venerdì 31 maggio 2019

Maria nel Medioevo fra antropologia e teologia

Maria nel Medioevo fra antropologia e teologia
di Kari Elisabeth Børresen
pp. 256, € 24,00
Edizioni Il Pozzo di Giacobbe, 2019
ISBN: 978-88-6124-760-4
  
Alla morte di Kari E. Børresen, nell'aprile del 2016, alcune sue colleghe e amiche (Sara Cabibbo, Franca Ela Consolino, Cettina Militello, Marinella Perroni, Emanuela Prinzivalli) hanno deciso di renderle omaggio pubblicando in traduzione italiana una delle sue prime opere, Anthropologie médiévale et théologie mariale (Oslo 1971), e rendere così partecipe anche il pubblico italiano di uno degli apporti magistrali del pensiero della grande ricercatrice norvegese. La sua investigazione sul rapporto tra antropologia medievale e mariologia ha infatti segnato un punto di non ritorno della riflessione mariologica. Benché datata, quindi, essa non può comunque essere ignorata dalle nuove generazioni di studiosi, a cui il metodo di indagine di Kari Børresen mostra come soltanto la ricerca storica possa fornire lo strumentario adatto a un’adeguata comprensione della mariologia oltre che di tutta la storia del pensiero teologico. Da studiosa di storia delle idee e, in particolare, come studiosa dell’interazione fra linguaggio su Dio e antropologia, Børresen concentra il suo interesse sulla tarda antichità e sul medioevo, una stagione quanto mai decisiva per l’elaborazione dottrinale della teologia cristiana in cui affonda le sue radici, in modo tutto particolare, il pensiero mariologico. Da femminista, poi, Børresen cerca di portare alla luce i motivi alla base di quel forte androcentrismo che connota la teologia cattolica tradizionale e di cui il pensiero mariologico è stato e continua a essere uno dei vettori più potenti. La traduzione del saggio di Børresen è seguita da un suo articolo sullo stesso tema, apparso nel 1983 sulla rivista Concilium. Completano il libro una prefazione di Cettina Militello e una postfazione di Arianna Rotondo, alla quale si deve anche la cura dell’intero volume.

giovedì 30 maggio 2019

Castiglione Olona. La prima città ideale dell'Umanesimo

Castiglione Olona
La prima città ideale dell'Umanesimo
di Andrea Spiriti
pp. 224, € 22,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Mimesis Edizioni, 2019
ISBN: 9788857552750

La prima città ideale dell’Umanesimo è Castiglione Olona, rifondata nel 1422 e ultimata verso il 1440 dal cardinale Branda Castiglioni sulle terre di famiglia. Non si tratta del semplice abbellimento di un centro urbano, bensì della progettazione di un nucleo visto come spazio ideale per l’abitabilità umana, insieme paradigma e utopia. È il primo caso dell’Umanesimo, anteriore di un trentennio a Pienza, e capostipite di una lunga seriazione che giunge fino al Ventesimo secolo. Il progetto risale al cardinale Branda, protagonista dell’età dei Concili (Costanza, Basilea, Ferrara-Firenze) e grande diplomatico al servizio europeo della Santa Sede. Questo spiega il secondo aspetto del suo progetto: fare di Castiglione una sintesi dell’Europa, un microcosmo che riassume il macrocosmo. Il volume è finalizzato a una lettura nuova e sistematica della città ideale, con importanti acquisizioni attributive, cronologiche, iconografiche e iconologiche, e con le ultime risultanze dei restauri.
Andrea Spiriti, Professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università degli Studi dell’Insubria, Direttore scientifico della rivista “Artisti dei Laghi”, Direttore scientifico di Appacuvi, Conservatore dei Musei Civici di Castiglione Olona, Coordinatore scientifico del Museo Giovanni Paolo II – Fondazione Porczyński di Varsavia, membro dell’Istituto Universitario “La Corte en Europa”. Specialista di storia dell’arte lombarda nei secoli XVI-XVIII, autore di oltre duecentonovanta pubblicazioni.

mercoledì 29 maggio 2019

Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo

Una città, il regno: istituzioni e società a Capua nel XV secolo
di Francesco Senatore
pp. XIV, 1153, € 76,50
ISIME, 2018
ISBN: 978-88-98079-75-9

Attraverso una rigorosa analisi di fonti archivistiche, il volume propone una microstoria istituzionale della Capua quattrocentesca, durante i regni D’Angiò Durazzo e D’Aragona, di notevole interesse per la complessità del quadro politico e sociale che ne risulta. Vincendo tradizionali letture semplificatrici, spesso fortemente condizionate dall’ansia di comparare le vicende meridionali con quelle coeve del centro e nord della Penisola, l’autore pone in luce la peculiarità dei rapporti tra la Corona e le élites locali, con i forti tratti di collaborazione che caratterizzavano le relazioni tra il centro e la periferia, categorie queste ultime anche significativamente poste in discussione nello studio, almeno nell’accezione tradizionalmente contrappositiva. Importanti le acquisizioni sul piano della costituzione materiale del Regno e la vicenda dei suoi apparati amministrativi, connotati da una singolare dialettica tra forme in progressivo consolidamento e forte incidenza dei rapporti personali con il re, costante e pervasiva presenza nelle dinamiche di potere. Insomma, il vaglio meticoloso d’una notevole mole di fonti fa di Capua un luogo d’osservazione della diversificazione istituzionale del Regno, ponendo in discussione molti giudizi stereotipi e tralatici, e fornendo l’occasione per una discussione sulla storia meridionale assai utile alla conoscenza della formazione delle sue dirigenze e delle relative mentalità, dei rapporti tra i ceti e le istituzioni, del sovrano con i propri apparati ed, in un’espressione, del complesso intreccio d’interessi, aspirazioni, alleanze e conflitti attraverso cui la storia delle comunità si svolge nel tempo.

martedì 28 maggio 2019

La congiura dei Pazzi

La congiura dei Pazzi
Intrighi politici, sangue e vendetta nella Firenze dei Medici
di Lauro Martines
pp. 368, € 14,50
Oscar Mondadori, 2018
ISBN: 9788804678250

