martedì 20 aprile 2021

Filologia dantesca

Filologia dantesca
Un'introduzione
di Marco Grimaldi
pp. 176, € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829005192
 
La filologia è indispensabile per leggere e capire Dante. Ma conoscere i problemi filologici posti da opere come la Commedia, la Vita nova o il De vulgari eloquentia è utile anche per scoprire che cos’è la critica del testo, poiché lo studio del modo in cui quei problemi sono stati affrontati nel corso del tempo dai vari editori consente di ripercorrere tutte le principali questioni metodologiche della filologia moderna applicata a testi latini e volgari. Ed è utile anche per comprendere perché è importante la storia della tradizione: la circolazione manoscritta e a stampa del corpus dantesco (e in particolare della Commedia e delle Rime) costituisce infatti un capitolo fondamentale di storia culturale tra Medioevo ed Età moderna. Il volume esamina complessivamente la tradizione delle opere dantesche, affiancando alla trattazione puntuale dei problemi filologici relativi ai singoli testi la ricostruzione del contesto storico e culturale.
Marco Grimaldi insegna Filologia italiana alla Sapienza Università di Roma. Si occupa prevalentemente di letteratura italiana e romanza del Medioevo. Oltre a numerosi articoli sulle principali riviste internazionali del settore, ha pubblicato un libro sui trovatori (Allegoria in versi, Il Mulino, 2012), un saggio divulgativo su Dante (Dante, nostro contemporaneo, Castelvecchi, 2017) e un commento in due tomi alle Rime dantesche (Salerno Editrice, 2015 e 2019).

lunedì 19 aprile 2021

Arte orafa milanese 1450-1527

Arte orafa milanese 1450-1527
Leonardo da Vinci tra creatività e tecnica
di Paola Venturelli
pp. 336, € 28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silva Editoriale, 2021
ISBN: 9788836643516
 
Gli orefici, le arti preziose e Milano sono gli argomenti di questo libro, tra l’ingresso degli Sforza nel Ducato (1450) e la morte del celeberrimo Caradosso Foppa (1527).

Orafi, gemmari, maestri delle pietre contraffatte e battiloro ne sono i protagonisti, con le loro botteghe e i loro prodotti lavorati attraverso capacità di mestiere acquisite in seguito a lunghi apprendistati. Al servizio della splendida corte sforzesca o di nobili personaggi, eseguono prezioso vasellame, altaroli, tabernacoli, gioielli, posate, cinture e completamenti per codici miniati o libri, tutti di raffinata esecuzione, con il dato emergente degli smalti e anche dei nielli. Manufatti il cui livello formale non ha altrove confronti. Data l’eccellenza dei loro prodotti, sono chiamati a lavorare anche fuori Milano, tra Padova, Roma e l’Ungheria, al servizio di prestigiosi committenti.
L’altro protagonista è Leonardo da Vinci, qui indagato in un percorso inedito. Durante il suo prolungato soggiorno milanese, stimolato dalla creatività dei maestri locali, elabora ‘ricette’ particolarissime per ottenere perle, ambra, pietre dure e paste vetrose, ideando pendenti e bracciali.

domenica 18 aprile 2021

Le fonti duecentesche per la storia del territorio della provincia di Varese

Le fonti duecentesche per la storia del territorio della provincia di Varese
Documenti degli Archivi minori
a cura di Alfredo Lucioni, Gian Paolo Giuseppe Scharf
pp. 624, € 40
Vita e Pensiero, 2021
ISBN: 9788834341780 
 
Una ricognizione in archivi di famiglie, in archivi di enti comunali ed ecclesiastici, oltre che in fondi minori di archivi pubblici, ha rivelato una insospettata ricchezza di documenti del Duecento riconducibili al territorio oggi compreso entro i confini della provincia di Varese, a grandi linee sovrapponibile al medievale comitato del Seprio. In Le fonti duecentesche per la storia del territorio della provincia di Varese a cura di Alfredo Lucioni e Gian Paolo G. Scharf sono raccolte oltre duecento di queste carte notarili, alcune delle quali conservate in depositi archivistici di non agevole accesso. La maggior parte degli atti reperiti sono inediti e perciò vengono pubblicati integralmente; altri, già editi, sono soltanto regestati. Nella sezione iniziale del libro alcuni saggi, affidati a vari autori, presentano ricerche imperniate su atti appartenenti a tale patrimonio documentario, finora poco noto sebbene ricco di spunti per nuove feconde indagini su uomini, società e istituzioni del XIII secolo nell’area del Seprio (Arcisate e la pieve di S. Vittore, Saltri, tra Bosto e Bizzozero, il comune di Maccagno, ecc.). Così, ad esempio, Serena Contini racconta il fondo pergamene della Biblioteca Civica di Varese, mentre Paolo Grillo esplora il Liber iurium di Milano e un diploma ignoto di Federico I.
Alfredo Lucioni è docente di Storia medievale e Storia della Lombardia medievale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha condotto ricerche sul mondo dei monasteri italici, con particolare attenzione al tema della formazione delle reti monastiche; sulle istituzioni ecclesiastiche di vertice e di base (diocesi e pievi) dell’Italia settentrionale e sul regnum Italie tra X e XI secolo. Da tempo indaga il territorio dell’antico comitato del Seprio, argomento sul quale ha pubblicato numerosi studi e documenti.
Gian Paolo Giuseppe Scharf, laureato in Storia medievale e dottore di ricerca in Storia urbana e rurale, svolge ricerche in vari settori della storia medievale, con preferenza per la storia istituzionale basso medievale. Ha studiato Toscana, Umbria, Marche, Romagna, Lombardia, Piemonte. Ha pubblicato un centinaio di lavori, fra cui quattro monografie e un libro di fonti. Dal 2007 collabora stabilmente con l’International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities dell’Università degli Studi dell’Insubria con la qualifica di tecnico scientifico.

sabato 17 aprile 2021

Stato d'assedio

Stato d'assedio
Assedianti e assediati dal Medioevo all'età moderna
di Duccio Balestracci
pp. 376, € 25,00
Il Mulino, 2021
ISBN: 978-88-15-29210-0
 
Gli assedi sono stati un elemento sempre presente e centrale nelle guerre delle età passate. Borghi e città erano murati, contro l’arrivo di un nemico la miglior difesa era per l’appunto rinchiudersi; al nemico, se mancava l’effetto sorpresa, non rimaneva che porre l’assedio. Centrandosi sui secoli che vanno dal Medioevo alla fine del Settecento, ma senza trascurare i principali episodi dell’età antica, Balestracci passa in rassegna le tattiche messe in opera da assedianti e assediati, i mezzi a disposizione, siano le macchine per dare l’assalto alle mura oppure le catapulte e più tardi l’artiglieria, i proiettili infuocati, lo scavo di gallerie. Ma anche la guerra psicologica, fatta di minacce e beffe tra nemici che stanno a tiro di voce, gli assedianti sotto gli occhi degli assediati. Attraverso una messe amplissima di esempi, una fenomenologia dell’assedio nelle sue tattiche, ma anche nella vita quotidiana, fuori e dentro le mura.
 
