domenica 25 luglio 2021

La vita quotidiana ai tempi del Medioevo

La vita quotidiana ai tempi del Medioevo
di Jean Verdon
pp. 296, € 22,00
LEG Edizioni, 2021
EAN: 9788861028463
 
Tra "Nascere" e "Morire", i ventidue capitoli di questo libro scandiscono l'esistenza di uomini e donne del Medioevo, dalle invasioni barbariche al Rinascimento. Per raccontare, con il suo talento abituale, la vita quotidiana delle persone comuni, così come quella dei grandi personaggi, Jean Verdon abbraccia tutti i temi. Scopriamo così che, nel Medioevo, non ci si sposava per amore e che i futuri sposi avevano ben poca voce in capitolo. La sessualità, tuttavia, occupava un posto significativo all'interno della coppia e alcuni testi, noti ai circoli colti dell'epoca, attestano l'esistenza di un'arte erotica. Le quantità di cibo e vino ingerite al tempo impressionerebbero i ferventi sostenitori delle diete di oggi, tuttavia bisogna considerare che le condizioni di vita di allora, certamente più dure di quelle odierne, comportavano un maggiore dispendio energetico. Molti erano i mestieri del tempo: ai monaci dediti alla preghiera, ai soldati e ai contadini - che costituivano la gran parte della popolazione - si aggiunsero, con lo sviluppo delle città, gli artigiani e i commercianti. La religione esercitava una forte presa su tutti loro, modellando la società. Inoltre, nonostante i tempi bui, gli uomini sapevano anche divertirsi e approfittare dei momenti di svago, che erano più frequenti di quanto si possa immaginare. Si spostavano molto, a volte per mesi o addirittura anni. Questo libro, seguendo una rigorosa prospettiva storica, offre ai lettori un panorama ricco sulle usanze dell'epoca medievale. 

sabato 24 luglio 2021

L' evoluzione della codifica del genitivo dal tipo sintetico al tipo analitico nelle carte del «Codice diplomatico longobardo»

L' evoluzione della codifica del genitivo dal tipo sintetico al tipo analitico nelle carte del «Codice diplomatico longobardo»
di Cecilia Valentini
pp. 189, € 12,90
Firenze University Press, 2021
EAN: 9788864538266
 
Il lavoro ha come oggetto l'analisi morfosintattica di un corpus di carte documentarie latine redatte nella penisola italica centro-settentrionale tra VII e VIII secolo. Lo studio si concentra sulla concorrenza, nel sintagma nominale, tra codifica sintetica e analitica del nome dipendente, risultato del processo di grammaticalizzazione del sintagma introdotto dalla preposizione de, che in fase romanza sostituirà il genitivo. Tale mutamento viene interpretato su base semantica, facendo ricorso al dominio funzionale del possesso. Il volume analizza inoltre la morfologia nominale, che, pur caratterizzata da polimorfismo e incoerenza, manifesta fenomeni di livellamento delle opposizioni casuali e di ricostruzione di paradigmi flessivi, processi inversi che trovano motivazione nel principio dell'animatezza. 

venerdì 23 luglio 2021

Gli Aragonesi di Napoli

Gli Aragonesi di Napoli
Una grande dinastia del Sud nell’Italia delle Signorie
di Giuseppe Caridi
pp. 298, € 19,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino Editore, 2021
ISBN: 9788849864069
 
Alfonso V Re d’Aragona, detto il Magnanimo, diede origine nel 1442 nel Regno di Napoli alla nuova dinastia aragonese, che sarebbe rimasta su quel trono sino alla fine del Quattrocento. Per un lungo periodo, con lo stesso fondatore e con il suo secondo esponente Ferdinando I, comunemente chiamato Ferrante – per i suoi natali illegittimi subentrato al padre solo in quel Regno e divenuto quindi un sovrano nazionale – gli Aragonesi ricoprirono una posizione preminente nell’ambito dei Potentati italiani. Con la scomparsa di Ferrante nel 1494 si entrò in una fase di declino, caratterizzata sul fronte interno dall’avvicendamento di tre sovrani in un biennio, e a livello internazionale dall’intenzione di Francia e Spagna di conquistare il Mezzogiorno d’Italia. Dopo il breve regno del fratello maggiore Alfonso II e del nipote Ferrandino, fu Federico, secondogenito di Ferrante, impotente a resistere all’attacco francese e spagnolo, a concludere nel 1501, con l’esilio in Francia, la dinastia.

Giuseppe Caridi è professore ordinario di Storia moderna nell’Università di Messina e insegna inoltre Storia dell’Europa nella Scuola superiore per Mediatori Linguistici di Reggio Calabria. È Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Direttore della Rivista Storica Calabrese. Ultime monografie: Carlo III (2014) Carlos III, trad. sp.la (2015); Francesco di Paola (2016); Alfonso il Magnanimo (2019).

giovedì 22 luglio 2021

Paesaggi di Roma medievale

Paesaggi di Roma medievale
di Daniele Manacorda
pp. 474, € 50,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137926
 
Il volume propone il frutto di quaranta anni di ricerche, che affrontano problemi sia di carattere storico generale sia mirati ad alcuni aspetti dell’urbanistica, dell’edilizia, della topografia, dell’archeologia della produzione e del consumo di Roma medievale e moderna. Pazienti riscontri tra i dati del terreno e quelli offerti dagli archivi danno sostanza al tentativo di ricostruire anche dettagliatamente alcuni paesaggi della città, sia nel cuore del suo tessuto urbano sia nella periferia del “disabitato” interno al circuito difensivo.
La potente iniezione di archeologia di questi ultimi decenni ha rinsanguato la ricerca storica ponendola su nuovi binari, nei quali la vita economica, sociale, culturale e istituzionale di Roma ha trovato palcoscenici un tempo impensati, colti attraverso le strutture materiali ma in una costante ricerca delle persone, che quei paesaggi ebbero a costruire e animare nel corso di una evoluzione più che millenaria.
Daniele Manacorda ha insegnato archeologia nelle Università di Siena e Roma Tre. Si è occupato di archeologia e storia del paesaggio urbano di Roma, di storia economica e culturale del mondo antico, di valorizzazione del patrimonio culturale e dei rapporti tra archeologia e società. Membro della Commissione scientifica delle Scuderie del Quirinale, è consigliere di amministrazione del Parco archeologico del Colosseo e della Soprintendenza ABAP di Roma. Tra le sue opere: Crypta Balbi. Archeologia e storia di un paesaggio urbano, Milano 2001; Lezioni di archeologia, Roma-Bari 2008; L’Italia agli italiani. Istruzioni e ostruzioni per il patrimonio culturale, Bari 2014; Il mestiere dell’archeologo, Bari 2020; I libri degli altri, Bari 2021. 

