cui inizia la seconda metà del romanzo in prosa, era stato infatti oggetto del celebre romanzo in versi di Chrétien de Troyes, Le chevalier de la charrette (1180 ca.), il primo a noi noto che abbia Lancillotto come protagonista, e in quel romanzo la figura di Galehaut non è menzionata. L’autore del Lancillotto del Lago introduce qui l’episodio (CVII-CXIII), quando Galehaut è morto ma Lancillotto ancora non lo sa: lo apprenderà solo in seguito, quando troverà la sua tomba (CXX). Con questo accorgimento il romanzo in prosa può inserire l’episodio della carretta seguendo il celebre precedente quasi alla lettera, sfruttando la fama di Chrétien ma allo stesso tempo incastonando quel singolo exploit, ben noto al suo pubblico, nella complessa storia del protagonista. Dopo aver appreso della morte di Galehaut in realtà Lancillotto non sarà piú lo stesso: per due volte, sebbene inconsapevolmente, tradisce Ginevra, è costretto a fare i conti con i propri limiti, che gli impediranno, a lui il cavaliere migliore del mondo, di essere il predestinato all’impresa del Graal, e in piú d’un’occasione si abbandona alla follia (incarnando un modello ben presente all’Ariosto per la pazzia di Orlando). E con la trasformazione del suo protagonista, il romanzo prende un andamento diverso.
Livio Leonardi è nato a Roma nel 1961, formatosi a Firenze con d’Arco Silvio Avalle e poi a Padova con Gianfranco Folena, ha insegnato Filologia romanza a Firenze, a Pescara e infine a Siena, prima all’Università per Stranieri, poi all’Università degli Studi, dove ha coordinato il dottorato internazionale in Filologia e critica. È stato visiting all'École Nationale des Chartes di Parigi e al St John's College di Cambridge. Dal 2014 al 2018 ha diretto a Firenze l'Istituto CNR Opera del Vocabolario Italiano. Si è occupato principalmente della poesia italiana delle origini, dei volgarizzamenti, del romanzo arturiano in prosa francese, delle traduzioni della Bibbia, di metodo filologico e di digital humanities. Tra i suoi lavori, spesso in équipe, l’edizione dei sonetti di Guittone d’Arezzo (Einaudi 1994), lo studio dei canzonieri italiani del Duecento (Sismel 2001, 2010), i repertori dei testi agiografici e dei manoscritti biblici in volgare (Sismel 2003, 2018), la direzione dell’edizione del Ciclo di Guiron le Courtois, di cui sono usciti i prolegomena (Garnier 2018) e i primi cinque volumi (Sismel 2020-2021), la traduzione del Lancelot-Garal (tre volumi, Einaudi 2020-2022), un manuale di critica del testo (Le Monnier 2022). Socio dell’Accademia della Crusca e della Commissione per i Testi di Lingua di Bologna, è direttore responsabile della rivista «Medioevo romanzo», membro della direzione della rivista «Studi di filologia italiana», direttore della collana «Archivio romanzo» (Edizioni del Galluzzo), membro del comitato scientifico della collana «Romanische Texte des Mittelalters» (Winter Verlag), direttore della Fondazione Ezio Franceschini – Archivio Gianfranco Contini. Rappresenta l’Italia nello European Research Infrastructure Consortium DARIAH-ERIC. È membro del Comitato della International Arthurian Association in quanto Presidente della Sezione Italiana.

martedì 21 giugno 2022

Dante e le grandi questioni escatologiche

Dante e le grandi questioni escatologiche
a cura di Luca Azzetta
prefazione di Gianframco Ravasi
pp. 272, € 25,00
Vita e Pensiero, 2002
ISBN: 9788834351024
 
Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno internazionale Dante e le grandi questioni escatologiche organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura in occasione del settecentenario dantesco.

