Visualizzazione post con etichetta angioini. Mostra tutti i post
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sabato 19 aprile 2025

La sfida dei re

La sfida dei re
1283, Angiò contro Aragona
di Fulvio Delle Donne
pp. 144; € 16,00
Laterza, 2025
EAN: 9788858157619
 
1283: è da poco scoppiata la rivolta del Vespro siciliano che vede contrapposti il re Carlo d’Angiò e il re Pietro III d’Aragona. Quel conflitto politico-economico per il dominio di territori, rotte commerciali e mercati infiamma tutto il Mediterraneo. Si decide che sarà un duello tra i due sovrani a definirne gli esiti. Precisissimi trattati regolamentano nel dettaglio ogni cosa. Il suggestivo apparato scenografico, ispirato alle più nobili imprese cavalleresche dei romanzi, è costruito per colpire l’immaginazione del mondo intero. Oltre ai due re, partecipano indirettamente alcuni personaggi straordinari come il papa Martino IV, il re d’Inghilterra Edoardo I e Stefano di San Giorgio, abile diplomatico e anche temibile 007 ante litteram. A Bordeaux, luogo destinato a ospitare l’atteso e sbalorditivo duello, chi perderà andrà via lasciando sul campo dignità, onori e titoli, o almeno è quanto tutti credono. Ma davvero gli interessi delle nazioni si sottometteranno alle regole della cavalleria? O si tratta solo di una spettacolare messa in scena?
Fulvio Delle Donne è professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata. Nella sua ampia produzione scientifica coniuga metodi e interessi filologico-letterari con quelli storici, coprendo un arco cronologico che va dal VI al XVI secolo.

venerdì 3 maggio 2024

Castelluccio Acquaborrana: Breve storia

Castelluccio Acquaborrana: Breve storia
Dalle origini all’eversione della feudalità
di Umberto Palumbo
pp. 40; € 10,00
Volturnia Edizioni, 2023
EAN: 9788831338872

Nel breve saggio sono trattati i seguenti periodi della storia di Castelluccio Acquaborrana l’ìodierno Castelmauro. Periodo sannita-romano, Periodo gotico-longobardo (secoli VI-XI), Periodo svevo (secolo XIII), Periodo angioino (1266-1442), Periodo aragonese (1442-1504), Periodo del Viceregno (1504-1714), Primo periodo borbonico (1735–1799), Periodo napoleonico (1799 e decennio francese).

giovedì 29 febbraio 2024

Calabria angioina (1266-1382)

Calabria angioina (1266-1382)
Novità gotiche e tradizione bizantina al tramonto del Medioevo
a cura di Stefania Paone
pp. 372; € 34,00
Rubbettino, 2024
ISBN: 9788849878424

La mostra Calabria angioina si concentra su un periodo poco battuto ma assolutamente unico e sorprendente: l’arte gotica (nei diversi ambiti dell’architettura, scultura, pittura e oreficeria) nella Calabria del tardo Medioevo che viene affiancata, esaltandone i contrasti, alla più nota arte bizantina già presente sul territorio da secoli. L’esposizione è allestita nel Museo Civico di Altomonte, che si trova nei locali dell’antico Convento dei Domenicani e che è attiguo alla Chiesa di Santa Maria della Consolazione, edificio dalle forme gotiche che riprende i modelli delle chiese provenzali trecentesche. Ma la ricchezza della mostra non si esaurisce nella collocazione d’eccellenza, anzi si sostanzia nei numerosi manufatti esposti: non solo oreficerie, sculture, dipinti, ma anche monete, documenti e manoscritti, molti dei quali assolutamente inediti perché mai esposti in precedenza. A simboleggiare l’intera produzione di epoca angioina sono due opere in particolare: il Monumento di Isabella d’Aragona, nella cattedrale di Cosenza, e l’affresco con la Deèsis nella chiesa di San Zaccaria a Caulonia riprodotti in loco attraverso proiezioni digitali di grande efficacia realizzati da 3D Research, spin-off dell’Università della Calabria, al quale spetta anche l’avvincente racconto immersivo all’interno della chiesa, fruibile attraverso l’uso di visori. Si tratta, quindi, di un’occasione davvero unica per conoscere e apprezzare tesori nascosti della nostra terra, presentati, in modo magistrale, grazie al sapiente e meticoloso lavoro di grandi Professionisti. Questo catalogo resterà come testimonianza scritta ed illustrata anche di questo grande lavoro, e siamo certi che il lettore continuerà a sfogliarlo nel momento assai prossimo nel quale i semi piantati ad Altomonte germoglieranno in tutta la Calabria.
Stefania Paone è Professore Associato di Storia dell’arte medievale (SSD L-ART/01) presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria, dove ha ricoperto il ruolo di Ricercatore a tempo indeterminato dal 2011 al 2018.

mercoledì 29 novembre 2023

Etica della cultura e cultura del welfare

Etica della cultura e cultura del welfare
La lezione della Napoli medievale
di Rosalba Di Meglio
pp. 146; € 13,00
Editoriale Scientifica, 2023
ISBN: 979-12-5976-719-6

