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venerdì 23 maggio 2025

Dante

Dante
Il romanzo della sua vita
di Marco Santagata
pp. 480; € 18,00
Oscar Mondadori, 2025
ISBN: 9788804806523
 
Per linguaggio, freschezza di scrittura ed estro narrativo questo libro di Marco Santagata ha costituito, nello scenario della letteratura dantesca, una preziosa e piacevole novità. Perché è, prima di tutto, l’appassionato racconto, il “romanzo” appunto, della tormentata e semisconosciuta esistenza di un uomo dall’io smisurato, che si sentì sempre “diverso e predestinato”. Ed è, insieme, il documentato ritratto di un Dante profondamente calato nella vita pubblica e culturale della sua città, Firenze, e nelle complesse dinamiche della storia italiana tra Due e Trecento. Grazie al sapiente intreccio di vicende storiche e private, alla capacità di rendere eloquenti anche i più labili indizi e alla piena padronanza delle fonti, Santagata, massima autorità a livello internazionale nel campo degli studi danteschi, raggiunge il duplice obiettivo di ricomporre da un lato il quadro più completo possibile del Dante padre di famiglia, filosofo, poeta, uomo di partito e di corte, e analizzare dall’altro la sua opera non solo con l’usuale rigore filologico, ma anche e soprattutto alla luce del contesto storico e biografico in cui l’autore la concepì e le diede forma. In questo modo, arte e vita ritrovano le loro intime, autentiche ragioni e finiscono per illuminarsi a vicenda con riflessi inediti e, talvolta, stupefacenti.
Marco Santagata è stato uno dei maggiori italianisti e studiosi di Dante e Petrarca: nei Meridiani Mondadori, di Petrarca ha commentato il Canzoniere e di Dante ha diretto l'edizione delle Opere. Già docente di letteratura italiana all'Università di Pisa e autore di numerose pubblicazioni di storia e critica letteraria.

sabato 22 marzo 2025

Iwein

Iwein
Il cavaliere del leone
di Hartmann von Aue
Traduzione e cura di Maria Rita Digilio
pp. LXXI-22; € 30,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Olschki, 2024
ISBN: 9788822269515
 
Iwein, cavaliere della Tavola Rotonda di Re Artù, è protagonista dell’omonimo romanzo cavalleresco, ad opera di Hartmann von Aue (XIII secolo), di cui si propone, per la prima volta, la traduzione italiana. Dopo aver smarrito il senso della vita a causa di una serie di errori e ingenuità, Iwein è chiamato a recuperare faticosamente l’amore perduto della moglie Laudine e la propria posizione sociale; a curarlo dalla follia nella quale è precipitato sarà un leone, destinato a diventare per lui modello di fedeltà e amore, nonché compagno di avventure, fino all’epilogo e alla felice conclusione, raggiunta anche grazie alle trame dell’astuta ancella Lûnete.
Maria Rita Digilio è ordinario di Filologia germanica all'Università degli Studi di Siena dal 2018. Presso la stessa Università è stata dal 1996 ricercatrice, insegnandovi Filologia germanica, Storia della Lingua tedesca, Storia della Cultura tedesca, Lingua tedesca.

martedì 30 aprile 2024

Il vento di Eros

Il vento di Eros
XIII Colloquio Internazionale Medioevo romanzo e orientale (Catania, 21-22 settembre 2023)
a cura di Anita Fabiani e Gaetano Lalomia
Prefazione di Antonio Pioletti
pp. 382; € 24,00 (Acquista online con il  5% di sconto)
Rubbettino, 2024
ISBN: 9788849880632

Il volume contiene contributi di: R. Barcellona, A. Bivona, D. Calanni Rendina, I. Camera d’Afflitto, A. Cavadi, F. Coniglione, F. Conte, E. Creazzo, S. De Simone, A. Fuksas, G. Greco, A. Gurrieri, I. Iacoli, I. Ingaliso, G. Lalomia, I. Licitra, A. Ortoleva, N. Primo.

domenica 14 agosto 2022

«La voie de prose»

«La voie de prose»
La materia antica nel romanzo francese in prosa medievale
a cura di Jacopo Fois
pp. 168, € 25,00
Bologna Universty Press, 2022
ISBN: 9791254770658 
 
