mercoledì 7 dicembre 2016

Atlante storico del monachesimo orientale e occidentale

Atlante storico del monachesimo orientale e occidentale
a cura di Juan María Laboa
pp. 272, € 70,00
Jaca Book, 2016
ISBN: 978-88-16-60531-2


Partendo dal monachesimo precristiano e biblico, il volume affronta il periodo di gestazione, il monachesimo del deserto e il primo monachesimo cristiano (eremiti copti, cenobiti, la grande tradizione siriaca, la Cappadocia); segue poi, in parallelo, il filone orientale (san Basilio, san Saba, san Teodoro, il monachesimo sotto l’Islam), e occidentale (monachesimo agostiniano, ispanico, irlandese, benedettino), analizzandone i reciproci apporti. Una storia che, attraverso i grandi snodi europei (Gregorio Magno, la riforma carolingia, Cluny) e un millennio di evoluzione in oriente (Bulgaria, Serbia, Armenia, Georgia, Romania, Sinai, Russia) giunge ai nostri giorni, comprendendo i contributi del monachesimo all’ecumenismo e mostrandone la peculiare capacità di valorizzare il dialogo e lo scambio tra le religioni. I monaci collaborarono in misura decisiva all’evangelizzazione dell’Europa e svolsero un ruolo fondamentale non solo per la salvezza della cultura classica ma anche per il dissodamento delle terre e lo sviluppo dell’agricoltura, nell’orizzonte di un’azione di coniugazione costante di preghiera e lavoro. Questo atlante vuole essere la testimonianza illustrata del sistema di vita, liturgia, cultura, lavoro, memoria e contemplazione incarnata dai monaci che, nel loro «stare nel mondo senza essere del mondo», hanno cambiato la storia e il suo paesaggio culturale e naturale.
Juan María Laboa è nato a Pasajes de San Juan (Guipúzcoa, Spagna) nel 1939. È laureato in Filosofia e Teologia e ha conseguito il dottorato in Storia della Chiesa presso l’Università Gregoriana di Roma e la laurea in Storia presso l’Università Complutense di Madrid. Per quindici anni ha insegnato Scienze Politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche di Madrid. Specializzato in Storia della Chiesa, è stato professore di questa disciplina per trent’anni presso la Pontificia Università Comillas a Madrid, oltre che delegato per la Pastorale Universitaria nelle università madrilene.

martedì 6 dicembre 2016

La salvezza nella storia

La salvezza nella storia
di Baldovino di Ford
a cura di Maria Francesca Righi
pp. 432, € 22,00
Jaca Book, 2016
ISBN: 978-88-16-41367-2

Presentiamo la prima edizione completa dei sermoni di Baldovino di Ford. Le due opere maggiori, il Sacramento dell’altare (Jaca Book, 1984), e l’inedito De commendatione fidei, costituiscono i due pilastri attorno ai quali si snodano i temi della predicazione omiletica raccolta nei Sermoni: la rivelazione dell’amore di Dio nel dono Eucaristico di Cristo e la fede dell’uomo. Attorno a essi altri temi si svolgono in un latino di stampo giuridico, ampio e solenne come le arcate di una chiesa romanica; dal centro, cioè dalla contemplazione del mistero trinitario che si riversa nella comunione vissuta a immagine della Trinità, questa teologia monastica si effonde in una teologia del pensiero vero, della vita buona, della bellezza, della vita consacrata all’amore e all’obbedienza. Tra i sermoni, in particolare il sesto, rammentando il martirio di Thomas Becket, offre considerazioni interessanti anche per la chiesa di oggi: «Tutta la malizia del nostro tempo, anche se ora è molto grande, viene perdonata per questo unico fatto. Un unico delitto è avvenuto, ma in un unico delitto sono compresi molti crimini (6,20)».
Baldovino di Ford (Exeter, Inghilterra, 1120 ca - Tiro, Libano, 1190). Di povere origini, riceve una buona educazione grazie al vescovo di Exeter. Papa Innocenzo iii lo invita a Roma come tutore di suo nipote. Nel 1161 torna in Inghilterra come arcidiacono di Totnes ma sentendosi chiamato a un altro genere di vita entra nel 1169 nel monastero di Ford, recente fondazione cisterciense. Nel 1180 è nominato vescovo di Worcester e quattro anni dopo arcivescovo di Canterbury. Risolta una complessa questione legata alla sua nomina – che arriva a mettere il re Enrico II contro papa Urbano III – nel 1190 Baldovino parte per la crociata in Terra Santa, dove muore nello stesso anno. 
Sr. Maria Francesca Righi, è Monaca del Monastero di N.S. di Valserena, trappiste e si occupa della formazione delle giovani professe e dall’inizio è redattrice della rivista Vita Nostra, nonché traduttrice delle opere dei Padri cistercensi.