La vicenda dell'ospedale napoletano dell'Annunziata e degli altri banchi pubblici sembra a prima vista che abbia un orizzonte semplicemente municipale, restringendosi nella cerchia delle mura cittadine o poco al di fuori di esse, ma così non è. La prospettiva rimane ampia per le forze in gioco che sono europee (la monarchia angioina, prima, e aragonese, poi), per il ruolo di modello giocato nei secoli successivi nel sistema bancario, per il vigore intellettuale con cui sono affrontati i problemi dai sovrani e dai grandi predicatori del tempo, per la circolazione internazionale di alcuni ideali forti, religiosi e filosofici, che trovarono la propria sintesi in quello del bene comune: ideali che costituiscono le fondamenta dell'Europa e che portarono alla nascita di una vera e propria cultura del welfare, che ancora oggi per l'Unione Europea costituisce un patrimonio identitario irrinunciabile.
Rosalba Di Meglio (Torre del Greco 1975)  è professore associato di Storia medievale presso il Dipartimento di Studi umanistici (dal 2019). Si è laureata in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" nel 1998 (votazione 110/110 e lode). Subito dopo è stata borsista presso l'Istituto italiano per gli studi storici, dove ha partecipato a lezioni e seminari, e ha svolto attività di ricerca (1998-2000). Nel frattempo ha frequentato presso l'Università dove si è laureata il corso di perfezionamento in Scienze umane e nuove tecnologie, ha svolto attività di tutorato al Master in Women's studies, presso l'Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e ha frequentato corsi di lingua tedesca presso il Goethe Institut.

giovedì 17 agosto 2023

Niccolò da Reggio Calabria

Niccolò da Reggio Calabria
Galeno alla corte angioina di Napoli
a cura di Edoardo D'Angelo, Silvia Fusco, Rosa Manfredonia
pp. 154, € 15,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Rubbettino, 2023
ISBN: 9788849875171

Il volume è strutturato con una Introduzione al personaggio del medico calabrese Niccolò da Reggio Calabria (a cura di E. D’Angelo), in cui si analizzata la figura del medico reggino nel contesto della cultura del regno angioino di Napoli durante la prima metà del sec. XIV; la sua produzione scientifica e letteraria (in particolare le traduzioni di opere di Galeno e Ippocrate); le attribuzioni dubbie e pseudoepigrafiche; la produzione non-medica; le caratteristiche della tecnica versoria. Seguono studio, edizione critica e traduzione in italiano di quattro traduzioni dal greco di opere di Galeno operate da Niccolò:

– il de uinis (a cura di Edoardo D’Angelo), con introduzione sull’uso del vino nella pratica medica antica e medievale.
– il de ea, quae ex sompniis, dignotione (a cura di Edoardo D’Angelo), con introduzione sull’onirocritica nel mondo antico e medievale.
– il de dispensantibus corpus nostrum uirtutibus (a cura Rosa Manfredonia), con introduzione sulle forze vitali nel mondo antico e medievale.
– il de aquis (a cura di Silvia Fusco), con introduzione sull’idrologia nel mondo antico e medievale.
Edoardo D'Angelo è Doctor Honoris Causa dell’Université di Caen-Normandie, è professore di filologia latina medievale presso il dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa. È autore di 27 monografie e oltre 130 articoli scientifici (tra cui numerose edizioni critiche, anche principes, di testi mediolatini).
Silvia Fusco è Laureata magistrale in Archeologia e Storia dell’Arte, al Dipartimento di Scienze umanistiche presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, è borsista 2021/22 presso l’Istituto Italiano per gli Studi Storici Benedetto Croce, sviluppando un progetto di ricerca incentrato su due inedite opere pseudo-galeniche tradotte da Niccolò da Reggio Calabria.
Rosa Manfredonia è docente di Lettere nelle Scuole Secondarie, da anni membro della SISMEL e del CSSRV. Ha all’attivo una serie di pubblicazioni in campo mediolatino, tra cui 2 monografie e oltre 30 articoli scientifici. Si è occupata tra l’altro di agiografia latina del regno angioino-aragonese di Napoli, studi francescani e storia della medicina nel Mezzogiorno bassomedievale.

mercoledì 5 luglio 2023

La cattedrale di Lucera

La cattedrale di Lucera
e l’architettura angioina del primo Trecento
di Arianna Carannante
pp. 184, € 35,00
Viella, 2023
ISBN: 9791254693568
 