Nel 1478 Firenze, capitale dell’Umanesimo e centro economico e politico di una nuova Europa proiettata fuori dal Medioevo, è saldamente governata da Lorenzo il Magnifico. Ma il suo potere non è esente da forti e violente opposizioni. Domenica 26 aprile, durante la messa nella cattedrale, avviene il più sanguinoso attacco alla famiglia dei Medici: la congiura dei Pazzi. Lorenzo è ferito, suo fratello Giuliano muore. La vendetta è fulminea e inesorabile.
Lauro Martines racconta uno dei più truci episodi della storia fiorentina, riportandoci nel cuore di un’epoca straordinaria, in cui, accanto ai potenti impulsi alla crescita economica, politica, culturale, urbanistica, prospera un’indomabile volontà di potenza e sopraffazione perpetrata con ogni possibile inganno, intrigo, vendetta.
Lauro Martines, professore emerito dell'University of California, Los Angeles, esperto di umanesimo italiano, è autore di numerosi studi sull'Italia del Quattrocento, tra cui Power and Imagination. City States in Renaissance Italy. Per Mondadori ha pubblicato La congiura dei Pazzi (2004), Savonarola (2008).

lunedì 27 maggio 2019

Longobardi

Longobardi
I nostri padri
di Giancarlo Signore
pp. 304, € 17,00
Edizioni LSWR, 2019
ISBN: 8868957590

Conosciamo i Longobardi? Oppure ne abbiamo soltanto un ricordo scolastico? Popolo in armi, essi iniziarono la loro migrazione verso sud, movendo dalle brume Scandinave e sempre con le armi conquistarono la loro sopravvivenza. Giunsero in Italia nel 568 guidati da Alboino e ne vollero fare la loro patria, apprendendo la civiltà romano-italica e la religione cattolica, difendendola. Combatterono contro i Franchi, i Bizantini, gli Arabi, gli Slavi; senza la loro determinazione oggi l’Italia sarebbe diversa, sicuramente non nostra. Il testo, con laica imparzialità, intende riscoprire la storia dei Longobardi non solo per evidenziare le iniziali diversità dal mondo latino, ma per valorizzare la volontà che tra mille “avventure” li farà, infine, sentire Italiani. Alboino, Autari, la splendida Teodolinda, Agilulfo e Rotari sono i magnifici guerrieri che di fatto hanno partecipato alla costruzione della storia d’Italia. Il paradigma del testo è riconoscere dignità ai Longobardi, perché lo hanno meritato, perché sono i nostri padri.

domenica 26 maggio 2019

Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli

Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli
di Guido D'Agostino
pp. XII+188, 18,00
Edizioni Scientifiche Italiane, 2018
ISBN: 9788849537635
 
Il primo Parlamento Generale del Regno aragonese di Napoli, convocato da Alfonso il Magnanimo il Magnanimo appena compiuta la conquista del Mezzogiorno continentale, inaugura la lunga sequenza della storia parlamentare meridionale nell’età spagnola (1442-1642). Ed è bene, al riguardo, e qualunque sia la valutazione complessiva della vita e dell’attività svolta dalle assemblee in questione, ribadire che attraverso lo studio e la ricostruzione dei parlamenti, delle loro strutture, funzioni e prassi, emergono e si possono approfondire i più vari temi ed aspetti della storia complessiva di una data realtà geo-politica e statuale. Il caso presentato in questo volume fissa alcuni punti fermi in relazione a dibattute e controverse questioni quali quelle riguardanti la natura stessa del Parlamento che il Sovrano impianta, o ‘trapianta’, nel Regno rispetto alle omologhe istituzioni del contesto iberico, o anche delle grandi Isole (Sardegna e Sicilia) in cui erano già state poste in essere. Largo spazio viene dedicato, altresì, al «riscontro storiografico» e al problema delle fonti (prime fra tutte le raccolte dei Privilegi e Capitoli concessi dai governanti spagnoli al Regno e alla città-capitale, Napoli, nel corso dei secoli e messe a stampa sin dai primi decenni del Cinquecento). In ogni caso, assai densa, e in certa misura esaustiva, la rassegna dei principali studiosi con i relativi contributi da essi forniti, susseguitisi nel tempo, dai contemporanei ad Alfonso ai contemporanei di chi scrive. Infine, la sezione in cui ci si sofferma sul concreto svolgimento dei lavori, tra febbraio e marzo del 1442, nonché sui convocati, partecipanti o protagonisti: circa un centinaio di personaggi, presenti e variamente attivi, dei quali si è cercato di fornire i corrispondenti profili biografici. Il lavoro si completa, e conclude, con un’appendice documentaria, vari indici ed alcune immagini dell’attore principale (il Magnanimo), della cornice geografica napoletana e del sito specifico (in San Lorenzo) in cui le riunioni hanno avuto luogo; il tutto, preceduto, da una breve nota introduttiva, di carattere esplicativo.
Guido D’Agostino (Napoli, 1942), già Ordinario di Storia moderna, Storia e istituzioni del Mezzogiorno medioevale e moderno e Storia delle Istituzioni Parlamentari nella Università Federico II di Napoli e in quella di Camerino (Marche); ha svolto lezioni e seminari in varie istituzioni culturali e università spagnole. Attualmente è vicepresidente della Commission Internationale pour l’Histoire des Assemblèes d’Etats e componente del Comitato Scientifico che guida e coordina i congressi internazionali di Storia della Corona d’Aragona, nonché del gruppo di studiosi che cura l’esecuzione del progetto-programma della Regione Sardegna per la pubblicazione degli Atti degli antichi Parlamenti sardi. Presiede inoltre l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza. Dirige, per le Edizioni Scientifiche Italiane, la rivista quadrimestrale «Meridione. Sud e Nord nel Mondo» e la collana «La memoria narrata». Collabora con vari giornali e riviste. Per le stesse Edizioni, ha pubblicato Re, Vicerè, Rivolte. Profili e vicende di storia napoletana (1993), Per una storia delle istituzioni parlamentari (1994) e Ferrando D’Aragona - Duca di Calabria e Vicerè di Valenza (2015); con gli editori Liguori (Napoli), più volumi tra cui Per una storia di Napoli capitale; Società, elezioni e governo locale in Campania; Poteri, Istituzioni, Società nel Mezzogiorno (medioevale, moderno, contemporaneo) tra il 1996 e il 2003; Napoli, Mezzogiorno, Europa (2008). Assessore al Comune di Napoli (scuola e cultura) dal 1993 al 2000 e componente del comitato dei ‘saggi’ di supporto alla Presidenza della Giunta Regionale campana, tra il 2002 e il 2005; è stato impegnato nell’ambito del costituendo Museo di Storia della Città di Napoli, promosso dal MIBAC e dalla corrispondente Direzione Generale Regionale.

sabato 25 maggio 2019

I senza cuore

I senza cuore
di Giuseppe Conte
pp. 420, € 19,00
Giunti Editore, 2019
ISBN: 9788809858480