Sommario Giuseppina Brunetti; Premessa Jacopo Fois; Introduzione; Catherine Croizy-Naquet Mettre en prose le passé, pluralité des pratiques; Luca Barbieri Ovidio e le epistole ovidiane nel romanzo francese in prosa; Luca Di Sabatino Dal Roman de Thèbes al Roman de Edipus; Jacopo Fois Organizzazione del racconto e partizioni narrative nel Roman de Troie en prose (Prose 2); Stefano Benenati La fortuna di un aneddoto: la fondazione di Alessandria di Egitto nel Roman d'Alexandre in prosa francese.
Jacopo Fois Dottorando di ricerca presso l’Università di Venezia. Si è laureato all’Università di Bologna con una tesi dedicata all’analisi paleografica e testuale del codice Grenoble, Bibliothèque Municipale, 861, testimone della prosificazione franco-italiana del Roman de Troie, di cui sta ora curando l’edizione critica. Si occupa di ricezione del romanzo francese di materia antica in Italia fra i secoli XIII e XIV.

mercoledì 19 gennaio 2022

Il ciclo di Guiron le Courtois. Roman de Meliadus. Parte seconda

Il ciclo di Guiron le Courtois
Romanzi in prosa del secolo XIII
Roman de Meliadus. Parte seconda
Edizione critica diretta da Lino Leonardi e Richard Trachsler
A cura di Sophie Lecomte
pp. XVI-760, € 95,00
Sismel, 2021
ISBN: 978-88-9290-062-2
 
Con il titolo di Roman de Meliadus si indica la prima branche del Ciclo di Guiron le Courtois, mastodontico complesso di romanzi francesi in prosa composti all’incirca tra il 1235 e il 1240. Copiato nei secoli e amato da molte generazioni di lettori, tra cui Federico II di Svevia e Ludovico Ariosto (che vi trovò numerosi spunti per l’elaborazione dell’Orlando furioso), il Ciclo di Guiron le Courtois viene pubblicato integralmente per la prima volta a cura del «Gruppo Guiron». Il presente volume contiene l’edizione critica della seconda parte del Roman de Meliadus (§ 411-1066). Mentre convergono verso il grande torneo del Pino del Gigante, i personaggi dibattono su chi sia il migliore cavaliere del mondo, raccontando imprese e disfatte dei loro favoriti. Al torneo fa il suo ingresso trionfale sulla scena Meliadus, mostrando tutto il suo valore e suscitando l’ammirazione dei presenti. Dopo un periodo di convalescenza per una ferita infertagli dal Buon Cavaliere senza Paura, il re si innamora perdutamente della bellissima regina di Scozia e la rapisce. Ne segue una guerra dalle tonalità omeriche tra le schiere di Artù, alleato del re di Scozia, e Meliadus, che termina con la sconfitta del re di Leonois e la sua cattura. Meliadus sarà in seguito riammesso alla corte di Artù, schierandosi al suo fianco per far fronte all’invasione dei Sassoni. Di taglio maggiormente biografico rispetto alla prima, questa seconda parte del romanzo tesse numerosi parallelismi tra il cavaliere eponimo e la figura di Tristano, ancora bambino all’epoca dei fatti narrati, con il definitivo riconoscimento della sua superiorità sul figlio per bocca dell’imperatore Carlo Magno. Il testo critico, costituito sulla base di uno stemma e di una nuova concezione del rapporto tra sostanza testuale e forma linguistica, è accompagnato da un apparato sistematico di varianti, da note di commento e da un glossario. L’Introduzione (pubblicata nel vol. 1) presenta gli aspetti letterari salienti del romanzo e illustra le principali questioni relative ai manoscritti e alla trasmissione del testo.

martedì 18 gennaio 2022

Il ciclo di Guiron le Courtois. Roman de Meliadus. Parte prima

sabato 17 luglio 2021

Corpus/Corpora

Corpus/Corpora
Tra materialità e astrazione
A cura di Martina Albertini, Dayron Carrillo-Morell, Sara Ferrilli, Alberto Giudici, Seraina Montigel, Stefano Negrinelli, Claudia Tassone
pp. 272, € 17,00
Aracne Editrice, 2021
ISBN: 978-88-255-4095-6
 