I contributi si rivolgono a Dante da ambiti disciplinari diversi: teologico, biblico, filosofico, linguistico, storico, artistico. Si coglie così la profondità della poesia del poema, che per Dante non è mai riducibile a finzione letteraria, ma che anzi si nutre di una tensione vigorosa nello sforzo di comunicare, mediante la bellezza e la forza espressiva del linguaggio poetico, le verità di fede e di pensiero che sono proprie dell’epoca in cui egli visse e di cui si riappropriò in modo sorprendente e personale, presentandosi ai suoi contemporanei come poeta depositario di una visione. Il libro è articolato in tre parti, dedicate a tre temi escatologici presenti nella tradizione in cui l’Alighieri affonda le radici: quello della visione divinamente ispirata, quello della resurrezione delle anime e dei corpi alla fine dei tempi, quello dell’angelologia. Ciascuno di essi ha il fondamento nella Bibbia e giunge a Dante attraverso la mediazione di opere di esegesi biblica, di riflessione filosofica e teologica maturate nel silenzio dei chiostri, in seno alla Scolastica, all’interno degli Ordini mendicanti. L’indagine su questi temi e sulle opere lette da Dante permette di accedere alla sua poesia da un punto di osservazione privilegiato e spesso trascurato negli studi critici sulla Commedia.
Luca Azzetta insegna Filologia dantesca presso l’Università degli Studi di Firenze. Studia in particolare la tradizione delle opere di Dante, gli antichi commenti alla Commedia, i volgarizzamenti trecenteschi di area fiorentina.
Gianfranco Ravasi è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Già prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano, è stato creato cardinale da Benedetto XVI nel 2010. Nel 2016 papa Francesco lo nomina membro della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. È autore di numerosi saggi di carattere biblico teologico. 

lunedì 20 giugno 2022

L' italiano e la scienza tra Medioevo e Rinascimento

L' italiano e la scienza tra Medioevo e Rinascimento
Le vie della lingua, della letteratura, dell'arte
A cura di Lorenzo Bacchini, Francesco Brenna, Barbara Fanini, Giulio Vaccaro, Giulia Virgilio, Valerio Zanetti
pp. 150, € 17,00
Franco Cesati Editore, 2022
ISBN: 978-88-7667-971-1
 
Il volume è dedicato alla formazione dell'italiano della scienza dal tardo Duecento a Galileo Galilei: a una prima fase, in cui i confini stessi di questo lessico sono molto fluidi come sono fluide le tradizioni testuali che tramandano le nozioni scientifiche, fa seguito - a partire dal Quattrocento - una sempre maggiore codificazione di forme testuali e lessici specialistici. I contributi raccolti attraversano questi secoli privilegiando di volta in volta un taglio filologico, letterario o linguistico, focalizzandosi su diversi aspetti della produzione scientifica: dalla formazione delle parole al rapporto con la lingua materna, dall'uso del comico per la divulgazione scientifica alla polemica sui margini di libri, da percorsi in lessici settoriali e forme specifiche (architettura, arte, mascalcia, medicina) all'analisi dell'uso della poesia come veicolo comunicativo. Il dato che accomuna tutti i saggi è la magmatica polimorfia del volgare prima e dell'italiano della scienza dopo, segno che l'affermazione e lo sviluppo della scienza passano necessariamente attraverso l'affermazione e lo sviluppo di una lingua per dire la scienza. 

domenica 19 giugno 2022

Dopo la peste

Dopo la peste
Consumi ceramici e standard di vita in Toscana e in Inghilterra tra Due e Quattrocento
di Paola Orecchioni
pp. 228, € 44,00
All'Insegna del Giglio, 2022
ISBN: 9788892850880
 
Una “visione catastrofista” è stata a lungo dominante negli studi sull’impatto socio-economico dell’epidemia di Peste Nera del 1347-48 e, più in generale, degli avvenimenti della prima metà del Trecento. Il peso di un modello così forte è ancora rilevante nel dibattito storico, sebbene una gran parte degli studiosi sia da tempo coinvolta in una rivalutazione totale di questo periodo. I cambiamenti intervenuti nel passaggio tra il XIII e la seconda metà del XIV secolo sembrerebbero aver profondamente influito sulla sfera “materiale” della vita della popolazione medievale. È sembrato quindi naturale interrogare le fonti archeologiche – e le ceramiche in particolare – su specifiche questioni legate ai consumi, agli standard di vita e alla mobilità sociale. La possibilità di confronto statistico costituisce il principio guida del volume che, attraverso una serie di metodi di analisi appositamente elaborati, tenta di esplorare le possibilità offerte da un approccio di tipo contestuale-comparativo anche su scala internazionale. In Toscana, oltre al lavoro sistematico sulla ceramica del Castello di Montecchio Vesponi, sono stati posti sotto la lente d’ingrandimento i contesti editi di Via dei Castellani (Firenze), degli ex-Laboratori Gentili (Pisa) e dei castelli di Montarrenti e Rocca Ricciarda. La preziosa collaborazione con il Museum of London Archaeology ha poi consentito di inserire tra i casi studio cinque siti urbani londinesi, oltre ai villaggi di Westbury e Great Linford e alla città portuale di Southampton. I risultati ottenuti hanno fatto emergere una serie di tendenze specifiche che appaiono rivelatrici non solo di un diverso modello di produzione, circolazione e consumo della ceramica ma anche di più ampi sviluppi in atto nel tardo Medioevo.