Anno Domini 1116, la Grifona salpa dal porto di Genova con 192 anime a bordo: la rotta è verso il burrascoso Atlantico e le brume della Cornovaglia bretone, dove un monastero pare custodisca un misterioso manoscritto. Il suo comandante Guglielmo il Malo, della famiglia degli Embriaci e trionfatore alla Prima Crociata, è segretamente in cerca della verità sul Vaso di smeraldo, portato a Genova come bottino di guerra e dono della Regina di Saba a Salomone, presente sulla tavola dell’Ultima Cena di Nostro Signore. È davvero l’originale? O è un clamoroso falso? Ma Guglielmo, l’ingegnoso costruttore di macchine da guerra, è subito costretto a calarsi nei panni di un riluttante detective, per indagare col fedele, sveglio scrivano Oberto da Noli, narratore di tutta la storia, sui delitti di un efferato serial killer che semina il terrore a bordo della sua galea nelle notti di luna nuova: tre ufficiali sono stati uccisi uno dopo l’altro e lasciati con il petto squarciato e senza cuore. Fra dramma e leggenda, bonacce e tempeste, scarsità di viveri e malattie che riducono l’equipaggio a 109 anime, fra incontri con pirati e Vichinghi ma anche ammutinamenti, Giuseppe Conte scrive un romanzo corale, ricco di suspense e colpi di scena: protagoniste sono le crociate e le conquiste della sua grande Genova, ma anche la pace e la nonviolenza che vedono Conte in persona prestare un po’ della sua voce al mastro d’ascia sufi Yusuf Abdel Rahim, alias Giuseppe Pietrabruna. Un thriller storico mozzafiato e anche la rocambolesca avventura di un’emancipazione femminile: quella di Giannetta Centurione, la giovane cavallerizza e arciera che si ribella alla volontà del padre e della matrigna e che si staglia infine come la polena di una galea.
Giuseppe Conte (Imperia, 1945) ha pubblicato raccolte di poesia, come "L’Oceano e il Ragazzo" e "Ferite e rifioriture" (Premio Viareggio), oggi tutte raccolte nell’Oscar "Poesie 1983-2015", saggi e libri di viaggio tra cui "Terre del mito", e romanzi, da "Primavera incendiata" a "Fedeli d’amore", da "Il terzo ufficiale" (Premio Hemingway) a "La casa delle onde" (finalista Premio Strega) e a "L’ adultera" (Premio Manzoni). Nel 2018 esce per Giunti il romanzo "Sesso e apocalisse a Istanbul". Traduttore di Shelley, Whitman e D.H. Lawrence, grande viaggiatore, cultore appassionato del mito, è impegnato da decenni nella difesa della natura e nel confronto con il pensiero dell’Oriente e dei mistici dell’Islam. Ha tenuto letture e conferenze in 33 paesi del mondo. Ha vissuto per lunghi anni in Francia. Attualmente abita in Riviera.
Pagine Facebook: Giuseppe Yusuf Conte
www.giuseppeconte.eu.

venerdì 24 maggio 2019

35 Castelli imperdibili Lombardia

35 Castelli imperdibili Lombardia
di Elena Percivaldi
pp. 160, € 13,00
Edizioni del Capricorno, 2019
ISBN: 978-88-7707-429-4

La Lombardia è terra di castelli. Ve ne sono a decine, sparsi su tutto il territorio, anche se in maniera non omogenea: che siano austere sentinelle a guardia di impervie vallate oppure grandi fortezze che dominano la pianura, conservano intatto il fascino di chi è stato testimone della Storia.
Questo libro non è, però, la solita «guida turistica» che elenca in maniera asettica edifici, capolavori e artisti. È una narrazione che conduce per mano il visitatore a rivivere le tante vicende, a volte eroiche e altre macabre, che si sono svolte tra le loro mura e a conoscere i protagonisti che ne hanno segnato il destino. Molti castelli conobbero il loro momento di maggior splendore durante l’epoca dei Visconti e degli Sforza, altri vennero costruiti per contrastarne le ambizioni, finendo contesi tra il ducato di Milano e la Serenissima. Scoprirli è un’esperienza unica ed emozionante, da fare con l’aiuto di questo volume, che fornisce tutte le informazioni pratiche per la visita, oltre ad approfondimenti su storia, arte, natura.
I CASTELLI:
Rocca di Angera, Castello di Fagnano, Castello Visconti di San Vito, Castel Baradello, Castelli di Dervio, Castello di Vezio, Castelli di Grosio, Castel Masegra, Castello di Calepio, Castello di Malpaga, Castello di Pagazzano, Castello di Bornato, Castello di Breno, Castello di Lonato, Castello di Bonoris, Castello di Sirmione, Castello di Padernello, Castello di Abbiategrasso, Castello di San Giorgio, Castello di Melegnano, Castello di San Colombano, Castello di Trezzo sull’Adda, Castello di Vigevano, Castello di Belgioioso, Castello di Chignolo Po, Castello Litta, Castello di Lomello, Castello di Scaldasole, Castello di Sartirana, Castello di Zavattarello, Castello Bolognini, Villa Medici del Vascello, Castello di Pandino, Castello di Soncino, Rocca di Solferino.
Elena Percivaldi, medievista, ricercatrice e giornalista professionista, collabora con riviste come Medioevo e BBC History. All’attività di relatrice in conferenze e convegni affianca la curatela di mostre ed eventi storico-rievocativi ed è membro di prestigiosi comitati scientifici. Ha pubblicato una quindicina di volumi – tra cui La navigazione di San Brandano (prefazione di Franco Cardini), con cui ha vinto nel 2009 il Premio Italia Medievale – alcuni dei quali tradotti anche all’estero. All’amore per la storia affianca quello per i viaggi, l’arte, la buona musica e la gastronomia di qualità. Il suo sito è: www.perceval-archeostoria.com.

giovedì 23 maggio 2019

San Paragorio di Noli

San Paragorio di Noli
Le fasi del complesso di culto e l’insediamento circostante dalle origini all’XI secolo
a cura di Alessandra Frondoni
pp. 552, € 76,00
All'insegna del Giglio, 2019
ISBN: 9788878148048

