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domenica 18 maggio 2025

La mensa di Clemente VII antipapa a Fondi

La mensa di Clemente VII antipapa a Fondi
con l’edizione del registro Coquina (settembre 1378-aprile 1379)
di Maria Teresa Caciorgna
pp. 236; € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)

Viella, 2025
ISBN: 9791254699577

La ricostruzione della figura e dell’operato di Onorato I Caetani, signore di un grande dominio tra lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli, chiarisce il ruolo svolto a vantaggio dei cardinali dissidenti prima e durante i primi anni dello Scisma d’Occidente. Le sue capacità diplomatiche insieme all’ingente patrimonio gli permisero di ospitare i cardinali ad Anagni e poi a Fondi, dove Clemente VII (Roberto di Ginevra) risiedette per otto mesi.

A questo periodo risale la compilazione del singolare registro Coquina, qui edito per la prima volta. Un documento straordinario tra i libri di conti della cancelleria pontificia, che enumera la varietà e complessità dei prodotti alimentari quotidianamente acquistati, e fa riflettere sulle potenzialità della contea di Fondi e del territorio circostante.
Maria Teresa Caciorgna ha insegnato Storia medievale presso l’Università degli studi di Roma Tre. I suoi studi si sono concentrati soprattutto sulle società comunali del Lazio meridionale e sulle istituzioni dello Stato della Chiesa. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Le pergamene di Sezze (1181-1347), Roma 1989; Marittima medievale. Territori, società, poteri, Roma 1996; la curatela di S. Maria di Grottaferrata e il cardinal Bessarione. Fonti e studi sulla prima commenda, Roma 2005.

lunedì 11 novembre 2024

I corzetti

I corzetti
di Chiara Parente
pp. 120; € 16,00
Epokè, 2024
ISBN: 978-88-31327-91-6
 
Alcune varietà di pasta hanno superato indenni secoli e secoli di contaminazioni gastronomiche, grandi scoperte, accordi mercantili, avvenimenti politici, varcando con nonchalance i confini della regione d’origine e giungendo alle nostre tavole. I corzetti non sono celebri come le lasagne o gli spaghetti, ma la loro storia è proprio così: plurisecolare, contesa e incredibilmente ingarbugliata.

Una pasta unica caratterizzata dal fatto di essere “stampata” con stemmi araldici e non solo.
Gli storici considerano i corzetti un arcaico patrimonio culinario da salvaguardare, gli chef un’interessante proposta gastronomica legata al territorio… a tutti non resta che apprezzarne il gusto e l’estetica, traendone le opportune conclusioni, che si tratti di giudizi pubblicati su riviste specializzate o postati sui social insieme a foto accattivanti.
Nel suo nuovo libro, Chiara Parente ci offre un’incastro perfetto tra storia e cucina. Racconta le vicende dei corzetti partendo da Federico II di Svevia, passando dai ricettari delle corti genovesi tra sette e ottocento, per arrivare ai laboratori artigiani che ancora oggi tramandano la tradizione dei preziosi stampi. Contemporaneamente però, offre a chi si voglia cimentare ai fornelli una grande varietà di ricette.
Chiara Parente è nata nel 1971 a Tortona e vive a Castelnuovo Scrivia con il marito Alberto, i cani Black e Rachel e i mici Paloma e Marvin. Collabora come giornalista freelance in diverse riviste di viaggi e turismo, tra cui dal 2001 «Medioevo. Un passato da riscoprire» (De Agostini My Way Media) e «Meer» e insegna lettere nella Scuola Secondaria di secondo grado.

mercoledì 7 agosto 2024

Dentro la cucina medievale

Dentro la cucina medievale
Manuale pratico di cucina medievale per una rievocazione storica
di Rosella Omicciolo Valentini
pp. 216; € 16,00 (Acquista online con il 35% di sconto fino al 31 agosto 2024)
Penne e papiri, 2024
ISBN: 9788889336939


Questo testo analizza sia i prodotti da utilizzare secondo la correttezza storica, sia le preparazioni culinarie con l’interpretazione di alcuni metodi di cottura: ad esempio, il termine ‘brodo’ o ‘brodetto’ per i cuochi medievali non sempre aveva il valore che si attribuisce oggi.

Conoscere gli elementi fondamentali e leggere le ricette dai manoscritti originali potrà sicuramente aiutare a immergersi “dentro la cucina medievale”, in tutti i sensi.
In questo testo saranno analizzati in particolare sia i prodotti da utilizzare secondo la correttezza storica, sia le preparazioni culinarie con l’interpretazione di alcuni metodi di cottura: ad esempio, il termine ‘brodo’ o ‘brodetto’ per i cuochi medievali non sempre aveva il valore che si attribuisce oggi.
Conoscere gli elementi fondamentali e leggere le ricette dai manoscritti originali potrà sicuramente aiutare a immergersi “dentro la cucina medievale”, in tutti i sensi.
Rosella Omicciolo Valentini ha collaborato per anni con Cronache Medievali, periodico di studi medievali (Edizioni Penne & Papiri), con due rubriche fisse: “In taberna” (cucina medievale) e “Il giardino dei semplici” (erboristeria medievale). Da tempo fa parte della L.A.R.T.I. (Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani). Per le Edizioni Penne & Papiri ha pubblicato: Mangiare medievale (2005), Mangiare nelle taverne medievali (2008), Le erbe delle streghe nel medioevo (2010), Alla tavola del nobile medievale (2012).