sabato 18 giugno 2022

Il giudice Albertano e il caso del santo senza volto

Il giudice Albertano e il caso del santo senza volto
di Enrico Giustacchini
pp. 160, € 16,00
Libere Edizioni, 2022
EAN: 9791280148698
 
Un nuovo episodio che vede protagonista Albertano, investigatore nel medioevo ricco di sfumature, in grado di svelare la trama di un torbido intreccio di morte.
Masuccio il porcaro ha pochi dubbi: l’uomo da lui intravisto nel bosco mentre aggrediva Galvagno l’allevatore per poi trascinarlo fin dentro la palude era Caio, il fratello della vittima.
Per i pacifici abitanti di Zenato il suo racconto è difficile da credere. Ben presto, tuttavia, essi scopriranno che questo era soltanto il prologo di una torbida vicenda di morte.
Sarà l’indagine del giudice Albertano a far piena luce sul mistero e a rivelare una sorprendente verità.
Enrico Giustacchini, critico, giornalista e romanziere, è stato a lungo vicedirettore di Stile Arte e ha collaborato a Oggi e al Corriere della Sera. Attualmente scrive per il Giornale di Brescia. Numerosi i saggi da lui pubblicati; ha inoltre curato il catalogo di importanti pittori. Tra i suoi romanzi, notevoli consensi ha riscosso Il quattordicesimo verso del sonetto. Questo volume è il nono episodio della fortunata serie di gialli storici con protagonista il giudice Albertano.

venerdì 17 giugno 2022

Francesco e Federico: due giganti allo specchio

Francesco e Federico: due giganti allo specchio
di Vito Telesca
Prefazione e contributi di Ruggiero Doronzo
pp. 252, € 25,00
Youcanprint, 2022
ISBN: 9788831699679
 
