sabato 17 agosto 2019

Montaillou

Montaillou
Storia di un villaggio occitanico durante l'inquisizione
di Emmanuel Le Roy Ladurie
Traduzione di Giovanno Bogliolo
pp. 670, € 39,00
Il Saggiatore, 2019
ISBN: 9788842825425 
 
Dal 1318 al 1325 a Montaillou, piccolo paese dell’Occitania meridionale, il tribunale dell’Inquisizione indaga per sradicare gli ultimi resti dell’eresia catara. A capo del tribunale c’è un uomo fuori del comune: Jacques Fournier, vescovo di Pamiers e futuro papa Benedetto xii. Fournier è tenace, instancabile, parla a lungo con gli indagati, non delega responsabilità a subalterni e notai, sa distinguere in pochi minuti un eretico da un vero cattolico – una «specie di Maigret ossessivo e compulsivo».
Dal Registro d’Inquisizione di Fournier, Emmanuel Le Roy Ladurie ha ricostruito l’intero microcosmo del villaggio di Montaillou: il terrore dell’Inquisizione che si propaga come fuoco tra valli in cui tutti hanno qualcosa da nascondere e aspre montagne che recano l’impronta del demonio; la famiglia Clergue, che domina incontrastata Montaillou e in segreto aiuta i catari perseguitati; gli oppositori dei Clergue, che rischiano la vita per mano di sicari o, ironia della sorte, possono vedersi accusati di eresia. Sotto l’apparente tranquillità quotidiana, Jacques Fournier scopre un brulicare di violenza, menzogne, invidia e relazioni illecite che si rinnovano in un ciclo senza fi ne. E nemmeno la morte sembra recare pace. Se i catari, aborriti dalla Chiesa ufficiale, credono nella trasmigrazione delle anime, in molti giurano di veder vagare nella notte morti senza riposo: cavalieri che portano i segni del ferro che li ha uccisi e dame nobili e crudeli che non indossano più polsini di seta, ma catene di braci.
Montaillou è universalmente considerata l’opera più importante di Le Roy Ladurie, una pietra miliare di quella ricerca storiografica che, a partire dai documenti scritti, ricostruisce la vita quotidiana, le credenze e la psicologia di un’intera comunità. Queste pagine ci fanno rivivere un capitolo centrale dell’Inquisizione; soprattutto, attraverso i processi e gli interrogatori raccontati da Le Roy Ladurie possiamo penetrare in quel perturbante immaginario medievale di paure e superstizioni che, come un fiume sotterraneo, ha continuato a scorrere fino ai nostri giorni.
Emmanuel Le Roy Ladurie, allievo di Fernand Braudel ed esponente di spicco dell’École des Annales, è considerato uno dei più importanti storici francesi viventi. È stato direttore della Bibliothèque nationale de France e professore di Storia della civiltà moderna al Collège de France. Tra le sue opere pubblicate in Italia ricordiamo Il denaro, l’amore, la morte in Occitania (Rizzoli, 1983), I contadini di Linguadoca (Laterza, 1984) e Il Carnevale di Romans (Rizzoli, 1996).

venerdì 16 agosto 2019

Studi di storia monastica medievale piemontese

Studi di storia monastica medievale piemontese
di Giampiero Casiraghi
pp. 288, € 18,00
Effatà Editrice, 2019
ISBN: 9788869293825

Ad arricchire la Chiesa piemontese nel medioevo furono soprattutto i monaci, nei loro vari ordini religiosi: i Benedettini nella valle di Susa, nei luoghi di Novalesa e di San Michele della Chiusa, i Cistercensi nei monasteri maschili e femminili sparsi un po’ ovunque, i Vallombrosani alla periferia di Torino e nella valle della Stura di Lanzo con il loro slancio religioso, ed infine i Templari disseminati in piccoli nuclei sulla collina torinese e nel Chierese.
Per l’organizzazione diocesana la loro presenza fu sicuramente un bene che assicurò nuovo slancio alla religiosità del tempo, ma anche alla vita sociale con la loro presenza attiva nei territori soggetti alla loro giurisdizione monastica.
È questo il quadro dentro il quale si sviluppa il presente volume: alcune abbazie sono ampiamente studiate come la Sacra di San Michele, altre sono appena toccate come la Novalesa. Di queste ed altre abbazie nel volume si sottolineano l’ambiente in cui sono nate e vissute e soprattutto la rete delle loro dipendenze costituite da beni e chiese.
Giampiero Casiraghi dopo essersi licenziato in Teologia si è laureato in Lettere e filosofia all’Università di Torino. Ha insegnato Storia della Chiesa nel medioevo, Antropologia teologica e Storia delle Missioni presso la Federazione Intercomunitaria Teologica di Torino e Paleografia latina all’Università degli Studi del Piemonte orientale. Oltre a scrivere numerosi articoli sulla chiesa di Torino e il monachesimo subalpino, e a curare vari Atti dei Convegni sacrensi, ha pubblicato La diocesi di Torino nel medioevo, Torino, 1979 e, con Patrizia Cancian, Vicende, dipendenze e documenti dell’abazia di S. Michele della Chiusa, Torino 1993.

