martedì 18 settembre 2018

Alla scoperta dei luoghi segreti del Medioevo

Alla scoperta dei luoghi segreti del Medioevo
di Elena Percivaldi, Mario Galloni
pp. 336, € 14,90
Newton Compton, 2018
ISBN: 9788822721280

Castelli, borghi, chiese e palazzi: il Medioevo ha disseminato l’Italia di meraviglie artistiche e architettoniche, forse più del tanto celebrato Rinascimento. Ma lo ha fatto seguendo la geografia di un potere disomogeneo, parcellizzato e diffuso. Il risultato è che ogni lembo della penisola ha un palazzo di pregio e ogni borgo arroccato il suo inaccessibile maniero, mentre imponenti abbazie spuntano all’improvviso tra le campagne, dietro la curva di un sentiero appenninico battuto dai pellegrini, e chiese rupestri e piccole rocche sperdute si rivelano, a volte, splendidi scrigni affrescati.
Da Aosta alla Sicilia, dal Friuli alla Sardegna, ogni luogo ha una storia e spesso una leggenda da raccontare. Ed è ciò che in questo libro, ripercorrendo la penisola, i due autori hanno provato a fare.
Elena Percivaldi è storica medievista, saggista e giornalista professionista, collabora con alcune delle principali riviste di alta divulgazione del settore storico: «Medioevo», «BBC History», «Storie di Guerre e Guerrieri», «Conoscere la Storia» e «Civiltà Romana». È direttore di «Storie & Archeostorie», il notiziario di storia, arte e archeologia curato da Perceval Archestoria, lo studio di ricerca e consulenza di cui è titolare. È autrice di numerosi libri tra cui La Navigazione di San Brandano, con cui ha vinto il Premio Italia Medievale 2009. Con la Newton Compton ha pubblicato La vita segreta del Medioevo e Gli antipapi. Storia e segreti. Per maggiori informazioni visitate il sito: perceval-archeostoria.com
Mario Galloni giornalista con la passione per la storia, ha scritto per il celebre quotidiano milanese «la Notte», occupandosi di cronaca nera e giudiziaria e sport. È stato caporedattore di testate nazionali e attualmente collabora con le riviste «BBC History», «Conoscere la Storia», «Storie di Guerre e Guerrieri», «Medioevo Misterioso» e «Civiltà Romana».

lunedì 17 settembre 2018

I cognomi degli italiani
Una storia lunga 1000 anni
di Roberto Bizzocchi
pp. 256, € 12,00
Laterza, 2018
ISBN: 9788858132869

Nel corso del tempo gli Italiani si sono chiamati fra loro in tanti modi, e quello che noi chiamiamo cognome si è sviluppato molto lentamente, come risultato dell’interazione di vari fattori: la coscienza di sé degli individui e delle famiglie (a cominciare da quelle nobili), la necessità di distinguersi e riconoscersi all’interno delle comunità di appartenenza, la spinta proveniente dalla Chiesa e dagli Stati verso la regolamentazione dell’identità onomastica di ognuno... È una storia non del tutto finita e che non finirà mai. Tutti hanno un cognome: oggi è un fatto così scontato che lo si potrebbe quasi considerare naturale. In realtà si tratta dell’esito di una lunga storia.
Roberto Bizzocchi, professore dell’Università di Pisa, si è occupato di vari temi di storia politico-culturale e sociale dell’età moderna. È autore, tra l’altro, di Chiesa e potere nella Toscana del Quattrocento (Bologna 1987) e Genealogie incredibili. Scritti di storia nell’Europa moderna (Bologna 1995, traduzione francese Parigi 2010).

sabato 15 settembre 2018

I Trovatori

I Trovatori
Musica e poesia. I prima cantautori della storia.
di Marcello Schembri
pp. XII+324, € 33,00
Zecchini Editore, 2018
ISBN: 978-88-6540-198-9

C’aisi vauc entrebescant los motz e.l so afinant: lengua entrebescada es en la baizada.
(Così vado intrecciando le parole e affinando la melodia: [come] la lingua è intrecciata nel bacio.)
Bernart Marti (metà XII secolo), Bel m’es lan latz la fontana.
Per la prima volta un manuale che offre un quadro essenziale ed esauriente dei temi fondamentali inerenti ai talentosi poeti-compositori-esecutori di lingua d'oc, artefici di una magica alchimia di parole e suoni, artisti a tuttotondo, illustri avi degli odierni cantautori. Per ristabilire il giusto equilibrio (sempre invocato e mai attuato negli studi ad essi dedicati) tra le due componenti fondanti della loro arte — la musica e la poesia — al fine di riguardarla non come fenomeno poetico e musicale ma bensì, più propriamente, poetico-musicale. Per comprendere appieno, anche attraverso inedite letture comparate tra la loro esperienza artistica e il mondo musicale moderno (assai prossimo, mutatis mutandis, a quello dei trovatori), un universo culturale straordinario e un'epoca tra le più affascinanti della storia dell'Occidente.

