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sabato 2 settembre 2023

Signorelli 500

Signorelli 500
Maestro Luca da Cortona, pittore di luce e poesia
a cura di Tom Henry
pp. 192, € 35,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Skira, 2023
ISBN: 885725013

La vita e l'arte di Luca Signorelli nel cinquecentenario della morte dell'artista

Luca Signorelli merita un ruolo di rilievo nella storia della pittura del Rinascimento grazie alle sue grandi qualità di colorista, alla forza scultorea della sua pittura, alle sue doti di grande disegnatore e all’originalità delle sue invenzioni iconografiche, che raggiungono la piena maturità negli ultimi due decenni del Quattrocento. Successivamente, soprattutto negli affreschi per il duomo di Orvieto, l’artista va oltre i suoi contemporanei divenendo un faro per la generazione successiva, in particolare per Raffaello e Michelangelo la cui opera non sarebbe stata la stessa senza l’esempio di Signorelli.
Grazie a un ricco apparato iconografico e a contributi di illustri studiosi, questo volume curato da Tom Henry ripercorre la vicenda artistica di Luca da Cortona in occasione del cinquecentesimo anniversario della sua scomparsa, ricollocandone la figura tra i grandi artisti del suo tempo, anche alla luce degli studi degli ultimi anni.
Signorelli 500. Maestro Luca da Cortona, pittore di luce e poesia riunisce eccezionalmente una selezione di opere di altissimo livello qualitativo, provenienti da importanti musei italiani e internazionali e rappresentativi di ogni decennio di attività di Signorelli: dalla ricomposizione parziale della Pala di Matelica, realizzata nel 1504-1505, smembrata e dispersa per il mondo a metà del XVIII secolo, ai due preziosi pannelli con la Nascita e Il miracolo di san Nicola (1508-1510 circa), fino al ricongiungimento della tavola centrale del Polittico della chiesa di Santa Lucia a Montepulciano (raffigurante la Madonna e il Bambino in trono) con la relativa predella, in cui Signorelli mostra tutta la sua vena narrativa. Potere d’immaginazione e invenzione visiva sono qualità riconosciute al grande artista dal Vasari che, oltre che per Filippino Lippi, solo per Signorelli fece esplicito riferimento alla capacità immaginifica in un artista del Quattrocento, ricordando gli affreschi del Duomo di Orvieto. Signorelli, scrive Vasari, è “quella persona, che col fondamento del disegno, e delli ignudi particolarmente, e con la grazia della invenzione e disposizione delle istorie, aperse alla maggior parte degli artefici la via all’ultima perfezzione dell’arte”.
Tom Henry è Professore di Storia dell'Arte presso l'Università di Kent, e Direttore del istituto di Kent a Roma.

domenica 13 agosto 2023

Bizantini

Bizantini
Luoghi, simboli e comunità di un impero millenario
a cura di Federico Marazzi
pp. 344, € 45,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Electa, 2023
ISBN: 9788892823723

Raccontare mille anni da diverse prospettive: la storia, l’arte, l’archeologia, i territori. Questa è l’ambizione del catalogo che accompagna la mostra su Bisanzio allestita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il catalogo si divide in due parti: una prima parte, disponibile in formato cartaceo, è costituita da saggi che inquadrano i principali aspetti che caratterizzano la civiltà bizantina nel suo secolare evolversi e come essa si sia manifestata nei due territori che, con i loro reperti, hanno contribuito al progetto della mostra, ossia Italia e Grecia. La seconda parte, scaricabile attraverso un qr-code presente sul volume stampato, è invece costituita dal regesto delle opere esposte.