Questo volume indaga le vicende storiche che seguirono subito dopo la morte di san Francesco con l'ascesa inevitabile di Federico II. Telesca indaga la fitta trama socio-politica che si sviluppa nel terzo e nel quarto decennio del Duecento sottolineando come per il pontefice Gregorio IX san Francesco, emblema della cristianità, fu in più occasioni contrapposto alla figura di Federico II. Un periodo in cui il culto di san Francesco cresceva e si diramava in Italia centro meridionale, non solo grazie alla politica papale di propaganda e alla predicazione dei frati, ma soprattutto a seguito del presunto passaggio diretto del santo di Assisi sulle strade pugliesi e lucane, passaggio spesso condito da miracoli ed episodi memorabili. Vengono così ricordati importanti luoghi pugliesi e lucani della cristianità presso i quali la tradizione ricorda il passaggio del santo di Assisi. Il libro, seguendo tale pista di indagine, offre la possibilità di fare il punto della situazione sull'arrivo dei primi Francescani in Italia meridionale e della diffusione delle prime immagini e testi sacri di sapore francescano, anche in una terra ancora "grecofona" come il Salento. Questa disamina non esula così dal trattare le testimonianze pittoriche nel quadro artistico generale dei secoli XIII e XVI limitatamente alla Puglia e alla Basilicata, anche attraverso lo studio prezioso di Ruggiero Doronzo. Al centro della trattazione di Telesca ci sono poi due figure fondamentali per il periodo: Tommaso da Celano e frate Elia da Cortona, con una lettura, chiara e scorrevole, che rende il contenuto avvincente sia per gli addetti ai lavori che per gli appassionati di storia religiosa.
Vito Telesca è scrittore, saggista e divulgatore storico. Direttore di StoriaMeridiana, socio del Nu.Me. e consigliere Nazionale di ManifestoCultura sotto il ministro Massimo Bray per la tutela del patrimonio storico e artistico italiano. In ordine cronologico è stato redattore e co-conduttore di “Sharing-Popoli che scelgono di incontrarsi”, per l’integrazione dei migranti in Italia. Ha pubblicato “Di padre in padre – viaggio nel rapporto tra padri e figli nella storia” (2008); “Francesco e Federico, due giganti allo specchio” (2013), StoriaMeridiana. Ha pubblicato una trilogia su Siponto e Monte Sant’Angelo per ManifestoCultura: “Siponto e il Protoromanico” (2017), “Il Castello di Monte Sant’Angelo” (2018) e “L’abbazia di Santa Maria di Pulsano” (2019). Ha pubblicato nel 2019 “Il sogno orientale, nascita e declino del rito bizantino in Terra d’Otranto. I possedimenti di San Nicola di Casole a nord di Brindisi”, editore StoriaMeridiana. Nel 2021 il libro “Il Medioevo nascosto di Locorotondo. Storia del Locus dalla fine dell’Impero Romano ai Del Balzo”, Boré Editore (Lecce) per StoriaMeridiana/Paese Vivrai. Ha curato le prefazioni storiche per il libro di Mimmo Minno “Locorotondo, Diario degli anni ‘60” (2020, ed. Boré Editore per StoriaMeridiana). Ha inoltre scritto per la pagina culturale, di storia e arte, per il quotidiano Cronache del Mezzogiorno e per ArcheoArte. Ha collaborato o attualmente scrive per diverse testate giornalistiche quali Il Roma-Cronache Lucane, Il Paese Nuovo, Il Quotidiano di Puglia, Passaggi a Sud-Talenti Lucani e con Paese Vivrai. Premio “Eccellenza Medievale 2014” dall’Associazione Nazionale “Sguardo sul Medioevo”, per il progetto legato a StoriaMeridiana. 
Ruggiero Doronzo è Dottore di ricerca in Scienze Filologiche, Letterarie, Storiche e Artistiche presso l’Università degli studi di Bari A. Moro, Cultore della materia di Storia dell’Arte moderna (prof.ssa Mimma Pasculli Ferrara), Socio ordinario di Società di Storia Patria per la Puglia e guida turistica abilitata presso la Regione Puglia. Ha preso parte a numerosi convegni nazionali e internazionali riguardanti la realtà santuariale e confraternale. I suoi molteplici interessi riguardano la pittura e la scultura pugliese e lucana di epoca moderna (1400-1700), con un’attenzione particolare ai rapporti attivi nello scambio di modelli e stilemi provenienti da Napoli, ma inclusi nel panorama europeo. È autore di diversi saggi e delle monografie “La bellezza del divino. Le opere pugliesi di Cesare Fracanzano” (2013), per la quale ha vinto nel 2014 il Premio Regionale per gli Studi Storici “Francesco M. de’ Robertis”, “La chiesa di San Donato a Ripacandida. Storia e arte di un santuario lucano dimenticato” (2018), “Fonti per la Regio Vulturis. Arte e devozione nella Terra di Ripacandida” (2019) e, con Mimma Pasculli Ferrara, “La basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina” (2019). Ha collaborato alla stesura della seconda edizione di "Francesco e Federico, due giganti allo specchio" (2022).

giovedì 16 giugno 2022

Il potere dell'immagine e della parola

Il potere dell'immagine e della parola
Elementi distintivi dell'aristocrazia femminile da Roma a Bisanzio
a cura di Beatrice Girotti, Giulia Marsili, Margherita Elena Pomero
pp. 258, € 40,00
Cisam, 2022
EAN: 9788868093488
 