Duccio Balestracci ha insegnato Storia medievale nell’Università di Siena. Con il Mulino ha pubblicato «Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento» (2015). Tra i suoi libri recenti, con Laterza: «La battaglia di Montaperti» (2017) e «Il Palio di Siena. Una festa italiana» (2019).

venerdì 16 aprile 2021

1289 La battaglia di Campaldino

1289 La battaglia di Campaldino
di Federico Canaccini
pp. 256, € 20,00
Laterza, 2021
ISBN: 9788858143902
 
L’11 giugno 1289, a Campaldino, nella angusta valle del Casentino, si scontrano due grandi eserciti capeggiati da Firenze e da Arezzo. 20.000 fanti e oltre 2.000 cavalieri divisi da rivalità ideologiche, volontà egemoniche e interessi economici. Infatti le città toscane sono tutte guelfe e Firenze è ormai assurta al rango di vera e propria potenza regionale, i Ghibellini sono ridotti all’esilio e trovano rifugio in sparuti capisaldi come Pisa e Arezzo. La guerra che si apre allora è per una parte una guerra di sopravvivenza, a fronte di un contesto internazionale che vedeva il campo imperiale in gravissima difficoltà, per l’altra è di affermazione di un dominio e di una centralità che non accettano rivali o resistenze. Dopo due anni dall’andamento incerto e dalle sorti altalenanti, il conflitto si decide in un unico scontro. Una battaglia entrata nella storia perché non si trattò soltanto dell’ennesima guerra tra Comuni, così frequenti nel Medioevo italiano, ma anche tra fazioni e persino di guerra civile, militando fuorusciti nell’uno e nell’altro schieramento. A Campaldino, tra i cavalieri della prima schiera, quelli che avrebbero dovuto eseguire le azioni più temerarie, vi è un giovane Dante Alighieri che non dimenticherà facilmente le scene agghiaccianti di quel giorno di sangue, lasciandone traccia nella sua Commedia.

Federico Canaccini, medievista, si occupa da anni di storia comunale italiana, con una particolare attenzione al conflitto tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini. Ha insegnato Storia della guerra nel Medioevo alla Catholic University of America di Washington, Paleografia latina alla LUMSA di Roma e attualmente insegna Paleografia e Filosofia medievale alla Università Pontificia Salesiana di Roma. In qualità di ricercatore all’Università di Princeton ha intrapreso un lavoro di edizione critica di Questioni quodlibetali e di trattati astrologici inediti. È assiduo collaboratore della rivista “Medioevo”, di cui cura la rubrica d’apertura. Tra le sue pubblicazioni, Ghibellini e ghibellinismo in Toscana da Montaperti a Campaldino (2007), Matteo d’Acquasparta tra Dante e Bonifacio VIII (2008) e Al cuore del primo Giubileo (2016). Per Laterza è autore di 1268. La battaglia di Tagliacozzo (2018).

giovedì 15 aprile 2021

Incunaboli a Catania II

Incunaboli a Catania II
di Simona Inserra, Marco Palma
pp. 352, € 40,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137841
 
Questo volume è il secondo della serie Incunaboli a Catania e contiene la descrizione dei 113 incunaboli (più un caso dubbio) conservati alla Biblioteca Regionale Universitaria di Catania, una volta Regia Biblioteca Universitaria della città etnea. I testimoni a stampa del Quattrocento sono qui studiati e descritti in quanto portatori di informazioni uniche e trattati nella maniera in cui abitualmente si analizzano e si descrivono i manoscritti, considerandoli dunque come un unicum; l’attenzione alle parti paratestuali, alle note di possesso, alle attestazioni di dono, alle note a margine, consente di scoprire nuovi documenti e di registrare nuove testimonianze storiche che offrono sollecitazioni e contribuiscono al diffondersi di una rinnovata sensibilità verso i primi prodotti della stampa e i loro utilizzatori nel tempo e nello spazio.

Marco Palma insegna Paleografia latina nella Facoltà di Lettere dell’Università di Cassino. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la morfologia e lo sviluppo di diverse scritture librarie e documentarie del medioevo occidentale. Lavora anche sugli aspetti materiali dei manoscritti e sulla trasmissione di testi classici e medievali prima dell’invenzione della stampa. Si interessa particolarmente ai problemi teorici e pratici della descrizione dei manoscritti medievali e alla diffusione in rete dell’informazione didattica e scientifica. Il catalogo aperto dei manoscritti, il suo progetto più recente, concepito alcuni anni fa insieme ad Antonio Cartelli, è stato finora realizzato, con diverse modalità, da tre biblioteche storiche italiane (la Laurenziana di Firenze, la Malatestiana di Cesena e la Lancisiana di Roma).

mercoledì 14 aprile 2021

La spada, la croce e il giglio

La spada, la croce e il giglio
L'Appennino romagnolo nel Medioevo e in Età moderna
a cura di Luca Onofri
testi di Maria Sofia Celli, Luca Onofri, Ettore Povio, Francesca Ture
pp. 224, € 16,00
Edizioni Il Ponte Vecchio, 2021
ISBN: 9788865419939
 