L’opera ha unito i contributi dei maggiori specialisti italiani di bizantinistica, affiancati da importanti studiosi internazionali, offrendo una visione aggiornata e scientificamente rigorosa delle conoscenze sul mondo bizantino, senza rinunciare ad uno stile comunicativo immediato e accessibile.
Federico Marazzi insegna presso l'Università Suor Orsola Benincasa, dove è titolare dei corsi di Archeologia Cristiana Medievale, nell'ambito del corso di laurea triennale in Conservazione dei BB.CC., e di Antichità Medievali, nell'ambito del Corso di Laurea Magistrale in Archeologia e Scienze dell'Antichità e del Medioevo. E' inoltre titolare del corso di Storia degli Insediamenti Tardoantichi e Medievali nell'ambito della Scuola di Specializzazione in Archeologia, attivata congiuntamente dall'Università Suor Orsola Benincasa e dalla Seconda Università degli Studi di Napoli.

mercoledì 6 ottobre 2021

Tesori del Marchesato di Saluzzo

Tesori del Marchesato di Saluzzo
Arte, storia e cultura tra Medioevo e Rinascimento
a cura di Simone Baiocco
pp. 168, € 30,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2021
ISBN: 9788836649198
 
Il volume descrive la stagione di maggior fulgore del Marchesato di Saluzzo, un piccolo stato di frontiera che nel basso Medioevo ha avuto un ruolo importante tra la Francia e le maggiori potenze territoriali italiane.

Con il grande protagonista della stagione tardogotica, il marchese Tommaso III (1357?-1416), il clima culturale è pervaso dalla civiltà cavalleresca di stampo francese, mentre con i suoi successori Ludovico I (1416-1475) e Ludovico II (1475-1504), il territorio presenta una pluralità di espressioni artistiche. Nel corso del Cinquecento, quando lo stato perde la sua autonomia con l’annessione alla Francia, prima di essere assorbito dal Ducato di Savoia, la cultura figurativa saluzzese si avvia infine verso un aggiornamento al manierismo di ispirazione centroitaliana.
Le opere presentate illustrano questo ampio percorso cronologico con numerosi esempi tratti dalla pittura, dalla scultura, dall’intaglio, dall’oreficeria, in un continuo gioco di rimandi tra i materiali esposti e ciò che è visibile sul territorio, accostando le commissioni di corte alla cultura variegata e spontanea che caratterizza le vallate alpine.

lunedì 20 settembre 2021

Dante a Verona

Dante a Verona
1321-2021. Il mito della città tra presenza dantesca e tradizione shakespeariana
a cura di Francesca Rossi, Tiziana Franco, Fausta Piccoli
pp. 344, € 35,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2021
ISBN: 9788836648344
 
Nella biografia di Dante Alighieri, Verona riveste un importante ruolo avendo accolto per prima il Poeta fuggito dalla nativa Firenze: la città fu “lo primo tuo refugio e ’l primo ostello” come ricorda egli stesso nella Commedia (Paradiso, XVII, 70) rievocando il suo esilio.

Il volume, nel settimo centenario dalla morte dell’Alighieri, rievoca il rapporto tra Dante e la città, offrendo un quadro della cultura artistica del territorio scaligero nel primo Trecento. Se presunto e ammantato di leggenda è stato l’incontro tra Giotto e Dante a Padova, certamente profonda fu l’amicizia che legò il Poeta a Cangrande della Scala, cui dedicò il Paradiso. Questo rapporto ha alimentato, nei secoli successivi, una costante attenzione dell’ambiente veronese verso la sua figura e le sue opere, che ha dato origine a una ricca produzione artistica di cui si dà conto in queste pagine.
Ma nella cornice di una Verona medievale si svolge anche la celebre storia d’amore di Giulietta e Romeo, nati dalla penna di Luigi da Porto nel Cinquecento e resi celebri da William Shakespeare. Proprio sul filo di questi percorsi - reale quello dantesco e immaginario quello shakespeariano - si costruisce l’identità ottocentesca di Verona e si definisce un tratto saliente della sua fisionomia urbana e culturale ancor oggi ben riconoscibile, come illustrato dai contributi in catalogo. 

domenica 26 aprile 2020

Il Polittico Griffoni rinasce a Bologna

Il Polittico Griffoni rinasce a Bologna
a cura di Mauro Natale, Cecilia Cavalca
pp. 272, € 34,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Silvana Editoriale, 2020
ISBN: 9788836644889
 
