lunedì 20 novembre 2017

Un giorno a Venezia con i dogi

Un giorno a Venezia con i dogi
di Alberto Toso Fei
pp. 320, € 12,00
Newton Compton, 2017
ISBN: 9788822708267

Per oltre mille anni, fino alla fine del Settecento, la Serenissima è stata comandata da un doge, la massima autorità cittadina. La sua residenza era Palazzo Ducale, dal momento della nomina a quello della morte (era l’unica carica dello Stato veneziano che durava tutta la vita), e ancora oggi i tanti visitatori possono ammirare le sale in cui il governo della Repubblica esercitava il potere. Ciò che forse è meno noto sono i luoghi che il doge – spesso accompagnato dalla dogaressa – visitava per celebrazioni o altri doveri istituzionali. In giro per Venezia, le raffigurazioni dei dogi sono generalmente occultate all’interno di altre opere per aggirare il divieto di avere una propria immagine esposta in un luogo pubblico, visto che la Serenissima non ammetteva il culto della personalità. E dove abitavano prima di essere eletti? Facendo parte delle famiglie più facoltose della città, i loro palazzi sono ancora in gran parte visitabili, essendo divenuti uffici pubblici oppure alberghi. Alberto Toso Fei riesce con grande abilità e dovizia di particolari a trasmettere l’atmosfera che si viveva allora a Venezia, una Repubblica che è stata per lungo tempo al centro di grandi trasformazioni economiche e sociali.
Alberto Toso Fei scrive libri sulla storia segreta delle città più belle d’Italia, tra curiosità ed enigmi, aneddotica e leggenda, recuperando il patrimonio della tradizione orale: i più recenti sono I segreti del Canal Grande, Misteri di Venezia, Misteri di Roma. È fondatore e direttore artistico del Festival del Mistero, interamente dedicato agli enigmi del passato e ai luoghi leggendari. Per la Newton Compton ha pubblicato I tesori nascosti di Venezia, La Venezia segreta dei dogi e Forse non tutti sanno che a Venezia... 
Per maggiori informazioni,  www.albertotosofei.it.

domenica 19 novembre 2017

La Marca alle Crociate

La Marca alle Crociate
Monaci e cavalieri nel Medioevo trevigiano
a cura di Danilo Riponti
Introduzione di BaykaSivazlyan
pp. 580, € 20,00
Edizioni Antilia, 2017
ISBN: 978-88-97336-64-8
 
La Marca Trevigiana ha conosciuto nell’età crociata una vitalità straordinaria, che ha portato molti illustri personaggi appartenenti ai più prestigiosi casati del territorio adimpegnarsi in pellegrinaggi armati per la difesa dei Luoghi Santi della Cristianità.
Il libro offre uno spaccato trasversale del Medioevo trevigiano crociato in una miscellanea che documenta e appassiona il lettore, e che riflette la diversità di approccio degli studiosi che hanno espresso nelle loro pagine la lettura di un periodo storico ricchissimo di fascino.

sabato 18 novembre 2017

L'ombra di Dante

L'ombra di Dante
di Vittorio Sermonti
pp. 256, € 20,00
Garzanti, 2017
ISBN: 9788811676416
 
«A rigor di lessico, io non sono un dantista... un dantista è per definizione uno studioso, e io sono tuttalpiù uno studente: un molto attempato studente che campa scrivendo, e da ultimo leggendo forte quello che ha scritto.» Sempre fedele a questo suo spirito ironico e curioso, Vittorio Sermonti ha dedicato una vita intera allo studio e alla diffusione della Commedia, portando i celebri versi in radio, in TV, nelle piazze d'Italia e nel mondo. La sua è diventata la più popolare delle letture e oggi, a un anno dalla scomparsa, grazie a queste sue lezioni inedite possiamo riascoltare la sua voce e il suo inconfondibile stile, percorrendo un viaggio non solo nelle tre celebri cantiche ma riassaporando l'esperienza unica del Dante commentato da un interprete appassionato e indimenticabile.
Vittorio Sermonti (1929-2016) è stato un narratore, poeta, saggista, traduttore, regista, giornalista. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Il tempo fra cane e lupo (racconti praghesi, 1980), Ho bevuto e visto il ragno (poesie, 1999), La Commedia di Dante (racconto-commento in tre volumi: edizione rivista e aggiornata, 2015), Se avessero (nella cinquina finalista del Premio Strega 2016) e le traduzioni dell’Eneide di Virgilio (2007) e delle Metamorfosi di Ovidio (2014).