Terra di confine, di spiritualità e di conquista, l'Appennino romagnolo ha vissuto nel Medioevo e nell'Età Moderna secoli cruciali, che ne hanno segnato la cultura ed il paesaggio. Le foreste selvagge e le impervie vallate furono la meta prediletta di asceti ed eremiti, che iniziarono a popolare queste montagne, innescando un processo di antropizzazione, il cui esito fu la nascita di grandi abbazie, sovraintese da potenti abati. I passi e le strade, percorsi da mercanti, pellegrini ed eserciti, divennero l'oggetto delle mire e delle attenzioni dei signori feudali, che resero l'area appenninica una scacchiera punteggiata di torri e castelli. Le stesse vie di comunicazione, che costituivano una testa di ponte verso le fertili e strategiche pianure romagnole, attrassero l'attenzione di Firenze, città potente, bramosa di commercio ed affamata di cereali, la quale ben presto valicò lo spartiacque imponendo il suo dominio sulle montagne romagnole. Tali sono state le dinamiche che hanno segnato questa terra e che hanno scandito la vita dei popoli delle sue vallate, dove ancora si possono scorgere i ruderi di antiche case coloniche, segni tangibili di una quotidianità rimasta immutata nel tempo, sino a pochi decenni fa. Monaci, signori feudali e conquistatori toscani sono i principali protagonisti di questo libro, che vuole essere non solo una raccolta di informazioni storiche sul l'Appennino romagnolo nel suo complesso, ma anche una guida per conoscere e scoprire una terra di confine, per nulla marginale nella storia della Romagna.
Luca Onofri (1995) è insegnante ed è laureato in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Ha realizzato le tesi Parodie della società romana nella commedia plautina e I canti dell’Ifigenia in Tauride di Euripide. Introduzione e commento metrico.
Maria Sofia Celli (1993) è laureata in Beni Culturali all’Università di Bologna, con la tesi Storia del pellegrinaggio, uno studio sulla Via Romea Germanica. Appassionata di escursionismo, ultimamente si dedica all’ambito della comunicazione.
Ettore Povia (1995) vive a Firenzuola (FI), dove ha collaborato col Museo della Pietra Serena. Frequenta Scienze dei Servizi Giuridici all’Università di Firenze.
Francesca Ture (1995) è laureata in Beni Culturali all’Università di Bologna, con la tesi Theoi Synnaoi nel mitreo di Santa Prisca a Roma. È prossima alla discussione della tesi di laurea magistrale Podcast e storytelling nella comunicazione archeologica. Un progetto di valorizzazione della valle del Bidente (FC). 

martedì 13 aprile 2021

Zungri

Zungri
Archeologia di un villaggio rupestre medievale nel territorio di Vibo Valentia
di Santino Alessandro Cugno, Rosalba Piserà
pp. 126 (25 ill. b/n, 25 tav.), € 85,00
L'Erma di Bretschneider, 2021
ISBN: 9788891321619
 
L’area del Monte Poro, in provincia di Vibo Valentia, custodisce una delle più alte concentrazioni di testimonianze rupestri medievali dell’intera Calabria: l’esempio più ragguardevole è sicuramente costituito dalle Grotte degli “Sbariati” di Zungri. L’etimologia del toponimo Zungri sembrerebbe essere di derivazione neo-greca (dal cretese τσουγκρί, cioè “aspra rupe”, “colle”, “roccia”) e la più antica testimonianza scritta risale alle “Rationes decimarum” del 1310. Il villaggio rupestre di Zungri è noto a livello locale anche come Grotte degli “Sbariati” (un termine dialettale interpretabile come “sbandati”) ed è situato nel versante sud-orientale del colle, dove sorge il moderno centro urbano, su un ampio costone roccioso in una località denominata Fossi. L’area insediativa occupa una superficie di circa 3000 mq ed emerge con un crinale molto ripido sui cui terrazzamenti si distribuiscono circa 40 unità ad uno o più vani, di diverse dimensioni e forma. Esse comprendono abitazioni prevalentemente monolocali (alcune a più piani), impianti produttivi (palmenti, apiari, calcare, ecc), ambienti destinati all’allevamento degli animali, depositi e/o magazzini, sistemi di vasche e canalizzazioni per l’approvvigionamento idrico. I nuovi studi hanno permesso di censire e analizzare in dettaglio 28 unità rupestri, che mostrano chiaramente le tracce di un continuo reimpiego nel corso del tempo, che ha alterato profondamente la loro fisionomia originaria e ha distrutto i depositi stratigrafici più antichi, mediante la pulitura costante dei piani di calpestio. 

lunedì 12 aprile 2021

Come un raggio nell'acqua

Come un raggio nell'acqua
Dante e la relazione con l'altro
di Filippo La Porta
pp. 144, € 16,00
Salerno Editrice, 2021
ISBN: 978-88-6973-553-0
 
Dante e Beatrice attraversano la luna senza scompaginarla, come un raggio di luce entra nell’acqua senza turbarla.

Un’immagine che diventa il modello della relazione tra individui. Certo, Dante intende riformare l’umanità degenerata e combattere gli eretici, ma nella terza cantica ci consegna un’altra verità, piú nascosta e apparentemente impolitica, racchiusa in quella abbagliante epifania lunare. Attorno alla sacralità e inviolabilità dell’altro vengono convocate alcune “guide novecentesche” (Stein, Arendt, Zambrano, Levinas), capaci di ispirare un modello di conoscenza non piú fondato sul dominio, ma su una passività ricettiva. La “mitezza”, elogiata da Norberto Bobbio, ci ricorda che l’imperativo morale piú alto non è tanto aiutare il prossimo quanto lasciarlo essere quel che è.
In questa etica del rispetto – unico modo per dare realtà all’altro – sta la lezione sempre attuale di Dante, che dalla sua “distanza” giudica il nostro presente premendo su di noi con gli interrogativi piú urgenti. Solo se ci accostiamo a lui come se la Commedia fosse stata scritta per noi, potremo ricavarne ragioni di vita.
Filippo La Porta è critico letterario e saggista. Scrive su  «la Repubblica» e collabora a varie testate. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo almeno Pasolini. Profili di storia letterario (Bologna 2012), Il bene e gli altri. Dante e un’etica per il nuovo millennio (Milano 2018),  Eretico controvoglia. Nicola Chiaromonte, una vita tra giustizia e libertà (ivi 2019).

domenica 11 aprile 2021

Dante: guida alla Vita nuova

Dante: guida alla Vita nuova
di Roberto Rea
pp. 112, € 12,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829005154
 
Fino al momento della prima divulgazione della Commedia, Dante doveva la sua fama a un libretto composto circa due decenni prima, quando aveva meno di trent’anni. Si tratta della Vita nuova, un’autobiografia poetica che alterna prosa e versi, incentrata sull’amore per Beatrice. È un’opera rivoluzionaria rispetto alla precedente tradizione letteraria: perché è scritta esclusivamente in volgare; perché inserisce all’interno di una narrazione autobiografica liriche composte dall’autore in gioventù; e soprattutto perché elabora una concezione dell’amore e della poesia radicalmente innovativa. Questo volume offre una chiave di lettura sintetica, chiara e criticamente aggiornata dei principali aspetti del “libello” dantesco esaminandone la struttura narrativa, le liriche, l’ideologia amorosa, i personaggi, la storia editoriale.
Roberto Rea insegna Filologia italiana e Filologia dantesca all’Università di Roma Tor Vergata.