L’area archeologica circostante la nota e importante chiesa di San Paragorio di Noli (SV), databile ai primi decenni dell’XI secolo, si è rivelata da tempo di primario interesse per la conoscenza dell’insediamento umano nel Ponente ligure, dall’età imperiale al primo Medioevo, con particolare riguardo allo studio della cristianizzazione del territorio. Scopo di questo volume è dar conto degli esiti delle campagne di scavo che hanno interessato il sito già alla fine del secolo XIX e nei primi anni Settanta del Novecento, con il ritrovamento di un battistero paleocristiano ad aula rettangolare absidata e delle prime tracce di frequentazione di età romana. Tema centrale è l’edizione complessiva dei dati emersi dalle indagini archeologiche svoltesi dal 1987 ai primi anni Duemila, dapprima collegate a esigenze di archeologia preventiva, poi programmate in estensione, grazie anche alla rimozione del terrapieno della ex ferrovia che occultava gran parte della facciata e del fianco meridionale dell’edificio religioso. La scoperta di un articolato complesso cultuale con varie fasi e ristrutturazioni tra V e IX secolo, la presenza di tombe privilegiate e l’epigrafe sepolcrale di un vescovo consentono di attribuire al sito di San Paragorio una valenza particolarmente significativa nell’ambito della prima organizzazione ecclesiastica dell’area savonese corrispondente all’antico municipium di Vada Sabatia. Di rilevante importanza sono stati inoltre i risultati degli scavi delle zone adiacenti all’ edificio di culto, con la messa in luce di un insediamento abitativo e artigianale, sviluppatosi dal VI alla fine del X secolo; particolare interesse rivestono alcuni impianti metallurgici, testimonianza di un raro sito produttivo del Nord Italia, con fasi dall’età dell’occupazione bizantina della Liguria all’alto Medioevo. La sequenza stratigrafica presa in esame e il catalogo dei materiali si riferiscono al periodo compreso tra l’età romana e l’XI secolo, quando si pone mano al cantiere di costruzione della nuova chiesa romanica, poi divenuta cattedrale di Noli.

mercoledì 22 maggio 2019

Il patto dei sette Templari

Il patto dei sette Templari
di Guido Dieckmann
pp. 416, € 12,90
Newton Compton, 2019
ISBN: 9788822727732

Francia, 1318. Prisca di Spira, una giovane guaritrice ebrea, è costretta a cercare rifugio nella tenuta di suo nonno in Aquitania. Suo padre era stato un membro dell’Ordine dei Templari, annientato dal Papa e dal re di Francia, nonché custode di un segreto in grado di sconvolgere le sorti del mondo. In quanto sua unica erede, Prisca conserva una reliquia dal valore inestimabile, precedentemente nascosta nella Casa dell’Ordine dei Templari di Tempelhof. Ormai è solo questione di tempo: ben presto la reliquia e la sua stessa vita saranno in grave pericolo, dal momento che potenti nemici sono disposti a tutto pur di impedire al disciolto ordine di ricostituirsi. Sette templari, infatti, si stanno adoperando per riunire le tre reliquie scomparse, che dovranno portare in Portogallo per poter ridare vita al vecchio Ordine. Ma sulle loro tracce ci sono due ospitalieri, vecchi nemici di un tempo, che hanno giurato di distruggerli…
Guido Dieckmann è nato nel 1969 a Heidelberg. Dopo aver studiato Storia antica, medievale e moderna e compiuto studi di Letteratura inglese e americana a Mannheim e Gerusalemme, ha lavorato come traduttore freelance, quindi come storico dell’economia nell’archivio e centro di documentazione di una grande compagnia di assicurazioni. Il grande successo e la traduzione in molte lingue sono arrivati con il romanzo Lutero. Ha scritto 13 romanzi e sotto pseudonimo ora scrive anche gialli. Per saperne di più su di lui: www.guido-dieckmann.de.

martedì 21 maggio 2019

Il canto di Dante

Il canto di Dante
Aspetti di estetica musicale nel Medioevo
di Matteo Macinanti
pp. 179, € 16,50
Chorabooks Editore, 2019
ISBN: 9887961868
Dove si situa l’ascolto del Bello musicale nell’universo dantesco della Commedia? Quali sono le premesse storiche, culturali e filosofiche che sottintendono l’estetica del Poeta? Che ruolo svolge la musica nell’itinerario di Dante, pellegrino verso Dio? A queste ed altre domande l’autore cerca di dare delle risposte nei quattro capitoli in cui è articolata la trattazione.Mentre nella Cathédrale parigina echeggiano ancora gli organa di Perotino, i due teologi Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio svolgono regolarmente le loro lezioni a pochi passi da Notre-Dame, presso una giovane Sorbona. È proprio in queste aule che il Dottore Angelico e il Dottore Serafico approfondiscono la problematica relativa ai trascendentali e al ruolo spettante al pulchrum — quindi all’estetica — all’interno della speculazione scolastica.A fungere da sintesi tra il pensiero razionalista dell’Aquinate e quello mistico ed estatico della scuola francescana sarà proprio Dante il quale, affidando alla musica un originale rilievo teologico, percorrerà un itinerario che lo porterà alla piena facoltà dei propri sensi e alla conseguente ebbrezza ineffabile dell’excessus mentis.
Matteo Macinanti Diplomato in Clarinetto al Conservatorio S. Cecilia di Roma e laureato in Letteratura Musica e Spettacolo, attualmente sta concludendo il percorso magistrale in Musicologia presso l’Università di Roma “Sapienza”. Ha studiato all’Università Paris VIII ed è caporedattore della rivista di musica Quinte Parallele.

lunedì 20 maggio 2019

Hildegard von Bingen

Hildegard von Bingen
Viaggio nelle immagini
a cura di Sara Salvadori
pp. 224, € 49,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Skira, 2019
ISBN: 885724014
 
Il significato del complesso testo profetico di Hildegard von Bingen, tra simbolismi e visioni.
“Le cose che non vedo non le conosco.”
Così Hildegard von Bingen (1098-1179) descrive le visioni mediante le quali attinge alla conoscenza delle realtà cosmiche, umane e divine.
Quando l’urgenza di trasmettere questo messaggio si fa ineludibile, Hildegard dà inizio alla scrittura di Scivias – “conosci le vie” –, nel tentativo di trasformare in linguaggio umano quello che vede e ode.
A distanza di quasi novecento anni, Viaggio nelle immagini è il primo libro che, a partire dall’elemento iconografico, illustra il complesso testo profetico della santa e dottore della Chiesa.
Di grande rilevanza il capitolo che presenta le 35 miniature riprodotte a grandezza originale, accompagnate da un sintetico racconto della visione e da una legenda che ne chiarisce il significato simbolico. A queste tavole, che offrono una Grammatica del simbolo, seguono le pagine riccamente illustrate della Retorica, dove la lettura per temi che attraversa tutta l’opera di Hildegard è resa evidente.
Grazie a un prezioso lavoro analitico, frutto di sette anni di ricerca, la profondità dello scritto originale della mistica tedesca trova in questo volume uno strumento unico nel suo genere per raggiungere il lettore.
In questo modo la bellezza ritrovata delle immagini scopre una nuova potenza, che, giungendo fino al nostro tempo, risulta più che mai attuale per guidarci nelle complesse vie della conoscenza e della sapienza.