domenica 28 aprile 2024

A tavola e in cucina tra Medioevo e Rinascimento nel castello di San Vito al Tagliamento (PN)

A tavola e in cucina tra Medioevo e Rinascimento nel castello di San Vito al Tagliamento (PN)
Catalogo dei materiali rinvenuti negli scavi archeologici dal 1992 al 2009
di Chiara Magrini, Lisa Zenarolla
pp. 160; € 38,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892852228
 
In questo volume trova compimento il lungo lavoro che, dalla ricerca sul campo alla fase di inventariazione e infine allo studio, ha portato all’edizione dei materiali rinvenuti negli scavi del castello di San Vito al Tagliamento (PN). Non si tratta solo del catalogo di un nucleo di reperti numericamente consistente e rappresentativo delle più diverse classi di materiali, ma anche e soprattutto del racconto di come, attraverso questi reperti, si possano ricostruire le fasi di formazione, utilizzo e defunzionalizzazione di un contesto, quello di un fossato rinascimentale, considerato tra i più interessanti nei recenti studi di archeologia medievale. Dalla terra che ha obliterato il fossato di San Vito riemergono frammenti ceramici, si animano le stanze del Castello degli Altan, si intravvede uno spaccato della vita quotidiana nel Rinascimento.
Chiara Magrini, Archeologa, ha conseguito il dottorato di ricerca a La Sapienza di Roma e il titolo di specializzazione all’Università di Trieste. Lavora in moltissimi scavi archeologici sia in Italia che all’estero, svolgendo inoltre attività di ricerca. Si occupa in particolare di archeologia medievale.
Lisa Zenarolla è un’archeologa, laureata all’Università di Trieste nel 1998 dove ha conseguito anche i titoli di specializzazione e di dottorato di ricerca. Scava in molti siti archeologici soprattutto del Friuli Venezia Giulia e fa ricerca pubblicando articoli riguardanti l’archeologia romana e la storia delle religioni.

martedì 16 gennaio 2024

La cucina normannoaraba alla corte di Guglielmo II di Sicilia

La cucina normannoaraba alla corte di Guglielmo II di Sicilia
Indagine storico-filologica sui ricettari Normanni
di Anna Martelotti
pp. VI-384; € 39,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Olschki, 2024
ISBN: 9788822268952

Il raffronto dei ricettari Normanni con la manualistica araba evidenzia la derivazione diretta delle preparazioni dalla gastronomia arabopersiana, adeguata ai gusti occidentali in un’isola che conserva ancora le tracce del passato musulmano: e questo permette di collocarne la redazione alla corte di Guglielmo II di Sicilia intorno al 1177. Il successo dei ricettari è dimostrato dalla diffusione delle pietanze normannoarabe nell’Europa tardo-medievale: le sontuose vivande da essi proposte raggiunsero immediatamente l’Inghilterra, mentre nel meridione d’Italia anche la trattatistica sveva aggiungeva ulteriori piatti arabi; è dunque possibile affermare che nel corso del Trecento la nuova cucina speziata e zuccherata unificava l’intero continente.
Anna Martellotti, filologa, già professore associato presso l’Università di Bari, si interessa da tempo di gastronomia medievale (Libro di buone vivande, Fasano, Schena, 1991), con particolare attenzione ai contatti con il mondo arabo (Il Liber de ferculis di Giambonino da Cremona, Fasano, Schena, 2001) e alla prima cucina italiana (I ricettari di Federico II, Olschki, 2005).

sabato 24 giugno 2023

Amaro Un gusto italiano

Amaro
Un gusto italiano
di Massimo Montanari
pp. 136, € 13,00
Laterza, 2023
ISBN: 9788858149348
 
Dai radicchi ai carciofi, dal caffè ai digestivi: l’amaro ha un ruolo privilegiato nel gusto degli italiani. Nessun’altra cucina europea ha una predilezione così marcata per quel sapore. Questo tratto distintivo ha origini lontane e affonda le radici nell’incontro fra cultura contadina e cultura alta.