Il volume esplora, attraverso una varietà di approcci metodologici, il tema del corpo all’interno delle lingue e delle letterature romanze, declinandolo in molteplici forme in senso materiale e astratto. I 15 saggi sono suddivisi in quattro sezioni che indagano il corpo nella letteratura e nelle arti come entità politica che delimita determinati contesti di appartenenza sociale e le relazioni con l’Altro, come corpo fisico che definisce il soggetto e la sua azione in letteratura, come corpus e corpora, elementi che circoscrivono l’oggetto di analisi della filologia e della linguistica. Ne emerge un quadro variegato, in cui un tema classico degli studi umanistici diviene un valido specimen per descrivere la ricchezza della produzione culturale romanza dal Medioevo all’età contemporanea.
Martina Albertini è assistente di Letteratura italiana presso l’Università di Zurigo. Il suo principale campo di indagine è costituito dalla scrittura storiografica trecentesca, e in particolare dall’opera di Matteo Villani.
Dayron Carrillo-Morell es doctorando en cultura latinoamericana por el Instituto de Romanística en la Universidad de Zúrich. Sus áreas de investigación abarcan desde la lírica barroca en España hasta la visualidad urbana y los procesos de formación cultural durante la modernidad arquitectónica en Hispanoamérica y Brasil.
Sara Ferrilli è Assistente di Letteratura Italiana presso l’Università di Zurigo. Si occupa di lirica ed enciclopedismo del Due e Trecento, delle interazioni tra astrologia e poesia e della prima ricezione dell’opera di Dante.
Alberto Giudici è assistente alla cattedra di Linguistica italiana dell’Università di Zurigo. La dialettologia istriana, ambito nel quale sta lavorando alla sua tesi dottorale, costituisce il suo campo di ricerca principale.
Seraina Montigel est assistante de Linguistique française à l’Université de Zurich. Dans le cadre de sa thèse en lexicologie galloromane, elle analyse la cohérence lexicale entre le gascon et l’occitan médiéval en se basant exclusivement sur les matériaux fournis par la lexicographie galloromane existante.
Stefano Negrinelli è assistente di linguistica storica italiana all’Università di Zurigo. Si occupa prevalentemente di fonetica storica o sperimentale, con particolare interesse per le varietà lombarde del Canton Ticino e romance.
Claudia Tassone est assistante de Littérature Française du Moyen Âge à l’Université de Zurich. Dans le cadre de sa thèse, elle s’occupe du double discours pour les femmes médiévales du point de vue des Arts d’aimer et des livres de conduite.

martedì 3 novembre 2020

Artù, Lancillotto e il Graal. Volume I

Artù, Lancillotto e il Graal. Volume I
a cura di Livio Leonardi
Traduzione, introduzioni e commento a cura di Carlo Beretta, Fabrizio Cigni, Marco Infurna, Claudio Lagomarsini, Gioia Paradisi.
pp. XXXVI - 1116, € 90
Einaudi, 2020 
ISBN: 9788806239749
 
Il ciclo di romanzi in antico francese che gli specialisti conoscono con il titolo Lancelot-Graal, o ciclo della Vulgata, non è mai stato tradotto integralmente in italiano in epoca moderna, nonostante sia una delle opere piú grandiose del Medioevo europeo, e abbia esercitato uno straordinario influsso sull’immaginario narrativo della cultura occidentale. Di autore ignoto, forse piú autori al lavoro insieme, composta nei primi decenni del XIII secolo in una località imprecisata della Francia del Nord, non incardinata né sui miti del mondo greco-romano né sul confronto tra il mondo cristiano e il mondo islamico, la Vulgata non sembra possedere i connotati che definiscono un classico secondo i parametri correnti, e di fatto non è stata ancora pienamente riconosciuta come tale. Non è tra le opere entrate nei canoni della modernità letteraria, non è tradotta in molte lingue, anche in Francia è entrata nella collana della Pléiade solo pochi anni fa. Eppure è in questa successione di romanzi che per la prima volta trova una struttura compiuta, e riesce quindi a porsi come nuova fonte mitologica, un mondo narrativo la cui potenza è rimasta memorabile fino a oggi. Non solo il bacio dell’amore tra Lancillotto e Ginevra, o il regno di Artú e le magie di Merlino, ma il potere di Escalibur, la spada nella roccia, l’equilibrio utopico della Tavola Rotonda, l’idea dell’avventura come condizione del cavaliere errante, le foreste e i draghi, le damigelle e i giganti, la gratuità e la follia dell’amore e dell’amicizia, e infine l’intreccio di questo mondo con le tragedie della guerra e soprattutto con il mito del Graal, che a partire dal nostro ciclo diventa il riferimento originario – in quanto strumento eucaristico dell’Ultima Cena – della storia cristiana, e insieme il segno escatologico del suo compimento. L’efficacia di questo nuovo sistema articolato di racconti fantastici si è manifestata, oltre che nel successo del ciclo in quanto tale, anche e anzi soprattutto nella fortuna di alcune sue componenti e nella capacità di offrire materia inesauribile alla letteratura per i secoli a venire. A partire dall’invenzione del Lancelot-Graal vedono la luce gli altri grandi cicli di poco successivi, il Tristan en prose e il Guiron le Courtois, e da questo bacino tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento Boiardo e l’Ariosto reinventeranno il poema cavalleresco, incrociandolo con la materia epica nel nome di Orlando. (…) Questa incredibile fecondità tematica del mondo arturiano cosí come fu per la prima volta organizzato nel Lancelot-Graal si deve anche a un fattore del suo successo che è sicuramente meno noto, ma che ha svolto un ruolo non secondario nello sviluppo della narrativa europea moderna. È infatti nei romanzi del nostro ciclo che si sperimentano per la prima volta, con un’estensione fino ad allora impensabile, i meccanismi narrativi della prosa di finzione in una lingua volgare. La gestione dei personaggi e dei loro rapporti, le sfumature dei dialoghi e dei monologhi interiori, l’intreccio di piú piani concomitanti dell’azione, l’organizzazione del tempo narrato e delle sue diverse velocità, l’interazione fra il romanzo-biografia e il romanzo-mondo, sono elementi costitutivi della narrazione moderna che nel ciclo arturiano trovano il loro già organico fondamento. Nel dibattito sulle origini del romanzo, il genere per eccellenza con cui il sistema culturale occidentale ha tentato di interpretare letterariamente la realtà dell’uomo e della storia, la Vulgata occupa un posto di tutto rilievo.