mercoledì 21 luglio 2021

Fortificazioni medioevali nel territorio di Pieve Santo Stefano

Fortificazioni medioevali nel territorio di Pieve Santo Stefano
Repertorio e rilievo per la conservazione della memoria
di Simone De Fraja
pp. 100, € 10,00
Letizia Editore, 2021
ISBN: 9788895520544
 
Lo studio di Simone De Fraja analizza la presenza e l’entità delle strutture fortificate medioevali presenti nel territorio di Pieve Santo Stefano,
naturale fulcro di direttrici viarie, ai piedi di significativi rilievi orografici che sfociavano in valli segnate da percorsi secondari e sentieri di raccordo per la fitta rete della microviabilità montana.
 
Nel corso dei secoli XIII e XVI, all’interno di giochi ed equilibri di potere, Pieve Santo Stefano concretizza la propria importanza attraverso fasi fortificatorie di cui evidenti rimangono le tracce nel tessuto urbano, sorto alla confluenza tra il Tevere e l’Ancione.
Il repertorio, corredato di numerose immagini, prende in considerazione le strutture ed gli insediamenti fortificati del territorio, talvolta ancora ben leggibili ed individuabili e, in altri casi, persistenti solo a livello di rudere od ancora solo a livello di toponimo attestante, spesso documentalmente o soltanto materialmente, la presenza di una fortificazione. 
Nella prefazione, Claudio Santori precisa che “A parlare, insomma, non sono soltanto le pietre, ma anche tutte le testimonianze dell’intervento umano laddove, per esempio, si registrano cime di colli spianate artificialmente o si sottolinea l’abile sfruttamento delle caratteristiche orografiche del sito. Il tutto illuminato da precisi riferimenti agli eventi storici che hanno interessato i punti cruciali del territorio in esame: dal “cassero con torre fortissima” che controllava Pieve Santo Stefano nell’ambito delle fortificazioni concesse da Carlo IV agli Aretini, a quegli uomini di Caprese che nel 1323 giurarono “sponte” obbedienza al vescovo di Arezzo e “parteciparono alla presa della fortificazione di Rocca Cinghiata”.

Introducono infatti alla lettura la prefazione di Claudio Santori nonché un inquadramento storico, relativo ai poteri e consorterie locali, di Silvia Cipriani; quest’ultima prende in esame anche i territori a nord di Pieve Santo Stefano come quelli dell’Abbazia del Trivio i ruderi della cui fortificazione principale sono stati trattati ed esaminati dall’Autore. L’introduzione storica esamina inoltre come le principali Signorie della Valtiberina si siano radicate nel territorio dando vita alle sedi di gestione e controllo del territorio conservatesi sin’oggi, come la fortificazione di Montedoglio, Mignano, Schiantacappa, Rocca Cinghiata e molte altre ancora più conosciute. 

La Tratos Cavi di Pieve Santo Stefano è stato il principale sponsor, mentre la Società Storica Aretina e la Brigata Amici dei Monumenti hanno fornito il patrocinio scientifico all’iniziativa.

Simone De Fraja, avvocato, saggista e studioso del periodo medioevale. Il suo interesse si è concentrato in particolare sulla storia del territorio della città di Arezzo, ove vive; esperto di castellologia con speciale riferimento alle fortificazioni locali nonché del Vicino Oriente in ordine alle quali ha tenuto alcuni interventi e conferenze, si è occupato altresì del pensiero neoclassico ed esoterico del secolo XVI ed ha condotto ricerche sull’argomento. E’ membro di associazioni culturali cittadine e nazionali, per la Società Storica Aretina è membro del Comitato Scientifico di redazione, Consigliere, Vicepresidente nonché socio fondatore. E’ Consigliere Scientifico dell’Istituto Italiano dei Castelli, collabora con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze.

martedì 20 luglio 2021

Dante e il cibo del suo tempo

Dante e il cibo del suo tempo
di Nicoletta Tagliabracci
pp. 142, € 14,00
Ventura Edizioni, 2021
ISBN: 9791280517142
 
Nell’anno delle celebrazioni dantesche, il libro vuole essere un omaggio al Sommo Poeta e al cibo presente nell’Italia centrale del Trecento unitamente a uno sguardo su come si mangiava a corte, nelle taverne e nei monasteri e lo faremo seguendo le tracce del suo peregrinare presso i signori che lo ospitarono e immaginandoci a tavola in mezzo gli ospiti. Rivivremo le sensazioni e i profumi dei piatti di allora, descritti attraverso i ricettari dei vari Liber de Coquina ed entreremo nel mondo dei sapori medievali con una serie di ricette originali e riproponibili anche al giorno d’oggi. Il cerchio si chiude con uno sguardo ai riferimenti sul cibo nella Divina Commedia, dal girone infernale dei golosi al pane angelico nel Paradiso. Infine, un’appendice sul rapporto tra le donne e il cibo “al tempo di Dante” a cura di Valentina Basili, laureata in Storia Medievale.

