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venerdì 10 gennaio 2025

Nel Regno del lusso

Nel Regno del lusso
I consumi di pregio nei domini degli Angiò (secc. XIII-XIV)
di Mariarosaria Salerno
pp. 216; € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2025
ISBN: 9788829028368

Nel tardo Medioevo le nuove mode dell’abbigliamento irrompono in Europa a un ritmo sempre più sostenuto, con la loro natura ambivalente; così il lusso, che attraverso i secoli ha avuto confini variabili, manifesta una frontiera ancor più delicata, tra necessità e superfluo. Il volume analizza i meccanismi dei consumi di abbigliamento, in particolare di lusso, alla corte degli Angiò e nelle gerarchie laiche, tra il Regno di Sicilia e la Francia, sede dei domini originari, nel periodo tra il XIII e il XIV secolo, quando la moda si impone come parte della cultura delle corti europee. La gerarchia delle apparenze, rivelata dai tessuti e dalle fogge degli abiti, si interseca con le modalità e le strategie del potere; gli indicatori del lusso mostrano l’eventuale unità di intenti con la monarchia, momenti di ascesa o di decadenza delle élite. Al centro della riflessione è altresì la questione della regolamentazione delle apparenze e del lusso, con le ragioni etiche, politiche, sociali, economiche che l’hanno determinata.
Mariarosaria Salerno è professoressa associata di Storia medievale all’Università della Calabria. È membro dell’International Conference of Mediterranean Worlds, del Mediterranean Knowledge, International Centre for Studies and Research, della Scuola dottorale di alta formazione Mondi mediterranei e Italia meridionale nel Medioevo. Si occupa di storia del Mezzogiorno, nel più ampio contesto mediterraneo, di storia del costume, di ordini monastici, privilegiando aspetti economico-sociali.

venerdì 29 aprile 2022

Vento di libertà

Vento di libertà
di Lelio Bonaccorso
prefazione di Nadia Terranova
pp. 160, € 17,50
Tunuè, 2022
ISBN: 9788867903627
 
Nel 1266 la Sicilia, fino ad allora governata dalla dinastia svevo-normanna, passa sotto il dispotico giogo degli Angioini. Mentre i dominatori si permettono ogni libertà, il popolo si dibatte fra tributi insostenibili, fame e ingiustizia. In questo scenario si intrecciano le vite di Dina e Jacques: lei siciliana, lui francese, due mondi lontani, diversi, ma uniti da un sentimento profondo. Nel 1282 il malcontento popolare esplode nella rivoluzione del Vespro: al grido di Antudo si risvegliano le coscienze dei siciliani che con fierezza ovunque si ribellano agli oppressori. Spinte da un profondo amore per la libertà, due donne – la stessa Dina e la sua amica Clarenza – sfideranno la morte, lottando in nome di colei che infonde coraggio nei propri figli: la grande Sicilia, madre di vita e preziosa custode dei popoli.
 
Finzione e realtà storica si intrecciano perfettamente in un graphic novel che ci restituisce l’importanza di tematiche centrali, ieri come oggi: il pregiudizio verso lo straniero, il diverso, l’amore come motore per il raggiungimento della salvezza. Una storia al femminile che celebra il coraggio e la determinazione di due donne.
Lelio Bonaccorso è fumettista, illustratore e insegnante presso le Scuole del Fumetto di Palermo e Messina. Il suo primo graphic novel è Peppino Impastato, un giullare contro la mafia, sceneggiato da Marco Rizzo. La collaborazione si rinnova con Gli ultimi giorni di Marco Pantani, Primo, Que Viva el Che Guevara, su una versione a puntate di Gli Arancini di Montalbano per La Gazzetta dello Sport e su Jan Karski l’uomo che scoprì l’Olocausto. Nel 2014 pubblica 419 Africa Mafia, sceneggiato da Loulou Dédola e nel 2021 Caravaggio e la ragazza, scritto da Nadia Terranova. Con Tunué ha già pubblicato The passenger con Marco Rizzo e il regista Carlo Carlei.

domenica 20 febbraio 2022

I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500

I regni del Mediterraneo occidentale dal 1200 al 1500
La lotta per il dominio
di David Abulafia
pp. 352, € 22,00
Laterza, 2022
ISBN: 9788858147368
 
