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lunedì 5 maggio 2025

I novissimi e la loro rappresentazione eidetica secondo verità

I novissimi e la loro rappresentazione eidetica secondo verità
La lectio della Divina Commedia
di Emilo Bettini
pp. 218; € 21,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Editoriali Romani, 2025
EAN: 9791281553682

Il problema escatologico attraversa tutta la riflessione teologica cristiana, poiché riguarda il destino ultimo dell’uomo e il suo rapporto con il disegno divino. I novissimi – morte, giudizio, inferno e paradiso – sono realtà che sfuggono alla percezione diretta e possono essere comprese solo attraverso segni, analogie e narrazioni. Dante Alighieri, nella Divina Commedia, costruisce un’esperienza della verità ultima attraverso una straordinaria rappresentazione eidetica: le immagini, i simboli e la struttura del poema non sono solo evocazioni poetiche, ma un itinerario di conoscenza, una via che guida il lettore attraverso il mistero dell’aldilà. Questo studio esplora la straordinaria capacità di Dante di tradurre il trascendente in visibile, rendendo la Commedia non solo un’opera letteraria, ma un mezzo per comprendere le verità ultime. In un viaggio tra teologia, filosofia e poesia, il lettore viene chiamato a interrogarsi sul senso della propria esistenza e sul cammino che conduce alla visione di Dio.

sabato 26 aprile 2025

Teodicea della lotta

Teodicea della lotta
Anselmo d’Aosta e l’origine morale del male naturale
di Luca Vettorello
pp. 287; € 25,00
If Press, 2025
ISBN: 978-88-6788-393-6
 
Qual è l’origine del male? Di tale dilemma si occupa Anselmo d’Aosta nel De casu diaboli (“La caduta del diavolo”). Il punto di partenza è il diavolo, la personificazione archetipica del male, l’angelo che per la sua ribellione decadde allo stato di demòne: perché decise di compiere la scellerata scelta di opporsi a Dio? Quali furono le motivazioni che diedero origine al primo essere malvagio? E per confronto, quali sono i motivi che animano noi umani quando scegliamo il male? La risposta delineerà un possibile nesso tra il male morale, compiuto deliberatamente da un soggetto, e il male naturale o fisico, apparentemente inspiegabile, che pare inscritto nell’ordine della natura in quanto non direttamente imputabile a nessuno. Emergerà dunque sempre più il ruolo fondamentale della libertà, che è il cuore essenziale di ogni soggetto morale. Ed è così che nasce, infine, l’idea della Teodicea della lotta, dove la completa responsabilità della libertà risiede nelle nostre mani: spetta a noi lottare attivamente contro il male, adempiendo al compito di “coltivare e custodire” il creato che Dio stesso ci ha affidato.

Luca Vettorello. Filosofo, teologo, bioeticista, giornalista. Docente incaricato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, ha tenuto conferenze su Anselmo: presso il Boston College (2015); al Saint Anselm College (2017); University of Houston (2018); Facoltà Teologica di Fulda (2018); Durham University (2019).

sabato 30 dicembre 2023

Il «Dialogo» di Caterina da Siena

Il «Dialogo» di Caterina da Siena
Per una nuova edizione critica: filologia, tradizione, teologia
a cura di Silvia Nocentini
pp. VIII-272; con ill., € 44,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-238-1

Premessa, di S. Nocentini. IL «DIALOGO» DI CATERINA DA SIENA. PER UNA NUOVA EDIZIONE CRITICA: FILOLOGIA, TRADIZIONE, TEOLOGIA. I. IL TESTO. C. Lagomarsini, L’orchestrazione della prosa nel «Dialogo» di Caterina da Siena - N. Pigini, L’edizione critica del «Dialogo della Divina Provvidenza»: rimaneggiamenti sintattici e prassi ecdotica - F. Santi, La Bibbia di Caterina da Siena. Con un'appendice di E. Berti - A. Bartolomei Romagnoli, La teologia della croce di Caterina da Siena. II. LE TRADUZIONI E LE TRADIZIONI. S. Nocentini, Le traduzioni latine del «Dialogo» di Caterina da Siena - N. Estrafallaces, La patrona d’Italia fuori dall’Italia: la diffusione del «Dialogo» nell’Inghilterra medievale - P. Acosta-García, La difusión de la obra de Caterina da Siena en la Península Ibérica: el caso de «El Diálogo» - P. Tylus, La source textuelle de la première traduction française du «Dialogue» de sainte Catherine de Sienne. III. IL CONTENUTO. A. Diriart CSJ, La théologie de l’Église à l’œuvre dans le «Dialogue» de Catherine de Sienne - C. Tesson, Le «Dialogue», pièce maîtresse de la proclamation de Catherine de Sienne comme docteure de l’Église - G. Festa OP, Il contributo di Innocenzo Colosio OP agli studi cateriniani in Italia. INDICI, a cura di N. Estrafallaces. Indice dei manoscritti e delle stampe antiche. Indice dei nomi. Indice degli studiosi. Indice dei luoghi.
Silvia Nocentini è socia della SISMEL e dell’Hagiography Society. Dal 2016 è segretaria di redazione della rivista «Hagiographica». Dal dicembre 2018 insegna Letteratura latina medievale e umanistica all’Università di Roma «Tor Vergata».