sabato 10 aprile 2021

Il pensiero di John Fortescue

Il pensiero di John Fortescue
Costituzione, legge e teoria della proprietà nell’Inghilterra del Quattrocento
di Stefano Simonetta
pp. 176, € 19,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829004676
 
Il nome di John Fortescue (1396 ca.-1478 ca.) – il più eminente giurista e teorico politico inglese del XV secolo, a lungo presidente della suprema corte di giustizia sotto Enrico VI, durante la guerra delle Due Rose – è legato soprattutto alla sua analisi dei diversi modelli costituzionali, al cui centro è l’idea che l’Inghilterra sia «un regime politico e regale», una monarchia limitata. Il volume esamina la genesi di questa formula e le ragioni della sua fortuna, nonché la natura del sistema di governo che essa descrive e il ruolo assegnato a parlamento, consiglio ristretto e giudici nel vincolare il potere regio. Nel contempo, in questa prima monografia italiana dedicata alla figura di Fortescue, si affrontano altri nodi cruciali della sua riflessione, quali la concezione della legge, l’adozione di un metodo comparativo nei confronti dei differenti sistemi costituzionali, giuridici ed economici, il fermo ripudio della tortura, l’impegno verso il contrasto alla povertà e, infine, una dottrina sull’origine e sul fondamento della proprietà privata molto vicina a quella teorizzata in seguito da John Locke: tutti elementi che riflettono la fase di transizione dal medioevo alla prima età moderna in cui affondano le radici del suo pensiero.
Stefano Simonetta insegna Storia della filosofia medievale all’Università degli Studi di Milano. Le sue ricerche riguardano prevalentemente alcuni aspetti della riflessione teologica ed ecclesiologica medievale e il pensiero politico fra tardo medioevo e prima età moderna, temi sui quali ha pubblicato volumi e saggi in Italia e all’estero.

venerdì 9 aprile 2021

Le repubbliche marinare

Le repubbliche marinare
di Ermanno Orlando
pp. 216, € 14,00
Il Mulino, 2021
ISBN: 978-88-15-29198-1 
 
Gli stemmi di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia campeggiano dal 1947 sulla bandiera della Marina italiana, simbolo dell’Italia che va per mare. Sono le «repubbliche marinare», come le definì uno storico dell’Ottocento, città che nel Medioevo furono protagoniste di un’esaltante epopea di conquiste, espansioni e progressi, sia in termini economici che di civiltà. Il volume ripercorre le vicende delle maggiori città marittime del Medioevo italiano non trascurando di inserirle nella più ampia storia di quella diffusa koinè umana, sociale, economica e culturale che è stata e continua a essere il Mediterraneo.

Ermanno Orlando insegna Storia medievale nell’Università per Stranieri di Siena. Con il Mulino ha pubblicato anche «Migrazioni mediterranee» (2014) e «Venezia e il mare nel Medioevo» (2014).

giovedì 8 aprile 2021

Spinello di Luca detto Aretino

Spinello di Luca detto Aretino
di Aristide Bresciani
prefazione di Angelo Tartuferi
pp. 312, € 25,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Polistampa, 2021
ISBN: 978-88-596-2151-5 
 
Spinello di Luca, comunemente noto come Spinello Aretino, è considerato uno dei pittori più importanti del panorama artistico italiano, protagonista assoluto dello scenario toscano tra la fine del Trecento e la prima decade del Quattrocento.

Il saggio si concentra sulla vita del pittore e sulla sua crescita intellettuale e artistica, in virtù delle esperienze e dei contatti con le diverse realtà culturali incontrate e, allo stesso tempo, delle relazioni mantenute con Arezzo e Firenze nel corso della carriera.
L’analisi delle opere, tra cui alcuni affreschi di dubbia attribuzione, porta inoltre nuovi spunti nel dibattito critico sul principale maestro dell’Aretino, che l’autore individua nella figura di Andrea di Nerio.
Aristide Bresciani nato a Pietrasanta (Lucca) il 22 aprile 1953 è autodidatta. Ad affascinarlo è soprattutto il Trecento, e in modo particolare la pittura aretina e fiorentina. L’artista più seguito è senza dubbio Spinello di Luca, detto Aretino.
Suoi contributi appaiono su riviste quali «Arte Cristiana», collabora nel 2009 con gli Uffizi (L’Oratorio di Santa Caterina all’Antella e i suoi pittori, a cura di Angelo Tartuferi), nel 2011 partecipa al convegno aretino i cui atti saranno pubblicati nel ’16 sotto il titolo “In nome di buon pittore”: Spinello e il suo tempo. Nel 2021 Polistampa pubblica la monografia dal titolo Spinello di Luca detto Aretino.

mercoledì 7 aprile 2021

Cerbero e gli altri

Cerbero e gli altri
I mostri nella Divina Commedia
di Lorenzo Montemagno Ciseri
pp. 168, € 15,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829005055
 
La strada per l’Inferno, si sa, è lastricata di mostri. E quelli che popolano le prime due cantiche della Commedia sono ben più di semplici comparse scritturate per suscitare paura e meraviglia nel lettore. Al contrario, sono le colonne portanti di una storia che ha definitivamente fissato la concezione dei mondi ultraterreni, specie dell’Inferno, da 700 anni a questa parte. Ma la narrazione dell’aldilà e dei suoi mostruosi abitatori parte da molto più lontano, è antica come l’uomo. Superando ogni barriera spazio-temporale, queste creature del buio e Dante, l’artefice del loro rinnovato splendore, arrivano con straordinaria freschezza simbolica, forza evocativa e agilità narrativa ai giorni nostri. Alcuni sono persino diventati celebrità, cui la cultura pop ha dato nuova linfa vitale. Si sono impadroniti di ogni ambito della comunicazione, dalla letteratura alla pubblicità, dal cinema ai videogiochi, dai fumetti alla televisione. Tutto si tiene, e tutto ci parla di loro.
Loremzo Montemagno Ciseri è docente di scuola secondaria superiore e dottore di ricerca (PhD) in Storia della scienza e della teratologia.

martedì 6 aprile 2021

Storia spregiudicata di Venezia

Storia spregiudicata di Venezia
Come la Serenissima pianificò il suo mito
di Pieralvise Zorzi
pp. 256, € 18,00
Nei Pozza, 2021
ISBN: 978-88-545-2225-1
 
