Visualizzazione post con etichetta giudicati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giudicati. Mostra tutti i post

domenica 17 dicembre 2023

Il tempo dei Giudicati

Il tempo dei Giudicati
La Sardegna medievale dal X al XV secolo d.C.
di A.A.V.V.
pp. 380; € 79,00
Ilisso Edizini, 2023
ISBN: 978-88-6202-430-3

È il volume conclusivo della collana “Cultura, storia e archeologia della Sardegna”.

Siamo nel pieno periodo medievale sardo, caratterizzato dal formarsi dei quattro Regni autoctoni – i Giudicati. Seguendo l’approccio divulgativo della collana, l’opera fornisce una panoramica dei principali aspetti di questo periodo straordinario per la Sardegna, in cui re e regine, condottieri, diplomatici, legislatori, monaci intrecciano le loro vicende con la Storia.
Sono esaminati gli eventi locali e internazionali legati ai Giudicati e alle Signorie, mettendo in evidenza gli aspetti sociali, economici, culturali e religiosi. Le testimonianze materiali, monumentali, artistiche e documentarie sono utilizzate per raccontare e mettere in luce la vita, la società e l’economia delle genti che vissero in queste realtà medievali autoctone.
Così come i nuraghi, i castelli medievali e le chiese romaniche rappresentano nella coscienza collettiva dei sardi un vessillo identitario, emblema di un periodo nel quale la Sardegna non era soggiogata da nessuna dominazione esterna. Proprio i castelli e i primi nuclei urbani sono dettagliatamente documentati con tavole illustrate ricostruttive e fotografie da drone.

domenica 20 settembre 2020

Linguaggi e rappresentazioni del potere nella Sardegna medievale

Linguaggi e rappresentazioni del potere nella Sardegna medievale
a cura di Alessandro Soddu
pp. 400, € 39,00 (Acquista online con 5% di sconto)Carocci, 2020
ISBN: 9788843099412


A partire dal tardo XI secolo, i regni giudicali di Cagliari, Torres, Arborea e Gallura si aprono a una vasta rete di rapporti mediterranei, per essere poi travolti – nel pieno Duecento – dall’espansionismo del Comune di Pisa e da forme di dominio signorile (Doria, Malaspina, Della Gherardesca) e comunale (Sassari) collegate alla stessa Pisa e a Genova. Su questo quadro, con l’avvento dei Catalano-Aragonesi si innesterà e poi sostituirà, durante i secoli XIV e XV, la dimensione unificante del regno di Sardegna, a lungo alleato dell’unico potentato locale superstite, il giudicato di Arborea. L’attenzione degli studiosi per la geografia politica ha finora lasciato in secondo piano il ruolo delle élites sarde, che appaiono partecipi e interpreti dei cambiamenti (il caso di Sassari in questo senso è paradigmatico). In un contesto così articolato, è possibile osservare da diverse angolature una varietà di linguaggi e rappresentazioni del potere, che attingono dalla tradizione bizantina o sono l’espressione dell’egemonia pisana e genovese, prima, e della Corona d’Aragona, poi, oltre che essere il frutto dell’originale rielaborazione operata nell’ambito dei quattro regni giudicali. Una pluralità di segni che riflette la ricchezza e complessità dei processi storico-culturali che interessano la Sardegna durante tutto il basso Medioevo.
Alessandro Soddu è professore associato nel Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari, dove insegna Storia medievale e Storia degli insediamenti medievali.

domenica 12 aprile 2020

Judikes - La trilogia

Judikes - La trilogia
di Vindice Lecis
pp. 594, € 24,96 (Acquista online)
Condaghes Edizioni, 2020
ISBN: 978-88-7356-706-6
 
