venerdì 22 giugno 2018

I classici di Dante

I classici di Dante
a cura di Paola Allegretti, Marcello Ciccuto
pp. 281, € 32,00
Le Lettere Edizioni, 2018
ISBN: 9788893660365

Che cos'è per Dante un classico? E insomma come egli pratica la lettura e il dialogo con gli antichi prima che questa attività intellettuale diventi la moda caratterizzante della civiltà europea dell'Umanesimo? Nove incontri con Ovidio e Lucano, Virgilio, Cicerone, Seneca, Stazio, Agostino e anche Omero e il Libro dei Salmi raccontano e discutono problemi di tipo esegetico, lessicale, narrativo, testuale e culturale.
Paola Allegretti, nata a Foligno nel 1966,è stata redattrice di Italique, rivista annua della Fondation Barbier-Mueller pour l’étude de la poésie italienne de la Renaissance, edita da Droz, Genève e redattrice di Studi Danteschi, editi da Le Lettere, Firenze. Da maggio del 2004 è cultore della materia per la Filologia Dantesca, nel corso di Laurea in Lettere della Facoltà di Perugia.
Marcello Ciccuto è professore ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università di Pisa. Ha insegnato in varie università europee e statunitensi. Direttore delle riviste scientifiche “Hvmanistica”, “Letteratura & Arte”, “Studi rinascimentali”, “Italianistica”, fa parte del Consiglio Scientifico della Società Dantesca Italiana di Firenze. Ha studiato la letteratura del Medioevo, il Quattrocento e il Cinquecento, il Novecento. Recente lo studio complessivo di un celebre codice petrarchesco: Reliquiarum servator. Il manoscritto Parigino latino 5690 e la storia di Roma nel Livio dei Colonna e di Francesco Petrarca, Pisa, Edizioni della Normale, 2012, nonché il volume di commentario all’edizione in fac–simile del ms. illustrato di Oxford, Bodley 264 (Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2014).

giovedì 21 giugno 2018

Cultura di popolo. L'iconografia politica a Pisa nel XIV secolo

Cultura di popolo
L'iconografia politica a Pisa nel XIV secolo
di Cecilia Iannella
pp. 252, € 23,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni ETS, 2018
ISBN: 9788846751812

La constatazione della vivacità di produzione artistica che caratterizzò Pisa nel XIV secolo ha indotto a precisare, dal punto di vista storico, il significato meno apparente di alcune delle più interessanti testimonianze iconografiche prodotte in ambito pisano durante il Trecento. Le riflessioni sull’ambiente sociale e politico di Pisa alla fine del Medioevo e sull’equilbrio tra le più antiche istituzioni comunali e le nuove forme di potere hanno consentito di ricostruire il sistema di comunicazione politica attuato dal ceto eminente attraverso l’impiego delle immagini. Ne è emerso un quadro cittadino dinamico e propulsivo, i cui indirizzi espressivi furono orientati dalla profonda cultura civica di popolo che, da secoli, animava la città.
Cecilia Iannella lavora presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, dove insegna Storia medievale. I principali intressi di ricerca riguardano la storia della cultura tardo medievale in rapporto alla politica e alla società e, più in generale, lo studio di fonti narrative e iconografiche di ambito pisano.

mercoledì 20 giugno 2018

Petra Rubea

Petra Rubea
di Pio Bianchini
pp. 322, € 19,00
WLM Edizioni, 2018
ISBN: 9788897382256