giovedì 15 agosto 2019

La scimitarra e la spada

La scimitarra e la spada
di Tiziano Viganò
pp. 368, € 12,00
Mimep Edizion, 2019
ISBN: 8884245532

Romanzo storico ambientato al tempo delle scorrerie saracene sulle coste italiane prima della battaglia di Lepanto.
Il punto di vista originale da cui parte il racconto è quello di un cristiano catturato e reso schiavo dai saraceni e per opportunità convertitosi all’islam. Con dovizia di particolari e situazioni avvincenti davanti agli occhi del lettore scorre la vita concreta dei prigionieri rapiti dai musulmani così come avveniva in quei tempi nei territori dominati dalla mezzaluna.
Tutto attraverso il racconto del protagonista che, di nuovo catturato in battaglia ma stavolta dai Genovesi cristiani deve difendersi in un processo per essere riammesso alla comunione della Chiesa cattolica.
Tiziano Viganò insegnante di scuola secondaria inferiore, educatore e guida di gruppi giovanili. è al suo terzo romanzo con MIMEP e conferma in pieno la sua grande capacità di unire storie avvincenti con dovizia di documentazione storica.

mercoledì 14 agosto 2019

Dante e l'Islam

Dante e l'Islam
di Massimo Campanini
pp. 176, € 16,50 (Acquista online con il 15% di sconto)
Studium edizioni, 2019
ISBN: 978-88-382-4759-0

I rapporti tra Dante e la cultura islamica sono notoriamente controversi. Se, da una parte, il sommo poeta è sempre piuttosto aspro e polemico contro l’Islam; dall’altra, nella Commedia ma ancor di più nel Convivio, teorizza una cosmologia in cui le tracce di arabismo sono evidentissime: dalla struttura fisica dei cieli al ruolo degli intelletti che muovono le sfere per appetito d’amore. Questo libro cerca di colmare il vuoto lasciato nella memoria dell’Occidente, indagando il retaggio del pensiero islamico in Dante, di cui offre anche una innovativa ipotesi biografico-intellettuale con particolare enfasi sul contesto politico. Ne emerge che i mondi, arabo ed euro-occidentale, non erano chiusi e reciprocamente ostili, ma continuamente interagenti al di là dello “scontro di civiltà”.
Massimo Campanini è laureato in Filosofa e diplomato in lingua araba. Ha insegnato nelle università di Urbino, Milano, Orientale di Napoli e infine Trento. Attualmente è Accademico dell’Ambrosiana di  Milano e visiting professor allo IUSS Pavia e al S. Raffaele di Milano. Fin dagli inizi della sua carriera accademica si è occupato di studi coranici, di pensiero filosofco e politico medievale e moderno, e di storia contemporanea dei paesi arabi.

martedì 13 agosto 2019

Giuliano e Lorenzo. La primavera dei Medici

Giuliano e Lorenzo. La primavera dei Medici
di Adriana Assini
pp. 192, € 14,00
Scrittura & Scritture, 2019
ISBN: 9788885746152
 