Gli organi del gusto sono la lingua e il cervello. La prima sente i sapori, a valutarli è il secondo. Il meccanismo non è solo biologico, ma anche e soprattutto culturale: è una questione di abitudine, di apprendimento, di giudizio. Dunque, se ci chiediamo perché la sensibilità gustativa degli italiani è così attratta dall’amaro, la spiegazione non va cercata nella genetica ma nella storia. Ce lo spiega uno dei più grandi storici dell’alimentazione, scavando tra fonti letterarie e trattati di botanica, agricoltura, cucina, dietetica. Un sorprendente itinerario che mette a fuoco un aspetto affascinante e caratteristico della cultura italiana.
Massimo Montanari insegna Storia dell’alimentazione all’Università di Bologna, dove ha fondato il Master “Storia e cultura dell’alimentazione”. Per Laterza ha pubblicato, tra l’altro: Alimentazione e cultura nel Medioevo; Convivio (3 volumi); Il pentolino magico; Storia dell’alimentazione (curata con J.-L. Flandrin); La cucina italiana (con A. Capatti); Storia medievale; Il cibo come cultura; Il formaggio con le pere. La storia in un proverbio; Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo; L’identità italiana in cucina; Gusti del Medioevo. I prodotti, la cucina, la tavola; I racconti della tavola; Il sugo della storia; Il mito delle origini. Breve storia degli spaghetti al pomodoro; Cucina politica. Il linguaggio del cibo fra pratiche sociali e rappresentazioni ideologiche (a cura di).

mercoledì 1 marzo 2023

Dolcezze dal Medioevo

Dolcezze dal Medioevo
Appunti e ricette di pasticceria medievale
di Elisabetta Carli
pp. 96, € 10,00 (Acquista online fino al 31 marzo 2023 con il 5% di sconto)
Edizioni Penne e Papiri, 2023
ISBN: 9788889336878
 
Dolcezze medievali: si può parlare di “pasticceria medievale”? È concettualmente corretta la definizione di pasticceria accostata al Medioevo? La prima risposta, la più semplice, è sicuramente no, ma la questione è un po’ complicata e prevede una spiegazione articolata. Poi, nella cucina medievale, è difficile distinguere il dolce dal salato. Un secondo problema è dato dalla successione delle portate. Infine senza dosi precise è quasi arduo riprodurre la ricetta medievale. Con questo piccolo testo ho cercato di riproporre in maniera semplice le “dolcezze medievali”.

Elisabetta Carli, laureata in Storia dell’arte, da molti anni si occupa di cucina medievale, riproponendo ricette filologicamente corrette. Organizza cene e banchetti medievali e rinascimentali per privati e in rievocazioni storiche. Gestisce il blog “Arte Coquinaria“.

venerdì 25 novembre 2022

I dolci al tempo di Caterina Sforza

I dolci al tempo di Caterina Sforza
Segreti e ricette della tradizione medievale e rinascimentale
di Cecilia Milantoni
pp. 168, € 15,00
Edizioni Il Ponte Vecchio, 2022
EAN: 9791259781642
 
Una donna vissuta tra la fine del Medioevo e l'inizio del Rinascimento è stata Musa ispiratrice di questa ricerca. Si tratta di Caterina Sforza (1463-1509), figura straordinaria per la sua capacità di essere donna, astuta, saggia, desiderosa di apprendere e curiosa di scoprire i segreti della natura. Avvolta da un fascino misterioso, ancora oggi si sente la necessità di indagare alcuni dei suoi interessi, talora sorprendenti, come il cibo. Cosa avremmo potuto trovare nelle meravigliose tavole imbandite degli Sforza, tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento? Esistevano dolci nel Medioevo e nel Rinascimento? Per rispondere proponiamo un viaggio attraverso 50 ricette di dolci, lungo il quale la storia dell'alimentazione si fa viva nei suoi profumi, colori e impasti: un'esperienza unica, dove ognuno può diventare protagonista attraverso le sperimentazioni di sapori antichi. 
Cecilia Milantoni è archeologa e professionista dei beni culturali.

sabato 23 ottobre 2021

Cibando Alighieri Dante

Cibando Alighieri Dante
di Federico Valicenti
€ 9,90
Universosud Edizioi, 2021
ISBN: 8899432716
 
Cibando Alighieri Dante di Federico Valicenti è un lavoro innovativo, di pura creatività, che si inserisce compiutamente nel contesto celebrativo dei 700 anni dalla morte del sommo poeta. Un’opera singolare per i contenuti e la visione culturale che li attraversa e li
sorregge. 
Nella sua introduzione, il prof Nicola Pascale, presidente dell’Accademia Tiberina di Basilicata, così scrive. “Valicenti, noto ed affermato chef di indiscusso valore, vanta già numerose ed apprezzate pubblicazioni di settore e prestigiosi riconoscimenti che impreziosiscono il suo pluriennale cursus honorum. L’Autore predilige la qualifica di cibosofo, neologismo di cui detiene orgogliosamente la genesi. Una nuova e articolata disciplina del cibo. Cibosofia come arte, storia, cultura. Cibosofia come visione e ragione di vita, che si proietta oltre l’ingrediente, esaltandolo, storicizzandone le origini e le applicazioni. Cibosofia come ricerca delle fonti, come scandaglio della memoria, come custode del tempo. Cibosofia come accademia pulsante del territorio da preservare, proteggere e valorizzare in una dimensione locale e globale.” 
In appendice leggerete una intensa e suggestiva intervista all’autore realizzata dal giornalista e scrittore, Gianfranco Blasi.
Federico Libero Valicenti è un noto e prestigioso Chef lucano.  È nato nel 1958 nel piccolo comune di Cersosimo, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, in Basilicata. È Patron del Ristorante Luna Rossa presso Terranova di Pollino in provincia di Potenza. Si definisce un “cibosofo”, materia di cui è senz’altro capofila, ed è presidente dell’Accademia della Cibosofia NovaMater. E’ Presidente dell’ Università Popolare del Pollino. Ha scritto diversi e qualificati libri di cucina, abbinando sempre la sua ricerca culinaria agli elementi storici, antropici e filosofici della sua terra. Per questo la cibosofia è diventata per lui materia di esplorazione e di studio.