Il polittico Griffoni (1472-1473) di Francesco del Cossa e Ercole de’ Roberti è uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano. Risplendente di colori pregiati e di oro, racchiuso in una monumentale carpenteria lavorata dall’intagliatore cremasco Agostino de’ Marchi, il superbo manufatto artistico decorava in origine l’altare della cappella posseduta da Floriano Griffoni nella basilica di San Petronio a Bologna. Nei primi decenni del Settecento, l’ancona viene smembrata per lasciare posto a nuovi arredi e le sue porzioni figurate, ridotte in quadri da stanza, nel corso dell’Ottocento sono disperse lungo le rotte del mercato antiquario e del collezionismo.
Il volume indaga quest’opera complessa attraverso un riesame della pluriennale vicenda, storica e filologica, che ha consentito di assegnare una corretta paternità e una plausibile collocazione ai dipinti, oggi divisi in nove prestigiose sedi museali: National Gallery di Londra, National Gallery of Art di Washington, Louvre di Parigi, Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, Pinacoteca di Brera, Musei Vaticani, Fondazione Cini di Venezia, Pinacoteca Nazionale di Ferrara e Villa Cagnola di Gazzada.

giovedì 16 aprile 2020

Taddeo di Bartolo

Taddeo di Bartolo
a cura di Marco Pierin, Gail E. Solberg
pp. 400, € 37,00
Silvana Editoriale, 2020
ISBN: 9788836645527

Il volume è dedicato a Taddeo di Bartolo (1362 ca.-1422), pittore di origine senese che, da maestro itinerante qual era, trascorse buona parte della carriera spostandosi tra Toscana, Liguria e Umbria, al servizio di famiglie politicamente ed economicamente potenti, autorità pubbliche, grandi ordini religiosi e confraternite.
A lui si devono imponenti polittici d’altare, forma d’arte sacra di cui fu maestro indiscusso: la ricomposizione di alcuni di questi apparati, come l’ormai smembrata pala di San Francesco al Prato di Perugia, costituisce il fulcro degli studi accolti in queste pagine.
Il volume documenta anche gli altri campi di attività di Taddeo: dalla realizzazione di stendardi processionali alle piccole tavole di devozione privata, fino all’importante ruolo di frescante con la decorazione della cappella del Palazzo Pubblico di Siena.
Il volume, curato da Marco Pierini e Gail Solberg – la più accreditata studiosa del pittore -, con saggi storici e apparati documentari, si configura pertanto come una monografia completa e aggiornata sulla figura dell’artista.
Autori dei saggi: Gail Solberg, Marco Pierini, Emanuele Zappasodi, Veruska Picchiarelli, Donal Cooper, Alberto Sartore, Machtelet Brüggen Istraëls, Christa Gardner von Teuffel, Daniele Costantini.

martedì 14 aprile 2020

Francesco Traini e la pittura a Pisa nella prima metà del Trecento

Francesco Traini e la pittura a Pisa nella prima metà del Trecento 
di  Linda Pisani
a cura di Gerardo de Simone, Marco Pierini
pp. 180, € 34,00
Silvana Editoriale, 2020
ISBN: 9788836646197

La stagione della pittura pisana raccontata in questo volume rappresenta uno straordinario crogiolo di esperienze e di linguaggi, alla cui costituzione hanno contribuito Cimabue, Giotto e Simone Martini. In questo clima prende le mosse e si afferma Francesco Traini, massimo pittore cittadino, la cui figura dalla biografia sfuggente è finalmente qui restituita nella sua statura artistica e inquadrata nel contesto culturale e storico di cui, assieme al senese Lippo Memmi e al fiorentino Buffalmacco, ma più a lungo di loro, fu indiscusso protagonista.
Linda Pisani si è laureata all’Università Cattolica di Milano, dove ha studiato con Miklòs Boskovits. Successivamente ha conseguito la Specializzazione in Storia dell’arte presso l’Università di Siena e il dottorato di ricerca all’Università degli Studi di Pisa. Ha scritto un consistente numero di saggi sulla pittura tardogotica in Toscana e la scultura del Rinascimento tra Firenze e Urbino, pubblicati su riviste scientifiche italiane e straniere.

sabato 28 dicembre 2019

Filippino Lippi. L'Annunciazione

Filippino Lippi. L'Annunciazione
a cura di Alessandro Cecchi
pp. 88, € 18,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Silvana Editoriale, 2019
ISBN: 9788836645428