Giuliano è il sole; Lorenzo è cielo, mare e terra. Sono giovani, colti, carismatici e ammirati entrambi quando diventano i principi di Firenze.
All’altezza del nome che portano, trattano con successo sia gli affari privati che la cura della cosa pubblica, circondandosi di menti eccelse e rinomati artisti, tra i quali spicca il Botticelli. Ma presto, accanto a tanta luce, crescono le ombre.
Spensierato e seducente, Giuliano resta in secondo piano nel governo ma primeggia nelle faccende care a Venere, finendo per invischiarsi in una pericolosa storia d’amore con una donna maritata, Simonetta Cattaneo Vespucci, la più bella tra le belle. Lorenzo, invece, pur rivelandosi un politico abile e prudente, compie alcuni passi falsi nell’insidiosa palude del potere, procurandosi temibili rivali tra i banchieri, via via segretamente spalleggiati dal papato e da alcuni signori d’altri Stati.
Giorno dopo giorno, attorno agli invidiati fratelli Medici prendono forma e corpo oscurissime trame…
A distanza di una manciata d’anni dal tramonto dei due astri, nella città dell’Arno ormai in declino sarà Cosma, un giovane affascinante, cultore d’arte, a ripercorrere per la sua amata e inaccessibile Beatrice splendori e tenebre di quella irripetibile stagione.
Adriana Assini vive e lavora a Roma. Sulla scia di passioni perdute, gesta dimenticate, vite fuori dal comune, guarda al passato per capire meglio il presente e con quel che vede ci costruisce un romanzo, una piccola finestra aperta sul mondo di ieri. Dipinge. Soltanto acquarelli. E anche quando scrive si ha l’impressione che dalla sua penna, oltre alle parole, escano le ocre rosse, gli azzurri oltremare, i luccicanti vermigli in cui intenge i suoi pennelli. Con Scrittura & Scritture, ha pubblicato diversi libri, tutti a sfondo storico, tra cui La spada e il rosario. Gian Luca Squarcialupo e la congiura dei Beati Paoli (2019), Agnese, una Visconti (2018), Giulia Tofana. Gli amori, i veleni (2017) Le rose di Cordova (2007), La Riva Verde (2014) e Un caffè con Robespierre (2016).
www.adrianaassini.it

lunedì 12 agosto 2019

Alle origini dell'Epigrafia volgare

Alle origini dell'Epigrafia volgare
Iscrizioni italiane e romanze fino al 1275
di Livio Petrucci
pp. 216, € 20,00
Pisa University Press, 2019
ISBN:  978-886741-6585 

Il volume propone la prima rassegna su scala romanza delle più antiche epigrafi redatte in volgare e oggi ancora consultabili: un corpus di quarantatré reperti selezionati, con criteri espliciti ed uniformi, tra i cinquantacinque individuati attraverso un’ampia ricerca bibliografica.
Tutti i reperti proposti dalla bibliografia consultata sono uniformemente schedati; dei quarantatré reperti ammessi nel corpus viene fornita una documentazione fotografica a colori, per più di un terzo inedita. L’introduzione comprende: la discussione del posto delle epigrafi tra le prime scritture volgari; la selezione del corpus; uno studio dei reperti selezionati, sotto il profilo tipologico (con particolare riguardo agli epitaffi) e in relazione al significato dell’impiego del volgare.
Livio Petrucci ha insegnato Filologia italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa. Ha studiato: autografi di Boccaccio e Petrarca; testi napoletani, fiorentini e pisani dei primi secoli; la questione delle Origini. S’è occupato della topografia medievale delle sorgenti termali flegree, e ha pubblicato un foglio volante tedesco più volte stampato in occasione dell’eruzione del Monte Nuovo (1538). Attualmente studia testamenti volgari italiani del Due e del Trecento.

venerdì 9 agosto 2019

Demoni, mostri e meraviglie alla fine del Medioevo

Demoni, mostri e meraviglie alla fine del Medioevo
di Claude-Claire Kappler
a cura di Franco Cardini
pp. 472, € 28,00
Jouvence, 2019
ISBN: 8878016829
 
Dai tempi di Gilgames ai giganti antidiluviani sino alle creature vinte e assoggettate dagli dei o dagli eroi ellenici, la Terra è stata sempre patria di mostri. L'età antica ha consegnato al Medioevo un sapere incontestabile che esso ha raccolto e fatto proprio: dall'intrecciarsi della cultura pagana con quella cristiana sono scaturite sempre nuove e più complesse manifestazioni "mostruose". Il libro di Claude-Claire Kappler è un lungo viaggio tra i mirabilia del Basso Medioevo che finisce col rintracciare nelle esperienze degli uomini dell'epoca le allegorie simboliche, le paure, i sogni, le psicosi, i miti che vengono tramandati fi no al nostro tempo. Le merveilles medioevali non sono un'astrazione, ma vengono costituite da insiemi concreti di idee, immagini ed esperienze di ogni natura - politiche, religiose, sociali, artistiche, scientifiche -, che integrano una dimensione simbolica non soltanto "immaginata", ma vissuta, immediata. Interpretare e decodificare il mostro, quindi, equivale a un modo per renderlo domestico e reintegrarlo nella nostra cultura - dalla quale, in fondo, non è mai uscito. Leggere il mostro, esterno o interno alla mente umana, significa in altri termini riappropriarsi della natura intima delle cose, compresa quella dell'uomo.

martedì 6 agosto 2019

Arcadia medievale

Arcadia medievale
La bucolica mediolatina
di Elisabetta Bartoli
pp. 278, € 32,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2019
ISBN: 9788833132174

