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mercoledì 10 aprile 2024

Antonello da Messina nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria

Antonello da Messina nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria
Studi scientifici, tecnica di esecuzione, notizie storico-artistiche e restauro
a cura di Giulia Germinario, Gloria Tranquilli, Daniela Vinci
pp. 208; € 29,00 (Acqiuista online con il 5% di sconto)
Rubbettino, 2024
ISBN: 9788849880335

Il volume illustra l’ampio lavoro di studio e ricerca che ha accompagnato il restauro dei due dipinti di Antonello da Messina, conservati nella Pinacoteca Civica di Reggio Calabria. Opere giovanili dell’artista messinese, sono giunte nel laboratorio dei dipinti su tavola dell’Istituto Centrale del Restauro grazie alla storica collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia che ne ha garantito la conservazione dagli anni Quaranta del Novecento. L’intento è stato quello di ampliare la conoscenza della prima fase dell’attività di Antonello da Messina attraverso l’elaborazione dei numerosi dati scientifici della campagna diagnostica, che ha avuto come focus lo studio della genesi compositiva dell’opera, la caratterizzazione dei materiali costitutivi e il controllo delle operazioni di restauro. Le immagini documentano le fasi dell’intervento e il recupero dei valori cromatici dei due piccoli capolavori. Tale articolato e specialistico lavoro di ricerca ha inoltre stimolato ulteriori riflessioni sul modus operandi del pittore siciliano.
Giulia Germinario è Ricercatrice dell’ISPC-CNR di Lecce, laurea in Diagnostica dei Beni Culturali e dottorato in Scienze Chimiche e Molecolari, è esperta di analisi scientifiche delle opere d’arte antiche e contemporanee. Ha pubblicato diversi lavori su riviste scientifiche. Insegna Chimica dei pigmenti e dei leganti presso l’ICR.
Gloria Tranquilli Ex-funzionario restauratore del MiC, laurea ICR, laurea specialistica in Conservazione dei Beni Culturali, ha prestato servizio a Venezia dove ha restaurato capolavori delle Gallerie dell’Accademia. Come docente ICR ha esercitato attività sia teorica che operativa. Ha pubblicato articoli sulla storia della conservazione.
Danila Vinci è Funzionario storico dell’arte del MiC in servizio presso la SABAP di Reggio Calabria e Vibo Valentia, laurea in Conservazione dei Beni Culturali, specializzazione in Tutela e valorizzazione dei beni storico-artistici, ha pubblicato lavori su beni storico-artistici calabresi.

sabato 14 gennaio 2023

«Il più grande palinsesto dell’alto medioevo»

«Il più grande palinsesto dell’alto medioevo»
Il restauro dei dipinti murali di Santa Maria Antiqua al Foro romano dal 1900 al 1960 e oltre
di Paola Pogliani
pp. 176, € 24,00
Edifir Edizioni Firenze 2022
ISBN: 978-88-9280-127-1
 
Il volume ripercorre la storia conservativa dei dipinti murali della chiesa di Santa Maria Antiqua al Foro romano dal momento della scoperta al 1960 proiettandosi fino all’ultimo restauro concluso nel 2015. Un caso complesso e paradigmatico al centro del dibattito storico sin dalla scoperta avvenuta con lo scavo condotto da Giacomo Boni nel 1900 che restituì un monumento cardine dell’Altomedioevo con le sue pitture, databili dal VI al IX secolo, che costituiscono l’asse portante della cultura artistica bizantina a Roma. Le vicende storiche del loro restauro rappresentano l’esempio più alto nel quadro dei restauri condotti sui cicli pittorici medievali a Roma. Un racconto avvincente che qui si dipana seguendo i fili degli interventi, delle scelte metodologiche e operative che si nutrono del dibattito sulla conservazione dei dipinti murali nella prima metà del Novecento e trovano, di volta in volta, un filo conduttore nel criterio dell’autenticità della materia dell’opera d’arte. I tempi del restauro sono scanditi da una prima fase (1900-1910) che vede protagonisti Boni e Tito Venturini Papari, e una seconda fase condotta dall’Istituto Centrale del Restauro (1945-1960) diretto da Cesare Brandi. Nel riconoscere la centralità delle pitture della chiesa forense, gli interventi di restauro, ricostruiti attraverso la documentazione d’archivio e l’analisi autoptica dei dipinti, si muovono fra istanze conservative e tecnicismi esprimendo la cultura del proprio tempo.
Paola Pogliani è storica dell’arte, ricercatore nel settore di Museologia e critica d’arte e del restauro presso l’Università degli Studi della Tuscia dove è vice direttore dei Laboratori di Restauro e insegna Museologia/Didattica museale e Procedimenti esecutivi e documentazione delle tecniche artistiche. I suoi studi sono volti alla comprensione degli aspetti tecnico formali delle opere d’arte e alle implicazioni che hanno con la storia del restauro e la museologia. A questi temi, che costituiscono l’asse dei progetti di ricerca nazionali ed internazionali a cui partecipa e di cui è responsabile scientifico, ha dedicato pubblicazioni e contributi in convegni scientifici fra cui: Sguardi sulle tecniche d’esecuzione nella cultura italiana degli anni Trenta (2013); La riflessione sul trattamento della lacuna negli anni Trenta e le origini del tratteggio (2020); Il Museo Civico di Viterbo negli anni Cinquanta. Franco Minissi e Umberto Piazzo (2022).