Nicoletta Tagliabracci è nata a Pesaro dove vive. Laureata in Lingue Straniere ha conseguito la qualifica di Ambasciatrice dell’Enogastronomia Territoriale ideando negli anni diverse degustazioni tematiche e storiche. Appassionata divulgatrice delle eccellenze marchigiane ha ideato “Gustovagando per le Marche”, veri e propri food&wine tours. Negli anni si è aggiunta la curiosità per la cultura gastronomica e le tradizioni conviviali del passato. E’ consulente presso diversi enti che si occupano di menù storici.

lunedì 19 luglio 2021

Taddeo di Bartolo a Montepulciano: il trittico dell’Assunta

Taddeo di Bartolo a Montepulciano: il trittico dell’Assunta
Storia, tecnica, conservazione e restauro
a cura di Laura Martini
pp. 208, € 25,00
Edifir, 2021
ISBN: 9788892800397
 
Il delicato restauro del monumentale trittico dell’Assunta di Taddeo di Bartolo – oltre venti metri quadrati di superficie dorata e dipinta – ultimato nel 1401 per l’altare maggiore dell’antica pieve di Santa Maria a Montepulciano, poi trasformata in cattedrale nel Seicento, è stata l’occasione per una ricerca accurata sulla storia del dipinto. Il volume accoglie contributi che ne illustrano vari aspetti: i committenti, le ragioni di un’opera così imponente e preziosa per materiali e tecniche utilizzate, destinata a una chiesa di dimensioni consuete in un borgo medievale in espansione, la scelta del pittore Taddeo di Bartolo, protagonista dell’ultima fase del gotico senese, ancora fedele testimone della grande tradizione pittorica del primo Trecento. Segue poi la parte sul restauro, iniziato nel 2017, ancora da ultimare, con l’esame delle tecniche, dello stato di conservazione attuale, degli ultimi tre interventi documentati, nonché degli importanti risultati delle indagini conoscitive e diagnostiche, propedeutiche alla messa a punta della metodologia adottata nelle fasi del restauro, specie nella pulitura; indagini che hanno pure rilevato straordinari disegni sottostanti lo strato pittorico, poi non realizzati dall’artista.

domenica 18 luglio 2021

Catanzaro

Catanzaro
Dalle origini alla monarchia normanno-sveva. La contea dai Loritello ai Ruffo
di Domenico Montuoro
Introduzione di Vera von Falkenhausen
pp. 236, € 16,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino, 2021
ISBN: 9788849864267
 
Il volume, utilizzando una vasta ricognizione bibliografica, descrive gli eventi fondativi del chorion di 'Catanzarion' dalla dominazione bizantina al castrum normanno e termina con l'età sveva. Punto di snodo: il riconoscimento della «contea» e la traslazione del vescovato da Trischines/Trium Tabernarum a Catanzarij. I protagonisti: Goffredo di Loritello comes Catacensis e il pontefice Callisto II. Sono, altresì, ricostruiti sulla base delle risultanze documentali lo sviluppo urbanistico, economico, sociale e religioso di una comunità in trasformazione e le complesse vicende prosopografiche della famiglia Loritello fino all'ultima erede, la contessa Clemenza. Nei tempi di Federico II emergono le nuove figure dei conti Riccardo Fallucca e Anselmo de Justingen e si profila quella del capostipite della famiglia Ruffo: Pietro de Calabria
Domenico Montuoro (Catanzaro, 1957) – Studioso di storia, ha pubblicato monografie e saggi sullo «stato» feudale di Tiriolo e sull’area istmica, curato la Chronica Trium Tabernarum et de Civitate Catanzarij-Cronaca delle Tre Taverne e della Città di Catanzaro. Cura i Quaderni di Teura, collana edita dall’Associazione Culturale “Teura”. È socio della Società Napoletana di Storia Patria.

sabato 17 luglio 2021

Corpus/Corpora

Corpus/Corpora
Tra materialità e astrazione
A cura di Martina Albertini, Dayron Carrillo-Morell, Sara Ferrilli, Alberto Giudici, Seraina Montigel, Stefano Negrinelli, Claudia Tassone
pp. 272, € 17,00
Aracne Editrice, 2021
ISBN: 978-88-255-4095-6
 
Il volume esplora, attraverso una varietà di approcci metodologici, il tema del corpo all’interno delle lingue e delle letterature romanze, declinandolo in molteplici forme in senso materiale e astratto. I 15 saggi sono suddivisi in quattro sezioni che indagano il corpo nella letteratura e nelle arti come entità politica che delimita determinati contesti di appartenenza sociale e le relazioni con l’Altro, come corpo fisico che definisce il soggetto e la sua azione in letteratura, come corpus e corpora, elementi che circoscrivono l’oggetto di analisi della filologia e della linguistica. Ne emerge un quadro variegato, in cui un tema classico degli studi umanistici diviene un valido specimen per descrivere la ricchezza della produzione culturale romanza dal Medioevo all’età contemporanea.
Martina Albertini è assistente di Letteratura italiana presso l’Università di Zurigo. Il suo principale campo di indagine è costituito dalla scrittura storiografica trecentesca, e in particolare dall’opera di Matteo Villani.
Dayron Carrillo-Morell es doctorando en cultura latinoamericana por el Instituto de Romanística en la Universidad de Zúrich. Sus áreas de investigación abarcan desde la lírica barroca en España hasta la visualidad urbana y los procesos de formación cultural durante la modernidad arquitectónica en Hispanoamérica y Brasil.
Sara Ferrilli è Assistente di Letteratura Italiana presso l’Università di Zurigo. Si occupa di lirica ed enciclopedismo del Due e Trecento, delle interazioni tra astrologia e poesia e della prima ricezione dell’opera di Dante.
Alberto Giudici è assistente alla cattedra di Linguistica italiana dell’Università di Zurigo. La dialettologia istriana, ambito nel quale sta lavorando alla sua tesi dottorale, costituisce il suo campo di ricerca principale.
Seraina Montigel est assistante de Linguistique française à l’Université de Zurich. Dans le cadre de sa thèse en lexicologie galloromane, elle analyse la cohérence lexicale entre le gascon et l’occitan médiéval en se basant exclusivement sur les matériaux fournis par la lexicographie galloromane existante.
Stefano Negrinelli è assistente di linguistica storica italiana all’Università di Zurigo. Si occupa prevalentemente di fonetica storica o sperimentale, con particolare interesse per le varietà lombarde del Canton Ticino e romance.
Claudia Tassone est assistante de Littérature Française du Moyen Âge à l’Université de Zurich. Dans le cadre de sa thèse, elle s’occupe du double discours pour les femmes médiévales du point de vue des Arts d’aimer et des livres de conduite.

venerdì 16 luglio 2021

Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII)

Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII)
di Angelo Panarese
pp. 160, € 15,00
Capone Editore, 2021
ISBN: 9788883492600
 
Dalla fine del secolo XIX in poi la distinzione dell’Italia in due regioni storiche nettamente distinte tra loro è diventata largamente diffusa anche se, ad essa, non ha corrisposto uno svolgimento storico del tema incisivo e persuasivo. Certo è, comunque, che, intorno al Mille, significativa è la divaricazione dei destini storici tra il Nord e il Sud dell’Italia. Colpisce la struttura politica unitaria assunta dal Mezzogiorno rispetto al quadro del tutto opposto dell’Italia del Nord che, se non ebbe mai una forte struttura politica unitaria creò, invece, una consistente unità giuridica e istituzionale. Entro questo quadro, infatti, si andarono formando, dopo il Mille, una serie di entità politiche che presero il nome di Comuni.