venerdì 17 novembre 2017

Alle origini dell'arte bizantina

Alle origini dell'arte bizantina
di Ernst Kitzinger
a cura di di Maria Andaloro e Paolo Cesaretti
Traduzione di Paolo Cesaretti
pp. 320, € 30,00
Jaca Book, 2017
ISBN: 978-88-16-41450-1

Alle origini dell’arte bizantina, qui presentato nella nuova edizione italiana a cura di Maria Andaloro e Paolo Cesaretti, è uno di quei testi seminali, che rivoluzionano le discipline; una di quelle opere che si pongono come spartiacque per generazioni di studiosi e che giungono a superare il campo dell’ appartenenza specialistica per porsi come «classici moderni» del pensiero e della riflessione storico-artistica. È l’opera con la quale Kitzinger - coetaneo e sodale di Gombrich e di Panofsky, di Wittkower e di Held; transfuga, come loro, dalla Germania nazista - sottrae definitivamente l’arte mediterranea dei secoli dal III al VII al pregiudizio classicistico della «decadenza» per mostrarne le ragioni di fondo, nella trasformazione da una visione del mondo essenzialmente umanistica a una concezione più spirituale e astratta.
Ricca di riferimenti alla storia delle idee dell’epoca, allo sviluppo dei centri di produzione della cultura visiva (dal Levante a Costantinopoli, da Roma a Ravenna), alla persistenza di tradizioni antiche, e nel contempo folgorante negli accostamenti all’esperienza artistica del XX secolo - particolarmente all’Astrattismo -, Alle origini dell’arte bizantina è non solo il capolavoro del suo Autore, ma anche la più incisiva e persuasiva introduzione all’arte del mondo tardoantico e protomedievale. È adatta ai più diversi livelli di lettura e di «fruizione» anche per la seduzione di una scrittura sempre brillante e sostenuta, corredata da inoppugnabili riscontri visivi nelle oltre 230 illustrazioni che corredano il volume e che costituiscono una sorta di libro-dentro-il-libro.

giovedì 16 novembre 2017

La congiura

La congiura
Potere e vendetta nella Firenze dei Medici
di Franco Cardini, Barbara Frale
pp. 312, € 20,00
Laterza, 2017
ISBN: 9788858129814

Aprile 1478: Lorenzo il Magnifico è al culmine della sua fortuna. Signore di Firenze, grande mecenate, stratega della pax italica. Contro di lui tramano uomini mossi da gelosia, invidia e ambizione. L’esito è un bagno di sangue.
La storia dei Medici, famiglia-icona del Rinascimento italiano, è anche la storia di una successione quasi ininterrotta di congiure e complotti volti a eliminare i suoi esponenti più prestigiosi. Esiste però un momento cruciale, la ‘congiura per eccellenza’: quella che, nell’aprile 1478, doveva mettere fine al dominio della famiglia su Firenze e sopprimerne la guida, Lorenzo il Magnifico. Lorenzo è all’apogeo della sua fortuna. Incontrastato signore di Firenze, anche se la città ama definirsi una repubblica, ben accolto in tutte le corti italiane, ha in attivo un matrimonio prolifico e prestigioso con Clarice Orsini, erede di una delle più antiche e illustri famiglie di Roma. Alcuni errori, però, minacciano la sua stabilità: l’ostilità del nuovo papa Sisto IV, che toglie ai Medici il lucroso incarico di banchieri pontifici. L’odio di Volterra, tiranneggiata per impadronirsi delle sue risorse naturali. La vendetta della famiglia Pazzi, cresciuta in potenza e ormai temibile concorrente. L’invidia verso un uomo che sembra costantemente baciato dalla fortuna cementa il legame dei nemici e li determina all’azione. L’epilogo fu tragico.
Franco Cardini è professore emerito nell’Istituto di Scienze Umane e Sociali (ora denominato Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS), Directeur de Recherches nell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e Fellow della Harvard University.
Barbara Frale, storica del Medioevo ed esperta di documenti antichi, è Ufficiale presso l’Archivio Segreto Vaticano. Ha collaborato con vari quotidiani ed emittenti televisive italiane ed estere per la realizzazione di servizi e documentari storici. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Andare per la Roma dei Templari (Il Mulino); Crimine di Stato. La diffamazione dei Templari (Giunti); La guerra di Francesco. Gioventù di un santo ribelle (UTET).