Dalla conquista dell’Italia meridionale e della Sicilia da parte dei Normanni nell’XI secolo alla creazione del Regno di Sicilia nel secolo successivo, la ricostruzione storica di David Abulafia si allarga fino alle due sponde del Mediterraneo, dalla Spagna ai Balcani, teatro vastissimo delle battaglie con le quali Angioini e Aragonesi si contesero il dominio sul Regno delle Due Sicilie. Ne viene fuori un’inedita storia dell’Italia del basso Medioevo e un quadro completo di un fondamentale periodo storico che illustra le principali realtà politiche del Mediterraneo occidentale in quei secoli: Catalogna-Aragona in Spagna, la casa d’Angiò in Francia e, sull’altra sponda, Sicilia, Sardegna e Italia meridionale dominate alternativamente ora dall’una ora dall’altra casata.
David Abulafia, tra i maggiori studiosi dell’Italia medievale, è professore emerito di Storia del Mediterraneo dell’Università di Cambridge. Tra i suoi libri in italiano: Federico II. Un imperatore medievale (Einaudi 1990); Le due Italie (Guida 1991); La scoperta dell’umanità. Incontri atlantici nell’età di Colombo (il Mulino 2010); Il grande mare. Storia del Mediterraneo (Mondadori 2013); Storia marittima del mondo (Mondadori 2020).

venerdì 12 febbraio 2021

Roberto il Saggio

Roberto il Saggio
Biografia di Roberto d'Angiò «Un Re da sermone»
di Guido Iorio
pp. 222, € 14,00
Francesco D'Amato editore, 2021
EAN: 9788855250405
 
Biografia di un sovrano controverso, oscillante tra le responsabilità politiche e belliche derivanti dal suo ruolo di capo della Lega Guelfa in Italia e il suo desiderio di cultura e spiritualità sincera che gli valsero la memoria ora di sovrano Saggio da parte dei suoi ammiratori, ora di "Re da Sermone" secondo il giudizio poco lusinghiero di Dante. Sullo sfondo, il contesto del travagliato tramonto delle fortune angioine nel sud Italia, tra l'incipiente crescita della prepotenza baronale e l'intrinseca debolezza della stessa Corona partenopea al momento del suo passaggio nelle mani di Giovanna I.
Guido Iorio è docente Ordinario di Storia presso la Scuola Militare dell’Esercito Italiano Nunziatella di Napoli.

lunedì 21 marzo 2016

«Ioachim posuit verba ista»

«Ioachim posuit verba ista»
Gli pseudoepigrafi di Gioacchino da Fiore dei secoli XIII e XIV
a cura di Gian Luca Potestà e Marco Rainini
pp. 318, € 35,00 (acquista online con lo sconto del 15%)
Viella, 2015
ISBN: 9788867284924 


Nel secolo successivo alla morte di Gioacchino da Fiore (1202), numerosi furono i commenti profetici, i vaticini e gli oracoli creati e fatti circolare sotto il suo nome, per essere utilizzati come strumenti di propaganda politico-ecclesiastica. Al genere pseudoepigrafico fecero ricorso soggetti disparati, accomunati dall’intento di proiettare e consacrare nella luce profetica e apocalittica del veggente dei tempi ultimi gli scontri in cui erano coinvolti: la pluriennale lotta fra la Chiesa romana e Federico II e la sua discendenza, i conflitti fra angioini e aragonesi per la corona di Sicilia, le tensioni negli ordini religiosi e gli urti nel collegio cardinalizio degli anni di Celestino V e di Bonifacio VIII.
Questo volume offre una panoramica complessiva su tale produzione letteraria, considerata con specifica attenzione alla tradizione manoscritta, alla circolazione e diffusione delle singole opere, ai contesti storici in cui presero forma e alle mutevoli finalità polemiche cui furono destinate nel corso del tempo. Nel delineare un bilancio pressoché completo della produzione pseudogioachimita tra secolo XIII e primo decennio del XIV, il volume mostra un versante poco esplorato ma decisivo ai fini di una comprensione integrale del profilo attribuito a Gioacchino nel corso del tempo. Solo nel secolo XIX ci si rese infatti conto che le opere più aspramente polemiche fino ad allora ritenute dell’abate calabrese non erano sue.
Gian Luca Potestà è professore di Storia del cristianesimo e delle chiese presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Marco Rainini è ricercatore in Storia del cristianesimo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.
 

venerdì 12 settembre 2014

Descripcio Victorie Beneventi

Descripcio Victorie Beneventi
di Andreas Ungarus
a cura di Fulvio Delle Donne
pp. LIV, 142, € 21,25 (scontato nel sito ISIME)
ISIME, 2014
ISBN: 978-88-98079-15-5

