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domenica 29 dicembre 2024

Non sono favole, ma vere istorie

Non sono favole, ma vere istorie
Studi sulla novella
di Anna Maria Cabrini
a cura di Cristina Zampese
pp. 230; € 28,00
Ledizioni, 2024

Il volume riunisce nove saggi, pubblicati da Anna Maria Cabrini in varie sedi tra il 1990 e il 2022 e dedicati principalmente alle strategie compositive nelle raccolte di novelle fra Tre e Cinquecento: riprese strutturali, riscrittura delle fonti e intersezioni fra letteratura e cronaca, funzioni retoriche. Sono oggetto di studio il Decameron; le sillogi di Sercambi, di Ser Giovanni fiorentino, di Sacchetti; ilParadiso degli Alberti e soprattutto le Novelle di Matteo Bandello.
Anna Maria Cabrini, ordinario di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Studi letterari, filologici e linguistici dell’Università degli Studi di Milano, è autrice di monografie e saggi su Machiavelli, la cronachistica e la storiografia fiorentina (da Villani a Guicciardini), la letteratura umanistica e rinascimentale (con particolare riferimento a Bruni, Alberti, Poliziano, Castiglione, Ariosto), la novellistica trecinquecentesca, da Boccaccio a Bandello.
Cristina Zampese è professore associato di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Studi letterari, filologici e linguistici dell’Università degli Studi di Milano. Si occupa principalmente di letteratura dal Tre al Cinquecento, e in particolare di Boiardo e di Ariosto. Fa parte del Comitato nazionale per le celebrazioni del quinto centenario dell’Orlando Furioso.

sabato 3 agosto 2024

Partecipare alla libertà nella legge

Partecipare alla libertà nella legge
Narrativa e giurisprudenza a Firenze fra Trecento e Quattrocento
di Mario Conetti
pp. 240; € 22,00
Mimesis, 2024
EAN: 9791222308746

Oggetto di questo saggio sono le novelle che parlano del diritto e della politica comprese nelle importanti raccolte composte a Firenze tra il 1360 e il 1430 (Trecentonovelle, Il Pecorone, Paradiso degli Alberti). A Firenze era il momento di massima fioritura per la narrativa in volgare e un periodo di esperimenti politici e istituzionali. Il testo delle novelle viene analizzato con gli strumenti della critica letteraria strutturalista (facendo riferimento a classici come Greimas, Lotman, Todorov, Genette), per far emergere i contenuti politici e giuridici. Le novelle, infatti, sono farcite di riferimenti al diritto, alle istituzioni, ai personaggi e alle vicende dell’attualità politica. In apparenza sono solo allusioni, ma in realtà costituiscono rimandi molto precisi, che possono permettersi di essere rapidi perché il lettore sapeva di che cosa si stava parlando. La narrazione vuole dire qualcosa di significativo riguardo al diritto e alla politica e lo fa con racconti avvincenti e accattivanti per catturare un pubblico vasto. Al centro dell’attenzione è l’amministrazione pubblica, in particolare la giustizia e i processi, ma anche la fiscalità. Emerge la polemica contro i poteri monarchici e le signorie, intesi in luce molto negativa, ma apprezzati per l’efficacia e la capacità decisionista di incidere nella società. Il contesto in cui si colloca questa narrativa è dato dalle vicende e dalla cultura politica e giuridica a Firenze fra Trecento e Quattrocento. L’esigenza fondamentale condivisa dagli autori e dai primi lettori di queste novelle era garantire la partecipazione di tutti al governo e l’efficienza del potere pubblico, di fronte a problemi come la corruzione e l’incompetenza dei funzionari, le storture del sistema giudiziario e tributario, le divisioni e le contrapposizioni politiche. I valori fondamentali che la politica e il diritto dovrebbero tutelare sono la pace e la libertà. Libertà vuol dire che le leggi devono essere fatte nell’interesse di tutti e che tutti devono obbedire ugualmente alle leggi. Questo studio è scritto col rigore della ricerca universitaria, ma si rivolge a un pubblico di lettori formato non solo da specialisti, dal momento che affronta problemi di sei secoli fa che sono tali anche oggi: costanti dell’esperienza italiana del diritto e della politica. Questa ricerca si colloca a cavallo tra discipline diverse: narratologia e critica letteraria, storia politica e istituzionale, storia del diritto.
Mario Conetti, dopo studi di diritto, filosofia e teologia, insegna da dieci anni Storia medievale all’Università degli studi dell’Insubria, sede di Como, nell’ambito del corso di laurea in Scienze del turismo. Il suo campo di studi più specifico è la storia delle istituzioni e delle idee giuridiche e politiche del medio evo maturo, cui affianca tante altre passioni: il rugby, la gastronomia, la scultura lignea, l’esoterismo e la letteratura del fantastico. Conetti è socio della Società italiana per lo studio del pensiero medievale e della Società internazionale per lo studio del Medio Evo latino.