venerdì 14 settembre 2018

La versione del Guiscardo

La versione del Guiscardo
Il romanzo di Roberto d'Altavilla
di Francesco Grasso
pp. 208, € 15,00
0111 Edizioni, 2018
ISBN: 8893702177

Undicesimo secolo dopo Cristo. In un'Italia contesa tra longobardi, bizantini, svevi e arabi, dalla cittadina francese di Hauteville giungono cinque fratelli in cerca di fortuna. Armati di spada e di una smisurata ambizione, sconfiggeranno papi e imperatori, scacceranno l'islam dalla Sicilia e cambieranno il corso della storia. Il penultimo tra loro, Roberto, grazie alla propria scaltrezza, a sconcertanti capacità d'inganno e a una mancanza di scrupoli leggendaria, guadagnerà il soprannome di Guiscardo. Questo romanzo, secondo volume della saga dei normanni, raccoglie come un diario la testimonianza e la confessione di Roberto d'Altavilla, duca di Puglia e Calabria, oggi sepolto nell'abbazia di Venosa e ricordato in moltitudini di statue, monumenti e luoghi d'Italia. Tra i suoi lasciti, forse i più importanti sono l'indole opportunistica, la furbizia ostentata come un vanto, l'arte di arrangiarsi, l'insofferenza per fedeltà e giuramenti che rendono noi italiani, in qualche modo, "figli del Guiscardo".

giovedì 13 settembre 2018

Intorno a Dante

Intorno a Dante
Ambienti culturali, fermenti politici, libri e lettori nel XIV secolo
di A.A.V.V.
A cura di: Luca Azzetta, Andrea Mazzucchi
pp. 608, € 56,00
Salerno Editrice, 2018
ISBN: 978-88-6973-266-9

Dopo il grande Convegno-evento dell’ottobre 2015, dedicato a Dante fra il settecentocinquantenario della nascita (2015) e il settecentenario della morte (2021), con le connesse celebrazioni in Senato e il Forum del maggio dello stesso anno, si è tornati a una dimensione piú consueta con il Convegno del 7-9 novembre 2016, dedicato alla produzione letteraria che si attivò Intorno a Dante, coinvolgendo direttamente il poeta o subendone in qualche modo l’influenza.
Il Convegno si è proposto infatti di illuminare la figura e l’opera di Dante attraverso una estesa indagine sugli ambiti politici, storici e culturali entro i quali egli fu attivo e che ne ereditarono il magistero. Giovandosi dell’apporto di metodologie e discipline scientifiche differenti, si è inteso focalizzare l’attenzione sugli ambienti che, durante la vita di Dante e subito dopo la sua morte, si segnalano quali luoghi significativi di elaborazione di cultura e di pensiero, di circolazione di libri e idee, di forme letterarie nuove, che si comprendono pienamente solo in rapporto alla “lezione” del poeta. Entro questo quadro ampio e articolato, che tratteggia le linee fondamentali della civiltà italiana durante il sec. XIV, trova un suo spazio specifico anche la prima ricezione della Commedia, testimoniata da una notevole produzione di copie manoscritte, dalla tradizione dell’antica esegesi, anche figurata, dal fiorire di una ricca e variegata aneddotica, nonché da un importante episodio “iconografico”: la recente riscoperta del prezioso Libro d’ore di Francesco da Barberino, creduto fino a non molti anni fa irrimediabilmente perduto, poi ritrovato e recentemente riprodotto in facsimile: il famoso Officiolo, miniato sotto l’attenta supervisione di Francesco, che sembra con ogni probabilità testimoniare la conoscenza non superficiale da parte del Barberino almeno dell’Inferno, di cui riecheggia talune particolarità (ad esempio la raffigurazione del Limbo).
Ne risulta un volume particolarmente ricco di indicazioni e di spunti, che ben si colloca all’interno delle numerose iniziative mirate a segnare il cammino verso il traguardo del settimo centenario della morte di Dante, che si celebrerà nell’ormai prossimo anno 2021.

mercoledì 12 settembre 2018

Bestiari tardoantichi e medievali

Bestiari tardoantichi e medievali
I testi fondamentali della zoologia sacra
a cura di Francesco Zambon
pp. 2560, € 50,00
Bompiani, 2018
ISBN: 9788845295492
 