Il duomo di Santa Maria Assunta a Lucera costituisce la fucina di formazione di un nuovo linguaggio spaziale destinato ad avere fortuna in area adriatica verso nord. Volumi semplici dominati dal susseguirsi di archi acuti, una decorazione scarna affidata solo a portali e capitelli dall’ornato standardizzato e lineare sono le caratteristiche principali della fabbrica, il cui studio apre nuove prospettive di ricerca. La sua architettura si mostra come il frutto dell’influenza transalpina mitigata dalle componenti linguistiche proprie del linguaggio tardo romanico autoctono. Se la sua concezione formale, in pianta e in alzato, risulta debitrice delle esperienze partenopee, gli elementi di dettaglio sono il frutto della fusione di componenti d’oltralpe e locali.
Arianna Carannante è architetto e dottore di ricerca in Storia dell’Architettura presso Sapienza Università di Roma in co-tutela con la Faculté des Lettres de Sorbonne Université. È stata assegnista di ricerca presso il Politecnico di Torino ed è professore a contratto di Storia dell’Architettura presso l’Università della Tuscia. I suoi interessi di ricerca vertono sull’architettura di committenza angioina in Italia meridionale e sugli edifici ecclesiastici in Puglia tra XII e XIII secolo. Si è occupata, inoltre, dello studio dei palazzi pubblici in Italia centrale nel medioevo.

martedì 4 luglio 2023

Il rapporto di Nicola di Bojano (Morea 1361)

Il rapporto di Nicola di Bojano (Morea 1361)
Edizione e studio linguistico
di Marcello Barbato
pp. 168, € 26,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2023
ISBN: 9788893597968
 
Si riproduce qui un rapporto sullo stato dei feudi posseduti da Maria di Borbone, sposa del principe Roberto di Taranto, in Morea, l’attuale Peloponneso, appartenente allora agli Angioini di Napoli. Il testo, redatto verso la fine del gennaio 1361 dal plenipotenziario di Maria, il molisano Nicola di Bojano, ci proietta in un mondo ‘franco’, in cui le varietà italiane entrano in contatto con il greco e con il francese, e ormai anche con il catalano. Nonostante la tendenza al livellamento tipica delle scritture medievali, il rapporto appare provvisto di una notevole ‘sincerità’ linguistica e rappresenta una testimonianza preziosa del molisano antico. L’autore fornisce l’edizione del testo, accompagnata da un inquadramento storico e filologico, da note esegetiche e lessicali, e da uno studio linguistico completo.
Marcello Barbato insegna Filologia e linguistica romanza all’Università di Napoli 'L’Orientale'. I suoi campi di ricerca privilegiati sono la grammatica e la lessicologia storiche, gli antichi volgari italiani, i dialetti meridionali, la letteratura spagnola medievale. Tra le sue pubblicazioni recenti: Le lingue romanze. Profilo storico-comparativo, Roma-Bari, Laterza, 2017; Incantamenta latina et romanica. Scongiuri e formule magiche dei secoli V-XV, Roma, Salerno Editrice, 2019; Historia Troyana. Versos, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2020.

giovedì 27 aprile 2023

Politica e Chiesa nella Sicilia angioina (1266-1282)

Politica e Chiesa nella Sicilia angioina (1266-1282)
di Luciano Catalioto
pp. 248, € 16,00
Aracne, 2022
ISBN: 979-12-218-0146-0

La ricerca monografica Politica e Chiesa nella Sicilia angioina è diretta ad analizzare le vicende relative alla Sicilia nel corso dell'Età angioina (1266-1282), con particolare riferimento ai rapporti politici instaurati tra Carlo I d'Angiò e le complesse realtà religiose dell'Isola. In modo specifico, dopo un quadro storico teso a definire le fasi della conquista in senso ampio, sono analizzati gli indirizzi dell'amministrazione angioina in relazione alle singole strutture ecclesiastiche siciliane, sia episcopali sia monastiche, e sono evidenziate le politiche di conduzione adottate dai vescovati e dalle chiese regolari, attraverso un'analisi documentata di tutti gli arcivescovi, vescovi e rettori delle chiese e delle abbazie in Sicilia (Messina, Palermo, Monreale, Catania, Agrigento, Siracusa, Lipari-Patti, Cefalù, Mazara, Trapani, Marsala, Troina, ecc.). Il ricorso a fonti documentarie, molte delle quali prima inedite (come il Tabulario di Santa Maria Nuova di Monreale e molte carte del fondo dell'Archivio Capitolare di Patti, inseriti in appendice), ha consentito in particolare di tracciare per la prima volta un profilo approfondito di alcune figure di ecclesiastici che furono ai vertici del potere nel corso del Ventennio preso in esame.
Luciano Catalioto è docente di Storia medievale e Metodologia della ricerca storica medievale (M–STO/01) presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (DiCAM) dell’Università degli Studi di Messina. Dal 2003 è membro di tutti i collegi di Dottorato di Ricerca proposti dall’Ateneo di Messina (attualmente in Scienze Umanistiche), ha preso parte a gruppi di ricerca nazionali ed esteri, ha ricoperto responsabilità accademiche e scientifiche (comitati scientifici ed editoriali, direzione di collane storiche) e ha partecipato come relatore e direttore a numerosi convegni. Si è prevalentemente interessato di strutture politiche, sociali ed economiche relative al Mezzogiorno medievale dagli anni dell’emirato al tardo Quattrocento. Autore di numerosi saggi editi in sedi specializzate italiane ed estere, ha attualmente all’attivo circa ottanta pubblicazioni tra monografie, saggi e articoli, presenti e consultabili nel catalogo del MIUR, tra cui un’indagine sulla Sicilia in età angioina che ha ottenuto il Premio Internazionale di Studi Etnoantropologici.