venerdì 10 novembre 2023

Erasmo libero

Erasmo libero
Le litterae e la teologia
a cura di Lorenzo Geri e Gaetano Lettieri
pp. 440; € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2023
ISBN: 9791254694145

Il volume, che inaugura la collana “Laboratorio Erasmo”, si propone di contribuire a una restituzione dell’opera e del pensiero di Erasmo da Rotterdam come testimonianza tenace di libertà e di autonomia, intenta, anche a costo di ambiguità, incoerenze, compromessi, a tutelare ed espandere il proprio vitale spazio di azione e incidenza storica.

Gli studi raccolti, nati nell’ambito dell’omonimo gruppo di ricerca, fanno perno, da diverse prospettive metodologiche, sul concetto di libertà, che è il centro irriducibilmente problematico, persino eversivo, che segna l’approccio critico di Erasmo nei confronti del cattolicesimo romano del suo tempo, il suo scarto nei confronti di Lutero, la novità radicale della sua fede razionale.
Una inquieta e vitale libertà che, allo stesso tempo, caratterizza anche l’ambiziosa e originale aemulatio erasmiana nei confronti delle letterature classiche e dell’Umanesimo italiano.
Lorenzo Geri è professore di Letteratura italiana alla Sapienza Università di Roma. Tra le sue pubblicazioni: A colloquio con Luciano di Samosata. Leon Battista Alberti, Giovanni Pontano ed Erasmo da Rotterdam (Bulzoni 2011), Petrarca cortigiano. Francesco Petrarca e le corti da Avignone a Padova (Bulzoni 2020).
Gaetano Lettieri è professore di Storia del cristianesimo e delle chiese alla Sapienza Università di Roma. Tra le sue ultime pubblicazioni, oltre a numerosi saggi su Machiavelli, si segnalano: Il differire della metafora. Il transfert del desiderio da Gregorio di Nissa e Agostino a Ricoeur e Derrida (Nuova cultura 2021); Dulce naufragium. Desiderio infinito e ateofania in Leopardi (Marsilio 2023). Con M. Fallica e A.-C. Jacobsen ha curato il volume Progress in Origen and the Origenian Tradition (Peter Lang 2023).

giovedì 31 agosto 2023

Finzioni del diritto medievale

Finzioni del diritto medievale
di Sara Menzinger
pp. 352, € 25,00
Quodlibet, 2023
ISBN: 9788822920959

I grandi dibattiti sulla finzione dei Padri della Chiesa lasciarono un’eredità contraddittoria al Medioevo occidentale. Da un lato, trasmisero una ferma condanna di qualsiasi forma di negazione della veritas o di una natura che, diversamente dal mondo classico, era reputata divina dal pensiero cristiano; dall’altro, esaltarono la finzione come strumento d’accesso a una meta-realtà che consentiva di andare oltre i fatti concreti e cogliere il senso più vero e invisibile delle cose. Proprio quest’ultimo significato positivo di finzione venne valorizzato dalle scuole teologiche francesi del XII secolo in cui la dimensione interiore dell’uomo fu profondamente dissociata da quella esteriore perché considerata superiore e non coincidente con la sfera delle azioni. Diversamente dal mondo antico, la finzione, in questa prospettiva, non serviva a negare la realtà, quanto piuttosto a denunciare la distanza tra l’apparenza dei fatti e il loro reale significato, tra azione e intenzione. La sua funzione ultima era dunque quella di amplificare la realtà, restituendo il lato nascosto e invisibile delle cose, altrettanto vero, anzi più vero di quello tangibile. La potenza della dimensione intenzionale contagiò presto il pensiero giuridico europeo che nella seconda metà del XII secolo conobbe una delle fasi più creative della sua storia. Per inquadrare responsabilità invisibili o per vanificare responsabilità evidenti, la finzione si rivelò uno strumento vitale nell’elaborazione di nuove categorie penali che a partire dal Basso Medioevo entrarono a far parte stabilmente del diritto moderno e contemporaneo.
Sara Menzinger insegna Storia del Diritto Medievale e Moderno nell’Università di “Roma Tre”. Dopo una prima fase di ricerca incentrata sulla funzione attribuita al diritto nei governi comunali italiani del Duecento (Giuristi e politica nei comuni di Popolo. Siena, Perugia e Bologna, tre governi a confronto, 2006), si è interessata alla rinascita del diritto pubblico nel Medioevo, curando l’edizione di uno dei più antichi trattati pubblicistici prodotti dalla cultura giuridica medievale (La Summa Trium Librorum di Rolando da Lucca. Fisco, politica, scientia iuris, 2012, con Emanuele Conte). Nell’ambito delle teorie pubblicistiche, ha approfondito in particolare la storia del concetto di cittadinanza nel Medioevo occidentale (Cittadinanze medievali. Dinamiche di appartenenza a un corpo comunitario, 2017) e delle concezioni fiscali nell’Età di Diritto Comune, studiate nella prospettiva del rapporto tra individuo e potere pubblico. Negli ultimi anni si è occupata di questioni inerenti al rapporto tra diritto e letteratura, intervenendo con alcuni contributi sul ruolo della cultura giuridica nel pensiero di Dante.