mercoledì 15 novembre 2017

Le Vite di Dante dal XIV al XVI secolo. Iconografia dantesca

Le Vite di Dante dal XIV al XVI secolo. Iconografia dantesca
a cura di Monica Bertè, Maurizio Fiorilla, Sonia Chiodo, Isabella Valente
pp. XCII-488, € 59,00
Salerno Editrice, 2017
ISBN: 978-88-6973-215-7

Portando avanti l’indagine iniziata con il Codice diplomatico dantesco, le Vite di Dante recano un ulteriore contributo alla definizione di quel profilo biografico del Poeta che si è segnalato come tanto piú importante, decisivo nella messa a fuoco di passaggi delicati dell’opera, in quanto l’autore è protagonista oltre che scrittore del « poema sacro ». La ricerca biografica inizia, oltre trent’anni dopo la morte del Poeta, con il Trattatello in laude di Dante di Giovanni Boccaccio, che apre la serie delle Vite cui si deve il recupero di dati, documenti, informazioni di prima mano (per es., sulla realtà storica e l’identità di Beatrice, il carattere, i rapporti personali, la produzione letteraria del biografato) ancora oggi inderogabili nel lavoro esegetico. Tra quelle si è però operata una selezione, per riportare al lettore moderno solo le piú significative, di maggior rilievo documentario: Giovanni Villani e il ricordato Boccaccio, Filippo Villani, Domenico di Bandino, Leonardo Bruni, Giannozzo Manetti, fino a Marcantonio Nicoletti, ultimo testimone (friulano) di un perdurante interesse per Dante sullo scorcio del Cinquecento (1596). Preziosa (e suggestiva) integrazione di tale documentazione è poi una ricognizione dell’iconografia dantesca: mirata a recuperare l’aspetto fisico di Dante – di cui una testimonianza autentica sembra offerta dal famoso affresco di Giotto nella cappella del Palazzo del Podestà a Firenze (del 1337) –, ma anche momenti della sua “fortuna” nel corso dei secoli, dove l’indagine storica ha consentito di ricostruire le ragioni per cui sono state prese iniziative di rappresentazione figurativa: con scoperte perfino sorprendenti.

martedì 14 novembre 2017

La riforma portuale di Federico II

La riforma portuale di Federico II
di Alfonso Mignone
pp. 84, € 15,00
La Nuova Mezzina, 2017
ISBN: 978889886819

L'Autore, avvocato esperto in diritto marittimo e appassionato di storia, ripercorre le vicende che, nel 1239, portarono all'emanazione di una legislazione di riordino amministrativo di 11 porti del Regno di Sicilia considerati strategici per l'export di prodotti agricoli: l'ordinatio novorum portuum. Tali vicende, poco conosciute dagli storici, mettono in risalto la lungimiranza dell'imperatore per la sua straordinaria visione “logistica”. I vecchi porti feudali, ormai in decadenza dopo la caduta dell'Impero Romano d'occidente vengono statalizzati con il ruolo di “far cassa” per l'Erario e il compito è affidato a Portolani e Notai. Nel volume anche un'accenno alla nascita di embrionali forme di defiscalizzazione simili alle odierne “Zes” per incentivare gli investimenti del ceto mercantile veneziano e genovese nel Regno. Federico riforma la vecchia politica fiscale normanna, incoraggiando gli arsenali a costruire nuove navi e creando nuovi mercati con Africa e Oriente musulmano.