venerdì 15 luglio 2022

Gli Angioini

Gli Angioini
La lotta per il dominio in Italia e nel Mediterraneo
di Angelo Panarese
pp. 112, € 15,00
Capone Editore, 2022
EAN: 9788883492679
 
Entro certi limiti, si può dire che con la dominazione angioina tutto accadde nel Regno di Napoli una volta per sempre: nel corso di due secoli (1266, sconfitta di Manfredi a Benevento e 1442 conquista di Alfonso d'Aragona di Napoli) sono iscritti gli splendori della vita di corte, con Napoli capitale del Regno, le grandiose opere urbanistiche con le numerose chiese, i saccheggi, le desolazioni e le tragedie dinastiche, la diffusione della peste e della carestia, la protervia della feudalità e la ripresa delle autonomie cittadine. Contemporaneamente a questi temi di politica interna, si sviluppa la lotta per il dominio in Italia e in Oriente con la creazione di un "impero mediterraneo durante l'epoca di Carlo d'Angiò e dopo di lui quella di Re Roberto il "Saggio". Tutto si manifestò e sparì in pochissimo tempo, ponendo fine al mito degli Angioini.
Angelo Panarese, laureato in Lettere e Scienze Politiche, dottore di ricerca, collabora con l’Istituto di Filosofia politica dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro ed è docente di scuola media superiore. Sindaco della città di Alberobello dal 1994 al 2001, è autore dei seguenti volumi: La Devianza minorile: il caso Puglia 1976-86. Economia, Sociologia, Diritto (Bari 1988); Felicità e cittadinanza nella teoria politica di Aristotele (Manduria 1993); Dal riscatto feudale al riconoscimento di Alberobello come patrimonio dell’umanità (Alberobello 2000); Filosofia e Stato (Lecce 2005); Storia del Regno di Napoli. Un confronto con Benedetto Croce (Lecce 2012). Per Progedit ha pubblicato: I tre Poteri (2008); Donne, giacobini e sanfedisti nella Rivoluzione napoletana del 1799 (2011), Il Mezzogiorno nel Settecento tra Riforme e Rivoluzione (2013), La “redenzione” dell’Italia (2014).

venerdì 20 novembre 2020

Civitas Invicta

Civitas Invicta
di Vito Tricarico
pp. 336, € 17,90
WLM Edizioni, 2020
EAN: 9788897382485
 
Civitas Invicta
, romanzo storico, è il racconto del tentativo di due comunità pugliesi, Butuntum e Palium, di salvare la propria gente e la propria città dalle conseguenze della guerra di successione angioina al Regno di Napoli, dopo la morte di re Roberto. La legittima erede, Giovanna D’Angiò, rimasta vedova del cugino Andrea, duca di Calabria, in conseguenza di una congiura di palazzo, sposa il cugino Luigi d’Angiò, principe di Taranto. Nel 1349 è rientrata da poco in possesso del suo regno, occupato dall’ex cognato, Luigi re d’Ungheria, le cui truppe resistono in Puglia comandate dal fratello minore Stefano, voivoda di Transilvania. Sotto la guida di Niccolò Acciaiuoli, assoldato Giovanni Pipino, palatino di Altamura, si tenta di espellere gli invasori. A complicare la situazione, le due comunità parteggiano per le due opposte fazioni. I giovani di entrambe le città, partecipanti a milizie cittadine, si dimostreranno protagonisti nei due assedi alle rispettive città e i veri artefici della soluzione…
Vito Tricarico, narratore e poeta, appassionato di storia, è nato a Palo del Colle (BA) il 4 settembre 1948. Ha lavorato in Germania presso un’azienda automobilistica, in Francia presso un’agenzia doganale e in alcune città italiane per un’azienda nazionale. Attualmente vive e lavora a Palo del Colle, ove inizia il suo percorso artistico-letterario nel 2010. Nel 2011 esordisce con Una storia palese, un po’ cronaca e un po’ romanzo. Nell’anno seguente pubblica il romanzo Erculea proles (Cultura Fresca). Vincitore del Concorso Il Cavaliere nel 2013, pubblica Cavalieri e vergini guerriere (Vitale) una raccolta di racconti e poesie. Seguono Itinerari alla riscoperta di Palo del Colle (Favia) nel 2017 e All’ombr’ du Spiaun, poesie in dialetto, nel 2018. Molte poesie e diversi racconti sono pubblicati in antologie in conseguenza della classificazione in concorsi letterari. In particolare vince nel 2017 e nel 2018 il Premio Cultora, nel 2019 e nel 2020 il Concorso Racconti pugliesi. Nel 2019 con l’inedito Civitas Invicta vince il Premio Il Romanzo Storico, pubblicato nel 2020 da WLM.