martedì 21 giugno 2022

Dante e le grandi questioni escatologiche

Dante e le grandi questioni escatologiche
a cura di Luca Azzetta
prefazione di Gianframco Ravasi
pp. 272, € 25,00
Vita e Pensiero, 2002
ISBN: 9788834351024
 
Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno internazionale Dante e le grandi questioni escatologiche organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura in occasione del settecentenario dantesco.

I contributi si rivolgono a Dante da ambiti disciplinari diversi: teologico, biblico, filosofico, linguistico, storico, artistico. Si coglie così la profondità della poesia del poema, che per Dante non è mai riducibile a finzione letteraria, ma che anzi si nutre di una tensione vigorosa nello sforzo di comunicare, mediante la bellezza e la forza espressiva del linguaggio poetico, le verità di fede e di pensiero che sono proprie dell’epoca in cui egli visse e di cui si riappropriò in modo sorprendente e personale, presentandosi ai suoi contemporanei come poeta depositario di una visione. Il libro è articolato in tre parti, dedicate a tre temi escatologici presenti nella tradizione in cui l’Alighieri affonda le radici: quello della visione divinamente ispirata, quello della resurrezione delle anime e dei corpi alla fine dei tempi, quello dell’angelologia. Ciascuno di essi ha il fondamento nella Bibbia e giunge a Dante attraverso la mediazione di opere di esegesi biblica, di riflessione filosofica e teologica maturate nel silenzio dei chiostri, in seno alla Scolastica, all’interno degli Ordini mendicanti. L’indagine su questi temi e sulle opere lette da Dante permette di accedere alla sua poesia da un punto di osservazione privilegiato e spesso trascurato negli studi critici sulla Commedia.
Luca Azzetta insegna Filologia dantesca presso l’Università degli Studi di Firenze. Studia in particolare la tradizione delle opere di Dante, gli antichi commenti alla Commedia, i volgarizzamenti trecenteschi di area fiorentina.
Gianfranco Ravasi è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Già prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano, è stato creato cardinale da Benedetto XVI nel 2010. Nel 2016 papa Francesco lo nomina membro della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. È autore di numerosi saggi di carattere biblico teologico. 

mercoledì 27 aprile 2022

I luoghi del sapere nel Medioevo

I luoghi del sapere nel Medioevo
di Jaques verger
pp. 184, € 15,00
Jaca Bok, 2022
ISBN: 978-88-16-41756-4
 
Il mondo universitario del XIII secolo, con le sue «libertà» e le sue «costrizioni», è il contesto in cui si è elaborata la teologia di grandi dottori della Chiesa come Alessandro di Hales, Bonaventura e Tommaso d’Aquino. Verger ci introdue a quel mondo, mostrandoci il suo costituirsi e il suo organizzarsi in istituzione, le sue tensioni interne, gli interessi e i controlli politico-religiosi che vi si manifestano, le prassi dell’insegnamento, ma anche i fattori che finirono per garantire ai teologi uno statuto sociale, mezzi concreti di esistenza e di lavoro, libertà di pensiero e di parola. Sarebbe impossibile comprendere lo sviluppo della teologia del XIII secolo se si trascurasse il nuovo quadro istituzionale dell’università, nato dalla convergenza, eccezionale nella storia, della riflessione dei maestri, dell’entusiasmo degli studenti, dell’interesse dei prìncipi e della sollecitudine della Chiesa. Apre il volume un saggio dello stesso autore dedicato alla sociologia della conoscenza teologica nel Medioevo, che ripercorre le tappe di tale appassionante evoluzione.