Il Montefeltro e la Romagna, nel XIII secolo, sono teatro di innumerevoli battaglie tra guelfi e ghibellini. Ponendosi alla testa delle due fazioni in lotta, secondo le convenienze del momento, per prestigio e tornaconto, le nobili casate dei Montefeltro e dei Malatesti rivaleggiavano fra loro. Nel 1285, il conte Guido di Montefeltro, capo del partito ghibellino, signore di Urbino e capitano del popolo a Forlì e Faenza, è costretto ad arrendersi all’esercito guelfo e, dopo avere consegnato due figli in ostaggio a Papa Onorio IV, viene confinato a Chioggia. Nell’estate del 1289, il conte Corrado di Pietrarubbia, appartenente a un ramo cadetto dei Montefeltro, occupa Urbino, cacciando dalla città i guelfi alleati dei Malatesti e richiamando in patria gli esuli ghibellini. Questo avvincente romanzo, ambientato con grande fedeltà storica, riporta alcune vicende documentate, come l’imboscata di Cesena, dove gli uomini di Corrado di Pietrarubbia attentano alla vita di Malatesta da Verucchio, futuro signore di Rimini, e il trattato d’alleanza di Montescudo, che Taddeo di Pietrarubbia stipula successivamente con l’acerrimo nemico. È in questo contesto storico che Pio Bianchini inserisce il suo racconto delle genti di Petra Rubea, nome latino di Pietrarubbia. L’antico e cadente maniero di Monte San Lorenzo è retto da Bonzio, fido vassallo dei fratelli Corrado e Taddeo. Alvisio e Fraudolente, loschi figuri al soldo del conte Corrado, imperversano, sia in pace sia in guerra, commettendo atroci efferatezze e provocando radicali cambiamenti ai delicati e instabili equilibri tra le diverse fazioni politiche...
Pio Bianchini nasce a Bologna nel 1957. Dopo il liceo classico, lascia l’università a pochi esami dalla laurea in Giurisprudenza e diventa imprenditore nel settore immobiliare. Romagnolo e grande appassionato di trekking e mountain bike, studia la storia dei luoghi che visita e la genealogia delle famiglie che li hanno abitati. Scopre così vicende antiche, avvincenti e dimenticate. Ha pubblicato nel 2012 La leggenda di Ca’ Battaglia, che ha partecipato ai premi letterari Città di Cattolica e Montefiore, dove ha ricevuto una Menzione di Merito e un Premio.

martedì 19 giugno 2018

Il Decamerone secondo la nostra lingua

Il Decamerone secondo la nostra lingua
di Pasquale Buonomo
pp. 738, € 28,50
Gruppo Albatros il Filo, 2018
EAN: 9788856791037
 
Dieci novelle ogni giorno, per dieci giornate. L’opera più grande di Giovanni Boccaccio, conosciuta in tutto il mondo, e studiata ancora oggi nei licei italiani e nelle università, fu composta intorno alla metà del 1300 e rappresenta senza dubbio la capostipite della letteratura in prosa in volgare italiano. Pasquale Buonomo, fine conoscitore del testo e dei suoi molteplici risvolti, ha rivisitato con una traduzione secondo una lingua più moderna l’intero Decamerone, senza mancare di rispetto alla tradizione. Un’opera costituita da cento novelle, più o meno brevi, che è un piacere leggere, sia per la diversità dei temi, che mostrano atteggiamenti e costumi umani universali, sia per la lingua e lo stile, sempre raffinato e ironico
Pasquale Buonomo è nato nel 1945 ad Alvignano, un comune nella provincia di Caserta. Si è laureato in materie letterarie presso l’Università di Salerno nel luglio 1970. Nel 1972 si è trasferito a Bergamo dove tuttora risiede. È stato prima docente di materie letterarie nelle scuole medie, poi preside incaricato presso la scuola media di Urgnano nella provincia di Bergamo, in seguito preside di ruolo nella scuola media statale di Alzano Lombardo. Dall’anno scolastico 2000 al 2006, anno del pensionamento, è stato dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Guglielmo D’Alzano” di Alzano Lombardo. Durante la sua carriera scolastica ha ricoperto ripetutamente l’incarico di presidente di commissione nei concorsi a cattedra. Ha svolto anche attività di critico d’arte sulle pagine di “La nostra domenica”, settimanale del giornale “L’eco di Bergamo”.

lunedì 18 giugno 2018

Storia della Lombardia medievale

Storia della Lombardia medievale
di Giancarlo Andenna
pp. 288, € 20,00
Interlinea Edizioni, 2018
ISBN: 978-88-6857-003-3