Sebbene sia stata solitamente negletta e spesso totalmente ignorata, la Descripcio victorie Beneventi di Andrea Ungaro merita senza alcun dubbio di essere riscoperta.
L’operetta, di cui qui si fornisce una edizione critica assolutamente nuova (la prima completa), accompagnata da traduzione italiana, è la fonte più dettagliata sulla battaglia combattuta tra Manfredi di Svevia e Carlo I d’Angiò a Benevento il 26 febbraio 1266. Composta probabilmente nel 1282, in occasione dello scoppio dei Vespri Siciliani (anche se non possono essere escluse fasi redazioni precedenti), fornisce importantissime informazioni sulla battaglia che segnò un momento cruciale nella storia dell’Italia, dell’Impero, della Chiesa e quindi del mondo, perché mise fine al dominio della dinastia degli Hohenstaufen aprendo la strada all’affermazione della stirpe angioina, destinata a regnare, in Italia, per circa due secoli. Usando, infatti, e trascrivendo interamente alcune epistole inviate, nelle ore immediatamente successive alla conclusione della battaglia, da alcuni importanti protagonisti dello scontro bellico (tra questi lo stesso Carlo I d’Angiò), porta alla nostra conoscenza dettagli sostanziali sugli schieramenti in campo, sulle fasi del combattimento, sul ritrovamento, dopo alcuni giorni, del corpo di Manfredi.
Tuttavia, la Descripcio victorie Beneventi, ben scritta ed elaborata nello stile fiorito e ornato che caratterizza la prosa retorica del secolo che vide il trionfo dei dictatores, non esaurisce i motivi di interesse esclusivamente con la relazione sulla battaglia di Benevento, o con quella della federiciana porta di Capua, di cui pure viene offerta la prima accurata descrizione. Infatti, essa aggiunge una importante tessera al mosaico della cultura europea: quella retorico-letteraria e quella politico-propagandistica di un’epoca che, in seguito alla alterazione degli antichi equilibri, sprigionò quelle nuove energie, che, inarrestabilmente, avrebbero condotto all’Europa degli stati nazionali, i quali, al di fuori e talora contro l’Impero e la Chiesa, non sarebbero più stati disposti a riconoscere la superiorità di autorità egemoniche e assolute, ma, allo stesso tempo, troppo distanti e incorporee.

mercoledì 4 giugno 2014

Descripcio victorie Beneventi

Descripcio victorie Beneventi
di Andreas Ungarus
a cura di Fulvio Delle Donne
pp. LIV, 142, € 25,00
ISIME, 2014
ISBN: 978-88-98079-15-5

Sebbene sia stata solitamente negletta e spesso totalmente ignorata, la Descripcio victorie Beneventi di Andrea Ungaro merita senza alcun dubbio di essere riscoperta.
L’operetta, di cui qui si fornisce una edizione critica assolutamente nuova (la prima completa), accompagnata da traduzione italiana, è la fonte più dettagliata sulla battaglia combattuta tra Manfredi di Svevia e Carlo I d’Angiò a Benevento il 26 febbraio 1266. Composta probabilmente nel 1282, in occasione dello scoppio dei Vespri Siciliani (anche se non possono essere escluse fasi redazioni precedenti), fornisce importantissime informazioni sulla battaglia che segnò un momento cruciale nella storia dell’Italia, dell’Impero, della Chiesa e quindi del mondo, perché mise fine al dominio della dinastia degli Hohenstaufen aprendo la strada all’affermazione della stirpe angioina, destinata a regnare, in Italia, per circa due secoli. Usando, infatti, e trascrivendo interamente alcune epistole inviate, nelle ore immediatamente successive alla conclusione della battaglia, da alcuni importanti protagonisti dello scontro bellico (tra questi lo stesso Carlo I d’Angiò), porta alla nostra conoscenza dettagli sostanziali sugli schieramenti in campo, sulle fasi del combattimento, sul ritrovamento, dopo alcuni giorni, del corpo di Manfredi.
Tuttavia, la Descripcio victorie Beneventi, ben scritta ed elaborata nello stile fiorito e ornato che caratterizza la prosa retorica del secolo che vide il trionfo dei dictatores, non esaurisce i motivi di interesse esclusivamente con la relazione sulla battaglia di Benevento, o con quella della federiciana porta di Capua, di cui pure viene offerta la prima accurata descrizione. Infatti, essa aggiunge una importante tessera al mosaico della cultura europea: quella retorico-letteraria e quella politico-propagandistica di un’epoca che, in seguito alla alterazione degli antichi equilibri, sprigionò quelle nuove energie, che, inarrestabilmente, avrebbero condotto all’Europa degli stati nazionali, i quali, al di fuori e talora contro l’Impero e la Chiesa, non sarebbero più stati disposti a riconoscere la superiorità di autorità egemoniche e assolute, ma, allo stesso tempo, troppo distanti e incorporee.