In milleseicento anni Venezia è divenuta una potenza europea temuta e riverita ben oltre le sue potenzialità militari. La sua vocazione marinara e commerciale da sola non è sufficiente a spiegare una tale longevità, superiore a quella dell’Antica Roma. Altre repubbliche marinare, italiane e del Nord Europa, conobbero uno splendoresimile al suo ma per periodi di tempo infinitamente più brevi. E anche dopo la sua decadenza, la Serenissima è riuscita a tenere in vita il proprio mito. Come è stato possibile? Pieralvise Zorzi propone una nuova e intrigante interpretazione. Esaminando la sua vicenda millenaria alla luce dei moderni strumenti di analisi, ci si accorge che la chiave del successo è frutto di una spregiudicata ed efficace strategia di marketing e comunicazione. Venezia, più che uno Stato, fu una multinazionale ante litteram, una società per azioni dove gli azionisti erano i patrizi, famiglie che ponevano il proprio interesse personale al servizio dell’impresa comune. L’ascesa e il successo erano il risultato di una pianificazione dove nulla era lasciato al caso. A partire dai testimonials, che erano scelti con cura: a chi esaltava Venezia venivano conferiti onori, denaro, beni mobili ed immobili; chi la criticava veniva ridicolizzato e osteggiato se non perseguitato. Per secoli la Serenissima coltivò religiosamente il dogma della propria indipendenza dalla Chiesa romana creando la leggenda di san Marco e, sotto la protezione dell’evangelista, fece risalire la propria inviolabilità alla volontà divina. Al papa Alessandro VI Borgia che gliela contestò, chiedendo dove fosse scritto che il mare Adriatico fosse il Golfo di Venezia, l’ambasciatore veneziano Girolamo Donà rispose, imperturbabile nonostante apparisse come una minaccia al potere temporale della Chiesa: «Sta scritto sul retro della Donazione di Costantino, Santità».

Consapevoli che l’immagine e l’opulenza erano gli strumenti per intimidire la concorrenza, i patrizi crearono una fiabesca porta d’ingresso alla città, il Bacino di San Marco, e la sua ideale continuazione: il Canal Grande, che serviva a trasmettere al visitatore, che lo percorreva partendo dalla Punta della Dogana, un’immagine di meraviglia, ricchezza e cultura.
Venezia SpA costruì poi la più raffinata rete di spionaggio e una rete diplomatica che superarono per cinismo ed efficienza quella di tutti gli altri potentati. Traendo le conclusioni: quale fu il segreto di Venezia? Zorzi lo svela muovendosi perfettamente a suo agio tra i palazzi e nel millennio in cui la Serenissima guardò l’Europa dall’alto in basso.
Pieralvise Zorzi ha avuto una lunga e fortunata quarantennale carriera nel mondo della pubblicità culminata con la Direzione Creativa di importanti agenzie internazionali. Ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali per campagne creative e strategiche da lui realizzate. Figlio dello storico veneziano Alvise Zorzi, ne continua l’opera con saggi, conferenze, articoli. È considerato un esperto divulgatore della Storia di Venezia, di cui ha saputo cogliere gli aspetti più spregiudicati e moderni. Tra le più recenti opere dedicate alla città: Venezia. Il Canal Grande e Venezia da San Marco a Sant’Elena, il Cuore del Mondo. È stato inoltre autore e conduttore televisivo per Rai e Mediaset.

lunedì 5 aprile 2021

Ai margini del Medioevo

Ai margini del Medioevo
Storia culturale dell'alterità
di Marina Montesano
pp. 272, € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829005017
 
Che cosa significa essere marginali? Quali sono i meccanismi che in una società determinano inclusioni ed esclusioni? Generalmente pensiamo a fattori economici, politici, identitari, religiosi, culturali, che tuttavia nella storia hanno avuto un peso differente secondo le circostanze. Nel nostro Medioevo, il fattore discriminante è stato quello religioso: nella cultura di quel periodo, infatti, la difformità di fede difficilmente era consentita e anzi era percepita quale alterità, mentre si mostravano atteggiamenti più mediati e accomodanti, spesso persino inclusivi, nei confronti degli umili, dei malati, dei bisognosi, degli stranieri. Sia che si manifestasse come eresia sia come adozione di un altro culto, in particolare l’ebraismo e l ’Islam europei, la differenza religiosa costituiva invece sempre un discrimine profondo, frutto non di casualità, ma di politiche culturali precise. Il libro indaga, sulla lunga durata, le ragioni di questo “carattere originario” della nostra cultura, alla luce del fatto che le scelte compiute nel passato si riverberano sul nostro presente più di quanto si sia disposti ad ammettere.
Marina Montesano insegna Storia medievale all’Università di Messina. Si occupa di storia culturale, in particolare di stregoneria, di genere, di viaggi. È fellow di Villa I Tatti (The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies) e membro del comitato scientifico della International Society For Cultural History. Fra le sue pubblicazioni: Caccia alle streghe (Roma 2012); Marco Polo (Roma 2014); Classical Culture and Witchcraft in Medieval and Renaissance Italy (London 2018); Dio lo volle? 1204: la vera caduta di Costantinopoli (Roma 2020). Collabora con le pagine culturali di “il manifesto” e con “Storica National Geographic”.

domenica 4 aprile 2021

La giustizia nella Langobardia meridionale tra norma e prassi

La giustizia nella Langobardia meridionale tra norma e prassi
di Tommaso Indelli
pp. 270, € 40,00
CISAM, 2021
ISBN: 978-88-6809-321-1
 