giovedì 3 ottobre 2019

Architrenius

Architrenius
di Giovanni d'Altavilla
a cura di Lorenzo Carlucci, Laura Marino
pp. 408, € 36,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843094226

Capolavoro del XII secolo a lungo misconosciuto, di cui qui si offre la  prima traduzione italiana, il poema Architrenius (1184 ca.) di Giovanni di Altavilla narra il viaggio di un uomo alla ricerca della Natura quale responsabile dei mali umani. Il protagonista visita luoghi emblematici del vizio – la dimora di Venere, la taverna, l’università, la corte, il chiostro – e giunge infine all’isola di Tylos, dove le orazioni di antichi filosofi precedono l’aspro dialogo con la Natura matrigna. In un latino vivido e pluristilistico, quest’opera, vero prototipo della Commedia, integra le molteplici forme della letteratura coeva, dalla vena comico-realistica alle sottigliezze metafisiche, dal romanzo di formazione all’allegoria didascalica. Con sorprendente modernità, il protagonista discute le tesi del provvidenzialismo antropocentrico, assumendo accenti lucreziani e manichei, e prefigurando il Leopardi del Dialogo della Natura e di un Islandese.
Lorenzo Carlucci, diplomato in Lettere e Filosofia alla Scuola Normale  Superiore di Pisa e Ph.D. in Matematica e in Computer Science, è professore associato di Logica matematica alla Sapienza – Università di Roma; si occupa di poesia come critico e traduttore.
Laura Marino, laureata in Lettere all’Università degli Studi Roma Tre e insegnante di Lettere nei licei, è dottoranda in Studi storico-filologici all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

domenica 30 luglio 2017

I confini della lirica

I confini della lirica 
Tempi, luoghi, tradizione della poesia romanza
a cura di Alessio Decaria e Claudio Lagomarsini 
pp. X-312, € 48,00
Sismel, 2017
ISBN: 978-88-8450-596-5