mercoledì 22 settembre 2021

La cucina di Dante e Boccaccio

La cucina di Dante e Boccaccio
Saggio storico e ricette ritrovate
di Cutini Susanna, Hasbun Shady, Rebuffo Francesco Vittorio, Revelli Sorini Alex
pp. 122, € 15,00
Edizioni Il Fornichiere, 2021
EAN: 9788831248761
 
Le ricette che troverete in questo testo sono state rielaborate dallo chef Shady Hasbun prendendo spunti dai primi manoscritti italiani di cucina del XIV sec. Questi libri esprimono una cultura già definibile come italiana, pur muovendosi in una logica più ampia, il modello suggerito non è di tipo locale bensì internazionale, una sorta di “koiné” con molti punti in comune e ricette ricorrenti nelle varie aree d’Europa.
 
Il superamento del concetto ristretto di “territorio” rappresentava nel Medioevo un obiettivo delle tavole dei ceti superiori, che ambivano a una cucina per così dire “artefatta” oltre le dimensioni locali. Questo modello non escludeva tuttavia la possibilità di individuare nel contesto europeo degli ambiti di identità culturale più “nazionali” e “regionali”. 
Se sul piano politico l’Italia non esisteva, sul piano culturale era invece una realtà ben viva anche attraverso i sapori e i modelli del gusto. 
I primi ricettari italiani del tempo hanno denominazioni di piatti che richiamano gli usi locali della penisola. Il più antico di questi, il meridionale Liber de coquina propone ricette di cavoli “all’uso dei romani”, verdure “all’uso della Campania”, fagioli “all’uso della Marca di Treviso”; fra gli ingredienti ricorda la semola pugliese e la pasta genovese, fra i prodotti il “composto lombardo” ossia la mostarda di Cremona. Altri ricettari trecenteschi ricordano il “pastello romano”, la torta “di Lavagna”, il sale di Sardegna e quello di Chioggia. 
Attenzione però a queste denominazioni non possiamo dare totale credito geografico, perché in molti casi sembra si tratti di intitolazioni celebrative, scarsamente legate a specifiche tradizioni locali di cucina. Tali denominazioni – a prescindere dal reale significato di ciascuna di esse – mostrano comunque come si iniziasse ad avere l’esigenza del concetto di “specialità”. 
Fu agli inizi del Trecento, probabilmente alla corte angioina di Napoli, che venne redatto il già citato Liber de coquina. Da questo ricettario, scritto in latino, ne derivarono altri, tradotti in lingua volgare con vari adattamenti alle realtà locali, come il Libro della cocina così detto Anonimo Toscano della fine del XIV sec. 
Secondo molti storici il Liber de coquina è stato utilizzato, nelle sue diverse stesure, fino alla fine del XV secolo, conosciuto in l’Italia, Francia e Germania. Questa fortuna europea si spiega forse tenendo conto della lingua “internazionale” – il latino – in cui venne realizzato il testo. Per quanto riguarda l’Italia, l’ampiezza geografica della diffusione del libro è il segno – e in parte lo strumento – di una cultura gastronomica non certo omogenea, ma comunque condivisa.

martedì 10 agosto 2021

Dante e il cibo del suo tempo

Dante e il cibo del suo tempo
di Nicoletta Tagliabracci
pp. 142, € 14,00
Ventura Edizioni, 2021
ISBN: 9791280517142
 
Nell'anno delle celebrazioni dantesche, il libro vuole essere un omaggio al Sommo Poeta e al cibo presente nell'Italia centrale del Trecento unitamente a uno sguardo su come si mangiava a corte, nelle taverne e nei monasteri e lo faremo seguendo le tracce del suo peregrinare presso i signori che lo ospitarono e immaginandoci a tavola in mezzo gli ospiti. Rivivremo le sensazioni e i profumi dei piatti di allora, descritti attraverso i ricettari dei vari Liber de Coquina ed entreremo nel mondo dei sapori medievali con una serie di ricette originali e riproponibili anche al giorno d'oggi. Il cerchio si chiude con uno sguardo ai riferimenti sul cibo nella Divina Commedia, dal girone infernale dei golosi al pane angelico nel Paradiso. Infine, un'appendice sul rapporto tra le donne e il cibo "al tempo di Dante" a cura di Valentina Basili, laureata in Storia Medievale.
Nicoletta Tagliabracci è nata a Pesaro dove vive. Laureata in Lingue Straniere ha conseguito la qualifica di Ambasciatrice dell’Enogastronomia Territoriale ideando negli anni diverse degustazioni tematiche e storiche. Appassionata divulgatrice delle eccellenze marchigiane ha ideato “Gustovagando per le Marche”, veri e propri food&wine tours. Negli anni si è aggiunta la curiosità per la cultura gastronomica e le tradizioni conviviali del passato. E’ consulente presso diversi enti che si occupano di menù storici. 