Jacques Verger (1943), insigne medievista francese specializzato in storia delle università medievali, già allievo di Michel Mollat, Jacques Le Goff e Philippe Contamine. Membro dell’Académie des Inscriptions et Belles-lettres, dell’École Française di Roma, oltre che direttore di studi presso l’École Pratique des Hautes Études, è oggi professore emerito dell’Università di Parigi IV Sorbona, di cui ha per molti anni retto la cattedra di Storia medievale.

mercoledì 2 febbraio 2022

Niccolò Cusano

Niccolò Cusano
La vita, l'opera, il pensiero
di Enrico Peroli
pp. 588, € 54,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829012831
 
Riscoperto agli inizi del Novecento come un attore decisivo del passaggio dal Medioevo all’Età moderna, Niccolò Cusano (1401-1464) è il pensatore più importante e significativo del Quattrocento. Figura di dimensione europea e insieme spirito profondamente ecumenico, per l’originalità della sua speculazione filosofica e teologica, per le sue tesi cosmologiche, che anticipano la rivoluzione copernicana, per la sua nuova visione dell’uomo e della creatività dello spirito umano, per la sua concezione del sapere scientifico e matematico, Cusano rappresenta uno snodo cruciale nella storia della cultura europea ed è in questo senso un autore imprescindibile per comprendere la genesi dell’Età moderna. Ricostruendo, in maniera ampia e documentata, il contesto storico, politico e culturale in cui si è sviluppata la sua riflessione e muovendosi attraverso i suoi scritti, di cui presenta e discute, con grande lucidità e chiarezza, i temi filosofici più significativi, questa poderosa monografia offre un’introduzione completa, autorevole e, a un tempo, affascinante al pensiero di Cusano, che si propone come un punto di riferimento fondamentale per tutti gli studiosi.
Enrico Peroli è professore ordinario di Filosofia morale all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. È autore di diverse monografie e di numerosi articoli in riviste nazionali e internazionali, che spaziano dalla filosofia antica alla tradizione patristica, dal pensiero neoplatonico all’idealismo tedesco. Al pensiero di Cusano ha dedicato molti saggi, pubblicati sia in Italia sia all’estero; nel 2017 ha curato, per la casa editrice Bompiani, la traduzione e il commentario sistematico di tutte le sue opere filosofiche e teologiche.

giovedì 15 luglio 2021

I padri nel Medioevo latino

I padri nel Medioevo latino
Omeliari, passionari e loro intersezioni
A cura di Antonella Degl’Innocenti
pp. VIII-136, € 78,00
Sismel, 2021
ISBN: 978-88-9290-052-3

A. Degl’ Innocenti
, Introduzione. E. Prinzivalli, Manlio Simonetti studioso di omiletica antica e di agiografia - L. Castaldi, «Hagiographica Gregoriana»: la vita di Gregorio Magno tra passionari, liturgia e sermoni - L. Buono, Testi omiletici tra composizione e compilazione: il caso dell’«Hom.» 2 di Paolo Diacono per l’Assunzione della Vergine - E. Russo, Padri della Chiesa e teologi medievali in un sermone inedito dal manoscritto Casin. 806 - V. Mattaloni, Massimo da Torino e le agiografie dei santi Canziani: un esempio di intersezione di materiali - M. Giani, Il «De psalmodiae bono» di Niceta di Remesiana e la «Passio Theodosiae» - P. Licciardello, Leggendari e omeliari per la storia dei culti (Italia centrale, secoli XI-XII) - G. S. Saiani, Gregorio Magno come fonte per l’agiografia umbra: il caso della «Passio sancti Herculani» (BHL 3822-3824) tra passionari e omeliari. Indici.

lunedì 31 maggio 2021

Alta fantasia. L’altra teologia di Dante Alighieri

Alta fantasia
L’altra teologia di Dante Alighieri
di Massimo Naro
pp. 144, € 12,00
Scholè Editore, 2021
EAN: 9788828403029
 
L’«alta fantasia» è la teologia poetica di Dante, la cifra della sua eccellenza rispetto alla Scolastica medievale, la “terza teologia” tra platonismo monastico e aristotelismo universitario. Una teologia laica, trasversale alle diverse correnti dell’epoca. Soprattutto, è l’inversione di tendenza rispetto al pregiudizio degli accademici del Medioevo più maturo, per i quali la verità è difficile molto più che bella, ragion per cui la poesia non sarebbe all’altezza di occuparsene. L’alta fantasia è, in tal senso, l’estremo tentativo di evitare il divorzio tra ragione e fede, tra mente e cuore, tra verità e bellezza, fra teologia e messaggio biblico.