Il volume raccoglie le ricerche presentate durante la Giornata Internazionale di Studi svoltasi a Bologna (5 febbraio 2020) nell'ambito di un progetto AlmaIdea Junior finanziato dall'Alma Mater Studiorum. Nell'intervallo temporale tra la Giornata di studi e la pubblicazione del volume, hanno partecipato al dibattito anche altri studiosi, che hanno contribuito a creare un'opera collettanea di ampio respiro. Attraverso un percorso diacronico e pluridisciplinare, che attinge a fonti letterarie, epigrafiche, archeologiche ed iconografiche dal periodo romano alla tarda età bizantina, i contributi delineano la fisionomia del ceto aristocratico femminile attraverso le diverse manifestazioni della sua condizione sociale nell'espressione pubblica. Il complesso significato dei segni distintivi dello status femminile, veicolato all'interno delle società di riferimento da peculiari sistemi di simboli e convenzioni, viene dunque approfondito attingendo a molteplici prospettive, offrendo un'articolata visione di sintesi ed inedite prospettive di ricerca.
Beatrice Girotti è Dottore di ricerca in Storia (storia antica) dell'Università di Bologna (2006), dopo essere stata borsista post doc e assegnista di ricerca è Ricercatore presso lo stesso Ateneo dal 2016. Svolge le sue ricerche nell'ambito della storia antica, in particolare di quella romana. Gli interessi di ricerca sono rivolti nello specifico allo studio della storiografia tarodantica, sia pagana che cristiana, con la correlata analisi sociale della realtà antica ad essi sottesa.
Giulia Marsili, laureata in Lettere indirizzo classico all'Università di Bologna, ha proseguito i suoi studi all'Alma Mater specializzandosi in Archeologia e Culture del Mondo Antico (2010) e in Storia con la scuola dottorale che ha terminato nel 2014. Oltre a svolgere diverse attività didattiche delle quali alcune ancora in corso presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà Unibo, la dott.ssa Marsili ha partecipato a molte missioni archeologiche (tra le ultime, quella di Chiaramonte Gulfi, Piazza Armerina e Creta) e svolto progetti di ricerca nazionali e internazionali sempre in ambito archeologico. E' attualmente Research fellow presso Gerda Henkel Foundation (Dusseldorf) per il progetto: “Insular Episcopates. Church, Maritime Environment, and Economic Life in the Eastern Aegean Islands". 
Margherita Elena Pomero, è dottore di ricerca in Civiltà Bizantina (2012). Dal 2014 al 2020 è stata assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, dove continua a svolgere attività didattiche e progetti di ricerca nell’ambito degli studi bizantinistici. I suoi principali settori di ricerca riguardano la storia sociale e l’ideologia politica del periodo medio e tardo-bizantino con particolare attenzione alla numismatica e alla sigillografia, nonché all’iconografia e al cerimoniale di corte.

mercoledì 15 giugno 2022

Manoscritti miniati in Italia della Biblioteca Ambrosiana

Manoscritti miniati in Italia della Biblioteca Ambrosiana
(fondo inferior) Il Trecento
di Milvia Bollati, Marco Petoletti
pp. 188, € 30,00 (Acquista online con il 5% dii sconto)
Viella, 2002
ISBN: 9791254690178

La Biblioteca Ambrosiana di Milano, fondata dal cardinale Federico Borromeo, accoglie tra i suoi fondi manoscritti un nucleo consistente di codici miniati, dall’età tardoantica al pieno Rinascimento. Sulla scia delle ricerche di Renata Cipriani, il presente volume offre il catalogo dei manoscritti miniati in Italia nel corso del Trecento (fondo inf.). Tra questi si segnalano il celebre Virgilio Ambrosiano di Petrarca, con il frontespizio di Simone Martini; il Solino, miniato a Bologna nella prima metà del secolo XIV, con raffigurazioni di monstra; il Livio volgarizzato, copiato nel 1373 in area veneta, con un ciclo illustrativo pressoché completo.
Questo catalogo nasce dall’incontro di esperienze diverse – da un lato l’analisi codicologica e testuale, dall’altro lo studio dell’apparato iconografico e della sua storia critica – ma complementari, per offrire al lettore uno sguardo quanto più completo su quella «miniera di storie» che è ogni manoscritto medievale. 
Milvia Bollati insegna Storia della miniatura all’Università Cattolica di Milano. Tra le sue ultime pubblicazioni: Gloriosus Franciscus. Un’immagine di Francesco tra agiografia e storia (Padova 2012); Francesco e la croce di S. Damiano (Milano 2016).
Marco Petoletti insegna Letteratura latina medievale all’Università Cattolica di Milano. Tra le sue ultime pubblicazioni: Egloge di Dante (Roma 2016); Il manoscritto di dedica del De vita solitaria rivisto e corretto da Petrarca (Padova 2020).