L’Annunciazione di San Gimignano, divisa in due tondi e commissionata dai Signori di quella comunità per adornare la loro Udienza, venne dipinta negli anni 1483-1484 da un artista non menzionato nei Registri delle Deliberazioni e Provvisioni di quegli anni, che documentano le varie fasi della commessa, dalla prima decisione, nel 1482, al pagamento delle cornici nel 1490.
Il suo autore è ormai concordemente riconosciuto in Filippino Lippi, artista originale e dalla spiccata personalità nel panorama dell’arte fiorentina della seconda metà del Quattrocento. Qui si produce in una sua particolare versione di un soggetto tanto rappresentato, con uno studio attento della costruzione prospettica degli ambienti e degli effetti di luce, una cura singolare dei panneggi e un interesse non comune per il paesaggio e la natura morta che si deve all’influsso della pittura fiamminga.

domenica 17 febbraio 2019

Antonello da Messina

Antonello da Messina
di A.A.V.V.
pp. 304, € 40,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Skira, 2019
ISBN: 885723927

Una monografia completa su Antonello da Messina, uno degli artisti più importanti della storia dell’arte occidentale.
Antonello da Messina fu un artista eccelso e inconfondibile, considerato il più grande ritrattista del Quattrocento, autore di una traccia indelebile nella storia della pittura italiana. Giorgio Vasari lo racconta, nelle sue celeberrime Vite, come colui che carpì il segreto della pittura a olio a Jan van Eyck, e da Bruges lo portò nel Mediterraneo. Di Antonello restano purtroppo poche straordinarie opere, scampate a tragici avvenimenti naturali e all’incuria; quelle rimaste sono disperse in varie raccolte e musei fra Tirreno e Adriatico, oltre la Manica, di là dall’Atlantico. Pubblicato in occasione della straordinaria mostra a lui dedicata a Palazzo Reale di Milano, il volume presenta l’intero corpus di opere del maestro messinese e costituisce un’occasione unica e speciale per entrare nel mondo di questo artista di fondamentale importanza per la comprensione dell’arte europea.
La monografia offre una lettura originale dell’opera di Antonello avvalendosi anche di occhi diversi da quelli degli storici dell’arte: ai saggi che introducono e offrono il taglio critico del catalogo dell’artista (con le intuizioni e letture di Giovan Battista Cavalcaselle a farci da guida nel catalogo di Antonello, lui che ne fu il moderno esegeta) e al contributo di uno storico, Renzo Villa, che ricostruisce la vicenda del siciliano collocandola nel suo tempo, si affiancano infatti i testi di cinque scrittori che raccontano l’opera prediletta dell’intero corpus antonelliano. Ne scaturisce un mosaico del tutto insolito, che vede accanto Roberto Alajmo, Nicola Gardini, Jhumpa Lahiri, Giorgio Montefoschi ed Elisabetta Rasy. Ognuno con la sua scrittura, ognuno con una diversa impostazione ma tutti con una grande e comune passione: Antonello da Messina. Giovanni C.F. Villa, storico dell’arte, studioso di pittura veneta del Rinascimento e museologo, è professore di Storia dell’arte moderna e di Museologia e Critica d’arte all’Università degli Studi di Bergamo.

martedì 29 gennaio 2019

Giovanni Di Pietro da Pisa

Giovanni Di Pietro da Pisa
Un polittico da ricostruire
a cura di Simona Baiocco, Paola Martini, Francesca Porreca
pp. 64, € 15,00
Sagep editori, 2018
ISBN: 978-88-6373-602-1

Un progetto di restauro e di valorizzazione nato dalla collaborazione virtuosa di tre istituzioni museali (Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica di Torino – Museo Diocesano di Genova – Musei Civici di Pavia - Pinacoteca Malaspina), in collaborazione con il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” (CCR).
Il volume racconta un itinerario a ritroso nel tempo: un percorso che prende avvio da quattro dipinti su tavola attribuiti al pittore quattrocentesco Giovanni da Pisa, per giungere alla ricostruzione virtuale del polittico proveniente da una chiesa genovese e poi smembrato nel XIX secolo, e insieme la ricostruzione della produzione dell’artista pisano.
All’interno del catalogo che accompagna la mostra, edito da Sagep e curato da Simone Baiocco, Francesca Porreca e Paola Martini, sono  presentate singolarmente le quattro tavole, le relazioni di restauro con i dati relativi alle analisi scientifiche raccontate nei contributi di Martina Quadrelli e di Antonio Silvestri. Un interessante e articolato intervento di Clario Di Fabio (Università di Genova) si dedica a presentare l’attività di Giovanni da Pisa e le opere più significative della sua attività pittorica fino ad oggi individuate, mentre Paola Martini presenta una proposta per individuare l’edificio ecclesiastico a cui il polittico era in origine destinato.