Questo volume offre la più ampia raccolta di bestiari tardoantichi e medievali che sia stata finora pubblicata. I lettori, per la prima volta, avranno a disposizione tutto il corpus fondamentale dei bestiari, in versi e in prosa, con il testo originale a fronte (greco, etiopico, latino, francese, occitano, anglosassone, islandese, tedesco e russo), nuove traduzioni e ricchi apparati (introduzioni, note, bibliografie). Si tratta di testi sorprendenti e affascinanti, che costituiscono una imprescindibile fonte di informazioni per lo studio di qualsiasi aspetto (religioso, storico, letterario, artistico) della cultura medievale. Nato ad Alessandria d'Egitto probabilmente nel II secolo d. C. con il ''Fisiologo greco'' (il cui testo fu via via modificato, ampliato e rielaborato in numerosissime versioni in varie lingue), questo genere descrive la ''natura'' (le caratteristiche) dell'animale e, nello stesso tempo, elabora interpretazioni allegoriche fondate su temi e figure della dottrina cristiana. Partendo dal principio che ''il mondo è un simbolo'' (come suggerisce il grande storico dell'arte medievale Emile Mâle), i bestiari hanno il loro fondamento teologico nell'idea secondo cui tutte le realtà materiali sono immagini o specchi delle realtà spirituali e divine. Il volume è reso ancora più prezioso da un inserto iconografico a colori che raccoglie una settantina di miniature tratte da diversi manoscritti: una straordinaria testimonianza del valore artistico di queste splendide illustrazioni.
Francesco Zambon insegna filologia romanza all’Università di Trento. Ha studiato la letteratura allegorica e religiosa del medioevo latino e romanzo, il ciclo romanzesco del Graal e altri aspetti della narrativa francese medievale, la poesia politico-religiosa occitana del XIII secolo, la letteratura italiana dei primi secoli.

martedì 11 settembre 2018

Gli spazi sabaudi

Gli spazi sabaudi
Percorsi e prospettive della storiografia
a cura di: Blythe Alice Raviola, Claudio Rosso, Franca Varallo
pp. 320, € 33,00
Carocci, 2018
ISBN: 9788843086900
 
Negli ultimi decenni gli studi sui territori oggi identificabili con il Piemonte si sono evoluti in maniera così profonda da rendere necessaria una ricognizione a tutto campo, allo scopo di individuare linee di tendenza, prospettive aperte e lacune da colmare. Se il punto di partenza continua a essere il Medioevo, il termine cronologico prescelto è l’unificazione nazionale, della quale gli Stati sabaudi furono l’agente coordinatore e risolutore, e con la quale si dissolsero nella più vasta compagine cui avevano contribuito in misura determinante a dar vita. Questa raccolta di saggi presta particolare attenzione al rapporto fra le varie tradizioni disciplinari e il più ampio dibattito nazionale e internazionale, in seno al quale la storiografia sugli spazi sabaudi può vantare un riconosciuto ruolo pionieristico. Studiosi di orientamento, di sensibilità e di impostazione metodologica diversi sono stati chiamati a confrontarsi senza paura delle dissonanze, le quali vanno anzi difese come la forza motrice, costitutiva e insostituibile, del dibattito comune. I contributi si propongono come un momento alto e rigoroso di riflessione sul territorio regionale e sulle sue risorse culturali, prefigurando un’agenda delle ricerche future, immaginandone le ricadute sul patrimonio delle conoscenze acquisite, rispondendo alle esigenze della società civile secondo le linee emergenti della Public History.

lunedì 10 settembre 2018

Il cane. Una storia sociale dall'Antichità al Medioevo

Il cane
Una storia sociale dall'Antichità al Medioevo
di Marco Iuffrida
pp. 202, € 16,00
Odoya, 2018
ISBN: 978-88-6288-457-0