martedì 14 giugno 2022

I turchi nell’Europa centrale

I turchi nell’Europa centrale
Da Gallipoli a Passarowitz (secc. XIV-XVIII)
di Gizella Nemeth Papo, Adriano Papo
pp. 204, € 28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829013777
 
All’inizio del XIV secolo lo Stato ottomano era un piccolo principato alla frontiera tra il mondo islamico e quello cristiano. Il volume ne racconta l’ascesa nei secoli: la graduale incorporazione dei territori bizantini dell’Anatolia e l’avanzata nei Balcani e nell’Europa centrale; la presa di Costantinopoli nel 1453 che gli conferisce il rango di “impero”; le imprese vittoriose di Solimano il Magnifico in una vasta area dall’Europa centrale all’Oceano Indiano e al Nordafrica che lo fanno assurgere a grande potenza mondiale. Stato multietnico e multiconfessionale, dopo aver raggiunto l’apice dello sviluppo economico e culturale, nel corso del XVII secolo si avviò verso un lento declino, fino ad essere messo in ginocchio dagli eserciti occidentali, meglio armati e organizzati: la pace di Passarowitz del 1718 sancì la fine della dominazione ottomana in Ungheria, ridimensionandone globalmente le aspirazioni.
Gizella Nemeth Papo, Membro della Società Ungherese di Storia, già docente dell’Università degli Studi di Udine, membro estero dell’Accademia Ungherese delle Scienze, ha dato vita all’Associazione Culturale Italoungherese “Pier Paolo Vergerio” e al Centro Studi Adria-Danubia, è tra i fondatori e direttori di “Quaderni Vergeriani”, “Studia historica adriatica ac danubiana” e “Adria-Danubia”. Nel 2001 ha vinto il premio internazionale di saggistica “Salvatore Valitutti” e nel 2014 è stato insignito da parte della Repubblica d’Ungheria della Medaglia d’Onore “Pro Cultura Hungarica".
Adriano Papo Già docente dell’Università degli Studi di Udine, membro estero dell’Accademia Ungherese delle Scienze, ha dato vita all’Associazione Culturale Italoungherese “Pier Paolo Vergerio” e al Centro Studi Adria-Danubia, è tra i fondatori e direttori di “Quaderni Vergeriani”, “Studia historica adriatica ac danubiana” e “Adria-Danubia”. Nel 2001 ha vinto il premio internazionale di saggistica “Salvatore Valitutti” e nel 2014 è stato insignito da parte della Repubblica d’Ungheria della Medaglia d’Onore “Pro Cultura Hungarica".

lunedì 13 giugno 2022

Il gioco delle coppie

Il gioco delle coppie
Passione ed erotismo nella letteratura medievale fancese
di Ciro Ranisi
pp. 360, € 21,00
Graphofeel Edizioni, 2022
EAN: 9791280671080
 
In questo libro ci si propone di analizzare il linguaggio della passione e dell'eros nella letteratura medievale francese. In particolare l'autore analizza tre famose coppie medievali che hanno dato nome ad altrettanti romans: Tristan et Iseut, Érec et Énide e Aucassin et Nicolette.
Questi tre testi non sono propriamente dei romanzi erotici, ma possono essere considerati, senza alcun dubbio, come tre testi esemplari e dunque molto interessanti dal punto di vista narratologico e ideologico, per indagare un canone letterario, quello della letteratura erotica, in cui il discorso della passione raggiunge livelli molto alti di intensità e complessità.
Nella seconda parte del saggio l'autore fa una analisi dettagliata del "lessico della passione nel Medioevo", contribuendo a fugare molti stereotipi.

domenica 12 giugno 2022

Dieci lettere di Vis a Ramin sulla crudeltà

Dieci lettere di Vis a Ramin sulla crudeltà
di Fakhr al-Din Gorgani
a cura di Nahid Norozi
pp. 282, € 23,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829014606

