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martedì 26 novembre 2024

Scherza coi fanti e lascia stare i santi

Scherza coi fanti e lascia stare i santi
Giochi proibiti e divertimenti leciti nella Sicilia medievale
di Patrizia Sardina
pp. 256; € 28,00
Vita e pensiero, 2024
ISBN: 9788834358498

Il volume ripercorre in modo organico la storia dei giochi e degli spettacoli in Sicilia dall’età normanna alla fine del Quattrocento, alla luce della concezione del tempo libero propria dell’età medievale, attraverso fonti documentarie, edite e inedite, cronache, fonti iconografiche e archeologiche. Si dedica ampio spazio alla disamina delle attività ludiche proibite, censurate e controllate (in primo luogo il gioco d’azzardo e il ballo) che furono sottoposte alle critiche di pensatori cristiani e predicatori, attenzionate nei capitoli delle confraternite e nei confessionali, disciplinate dalle costituzioni regie e dai bandi comunali. Si rintracciano, poi, le testimonianze sulla diffusione del gioco degli scacchi nei diversi strati della società. Incoronazioni regie e cerimonie funebri, tornei e palii mostrano le tante sfaccettature del potere regio e viceregio che spettacolarizzavano eventi gioiosi e tragici per rinsaldare il legame tra i diversi ceti sociali, disposti in spazi ben delimitati secondo una precisa scenografia. Inoltre, è riservata speciale attenzione al ruolo della musica nella corte regia, alla presenza di suonatori indipendenti che, in occasione di matrimoni e feste, allestivano concerti in città grandi e piccole e si esibivano anche sul mare, e all’arte come fonte iconografica fondamentale per ricostruire la storia degli strumenti musicali. Si analizzano anche le attività ludiche degli ebrei, sottoposte alla gabella della iocularia, pagata in occasione delle nozze e delle nascite. Nell’isola, che annoverava la presenza di comunità consistenti e particolarmente attive sotto il profilo economico, gli artigiani ebrei si distinguevano nel campo della fabbricazione di strumenti musicali. Spettacoli e giochi potevano diventare luogo d’incontro tra cristiani ed ebrei che convivevano fianco a fianco nelle città siciliane, o palesarne la distanza.
Patrizia Sardina, professoressa ordinaria di storia medievale presso l’Università degli Studi di Palermo, si è occupata delle città siciliane nelle monografie Tra l’Etna e il mare (1995), Palermo e i Chiaromonte: splendore e tramonto di una signoria (2003) e Il labirinto della memoria (2011). In seguito, i suoi studi si sono concentrati sulla storia dei monasteri femminili, ai quali ha dedicato i libri Il monastero di Santa Caterina e la città di Palermo (2016) e Per gli antichi chiostri (2020). Dirige la rivista «Mediaeval Sophia» e coordina la rete internazionale di ricerca Consensus and Dissent in the Political, Religious and Social Life of Medieval Europe (11th-15th centuries). È, inoltre, responsabile, per l’unità di Palermo, del PRIN 2022 Truce as damage limitation in violent conflicts: language and practices of “treuga” in Medieval Italy (XII-XV Centuries).

martedì 8 novembre 2022

Rithmomachia. Alla riscoperta di un gioco medievale

Rithmomachia
Alla riscoperta di un gioco medievale
di Bruno Codenotti, Giovanni Resta
pp. 124, € 16,70 (Acquista online con il 5% di sconto)
Messaggerie Scacchistiche, 2022
ISBN: 9788898503285
 
Con questo libro gli autori ci invitano alla riscoperta di un gioco di strategia, la Rithmomachia, praticato dal Medioevo al Rinascimento, soprattutto da monaci ed eruditi, poi quasi del tutto dimenticato. Si tratta di una vera e propria battaglia tra cerchi, triangoli e quadrati a cui sono associati certi numeri, disposti su un tavoliere 8×16 che diventa il teatro di singolari scontri di natura aritmetica.
L’opera di Codenotti e Resta, entrambi ricercatori presso l’Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa, spiega e illustra con immagini le regole del gioco, la strategia e le più istruttive situazioni di gioco. Nelle ultime pagine in appendice sono raffigurati tutti i Cerchi, i Triangoli e i Quadrati che compongono il gioco, in modo che possano essere ritagliati ed eventualmente incollati su supporti di cartoncino o altro materiale rigido, per ottenere un set di gioco completo.
Bruno Codenotti è dirigente di ricerca del CNR presso l’Istituto di Informatica e Telematica di Pisa. `E stato direttore dell’Istituto di Matematica Computazionale del CNR dal 1993 al 2002. In precedenza, dopo aver ricevuto nel 1983 la Laurea in Scienze dell’Informazione presso l’Universit`a di Pisa, `e stato prima ricercatore e poi dirigente di ricerca presso l’Istituto di Elaborazione dell’Informazione del CNR.
Giovanni Resta è primo ricercatore all'Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa.

sabato 19 febbraio 2022

Stai fermo un girone. Un gioco per scoprire Dante e il suo mondo

Stai fermo un girone. Un gioco per scoprire Dante e il suo mondo
a cura di Guglielmo Barocci, Paolo Borsa, Rossana Guglielmetti, Luca Sacchi, Roberto Tagliani
Milano University Press, 2021
ISBN: 979-12-80325-39-6 
 