Città fortificate, borghi, fertili campi da coltivare. La Lombardia nel Medioevo fu tra le più fiorenti regioni europee, tanto da spingere un osservatore del XIII secolo a ravvisare che «se i Lombardi si fossero amati», raggiungendo un’unità politica e superando la loro frammentazione istituzionale, «il loro sovrano non avrebbe avuto uguali sulla terra». Giancarlo Andenna indaga le dinamiche che fecero della Lombardia medievale un luogo di equilibri politici e di interessi strategici, con un’attenzione alla demografia, alla storia sociale ed economica, all’evoluzione del paesaggio agrario e cittadino. Il Medioevo lombardo va quindi inteso come una fase di trasformazione: si modificarono il suolo, il territorio, la geografia, si crearono città, si costruirono castelli a scopi di difesa e di celebrazione del potere. Facendo dialogare fonti antiche e più recenti ricerche storiografiche, Andenna analizza il ruolo di costante dinamismo che ebbero le città e le campagne lombarde, in una ricostruzione che non trascura un confronto con le diverse realtà del Medioevo europeo.
Giancarlo Andenna già allievo della Scuola Storica Nazionale presso l'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo di Roma. Professore straordinario nel triennio 1990-1993 di Storia Medievale presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Lecce; dal 1° novembre 1993 è stato ordinario di Storia Medievale presso la Facoltà di Lettere dell'Università Cattolica di Milano e della sede di Brescia. Ha ricoperto dal 2002 al 2012 la carica di Direttore del Dipartimento di Studi medievali, umanistici e rinascimentali della sede di Milano. Dal 1 novembre 2012 è in trattamento di quiescenza. Dal luglio 2013 fa parte dell'Accademia dei Lincei, Sezione delle Scienze Morali. Presso la sede di Brescia dell’Università Cattolica dirige il Centro di studi sulla storia degli insediamenti monastici europei (CESIME), che organizza convegni e pubblica volumi relativi alla civiltà monastica medievale. Inoltre è direttore del Centro italo-tedesco per lo studio degli insediamenti monastici. E' socio corrispondente dell'Ateneo di Brescia, della Deputazione Subalpina di Storia Patria e dal luglio 2013 è socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei di Roma.

domenica 17 giugno 2018

Come organizzare una crociata

Come organizzare una crociata
di Christopher Tyerman
pp. 540, € 26,00 (Acquista online con lo sconto del 15%)
Utet, 2018
ISBN: 9788851157555
 
Nel 1190 Riccardo I d’Inghilterra spediva verso la terza crociata diecimila uomini e una flotta di cento navi che, stando alle cronache, ospitava circa cinquemila cavalli. Può sembrare un dettaglio secondario, ma per ogni animale bisognava prevedere una scorta di dodici ferri, ognuno dei quali pesava circa 350 grammi; i sessantamila ferri da cavallo necessari pesavano quindi più di 20 tonnellate. Durante la traversata ogni cavallo doveva poi essere curato, nutrito e dissetato, e ogni giorno produceva circa 50 chili di letame, che andavano smaltiti con regolarità.
Ma l’epopea delle crociate è talmente densa e complessa che nei libri di storia non si arriva mai a questo livello di dettaglio: dalla chiamata alle armi del papa di turno si finisce subito sul campo di battaglia o al tavolo delle trattative, alle spartizioni e agli strascichi, agli avanzamenti e ai cambi di potere in Terra santa. In Come organizzare una crociata Christopher Tyerman, massimo esperto nel campo, dimostra che invece la verità storica (se non il diavolo o il buon Dio) sta proprio nei dettagli.
Le crociate erano infatti una gigantesca macchina organizzativa e politica: non solo l’accurata scelta del casus belli e la ricerca di alleanze, finanziamenti e comandanti, ma anche l’arruolamento di soldati, la raccolta di armi, vettovaglie e cavalli e il loro trasporto dall’altra parte del Mediterraneo erano parte di una complessa organizzazione che nulla lasciava al caso, qualcosa di molto diverso dall’immagine “brancaleonesca” e stereotipata che ne abbiamo oggi.
Non solo: erano un’impresa che portava l’hortus conclusus dell’Europa medievale alla scoperta di mondi lontanissimi per usi e costumi, che muoveva migliaia di persone e inventava nuovi modi per diramare notizie, fare propaganda, raccogliere tasse e disegnare mappe, e che di fatto univa e metteva a confronto i popoli proprio mentre sembrava dividerli a fil di lama.
Mentre ci addentriamo nelle pagine meticolose e divertenti del libro, ricche di aneddoti e curiosità, il fenomeno storico delle crociate si libera delle tinte irrazionali e barbare con cui il razionalismo illuminista ce lo ha sempre ritratto: le “guerre di Dio” erano fondate su una particolarissima forma di razionalismo pragmatico, che per certi versi, e in modi tortuosi, avrebbe poi gettato le basi della nostra modernità.
Christopher Tyerman ha insegnato Storia medievale all’Hertford College di Oxford per 27 anni ed è tra i massimi esperti mondiali delle crociate. Nel 2015 l’Università di Oxford ha premiato la sua decennale attività di ricerca attribuendogli la cattedra di Storia delle crociate presso il New College. Le sue opere sono state tradotte in tedesco, spagnolo e portoghese; in italiano sono apparsi L’invenzione delle crociate (Einaudi, 2000) e Le guerre di Dio. Nuova storia delle crociate (Einaudi, 2012).