C’è un medioevo, quello sardo, che ha prodotto singolari e originali forme di governo – i giudicati – che fecero la propria parte tra le grandi potenze europee dall’XI al XV secolo: trattarono e combatterono; divennero interlocutori di papi e imperatori; litigarono e strinsero intese con consoli pisani e genovesi, regnanti di Barcellona ed emiri musulmani. I giudici ebbero un ruolo nel Mediterraneo, modellarono una statualità e un corpus di leggi, esercitarono la giustizia ed elessero il sardo a lingua nazionale.
In questa trilogia la Sardegna del Medioevo rivive tra palazzi, monasteri, condaghes e castelli. Una Sardegna partecipe della grande Storia: con le sue leggi, le sue istituzioni, le sue strutture sociali, e inserita nei rapporti tra gli Stati dell’epoca. Una Sardegna dove sovrani, ecclesiastici, soldati, majorales, oppure semplici servi sono protagonisti di vicende appassionanti, ma anche aspre e violente. Ricca di avventura e di azione, sostenuta da una puntigliosa ricostruzione dei fatti, la trilogia consente di conoscere a fondo quel grande momento storico della Sardegna che è stata l’epoca dei Giudicati.

lunedì 10 febbraio 2020

Luogosanto medievale: archeologia e comunità

Luogosanto medievale: archeologia e comunità
Dagli scavi del Palazzo di Baldu un percorso di archeologia pubblica in Sardegna
di Fabio Pinna
pp. 182, € 16,00
Morlacchi Editore, 2019
ISBN: 9788893921329
 
A Luogosanto, in Gallura, un intervento di restauro - resosi necessario nel corso degli anni Novanta del XX secolo per la conservazione dei resti del Palazzo di Baldu - e di realizzazione di un percorso di accesso al sito, si è progressivamente trasformato, attraverso i piccoli passi dei soggetti direttamente coinvolti (Amministrazione comunale, Soprintendenza, Università di Cagliari), in un progetto culturale di ampio respiro, in cui si integrano le esigenze della ricerca archeologica e della didattica universitaria, le opportunità per la formazione culturale della comunità locale, la valorizzazione turistica del sito e la creazione, a partire da esso, di specifici itinerari. Il percorso di ricerca, ancora in corso, offre dati oggettivi sul medioevo sardo e, in particolare, sulle dinamiche interne e sulle relazioni mediterranee del 'giudicato di Gallura' e consente di proporre una serie di riflessioni sull'apporto della ricerca archeologica alla crescita delle piccole comunità.
Fabio Pinna, laureato in Archeologia medievale all’Università di Cagliari, ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologie e antichità postclassiche all’Università di Roma ‘La Sapienza’. Insegna Archeologia cristiana e medievale, Archeologie postclassiche e Percorsi turistici e culturali nei corsi di laurea dell’ateneo cagliaritano e Archeologia postmedievale alla Scuola di specializzazione in Beni archeologici della stessa università. Ha svolto varie ricerche archeologiche sul campo ed è autore del volume ‘Archeologia del territorio in Sardegna. La Gallura tra tarda antichità e medioevo’ (Cagliari 2008). È direttore scientifico dell’indagine archeologica nel sito del Palazzo di Baldu e coordinatore della ‘Scuola di Archeologia e Comunità’ di Luogosanto.

venerdì 22 novembre 2019

Il Giudicato di Gallura

Il Giudicato di Gallura
Le vicende, la società, i personaggi di un “regno” mediterraneo
di Corrado Zedda
pp. 155, € 14,00
Arkadia Editore, 2019
ISBN: 978 88 68512088