martedì 6 luglio 2021

La storia di Piramo e Tisbe

La storia di Piramo e Tisbe
Una novella tedesca medievale
a cura di Anna Cappellotto
pp. 112, € 12,00
Carocci, 2021
ISBN: 8829005657
 
Il volume offre la prima traduzione italiana del mito di Piramo e Tisbe, tratta dall’unica versione a noi giunta in alto-tedesco medio (prima metà del XIV secolo). La novella, anonima, rilegge una delle fabulae più note delle Metamorfosi di Ovidio, medievalizzandola profondamente. Conservata la sostanza narrativa, il testo racconta la potenza di un sentimento contrastato duramente, ma alimentato dalle parole che i due amanti si scambiano di continuo attraverso la crepa di un muro divisorio, medium prediletto d’amore. A causa dell’insensata arbitrarietà del fato, il loro incontro segreto si rivelerà funesto: la fine tragica viene suggellata da un legame indissolubile, come l’intreccio della vite che miracolosamente unisce gli amanti infelici nella tomba.
Anna Cappellotto è ricercatrice di Filologia Germanica all'Università degli Studi di Verona.

domenica 31 dicembre 2017

Cento e una notte

Cento e una notte
di Anonimo
a cura di Claudia Ott, Elisabetta Benigni
Traduzione di Isabella Amico Di Meane
pp. XLIV - 314, € 32,00
Einaudi, 2017
ISBN: 9788806216016
 
Il manoscritto delle Cento e una notte conservato presso l'Aga Khan Museum in Canada, datato 1234, è il piú antico fra quelli che ci hanno trasmesso questa raccolta di novellistica araba di area andalusa, autonoma rispetto alle Mille e una notte ma con molti punti di contatto, a partire dal personaggio di Shahrazād. Questo manoscritto è stato tradotto per la prima volta in una lingua europea nel 2012 dall'arabista tedesca Claudia Ott. L'edizione italiana segue quella della Ott con un ulteriore confronto con il testo arabo. Rispetto alle Mille e una notte, il repertorio di storie è in larga parte diverso e la struttura narrativa, per quanto organizzata in una cornice molto simile, è meno legata a un disegno unitario e programmatico. Le storie che si succedono qui sono di genere e contenuto molto vario, sono brevi e compatte, tematicamente accorpate, con un ritmo serrato e una tensione drammatica concentrata. È la forma racconto che si svilupperà anche nelle letterature romanze di poco successive (il Novellino è piú recente di circa mezzo secolo). E le Cento e una notte hanno sicuramente circolato fuori dell'Andalusia e del mondo arabo se alcuni nomi, situazioni ed episodi di questo libro sono finiti addirittura nell'Orlando innamorato del Boiardo e nel Furioso dell'Ariosto.
Come si approda, prendendo le mosse da India e Iran e passando per la Terra dei Boccioli e il Uadi dei Barbari, in Nordafrica e Andalusia? Dov'è che sorprendiamo astute mogli amoreggiare con i loro appassionati amanti, imbattendoci un attimo dopo in draghi che sputano fuoco e in bellicose amazzoni in lotta con cavalieri ed eroi? Che cos'hanno in comune i mercanti di Qayrawan e i cannibali dell'Isola della Canfora? E chi è a descriverci - secoli prima di Leonardo da Vinci - un velivolo di legno dotato di vite per l'ascesa e la discesa e i rilevatori di movimento senza dubbio piú antichi della storia della letteratura mondiale? La raccolta di racconti araba delle Cento e una notte, di epoca medievale, riunisce generi, protagonisti e scenari diversissimi tra loro in una suggestiva e variopinta composizione di temi e soggetti. Ogni singola storia, già avvincente di per sé, costituisce insieme alle altre un patrimonio narrativo di inestimabile valore, sia tenuto conto dei suoi luoghi e canali di trasmissione, che ricomprendono quasi l'intero mondo al tempo conosciuto, sia per la sua immediatezza e freschezza poetica, conservatasi fino al giorno d'oggi.