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giovedì 3 ottobre 2024

I chiostri nell’area mediterranea tra XI e XIII secolo

I chiostri nell’area mediterranea tra XI e XIII secolo
Architettura, archeologia, arte
a cura di Arianna Carannante, Fabio Linguanti
pp. 592; € 80,00
All'Insegna del Giglio, 2024
ISBN: 9788892852846

Il volume nasce dall’idea di riflettere sul ruolo del chiostro, spazio nodale della vita monastica: luogo di ascesi, rifugio, meditazione e ritiro. La progettazione degli spazi claustrali occupa un ruolo centrale nella produzione architettonica medievale. In parallelo all’istituzionalizzazione e diffusione degli Ordini religiosi, nel periodo compreso tra l’XI e il XIII secolo, si assiste all’elaborazione di differenti soluzioni progettuali. L’architettura dei chiostri abbaziali, canonicali, conventuali risponde alle esigenze delle comunità che li abitano e le variazioni architettoniche sono l’esito dell’incontro tra “modelli d’importazione” e pratiche costruttive autoctone. Dalla necessità di esplorare con maggiore attenzione lo spazio mediterraneo nel medioevo, nonché di porre a confronto gli sviluppi delle ricerche nei diversi paesi, ha preso forma l’idea di questo volume multidisciplinare, comprendente circa trenta contributi. Si tratta del primo passo di un ampio lavoro che pone al centro l’isola di Lipari, con lo scopo di indagare la complessità dei fenomeni architettonici, artistici e archeologici nel mediterraneo medievale.
Arianna Carannante, architetto, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia dell’Architettura presso Sapienza Università di Roma in cotutela con Sorbonne Université con una tesi sulla cattedrale di Lucera e il contesto dell’architettura di derivazione francese in Italia Meridionale.

martedì 9 maggio 2023

Pietre che cantano

Pietre che cantano
Studi sul ritmo di tre chiostri catalani di stile romanico
di Marius Schneider
Traduzione di Augusto Menduni
pp. 160, € 21,00
Studio Editore edizioni, 2023
EAN: 9788867237555

«Rari sono i libri che possono cambiare la vita di chi li legge: questo è uno di essi. Chi sappia cavarne tutte le deduzioni, vede in modo nuovo la storia, ascolta altrimenti i suoni della natura e la musica, guarda diversamente le cose. Intanto le guarda con l'orecchio: impara a coglierne il ritmo, la vibrazione essenziale. A dire di che tratta, si fa presto: Schneider osservò i chiostri romanici di San Cugat, di Gerona e di Ripoll in Catalogna, annotò le figure fantastiche effigiate sui capitelli assegnando a ciascuno un valore musicale, quindi lesse come simboli di note le singole figure, basandosi sulle corrispondenze tramandate dalla tradizione indù, e scoprì infine che la serie corrispondeva alla esatta notazione degli inni gregoriani dedicati ai santi di quei chiostri. Le pietre cantavano, a saperle leggere, melodie precise. Fin qui ci sarebbe soltanto da rallegrarsi per un'operazione delle più brillanti di archeologia musicale, per l'avvio alla lettura musicale di chissà quanti altri complessi di scultura romanica. A trarre tutte le conseguenze che il caso impone, ci si accorge che vacilla il nostro mondo culturale, che la storia e i valori comunemente accettati tremano come figure d'un velo dipinto. Una lama di luce rade le tenebre della storiografia medioevale, una storia ignota emerge, si ha la prova che si trasmettevano nel Medioevo conoscenze metafisiche simili a quelle che avevano generato la teoria musicale indù; esisteva una conoscenza metafisica non trascritta su pergamene, ma urlata dai capitelli.» (Dallo scritto di Elémire Zolla)

venerdì 24 gennaio 2020

Monreale. Il duomo e il chiostro dei Benedettini

Monreale
Il duomo e il chiostro dei Benedettini
a cura di Enrica Giacobino
con testi di Maria Concetta Di Natale, Lisa Sciortino
pp. 95, € 12,00 (Acquista onine con il 15% di sconto)
Skira, 2019
ISBN: 885724142

All’origine del complesso di Monreale vi è una leggenda in cui – come sempre – si mescolano dati di realtà e elementi più fantasiosi. La leggenda narra che il giovane re normanno Guglielmo II, durante una battuta di caccia, fu colto da grande stanchezza e si addormentò all’ombra di un albero. Durante il sonno gli apparve in sogno la Vergine Maria che gli rivelò il luogo dove era nascosto un grande tesoro; il sovrano, in seguito a questa rivelazione, avrebbe deciso di innalzare proprio in quel punto un tempio dedicato alla Madonna, che infatti è ancora oggi consacrato a Santa Maria la Nuova.
La storia del complesso di Santa Maria la Nuova e del suo chiostro è strettamente legata alle origini di questo comune siciliano situato in posizione sopraelevata nell’area metropolitana di Palermo.
Il duomo e il chiostro costituiscono un illustre esempio di arte siculo-normanna e rivelano la straordinaria capacità dei committenti e degli artisti di armonizzare i diversi apporti locali (in particolare quello arabo e bizantino) con le maggiori conquiste stilistiche del nord Europa.

mercoledì 2 gennaio 2019

I Chiostri di Sant'Eustorgio

I Chiostri di Sant'Eustorgio
di Alessia Devitini, Nadia Righi
pp. 176, € 15,00
Silvana Editoriale, 2018
ISBN: 9788836642199
 
I Chiostri di Sant’Eustorgio sorgono in uno dei luoghi più significativi per la Chiesa ambrosiana: dell’antico complesso fanno parte la chiesa di Sant’Eustorgio, con il Museo della Basilica, il cimitero paleocristiano e la cappella Portinari, e il Museo Diocesano Carlo Maria Martini. Con immagini suggestive, il volume ripercorre la storia di un monumento tanto importante per Milano, partendo dalla basilica, con i suoi capolavori pittorici e scultorei, e con la splendida cappella Portinari, gioiello del Rinascimento lombardo. Le opere più significative del Museo Diocesano raccontano la storia dell’arte lombarda e delle raccolte degli antichi arcivescovi milanesi, ma anche quella del collezionismo illuminato ambrosiano.