martedì 7 aprile 2020

Il Mercato delle Gaite

Il Mercato delle Gaite
di A.A.V.V.
pp. 395, € 30,00
Il Formichiere edizioni, 2019
EAN: 9788894805956
 
In questo libro il lettore, sia bevanate sia visitatore-turista, troverà il senso e la storia del Mercato delle Gaite, una kermesse dove la passione del popolo dei rioni, dal longobardo gaite, si situa al centro della città in festa. E lo spirito della festa di popolo dura tutto l’anno. È incistata nel cuore degli animatori appassionati che si dividono e lottano per la conquista della vittoria, del Palio. Un paese intero che ritrova vitalità, creatività e identità storica, riscopre le proprie tradizioni, lette e rilette negli Statuti che nei secoli furono scritti per regolare e dirimere la vita economica e sociale della comunità, e come per miracolo il Medio Evo, a torto definito dei secoli bui, nello specifico 1250-1350, qui viene rievocato da un passato presente come memoria. Il Mercato delle Gaite, nato nel 1982 come esposizione principalmente di prodotti di artigianato alimentare, via via è cresciuto, tutti hanno studiato in compagnia di esperti, hanno letto libri e documenti; costumi, usi, attrezzi, macchine, metodi di lavoro, ricostruzioni materiali e scenografiche si sono ispirati, a prezzo di sacrifici e sforzi finanziari, sempre in maniera filologicamente e scrupolosamente corretta, sì che la manifestazione ha stupito in Umbria, in Italia e anche all’estero, cogliendo il plauso di illustri medievisti e del pubblico che affolla le piazze, le vie e i vicoli del centro storico, insomma di chi entra dalle porte della città per tuffarsi in un’epoca affascinante. Il Mercato delle Gaite ha significato anche, e non è secondario, la nascita dal deserto, di un tessuto ricettivo di prim’ordine, ramificato e accogliente. Tutto questo, e molto altro ancora, racconta questo libro, voluto dal Comune, dalle Gaite e dal cuore dei bevanati. A futura memoria.

sabato 27 luglio 2019

La pentola di Leonardo

La pentola di Leonardo
Storie di corte, di vita quotidiana, di cibo e di cucina
di Carlo G. Valli
pp. 160, € 14,00
Cierre edizioni, 2019
ISBN: 9788883149856
 
Nel 2019 ricorrono i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Il libro prende spunto da questo importante anniversario per descrivere un aspetto inedito della sua multiforme personalità: oltre che sommo pittore, scultore, architetto, fisico, geologo, musicista, poeta, egli è stato cerimoniere di corte, organizzatore di spettacoli e banchetti e appassionato di cucina. Ha approfondito l’uso del fuoco, i sistemi di cottura e di pulizia, e ha inventato alambicchi, impianti e forni: marchingegni documentati in questo libro con alcuni disegni e appunti originali. Nella “pentola di Leonardo” troviamo approfondimenti sulla sua attività di cerimoniere e regista di convivi e anche sulla sua vita quotidiana. Egli conosceva e praticava le ricette del tempo ed era sensibile ai prodotti della terra, che sapeva come trattare e lavorare. Dai suoi taccuini emergono le liste delle spese alimentari giornaliere, che ci consentono di definire il suo stile di vita e i suoi gusti. Argomenti minori ma di grande interesse e spesso ignorati o non sviluppati nella enorme bibliografia dedicata a Leonardo. Ripercorrendo l’esistenza del grande uomo d’ingegno dalla nascita alla morte, in queste pagine l’autore si concentra in particolare su tali attività, colmando una lacuna nella divulgazione della grandiosa epopea leonardesca.
Carlo G. Valli, consulente e docente di marketing e comunicazione, si occupa attivamente di tradizioni popolari e storia degli alimenti. Su questi argomenti ha scritto una quarantina di volumi, tra cui Pasta Nostra Quotidiana (Muzzio, 1991), Belle Feste (Muzzio, 1992), Garda Garda (Muzzio, 1997), La lunga storia dell’olio e del formaggio (Cierre 2001), Nel nome della carne (FK, 2000), C’erano una volta vecchi mestieri (Cierre, 2001), 75 piatti da salvare della cucina italiana (2002), Gli antichi sapori dei mangiari di strada (Cierre, 2003), Cucina e vini del Garda (Muzzio,2004), La storia della pentola (con Eugenio Medagliani, Bibliotheca Culinaria, 2004), La pasta, viaggio in Italia (Agra, 2005), Vini e miti (Cierre, 2008, Premio Cesare Pavese), Marchesi si nasce (Rizzoli, 2010), Sole sale vento fuoco (Cierre, 2012), Vino, un dono di civiltà (Azzura, 2014), Bevevano e mangiavano i nostri padri (Il Valletto, 2015), Un cuoco costava più di un cavallo. L’avventura dei cuochi nella storia della cucina italiana (Cierre, 2016).