venerdì 1 dicembre 2017

Altro Rinascimento

Altro Rinascimento
Il giovane Filippo Lippi e la Madonna di Tarquinia
a cura di Enrico Parlato
pp. 176, € 22,50
Officina Libraria, 2017
ISBN: 978-88-99765-613

Nel 1917, lo storico dell’arte Pietro Toesca riconosce nella commovente Madonna col Bambino conservata nella chiesa di Santa Maria in Valverde a Tarquinia la mano del grande artista fiorentino Filippo Lippi (1406 circa – 1469).
In occasione del centenario di questa importante scoperta, alle Gallerie Nazionali d’Arte Antica Barberini Corsini, dove oggi si conserva la pala lippesca, si è organizzata un’importante esposizione: la Madonna di Tarquinia diventa così lo spunto per analizzare, attraverso un ristretto ma ben selezionato numero di opere (tra le altre, provenienti da importanti musei e collezioni di Parigi, New York, Berlino), la figura di questo frate pittore, personaggio chiave di quella fucina eccezionale che fu la Firenze di metà Quattrocento.
Il catalogo, a cura di Enrico Parlato e redatto da importanti storici dell’arte italiani e stranieri (Anna Modigliani, Laura Cavazzini, Carlo Bertelli, Carl Strehlke, Keith Christiansen…), si sviluppa in cinque parti: nella prima, viene analizzata la figura dell’arcivescovo di Firenze Giovanni Vitelleschi, committente della pala di Tarquinia, sua città natale. Nel 1437 (data che ritroviamo nella pala stessa, sul cartiglio ai piedi della Vergine), Vitelleschi decide di tornare nella sua città d’origine, portando la pala del Lippi e facendosi edificare un sontuoso palazzo (oggi sede del Museo Nazionale Etrusco).
Nella seconda parte del volume, l’analisi “al microscopio” del capolavoro fulcro della mostra consente di esaminare gli esordi di Lippi. Entrato giovanissimo nell’ordine dei carmelitani di Firenze, gli affreschi di Masolino e Masaccio sono la sua prima scuola, ma non mancano influenze diverse come quelle di Donatello, Domenico Veneziano, Lorenzo Monaco e i fiamminghi.
La terza sezione del catalogo è dedicata al già menzionato storico dell’arte Pietro Toesca, pioniere della «documentazione fotografica» intesa come riproduzione di opere d’arte, ad uso e supporto dei suoi studi, in particolare sul Quattrocento, e all’archeologo Giuseppe Cultrera, fondatore del Museo di Tarquinia e figura centrale negli studi storico-artistici della zona dell’alto Lazio.
Infine, dopo la quarta sezione che presenta le schede delle opere esposte e un regesto documentario, l’ultima parte è dedicata al restauro e alla conservazione della Madonna di Tarquinia, di particolare interesse perché uno dei rari casi in cui si sia conservata la cornice originale.
Enrico Parlato è professore di Storia dell’Arte moderna dell’Università degli Studi della Tuscia (Viterbo). I suoi interessi spaziano dalla cultura figurativa del Quattrocento romano all’antiquaria e la riscoperta dell’antico.

sabato 23 settembre 2017

Legati da una Cintola. L'Assunta di Bernardo Daddi e l'identità di una città

Legati da una Cintola. L'Assunta di Bernardo Daddi e l'identità di una città
a cura di Andrea De Marchi, Cristina Gnoni
pp. 240, € 28,00
Mandragora, 2017
ISBN: 978-88-7461-357-1 