domenica 19 maggio 2019

La Regina Ribelle

La Regina Ribelle
di Chadwick Elizabeth
pp. 512, € 16,90
Tre60 Editore, 2019
ISBN: 8867024957
 
Poche esistenze sono più avventurose e appassionanti di quella di Eleonora d'Aquitania. Colta e bellissima, ambiziosa e spregiudicata, Eleonora vive in un'epoca in cui le donne sono ridotte al silenzio e all'obbedienza. Ma lei si ribella a ogni costrizione: partecipa alla II Crociata; divorzia dal primo marito - Luigi VII, re di Francia - e, nello sconcerto generale, sposa Enrico II d'Inghilterra, di undici anni più giovane; diventa la musa dei trovatori nella sua «Corte d'amore» a Poitiers, dove si cantano la passione e la sensualità; tratta come pedine di giochi politici i due figli più amati, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni Senza Terra. Il mondo la odia e la teme, ma non riesce a fermarla: sulla sua strada, Eleonora lascerà vittime innocenti e cuori straziati, in un turbine che finirà per travolgere lei stessa. Dalle nebbiose città inglesi all'Oriente delle Crociate, dalla Terra Santa al lusso della corte bizantina, Elizabeth Chadwick dipinge il ritratto di una donna straordinaria per la sua modernità, che ha amato, tradito, sofferto e lottato contro rivalità, odi e pregiudizi, proprio come una donna di oggi.

sabato 18 maggio 2019

Genova e Bisanzio nel XII Secolo

Genova e Bisanzio nel XII secolo
Affari, famiglie, crociate, intrighi
di Remo Viazzi
pp. 150, € 14,00
De Ferrari Editore, 2019
ISBN: 88-5503-036-1
 
Alla metà del XII secolo il Mediterraneo è in fermento: da un lato Manuele I Comneno, imperatore di Bisanzio, che tenta di riportare Bisanzio ai suoi antichi splendori, dall'altro gli Hohenstaufen, che con i due Federico sognano la rinascita dell'Impero. Tanti altri, però, sono i protagonisti della vita politica: il Papato, i Normanni, i conti di Saint Gilles, Pisa, Venezia. L'equilibrio è precario, ma i clan familiari genovesi hanno interessi sparsi su tutto il bacino del Mediterraneo e i commerci con l'Oriente presuppongono un qualche accordo con il trono di Bisanzio. L'alternarsi delle vicende, l'intreccio della politica, il fitto andirivieni dei navigli genovesi raccontano questa storia, avvincente come un romanzo d'avventura.

venerdì 17 maggio 2019

Rappresentazioni della natura nel Medioevo

Rappresentazioni della natura nel Medioevo
A cura di Giovanni Catapano e Onorato Grassi
pp. XIV-340, € 66,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-904-8


G. Catapano - O. Grassi, Prefazione. A. Scafi, Natura perfetta nell’Eden: un’utopia medievale – E. Moro, Rappresentazioni della natura nel De Genesi ad litteram di Agostino – C. V. Crialesi, Un approccio matematizzante nell’analisi della realtà naturale: l’Explanatio in Calculo Victorii di Abbone di Fleury – P. Carusi, natura, nature. Mizag, trasmutazione alchemica e filosofia aristotelica – V. Russo, L’espressione dell’anima e la parola del corpo: su alcuni significati del tópos di matrice naturalistica nella lirica cortese – F. Amerini, Limiti e significato di «natura»: Tommaso d’Aquino lettore di Aristotele – A. Porcarelli, La rappresentazione della natura umana «sulla linea di orizzonte» in Tommaso d’Aquino e i suoi riflessi nel personalismo pedagogico del XX secolo – R. Saccenti, «Impressio legis aeternae». La legge naturale nel trattato De legibus di Giovanni de La Rochelle – G. Rossi, «Iurisconsultus principia iuris […] trahit a principiis naturae»: la riflessione sulla natura in Alberico da Rosate e Baldo degli Ubaldi – P. Dessì, I madrigali di Bartolino da Padova: lessico naturalistico e livelli di significazione – A. Lovato, La «plenitudo vocis» articolata e letterata nella musica armonica di Marchetto da Padova – F. Zanin, Forme artificiali e separabilità degli accidenti. Il dibattito su natura ed arte a Parigi alla metà del XIV secolo – C. Beneduce, La fisiologia del tatto nel XIV secolo: il caso di Giovanni Buridano – Z. Murat, Rappresentare la «Natura Incorrotta»: casse reliquiario e corpi santi a Venezia fra XIII e XIV secolo – C. Ponchia - F. Toniolo, Dal margine al centro: raffigurazioni di natura nei manoscritti miniati tra XIII e XIV secolo – I. Ventura, Scienza della natura e farmacologia accademica tra XIII e XIV secolo: un progetto di lavoro – X. Barral i Altet, La terra, l’acqua e i loro abitanti: a proposito della rappresentazione della natura nell’arte monumentale romanica – R. Simonetti, «Ipso ex naturae gremio». La natura come modello nel pensiero e nella pratica architettonica di Leon Battista Alberti – A. Paravicini Bagliani, Conclusioni. Indici.

giovedì 16 maggio 2019

Vita religiosa al femminile (Secoli XIII-XIV)

Vita religiosa al femminile (Secoli XIII-XIV)
di A.A.V.V.
pp. 308, € 33,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833131801