mercoledì 12 dicembre 2018

Biancomangiare... il Medioevo in tavola

Biancomangiare... il Medioevo in tavola
a cura di Anna Abate
pp. 176, € 15,00
Valtrend Editore, 2018
ISBN: 9788888623993
 
Un simpatico viaggio nella storia del cibo dal Medioevo fino ai giorni nostri.
Un viaggio che ha come bussola la gastronomia nelle sue accezioni più disparate – inclusa la medicina e le tradizioni dei monasteri – una conoscenza propria delle civiltà del Mediterraneo che ci offre la possibilità di arricchire il nostro bagaglio culturale e inventare momenti di convivialità per stupire i nostri ospiti con aneddoti e notizie storiche.
Il periodo medievale imprime senza dubbio un’enorme svolta sul modo di cucinare e di conservare i cibi, dalle conserve alimentari quali marmellate e sottoli, introdotte dai frati nei Monasteri, alle preparazioni delle scuole mediche ed in particolare di quella salernitana, il medioevo rappresenta un importante momento di passaggio la cui influenza giunge fino a noi soprattutto in relazione al modo di cucinare e di utilizzare le spezie.

martedì 25 settembre 2018

Il pane del diavolo

Il pane del diavolo
di Valeria Montaldi
pp. 384, € 18,90
Pemme, 2018
ISBN: 978-88-566-6643-4

1416, Castello di Fénis. Marion è una cuoca straordinaria. Le sue origini saracene ne hanno forgiato il gusto: le spezie, gli aromi, i condimenti insoliti con cui arricchisce i piatti entusiasmano il palato dei nobili commensali riuniti a banchetto. Talento e inventiva, tuttavia, non bastano a farle ottenere rispetto e considerazione: vessata da Amizon Chiquart, il celebrato maestro di cucina del duca Amedeo di Savoia, è costretta a subire umiliazioni continue, accettate sotto l'amara maschera della deferenza. Sì, perché lei è solo una donna e non potrà mai ambire a un ruolo superiore a quello di sguattera. O almeno così crede Chiquart, sottovalutando la tenacia, il coraggio e la rabbia che animano Marion. E soprattutto ignorando che un' inutile saracena sappia leggere e scrivere. L'ultima scelta di una donna coraggiosa, la sua vendetta.
2016, Fénis. Il cadavere ritrovato nel bosco è quello di Alice Rey: la gola squarciata, il sangue che intride ancora la neve. L'indagine sul delitto è affidata al maresciallo Randisi del Comando dei carabinieri di Aosta. Da subito, gli indizi convergono sul marito della vittima, Jacques Piccot, chef stellato del ristorante di proprietà della moglie e appassionato collezionista di antichi ricettari. Le indagini sembrano confermare i primi sospetti, ma un secondo omicidio scoperchia un calderone pieno di segreti, rancori e ricatti che coinvolge l'intero ristorante.
E a Randisi non resta che scavare a fondo fra presente e passato per scoprire di quanti veleni sia fatto un pane che ha il sapore del diavolo.
Valeria Montaldi è nata a Milano, dove ha seguito gli studi classici e si è laureata in Storia della Critica d'Arte. Dopo una ventina d'anni di giornalismo dedicato a luoghi e personaggi dell'arte e del costume milanese, nel 2001 ha esordito nella narrativa con Il mercante di lana (Premio Città di Cuneo, Premio Frignano, Premio Roma), a cui sono seguiti Il signore del falco, Il monaco inglese (finalisti Premio Bancarella), Il manoscritto dell'imperatore (Premio Rhegium Julii), La ribelle (Premio Città di Penne, Premio Lamerica, Prix Fulbert de Chartres), La prigioniera del silenzio.
I suoi romanzi sono pubblicati in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Grecia, Serbia, Ungheria, Brasile.

lunedì 27 agosto 2018

La mensa del cavaliere

La mensa del cavaliere
Le abitudini alimentari dei Templari
di Mario Giaccio
pp. 112, €10,00
Tipheret Edizioni, 2018
ISBN: 978-88-6496-419-5
 
La vita dei monaci soldati non era paragonabile né a quella dei nobili, né a quella dei chierici, né a quella dei ricchi borghesi dell'epoca. Anche la dieta era diversa, ma anche essi seguivano una Regola che, in alcuni articoli, descriveva le norme riguardanti l'alimentazione. I digiuni, a causa degli impegni militari, erano meno drastici, ed erano compensati da pasti più abbondanti negli altri giorni.

venerdì 10 agosto 2018

Mangiare nel Medioevo

Mangiare nel Medioevo
Alimentazione e cultura gastronomica nell'età di mezzo
di Maria Concetta Salemi
pp. 144, € 15,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Sarnus Editore,2018
ISBN: 978-88-563-0242-4