“Stai fermo un girone” è un gioco concepito sul modello del tradizionale “gioco dell’oca”, dedicato all’Inferno di Dante Alighieri e alle discipline della ricerca umanistica coinvolte nello studio del Medioevo.
Per avanzare e vincere non occorrono soltanto conoscenze sui canti, i personaggi e i temi infernali, ma ci si dovrà anche confrontare con diversi metodi di indagine applicati ai testi negli studi universitari: questa, anzi, sarà la porta d’accesso per guardare all’opera dantesca sullo sfondo dell’intero Medioevo, con la sua storia, le sue idee, la sua cultura, i problemi che si è posto e le risposte che ha provato a dare. Il gioco potrà servire a stimolare e consolidare l’apprendimento in studenti delle superiori che incontrino per la prima volta i versi danteschi, o essere occasione per tutti gli appassionati per rivivere e ricordare – in maniera più disimpegnata – letture del passato. Grazie ai suoi tre livelli di difficoltà, infatti, si adatta a tutti i giocatori, dai principianti agli esperti.
Il formato stampabile e ritagliabile permette a ciascuno di costruirsi il suo set di carte, segnalini e tavola da gioco e di immergersi nell’Inferno e nel mondo di Dante.
Guglielmo Barucci insegna Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa principalmente di Dante e Rinascimento. Su Dante, in particolare ha pubblicato un volume dedicato ai sogni purgatoriali (2012) e diversi articoli, specialmente sulla sua fortuna critica e letteraria nell’Ottocento.
Paolo Borsa insegna letteratura italiana presso il Dipartimento di Italiano dell’Università di Friburgo (CH). Collabora con il Centre for Medieval Literature di York e Odense ed è co-direttore delle riviste “Interfaces: A Journal of Medieval European Literatures” e “Rassegna europea di letteratura italiana”. Oltre a Dante, i suoi principali interessi di ricerca includono la letteratura italiana dei primi secoli e tra Sette e Ottocento.
Rossana Guglielmetti insegna Letteratura latina medievale presso l’Università degli Studi di Milano. Il suo principale campo di ricerca è lo studio della trasmissione dei testi del Medioevo latino e la loro edizione critica: ha pubblicato, fra l’altro, i commenti al Cantico dei Cantici di Gilberto di Stanford, Alcuino e Giusto d’Urgell (in tre volumi rispettivamente del 2002, 2004 e 2011), la Navigatio sancti Brendani (in un’editio minor del 2014 e una maior del 2017), i testi latini del codice Saibante (2019), la Visio Godeschalci (2021), studi sulla tradizione del Policraticus di Giovanni di Salisbury (in un volume del 2005 e in articoli più recenti) e di opere esegetiche patristiche e altomedievali, il catalogo dei codici agiografici della Biblioteca Laurenziana (2007) e i dossier latini di alcuni martiri. Al momento è impegnata soprattutto in studi sul genere delle visioni dell’aldilà nel Medioevo latino.
Luca Sacchi insegna Filologia e Linguistica Romanza presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa di narrativa romanza, in particolare di derivazione classica e tardoantica; ha studiato diverse rielaborazioni peninsulari in prosa e in versi del romanzo di Apollonio re di Tiro (suo il volume Historia Apollonii regis Tyri. Volgarizzamenti italiani, 2009). Ha dedicato inoltre vari studi all’enciclopedismo volgare di area iberica e galloromanza, ponendo a confronto testi accomunati dall’impianto dialogico (Le domande del principe. Piccole enciclopedie dialogiche romanze, 2009); in ambito castigliano si è concentrato sulla fase postalfonsina, studiando il Libro del Tesoro, la Gran Conquista de Ultramar e il Lucidario di Sancho IV di Castiglia, di cui prepara un’edizione critica.
Roberto Tagliani insegna Filologia e Linguistica romanza nell’Università degli Studi di Milano. Ha dedicato vari saggi alla diffusione della letteratura arturiana in Francia e in Italia, al romanzo medievale francese e alla letteratura didattico-religiosa del basso Medioevo italiano settentrionale. Ha curato l’edizione critica del Tristano Corsiniano (2011) e ha coordinato l’edizione critica, realizzata da un’équipe di studiosi diretta da Maria Luisa Meneghetti, del manoscritto Hamilton 390 (già Saibante) della Staatsbibliothek zu Berlin (Roma, Salerno Editrice, 2019).

venerdì 26 novembre 2021

Il gioco e la novellistica fra Tre e Quattrocento

Il gioco e la novellistica fra Tre e Quattrocento
di Matteo Sartori
pp. 160, € 25,00
Viella, 2021
ISBN: 9788833137780