Atti del XXVI Convegno Internazionale di Studi (Pistoia, 19-21 maggio 2017)
Indice:
Mauro Ronzani, Introduzione
Maria Pia Alberzoni, “Regulariter vivere”: le nuove forme duecentesche di monachesimo femminile
Anna Benvenuti, Percorsi di vita attraverso le fonti agiografiche
Eleonora Rava, Il fenomeno della reclusione: esperienze italiane ed europee
Cristina Andenna, Il fenomeno delle “convertite” fra Italia e Europa
Giulia Barone, Scelte della Chiesa e delle Chiese: il Papato e l’episcopato di fronte alla vita religiosa femminile nel Due e Trecento
Marina Gazzini, Vite femminili negli ospedali medievali tra religiosità e assistenza (Italia centro-settentrionale)
Alessandra Bartolomei Romagnoli, Il silenzio e la parola nella mistica femminile
Isabella Gagliardi, Il rapporto uomo donna e la direzione spirituale
Marina Benedetti, Donne e eresia. Percorsi di religiosità critica
Michele Bacci, Funzioni delle immagini nella vita spirituale femminile
Rosalba Di Meglio, Esperienze religiose femminili nell’Italia meridionale
Michele Pellegrini, Esperienze della religiosità femminile in Toscana
Piero Gualtieri, Poteri civili ed ecclesiastici ed esperienze religiose femminili a Pistoia fra Due e Trecento
Anna Esposito, Fra casa di famiglia e “casa” religiosa: esperienze femminili vissute fra Due e Quattrocento
Maria Clara Rossi, Religiosità e scelte testamentarie femminili
Sofia Boesch Gajano, Conclusioni

mercoledì 15 maggio 2019

Sodoma

Sodoma
Persecuzioni, affetti, pratiche sociali (secoli V-XVIII)
di Umberto Grassi
pp. 208, € 20,00 (Acquista online con il 20% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843095292

Il volume racconta la storia dell’omosessualità nell’Occidente cristiano dalla tarda antichità al Settecento. Utilizzando quale punto di osservazione le fonti criminali, vi si ricostruisce una storia sociale e culturale delle trasgressioni sessuali e di genere, incentrandosi, al di là del mondo delle élites, sulla vita e l’esperienza quotidiana di donne e uomini comuni. Questa narrazione si intreccia con gli sviluppi del controllo istituzionale e i suoi rapporti di conflitto e mediazione con una base sociale non sempre docile ad accoglierne i dettami. Alla luce del percorso di ricerca dell’autore e dell’apporto di nuove correnti storiografiche, come la storia delle emozioni, il libro focalizza alcuni snodi critici del dibattito storiografico, sui quali propone di gettare una nuova luce. Ne risulta ridimensionato il ruolo giocato dai rapporti pederastici nelle manifestazioni dell’omosessualità premoderna; omosessualità maschile e femminile sono presentate in una narrazione intrecciata; il tema del desiderio è letto nelle sue complesse relazioni con l’infrazione delle norme di genere; infine, la dimensione globale e i rapporti con le culture extraeuropee giocano un ruolo centrale nella ricostruzione storica. Tutto questo in una prosa piana e leggibile, che mira a rendere l’opera fruibile anche per un lettore non specialistico.
Umberto Grassi è un Marie Curie Global Fellow (Università di Verona, Università del Maryland). In precedenza, ha svolto le sue ricerche lavorando all’Università di Sydney (con l’arc Centre of Excellence for the History of Emotions) e alla Scuola Normale Superiore di Pisa (all’interno del progetto firb “Oltre la Guerra Santa”). Ha pubblicato L’Offizio sopra l’Onestà. Il controllo della sodomia nella Lucca del Cinquecento (Mimesis, 2014).

martedì 14 maggio 2019

Tre conferenze sulla storia del popolo ebraico

Tre conferenze sulla storia del popolo ebraico
di Davide Romanin Jacur
pp. 136, € 15,00
Il Prato, 2019
EAN: 9788863364743

Questa pubblicazione è la raccolta di tre conferenze tenute per l'Accademia delle Scienze, Lettere ed Arti di Padova in aprile 2018. Il ciclo aveva uno scopo divulgativo, una panoramica storica delle vicende del popolo ebraico, scegliendo tre temi assolutamente distinti. Nella prima conferenza, con l'ausilio di 105 powerpoint animati - qui convertiti in 57 tavole a colori - sono stati raccolti i grandi spostamenti geografici degli Ebrei nel corso di oltre ventisette secoli che hanno costituito l'insieme delle diaspore ebraiche, i luoghi e i Paesi abitati, alcune quantificazioni. La seconda conferenza aveva carattere più locale trattando la presenza ebraica a Padova e Venezia, i rapporti demografici, sociali, economici, urbanistici, di separazione e di integrazione con la popolazione stanziale. La terza è un compendio delle varie maniere in cui si è presentata e dei nomi attribuiti all'avversione verso il popolo ebraico nei diversi momenti storici, i principali eventi in cui si è connotata, la spiegazione di alcune delle terminologie ricorrenti e un elenco degli stereotipi (soltanto) politici che sono stati attribuiti agli ebrei.

lunedì 13 maggio 2019

Sulle tracce di Leonardo

Sulle tracce di Leonardo
Il viaggio in Romagna per Cesare Borgia
di Davide Gnola
pp. 128, € 15,00 (Acquista online con il 15% di Sconto)
Minerva Edizioni, 2018
ISBN: 9788833241463
 
Leonardo da Vinci fu in Romagna nell’anno 1502, per svolgere il compito che gli aveva affidato Cesare Borgia – il famoso “Duca Valentino” – di «vedere, mesurare, et bene extimare» le fortificazioni del suo nuovo ducato. Leonardo era decisamente la persona più adatta per diventare «architecto et ingegnero generale» del Borgia, com’è definito nel “lasciapassare” che gli viene consegnato con le motivazioni del suo incarico. Una collaborazione tra due uomini troppo diversi – Leonardo quasi angelicato nell’impenetrabile personalità, il Valentino diventato la personificazione della crudeltà e della spregiudicatezza di un’epoca – quasi censurata dalle fonti antiche, ma della quale è ancora possibile ricercare le tracce grazie a due importanti documenti – il taccuino di appunti ora chiamato Codice L e che oggi è conservato a Parigi, e il “lasciapassare” rilasciatogli dal Borgia – oltre che in alcune rare e suggestive testimonianze.
A 500 anni dalla sua morte, questo libro ripercorre idealmente le tracce del viaggio che lega Leonardo alla Romagna, tra luoghi e memorie che a distanza di secoli sembrano ancora serbare in segreto il ricordo di quella lontana presenza.
Davide Gnola, riminese, classe 1962, dirige dal 2005 il Museo della Marineria di Cesenatico del quale ha coordinato l’allestimento della nuova Sezione a Terra.
Da sempre impegnato nella valorizzazione delle barche tradizionali e della cultura del mare, ha organizzato e curato mostre e iniziative culturali e scritto vari articoli su riviste di settore. Membro del consiglio direttivo dell’“Association of Mediterranean Maritime Museums” (AMMM) e dell’Istituto di Archeologia, Storia ed Etnologia Navale (ISTIAEN), nel 2009 ha pubblicato Il mare oltre la spiaggia (Regione Emilia-Romagna) dedicato alla riscoperta e valorizzazione della tradizione marinara della costa romagnola, e nel 2010 il Diario di bordo del Capitano Giuseppe Garibaldi (Mursia), in cui ci ha regalato un’immagine del tutto nuova dell’Eroe dei due mondi, svelandone le radici marinare sulle quali il condottiero ha fondato le sue doti strategiche e militari.