Le abitudini alimentari di oggi derivano dalla cultura gastronomica del Medioevo, un’epoca in cui non esistevano supermercati, le pietanze erano strettamente legate alla stagionalità e la disponibilità di cibo era incerta a causa delle grandi calamità – carestie, guerre, epidemie – che si succedevano nei secoli.
Nel suo saggio, l’autrice mostra come l’evolversi del gusto sia stato influenzato dal progressivo integrarsi di usi mediterranei e usi nordici, con forti differenze a seconda delle aree geografiche ma anche degli usi e dei costumi. Sono poi approfonditi i vari metodi di preparazione e cottura dei cibi, con particolare attenzione ai condimenti e all’uso delle spezie, e le abitudini di consumo: servizio in tavola, utensili di uso comune, comportamento dei commensali.
Chiude l’opera un’apposita sezione dedicata alla ricette medievali, tratte dai testi degli antichi gastronomi, suddivise per portate – dagli aperitivi ai dolci – e pronte per essere riproposte ai giorni nostri.
Maria Concetta Salemi è nata a Palermo ma ha sempre vissuto a Firenze, dove si è laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Si è occupata lungamente di cultura del cibo, svolgendo corsi sull’argomento. Ha tradotto per Sansoni, Mondadori, Laterza libri sul Medioevo e sul Rinascimento. Oltre a numerosi articoli su riviste specialistiche, tra le sue pubblicazioni ricordiamo Le spezie. La virtù e la magia negli intensi sapori del lontano Oriente (Nardini, Fiesole 1997), Gli agrumi. Simboli della giovinezza, profumati piaceri del gusto (Nardini, Fiesole 1999), Chianti. Leggenda, storia e qualità del principe della tavola, simbolo di un territorio (Nardini, Fiesole 1999), Il latte. Buono e naturale, l’alimento della crescita e della salute (Nardini, Fiesole 2000), Il Martini : da Hemingway a James Bond (Nardini, Fiesole 2000), La cucina medievale / La cucina rinascimentale (Libriliberi, Firenze 2002), La cucina liberty / La cucina futurista (Libriliberi, Firenze 2003), Firenze. Souvenir gastronomico tra arte, cultura e tradizione, (Nardini, Firenze 2004), Chianti classico. Leggenda, storia e qualità del principe della tavola, simbolo di un territorio (Nardini, Firenze 2005), Dove osano le api. 50 ricette con il miele (Vallecchi, Firenze 2008), Mandorle e pescespada a Ballarò. Raccontare Palermo (Nardini, Firenze 2011), Mangiare nel Medioevo (Sarnus, Firenze 2018), molti dei quali editi anche in inglese.

sabato 30 dicembre 2017

Cucina e convivialità a Padova nel Quattrocento

Cucina e convivialità a Padova nel Quattrocento
di Marina Scopel
pp. 146, € 15,00
Edizioni del Faro, 2017
ISBN: 9788865376195
 
La convivialità quattrocentesca padovana riflette il clima umanistico del momento. Un assunto che rimarrebbe tale se un anonimo manoscritto non ne documentasse con precisione alcuni momenti. Il corposo ricettario R3550, conservato presso la Ruskin Gallery di Sheffield in Inghilterra, ci consegna infatti nuove testimonianze di una cucina, quella padovana, finora non sufficientemente indagata, o assimilata talora impropriamente a quella di Venezia. Gli appunti del copista, cronologicamente puntuali, ci proiettano nel clima urbano di Padova sullo scorcio del XV secolo. Al centro della scena, lo Studio patavino con le numerose cerimonie conviviali a carattere pubblico prescritte dagli Statuti e le lussuose cene di professori e rettori. Sullo sfondo, Andrea Mantegna, Platina, il cardinale Ludovico Trevisan e un cuoco, Maestro Martino: personalità che si muovono, con espressioni diverse, nello stesso ambiente culturale, ne assimilano le istanze, ne divulgano gli ideali. L’esposizione accurata di alcuni suntuosi conviti offerti da medici dello Studio e l’indicazione delle corrispondenti ricette sottolineano come la nuova cucina italiana sia ormai approdata anche in questa vivace città, resa particolarmente animata e aperta alle nuove tendenze dal flusso costante e rinnovato degli studenti. Una città che mostra in più occasioni, soprattutto nel periodo storico considerato, una pervicace volontà di autonomia, se non politica, almeno culturale nei confronti della potenza veneziana, sottolineando la sua peculiare attitudine di apertura alle innovazioni in una dimensione tradizionale che sembra manifestarsi anche in campo gastronomico.
Marina Scopel, studiosa di storia della gastronomia, si occupa in particolare della cultura del convivio in area veneta. Durante la lunga collaborazione con la rivista specializzata “Appunti di gastronomia”, diretta da Claudio Benporat, ha pubblicato numerosi articoli, frutto di ricerche d’archivio su documenti inediti. I saggi Panorami conviviali dello Studio di Padova (2007), Ipsi Platoni praetulerunt Platynam, versi inediti di un umanista trevigiano (2005), Tipologia dei pasti e restrizioni alimentari nella legislazione rinascimentale veneta (2008) possono considerarsi studi preparatori a questa pubblicazione.