lunedì 17 agosto 2020

Sub tutela Virginis

Sub tutela Virginis
L’icona marmorea dell’abbazia di Santa Maria a Banzi e alcune note sull’arte del Trecento tra Puglia e Basilicata
di Marcello Mignozzi
pp. 112, € 13,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni Giannatelli, 2020
ISBN: 9788897906742

L’abbazia benedettina di Santa Maria a Banzi è la più antica della Basilicata. Poco è sopravvissuto della sua facies medievale: la chiesa, difatti, venne completamente ricostruita nel XVIII secolo, ma in tale occasione si decise di porre in facciata un’icona marmorea trecentesca di soggetto mariano; l’opera, mai dettagliatamente analizzata dalla critica, è qui al centro di uno studio che ne scandaglia ogni aspetto. Particolare attenzione è dedicata all’iscrizione alla base del manufatto, in cui vengono riportati l’anno di esecuzione, il nome del committente, quello dell’artista e persino la sua provenienza. Questo piccolo volume è dunque dedicato alla figura di Petrus de Baro, scultore ignoto al panorama degli studi e finalmente restituito agli onori della Storia. La disamina del singolo manufatto diventa un pretesto per indagare le dinamiche di contaminazione artistica attive nel Regno di Napoli tra Duecento e Trecento, al tempo degli Angioini.

martedì 11 giugno 2019

Gli Angiò in Italia centrale

Gli Angiò in Italia centrale
Potere e relazioni politiche in Toscana e nelle terre della Chiesa (1263-1335)
di Pierluigi Terenzi
pp. 384, € 30,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833131627

Fra Due e Trecento, l’Italia centrale vide fra i suoi protagonisti gli Angiò, la dinastia francese che subentrò agli Svevi nel regno di Sicilia. L’esperienza angioina in Toscana e nelle terre della Chiesa è stata a lungo considerata una parentesi nello sviluppo dei comuni italiani e posta in relazione alla variabile capacità del papato di controllare i propri territori. In realtà, gli Angiò si radicarono in quelle regioni e ne diventarono attori politici stabili. Leader dei guelfi italiani, furono vicari della Toscana e dell’Italia imperiale, rettori di Romagna, senatori di Roma, podestà e signori di alcune città e referenti politici di molte altre.
Come riuscirono a ottenere il potere? In cosa consisteva e come lo esercitavano? Quali gruppi li sostenevano o li osteggiavano nelle città? Come potevano convivere culture politiche all’apparenza tanto diverse come quella monarchica, quella papale e quella comunale? Questo volume, superando la frammentazione storiografica e le generalizzazioni, offre la prima indagine organica sugli Angiò in Italia centrale, per rispondere a queste e altre domande legate a uno dei temi più controversi della storia medievale, attualmente al centro di nuove riflessioni: le signorie cittadine

mercoledì 29 maggio 2019

Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo

Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo
di Francesco Senatore
pp. XIV, 1153, € 76,50
ISIME, 2018
ISBN: 978-88-98079-75-9

Attraverso una rigorosa analisi di fonti archivistiche, il volume propone una microstoria istituzionale della Capua quattrocentesca, durante i regni D’Angiò Durazzo e D’Aragona, di notevole interesse per la complessità del quadro politico e sociale che ne risulta. Vincendo tradizionali letture semplificatrici, spesso fortemente condizionate dall’ansia di comparare le vicende meridionali con quelle coeve del centro e nord della Penisola, l’autore pone in luce la peculiarità dei rapporti tra la Corona e le élites locali, con i forti tratti di collaborazione che caratterizzavano le relazioni tra il centro e la periferia, categorie queste ultime anche significativamente poste in discussione nello studio, almeno nell’accezione tradizionalmente contrappositiva. Importanti le acquisizioni sul piano della costituzione materiale del Regno e la vicenda dei suoi apparati amministrativi, connotati da una singolare dialettica tra forme in progressivo consolidamento e forte incidenza dei rapporti personali con il re, costante e pervasiva presenza nelle dinamiche di potere. Insomma, il vaglio meticoloso d’una notevole mole di fonti fa di Capua un luogo d’osservazione della diversificazione istituzionale del Regno, ponendo in discussione molti giudizi stereotipi e tralatici, e fornendo l’occasione per una discussione sulla storia meridionale assai utile alla conoscenza della formazione delle sue dirigenze e delle relative mentalità, dei rapporti tra i ceti e le istituzioni, del sovrano con i propri apparati ed, in un’espressione, del complesso intreccio d’interessi, aspirazioni, alleanze e conflitti attraverso cui la storia delle comunità si svolge nel tempo.

mercoledì 1 maggio 2019

Le guerre di Carlo d'Angiò

Le guerre di Carlo d'Angiò
Dalle battaglie di Benevento e Tagliacozzo alla guerra dei Vespri: l'epopea dimenticata del più grande sovrano del sud
di Pierluigi Romeo di Colloredo Meis
pp. 164, € 29,00
SoldiersShop, 2019
ISBN: 8893273403