Angelo Panarese, laureato in Lettere e Scienze Politiche, dottore di ricerca, collabora con l’Istituto di Filosofia politica dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro ed è docente di scuola media superiore.

giovedì 15 luglio 2021

I padri nel Medioevo latino

I padri nel Medioevo latino
Omeliari, passionari e loro intersezioni
A cura di Antonella Degl’Innocenti
pp. VIII-136, € 78,00
Sismel, 2021
ISBN: 978-88-9290-052-3

A. Degl’ Innocenti
, Introduzione. E. Prinzivalli, Manlio Simonetti studioso di omiletica antica e di agiografia - L. Castaldi, «Hagiographica Gregoriana»: la vita di Gregorio Magno tra passionari, liturgia e sermoni - L. Buono, Testi omiletici tra composizione e compilazione: il caso dell’«Hom.» 2 di Paolo Diacono per l’Assunzione della Vergine - E. Russo, Padri della Chiesa e teologi medievali in un sermone inedito dal manoscritto Casin. 806 - V. Mattaloni, Massimo da Torino e le agiografie dei santi Canziani: un esempio di intersezione di materiali - M. Giani, Il «De psalmodiae bono» di Niceta di Remesiana e la «Passio Theodosiae» - P. Licciardello, Leggendari e omeliari per la storia dei culti (Italia centrale, secoli XI-XII) - G. S. Saiani, Gregorio Magno come fonte per l’agiografia umbra: il caso della «Passio sancti Herculani» (BHL 3822-3824) tra passionari e omeliari. Indici.

mercoledì 14 luglio 2021

Metamorfosi dell'antico in Dante

Metamorfosi dell'antico in Dante
Dal primo motore al primo amore
di Alessandro Ghisalberti
pp. 192, € 20,00
Vita e Pensiero, 2021
ISBN: 9788834344514 
 
La struttura della Commedia e delle altre opere di Dante ha stimolato da sempre una serie di riflessioni sulla ricerca delle fonti di cui il poeta si è avvalso per attivare l’invenzione poetica di un mondo mai visto, ma le cui fondamenta affondano nelle tradizioni della teologia cristiana, nelle storie bibliche, nei poemi epici della classicità, nelle autorità dei filosofi antichi e medievali, in modo determinante nelle opere di Aristotele.

In Metamorfosi dell'antico in Dante, Alessandro Ghisalberti traccia una originale chiave di lettura del cammino intellettuale che Dante ha percorso, nella continua trasposizione-trasfigurazione (metamorfosi dell’antico) dei miti e delle storie narrate dai testi della classicità in figure che si dischiudono alla loro piena significazione nella successiva era cristiana (dal primo motore al primo amore), collegabile con la ben nota evoluzione di Beatrice: dalla Beatrice storica alla donna gentile, espressione dell’amor cortese; dalla donna gentile alla Sofìa, la sapienza dei filosofi; dalla filosofia alla sapienza mistica, la Teologia.
L’espandersi poetico delle diverse figure storiche racchiude un reale intreccio con l’evoluzione della biografia personale di Dante, che dialoga in modo permanente con la storia passata e presente (Roma, Firenze, Europa), e si è caricato della forte tensione profetico-escatologica che contrassegna la cosmologia della Commedia, la quale al cosmo di Aristotele e di Tolomeo aggiunge gli spazi propri della iniziazione cristiana, l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
Alessandro Ghisalberti, già professore ordinario di Filosofia teoretica e di Storia della filosofia medievale nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano, ha diretto la «Rivista di Filosofia neo-Scolastica» (dal 2000 al 2011) e ha pubblicato numerosi studi storico-teoretici relativi ai maggiori maestri della Sco­lastica e della Neoscolastica, con particolare attenzione all’incontro tra il pensiero filosofico e i grandi temi della teologia e della mistica cri­stiana. È membro effettivo dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere.

martedì 13 luglio 2021

Busti-reliquiario di età medievale in Costiera Amalfitana

Busti-reliquiario di età medievale in Costiera Amalfitana
Cava de' Tirreni, Ravello, Amalfi, Positano.
di Dario Cantarella
pp. 135, € 15,00
Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 2021
ISBN: 9788888283760
 
Il volume esplora la valenza dei reliquiari come contenitori di storie. I busti e le teste d'argento più antichi di Cava de' Tirreni, Ravello, Amalfi e Positano hanno svolto un'azione taumaturgica in tempi difficili per la popolazione, come in occasione del dilagare della peste o di fenomeni climatici distruttivi. Prodotti nel Medioevo, in epoca moderna hanno subito una ri-significazione, che ha comportato un aggiornamento estetico. L'"attivazione' di questi reliquiari avveniva tramite la loro movimentazione per le strade cittadine in occasione di processioni. Queste processioni avevano lo scopo di far incontrare il sacro negli spazi pubblici, incoraggiando la partecipazione dei laici, spettatori di una messinscena suggestiva. Riportato in chiesa, il busto era inserito all'interno di un sistema di reliquiari, di cui occupava una posizione privilegiata, illuminato da candele che fornivano un'immagine molto diversa da quella attuale, quindi meno statica e più drammatica. Attualmente queste opere hanno perso gran parte della propria carica religiosa pur rimanendo simbolo di comunità orgogliose di perpetuare la tradizione.
Dario Cantarella, attualmente è dottorando in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi di Salerno e si occupa principalmente della funzione e dei risvolti sociali delle opere d'arte. 