A. Decaria, Premessa. «I CONFINI DELLA LIRICA». TEMPI, LUOGHI, TRADIZIONE DELLA POESIA ROMANZA. L. Leonardi, «Quicquid poetantur Ytali sicilianum vocatur»: i confini della lirica italiana del Duecento – N. Tonelli, «In limine»: limitare del testo e sequenze liriche. Il caso di Dante – G. Marrani, «Tutto corro in amoroso affanno»: periplo dell’esperienza lirica di Cino da Pistoia – A. Decaria, I confini della lirica italiana del Trecento – F. Costantini, La tradizione e l’edizione dei testi della lirica trobadorica: riflessioni dalla prassi repertoriale – R. Viel, Sulle tracce di una fonte antica: la diffusione dei primi trovatori – G. Barachini, Nota su alcune sequenze di testi nei canzonieri trobadorici – C. Lagomarsini, «Lai u chant u rotruenge»: Percezione del genere lirico nei romanzi arturiani in prosa (lessico, contesti, tòpoi) – S. Resconi, Canoni, gerarchie, luoghi, tradizioni: le strategie compilative del canzoniere francese M (BNF, fr. 844) – M. Albor Aldea, Variae Lectiones en la tradición manuscrit gallegoportuguesa: ¿divergencias solo textuales? – S. Marcenaro, Dalla tradizione alla storia e viceversa. Nuove ipotesi sull’ultimo periodo della lirica galego-portoghese – I. Proia, Dai trovatori galeghi alla lirica cortese castigliana: percorsi e modalità di una transizione – I. Tomassetti, La scuola poetica castigliana al crocevia fra due epoche: alcuni dati sulle prime generazioni (1360-1450). Indici.

sabato 21 gennaio 2017

Il marchio perduto del templare

Il marchio perduto del templare
di Giuliano Scavuzzo
pp. 288, € 9,99
Newton Compton, 2017
ISBN: 978-88-227-0082-7

Nella Roma medioevale di Innocenzo III, una città in piena decadenza vessata dal malaffare e dal crimine, sei cavalieri templari, che durante la prigionia in Terra Santa hanno votato l’anima al diavolo, sono pronti a sacrificare due piccoli gemelli e a scatenare l’Apocalisse. Il loro capo, Lucifuge, ha bisogno di un antico libro, la Clavicula Salomonis, per compiere la cerimonia finale. Uno dei templari, Shane de Rue, ha però rubato e nascosto il prezioso grimorio, tradendo i suoi compagni e privandosi poi dei propri ricordi per impedire a chiunque di ritrovarlo. Ma le immagini di una battaglia cruenta in Terra Santa continuano a tormentarlo, come una maledizione. Solo Lilith, una strega dai poteri straordinari, potrebbe liberarlo dall’anatema che lo ha colpito: parola di Don Graziano, un prete che ha chiesto l’aiuto di Shane per fermare l’uccisione dei gemelli. Quando i due si recano al Colosseo per incontrare la donna, ecco che Lucifuge li sorprende.
Giuliano Scavuzzo è nato a Roma nel 1976. Dopo la laurea in Economia, ha ottenuto un Master in Business Administration con specializzazione in comunicazione e marketing. Per anni ha lavorato in questi settori, finché non ha deciso di trasferirsi a Bali per alcuni mesi, e lì, tra meditazione e surf, ha cominciato a scrivere un romanzo ambientato nella Roma medioevale. Collabora con diversi blog occupandosi di cultura, sport e medicina.

martedì 25 ottobre 2016

Studi di ecdotica romanza

Studi di ecdotica romanza
di Francesco Benozzo
pp. 250, € 16,00
Aracne Editrice, 2016
ISBN: 978-88-548-9725-0
 
Modernamente intesa, l’ecdotica non è soltanto quella branca della filologia che studia i mezzi e i fini per allestire l’edizione di un testo, ma un atteggiamento critico che ha a che fare, a monte di ogni indagine, con la responsabilità del filologo nei suoi modi di accostarsi alla letteratura, intesa come luogo d’incontro di testi, autori e lettori. Gli studi di questo volume, incentrati sulla tradizione romanza (dai trovatori occitani al romanzo arturiano, dalla letteratura cavalleresca alla poesia del primo Novecento) sono al tempo stesso esempi di ecdotica applicata e riflessioni che, a partire da essa, mirano a mostrare la centralità della filologia – di una filologia che accetti la sfida di interrogare costantemente se stessa e i propri metodi – nel mondo contemporaneo.
Francesco Benozzo è filologo e musicista italiano. Specializzato in Lingue romanze dell'Università di Bologna. Ha contribuito in campo linguistico all'elaborazione della teoria della continuità paleolitica e come arpista e cantautore ha realizzato 5 album, e ha accompagnato con la sua arpa il premio Nobel per la letteratura Wislawa Szymborska nella sua prima apparizione italiana al Teatro valle di Roma. È il fondatore dell'etnofilologia, una disciplina nella quale i documenti antichi sono considerati con un approccio e una metodologia etnografica. Come filologo ha all'attivo, tra l'altro, l'edizione de Il Gododdin: poema eroico antico gallese (Milano, Luni, 2000) e l'edizione critica del Tristan et Lancelot di Pierre Sala (Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2001).