Il cane è stato, in secoli cruciali per la storia del genere umano, non solo il più fedele e antico complice tra gli animali, ma un simbolo identitario della civiltà. Si sa che quello tra uomo e cane è un patto nato migliaia di anni fa e prima ancora dell'incontro con altre specie come bovini, ovini e suini, che furono addomesticati successivamente. L'avvenimento più importante nella storia sociale del cane è l'incontro con l'uomo... medievale. Certo, tutto ebbe inizio migliaia di anni prima. Ma nel Medioevo accadde qualcosa che segnò per sempre il ruolo del cane nella storia, legittimando la sua elevazione da animale addomesticato ad animale civilizzato. Risale all'Alto Medioevo la più antica forma di tutela canina documentata, così come l'origine delle razze che oggi conosciamo. L'obiettivo di Marco Iuffrida, storico e studioso di storia sociale, è di mettere in luce nuove testimonianze zooantropologiche dalle quali emergono, in maniera diretta e indiretta, dettagli inediti del sodalizio umano col regno animale. Ciò che il libro svela al lettore è che, a partire dai secoli medievali, l'avere a che fare con bracchi, levrieri, mastini e segugi ha denotato il potenziale empatico della cinofilia come elemento comune a civiltà molto diverse. Ecco perché Iuffrida propone la storia sociale del cane come uno strumento utile ed efficace per conoscere la vera identità dell'animale umano.
Marco Iuffrida, storico, dottore di ricerca in Storia medievale, specializzato in biblioteconomia alla Biblioteca Apostolica Vaticana, studia da anni la storia sociale. Collabora con varie riviste e partecipa attivamente al dibattito internazionale. Diverse le sue pubblicazioni d’ambito medievistico; sul tema della simbologia animale ha scritto il saggio Cani e uomini. Una relazione nella letteratura italiana del Medioevo (2016). È inoltre l’autore del romanzo storico InChiostro (2017).

domenica 9 settembre 2018

Il tempo dei lupi

Il tempo dei lupi
Storia e luoghi di un animale favoloso
di Riccardo Rao
pp. 256, € 18,00
Utet, 2018
ISBN: 9788851166519

I lupi stanno tornando. Negli ultimi anni la loro popolazione in tutta Europa è aumentata in modo esponenziale. In Italia è più che decuplicata superando i duemila esemplari. Sempre più spesso vengono avvistati intorno ai centri abitati, nei pascoli, al limitare del bosco. Insieme alle tracce riemergono paure antiche, mai placate del tutto.
Nemico da perseguitare, incarnazione del male, pericolo per raccolti e greggi: man mano che avanzava l’urbanizzazione e le foreste lasciavano spazio ai campi, i lupi sono stati cacciati, dagli eserciti o dagli stessi contadini, spesso dietro compenso delle istituzioni pubbliche. Si conta che solo in Francia nel 1797 furono uccisi oltre cinquemila lupi. Massacri simili furono perpetrati in Germania, Inghilterra, Italia… Una strage alimentata da un timore ancestrale che dal Medioevo giunge fino al presente.
Dalla donna delle Asturie capace di comandare branchi di lupi nel Seicento, al ragazzo tedesco allevato dai lupi nel Trecento, fino alla celebre storia della bambina con il cappuccetto rosso che attorno all’anno Mille viene ghermita da un lupo e condotta nel cuore della foresta, Riccardo Rao ci guida attraverso documenti storici e leggende fino ai giorni nostri, ai macabri ritrovamenti di lupi impiccati nei boschi italiani.
In un percorso fra storia, letteratura, psicologia e biologia, Rao ricostruisce come la superstizione popolare, la cultura dotta degli uomini di chiesa, ma anche le grandi trasformazione dell’ambiente abbiano creato il mito del lupo europeo. Un mito mai così attuale.
Riccardo Rao insegna Storia medievale presso l’Università di Bergamo e fa parte dei comitati editoriali di alcune riviste scientifiche di settore, come “Reti Medievali”, “Mémoire des Princes Angevins” e “Popolazione e storia”. Il suo ultimo libro, I paesaggi medievali (Carocci, 2015), è stato insignito del Premio Italia Medievale 2015 per la sezione Libri ed editoria e del Premio CNR per la divulgazione scientifica (sezione Scienze dell’uomo).

sabato 8 settembre 2018

La «Passio» di san Donato vescovo di Arezzo

La «Passio» di san Donato vescovo di Arezzo
Edizione critica, traduzione e commento a cura di Pierluigi Licciardello
pp. VI-368; € 70,00
Sismel, 2018
ISBN: 978-88-8450-822-5
Questo testo agiografico di origine altomedievale, che ha goduto di ampia fortuna in Italia e Oltralpe, viene pubblicato in un’edizione critica che rende conto di una complessa tradizione fatta di scritture, riscritture e contaminazioni che attraversano tutto il medioevo. Il testo critico è accompagnato dalla traduzione in italiano ed è ampiamente commentato per far emergere il suo interesse dal punto di vista agiografico, storico e linguistico.
Pierluigi Licciardello, laureato in Lettere, dottore di ricerca in “Agiografia” e in “Storia Medievale”, insegna al Liceo Classico di Arezzo. Ha pubblicato varie monografie e più di sessanta articoli scientifici su argomenti di storia e letteratura medievale (storia di Arezzo e della Toscana, culto dei santi, monachesimo camaldolese). È socio della Società storica aretina, dell’Accademia Petrarca di Arezzo e di altre istituzioni scientifiche nazionali.