Carlo I d’Angiò, re di Sicilia di qua e di là del faro, d’Albania e di Gerusalemme, principe di Acaia, conte di Provenza, del Maine, di Forcalquier e d’Anjou è un personaggio dimenticato, la cui figura in Italia è oscurata da quella di Federico II, che pure non fu all’altezza dell’Angioino e in Francia del troppo esaltato fratello Luigi IX: ma Carlo I fu un grande sovrano, considerato il re europeo più potente del suo tempo; personaggio contraddittorio, come si vedrà, pragmatico e spietato, amato ed odiato, sconta forse il fatto di esser considerato troppo francese per gli italiani- che preferirono esaltare i Vespri Siciliani come movimento di liberazione dai francesi invasori, anziché ricordare che portarono alla conquista aragonese- e troppo italiano per i francesi.
In questo libro non abbiamo la pretesa di trattare esaustivamente le realizzazioni di Carlo I nei suoi molteplici campi di attività come sovrano di Sicilia, dall’amministrazione del regno, all’erezione dei castelli e al mecenatismo ed alla protezioni delle arti, ma solo di tracciare un quadro delle guerre da lui combattute a partire dalla conquista del regno di Sicilia, con la vittoria nella battaglia di Benevento del febbraio del 1266 in cui morì Manfredi di Hohenstaufen; tratteremo poi la spedizione di Corradino di Svevia, la sconfitta sveva a Tagliacozzo nell’agosto del 1268 e la decapitazione dello Svevo a Napoli, sino a giungere alle imprese angioine in Albania e nei Balcani, culminate nell’assedio vittorioso di Belgrado e le lotte contro il risorgente impero bizantino di Michele VIII Paleologo, sino all’interminabile guerra del Vespro contro gli Aragonesi.
E’ la storia del sovrano francese che che spostò la capitale da Palermo a Napoli e che fece del regno di Sicilia la prima potenza europea e mediterranea, il cui potere si estendeva sino alla Provenza, al Peloponneso ed alle isole ioniche, ai Balcani, all’Albania ed a Tunisi.
Carlo I d’Angiò, re di Sicilia di qua e di là del faro, d’Albania e di Gerusalemme, principe di Acaia, conte di Provenza, del Maine, di Forcalquier e d’Anjou è un personaggio dimenticato, la cui figura in Italia è oscurata da quella di Federico II, che pure non fu all’altezza dell’Angioino e in Francia del troppo esaltato fratello Luigi IX: ma Carlo I fu un grande sovrano, considerato il re europeo più potente del suo tempo; personaggio contraddittorio, come si vedrà, pragmatico e spietato, amato ed odiato, sconta forse il fatto di esser considerato troppo francese per gli italiani- che preferirono esaltare i Vespri Siciliani come movimento di liberazione dai francesi invasori, anziché ricordare che portarono alla conquista aragonese- e troppo italiano per i francesi.
In questo libro non abbiamo la pretesa di trattare esaustivamente le realizzazioni di Carlo I nei suoi molteplici campi di attività come sovrano di Sicilia, dall’amministrazione del regno, all’erezione dei castelli e al mecenatismo ed alla protezioni delle arti, ma solo di tracciare un quadro delle guerre da lui combattute a partire dalla conquista del regno di Sicilia, con la vittoria nella battaglia di Benevento del febbraio del 1266 in cui morì Manfredi di Hohenstaufen; tratteremo poi la spedizione di Corradino di Svevia, la sconfitta sveva a Tagliacozzo nell’agosto del 1268 e la decapitazione dello Svevo a Napoli, sino a giungere alle imprese angioine in Albania e nei Balcani, culminate nell’assedio vittorioso di Belgrado e le lotte contro il risorgente impero bizantino di Michele VIII Paleologo, sino all’interminabile guerra del Vespro contro gli Aragonesi.
E’ la storia del sovrano francese che che spostò la capitale da Palermo a Napoli e che fece del regno di Sicilia la prima potenza europea e mediterranea, il cui potere si estendeva sino alla Provenza, al Peloponneso ed alle isole ioniche, ai Balcani, all’Albania ed a Tunisi.