domenica 12 maggio 2019

La poesia oggettiva nella letteratura catalana medievale

La poesia oggettiva nella letteratura catalana medievale
di Anna Maria Campagna, Michela Letizia, Núria Puigdevall Bafaluy
pp. 344, € 20,00
Aracne Editrice, 2019
ISBN: 978-88-255-2337-9

Se esiste una storia della poesia amorosa, il mutamento e la variazione ne determinano i molti fili conduttori. Questa antologia ne mette a fuoco uno: l’oggettività della prospettiva. I testi catalani scelti e tradotti permettono di osservare come la lirica dei trovatori trovi una sua riformulazione nel realismo della produzione letteraria della Corona d’Aragona, attraverso dialoghi ed elementi narrativi che contestualizzano il discorso poetico inserendosi nelle sue forme metriche, nella sua struttura e nei suoi contenuti. Una nota informativa, a mo’ di postfazione, è dedicata alla tradizione manoscritta delle poesie raccolte, ai loro canzonieri e al canone letterario che si determina per i secoli successivi.
Anna Maria Compagna (Napoli 1952) è professore di Filologia e linguistica romanza dal 1986. Ha insegnato prima all’Università degli Studi di Udine fino al 1990 poi all’Università degli Studi di Napoli Federico II, dal 2012 come professore di I fascia. Membro della Reial Acadèmia de Bones Lletres de Barcelona, tra le sue pubblicazioni principali: Fonti Aragonesi, vol. X, Napoli, Accademia Pontaniana, 1979; Testi lucani del Quattro e Cinquecento, Napoli, Liguori, 1983; Lupo de Spechio, Summa dei re di Napoli e Sicilia e dei re d'Aragona, Napoli, Liguori, 1990, Guillem de Torroella, La faula, edició crítica, Barcelona, Publicacions de l’Abadia de Montserrat, 2007, La storia di Jacob Xalabín, introduzione di Núria Puigdevall Bafaluy, edizione critica e traduzione italiana, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2010. Tra i suoi ambiti di ricerca ci sono le influenze reciproche fra Italia e Catalogna e l’edizione di testi.
Michela Letizia è dottore di ricerca in Filologia e linguistica romanza. Il suo ambito di studio e di ricerca riguarda soprattutto la poesia catalana medievale, nelle sue caratteristiche e nei suoi rapporti con la produzione letteraria italiana. Si è occupata altresì di traduzione, dedicandosi soprattutto all’opera di Andreu Febrer, traduttore della Divina Commedia di Dante. Vive e lavora in Veneto, dove insegna presso la scuola secondaria superiore.
Núria Puigdevall Bafaluy è docente di Lingua spagnola e catalana presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.

sabato 11 maggio 2019

Il Professore di Segreti

Il Professore di Segreti
Mistero, medicina e alchimia nell'Italia del Rinascimento
di William Eamon
pp. 360, € 17,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2019
ISBN: 9788843095094

Ambientato nell'Italia del tardo Rinascimento, questo “thriller storico” esplora la medicina e la cultura dell’epoca attraverso la vicenda biografica del primo “medico delle celebrità” – Leonardo Fioravanti. William Eamon – che per questo libro è stato candidato al Premio Pulitzer – segue i numerosi viaggi di Fioravanti attraverso l’Italia e l’Europa, guidandoci in un mondo in cui medici, maghi, alchimisti e ciarlatani si confondono. Ne emerge un affresco gustoso che non mancherà di appassionare quanti fra i lettori s’interessano di Rinascimento e in particolare di storia della medicina.
William Eamon è Regents Professor di Storia e preside dell’Honors College alla New Mexico State University.

venerdì 10 maggio 2019

Ibn Khaldûn e la Muqaddima

Ibn Khaldûn e la Muqaddima
Passato e futuro del mondo arabo
di Massimo Campanini
pp. 200, € 15,00
La Vela Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-99661-44-1
 
Coscienza critica della civiltà islamica classica al suo tramonto, uomo di corte e poliedrico studioso, Abd al-Rahman Ibn Khaldûn (1332-1406) è stato il maggior filosofo e sociologo della storia di tutto il "medioevo" euro-mediterraneo, da molti accostato a Hobbes, Vico, Marx. Percorrendo le tematiche fondamentali del potere e dello Stato, il libro studia come il pensiero khalduniano non solo getti le basi, in modo innovativo, di una interpretazione scientifica delle dinamiche del divenire delle civiltà umane, ma apra la strada al rinnovamento del pensiero arabo-islamico contemporaneo.
Massimo Campanini è laureato in Filosofia (1977) e diplomato in lingua araba (1984). Ha insegnato nelle università di Urbino, Milano, Orientale di Napoli e infine Trento come professore associato. Attualmente è Accademico dell’Ambrosiana di Milano e visiting professor allo IUSS Pavia e al San Raffaele di Milano. Fin dagli inizi della sua carriera accademica si è occupato di studi coranici, di pensiero filosofico e politico medievale e moderno, e di storia contemporanea dei paesi arabi. Ha tradotto dall’arabo all’italiano opere di al-Ghazali, al-Farabi e Averroè. Tra le sue monografie “The Qu’ran, Modern Muslim Interpretations” (Routledge 2011), “Philosophical Perspectives on Modern Qur’anic Exegesis” (Equinox 2016), “Al-Ghazali and the divine” (Routledge 2018).

giovedì 9 maggio 2019

Dante visualizzato – Carte ridenti II: XV secolo. Prima parte

Dante visualizzato – Carte ridenti II: XV secolo. Prima parte
a cura di Marcello Ciccuto, Leyla M.G. Livraghi
pp. 408, € 50,00
Franco Cesati Editore, 2019
ISBN: 978-88-7667-753-3