«L’autore condensa un lievitare di pensiero originale, portando il discorso dell’Itinerarium mentis in Deum a sviluppi nuovi nel contesto storico-esegetico della Divina Commedia» (Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri).
Massimo Naro insegna teologia sistematica nella Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo. Collabora con varie riviste teologiche, come «Ho Theológos», «Filosofia e Teologia», «Ricerche Teologiche». Da tempo si dedica allo studio del rapporto tra letteratura e teologia (Sorprendersi dell’uomo. Domande radicali ed ermeneutica cristiana della letteratura, Cittadella 2012). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Le Vergini annunciate. La teologia dipinta di Antonello da Messina (EDB 2017); La reciprocità (San Paolo 2018); Archetipo e immagine. Riflessioni teologiche sulla scia di Romano Guardini (Rubbettino 2018); Introduzione alla teologia (EDB 2020); Scienza della realtà. La riflessione di Romano Guardini sul senso della teologia (EDB 2020).

venerdì 5 febbraio 2021

La Summa theologiae di Tommaso d'Aquino

La Summa theologiae di Tommaso d'Aquino
Una biografia
di Bernard McGinn
pp. 180, € 16,00
Vita e Pensiero, 2021
ISBN: 9788834341940
 
Un milione e mezzo di parole, pensate e scritte nell’arco di sette anni, dal 1266 al 1273, e divise in tre grandi parti composte di oltre 2500 arti­coli: la Summa theologiae di Tommaso d’Aqui­no è certamente un’opera imponente, concepi­ta dal suo autore come compendio di tutti gli insegnamenti approvati della Chiesa cattolica e come sorta di ‘guida didattica’ per maestri e novizi alle prese con la sapienza teologica. Data la sua lunghezza, pochi l’hanno let­ta dall’inizio alla fine, e tuttavia rimane una delle rare opere medievali, insieme alla Divina Commedia di Dante Alighieri, note al grande pubblico, almeno di nome. E al pari dell’opera dantesca per la letteratura, è diventata icona del pensiero religioso medievale e parte del patrimonio comune della società umana.

Più di mille sono i commenti che si è calcola­to siano stati scritti sulla Summa, alcuni anche più lunghi dell’opera stessa, e la vasta lettera­tura ancor oggi intesa a spiegarla può risulta­re scoraggiante. Proprio una tale riflessione ha portato Bernard McGinn a scrivere questo libro, ricordando anche, come racconta qui, la sua esperienza di studente alle prese con interpre­tazioni «aride come la polvere» e scegliendo invece di descrivere in modo vivido la «biografia» di questo capolavoro: il mondo che ha modella­to il pensiero del suo autore; la vita di Tommaso, timidissimo frate destinato a diventare uno dei più grandi predicatori; le ragioni che lo portaro­no a scrivere la Summa; e poi la presentazione, minuziosa ma chiara, della struttura e dei con­tenuti dell’opera e il suo viaggio nei secoli, i suoi successi e le sue peripezie.
Perché la Summa theologiae non ha smesso di scuotere il pensiero occidentale dalla sua apparizione a oggi. Ha influenzato giganti della filosofia e della teologia medievali come Meister Eckhart, ha acceso dispute tra france­scani e domenicani ‘pro Agostino’ e ‘pro Tom­maso’, è stata messa in ridicolo dagli illuministi, considerata la ‘sola’ filosofia cristiana dai neo-tomisti del XIX e XX secolo, recuperata come preziosa risorsa spirituale negli anni intorno al Concilio Vaticano II e ricondotta – si augura infi­ne McGinn – a ciò che di più caro e centrale sta­va nelle intenzioni di Tommaso: mettere in circo­lo tra gli uomini quella sapientia, dono e grazia dello Spirito, che dà gusto e sapore alla doctrina.
Bernard McGinn (1937), statunitense, è uno dei più noti studiosi odierni del pensiero teo­logico e religioso, occupandosi in particolare di profetismo, apocalittica e mistica in epoca medievale. Professore emerito di Storia della teologia e di Storia del cristianesimo presso la Divinity School della University of Chicago,dove ha insegnato per più di trent’anni, è au­tore di numerose pubblicazioni, tra cui l’am­bizioso progetto di una grande storia teolo­gica della mistica cristiana occidentale dal titolo generale The Presence of God, in sette volumi, cinque dei quali finora pubblicati.

mercoledì 6 gennaio 2021

Per questa selva oscura

Per questa selva oscura
La teologia poetica di Dante
di Giulio d'Onofrio
pp. 708, € 30,00
Città Nuova, 2020
ISBN: 9788831115537
 