lunedì 13 novembre 2017

A bon droit

A bon droit
Il piacere della vendetta
di Luciana Benotto 
pp. 252, € 16,50 (Acquista online con il 15% di sconto)
La Vita Felice, 2017
ISBN: 9788893461764

«Mentre sopra Milano galleggiavano nuvoloni grigiastri carichi di pioggia, uno zoccolare di cavalli echeggiò sull’acciottolato della rocca di Porta Giovia. Gian Galeazzo Visconti usciva in quel momento con gli uomini della scorta perché era atteso da suo zio, il crudele Bernabò che risiedeva nel centro della città.»
1380. Lo Stato visconteo, il più esteso dell’Italia settentrionale, è governato a ponente da Gian Galeazzo, mite figlio di Galeazzo II, e a levante dal suo crudele zio Bernabò il quale non perde occasione per intromettersi nella vita privata e politica del giovane nipote.
I cinque anni durante i quali si svolge la vicenda narrano le numerose traversie affrontate da Gian Galeazzo: il matrimonio combinato con la cugina Caterina, figlia di Bernabò; la misteriosa morte di Azzone, figlio di Gian Galeazzo e suo unico erede; il suicidio di Maffiolo Mantegazza, fedele sostenitore della sua famiglia, e le odiose cacce al cinghiale. Unica nota positiva di questo cruento passatempo organizzato dallo zio, è l’incontro con Agnese dalle trecce nere, il vero amore della sua vita.
Pur sopportando le angherie del temibile parente, Gian Galeazzo, in questi anni, medita vendetta aiutato anche dalla madre Bianca di Savoia e dall’amico Jacopo dal Verme fino a riuscire, nel 1385, a spodestare il perfido zio diventando così il primo, e amatissimo, duca di Milano.
Luciana Benotto, laureata in Lettere Moderne, insegna in una scuola superiore. Come giornalista pubblicista ha collaborato con «Tuttoturismo», nelle rubriche culturali di alcuni settimanali tra cui «L’Altomilanese» e «Città Oggi» e nei quotidiani «Il Giorno« e «Il Giornale». Ha partecipato inoltre a numerosi concorsi letterari piazzandosi sempre tra i finalisti e i premiati e ha pubblicato i seguenti romanzi: Il Carnevale dei misteri; Armonia mundi; Il Mondo di sotto e la raccolta Sortilegio e altri racconti di quotidiano sovrannaturale. Organizza con l’associazione culturale equiLibri eventi letterari e artistici.

domenica 12 novembre 2017

Un Medioevo di parole e immagini

Un Medioevo di parole e immagini
a cura di Gianluca Ameri
pp. 280, € ?
Aracne Editrice, 2017
ISBN: 978-88-548-8722-0
 
Il volume raccoglie una serie di saggi dedicati alla sinergia fra testo e immagine nel Medioevo europeo. Prendendo in esame avori, sculture, miniature, dipinti e oreficerie, gli autori indagano le combinazioni cognitive innescate dalla compresenza di parola e immagine in una significativa varietà di accezioni: dalla traduzione figurativa di tradizioni orali e folkloriche all’illustrazione di testi romanzeschi, didascalici, poetici e storico–encomiastici; dal ruolo della scultura nelle epigrafi commemorative all’uso di corredi verbali nelle illustrazioni parodiche e politiche, atti a far “parlare” le immagini, in latino o in volgare. Plurimi anche gli ambiti culturali — dalle Isole britanniche alle corti francesi, dai comuni alle signorie italiane — e cronologici, con approfondimenti che vanno dall’VIII al XIV secolo. Ne risulta un’idea sfaccettata di “multimedialità” delle arti, che parla anche all’oggi.
Gianluca Ameri (Novi Ligure, 1976) è ricercatore presso il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo (DIRAAS) dell’Università di Genova. I suoi interessi di ricerca riguardano: le arti applicate del Medioevo europeo; le forme e i lineamenti culturali del collezionismo in età medievale; la dialettica tra committenti e artisti; la percezione dell’opera d’arte e la letteratura artistica; l’artista “politecnico” e il rapporto con le arti monumentali. Settori privilegiati di indagine sono, inoltre: gli inventari laici ed ecclesiastici; l’arte del Medioevo genovese; l’opera di Giovanni Pisano; il “gotico internazionale” fra Italia ed Europa. 

