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venerdì 5 aprile 2024

Medicina e scienze della natura alla corte dei papi nel Duecento

Medicina e scienze della natura alla corte dei papi nel Duecento
Con un saggio introduttivo alla nuova edizione
di Agostino Paravicini Bagliani 
pp. XXXVII-405, € 82,00
Sismel, 2023
ISBN: 978-88-9290-278-7

Un filo rosso attraversa i saggi qui riuniti, ossia la presenza di uomini di scienza alla corte papale nel corso del Duecento, da Witelo, il massimo studioso di ottica di quel secolo, a Campano da Novara, l’autore della Theorica planetarum, al domenicano Guglielmo da Moerbeke, il celebre traduttore del corpus di opere di Aristotele. Innumerevoli informazioni di carattere medico-scientifico pongono la corte papale in competizione con le altre corti sovrane duecentesche, anzitutto quelle di Federico II e di Alfonso X; inducono a ritenere che anche per il papato e le élites curiali lo studio della natura fu pensato come strumento simbolico di dominio del mondo, in sintonia con le celebri riflessioni offerte da Ruggero Bacone a papa Clemente IV; e dimostrano che la corte papale del Duecento è un vero e proprio laboratorio di storia del corpo: dalle aspirazioni alla prolongatio vitae, sostenute anche da strumenti alchemici, a nuove sensibilità volte ad affidare la cura corporis a una sempre più intensa medicalizzazione.

La nuova introduzione al volume, edito per la prima volta nel 1991, riassume con cura il lungo percorso di ricerca che l’autore e la storiografia più qualificata hanno svolto su questi temi nel corso degli ultimi tre decenni.
Elenco dei saggi contenuti nel volume: Medici e ricette mediche alla corte papale del Duecento – Federico II e la corte dei papi: scambi culturali e scientifici – Campano da Novara e il mondo scientifico romano duecentesco – Witelo et la science optique à la cour pontificale de Viterbe – Guillaume de Moerbeke et la cour pontificale – Cultura e scienza araba nella Roma del Duecento – Medicina e scienze della natura alla corte di Bonifacio VIII – La papauté du XIIIe siècle et la renaissance de l’anatomie – Il mito della prolongatio vitae e la corte pontificia del Duecento. Il De retardatione accidentium senectutis – Ruggero Bacone, Bonifacio VIII e la teoria della prolongatio vitae – La fondazione dello Studium Curiae. Una rilettura critica – A proposito dell’insegnamento di medicina allo Studium Curiae – La provenienza ‘angioina’ dei codici greci della biblioteca di Bonifacio VIII. Una revisione critica. INDICI. Indice dei manoscritti. Indice delle cose notevoli. Indice degli incipit. Indice dei nomi di persona e di luogo.
Agostino Paravicini Bagliani è uno storico italiano, con interessi verso la storia del papato, l'antropologia culturale, la storia del corpo e dei rapporti tra natura e società nel Medioevo.

giovedì 28 marzo 2024

Il Maestro di San Francesco e lo stil novo del Duecento umbro

Il Maestro di San Francesco e lo stil novo del Duecento umbro
a cura di Andrea De Marchi, Veruska Picchiarelli, Emanuele Zappasoldi
pp. 416; € 39,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2024
ISBN: 9788836657247

Il Maestro di San Francesco fu uno dei più grandi pittori del Duecento italiano, dopo Giunta Pisano e prima di Cimabue, nonostante il suo nome non sia noto. Nella seconda metà del XIII secolo il misterioso artista dominò un’Umbria scossa dalla novità del movimento francescano, aperta agli influssi nordici e agli scambi col regno crociato di Gerusalemme. Lavorò alle vetrate della basilica superiore di San Francesco a lato di maestri tedeschi e francesi, prima di decorare da capo a fondo l’intera chiesa inferiore, come un reliquiario foderato di smalti, con il primo ciclo pittorico in cui le storie di Francesco fossero narrate in parallelo con quelle di Cristo. È nelle sue tavole e nella miniatura umbra di quegli stessi anni che si fa strada un sentimento più tenero e a tratti struggente, che lascia presagire le riscoperte più organiche del mondo degli affetti e della naturalezza proprie di Cimabue e di Giotto.
Andrea De Marchi, piemontese nato a Biella nel 1962, è professore ordinario di Storia dell'arte medioevale all'Università di Firenze, dopo essere stato ispettore in Soprintendenza a Pisa (1994-1995), ricercatore all'Università di Lecce (1995-2000) e professore all'Università di Udine (2000-2006).
Veruska Picchiarelli è Storica dell'Arte, curatrice delle collezioni di arte medievale e della prima età moderna della Galleria Nazionale dell'Umbria, ha conseguito la laurea in Conservazione dei Beni Culturali all'Università di Siena, la specializzazione e il dottorato in Storia delle Arti Visive all'Università di Pisa.