Il volume è la prima traduzione italiana dell’epistolario amoroso in versi inserito nel Vis e Ramin di Fakhr al-Din Gorgani (XI secolo), un poema persiano che s’imporrà come modello nella letteratura autoctona e forse influenzerà anche il ciclo di Tristano, con il quale l’opera ha non poche affinità tematiche e strutturali. Si tratta di dieci lettere (dah-namé) appassionate della bella Vis al principe Ramin, incentrate su infedeltà e crudeltà in amore, cui seguono le risposte dell’amato. Questo epistolario – in distici a rime baciate – costituisce un affascinante trattato d’amore che riflette le concezioni e i rituali cortesi del medioevo persiano. La curatrice nell’introduzione si sofferma su vari aspetti di questa celebre storia d’amore e descrive il ricco e multiforme sviluppo del genere epistolare in versi nella letteratura persiana.
Nahid Norozi è ricercatrice in Lingua e letteratura persiana all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, è codirettore dei “Quaderni di Meykhane”, rivista di studi iranici. Si occupa di autori medievali (Kubrà, Khw?ju Kerm?ni, Gorg?ni e al-Sahlaji, redattore dei detti di al-Bist?mi) e contemporanei (Sepehri, Sh?mlu, Behbah?ni). Tra le sue monografie: Il cavallo selvaggio dell’ira. Introduzione all’opera di Ahmad Sh?mlu, poeta ribelle del ’900 persiano (CEB, 2017) e Esordi del romanzo persiano. Dal Vis e R?min di Gorg?ni (XI sec.) al ciclo di Tristano (Edizioni dell’Orso, 2021).

sabato 11 giugno 2022

Antichi documenti dei volgari italiani

Antichi documenti dei volgari italiani
di Ludovica Maconi, Mirko Volpi
pp. 304, € 29,00 (Acquista online con il 5% i sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829014651
 
Il volume raccoglie i più antichi documenti della nostra lingua, scritti in diversi volgari italiani tra il IX secolo e l’inizio del XIII. All’interno di queste coordinate temporali viene proposto un repertorio aggiornato, che include scoperte, riletture e nuove interpretazioni degli ultimi decenni. I testi, accompagnati da un commento storico-linguistico e da riproduzioni fotografiche, sono disposti secondo un ordinamento geografico (Italia settentrionale, Toscana, Italia centro-meridionale e Sardegna) e cronologico, che trova collocazione in una macrostruttura composta da tre sezioni: documenti d’archivio, scritture esposte, frammenti e prime esperienze di poesia in volgare.
Ludovica Maconi è professoressa associata di Linguistica italiana all’Università degli Studi del Piemonte Orientale. È autrice di Archidata, l’archivio online di retrodatazioni lessicali dell’Accademia della Crusca. Ha pubblicato libri e articoli sulla storia delle idee linguistiche, la lessicografia italiana e la questione della lingua.
Mirko Volpi è professore associato di Linguistica italiana all’Università degli Studi di Pavia. Si occupa prevalentemente di Dante e dei suoi antichi commentatori (ha pubblicato l’edizione del Commento alla Commedia di Iacomo della Lana), di antichi volgari italiani e di aspetti dell’italiano non letterario tra Otto e Novecento.

venerdì 10 giugno 2022

Coelitum sanctorum imagines nummi referabant

Coelitum sanctorum imagines nummi referabant
Effigi di santi e immagini sacre sulla moneta tra medioevo ed età moderna
a cura di Michele Asolati e Domenico Luciano Moretti
pp. 366, € 50,00
Edizioni D'Andrea, 2022
ISBN: 978-88-98330-54-6
 
Con il Medioevo la caratterizzazione delle figure dei santi nella moneta emerge prepotentemente, particolarmente in funzione anti-imperiale. Le figure dei santi divengono simboli cittadini (regionali), spesso con implicazione di ordine politico, e sono parte integrante, se non preponderante, del linguaggio iconografico di cui le società europee si fanno interpreti anche oltre il Medioevo, fino all’età contemporanea. Molte di queste rappresentazioni servono per determinare il nome comune di numerose specie monetarie entrando nel corso dei secoli tanto nel linguaggio finanziario altolocato, quanto in quello comune popolare, con nominali quali l’annunziata, l’agnus dei, l’ambrogino (nelle varie declinazioni metalliche), il giorgino, la giustina, la madonnina, il marchetto, il san giovannino, il san maurizio, il sanpetronio, il sanpierino, il sanpietrino. Il volume si sofferma in particolare sull’impiego delle figure dei santi e delle immagini sacre sulla moneta medievale, attingendo da nuova documentazione, permettendo di aggiornare ipotesi e numerosi aspetti inerenti a questo tema.