sabato 11 novembre 2017

La strega e il confessore

La strega e il confessore
Edizione critica, traduzione e commento a cura di Sonia Maura Barillari
pp. 118, € 12,00
Virtuosa-Mente Edizioni, 2017
ISBN: 9788898500239

Il volume propone l'edizione critica, corredata di traduzione italiana a fronte, da un'ampia introduzione e da note esplicative, di un breve, singolarissimo testo dai tratti fablioleschi, Senher que prodon mi semblas del XIII secolo in cui una vecchia strega, confessandosi a un bonario sacerdote, ripercorre le malaugurate vicende della sua esistenza concedendo ampio spazio all'indicazione delle sostanze, delle dosi e delle modalità di lavorazione con cui predisporre un rimedio 'magico' in cui confluiscono assunti ritenuti dotati di un certo fondamento 'scientifico' e 'superstizioni' largamente diffuse. L'impianto dialogico del componimento consente alla protagonista di narrare in prima persona le tappe della propria 'carriera' di prostituta, a partire dalla violenza subita in giovanissima età fino al momento in cui lo sfiorire della bellezza le aveva imposto di ricorrere ad altri espedienti per attrarre una clientela che iniziava a latitare. Espedienti di natura 'magica' che si rifanno a credenze radicate nella cultura del tempo in cui il sapiente utilizzo di un antico sapere erboristico si mescida con pratiche superstiziose di origini e tenore differente.
Sonia Maura Barillari è professore associato di Filologia romanza presso l’Università di Genova. Fa parte del collegio docenti del Corso di dottorato «Filologia, interpretazione e storia dei testi italiani e romanzi» e collabora con l’«Instytut Studiów Klasycznych, Śródziemnomorskich i Orientalnych» dell’Università di Wroclaw. È membro del Comitato scientifico del «Laboratorio Etno-Antropologico di Rocca Grimalda» e dell’«Istituto per i Beni marionettistici e il Teatro popolare». È membro del Comitato direttivo «L’immagine riflessa, Testi, società, culture» di cui dal 1992 cura la redazione, fa inoltre parte del Comitato scientifico di «Orma. Rivista di studi etnologici e storico-religiosi» e di «Italica Wratislaviensia» (Università di Wroclaw). Per Aracne editrice co-dirige (con Franco Pezzini e Andrea Scibilia) la collana «Autunnonero. Studi sul Folklore e il fantastico» ed è membro del comitato scientifico della collana «Metamorphoseon» diretta da Paolo Aldo Rossi. Si occupa in prevalenza di letteratura edificante e di teatro medievale, supportando l’interpretazione dei testi (mediolatini e romanzi) con i dati desunti dall’analisi delle tradizioni folcloriche a essi coeve. Altri suoi campi di interesse sono l’analisi codicologica, la critica dantesca, il rapporto fra testo e immagine. Fra l’altro, ha pubblicato l’edizione critica, con introduzione, note e traduzione italiana a fronte, del Jeu d’Adam (Adamo ed Eva. Le Jeu d’Adam: alle origini del teatro sacro, Roma 2010) e dell’Espurgatoire seint Patriz di Maria di Francia (Il purgatorio di san Patrizio, Alessandria 2004). Ha curato inoltre l’edizione italiana di Karl Meisen, La leggenda del Cacciatore furioso e della caccia selvaggia, Alessandria 2001.