Uno studio originale, che apre prospettive inedite e rivoluzionarie sulle fonti del pensiero e dell'opera di Dante Alighieri. Da una invocazione nascosta in un antico e poco conosciuto commento alto-medievale ai primi libri della Bibbia, composto dal monaco italiano Bruno di Segni verso la metà del secolo XI, emerge inattesa la fonte che suggerisce a Dante la prima idea della «selva oscura», «amara», «aspra», «forte» e deviante dalla «diritta via», sulla cui tragica descrizione si apre la Commedia. Tale scoperta si traduce nell'occasione per aprire una nuova prospettiva di approccio al pensiero filosofico e teologico dell'Alighieri. Il lettore scopre così che fonti dirette del sapere di Dante non sono solo i classici antichi, poeti, scienziati o filosofi, o i magistri universitari suoi contemporanei, ma anche alcuni tra i tipici rappresentanti della letteratura patristica (da Ambrogio e Agostino a Girolamo) e della sapienza monastica dell'alto Medioevo (dai 'fondatori' come Boezio, Cassiodoro e Gregorio Magno ai più recenti e luminosi modelli di pensiero teologico come Giovanni Scoto, Anselmo d'Aosta e Bernardo di Chiaravalle, dagli eruditi Isidoro di Siviglia e Rabano Mauro al contemplativo Riccardo di San Vittore). La nuova luce proveniente dalla densa teoresi e dall'intima spiritualità meditativa e mistica di questa tradizione di pensiero, dominata dal principio unificante, in senso platonico, della caritas universale, evidenzia nell'intera opera di Dante i tratti precisi della sua vocazione di poeta-teologo: la coscienza, cioè di essere chiamato, nel «mezzo» della sua esistenza terrena, al compimento di un'alta missione, teoretica ed etica, di rieducazione dell'umanità.
Giulio d’Onofrio vive a Roma e insegna Storia della filosofia medievale all’Università di Salerno, dove ha fondato e coordina il «Dottorato di ricerca in filosofia, scienze e cultura dell’età tardo-antica, medievale e umanistica» (FiTMU). Dal dicembre 2007 è Presidente della Società Italiana per lo Studio del Pensiero Medievale (SISPM). Specialista di storia del pensiero in epoca tardo-antica, alto-medievale e rinascimentale, si è occupato di storia del metodo teologico, di logica e metodologia del sapere in epoca età tardo-antica e alto-medievale.

mercoledì 19 agosto 2020

Dante tra poesia e teologia

Dante tra poesia e teologia
di Anita Norcini Tosi, Massimo Seriacopi
pp. 130, € 15,00
Setteponti Edizioni, 2020
EAN: 9788831396172

«Il saggio della teologa Anita Norcini Tosi e del professore Massimo Seriacopi, intitolato in modo esplicativo: "Dante tra poesia e teologia", riesce ad assemblare due visioni importanti, che si intersecano tra di loro, divenendo un solo corpo, secondo un'interpretazione vicino a quella di Pio Raina, valtellinese di Teglio, ma fiorentino di adozione (...) i due compilatori del saggio affrontano il viaggio in territori danteschi, con ottiche diverse, ma non in contrapposizione tra loro, poiché ambedue realizzano aspetti dell'intera opera dantesca con il metodo di disponibilità a comprendere in modo del tutto originale e proprio. Del resto la Commedia, divenuta Divina possiede in sé la ricerca della Trascendenza, sia essa sottesa nelle cose del mondo che in quella più alta dell'Assoluto. Ambedue ne scoprono la presenza, anche se il loro percorso ci appare diverso. L'opera possiede una lettura profonda filosofica-religiosa, da parte di Seriacopi, e squisitamente iniziatica-esoterica, da parte di Anita Norcini Tosi, con morale ed etica, ma anche poetica in tutti e due i casi, quindi pedagogica e propedeutica.» Prefazione di Lia Bronzi.

lunedì 18 maggio 2020

Il «Trattato sulla predestinazione e prescienza divina riguardo ai futuri contingenti» di Guglielmo di Ockham

Il «Trattato sulla predestinazione e prescienza divina riguardo ai futuri contingenti» di Guglielmo di Ockham
Introduzione, testo, traduzione e commento
di Riccardo Fedriga, Roberto Limonta
pp. 224, € 27,00
Città Nuova, 2020
EAN: 9788831115575
Il "Tractatus de praedestinatione et de praescientia Dei respectu futurorum contingentium", composto da Guglielmo di Ockham tra il 1321 e il 1324, costituisce uno snodo cruciale nelle discussioni medievali sul tema del fatalismo teologico e sulle questioni che vi sono implicate, come la conoscenza dei futuri contingenti e il compatibilismo tra prescienza divina e libero arbitrio. Raccogliendo e ripensando fonti di diversa provenienza, Roberto Grossatesta e Pietro Lombardo in primis, il Venerabilis inceptor sposta il problema sul piano epistemologico e linguistico, affrontandolo dal punto di vista di un'analisi proposizionale degli enunciati che parlano dei contingenti futuri. Il principio della soluzione ockhamiana costituirà un punto di riferimento - pro o contro - nei dibattiti teologici del XIV secolo. Il volume rende disponibile per la prima volta al lettore non soltanto la prima traduzione in italiano del Tractatus, ma anche un ricco apparato di testi che consente di ricostruire in modo coerente una teoria ockhamiana della contingenza e di gettare luce su una nuova interpretazione del pensiero del teologo e filosofo inglese.
Riccardo Fedriga è professore associato presso il dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell'Università di Bologna. Laureatosi in filosofia all'Università Statale di Milano, ha intrapreso una carriera basata sugli studi storico filosofici e di storia delle idee e della lettura - con particolare riferimento ai problemi dell'intenzionalità, traduzione e historical semantics, compatibilismo, filosofia medievale, evoluzione delle pratiche di lettura e al variare dei supporti per il trasporto, la conservazione e il controllo della conoscenza.