La Sacra Cintola, la cintura della Vergine custodita nel Duomo che per secoli è stata il tesoro più prezioso di Prato, è un simbolo religioso e civile, fulcro delle vicende artistiche della città ed elemento cardine della sua identità. La sottile striscia (di 87 centimetri) di lana di capra broccata in filo d’oro è il fulcro di un’esposizione che comprende altre opere di valore, prima tra tutte la pala di Bernardo Daddi del 1337-1338 che racconta la leggenda di come la reliquia sia stata consegnata a San Tommaso dalla Madonna al momento dell’Assunzione, sia stata portata a Prato verso il 1141 dal mercante pratese Michele Dagomari e da questi donata nel 1172, alla pieve della città.
Il catalogo dell’esposizione illustra, oltre naturalmente alla reliquia solitamente conservata nella cappella di Agnolo Gaddi nel Duomo, la serie di dipinti, sculture e miniature in mostra, che testimoniano le varie elaborazioni del tema dell’Assunta che dona la propria cintola.
In aggiunta, testi e foto propongono lo studio della cappella affrescata da Gaddi, la prepositura di Santo Stefano, le ostensioni che abitualmente avvengono a Prato e la storia del suo culto nei secoli.
Con saggi di Andrea De Marchi, Renzo Fantappiè, Claudio Cerretelli, Isabella Lapi Ballerini, Cristina Gnoni, Rita Iacopino, Marco Ciatti, Diana Toccafondi.
Schede di Aurora Corio, Chiara Marcheschi, Andrea De Marchi, Carl Brandon Strehlke, Fulvio Cervini, Cristina Gnoni, Camila Amoros, Fabiana Carelli, Viola Casaglieri, Don Renzo Fantappiè, Valentina Baffi, Lorenzo Sbaraglio, Giovanni Giura, Anna Maria Guiducci, Francesco Caglioti, Rita Iacopino, Giada Petrillo, Daniela Degl’Innocenti, Marco Campigli, Simone Giordani, Paolo Benassai, Marzia Casini, Don Marco Pratesi, Giovanni Pestelli, Claudio Cerretelli, Monica Cecchi, Dora Liscia Bemporad, Valentina Rubechini, Franco Paliaga.

venerdì 11 settembre 2015

Giotto, l'Italia

Giotto, l'Italia
a cura di Serena Romano e Pietro Petrarola
pp. 192, 120 col. ill., € 35,00
Electa, 2015
ISBN: 88-918051-3-0
 
"Giotto, l'Italia" costituisce l'evento espositivo (dal 2 settembre 2015 al 10 gennaio 2016) che concluderà il semestre di Expo a Milano. Intende attirare l'attenzione della folla cosmopolita dei visitatori di Expo su quello che è l'artista fondatore della cultura figurativa italiana, Giotto, l'alter ego di Dante Alighieri nel campo delle arti visive Il progetto si concentra su una serie di capolavori assoluti, nessuno dei quali è stato mai esposto a Milano, e che mai sono stati riuniti tutti insieme in una mostra Fra le opere in esposizione si citano come esempi, fra gli highlights, il polittico Stefaneschi, che era il retablo dell'altar maggiore di San Pietro in Vaticano, il polittico di Bologna, conservato nella Pinacoteca della città, e il polittico Baroncelli, proveniente da Santa Croce a Firenze, che per l'occasione sarà riunito ad uno scomparto originariamente pertinente il dipinto e oggi conservato a San Diego in California.
La mostra è ospitata in Palazzo Reale a Milano, che è anche il luogo dove Giotto lasciò la sua ultima opera, oggi perduta. Ai dipinti in mostra si affianca la ricostruzione della cappella Peruzzi di Santa Croce a Firenze, basata sulla documentazione fotografica a ultravioletto realizzata dall'Opificio delle Pietre Dure. Infine la ricostruzione virtuale è affidata a Studio Azzurro, che si occupa anche di arricchire il percorso espositivo con suggestioni virtuali e tecnologiche.
Il catalogo, in doppia edizione (italiano e inglese), presenta nella prima parte una serie di saggi tematici, ovvero un "racconto" delle opere in mostra, a cura dei massimi esperti dell'artista, illustrato da pregiati particolari realizzati appositamente per l'occasione.
La seconda parte è invece dedicata ad approfondimenti sulla tecnica del maestro (pittura su tavola, pittura murale) nonché ai luoghi di Giotto a Milano, saggio nel quale si evidenziano le nuove scoperte dopo i restauri appena ultimati della Crocefissione di San Gottardo.