Dialogando criticamente con una lunga tradizione storiografica di matrice in prevalenza giuridica, ma anche con le indagini degli storici medievisti che negli ultimi decenni si sono impegnati sull’argomento, Indelli ha ben ricostruito la complicata fisionomia degli ordinamenti giuridici e giudiziari del Mezzogiorno longobardo e soprattutto, con una completa analisi della documentazione processuale disponibile (fino ad ora mai condotta in tale misura), ha illustrato i termini della dialettica tra il diritto codificato e quello applicato e dei concreti criteri di risoluzione delle controversie, restituendo un quadro generale assai complesso, contraddistinto dalla convivenza di diversi sistemi giuridici e dalla costante interazione tra di essi. Questo libro, dedicato a un contesto sin qui trascurato, almeno da una simile prospettiva, quale quello della Langobardia meridionale, porta senz’altro un valido e originale contributo alla ricerca scientifica sull’alto medioevo e ben si colloca, dunque, in una collana editoriale giovanissima ma già vitale, esito della collaborazione tra il Centro di studi longobardi e il Centro italiano di studi sull’alto medioevo (C. Azzara, Prefazione)
Tommaso Indelli è Assegnista di Ricerca in Storia Medievale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Si occupa di storia del Mezzogiorno medievale longobardo e normanno (VI-XII sec.). Di formazione storico-giuridica, specializzatosi a Pavia con un dottorato sulla cultura giuridica della Tarda Antichità e dell’Europa medievale, si occupa di ricerca e problematiche inerenti le strutture e le forme di organizzazione del potere pubblico e statale. Tra le sue monografie: Bellum Piraticum e pirateria. Aspetti giuridico-politici del fenomeno piratico dall’età Romana al XVIII secolo; La conquista normanna del Meridione d’Italia. Dall’arrivo dei primi conquistatori alla fondazione del Regno; La condizione del servo nell’Occidente medievale. Aspetti giuridici e sociali (V-XV sec.); Strutture socio-politiche dell’Italia Meridionale nel XII secolo, da Ruggero II a Guglielmo II (1105-1189), I Bizantini nel Mezzogiorno d’Italia (VI- XI sec.) Istituzioni, politica e società; Storia politica della Langobardia minore. I Principati di Benevento, Salerno e Capua (VI-XI sec.); Arechi II, un principe longobardo tra due città; Langobardìa. I Longobardi in Italia (VI-XI sec.); Odoacre. La fine di un impero (476 d. C.); Il tramonto della Langobardìa minor. Longobardi, Saraceni e  Normanni nel Mezzogiorno (IX-XI sec.). Collabora con alcune riviste di settore, quali “Medioevo”, “Rassegna Storica Salernitana”, “Salternum. Rivista di informazione storica, culturale e archeologica”, “Rivista di Storia della Chiesa in Italia”.

sabato 3 aprile 2021

Abelardo ed Eloisa: il loro tempo, la loro storia

Abelardo ed Eloisa: il loro tempo, la loro storia
di Sandro Manfroni
pp. 332, € 18,00
Aracne Editrice, 2021
ISBN: 978-88-255-3969-1
 
Il volume racconta una storia d’amore, unica e irripetibile, quella fra il grande filosofo Abelardo e la sua giovane e bella allieva Eloisa. Siamo nel dodicesimo secolo, nel pieno di quella straordinaria stagione storica e culturale che definiamo Medioevo. Vengono analizzate le lettere che i due amanti si scambiano dai rispettivi conventi, dove si sono rinchiusi dopo che la loro passione è stata bruscamente interrotta a causa della mutilazione subita da Abelardo. Questa storia è incastonata come un gioiello nella cornice della civiltà medievale, che l’autore descrive nei suoi aspetti culturali, religiosi, sociali, nelle sue credenze popolari, nel suo immaginario fantastico.
Sandro Manfroni è laureato in Medicina e chirurgia ed è specialista in Neurologia. Ha conseguito l’Idoneità ospedaliera in Psichiatria e ha svolto la sua attività neuropsichiatrica presso l’Ospedale S. Giovanni Battista di Roma. È stato docente incaricato di Psichiatria presso l’Università di Roma “Tor Vergata” ed è consulente neuropsichiatra presso il Tribunale di Roma. Psichiatra di ispirazione junghiana, ha pubblicato articoli su importanti riviste specialistiche, tra le quali «Studi Junghiani» e «Rivista di Psicologia Analitica», nonché i volumi: La Mano. Il gesto come origine del significato e I mille volti di Ulisse con l’Editore Cuzzolin di Napoli.  

venerdì 2 aprile 2021

La Leggenda della Principessa della Montagna

La Leggenda della Principessa della Montagna
di Paolo Menconi
pp. 80, € 7,90 (Acquista su Amazon)
Independently published, 2021
ISBN: 979-8722361486
 
La Leggenda della Principessa della Montagna è una emozionante favola per tutti, infatti è per bambini e ragazzi e per chi ama ancora sognare, perché fa bene al cuore e regala speranza: una storia avvincente ambientata in un Medioevo fantastico, dove la forza travolgente della Musica combatte le forze oscure del Male. Una storia appassionante di un Menestrello coraggioso con una bellissima voce, che dovrà affrontare con coraggio alcune difficili prove e risolvere tre enigmatici indovinelli, per liberare la Principessa da un terribile maleficio e riportare la gioia e la luce, dove ormai regnavano la tristezza, il silenzio e il buio.
E’ una storia coinvolgente, ricca di filastrocche, canti, buoni sentimenti, riferimenti letterari e leggende del passato. con una narrazione coinvolgente e piena di ritmo, avvincente e nella quale si susseguono differenti situazioni ad un ritmo cinematografico con una emozionante e inattesa sorpresa finale. Una favola che usa la tavolozza delle emozioni unite alla musica, perché, quando leggi un buon libro o ascolti buona musica, il mondo si trasforma tanto, da farti immaginare di poter essere tu il protagonista di grandi imprese: questa è pura magia !
Oggi più che mai i bambini, i ragazzi e gli adulti, hanno bisogno di ritrovare la vera essenza delle cose, con strumenti positivi che stimolino la naturale fantasia e l’immaginazione e le favole rappresentano una magica porta d’accesso ad mondo immaginario e fantastico. Leggere o raccontare le favole, produce effetti benefici straordinari sui meccanismi mentali.
Attraverso avventure fantastiche, ambientate in luoghi fatati, i lettori di tutte le età, riescono a comprendere meglio le proprie emozioni e ad affrontare e superare le paure più nascoste e per questo, alla fine, ci si sente migliori. Le favole trasmettono quella saggezza antica, quelle esperienze che sono alla base dei veri valori della vita, con l’eterna lotta tra il bene e il male e una favola come La Leggenda della Principessa della Montagna, guida, rassicura e aiuta a staccare dalla quotidianità e ad entrare in un mondo incantato.
Importanti Musicisti come Eugenio Finardi, Fiordaliso, Fabio Treves, Luca Canonici, Vince Tempera, Giorgio Vanni, Gabriele Coltri, Ivano Berti e Francesca Patanè, hanno scritto bellissimi pensieri sulla Favola e le loro frasi sono pubblicate nel libro.

giovedì 1 aprile 2021

Italya

Italya
Storie di ebrei, storia italiana
di Germano Maifreda
pp. 352, € 24,00
Laterza, 2021
ISBN: 9788858143896
 