Si scrive spesso che il Giudicato di Gallura sia quello di cui meno si conoscono le vicende, penalizzato com’è dalla penuria di documentazione. Si dice anche che sia stato un giudicato poverissimo, per via dei terreni poco fertili e sassosi. Si dice, infine, che sia stato un giudicato marginale, schiacciato dalla storia più conosciuta e apparentemente più prestigiosa degli altri tre regni dell’Isola. Sono tutte affermazioni ingenerose e, in gran parte, esagerate; ma, purtroppo, questo insieme di luoghi comuni ha generalmente distratto gli studiosi dal proporre delle sintesi approfondite e meditate sulla storia del giudicato gallurese, che ne esaminassero complessivamente gli aspetti istituzionali, politici, ecclesiastici e socioculturali. Il saggio di Corrado Zedda illustra come il Giudicato di Gallura possedette una sua peculiare identità culturale e una storia assolutamente non marginale nel contesto del Medioevo euromediterraneo. Anche le figure dei giudici galluresi sono tratteggiate in modo da comprendere più profondamente la politica di questi personaggi, i quali seppero inserirsi pienamente in un contesto internazionale mutevole e complesso, che univa i destini della Sardegna giudicale con quelli della Sede Apostolica, del Sacro Romano Impero, delle repubbliche marinare e dei grandi monasteri de tempo.
Corrado Zedda Laurea e doppio dottorato di ricerca in storia medioevale, diploma in archivistica e paleografia, ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Filologia Classica e Glottologia dell’Università di Cagliari e il Dipartimento di Studi Storici e Artistici dell’Università di Palermo. Ha effettuato inoltre ricerche in diversi archivi internazionali. È contrattista presso l’Università di Corte (Francia) in collaborazione col Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università di Cagliari.

mercoledì 17 gennaio 2018

Mariano IV d´Arborea e la Guerra nel Medioevo in Sardegna

Mariano IV d´Arborea e la Guerra nel Medioevo in Sardegna
di Andrea Garau
pp. 240, € 18,00
Condaghes Edizioni, 2017
ISBN: 978-88-7356-297-9
 
«La dimensione della guerra, in tutte le sue innumerevoli sfaccettature, si rivela nel presente studio il punto di vista attraverso cui osservare la realtà del Giudicato d´Arborea nella Sardegna del XIV secolo.
La dettagliata analisi dell´emblematica figura dello judike arborense Mariano IV de Bas Serra e del suo operato nel lungo conflitto con la Corona d´Aragona accompagna il lettore in un innovativo viaggio nell´universo bellico sardo, alla scoperta delle strutture dell´esercito giudicale, delle strategie utilizzate e delle risorse impiegate, tanto umane, quanto logistiche, politiche e diplomatiche.
Un approfondito e costante confronto con i diversi scenari dell´Europa medievale conduce al pieno inserimento della Sardegna nella più ampia realtà esterna ai suoi confini, con l´obbiettivo di sconfiggere il dilagante, diffuso paradigma che lega il concetto di isola a quello di isolamento, tanto nello studio del passato quanto nella comprensione del presente.»
«Nel XIV secolo, mentre nelle principali corti europee la diffusione delle compagnie di ventura anticipava lo sviluppo dei primi eserciti permanenti, la Sardegna giudicale era caratterizzata da un sistema più vicino alla partecipazione collettiva dei popoli in armi altomedievali, in cui ogni individuo partecipava alle attività di produzione così come alla difesa del territorio. Questo particolare sistema troppo spesso è stato letto come un segno evidente di ritardo, laddove, piuttosto, va analizzato nell´ottica della peculiarità: un complesso sistema gestionale e giuridico, fondato su un codice di leggi strutturato e innovativo, allontanano la realtà sarda da ogni velo di presunta arretratezza, rendendola una dimensione tanto caratteristica, quanto pienamente capace di affrontare il panorama bellico a essa contemporaneo.»
Andrea Garau (Cagliari, 1989). Laureato con lode in Storia e Società all´Università di Cagliari, frequenta il Dottorato in Storia, Beni Culturali e Studi Internazionali presso il medesimo Ateneo.
Autore di diversi articoli per la Deputazione di Storia Patria per la Sardegna, ha svolto il ruolo di Tutor universitario per il corso di Storia Medievale (Università di Cagliari). Membro fondatore dell´associazione di rievocazione storica Memoriae Milites, si occupa da anni della divulgazione della Storia della Sardegna presso enti e scuole di ogni ordine e grado, e in occasione di eventi culturali di ambito sardo ed europeo.