lunedì 11 febbraio 2019

1268 La battaglia di Tagliacozzo

1268 La battaglia di Tagliacozzo
di Federico Canaccini
pp. 184, € 18,00
Laterza, 2019
ISBN: 9788858134160

23 agosto 1268. In una sperduta località della Marsica, Tagliacozzo, i cavalieri si preparano alla battaglia. Da un lato troviamo schierati i soldati tedeschi e i ghibellini italiani, raccolti attorno al duca di Svevia, legittimo pretendente del Regno di Sicilia, il giovanissimo Corradino. Dall’altro le truppe francesi e i guelfi della Penisola sotto le insegne del sedicente sovrano del Mezzogiorno, lo spregiudicato e ambizioso Carlo d’Angiò. Lo scontro che ne segue è destinato a segnare il futuro dell’Italia: di fatto da questo momento il Sacro Romano Impero perderà ogni ruolo nel nostro paese e per lunghi secoli il Papato si troverà a svolgere un ruolo egemonico. Non solo, da ora il Mezzogiorno si troverà ad avere nuovi sovrani stranieri, francesi o spagnoli, che ne separeranno interessi e destini dal resto della Penisola. L’introduzione, per la prima volta in Europa, delle tattiche apprese dai saraceni nel corso delle crociate, contribuisce a rendere unica questa battaglia anche da un punto di vista militare. Il mondo cavalleresco, con i suoi riti e i suoi vincoli, viene cancellato e sostituito da forme di guerra brutali e prive di remore.
Federico Canaccini, medievista, si occupa da anni di storia comunale italiana, con una particolare attenzione al conflitto tra le fazioni dei guelfi e dei ghibellini. Ha insegnato Storia della guerra nel Medioevo alla Catholic University of America di Washington, Paleografia latina alla LUMSA di Roma e collabora attualmente con l’Università Pontificia Salesiana. In qualità di ricercatore all’Università di Princeton ha intrapreso un lavoro di edizione critica di questioni quodlibetali inedite. Tra le sue pubblicazioni, Ghibellini e ghibellinismo in Toscana da Montaperti a Campaldino (2007), Matteo d’Acquasparta tra Dante e Bonifacio VIII (2008) e Al cuore del primo Giubileo (2016). Da anni è assiduo collaboratore della rivista “Medioevo”.

lunedì 28 gennaio 2019

Alfonso il Magnanimo

Alfonso il Magnanimo
Il Re del Rinascimento che fece di Napoli la capitale del Mediterraneo
di Giuseppe Caridi
pp. 376, € 25,00
Salerno Editrice, 2019
ISBN: 978-88-6973-340-6

Succeduto nel 1416, all’età di 20 anni, al padre Fer­dinando I al vertice della Corona d’Aragona, Alfonso V nel 1420 si recò a Napoli su richiesta della regina Giovanna II, che, priva di prole, lo adottò e gli assi­curò la successione al suo regno, a condizione che le prestasse aiuto contro il rivale Luigi III d’Angiò. Dopo tre anni, tuttavia, la volubile sovrana revocò l’adozione e il re d’Aragona ritornò in Spagna per risolvere i contrasti che nel frattempo erano insorti tra i suoi fratelli e il re di Castiglia, Giovanni II. Nel 1435, dopo la morte della regina Giovanna, parteci­pò contro Renato d’Angiò alla guerra di successio­ne al trono di Napoli, che riuscì a conquistare nel 1442. Per consolidare quel trono Alfonso prese parte alle guerre che fino alla pace di Lodi del 1454 impe­gnarono i diversi potentati italiani, proseguendo tut­tavia poi a combattere con la repubblica di Genova, i cui mercanti erano i principali concorrenti dei suoi sudditi catalani nel Mediterraneo.
Napoli divenne di fatto la capitale dei domini di Alfonso che, grazie al mecenatismo con cui accolse gli uomini di cultura, fece della sua corte un im­portante centro del Rinascimento italiano. Per la sua liberalità gli umanisti gli attribuirono l’appellativo di Magnanimo.
Controversi furono i rapporti con il papato, che gli contendeva l’alta sovranità sul Mezzogiorno d’Italia. Esortato ripetutamente a rientrare in patria, il sovrano, fino alla morte avvenuta nel 1458, malgrado l’impe­gno assunto non si allontanò più dal regno di Napoli, in cui vi erano i principali affetti familiari – i figli na­turali e i nipoti – e soprattutto una giovane nobildon­na, Lucrezia d’Alagno, della quale si era innamorato.
Giuseppe Caridi insegna Storia moderna all’Università di Messina. Studioso del Mezzogiorno dal Basso Medioevo all’Ottocento, ha pubblicato numerosi saggi, tra cui: Il Regno di Napoli nel primo periodo borbonico (2005).

martedì 16 ottobre 2018

Il Mezzogiorno medievale

Il Mezzogiorno medievale
Normanni, svevi, angioini, aragonesi nei secoli XI-XV
di Salvatore Tramontana
pp. 286, € 14,00
Carocci, 2018
ISBN: 9788843093762

Questo libro intende ripercorrere le vicende del Mezzogiorno peninsulare e della Sicilia dall’XI al XV secolo con un linguaggio appropriato anche ai non specialisti e in una chiave interpretativa e didattica attenta sia alle fonti sia alle più recenti indagini storiografiche. Ricostruendo l’intreccio tra politica, istituzioni, economia, società, cultura - senza dimenticare la dimensione della vita quotidiana -, questo volume offre una puntuale ricostruzione degli eventi che portarono all'insediamento normanno e alla monarchia di Federico II, al dominio di Carlo I d’Angiò, al Vespro, alla frattura del regno e alla sua successiva riunificazione con Alfonso il Magnanimo, all'arrivo di Carlo VIII a Napoli e al regno di Ferdinando il Cattolico in Sicilia. Sempre visibile rimane, nel corso del testo, il richiamo alle forze profonde della storia e alle loro spinte propulsive radicate nelle diversità locali e temporali: il mondo rurale e i metodi di coltivazione; il sistema feudale e l’aristocrazia urbana; le città e le loro valenze politiche ed economiche.
Salvatore Tramontana è stato ordinario di Storia medievale e autore di numerosi saggi e volumi.