lunedì 12 luglio 2021

Le dieci chiavi di Leonardo

Le dieci chiavi di Leonardo
di Luca Arnaù
pp. 320, € 9,90
Newton Compton, 2021
ISBN: 9788822748546
 
Firenze, 1481. Uno spietato assassino, subito ribattezzato “Strappacuori”, uccide le sue vittime dopo indicibili tormenti, strappando loro il cuore. Ser Pardo de’ Giovannini, consigliere del Magnifico, ha bisogno di qualcuno che conduca le indagini in modo non ufficiale: le vittime sono molto vicine a Lorenzo de’ Medici. Decide allora di avvalersi dell’ingegno del giovane Leonardo da Vinci. Con l’aiuto di Bencio, il suo giovane allievo, e di Lapo Caperna, il Capo delle Guardie, Leonardo inizia la sua indagine mentre i delitti si susseguono inarrestabili. Grazie al suo acume si accorge ben presto di un inquietante filo conduttore che sembra guidare la mano del colpevole: è l’Inferno dantesco. Ma l’astuzia di Leonardo dovrà fare i conti con la spietata freddezza di un assassino che non si ferma di fronte a nulla pur di portare a compimento la sua raccapricciante opera. Anche per un genio come Leonardo, risolvere questo mistero potrebbe non essere così facile…

Un thriller storico che mette in scena due protagonisti d’eccezione: Leonardo da Vinci, all’opera per arrestare una spirale di efferati delitti, e Dante Alighieri, ispiratore di macabri rituali.
Luca Arnaù, genovese di nascita e milanese d’adozione, è un giornalista, direttore di riviste e agenzie di stampa. Ha diretto testate storiche quali «Eva 3000», «Vip», «Ora», «Di Tutto», «Nuova Epoca», «Top Salute», «Corona Star’s». Attualmente lavora come autore di documentari e serie TV. Ha fatto il ghost writer per molti vip e ha scritto racconti sotto pseudonimo.

domenica 11 luglio 2021

Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII)

Longobardi Bizantini Normanni nel Mezzogiorno (Secoli VII - XIII)
di Angelo Panarese
pp. 160, € 15,00
Capone Editore, 2021
ISBN: 8883492609
 
Dalla fine del secolo XIX in poi la distinzione dell’Italia in due regioni storiche nettamente distinte tra loro è diventata largamente diffusa anche se, ad essa, non ha corrisposto uno svolgimento storico del tema incisivo e persuasivo. Certo è, comunque, che, intorno al Mille, significativa è la divaricazione dei destini storici tra il Nord e il Sud dell’Italia. Colpisce la struttura politica unitaria assunta dal Mezzogiorno rispetto al quadro del tutto opposto dell’Italia del Nord che, se non ebbe mai una forte struttura politica unitaria creò, invece, una consistente unità giuridica e istituzionale. Entro questo quadro, infatti, si andarono formando, dopo il Mille, una serie di entità politiche che presero il nome di Comuni.
Angelo Panarese, laureato in Lettere e Scienze Politiche, dottore di ricerca, collabora con l’Istituto di Filosofia politica dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro ed è docente di scuola media superiore.

sabato 10 luglio 2021

Lecturae Dantis. Dal Medioevo ai giorni nostri

Lecturae Dantis. Dal Medioevo ai giorni nostri
di Caterina Andriola
pp. 84, € 10,50
GPM EDizioni, 2021
ISBN: 9791280287151
 
Nel Settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri (1321-2021), Caterina Andriola pubblica le Lecturae Dantis dal Medioevo ai giorni nostri. Trattasi della pubblicazione della tesi di laurea dell'autrice in Filologia e critica dantesca del corso di laurea triennale in lettere moderne all'Università degli Studi di Bari, anno 2010. Una traccia essenziale che consegna ai contemporanei un percorso letterario utile non solo a ricordare il Sommo Poeta in ottica celebrativa, ma soprattutto a riscoprire l'importanza delle origini della nostra lingua, una lingua letteraria e non burocratica. La prefazione è a cura del giurista e poeta Giuseppe Palma, autore di diversi libri e articoli su Dante, mentre la postfazione è a firma di Mariangela De Anna, poetessa e regista.

venerdì 9 luglio 2021

Il Longbardo

Il Longbardo
di Marco Salvador
pp. 408, € 15,00
Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 2021
ISBN: 978-88-6391-312-5
 
Il Longobardo, un romanzo storico imponente e travolgente, dove la quotidianità del grande popolo dei Longobardi fa da sfondo a un’Italia percorsa da scorrerie di popoli, vendette nobiliari, trame di potere politico e vicende guerresche senza fine.
Marco Salvador vive in un paesino della pianura friulana, nella stessa antica casa dov’è nato.
Dopo un giovanile esordio letterario, si è dedicato soprattutto allo studio delle comunità rurali friulane nel medioevo pubblicando numerosi saggi. Solo all’inizio di questo millennio è tornato alla narrativa con la pubblicazione quasi in contemporanea di due romanzi: uno ambientato nel mondo longobardo (Piemme) e l’altro in un’odierna casa di riposo (Fernandel).
È stato il suo modo di affrontare due problemi ancora attualissimi: la complessità di ogni transizione tra due epoche storiche e la condizione degli anziani in difficoltà.
“Il longobardo” ha vinto il premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo ed è stato tradotto in varie lingue. A questi sono seguiti altri sei romanzi con Piemme e due con Fernandel.
 
Nelle nostre collane ha pubblicato “Educazione friulana”, “Una saga veneziana” e col figlio Matteo i volumi “Castelli friulani I e II”.

giovedì 8 luglio 2021

Arnaldo da Brescia nelle fonti del secolo XII

Arnaldo da Brescia nelle fonti del secolo XII
di Arsenio Frugoni
pp. 256, € 24,00
Il Mulino, 2021
ISBN: 978-88-15-29268-1
 
Prima del libro di Arsenio Frugoni scritto nel 1954, quasi tutto quello che era stato detto di Arnaldo da Brescia – che non ha lasciato alcuno scritto – era sbagliato. La grande novità di questo libro, un riconosciuto capolavoro, è nel metodo. Frugoni si oppone agli sforzi filologico-combinatori degli storici precedenti che si erano affannati a mescolare le poche fonti, parziali e lacunose, aggiungendo riempitivi per fare di Arnaldo un personaggio a tutto tondo. Esamina invece le fonti separatamente, ciascuna per sé, perché ogni fonte è innanzi tutto testimone di se stessa. Lette le varie voci «in controluce», diventano importanti le reticenze e persino i silenzi. Cadono sicurezze e credute verità, ma Arnaldo è finalmente liberato dalle contraffazioni delle aggiunte posteriori. In questa nuova edizione - arricchita anche dall’Introduzione di Jean-Claude Maire Vigueur - tutti i passi in latino sono stati tradotti, nell’intento di raggiungere una cerchia più ampia di lettori.
 