domenica 4 dicembre 2016

I giorni del Sacro

I giorni del Sacro
I riti e le feste del calendario dall'antichità ad oggi
di Franco Cardini
pp. 304, € 18,00
Utet, 2016
ISBN: 9788851141356

Il calendario raccoglie e racconta le stagioni della vita dell’uomo e della società. Lo fa attraverso i cicli della luna e del sole, le ricorrenze e le feste che celebrano, al contempo, il passare inarrestabile del tempo e il suo eterno, circolare ritorno.
Le feste delle civiltà del Mediterraneo, e in particolare quelle dell’Occidente cristiano, hanno una storia affascinante, antica e complessa. Nascono dalla trasfigurazione di culti antichi e di antichi rituali, che congiungevano, e ancora congiungono, la sfera religiosa con quella sociale: dai culti della fertilità alla scansione stagionale dei raccolti, il sacro si trasfigura nel quotidiano e il quotidiano nel sacro. Ma che cosa unisce i culti misterici, le religioni esotiche come il mitraismo, al paganesimo dell’antica Roma, e poi al Cristianesimo? Quale linea rossa congiunge le forme della lecita follia carnevalesca dei tempi antichi con il Carnevale cristiano, che preannuncia ed esorcizza il magro tempo della Quaresima? E ancora: quanto sono diverse le nostre feste da quelle delle altre religioni rivelate, come l’Islam e l’Ebraismo?
In questo saggio che sta a cavallo tra storia e antropologia, tra l’analisi della società e lo studio delle religioni del Mediterraneo occidentale e del Vicino Oriente, Franco Cardini offre una risposta ampia ed esaustiva a queste domande. Con il rigore dello studioso e la fantasia e la curiosità di chi indaga i percorsi sommersi della storia culturale, Cardini illustra le forme e i significati delle celebrazioni e dei riti, dalle radici antiche o più recenti, che scandiscono il nostro tempo e che al nostro tempo danno un nome.
Franco Cardini è Professore Emerito presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane della Scuola Normale Superiore di Pisa. Collabora con la Rai e con vari giornali tra cui “Avvenire”, “Quotidiano Nazionale”, “Il Sole 24 Ore”, “Il Secolo XIX”. Tra i suoi saggi storici ricordiamo: L’avventura di un povero crociato (Mondadori, 1997), Giovanna D’Arco (Mondadori, 1999), Europa e Islam (Laterza, 1999), I Re Magi (Marsilio, 2000), Astrea e i Titani (Laterza, 2003), Lawrence d’Arabia (Sellerio, 2006), I templari (Giunti, 2011), Gerusalemme (il Mulino, 2012), Istanbul (il Mulino, 2014), L’appetito dell’Imperatore (Mondadori, 2014), L’ipocrisia dell’Occidente (Laterza, 2015), Un uomo di nome Francesco (Mondadori, 2015), L’Islam è una minaccia (Falso!) (Laterza, 2016) e Contro Ambrogio. Una sublime, tormentosa grandezza (Salerno editrice, 2016). Con Utet ha pubblicato Il califfato e l’Europa (2015), vincitore del Premio Città delle Rose 2016.

sabato 3 dicembre 2016

Le Cronache Medievali di Giacomo Malvezzi

Le Cronache Medievali di Giacomo Malvezzi
a cura di Gabriele Archetti
Traduzione e note di Irma Bonini Valetti
pp. 480, € 40,00
Studium Edizioni, 2015
ISBN: 978-88-382-4439-1
 
L'edizione delle "Cronache medievali" di Giacomo Malvezzi, redatta ai primi del Quattrocento dal medico e umanista bresciano, è la prima "storia" di Brescia che narra in forma di cronaca le glorie urbane e dei suoi cittadini. Cose vere e cose inventate si snodano dai tempi più remoti sino al 1332 quando, con l'avvento della signoria scaligera, l'autore interrompe repentinamente la sua esposizione. Tra i rimandi storici e esornativi è soprattutto la "Storia dei longobardi" di Paolo Diacono a fungere da modello per le riprese letterarie, descrivere gli avvenimenti e costruire il profilo di personaggi. Ne risulta un contrastato affresco che unisce l'intento retorico alle ragioni educative, diventando essenziale per la comprensione dell'identità e della crescita della civiltà longobarda-lombarda, ossia italiana, per esprimerci con le parole del cronista.