Gli ultimi secoli del medioevo vedono l’affermarsi della novella, una narrazione breve che racconta vicende storiche o immaginarie offrendone una rappresentazione assai realistica e strettamente legata al contesto dell’epoca. Nelle novelle trovano posto numerosi passatempi, giochi e attività ludiche, attraverso cui si è tentato di cogliere come si modifichi la logica sottesa alla ludicità fra il Tre e il Quattrocento.
L’indagine si sviluppa per temi: partendo dal significato assunto dai concetti di ozio e di tempo, viene proposta un’interpretazione della novellistica come una sorta di gioco letterario, centrando l’attenzione sui giochi all’aperto – la giostra, il torneo, la caccia, la scherma – e sui giochi da tavolo – i dadi, le tavole, gli scacchi, la baratteria –, e infine la festa, la musica e la danza. 
L’analisi dei fenomeni ludici, considerati nella loro specificità ma anche sempre nelle loro connessioni reciproche, mette in luce i cambiamenti intercorsi nel passaggio fra i due secoli. Nel corso dell’epoca umanistica l’attenzione degli autori di novelle tende a privilegiare i giochi in grado di fornire un alto livello di spettacolarità, di rievocare i costumi della civiltà classica, nonché di marcare una netta distinzione di ceto sociale.
Matteo Sartori (Vicenza, 1988) si è laureato in Storia presso l’Università Ca’ Foscari, Venezia e presso l’Universidad Nacional de Tres de Febrero di Buenos Aires, con una tesi su giochi e novelle nei secoli XIV e XV. Nel 2014 la sua tesi di laurea ha ricevuto il riconoscimento delle Borse di studio Gaetano Cozzi da parte della Fondazione Benetton Studi Ricerche. Attualmente studia presso l’Universidad de Concepción (Cile) per il dottorato di ricerca in Storia. I suoi interessi principali sono rivolti alla storia della conoscenza nell’ambito degli studi scientifici e ambientali, con una specifica attenzione per le piante medicinali originarie del Sud America.

lunedì 30 novembre 2020

Giocare nel Medioevo

Giocare nel Medioevo
di Gian Carlo Ceccoli
pp. 128, € 28,00
AIEP Editore, 2020
ISBN: 88-6086-187-0
 
Vivere le esperienze che otto secoli fa hanno caratterizzato parte delle relazioni sociali presso le corti e nelle taverne dove le persone si incontravano e di frequente giocavano, magari anche d’azzardo.
L’autore intende far conoscere la storia di questi giochi da tavolo praticati nel medioevo in Europa, con il preciso obiettivo di spiegarne le regole, fornirne i materiali e le indicazioni per costruirli e giocarli. Il libro diventa  esso stesso un gioco, corredato da “tavolieri” e dalle relative “pedine”. Interessanti risultano le note storiche con un capitolo dedicato al gioco d’azzardo e alle relative norme di divieto. La parte centrale del lavoro di Ceccoli è dedicata alla spiegazione delle regole di gioco. A tal fine, quando il testo non risulti sufficiente per una perfetta comprensione del funzionamento, l’autore utilizza immagini e disegni esplicativi. Questa seconda edizione del libro aggiorna ed amplia la precedente, andata rapidamente esaurita,  con note storiche e regolamenti su diversi altri giochi utilizzati nel periodo medioevale. 
I giochi medievali vengono dettagliatamente presentati nel testo che si compone anche di sei i tavolieri  per giocare a:

• il gioco delle Tavole
• il gioco delle Tavole delle Quattro Stagioni
• il gioco dell’Alquerque
• il gioco degli Scacchi Aumentati
• il gioco del Brandub
• il gioco di Volpe e Oche

Le Tavole (comprensive delle pedine) e gli Scacchi andranno incollati su cartoncino e poi ritagliati. Saranno necessari anche tre dadi a 6 facce, che possono essere reperiti con facilità.

Giancarlo Ceccoli è uno dei più attenti e profondi conoscitori di giochi storici.
Fondatore dell’Associazione Sammarinese Giochi Storici, ha ottenuto significativi riconoscimenti per la cura e la capacità con cui gli antichi giochi da tavola vengono riproposti al pubblico anche dopo centinaia di anni. Ha scritto la prima edizione di Giocare nel Medioevo pubblicata nel 2004 e il libro manuale “La simulazione storica” (2006). Ha ideato il gioco di simulazione storica “Capitaneus et Defensor” ambientato nell’alto medioevo e nel rinascimento storico della Repubblica di San Marino (Aiep Editore).

sabato 19 settembre 2015

Il Castello di Fénis in Val d'Aosta

Il Castello di Fénis in Val d'Aosta
di Francesco Corni e Paolo Corni
pp. 132, € 40,00
Ink Line, 2015
ISBN: 8890814152

La nuova pubblicazione di Francesco Corni e Paolo Corni, edito da Ink Line. Il volume si compone di due parti: un libro cartaceo che spiega la storia del castello e 24 tavole da ritagliare e montare con cui costruire il modello 3D scala 1:100 del castello.
Il castello di Fénis, situato nell'omonimo comune, è uno dei più famosi manieri medievali della Valle d'Aosta.
Noto per la sua architettura scenografica, con la doppia cinta muraria merlata che racchiude l'edificio centrale e le numerose torri, il castello è una delle maggiori attrazioni turistiche della Valle. Il castello di Fénis è uno dei castelli medievali meglio conservati in Italia.