Arsenio Frugoni (1914-1970) ha insegnato Storia medievale alla Scuola Normale Superiore e alla Sapienza - Università di Roma. Lasciò quasi ultimata un’edizione con traduzione e commento delle «Epistole» di Dante, poi pubblicata nel 1979 (Ricciardi). Fra i suoi libri: «Il Giubileo di Bonifacio VIII» (Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 1950; ristampa Laterza, 1999), «Celestiniana» (Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 1954), l’edizione della «Vita di Cola di Rienzo» dell’Anonimo Romano (Le Monnier, 1957). Ripubblicati postumi: «Pellegrini a Roma nel 1300» (Piemme, 1999), «Storia di un giorno in una città medievale», con Chiara Frugoni (Laterza, 2016), «Incontri fra Medioevo e Rinascimento» (Scholé, 2018), «La storia, coscienza di civiltà» (Scholé, 2020), «Storia della pittura d’Italia» (Morcelliana, 2020) e «Lo storico e il poeta, quattro saggi su Dante e la Divina Commedia» (Marietti, 2021).

mercoledì 7 luglio 2021

Cantigas

Cantigas
di Don Denis
a cura di Rachele Fassanelli
pp. 164, € 17,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829002962
 
Poeta colto e illuminato, capace di far convergere con estrema raffinatezza tradizione e sperimentalismo, Don Denis di Portogallo (1261-1325) è autore di 137 componimenti, variamente distribuiti tra cantigas de amor, de amigo, de escarnio e maldizer. Il suo canzoniere, di cui il volume offre una selezione di testi criticamente rivisti, tradotti e commentati, appartiene alla fase più matura della lirica profana galego-portoghese e spicca per l’alto grado di elaborazione retorica, le frequenti allusioni dotte, la considerevole varietà tematica e stilistica che fanno dell’autore una delle voci più illustri e rappresentative di questa nobile stagione poetica.
Rachele Fassanelli insegna Lingua e letteratura galega all’Università degli Studi di Padova. Si occupa principalmente di lirica trobadorica galego-portoghese ed epica franco-italiana; ha pubblicato contributi sulla letteratura galega contemporanea.

martedì 6 luglio 2021

La storia di Piramo e Tisbe

La storia di Piramo e Tisbe
Una novella tedesca medievale
a cura di Anna Cappellotto
pp. 112, € 12,00
Carocci, 2021
ISBN: 8829005657
 
Il volume offre la prima traduzione italiana del mito di Piramo e Tisbe, tratta dall’unica versione a noi giunta in alto-tedesco medio (prima metà del XIV secolo). La novella, anonima, rilegge una delle fabulae più note delle Metamorfosi di Ovidio, medievalizzandola profondamente. Conservata la sostanza narrativa, il testo racconta la potenza di un sentimento contrastato duramente, ma alimentato dalle parole che i due amanti si scambiano di continuo attraverso la crepa di un muro divisorio, medium prediletto d’amore. A causa dell’insensata arbitrarietà del fato, il loro incontro segreto si rivelerà funesto: la fine tragica viene suggellata da un legame indissolubile, come l’intreccio della vite che miracolosamente unisce gli amanti infelici nella tomba.
Anna Cappellotto è ricercatrice di Filologia Germanica all'Università degli Studi di Verona.

lunedì 5 luglio 2021

Anno Mille

Anno Mille
di Santi Laganà
pp. 576, € 22,00
Mondadori, 2021
ISBN: 9788804735205
 
A.D. 963. Roma vive uno dei momenti più tragici della sua storia infinita. La guerra civile incombe tra le strade e i palazzi nella trepida attesa che Ottone il Grande torni a imporre una volta per tutte la propria legge. Il giovane Papa fedifrago ha i giorni contati ma è deciso a vender cara la pelle.
Tutto attorno è rovina: la città agonizza, le campagne sono abbandonate alle violenze e ai soprusi di bande di ogni risma, non esistono regole, e sopravvivere è sempre più il primo comandamento per tutti; per molti l’unico. Perché questo è solo l’inizio della fine di un mondo che non sarà mai più lo stesso.
È il mondo di Anna, che ha superato pene e sofferenze indicibili, e adesso vive finalmente giorni sereni. Purtroppo, però, il destino non è ancora sazio di perseguitarla, e nuovi terribili dolori la costringeranno una volta di più a rimettere in discussione la propria indomita esistenza. È il mondo di Arnolfo, che continua la sua vita raminga di fedele e strenuo paladino di una causa irrimediabilmente persa.
Ma è anche il mondo di Alì, un pirata saraceno, di Miguel, un ladruncolo ispanico, di Gregorio e di Bartolo, due vecchi mercenari in cerca degli ultimi brandelli di gloria, e di tanti altri che vivono storie parallele, lontane e diverse, che pure sono destinate a incrociarsi. Gioie fugaci e dolori sanguinosi li attendono. Accomunati come sono dalla volontà di non arrendersi alla ignobile realtà del loro tempo.
Santi Laganà è nato 66 anni fa a Reggio Calabria. Laureato in Giurisprudenza, ha lavorato in una grande banca italiana per quasi quarant'anni, tredici dei quali tra Argentina e Spagna. Vive da molti anni nella campagna di Cerveteri. Nel suo buen retiro ha potuto coltivare con maggiore impegno le passioni di sempre: la lettura, la scrittura e la bicicletta. Nel 2020 per Mondadori ha pubblicato I giorni del ferro e del sangue.

domenica 4 luglio 2021

La crociata infame

La crociata infame
di Andrea Moneti
pp. 626, € 20,50
Albatros Il Filo, 2021
ISBN: 9788830640719
 
Nel 1209 papa Innocenzo III indisse una crociata per estirpare il catarismo dai territori dell’Occitania, sede privilegiata di una tra le più avanzate società nel panorama medievale europeo, culla dell’arte trobadorica e dell’amore cortese. Per vent’anni la regione fu sconvolta dalla guerra, con stragi, roghi collettivi, vessazioni e violenze di ogni genere, e alla guerra seguirono le altrettanto crudeli persecuzioni ad opera dell’Inquisizione e dei siniscalchi reali. La terra dei trovatori, che alla fine del XII secolo era tra le regioni più prospere, libere e tolleranti d’Europa, crocevia di culture, lingue e religioni diverse, conobbe la rovina sociale, economica e culturale.