Dalla raffinata corte dei Gonzaga al ghetto di Venezia; dal Piemonte sabaudo alla Sicilia risorgimentale; dalla curia papale ai porti e alle botteghe: in queste pagine rivive un vero e proprio caleidoscopio di storie di ogni giorno, che hanno come protagonisti donne e uomini ebrei. Troveremo banchieri e sovrane, imperatori e gioiellieri, esorcisti e poetesse, librai e massoni, parlamentari, pittori, ciarlatani e musicisti. Storie di ebrei, tutte parte di un’unica, sorprendente, storia italiana.
La maggior parte degli italiani non è abituata a pensare alla lunga storia del proprio Paese (tra Medioevo e Rinascimento, Controriforma e Risorgimento) anche come storia degli ebrei che pure, fin dall’epoca romana, lo abitarono ininterrottamente. Né, al contrario, la vitalissima storia ebraica nella nostra penisola è di solito concepita come parte integrante della storia italiana: la si pensa piuttosto come la parabola speciale di una minoranza emarginata, isolata, perseguitata; passiva di fronte agli eventi della ‘Grande storia’ o colpita in negativo da essi in ondate ininterrotte di antisemitismo. Germano Maifreda rovescia questo paradigma, sostenendo che conoscere la storia degli ebrei è indispensabile per capire la storia d’Italia nel suo complesso. Ripercorrendo, anche tramite documenti inediti, tante vicende piccole e grandi nell’arco di diversi secoli, l’autore dimostra che il passato italiano nei diversi ambiti (politico, economico, sociale, culturale, religioso) può essere visto con occhi nuovi se si tiene conto dell’azione costruttiva di donne e uomini ebrei; nonché delle influenze reciproche e delle tante forme di interazione avvenute tra loro e tutti gli altri abitanti della penisola.
Germano Maifreda è professore ordinario di Storia economica all’Università degli Studi di Milano.Tra le sue più recenti pubblicazioni: From Oikonomia to Political Economy: Constructing Economic Knowledge from the Renaissance to the Scientific Revolution (Ashgate 2012); I denari dell’inquisitore. Affari e giustizia di fede nell’Italia moderna (Einaudi 2014, edizione inglese Routledge2017); L’eretico che salvò la Chiesa. Il cardinale Giovanni Morone e le origini della Controriforma (con Massimo Firpo, Einaudi 2019). Per Laterza è autore di Io dirò la verità. Il processo a Giordano Bruno (2018).

mercoledì 31 marzo 2021

Bestiario moralizzato "di Gubbio"

Bestiario moralizzato "di Gubbio"
a cura di Sylvain Trousselard
pp. 192, € 19,00 (Acquista online con il 55 di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788843096329
 
Il Bestiario moralizzato
“di Gubbio”, tràdito dal manoscritto VE 477, propone 64 sonetti anonimi dedicati agli animali le cui caratteristiche sono associate a vizi o virtù. Unico bestiario in versi della letteratura italiana delle Origini, la raccolta riprende le caratteristiche animali già presenti sin dall’epoca classica. La lingua dell’unico testimone di quest’opera singolare risulta talora problematica dal punto di vista grafico, fonetico e morfologico. Malgrado tale difficoltà, giunge intatto al lettore l’intento didattico-morale che soggiace all’apparente semplicità della descrizione fisiologica di ciascun animale, dietro il quale si cela, puntualmente, un vizio o una virtù squisitamente umani. Il tutto avviene nell’ottica di una concezione del mondo nella quale gli animali sono stati messi al servizio dell’uomo da Dio stesso.
Sylvain Trousselard è maître de conférences HDR all’Université Lumière-Lyon 2. È autore di vari studi sulla poesia giocosa e la letteratura morale e didattica. Ha pubblicato traduzioni inedite di autori e testi della letteratura italiana delle Origini, tra i quali Rustico Filippi, Folgore da San Gimignano, Cenne da la Chitarra e il trattato sui vizi e le virtù di Bono Giamboni. Sta curando la prima traduzione in francese delle Trecento novelle di Franco Sacchetti.

martedì 30 marzo 2021

I Venturieri

I Venturieri
La travolgente ascesa degli Sforza
di Carla Maria Russo
pp. 512, € 19,00
Piemme, 2021
ISBN: 978-88-566-7954-0
 
Muzio Attendolo è un ragazzone alto e robusto, ma anche sveglio e acuto, costretto dal padre, uomo intransigente e violento, a fare il contadino. Nel segreto più assoluto si incontra con Imelda, che è innamorata di lui ma non lo sposerà mai, perché appartiene alla potente famiglia dei Pasolini, nemica capitale degli Attendolo. Una sera, a cena, Muzio percepisce che la tresca con Imelda è giunta alle orecchie del padre e rischia di pagare carissimo la sua imprudenza. Senza pensarci un istante, abbandona la tavola e fugge, arruolandosi come venturiero nelle schiere di Boldrino da Panicale.

Quella scelta improvvisa e precipitosa imprimerà alla sua vita una svolta, che, attraverso pericolose vicissitudini, guerre feroci, nemici irriducibili e il grande amore per la popolana Lucia, lo porterà a diventare Muzio Sforza, il temutissimo capitano di ventura conteso e ricercato da tutti i signori d'Italia. Lucia gli darà molti figli, ma il più amato resterà sempre il primogenito Francesco, per il quale il padre sogna un destino ancora più felice e fortunato del suo. Pur non mancando fra loro divergenze e contrasti, padre e figlio si amano e si stimano reciprocamente ma Francesco, grazie anche alle opportunità che ha potuto cogliere nella vita, rivela doti persino maggiori di quelle di Muzio, non solo militari ma anche di lungimiranza, diplomazia, acume politico e fascino personale, che gli consentiranno, attraverso percorsi avventurosi e spesso difficili, di conquistare l'amore appassionato e indomabile di una grande donna e il titolo di duca di Milano, strappandolo all'ambiguo e inquietante Filippo Maria Visconti.
Carla Maria Russo, con la maestria che la contraddistingue, riesce a riportare alla vita personaggi celebri, a mostrarceli nei loro tratti più umani, nelle ombre che, come spesso accade, danno maggior risalto alla luce, e ci permette di comprendere chi siano nella realtà gli uomini e le donne celati dietro al mito.
Carla Maria Russo è appassionata di ricerca storica e adora le biblioteche, dove trascorre parecchio tempo. Per Piemme ha pubblicato con successo La sposa normanna, Il Cavaliere del Giglio, L'amante del Doge, Lola nascerà a diciott'anni, La regina irriverente, La bastarda degli Sforza e I giorni dell'amore e della guerra, questi ultimi dedicati alla figura di Caterina Sforza. Nel 2017, sempre per Piemme, ha pubblicato Le nemiche. Per seguire l'autrice visita il suo sito personale.