Partendo dagli studi di area anglo-americana e tedesca, in cui più intensa è stata la riflessione sulla pastorale, questo lavoro formula una proposta di codifica del genere bucolico mediolatino, esplorando la letteratura normativa e i testi bucolici tardoantichi di raccordo tra Virgilio e il medioevo.
Le opere del corpus pastorale mediolatino vengono analizzate e contestualizzate sia sul piano storico-letterario sia all’interno del genere; i passi antologici, l’analisi tematica, l’approccio comparatistico risultano strettamente in linea con i metodi di analisi testuale più praticati in ambito internazionale.
Questo volume colma così una lacuna storiografica ormai solo italiana, inserendosi nel vivace dibattito contemporaneo sul genere bucolico.
Elisabetta Bartoli è dottore di ricerca in Letterature comparate e in Filologia latina medievale e umanistica. Si occupa di bucolica mediolatina e di epistolografia del XII secolo. Tra le sue precedenti pubblicazioni: Maestro Bernardo, Introductiones prosaici dictaminis (2019); I conti Guidi nelle raccolte inedite di modelli epistolari del XII secolo (2015).  

sabato 3 agosto 2019

Anselmo duca, abate, santo

Anselmo duca, abate, santo
Fondatore dell'abbazia di Nonantola
di Gabriella Malagoli
pp. 64, € 9,00
Edizioni Artestampa, 2019
ISBN: 9788864626789

Il fondatore dell’abbazia di Nonantola fu l’unico santo longobardo di stirpe nobile; nel corso della sua vita egli svolse ruoli diversi, visse esperienze di cui seppe fare tesoro e che furono preziose per la conduzione del suo cenobio. Nato da stirpe regale a Cividale del Friuli, la Forum Iulii famosa nel mondo romano perché sede di un importante mercato, divenne duca di questo strategico territorio e fidato collaboratore del re Astolfo, che aveva sposato sua sorella Giseltrude.
Come giunse dunque Anselmo a Nonantola, dove le prime quattro formelle dello stipite sinistro del portale della basilica sono a lui dedicate?
Al ducato del Friuli egli rinunciò per divenire monaco benedettino, e in questa veste fondò un monastero e un ospitale a Fanano; esigenze di carattere strategico però indussero re Astolfo a donare al cognato le terre di Nonantola, poste sul confine con l’esarcato bizantino. Ecco perciò che nel 752 Anselmo con suoi monaci si trasferì in locum nonantule, nella vasta pianura, occupata in gran parte da folte boscaglie e paludi. Qui egli diede vita ad una abbazia monastica, che divenne in breve tempo rinomata e fiorente e che fu all’origine della trasformazione di plaghe incolte in terre coltivate.
Gabriella Malagoli, nata e residente a Nonantola, laureata in Lettere classiche presso l’Università di Bologna, ha conseguito il diploma di paleografia e archivistica presso l’Archivio di Stato di Modena, ha insegnato italiano, latino e greco negli istituti di istruzione superiore e materie letterarie nelle scuole medie inferiori.
Sinceramente appassionata alla storia del paese, ha pubblicato articoli in diverse riviste, è coautrice di un’opera sulla storia di Nonantola ed ha profuso il suo impegno, in collaborazione con Enti ed Associazioni e in particolare con ArcheoNonantola e con il Museo benedettino nonantolano e diocesano di arte sacra, per dare ai concittadini la piena consapevolezza del patrimonio culturale ed artistico loro affidato, affinché sia conosciuto, conservato e valorizzato.

venerdì 2 agosto 2019

Architettura sacra in Calabria e Sicilia nell'età della Contea normanna

Architettura sacra in Calabria e Sicilia nell'età della Contea normanna
di Margherita Tabanelli
pp. 192, € 40,00
De Luca Editori d'Arte, 2019
ISBN: 978-88-6557-405-8
 
La Contea normanna di Calabria e Sicilia (1057-1130) è il nucleo territoriale intorno al quale si formerà, sotto Ruggero II d’Altavilla, il Regno di Sicilia. Un’area che, sin dai primi anni della conquista, vide la nascita di numerosi cantieri di architettura sacra per iniziativa di Roberto il Guiscardo e suo fratello Ruggero I: abbazie per comunità benedettine importate dalla Normandia, nuove cattedrali, priorati agostiniani, certose e una vasta rete di piccoli cenobi italogreci. Il volume ripercorre le vicende architettoniche di questo “preambolo” normanno nel Meridione fino all’alba dell’istituzione del Regno, focalizzandosi sui legami tra azione politica e scelte di committenza, come anche sui processi di interazione culturale che presero forma tra i nuovi dominatori e la popolazione autoctona, già di per sé eterogenea dopo secoli di governo bizantino e arabo.