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sabato 16 marzo 2024

Tessuti di seta tra Firenze e il Levante (ca. 1350-1550)

Tessuti di seta tra Firenze e il Levante (ca. 1350-1550)
di Marco Spallanzani, Francesco Guidi Bruscoli
pp- 440; download graruito clicca qui !
Firenze University Press, 2024
eISBN: 979-12-215-0086-8

Questo studio, utilizzando centinaia di documenti d’archivio per un periodo di circa due secoli, evidenzia il totale ribaltamento che si verificò a partire dall’inizio del XV secolo: i tessuti di seta non attraversavano più il Mediterraneo da Est a Ovest, come nei secoli precedenti, bensì da Ovest a Est. Mercanti ebrei, turchi, siriani e soprattutto la Sublime Porta mostrarono un continuo apprezzamento per i drappi fiorentini. Grazie alle fonti sono descritte nel dettaglio tutte le fasi di quel flusso di esportazioni: l’acquisto dei drappi a Firenze, la loro spedizione, il trasporto e infine l’intervento dei corrispondenti che a Costantinopoli curavano le vendite. Tale flusso di merci proseguì fino ai primi decenni del Cinquecento, per poi decadere rapidamente intorno alla metà del secolo.
Marco Spallanzani è stato professore di Storia economica e Storia marittima all’Università di Firenze. Ispettore onorario della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Firenze, è stato per molti anni Research associate presso I Tatti. Costante attenzione ha dedicato alla produzione e al commercio dei manufatti delle cosìddette ‘arti minori’ e agli scambi intercorsi tra Firenze e i paesi del Vicino ed Estremo Oriente nei secoli XIV-XVI e vanta numerose pubblicazioni in merito.
Francesco Guidi Bruscoli è professore associato di Storia economica presso l’Università di Firenze; è inoltre honorary professor a Queen Mary University of London e académico dell’Academia Portuguesa da História. Si occupa di storia del commercio e della banca nel Rinascimento.

lunedì 25 maggio 2020

La trama del Medioevo

La trama del Medioevo
Filati e tessuti nel Mezzogiorno medievale
di Mariarosaria Salerno
pp. 224, € 21,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2020
ISBN: 9788829000937

Connessioni, influssi e circolazioni sono i termini che possono riassumere la “vicenda” dei filati e dei loro impieghi nel Mezzogiorno d’Italia tra IX e XIII secolo. Il testo spazia dalla storia tecnica, che ha i suoi emblemi concreti negli strumenti (fusi, pesi da telaio, pettini per cardare) menzionati nei documenti, concessi in dote o in legato testamentario, ritrovati nei corredi funebri, a quella del lavoro (spesso femminile), del costume, che va oltre l’oggetto, il capo di vestiario o il tessile di uso domestico o liturgico, per arrivare all’insieme socio-economico e normativo-ideologico che lo regola e vivifica. Si narrano storie intrecciate con la vita quotidiana, tramandate da immagini e pratiche del lavoro di uomini e donne, spose e famiglie, velluti e damaschi, sete, ricami in oro, abilità manuale e lasciti culturali, tradizioni e contaminazioni, che rivelano i profondi legami tra Occidente e Oriente bizantino e arabo. Tanti racconti insieme, dunque, nei quali un mantello di lana, una tunica di lino o cotone, un capo di vestiario o di arredo prezioso, un paramento ecclesiastico di seta e oro simboleggiano altro, un microcosmo in cui si rispecchia un mondo più vasto di eventi e significati: gusto, costume, rito, prestigio e stile di vita.
Mariarosaria Salerno è ricercatore e professore aggregato di Storia medievale all’Università della Calabria. Membro dell’International Conference of Mediterranean Worlds (MedWorlds), del Mediterranean Knowledge, International Centre for Studies and Research (ICSR), della Scuola dottorale di alta formazione Mondi mediterranei e Italia meridionale nel Medioevo. Si occupa di storia del Mezzogiorno nel più ampio contesto mediterraneo, di ordini monastici, in particolare religioso-militari, privilegiando aspetti economico-sociali.

sabato 16 settembre 2017

Lucca una città di seta

Lucca una città di seta
Produzione, commercio e diffusione dei tessuti lucchesi nel tardo medioevo
di Ignazio del Punta, Maria Ludovica Rosati
pp. 336, € 45,00
Maria Pacini Fazi Editore, 2017
ISBN: 978-88-6550-576-2

Un libro che affronta i vari aspetti dell’ industria della seta a Lucca nei suoi primi secoli di sviluppo, tra il tardo Duecento e il pieno Trecento. Lucca infatti non fu solo la prima città del mondo occidentale a raggiungere una produzione di tessuti di lusso in grado di competere a pieno titolo con le tradizionali stoffe orientali, ma grazie alla migrazione dei suoi mercanti e artigiani nel corso del XIV secolo fornì le conoscenze tecniche e organizzative per il decollo della lavorazione serica in altri centri italiani, ponendo le basi di quella che rimase per oltre cinque secoli, fino all’ inizio del Novecento, la principale industria della penisola destinata all’ esportazione. Un ’ indagine approfondita sulle origini di una manifattura che permise così a lungo di accumulare in Italia grandi ricchezze e creare lavoro sia in ambito urbano che agricolo, prima di diffondersi dall’ Italia nelle altre regioni d’ Europa durante l’ età moderna, costituisce quindi un contributo fondamentale alle nostre conoscenze storiche, che mancava ed era atteso da lungo tempo.
Una collaborazione interdisciplinare, quella dei due autori, che fa dialogare storia dell’ arte, storia culturale e storia economico-sociale, proponendoci un affresco rigoroso e nel contempo innovativo dal punto di vista metodologico e per i temi trattati. Da un lato entrambi gli autori provengono da tradizioni di studi prestigiose e consolidate, fondate sulla capacità di analizzare con piena e sicura competenza sia i tessuti conservati nei musei e nelle collezioni internazionali, sia i documenti scritti di natura privata o istituzionale. Viene offerto così per la prima volta un panorama ricchissimo ed esaustivo della multiforme produzione tessile lucchese, dai più umili zendadi ai pregiati drappi intessuti con fili d’ oro che appaiono con sempre maggiore frequenza negli inventari di principi e pontefici a partire dalla fine del Duecento. Nel contempo un’ indagine a tappeto sulla nutrita raccolta di registri notarili del periodo, conservati nell’ Archivio di Lucca, permette di ricostruire in dettaglio le attività delle famiglie di mercanti, imprenditori e artigiani impegnati nella manifattura della seta, e delle molte donne che incannavano, torcevano o tessevano il prezioso materiale, sia in città che nelle campagne vicine.