venerdì 2 dicembre 2016

Matilde nel Veneto

Matilde nel Veneto
a cura di Paolo Golinelli
pp. 350, € 29,00
Pàatron Editore, 2016
ISBN: 9788855533508

Normalmente Matilde di Canossa (1046-1115) si collega nell’immaginario comune all’Ap­pennino Reggiano, dove avvenne l’incontro di Canossa tra Gregorio VII ed Enrico IV; all’Emilia sede dei suoi castelli; alla Lombardia per la sua probabile nascita a Mantova e alla Toscana, di cui era marchesa. Nessuno finora si era occupato dei rapporti della Con­tessa col Veneto. Questo libro, promosso dal Dipartimento “Culture e civiltà” dell’Univer­sità di Verona, cerca di riempire questo vuoto raccogliendo gli atti di 3 giornate di studio tenutesi con la collaborazione di enti e associazioni locali a Garda, Nogara e Verona, in occasione del IX Centenario della sua morte. Ne esce un quadro nuovo, pluridisciplinare e internazionale, che arricchisce in modo imprescindibile la nostra conoscenza sul personag­gio, il suo tempo e il suo mito.
Sommario:
P. Golinelli, Matilde nel Veneto: il significato di un progetto; P. Nash, L’imperatrice e la contessa: Adelaide di Borgogna modello per Matilde di Canossa?; B.E. Zamuner, “Al di là del valore”: la moneta di Adelaide di Borgogna. Dalla lettura iconografica al prototipo 3D: un caso di studio; F. Gaggia, Adelaide di Borgogna: un mito per tutte le stagioni; G. Sala, Santa Cristina di Bardolino, priorato del monastero di San Benedetto di Polirone. Dalle origini alla conversione in commenda (secc. XII-XV); R. Rinaldi, Richilde, prima moglie di Bonifacio. Tra Nogara e Nonanto­la; E. Angiolini, Nogara nella geografia documentaria canossana e polironiana; R. Fangarezzi, I documenti su Nogara dell’Archivio Abbaziale di Nonantola; F. Saggioro, Castelli e abitati nei terri­tori di Pianura nell’età di Matilde di Canossa; N. Mancassola, Il patrimonio fondiario dei Canossa nella bassa veronese. Da Tedaldo a Matilde (988-1115); A. Passuello, L’eredità matildica: Alberto di San Bonifacio e l’architettura romanica nell’Est veronese; E. Napione, L’arca dei santi Sergio e Bacco da San Silvestro di Nogara: le reliquie del castrum di Richilde e la committenza dell’abate Bonifacio; P. Golinelli, Matilde nella Verona imperiale del suo tempo; E. Lanza, Il documento vero­nese di Beatrice e Matilde del 1073: analisi diplomatistica e sigillografica; G.M. Varanini, Il notaio e archivista veronese Alessandro Canobbio, la famiglia Canossa di Verona e Matilde; F. Formiga, Il paratesto parla di Matilde nelle biografie del XVI-XVII secolo; R. Severi, The Countess Maud. Testimonianze matildiche nei viaggiatori anglofoni fra Ottocento e primo Novecento; F. Coden, Alcune riflessioni sull’architettura della pianura veronese fra l’XI e il XII secolo: percorsi di lettura tra miti di fondazione, scuole architettoniche e definizione di aree culturali omogenee; S. Musetti, Matilde di Canossa e le iscrizioni veronesi; A. Zamperini, Matilde e i Canossa: questioni di genere, modelli e celebrazione familiare nel dipinto di Paolo Farinati a Castelvecchio; P. Bertelli, Icono­grafia matildica: addenda.

giovedì 1 dicembre 2016

Raimondo Lullo

Raimondo Lullo
Opere e vita straordinaria di un grande pensatore medievale
di Sara Muzzi
pp. 80, € 8,00
Edizioni Terra Santa, 2016
ISBN: 978-88-6240-428-0

