La guerra dei mille anni
Dieci secoli di conflitto fra Oriente e Occidente
di Arrigo Petacco
Utet, 2017
ISBN: 9788851144555

Nell’ottobre dell’801, nella piccola località di Porto Venere
attraccarono alcune navi su cui torreggiavano le insegne del califfo: lo
sfavillante corteo dell’ambasciatore Ibrahim ibn al-Aghlabn era diretto
ad Aquisgrana, carico di doni per l’imperatore Carlo Magno, incluso un
maestoso elefante albino che seminò il panico tra gli abitanti del
minuscolo borgo. Si trattava della degna risposta a una prima ambasciata
dell’imperatore a Baghdad, nel 797, volta a stringere rapporti col
califfato per fronteggiare i pirati musulmani che infestavano il
Mediterraneo e per arginare la presenza omayyade in Spagna. L’immagine
di quell’elefante, apparso nel golfo ligure come un esotico miraggio,
rimane impressa a segnare una tregua momentanea nel lungo, conflittuale e
sanguinoso rapporto tra Oriente islamico e Occidente cristiano.
Meno di due secoli prima, dopo la morte di Maometto, le masse islamiche
si erano affacciate al Mediterraneo dalle profondità del deserto, fino a
lambire i confini dell’impero erede dell’antica tradizione romana:
Bisanzio. Sotto la guida dei primi califfi, le avanguardie di una nuova
religione, simile e al contempo diversa dal cristianesimo, si lanciarono
alla conquista di nuove terre e alla sottomissione di interi popoli. Ma
fu solo con le prime crociate che il mondo cristiano abbracciò una
volta per tutte l’idea di un conflitto religioso oltre che politico,
dando il via a una terribile Guerra dei mille anni.
In questo lungo e avvincente racconto storico cambieranno gli attori
principali e gli assetti geopolitici, nasceranno nuovi imperi e cadranno
nella polvere magnifici sultani e orgogliosi sovrani, si combatteranno
grandiose battaglie e logoranti assedi, muteranno le armi e le
tecnologie fino a giungere sulle soglie del terzo millennio. Sembra
infatti sorgere all’orizzonte l’alba di un nuovo, crudele califfato, che
per l’Occidente non ha in serbo cortei, né regalie, né tanto meno
elefanti in dono: efferatezze e terrorismo sono la loro unica idea di
ambasciata.
Arrigo Petacco scandaglia senza remore e pregiudizi dieci secoli di
scontri e violenza, alleanze e sotterfugi, massacri e devastazioni, per
individuare cause e premesse di un presente che si fa di giorno in
giorno più inquieto.
Arrigo Petacco (1929), giornalista e storico italiano, è stato direttore
de “La Nazione”, del mensile “Storia illustrata” e del programma
Speciale TG1. Inviato speciale della RAI, ha curato vari programmi
televisivi di attualità e di approfondimento storico e ha inoltre
sceneggiato film e teleromanzi. Tra le sue numerose pubblicazioni di
argomento storico: L’anarchico che venne dall’America (1969), Joe Petrosino (1972), Il prefetto di ferro (1975), Il Cristo dell’Amiata. La storia di David Lazzaretti (1978), Pavolini, l’ultima raffica di Salò (1982), Regina. La vita e i segreti di Maria José (1997), ¡Viva la muerte! (2006), Il regno del Nord (2009),Quelli che dissero no (2011), Eva e Claretta (2012), A Mosca, solo andata (2013), La storia ci ha mentito (2014), Nazisti in fuga (2014), Come eravamo negli anni di guerra (2015) e La nostra guerra 1940-1945 (2016).