venerdì 8 maggio 2020

Medioevo teologico

Medioevo teologico
di Alessandro Ghisalberti
pp, 168, € 21,00
Edizioni Biblioteca Francescana, 2020
EAN: 9788879623322

Il "nascondimento di Dio" è la molla che spinge i pensatori medievali a ricercarlo nella Scrittura, nel simbolismo della natura, nella forza speculativa della razionalità umana. L'autore, a partire dall'analisi di autori significativi (Tommaso d'Aquino, Bonaventura, Duns Scoto...) evidenzia come per l'elaborazione della teologia razionale del medioevo sia stato determinante il confronto critico con le categorie del pensiero filosofico greco, platonico e aristotelico. Il testo, uscito in prima edizione nel 1990, divenuto un classico come manuale di filosofia e teologia medievale, viene presentato in un'edizione completamente rivista e con una bibliografia aggiornata sino ai nostri giorni.
Alessandro Ghisalberti, già professore ordinario di Storia della filosofia medievale e Filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dedica le sue ricerche all’approfondimento dei rapporti tra la razionalità filosofica e la rivelazione cristiana. Tra le sue opere: Guglielmo di Ockham (1989), Medioevo teologico (1990), Filosofia teoretica. I nomi dell’essere (2011).

martedì 28 aprile 2020

Trilogia bonaventuriana

Trilogia bonaventuriana
a cura di Carmelo Pandolfi, Rafael Pascual
pp. 720, € 40,00
IF Press, 2020
ISBN: 978-88-6788-215-1 
 
Questo volume raccoglie gli Atti dei tre convegni dedicati a San Bonaventura in prossimità dell’ottavo centenario dalla sua nascita e organizzati dalla Cattedra Marco Arosio e la Facoltà di Filosofia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. La prima parte del volume (La teologia della storia in san Bonaventura, 15-16 aprile 2015) riguarda la teologia della storia del Dottor Serafico, riconosciuta la sua originalità speculativa a partire dagli studi di J. Ratzinger e convenientemente impreziosita da un rescritto del Papa emerito. La seconda parte (La scuola teologica francescana del secolo XIII, 7-8 aprile 2016) incornicia Bonaventura nel contesto teologico francescano del suo tempo, mentre la terza (La ricezione di san Bonaventura nel pensiero del Novecento, 26-27 aprile 2017) guarda agli influssi potenti esercitati dal Nostro su teologi e filosofi di prim’ordine del Novecento. Il libro raccoglie saggi e contributi dei professori Juan Gabriel Ascencio, Pedro Barrajón, Amaury Begasse de Dhaem, Elisa Cuttini, Francesco De Feo, Andrea Di Maio, Antonella Fani, Alessandro Ghisalberti, Aleksander Horowski, Carmelo Pandolfi, Rafael Pascual, Antonio Russo, Jesús Villagrasa, Alex Yeung, Irene Zavattero, e dello studente Sameer Advani.
Carmelo Pandolfi è docente del corso di Storia della Filosofia Medievale all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. 
P. Rafael Pascual, è direttore dell’Istituto Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

venerdì 13 marzo 2020

La strega di Dio

La strega di Dio
Profezia politica, storia e riforma in Caterina da Racconigi
di Eleonora Cappuccilli
pp. 160, € 12,00
Aracne editrice, 2020
ISBN: 978-88-255-3141-1
 
Nella crisi dell’ordine politico tra Medioevo ed Età moderna, la vita e l’azione profetica della “santa viva” Caterina da Racconigi (1486–1547) consentono di rileggere il nesso tra politica e teologia, mostrandone aspetti spesso trascurati. Il carisma profetico di Caterina è politico perché consiste nel coraggio di dire la verità davanti al popolo e ai potenti. Mentre critica le gerarchie, la sua ansia di rinnovamento religioso è il segno di una indisciplinata razionalità profetica.
Eleonora Cappuccilli è post–doctoral fellow in Storia delle idee presso l’Università di Oslo. I suoi temi di ricerca sono la storia e la critica del concetto di patriarcato, la profezia femminile nella prima età moderna, l’eredità di Birgitta di Svezia nel Rinascimento italiano. Di recente ha pubblicato: La critica imprevista. Politica, teologia e patriarcato in Mary Astell (EUM, 2020); Il fermento femminile. Marx e la critica del patriarcato (con Roberta Ferrari) in GlobalMarx. Storia e critica del movimento sociale nel mercato mondiale (che ha curato con Matteo Battistini e Maurizio Ricciardi, Meltemi, 2020).