giovedì 6 settembre 2018

Giornata fatale. 23 agosto 1268: La battaglia di Tagliacozzo

Giornata fatale. 23 agosto 1268: La battaglia di Tagliacozzo
di Domenico Colasante
pp. 270, € 16,00
Ginevra Bentivoglio Editoria, 2018
ISBN: 8899618704

Nei piani Palentini presso il lago Fucino in Abruzzo si fronteggiano due grandi eserciti, quello italo-svevo guidato da Corradino di Svevia, che tenta di riconquistare il regno di Sicilia, e quello francese di Carlo D'Angiò che l'ha occupato militarmente con l'avallo politico della Chiesa. Da quel tragico evento sono trascorsi dieci anni allorché dal suo triste esilio di Praga il notaio abruzzese Pietro da Prezza, vicecancelliere e fedele consigliere di Corradino, decide di attingere al suo diario per narrare in prima persona fatti, antefatti e conseguenze di quella giornata fatale in cui si decide la fine del dominio svevo in Italia. Pur se filtrato dalla finzione del romanzo storico ne sortisce un emozionante affresco dell'Italia della metà del XIII secolo, dei suoi paesaggi, delle città attraversate come Verona, Pavia, Pisa, Siena, Roma e Napoli, ma anche della cruenta guerra civile fra guelfi e ghibellini in cui sono coinvolti uomini, città e istituzioni.

sabato 21 luglio 2018

San Michele in Monte Laureto a Putignano

San Michele in Monte Laureto a Putignano
La Grotta dell'Angelo e la cultura pittorica angioina nel meridione barese
di Marcello Mingozzi
Quorum Edizioni, 2018
ISBN: 978-88-99224-30-1

Il volume ricostruisce la storia della chiesa rupestre di San Michele in Monte Laureto a Putignano, indagandone gli aspetti storiografico, storico e soprattutto artistico. L’analisi incrociata dei dati archivistici e artistici permette di comprendere il valore di un santuario medievale quasi dimenticato. Il grandioso affresco trecentesco con la Crocifissione, realizzato da due artisti pugliesi molto affascinati dall’arte napoletana, viene finalmente inserito nel contesto pittorico angioino della regione, poco studiato per il subcomparto a sud di Bari. In tal senso molto spazio è dedicato non solo alla disamina del tema della Crocifissione nella pittura dell’intera regione, ma anche ad affreschi, molti dei quali inediti, a Polignano, Mola di Bari, Monopoli, Noci, Conversano, Rutigliano, Capurso, Triggiano. Parte del lavoro è poi dedicata alle vicende della grotta in età moderna, dunque alle sculture di Stefano da Putignano, per poi giungere all’età contemporanea. Lo studio dei tramiti viari in età medievale permette infine di ricomporre il complesso quadro dei pellegrinaggi, ma anche delle relazioni politiche e artistiche tra Putignano e il Principato di Taranto. Il volume si fregia di una densa prefazione firmata da Giorgio Otranto.

venerdì 27 aprile 2018

Storia di una regina

Storia di una regina
Giovanna I d'Angiò e la sua tragica fine nel castello di Muro Lucano
di Chiara Ponte
pp. 276, €16,00
Youcanprint, 2018
ISBN: 9788827808665
 
Il saggio prende in esame la figura di Giovanna I d'Angiò analizzando la vicenda storica e umana di una delle donne più potenti del medioevo; cenni biografici e notizie sul regno in cui si intrecciarono intrighi, lotte di potere, avventure amorose, ma anche il ritratto e la complessa personalità di una regina illuminata e colta. Il testo si sofferma su un tema trascurato dalla storiografia: il tragico epilogo della sua vicenda avvolto da un alone di mistero, che vede la sovrana privata del potere dopo 40 anni di governo, imprigionata e assassinata nell'antica fortezza di Muro Lucano. Riportando documenti dell'epoca, interpretazioni storiografiche e testimonianze indirette, si vuole fornire maggiori dettagli e dare risposta ai numerosi interrogativi che ruotano intorno alla sua morte. A rendere innovativo il testo è anche la disamina del personaggio nell'arte, nella letteratura, nei racconti popolari e nelle leggende di cui è protagonista. Il saggio vuole presentare al pubblico la storia di una donna originale rispetto a quelle della sua epoca e restituire ai lettori un'immagine oggettiva di una sovrana che per secoli è stata esecrata e dimenticata.