sabato 16 giugno 2018

La serialità iconografica nell’arte sacra medioevale

La serialità iconografica nell’arte sacra medioevale
Temi e confronti
di Francesca Di Maio
pp. 86, € 12,00
Edizioni Progetto Accademia, 2018
ISBN: 8885536077

L’industrializzazione dell’arte fu problematizzata da Walter Benjamin che scrisse uno dei più importanti saggi del xx secolo: “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”. La riproduzione in serie delle opere d’arte le privò della loro aura, dell’hic et nunc, dell’unicità della rappresentazione, della mano dell’artista (sostituita da freddi ingranaggi. Lo studio di Francesca Di Maio ci dimostra che non è propriamente così. La serialità nelle opere d’arte è antecedente all’avvento dell’industria e anzi ne anticipa i meccanismi. La ricerca di Di Maio ci conduce nel Medioevo: fra codici miniati, cicli pittorici, e scultorei. Dai metodi di lavorazione protoindustriale negli scriptoria medioevali; alla ripetitività di certe iconografie religiose in differenti opere. Un’analisi attenta e dettagliata che si avvalora dei contributi di alcuni dei più grandi storici dell’arte come Franz Wickhoff, Otto Pächt, Pietro Toesca e Angela Daneu Lattanzi.
Francesca Di Maio (1989), nel 2015 ha conseguito la laurea magistrale in “Storia dell’Arte” presso l’Università degli Studi di Palermo col massimo dei voti. Ha discusso una tesi dal titolo “serialità iconografica fra codici miniati, mosaici e affreschi coevi nel medioevo”, da cui è tratto il presente saggio. Ha partecipato a diverse edizioni del Festival “Le Vie dei Tesori” in qualità di addetta alle visite guidate. Attualmente collabora con l’Associazione Amici dei Musei Siciliani di Palermo.

venerdì 15 giugno 2018

Deus Terribilis

Deus Terribilis
Quattro studi su onnipotenza e me-ontologia nel Medioevo
di Federico Croci
pp. 88,  € 10,00
Inschibboleth Edizioni, 2018
ISBN: 9788885716254

Unde nihil? Riallacciandosi alla magna quaestio che scuote e anima il filosofare, il volume raccoglie quattro studi che indagano il rapporto tra l'onnipotenza divina e la filosofia del linguaggio, nell'alveo della riflessione medievale. Il primo è dedicato alla riproposizione dell'aporetica del nulla da parte di Fredegiso di Tours e all'analisi del tentativo anselmiano di recuperare l'argomentazione di Agostino. Il secondo intende mostrare come il realismo linguistico di Fredegiso di Tours offra la più salda fondazione alla trattazione dell'onnipotenza divina esposta da Pier Damiani. Il terzo e il quarto approfondiscono gli stessi temi nella filosofia di Guglielmo da Ockham e di Nicola di Autrecourt, nelle cui speculazioni si affaccia con sempre maggior vigore una gnoseologia scettica: un'epistemologia che vede nel linguaggio non più il mezzo privilegiato di accesso alla conoscenza di Dio, bensì una trappola insidiosa per i vaniloqui di quelli che Vico definirà, causticamente, i "dotti boriosi".