domenica 8 marzo 2020

Schola cordis

Schola cordis
Indagini sul cuore medievale: letteratura, teologia, codicologia, scienza
A cura di Donatella Manzoli e Patrizia Stoppacci
pp. XII-267, € 44,00
Sismel, 2020
ISBN: 978-88-8450-548-4

D. Manzoli, Prefazione. G. Lettieri, L’estaticità del «cor» nelle Confessiones di Agostino - D. Manzoli, Per l’archeologia della rima cuore amore - P. Garbini, «Et cor rhetorici fomite gurgitis». Cardiologie della retorica normanna - A. Bartola, «Affectus cordis» e «liber cordis». Tracce e testimonianze dalla letteratura cisterciense del XII secolo - E. Bartoli, La posta del cuore. Situazioni, lessico, interlocutori nell’epistolografia sentimentale del XII secolo - P. Stoppacci, I palpiti del libro. Semantiche e morfologie del ‘cuore medievale’ tra medicina, letteratura e arte - I. Ventura, I «mali del cuore»: per una classificazione delle patologie cardiache nella medicina medievale - M. Oldoni, Filippo il cancelliere e il cuore che rivela - P. Stoppacci, Postfazione. P. Garbini, Per il sonetto perduto di messer Antonio. Indici, a cura di P. Stoppacci e S. Teucci.

mercoledì 6 novembre 2019

I gemelli nel Medioevo

I gemelli nel Medioevo
Questioni filosofiche, mediche e teologiche
di Gabriella Zuccolin
pp. 230, € 18,00
Ibis Edizioni, 2019
ISBN: 8871646169

Nelle ricerche contemporanee, i gemelli offrono un punto di vista privilegiato per provare a tracciare una possibile linea di demarcazione tra ciò che dipende dalla "natura" (dal patrimonio genetico) e ciò che è invece prodotto dalle condizioni ambientali e socio-culturali. Ma già nel Medioevo i gemelli avevano attirato l'attenzione di medici e maestri universitari per la possibilità di avvalersene come banco di prova per i propri modelli teorici. Il volume si propone una prima ricognizione dei dibattiti medievali sui gemelli, tenendo conto dell'intersezione tra istanze epistemologiche diverse: mediche, morali, filosofiche e teologiche. I gemelli permettono in effetti ai medievali non solo di ripensare le teorie sulla generazione umana ereditate dal mondo greco-romano, ma anche di valutare le pretese scientifiche di discipline come la fisiognomica e l'astrologia, di indagare il modo in cui la grazia diversifica la natura, e di testare (soprattutto attraverso la teratologia e i casi di gemelli congiunti) una serie di ipotesi sull'irripetibilità delle complessioni, sull'unicità o pluralità delle forme nel composto umano e sulla costituzione dell'identità individuale.

venerdì 31 maggio 2019

Maria nel Medioevo fra antropologia e teologia

Maria nel Medioevo fra antropologia e teologia
di Kari Elisabeth Børresen
pp. 256, € 24,00
Edizioni Il Pozzo di Giacobbe, 2019
ISBN: 978-88-6124-760-4
  
Alla morte di Kari E. Børresen, nell'aprile del 2016, alcune sue colleghe e amiche (Sara Cabibbo, Franca Ela Consolino, Cettina Militello, Marinella Perroni, Emanuela Prinzivalli) hanno deciso di renderle omaggio pubblicando in traduzione italiana una delle sue prime opere, Anthropologie médiévale et théologie mariale (Oslo 1971), e rendere così partecipe anche il pubblico italiano di uno degli apporti magistrali del pensiero della grande ricercatrice norvegese. La sua investigazione sul rapporto tra antropologia medievale e mariologia ha infatti segnato un punto di non ritorno della riflessione mariologica. Benché datata, quindi, essa non può comunque essere ignorata dalle nuove generazioni di studiosi, a cui il metodo di indagine di Kari Børresen mostra come soltanto la ricerca storica possa fornire lo strumentario adatto a un’adeguata comprensione della mariologia oltre che di tutta la storia del pensiero teologico. Da studiosa di storia delle idee e, in particolare, come studiosa dell’interazione fra linguaggio su Dio e antropologia, Børresen concentra il suo interesse sulla tarda antichità e sul medioevo, una stagione quanto mai decisiva per l’elaborazione dottrinale della teologia cristiana in cui affonda le sue radici, in modo tutto particolare, il pensiero mariologico. Da femminista, poi, Børresen cerca di portare alla luce i motivi alla base di quel forte androcentrismo che connota la teologia cattolica tradizionale e di cui il pensiero mariologico è stato e continua a essere uno dei vettori più potenti. La traduzione del saggio di Børresen è seguita da un suo articolo sullo stesso tema, apparso nel 1983 sulla rivista Concilium. Completano il libro una prefazione di Cettina Militello e una postfazione di Arianna Rotondo, alla quale si deve anche la cura dell’intero volume.