Questo volume, secondo della serie Dante visualizzato – Carte ridenti 2, accoglie gli Atti del Convegno internazionale svoltosi a Firenze (18-20 aprile 2016).
Studiosi di tutto il mondo hanno impegnato le loro letture e prospezioni interpretative alla tradizione figurata della Commedia della prima metà del secolo XV. Ed è proprio entro lo sviluppo di una fortuna critica particolarmente estesa per quel che riguarda la tradizione iconizzata della Commedia che la fase primo-quattrocentesca rappresenta un momento di assai articolata evoluzione.
Si tratta di una tradizione secolare che sarà analizzata e approfondita tentando di sceverare i sensi, le caratteristiche, i mezzi e le funzioni attraverso l’importante tradizione di manoscritti, di stampe e di altre forme artistiche come affreschi, pitture, sculture, ecc. che si ispirano alla volontà di riprodurre iconograficamente la poesia dantesca.
Si ripercorre in queste pagine la traccia dei testimoni dal punto di vista materiale, storico, filologico e artistico. Ormai la complementarità tra testo e iconografia nelle lettere e nelle arti del Medioevo non ha più bisogno di essere dimostrata. E certamente l’opera dantesca offre spunti di studio e approfondimenti ricchissimi sia per i letterati che per gli storici dell’arte.

mercoledì 8 maggio 2019

Federico Barbarossa

Federico Barbarossa
di Mario Barboni
pp. 192, € 15,00
Rusconi, 2019
ISBN: 8818033301

Federico di Hohenstaufen, divenuto imperatore con il nome di Federico I e noto come il Barbarossa, è una figura leggendaria: simbolo dell’antagonismo del potere imperiale e di quello papale, fu acerrimo nemico dei pontefici, a cui contese diritti e privilegi imperiali. Ma soprattutto il Barbarossa è celebre per la sua opposizione contro i comuni dell’Italia settentrionale, che si batterono contro di lui uniti nella Lega lombarda, per liberarsi dal giogo economico e politico dell’impero. A più riprese l’imperatore giunse in Italia dalla Germania per affermare con le armi la propria supremazia e far valere i suoi diritti di imperatore, assediando, mettendo a ferro e fuoco, radendo al suolo città ricche e potenti come Milano. Barbarossa fu anche un re crociato: combatté in Terra Santa accanto ai re di Francia e d’Inghilterra e qui trovò la morte. Il mistero che avvolge la sua scomparsa, tramandataci dagli storici arabi, ha contribuito ad alimentare la sua fama leggendaria di guerriero implacabile e di difensore del Sacro Romano Impero.

martedì 7 maggio 2019

Il Giudice Albertano e il caso del numero perfetto

Il Giudice Albertano e il caso del numero perfetto
di Enrico Giustacchini
pp. 160, € 15,00
Liberedizioni, 2019
ISBN: 8885524583
 
Il nuovo episodio della saga del giudice Albertano, fra castelli, omicidi e monasteri di un Medioevo tutto da indagare.
Due delitti, a breve distanza tra loro.
Prima, il reggitore del castello di Cimbergo appeso alle mura a testa in giù.
Poi, un monaco dell’abbazia di Leno avvelenato da una pozione micidiale.
Due delitti, firmati dalla stessa mano.
Per il giudice Albertano, una sola certezza: la serie non è che al suo inizio e presto l’assassino tornerà a colpire.

lunedì 6 maggio 2019

Vivere in un villaggio al tempo di Carlo Magno

Vivere in un villaggio al tempo di Carlo Magno
di Dario Ceppatelli, Marco Valenti
pp. 110, € 12,00
Betti Editrice, 2019
ISBN: 9788875766009

 
Sulla collina dove sorgeva Poggio Bonizio, un borgo medievale fortificato nella Val d'Elsa senese (illustrato nel primo volume di questa collana), esisteva molto tempo prima un villaggio fatto di capanne e costruito al tempo di Carlo Magno. La storia narrata mostra la quotidianità di questo centro rurale tra il IX e il X secolo: chi erano i suoi abitanti, come costruivano le loro abitazioni, cosa mangia- vano, quali lavori svolgevano, di cosa si ammalavano. Il villaggio e i suoi abitanti vengono inseriti nello sfondo delle vicende dei secoli dell'Alto Medio Evo, spiegando la storia e i costumi del popolo dei Franchi, i suoi re più importanti, e come era suddivisa l'Italia in quel periodo.

domenica 5 maggio 2019

Rime

Rime
di Lapo Gianni
a cura di Roberto Rea
pp. LII-164, € 24,00
Salerno Editrice, 2019
ISBN: 978-88-6973-344-4

Inserito da Dante nell’élite stilnovista in un cruciale passo del De vulgari eloquentia (I XIII 4), Ser Lapo Gianni, notaio fiorentino, rimane a oggi una figura controversa e sfuggente, al punto che negli ultimi de­cenni ne è stato messo in dubbio persino il nome e quindi l’appartenenza al canone dello Stilnovo.
La critica ha infatti da sempre espresso opinioni di­scordanti sulla collocazione di Lapo nella storiografia letteraria e sul valore stesso della sua poesia: c’è chi ha riconosciuto in lui un attardato epigono cortese, poi attratto nell’orbita cavalcantiana, tanto da esercitare, a sua volta, un’influenza su un più giovane Dante; chi ha insistito sull’idea di una certa vicinanza e collabo­razione di ‘scuola’ con i più celebri amici; chi, infine, lo ha ritenuto un più o meno tardo imitatore della maniera cavalcantiana e dantesca.
Il presente volume propone una nuova edizione cri­tica commentata delle rime sicuramente attribuibili a Lapo Gianni, per le quali il testo di riferimento è stato fino a oggi, nonostante la revisione proposta da Iovine (1989), ancora quello fissato da Contini nei Poeti del Duecento (1960).
Il nuovo testo critico è corredato, per ogni componi­mento, dalla necessaria documentazione filologica, in modo che i lettori possano, per la prima volta nel caso di Lapo, verificare puntualmente le scelte sostanziali e linguistiche, nonché la condotta dei diversi testimo­ni. Il commento, oltre a rendere le liriche del tutto accessibili e a fornirne un’interpretazione puntuale, si propone di ricostruire la cultura linguistica e lette­raria dell’autore, sforzandosi soprattutto di chiarire i suoi rapporti con la poesia cavalcantiana e dantesca, al fine di definire il suo ruolo all’interno della più alta esperienza stilnovista.
Roberto Rea insegna Filologia della letteratura italiana e Filologia dantesca presso l’Univer­sità Tor Vergata di Roma. Tra le sue pubblicazioni, Cavalcanti poeta. Uno studio sul lessico lirico (Roma, 2008); ha inoltre curato, con Giorgio Inglese, l’edizione commentata delle Rime di Guido Cavalcanti (Roma, 2011).