Il romanzo si snoda qui, nell’epicentro di un sisma che ha stravolto la storia del continente e pagina dopo pagina si arricchisce di particolari, personaggi e situazioni che spalancano davanti agli occhi incantati del lettore una straordinaria breccia sul passato. La guerra, minuziosamente descritta nelle sue fasi più cruente, segna profondamente le vite dei protagonisti, vite che si intrecciano in una rete che, nel dolore, riesce a filtrare il male, per consegnarci tra le mani un’opera che è un inno alla vita, alla pace, alla forza della cultura. Ma soprattutto all’amore, l’unico sentimento capace di sopravvivere alla morte. 
Andrea Moneti è nato ad Arezzo nel 1967. Laureato in Ingegneria Elettronica presso Università di Bologna, lavora come responsabile acquisti e logistica in varie realtà aziendali.
Amante della storia, in particolare quella medievale, ha all’attivo numerose pubblicazioni: Eretica Pravità (2004), 1527 – I lanzichenecchi a Roma (2005), Il mercante di eresie (2007). Ha ottenuto importanti riconoscimenti letterari (per citarne alcuni: 1° Classificato Premio Internazionale “Versilia – Viareggio”, 2004; 1° Classificato Premio Nazionale di Arti Letterarie “Città di Torino”, 2004; 1° Classificato Premio Letterario Internazionale “Michelangelo – Ovada”, edizioni 2004 e 2005; 1° Classificato Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Il Litorale – Ronchi di Massa”, 2006; 2° Classificato Premio Europeo “Via Francigena – Pontremoli”, 2007).

sabato 3 luglio 2021

Storie arabe di Greci e di Romani

Storie arabe di Greci e di Romani
La Grecia e Roma nella storiografia arabo-islamica medievale
di Marco Di Branco
pp. 320, € 18,00
Pisa University Press, 2021
ISBN: 978-886741-8527
 
Al tema affascinante dell'eredità greca nella cultura araba medievale sono stati dedicati negli ultimi decenni molti importanti contributi. Tuttavia queste opere sono quasi unicamente incentrate sulla sopravvivenza e sull'influenza del pensiero filosofico e scientifico all'interno della civiltà arabo-islamica e si interessano solo marginalmente a materie quali arte, letteratura e storiografia. Ciò ha, almeno in parte, un fondamento nella realtà dei fatti, giacché i testi letterari greci non furono tradotti in arabo; al tempo stesso, costituisce un limite alla più completa comprensione dell'atteggiamento islamico nei confronti della cultura antica. Storie arabe di Greci e di Romani colma una lacuna degli studi sulle forme di conservazione della tradizione classica nell'Islàm: esplora infatti la storia greca e romana per come essa è percepita, narrata e rappresentata nella storiografia arabo-islamica medievale fra I'VIII e il XIV secolo dell'era cristiana, cioè a partire dalle prime opere storiche arabe preservate per giungere alla più celebre cronaca universale musulmana, il Kitàb al-Thar di Ibn Haldfm (m. 808/1406). Dalla legenda di Alessandro Magno alla conversione di Costantino, dalla corte di Bagdad al celebre castello del deserto di Q.15ayr Amrah, un viaggio attraverso i documenti alla ricerca della storia della Grecia e di Roma vista con occhi arabi.
Marco Di Branco insegna Storia bizantina presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e Archeologia bizantina presso la Scuola di specializzazione in archeologia di Matera. Recentemente ha pubblicato La città dei filosofi. Storia di Atene da Marco Aurelio a Giustiniano (Firenze 2006).

venerdì 2 luglio 2021

Gesta Alfonsi Regis

Gesta Alfonsi Regis
di Tommaso Chaula
a cura di Fulvio Delle Donne e Mariarosa Libonati
pp. 372, € 30,00
Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, 2021
ISBN: 979-12-80182-04-3
 
L’interesse per la storiografia in latino prodotta nel Regno aragonese dell’Italia meridionale all’epoca di Alfonso il Magnanimo (1394-1458) è andato molto crescendo negli ultimi anni, operando una sorta di “rivoluzione copernicana” che ne ha fatto emergere pienamente il grande valore. Le ricerche più recenti hanno reso assai precise le nostre conoscenze sui numerosi testi che hanno segnato quella produzione letteraria, che si diffuse ben oltre i confini del Mezzogiorno. Fu nell’entourage di Alfonso che si sviluppò un’accorta meditazione sulle strette connessioni esistenti tra descrizione della contemporaneità, riflessione retorica, esigenza di celebrazione e istanze di legittimazione della maestà regia. Fu lì che trovò spazio privilegiato quel disciplinamento della scrittura storica che portò, contestualmente, al suo ricono-scimento professionale e alla definizione di una precisa regolamentazione di argomenti, forme e metodi. In questo contesto risulta fondamentale la fase iniziale del lungo processo di valorizzazione della memoria storiografica, che trova un ineludibile punto di snodo nei Gesta Alfonsi regis di Tommaso Chaula (scritti nel 1423-1424), un’opera cui a torto era stato assegnato finora un ruolo marginale, soprattutto a causa di una problematica trascrizione, che ne rendeva quasi impossibile la lettura e la comprensione. In questo volume si fornisce la prima edizione critica, con traduzione italiana e note di commento del testo, cui è restituita la giusta dimensione e importanza.
INDICE Premessa - Tommaso Chaula e la tradizione storiografica aragonese - Introduzione - 1. L’autore - 2. Le prime opere di Chaula - 3. I cinque libri delle gesta compiute da Alfonso d’Aragona - 4. Fonti e topoi letterari inseriti nella narrazione - 5. La storia secondo Chaula e il modello delle virtù - Nota al testo - Thomae de Chaula Gestorum per Alfonsum Aragonum et Sicilie regem libri quinque - Tommaso Chaula, I cinque libri delle gesta compiute da Alfonso re d’Aragona.
Fulvio Delle Donne è professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga i metodi e gli interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI sec. È autore di numerosissime edizioni critiche e volumi monografici: gli ultimi sono Tredici contro tredici. La Disfida di Barletta tra storia e mito nazionale (2020); La porta del sapere. Cultura alla corte di Federico II di Svevia (2019). È il presidente del Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese - CESURA.
Mariarosa Libonati è dottore di ricerca in Letteratura latina medievale e umanistica all'Università degli Studi della Basilicata.