lunedì 29 marzo 2021

San Francesco in figura

San Francesco in figura
di Chiara Frugoni, Attilio Baroli Langeli
pp. 241, € 40,00
Antonianum, 2021
ISBN; 9788872571163
 
La vita di san Francesco illustrata mediante immagini formato miniatura: questa è una delle particolarità del manoscritto conservato nella Biblioteca della Pontificia Università Antonianum il quale contiene la Legenda maior di Bonaventura. I due illustri autori non solo descrivono il manoscritto ma soprattutto analizzano le singole immagini con le scritte presenti. Mediante questa attenzione a immagine e scritto si può ammirare uno dei cicli di raffigurazioni della vita di san Francesco più affascinanti proprio per la loro semplicità.

domenica 28 marzo 2021

Avviamento alla filologia francese medievale

Avviamento alla filologia francese medievale
di Alberto Varvaro
pp. 326, € 15,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829005338
 
Lingua sensibilmente diversa dal francese moderno, il francese antico ha dato all’Occidente la maggiore produzione letteraria d’età medievale, ricca di testi di diversa natura e ricchissima di suggestioni che, direttamente o indirettamente, hanno influenzato tutta la letteratura europea. Questo libro intende dotare il lettore degli strumenti che lo mettano in grado di entrare in contatto con il francese antico, e che quindi gli offrano la chiave per interpretarne i messaggi. Cuore del volume è un’antologia di brani tratti dalle migliori edizioni, ricontrollati in gran parte sui manoscritti e dotati di apparato critico; la precede un’ampia introduzione grammaticale che tiene conto anche delle difficoltà che può incontrare chi non conosca il latino. Completa la trattazione un glossario che registra tutte le parole comprese nei brani raccolti e, salvo pochi termini di alta frequenza, tutte le loro occorrenze, con la traduzione italiana.
Alberto Varvaro è stato professore ordinario di Filologia romanza all’Università di Napoli Federico II. Nei suoi numerosi studi si è occupato sia di linguistica che di letteratura romanza.

sabato 27 marzo 2021

Europa romanza

Europa romanza
Sette storie linguistiche
di Lorenzo Tomasin
pp. XVI - 238, € 25,00
Giulio Einaudi Editore, 2021
ISBN: 9788806247508
 
Un viaggio alla ricerca delle radici linguistiche europee, tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'età moderna. Dal Mediterraneo all'Inghilterra, dalla penisola iberica al Mar Egeo, o lungo la porosa frontiera che corre a ovest e a sud del mondo germanico, questo libro propone sette storie di donne e di uomini, di ebrei e di cristiani, di mercanti viaggiatori e di persone stanziali che vivono a contatto di piú lingue, dentro o sui confini della Romània. Nei documenti che li riguardano, di solito dedicati a vicende private e in genere liberi da qualsiasi preoccupazione letteraria, i volgari italiani, il francese, lo spagnolo, il catalano, il provenzale si mescolano tra loro, oppure incontrano il greco, l'arabo, l'ebraico, l'inglese o il tedesco.

Lorenzo Tomasin (Venezia, 1975) è ordinario di Filologia romanza e di Storia della lingua italiana all'Università di Losanna. Si è formato alla Scuola Normale Superiore di Pisa e ha ottenuto una Venia legendi in Romanische Philologie a Saarbrücken. Codirige il cantiere del Vocabolario storico-etimologico del veneziano (VEV) e ha codiretto la Storia dell'italiano scritto (Carocci 2014-21). Per Einaudi ha pubblicato Il caos e l'ordine. Le lingue romanze nella storia della cultura europea (2019) e Europa romanza. Sette storie linguistiche (2021).

venerdì 26 marzo 2021

Venezia nel tardo medioevo

Venezia nel tardo medioevo
di Reinhold C. Mueller
a cura di Luca Molà, Michael Knapton, Luciano Pezzolo
pp. 636, € 75,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137810
 
Questo volume raccoglie gran parte dei saggi scritti da Reinhold C. Mueller su Venezia nel tardo medioevo. In particolare sono esaminati gli aspetti relativi alle istituzioni finanziarie e sociali della Serenissima, alla politica monetaria, al sistema bancario e creditizio, alla presenza ebraica e ad alcune minoranze straniere in città, nonché al dominio d’oltremare. L’Autore ci conduce dalle grandi sale di Palazzo Ducale alle piazze commerciali e finanziarie di uno dei più importanti centri economici dell’Europa e del Mediterraneo. Ne risulta un affresco che, attraverso l’attenta analisi degli uomini e dei loro strumenti economici, ci permette di osservare e di comprendere con grande nitidezza la complessità di Venezia e del suo Stato.
Reinhold C. Mueller è tra i più noti specialisti di storia economica e sociale dell’Europa medievale e rinascimentale, argomento della sua cattedra di insegnamento all’Università Ca’ Foscari di Venezia fino al suo pensionamento nel 2008. Tra le sue pubblicazioni: Money and Banking in Medieval and Renaissance Venice: Coins and Moneys of Account, Baltimore e London, Johns Hopkins University Press, 1985, rist. 2020 (con Frederic C. Lane); The Venetian Money Market: Banks, Panics and the Public Debt, 1200-1500, Baltimore e London, Johns Hopkins University Press, 1997, rist. 2019; Immigrazione e cittadinanza nella Venezia medievale, Roma, Viella, 2010; Descripcion ou traicté du gouvernement et régime de la cité et seigneurie de Venise. Venezia vista dalla Francia ai primi del Cinquecento, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, e Paris, Publications de la Sorbonne, 2015 (con Ph. Braunstein).  

giovedì 25 marzo 2021

PaperDante. Letteratura a fumetti

PaperDante. Letteratura a fumetti
di Augusto Macchetto, Giada Perissinotto, Andrea Cagol
pp. 192, € 12,00
Disney Libri, 2021
ISBN: 9788852237973
 
In questo volume si celebra un’opera unica: la prima storia illustrata Disney ispirata a Dante Alighieri e realizzata da tre artisti geniali, lo sceneggiatore Augusto Macchetto, la disegnatrice Giada Perissinotto e il colorista Andrea Cagol, unita alle parodie storiche della Divina Commedia. Il volume di 192 pagine è composto dalla storia illustrata di 48 pagine e dalle parodie L’Inferno di Topolino di Guido Martina e Angelo Bioletto e L’Inferno di Paperino di Giulio Chierchini. Un fantastico libro che omaggia il sommo poeta.