lunedì 26 giugno 2017

Il giudicato di Cagliari

Il giudicato di Cagliari
Storia, società, evoluzione e crisi di un Regno sardo
di Corrado Zedda
pp. 168, € 13,00
arkadia editore, 2017
ISBN: 978 88 68511 333

I giudicati furono un fenomeno storico peculiare della Sardegna. L’idea di fondo del presente studio nasce dalla necessità di superare una storia più idealizzata e monolitica che reale, per evidenziare i caratteri peculiari di una Sardegna che ebbe la sua importanza nel Medioevo euro mediterraneo. Il libro di Corrado Zedda illustra come il giudicato cagliaritano possedette una sua specifica identità culturale, riscontrabile particolarmente in una “grecità” esibita all’esterno, grazie all’uso di strumenti che si riallacciavano alla prestigiosa tradizione bizantina: carte e sigilli in caratteri greci o intitolazioni che richiamavano concessioni ottenute dal potere imperiale di Bisanzio. Partendo da questo iniziale background, il giudicato cagliaritano e i suoi sovrani seppero sviluppare un percorso storico originale che, passando per una piena integrazione all’interno della cristianità occidentale, negli anni della riforma gregoriana, si svilupperà nei secoli, portando alla definizione di un proto-Stato medioevale, che cercò di superare i limiti dell’organizzazione giudicale, nel tentativo di adeguarsi ai mutamenti che il mondo conobbe fra XII e XIII secolo.

giovedì 2 luglio 2015

Gonario II di Torres. Il re, il monaco e il guerriero

Gonario II di Torres. Il re, il monaco e il guerriero
di Gabriele Colombini
pp. 96, € 10,00
Arkadia Editore, 2015
ISBN: 978 88 68510 602

Figura poco conosciuta del Medioevo europeo, Gonario II ebbe fin da fanciullo una vita avventurosa quando, alla morte del padre, il suo trono sul giudicato di Torres venne occupato da altri. Dopo diverse peripezie e grazie alla sua intelligenza Gonario riuscì a recuperare il potere ed eliminare in modo violento i suoi avversari. Inizia da qui un lungo regno in cui si impegnerà per rafforzare il proprio Stato, dare impulso all’economia e salvaguardare i diritti dinastici messi in pericolo da fazioni e potentati vicini. Tutto questo avrà termine quando Gonario deciderà di abbandonare tutto, per seguire il sogno del viaggio in Terra Santa, nelle vesti di cavaliere. Viaggio che lo porterà lontano e ne farà un uomo nuovo e diverso, capace di intessere relazioni con San Bernardo di Chiaravalle e altri eminenti personaggi dell’epoca. Con questa biografia l’autore dona nuova luce a un periodo, il XII secolo sardo, ancora per molti versi oscuro.
Gabriele Colombini è nato a Livorno nel 1969, si è laureato in Storia Medievale presso l’Università di Pisa con Marco Tangheroni e ha ottenuto poi il Dottorato di Ricerca con una tesi dal titolo Flores apparuerunt et vox turturis audita est in terra nostra. Storia dell’Ordine Cistercense in Toscana (diocesi di Pisa, Lucca e Volterra) dall’XI al XIII secolo, orientando i propri interessi verso lo studio del monachesimo. Dal 2006 vive e lavora in Sardegna. Autore di numerosi saggi e articoli, collaboratore della rivista «Medioevo», nel 2009 è risultato vincitore di una Borsa di Ricerca per giovani ricercatori finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna, grazie alla quale ha potuto sviluppare il presente progetto e interessarsi allo studio dell’espansione monastica del basso Medioevo nella nostra isola. Nel 2015 è divenuto direttore editoriale della collana "Historica paperbacks" di Arkadia, curando da quel momento tutti i suoi volumi.