venerdì 3 gennaio 2014

L'Ungheria angioina

L'Ungheria angioina
a cura di Enikő Csukovits
pp. 344, € 28,00
Viella, 2013
ISBN: 9788867281763
 
Mentre la popolazione europea era in grande fervore per il primo Giubileo indetto a Roma nel 1300, sul mare Adriatico tre navi provenienti dalla Puglia si dirigevano verso le rive della Dalmazia. A bordo un bambino di 11 anni con una ristretta scorta: Caroberto, nipote di Carlo II re di Sicilia, in viaggio verso l’Ungheria per concretizzare la pretesa al trono della famiglia e per prendere possesso del paese. Caroberto veniva incoronato re d’Ungheria col nome di Carlo I nel 1301: è da questa data che ha inizio il dominio quasi secolare della casata degli Angiò in Ungheria, ed è proprio grazie agli Angiò che in Italia durante il XIV secolo si sente parlare spesso degli Ungheresi.
La memoria degli intensi e multiformi rapporti italo-ungheresi del XIV secolo non è tuttavia sempre ben conosciuta in Italia, e persino la letteratura scientifica relativa agli Angiò dedica poco spazio al ramo ungherese della dinastia o al suo dominio in Ungheria. Il presente volume intende dunque colmare questa evidente lacuna, offrendo al lettore le riflessioni degli studi più aggiornati in materia.
I nove saggi del volume mirano a presentare le strutture istituzionali del Regno d’Ungheria durante la dominazione angioina. Le relazioni qui contenute toccano sia le istituzioni centrali di governo che quelle periferiche, le basi del potere reale così come quelle dei signori territoriali, ma anche i luoghi e i simboli più rappresentativi delle manifestazioni del potere.
Enikő Csukovits è ricercatore presso il Centro per le Ricerche Umanistiche dell’Accademia d’Ungheria delle Scienze, Istituto di Storia (Budapest). Le sue ricerche si concentrano sulla storia dell’Ungheria nei secoli XIV-XV, con particolar attenzione alla storia politica, sociale e della mentalità.
Indice:
Enikő Csukovits, Introduzione. La dinastia degli Angiò e l’Ungheria (p. 7-22)
Attila Zsoldos, Province e oligarchi. La crisi del potere reale ungherese fra il XIII e il XIV secolo (p. 23-58)
Enikő Csukovits, Le innovazioni istituzionali nell’età angioina e i loro parallelismi napoletani (p. 59-119)
Pál Engel, Struttura sociale e politica dell’Ungheria in epoca angioina (p. 121-138)
István Tringli, Le contee in Ungheria nel periodo degli Angiò (p. 139-178)
Richárd Horváth, I castelli e i loro signori nell’Ungheria dell’epoca degli Angiò (p. 179-204)
Boglárka Weisz, Entrate reali e politica economica nell’età di Carlo I (p. 205-236)
Enikő Spekner, Sedi reali nell’Ungheria dell’età angioina (p. 237-263)
László Veszprémy, L’ordine di San Giorgio (p. 265-282)
György Rácz, L’araldica dell’età angioina (p. 283-324)
Indice dei nomi e dei luoghi (p. 325-339)
Gli autori (p. 341-342)

martedì 12 marzo 2013

Per conservare la pace

Per conservare la pace
I Giustizieri del regno di Sicialia da Carlo I a Carlo II d'Angiò
di Serena Morelli
pp. XXIV-428, € 28,89
Liguori Editore, 2013
ISBN: 978-88-207-5732-8

La costruzione di un’elite dirigente, i Giustizieri, e l’analisi delle competenze dell’istituto di giustizierato, addetto al controllo delle periferie e delle province del Regno in età angioina, costituiscono il grande tema delle biografie di un gruppo di ufficiali dalle caratteristiche piuttosto omogenee. Scelte, modalità d’impiego e comportamenti di questo personale amministrativo sono analizzati negli aspetti storiografici e geografici. La lunga durata di questa istituzione nelle relazioni economico-politiche con i paesi dell’area mediterranea propone nel libro interpretazioni innovative sul mantenimento del potere. Una complessa ricerca che illumina percorsi difficili della storia.
Serena Morelli, già borsista all’Istituto Italiano di Studi Storici, dell’École Française de Rome e dell’Istituto Internazionale di Storia Economica, è ricercatrice di Storia Medievale presso la Facoltà di Lettere della Seconda Università di Napoli. Specialista di storia sociale e politico-istituzionale dell’età angioina, ha pubblicato negli anni 1994-2009 molti studi sull’argomento. Suo il volume Le carte di Léon Cadier della Bibliothèque Nationale de France. Contributo alla ricostruzione della Cancelleria angioina, Roma 2005.