venerdì 8 aprile 2016

La cucina medievale: umori, spezie e miscugli

La cucina medievale: umori, spezie e miscugli
di Laura Malinverni
pp. 126, € 11,00
Italia Medievale, 2016
ISBN: 9781326606831

Entrare nel pensiero medievale presuppone la visione totale dell’essere umano e la comprensione della sua natura fisica attraverso i quattro classici elementi: Aria, Acqua, Terra e Fuoco.
Fin dai tempi di Galeno, sulla scorta del Corpus Hippocraticum, si considerava che tutto, in natura, venisse dall’abbinamento delle qualità, caldo e freddo da un lato, secco e umido dall’altro, e che la combinazione dei quattro elementi con le quattro qualità, in quantità variabili, determinassero il “temperamento” degli esseri umani attraverso gli agenti umorali della fisiopatologia del tempo: sangue, flemma, bile gialla e bile nera. I caratteri stessi degli uomini erano il risultato di queste combinazioni che, proporzionate qualitativamente e quantitativamente – pure se in modo diverso per ogni periodo dell’anno – garantivano buona salute. L’equilibrio fra gli umori, o crasi, era garanzia di buona salute, mentre qualsiasi alterazione, o discrasi, causava malattie.
Secondo tale teoria, comunemente accettata dalla medicina occidentale dalla tarda antichità fino al XVII secolo, il temperamento sanguigno combinava calore e umidità e aveva l’essenza dell’Aria; il bilioso o collerico derivava dall’abbinamento di calore e secchezza e si manifestava nel Fuoco; le persone flemmatiche erano fredde e umide, come l’Acqua, loro elemento, mentre il temperamento melanconico univa freddezza e secchezza, le qualità della Terra.
Laura Malinverni è nata a Milano dove ha seguito studi umanistici e vive a Novara.
Si interessa da vent’anni di ricerca storica del Quattrocento e del Cinquecento e ha pubblicato tre romanzi di genere, che narrano storie al femminile ambientate nel ducato di Milano, basandosi sullo studio delle corrispondenze originali: “Una storia del Quattrocento” (2000), “Il ramo di biancospino” (2006, Robin Edizioni) e “La tigre e l’ermellino” (2013, Prospettiva Editrice). Nel 2011 ha vinto con il romanzo breve “La ruota della fortuna” il Premio Nazionale “I cento castelli”. Ha pubblicato una raccolta giovanile di poesie con il titolo Il sole e la luna in sintesi” (2004) e di recente “Kairos-Tempo critico” (2015, ETS).
Collabora con vari siti web storici, è titolare di un sito web (www.lauramalinverni.net) che informa sulle sue ricerche e di una pagina Facebook dedicata alle vite delle donne del Medio Evo e del Rinascimento. Si interessa anche di fotografia, di cucina e di storia della cucina. Parte dei suoi studi sull’alimentazione medievale confluisce sul suo blog www.lauramalinverni.wordpress.com. Tiene conferenze di storia dell’astrologia e scrive per testate nazionali e pubblicazioni specialistiche di carattere astrologico (Astra, Sestile, Linguaggio astrale).

domenica 22 novembre 2015

Medioevo in Cucina

Medioevo in Cucina
ingredienti, ricette e sapori
di Marco Gavio de Rubeis
pp. 156, € 11,00
I Doni delle Muse, 2015
ISBN: 978-88-99167-14-1
A distanza di molti secoli, la tradizione culinaria medievale, con il suo tripudio di colori, profumi e ingredienti, offre ai cuochi e ai golosi di ogni tempo sapori dimenticati in grado di costituire fonti preziose di ispirazione.
Sempre divisa tra l’ideale spirituale della mortificazione del corpo e l’esaltazione dei sensi, la cultura medievale mostra la sua contraddizione anche in cucina, luogo privilegiato tanto per la conservazione della salute del corpo e dell’anima quanto per l’eccesso e il piacere di vivere.
Un libro di ricette che parla di cucina e cultura alimentare, attraverso uno studio filologico di fonti letterarie e iconografiche tra i XIII e il XIV secolo.
Marco Gavio de Rubeis dietro questo pseudonimo che vuole essere un omaggio a grandi maestri della res coquinaria latina e medievale si nasconde, oltre che un appassionato di cucina storica e non, un compositore e un musicista polistrumentista di oscuri natali e altrettanto oscura fama.
L’Associazione Culturale “I Doni delle Muse” è una realtà che convoglia numerose attività che hanno come tema lo studio e la divulgazione della letteratura e delle arti performative del periodo classico, medievale e rinascimentale. L’Associazione Culturale affianca all’allestimento di spettacoli e alla produzione letteraria un’intensa attività divulgativa.