giovedì 14 giugno 2018

Medievalismi italiani (Secoli XIX-XXI)

Medievalismi italiani (Secoli XIX-XXI)
a cura di Tommaso di Carpegna Falconieri, Riccardo Facchini
pp. 192, € 25,00
Gangemi Editore, 2018
ISBN: 9788849236170
 
L'Italia ha una lunga tradizione medievistica. Sono infatti numerosi e autorevoli gli studiosi italiani che hanno dedicato la loro attività di ricerca all'indagine dell'affascinante e complesso millennio medievale. Tra questi, diversi hanno tentato di decifrare non solo il medioevo ‘storico' a partire dalle fonti dell'epoca, ma anche il medioevo ‘immaginato', cioè le rappresentazioni e reinvenzioni del periodo medievale nel mondo contemporaneo. Questo ampio fenomeno, che porta il nome di ‘medievalismo', influenza profondamente le società occidentali in molti aspetti, dall'arte alla politica, dalla cultura di massa alla religione, e l'apporto dato in particolare dall'Italia è stato ed è tuttora cospicuo. Nel presente volume, studiosi affermati e giovani ricercatori offrono il loro contributo sul tema con una serie di indagini focalizzate sul ruolo ricoperto dall'idea di medioevo nella genesi e nello sviluppo di alcuni fondamentali processi socio-politici italiani dal XIX al XXI secolo.
Del medioevo siamo sia figli che genitori. Ne siamo i figli, lo sappiamo bene, perché i lasciti di quell'epoca sono moltissimi; ma ne siamo anche i genitori, perché il medioevo lo abbiamo in buona parte inventato. Gli abbiamo dato nome e forme, lo abbiamo sognato, ricreato, rivissuto, riempiendolo di significati e trasfigurandolo nel nostro presente. E tutto questo è ‘medievalismo'. Dai miti romantici e risorgimentali, dalla propaganda fascista alle voci del tradizionalismo cattolico, dalle declinazioni della storia al femminile alle elaborazioni di concetti cardine come ‘barbarie' e ‘repubbliche marinare' fino alle fascinazioni per l'Oriente e per l'Ordine templare, il libro propone una riflessione inusuale e stimolante attraverso i ‘medievalismi italiani'.
saggi di: Tommaso Di Carpegna Falconieri, Riccardo Facchini, Davide Iacono, Geraldine Leardi, Stella Losasso, Sonia Merli, Maria Chiara Pepa, Francesco Pirani, Francesca Roversi Monaco 

mercoledì 13 giugno 2018

Una città operosa

Una città operosa
Archeologia della produzione a Pisa tra Età romana e Medioevo
a cura di Federico Cantini, Claudia Rizzitelli
pp. 84, € 25,00
All'Insegna del Giglio, 2018
ISBN: 9788878148437

Le attività produttive stanno tornando al centro dell’interesse degli archeologi perché esse possono essere utilizzate come un ottimo indicatore dello sviluppo o della recessione delle economie antiche, specie se analizzate negli aspetti legati al tipo di tecnologia impiegata nei processi produttivi, alla scala degli investimenti fatti, alla quantità e qualità degli oggetti prodotti, alla distribuzione topografica delle officine e all’ampiezza del mercato entro cui circolano le materie prime e gli oggetti finiti. Queste variabili analizzate nel tempo e nello spazio permettono di ricostruire quadri socio-economici estremamente ricchi ed inediti. La scelta di concentrarsi su Pisa è legata alla volontà di osservare le trasformazioni delle città tra l’Età antica e quella medievale da una sede privilegiata, dove spesso i macrofenomeni economici si manifestarono con un certo anticipo e con caratteri del tutto straordinari rispetto gli altri centri urbani della regione. Ma questa eccezionalità fu una costante della storia pisana o si manifestò in forme e scale differenti nel tempo? Ecco allora la necessità di osservare i fenomeni economici nella lunga durata, per individuarne i momenti di continuità e discontinuità, per scandirne i tempi di accelerazione e decelerazione, e per comprendere in che modo questi stessi fenomeni furono influenzati dalle trasformazioni che interessarono molte città europee e mediterranee tra Età romana e Medioevo.