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mercoledì 22 aprile 2020

Las leys d'amors. Redazione lunga in prosa

Las leys d'amors. Redazione lunga in prosa
Edizione critica a cura di Beatrice Fedi
pp. VIII-910, € 120,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-967-3
Sulla genesi e la ricezione dell’ampio progetto di divulgazione metrico-retorica e grammaticale elaborato attorno alla metà del XIV secolo a Toulouse dai membri del Concistori votati alla diffusione della Gaya Sciensa e tràdito con il titolo di Leys d’Amors o Flors del Gay Saber restano ancora molti interrogativi. Il corpus consta di tre versioni, di cui due in prosa ed una metrica per un totale di quattro manoscritti ed un frammento. La presente edizione critica, che ha per oggetto la redazione lunga in prosa, è la prima basata su di una recensio completa e concepita per documentare le diverse fasi elaborative dell’opera: il manoscritto base si caratterizza infatti come opus in fieri dalle numerose ed articolate riscritture. La scelta di un’edizione genetica è inoltre motivata dalla volontà di offrire uno strumento che permetta di indagare sui rapporti con le altre redazioni e con i dottrinari coevi o che dalle Leys d’Amors hanno preso ispirazione, nell'intento di contribuire a incrementare la conoscenza della tradizione e della cultura trobadorica che caratterizza il Trecento occitano-catalano.
Beatrice Fedi è Ricercatore del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderna all'Universtà degli Studi"G. d'Annunzio".

sabato 17 agosto 2019

Montaillou

Montaillou
Storia di un villaggio occitanico durante l'inquisizione
di Emmanuel Le Roy Ladurie
Traduzione di Giovanno Bogliolo
pp. 670, € 39,00
Il Saggiatore, 2019
ISBN: 9788842825425 
 
Dal 1318 al 1325 a Montaillou, piccolo paese dell’Occitania meridionale, il tribunale dell’Inquisizione indaga per sradicare gli ultimi resti dell’eresia catara. A capo del tribunale c’è un uomo fuori del comune: Jacques Fournier, vescovo di Pamiers e futuro papa Benedetto xii. Fournier è tenace, instancabile, parla a lungo con gli indagati, non delega responsabilità a subalterni e notai, sa distinguere in pochi minuti un eretico da un vero cattolico – una «specie di Maigret ossessivo e compulsivo».
Dal Registro d’Inquisizione di Fournier, Emmanuel Le Roy Ladurie ha ricostruito l’intero microcosmo del villaggio di Montaillou: il terrore dell’Inquisizione che si propaga come fuoco tra valli in cui tutti hanno qualcosa da nascondere e aspre montagne che recano l’impronta del demonio; la famiglia Clergue, che domina incontrastata Montaillou e in segreto aiuta i catari perseguitati; gli oppositori dei Clergue, che rischiano la vita per mano di sicari o, ironia della sorte, possono vedersi accusati di eresia. Sotto l’apparente tranquillità quotidiana, Jacques Fournier scopre un brulicare di violenza, menzogne, invidia e relazioni illecite che si rinnovano in un ciclo senza fi ne. E nemmeno la morte sembra recare pace. Se i catari, aborriti dalla Chiesa ufficiale, credono nella trasmigrazione delle anime, in molti giurano di veder vagare nella notte morti senza riposo: cavalieri che portano i segni del ferro che li ha uccisi e dame nobili e crudeli che non indossano più polsini di seta, ma catene di braci.
Montaillou è universalmente considerata l’opera più importante di Le Roy Ladurie, una pietra miliare di quella ricerca storiografica che, a partire dai documenti scritti, ricostruisce la vita quotidiana, le credenze e la psicologia di un’intera comunità. Queste pagine ci fanno rivivere un capitolo centrale dell’Inquisizione; soprattutto, attraverso i processi e gli interrogatori raccontati da Le Roy Ladurie possiamo penetrare in quel perturbante immaginario medievale di paure e superstizioni che, come un fiume sotterraneo, ha continuato a scorrere fino ai nostri giorni.
Emmanuel Le Roy Ladurie, allievo di Fernand Braudel ed esponente di spicco dell’École des Annales, è considerato uno dei più importanti storici francesi viventi. È stato direttore della Bibliothèque nationale de France e professore di Storia della civiltà moderna al Collège de France. Tra le sue opere pubblicate in Italia ricordiamo Il denaro, l’amore, la morte in Occitania (Rizzoli, 1983), I contadini di Linguadoca (Laterza, 1984) e Il Carnevale di Romans (Rizzoli, 1996).

sabato 28 gennaio 2017

Settecento anni di rivolte occitane

Settecento anni di rivolte occitane
di Gérard De Sède
pp. 352, € 12,00
Tabor edizioni, 2016
ISBN: 978-88 941842-0-4

L’Occitania è innanzitutto l’area di diffusione della lingua d’oc, parlata a sud della Loira, dalle Alpi ai Pirenei e dall’Atlantico al Mediterraneo. Ma è anche il luogo di una originale civiltà che al suo apogeo, nel XII e XIII secolo, fu aggredita e sconfitta in una guerra di conquista passata alla storia come la crociata contro i catari.
Da allora, per settecento anni, gli occitani non hanno mai smesso di ribellarsi e di difendere la loro libertà e identità contro il centralismo dello Stato francese. Le rivolte dei tuchini e dei croquants, le guerre dei camisards e delle demoiselles, le Comuni di Marsiglia e Narbonne, la sollevazione dei vignaioli del 1907, l’insurrezione del Larzac… sono solo alcuni degli episodi di questa lotta misconosciuta o deliberatamente cancellata che l’autore ripercorre in questo libro.
Una incursione appassionata nella storia dell’Occitania, la storia di una resistenza che non è affatto conclusa…