giovedì 1 luglio 2021

Dall’Europa del mito all’Europa di Dante

Dall’Europa del mito all’Europa di Dante
Un imprevedibile passato
di Maristella Mazzocca
pp. 216, € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Marcianum Press, 2021
ISBN: 978-88-6512-785-8
 
Ventitré personaggi, altrettante storie e un lungo viaggio. Che attraversa un millennio di storia e tre civiltà. Dalle quali è nata la nostra. Per ricordare che poche cose restano al fondo di una vita, forse una sola, ed è quanto abbiamo saputo amare. Che tutto nasce dall’amore: anche le leggi, le istituzioni, la scienza o la poesia, figlie,
come sapeva Socrate, del desiderio di generazione, dunque di creazione e costruzione. Che la pietà ci rende degni di essere uomini, perché la forza della legge non è la legge della forza. Che la libertà non è un dono ma un impegno. Che il desiderio non è un diritto e non esistono diritti senza contropartita di doveri. Che nulla è onnipotente e fragile come la parola, che può cambiare il corso della storia e quello di una vita. Che tutto è linguaggio, anche il denaro, il tempo o il potere. Che quando le parole perdono senso è la civiltà che l’ha perduto. Che in ogni vita ci sono molte vite: quella che viviamo o abbiamo vissuto, quella che vorremmo o avremmo voluto vivere, quella che non vivremo mai, ma la lettura rende comunque nostra. Appassionandoci, commuovendoci, facendo nostri amori, ambizioni, lutti e delusioni, miserie, grandezze ed ogni imprevedibile azzardo del destino.
Maristella Mazzocca, laureata in Lettere classiche, dottore di ricerca in Filologia moderna, giornalista pubblicista, è stata docente nei Licei e poi collaboratrice di quotidiani e riviste. Ama gli autori di frontiera, in particolare Giacomo Leopardi, legato a doppio filo al mondo classico eppure anticipatore come nessuno dell’età della crisi. Ama non meno Dante, inattuale rispetto all’oggi nostro e suo e perciò contemporaneo dell’umanità. Ad entrambi ha dedicato saggi comparsi su autorevoli riviste accademiche (Lettere italiane, Sigma, Tradurre poesia). Ha ideato e promuove da oltre un quindicennio la rassegna di incontri "I valori che non muoiono" e, da un quinquennio, il concorso per la Scuola secondaria "Adotta una parola". Vive a Padova ed è attualmente Presidente del Comitato di Padova della Società Dante Alighieri.

mercoledì 30 giugno 2021

Spazi urbani, signorie monastiche e minoranze etniche nel Mezzogiorno medievale

Spazi urbani, signorie monastiche e minoranze etniche nel Mezzogiorno medievale
La chiesa di Santa Maria de Domno a Salerno
di Barbara Visentin
pp. 140, € 14,00
D'Amato editore, 2021
ISBN: 9788855250931
 
Santa Maria de Domno, fondata nel 989 dalla nuova dinastia principesca di Salerno, è la chiesa del Principe, destinataria di cospicue donazioni e specchio di una mentalità nuova, che esprime un'ideologia del potere nata dalla complessa sovrapposizione tra struttura amministrativa, legami personali e risvolti di natura economica. La nuova chiesa, segno tangibile del rinnovato equilibrio sociopolitico ed economico, costituisce il punto di contatto privilegiato tra cristiani ed ebrei, all'interno di uno spazio urbano che da città agraria si trasforma in città capitale del Principato: l'opulenta Salernum. Un circuito virtuoso nel quale presto si inserisce anche la neonata Congregazione cavense, assicurando la sopravvivenza della cappella alla sua gens fondatrice e a se stessa proficue relazioni politico-economiche, nel cuore di un Mezzogiorno multietnico.

Barbara Visentin è dottore di ricerca in Storia dell’Europa Mediterranea dall’Antichità all’età Contemporanea, si è interessata di strutture produttive e tipologie insediative del Meridione in età longobarda; di identità etnica e coscienza civica nel Mezzogiorno altomedievale; di trasformazioni urbane nelle città meridionali tra età tardoantica e Medioevo, pubblicando un volume su La nuova Capua longobarda. Identità etnica e coscienza civica nel Mezzogiorno altomedievale, Manduria-Bari 2012. Ha studiato il ruolo degli insediamenti monastici nell’età di transizione tra longobardi e normanni, le dinamiche insediative rurali e urbane dell’Italia meridionale longobarda e normanna e le espressioni materiali della cultura politica longobarda, pubblicando diversi articoli su riviste specializzate. Negli ultimi anni i suoi interessi hanno riguardato lo studio della Congregazione cavense, attraverso un complesso lavoro di ricostruzione della storia delle numerose dipendenze della SS. Trinità di Cava dei Tirreni e delle relazioni che legano la vita dell’abbazia alle vicende dell’Italia meridionale tra X e XIII secolo. Il frutto di una parte di questo lavoro è confluito nella stampa di due volumi dal titolo Percorsi monastici nel Mezzogiorno medievale. La Congregazione di Cava I e II, Badia di Cava 2015. Attualmente è docente a contratto di Storia della Chiesa in età Medievale presso l’Università degli Studi della Basilicata.