Raimondo Lullo (1232-1316) è una figura poliedrica, difficile da cogliere nella sua complessità. Un autore lontano nel tempo ma di sorprendente attualità, soprattutto nel suo essere “uomo del Mediterraneo” i cui orizzonti culturali spaziarono dall’una all’altra delle sue sponde e delle sue civiltà.
Dopo aver riconosciuto e descritto ciò che le religioni del Libro avevano in comune e in cosa differivano, Lullo cercò di realizzare un dialogo basato non sulla loro uguaglianza, ma su una parità che deriva dalla dignità personale delle parti. Sin dal 1294, egli afferma che gli “infedeli” sono uomini come noi. Con pochi mezzi a disposizione (l’eredità culturale condivisa dalle religioni monoteiste e un metodo di sua creazione, dono di Dio e del luogo in cui era vissuto), tenta di promuovere un confronto aperto e disteso con i suoi interlocutori da una posizione chiara e rispettosa della propria identità cristiana e dei valori di cui possono essere portatrici le altre fedi.
L’atteggiamento di rispetto, di cortesia, di dialogo con l’“altro”, che sintetizza ciò che viene oggi denominato “spirito di Assisi”, può essere rinvenuto in molte delle sue opere, frutto del lavoro di un autore che, a 700 anni dalla morte, resta uno di noi nell’età che fu sua.
Sara Muzzi è segretaria del Centro Italiano di Lullismo, con sede a Roma presso la Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum. Le sue pubblicazioni sono segnalate nella base di dati del Centre de Documentació Ramon Llull dell’Università di Barcellona. Per alcuni anni ha tenuto, presso l’Istituto Teologico di Assisi, un corso dedicato allo “Spirito di Assisi: Raimondo Lullo e il dialogo interreligioso”.

mercoledì 30 novembre 2016

Commedia. Opera completa

Commedia. Opera completa
Revisione del testo e commento di Giorgio Inglese
pp. 1296, € 90,00
Carocci, 2016
ISBN: 9788843085149

Novant’anni dopo l’impresa di Giuseppe Vandelli (1921-28),  la revisione testuale del poema dantesco e il suo commento  interpretativo vengono qui proposti in un insieme organico, sul fi lo  di una lettura fedele ai grandi maestri della critica novecentesca  e nondimeno attenta ai contributi più recenti. Una speciale cura  per la chiarezza e la leggibilità delle note vuole favorirne l’utilizzazione  da parte dei lettori più giovani.
L'opera si può anche acquistare in tre volumi separati, Inferno, Purgatorio e Paradiso dal sito dell'editore Carocci.
Giorgio Inglese è professore ordinario di Letteratura italiana alla Sapienza Università di Roma. Ha curato e commentato le grandi opere di Machiavelli ed è condirettore dell’Enciclopedia Machiavelliana della Treccani, uscita nel 2014. Per Carocci editore ha pubblicato: Breve storia della scrittura e del libro (con F. M. Bertolo, P. Cherubini, L. Miglio, 8a rist. 2012); Come si legge un’edizione critica. Elementi di filologia italiana. Nuova edizione (5a rist. 2014); Dante: guida alla Divina Commedia. Nuova edizione (2a rist. 2014); La letteratura italiana del Medioevo. Nuova edizione (con S. Carrai, 4a rist. 2014); Metrica e retorica del Medioevo (con R. Zanni, 2011); Per Machiavelli. L’arte dello stato, la cognizione delle storie (2a rist. 2013); ha curato, insieme a R. Rea, un’edizione delle Rime di Guido Cavalcanti (2a rist. 2014) e sta approntando la revisione del testo e il commento della Commedia (già pubblicati l’Inferno, 2007, e il Purgatorio, 2011).

sabato 26 novembre 2016

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 24

Bibliografia dei manoscritti in scrittura beneventana 24
Dati relativi a pubblicazioni apparse a partire dal 1990, raccolti dal 13 novembre 2015 al 1 novembre 2016
di Aa.Vv.
€ 60,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2016
ISBN: 9788867287550 

Questo numero di BMB dà notizia di una serie di scoperte davvero inusuali nel piccolo mondo beneventano: non solo di frammenti si tratta questa volta, ma come sette anni fa per il Beato di Ginevra, di interi manoscritti, peraltro conservati in uno dei luoghi sacri agli studi della più importante espressione grafica dell’Italia meridionale nel medioevo, la Biblioteca Nazionale di Napoli. Diamo quindi conto con puntuali descrizioni di un antifonario palinsesto databile al secolo X (V C 14, Nicola Tangari), di due codici misti in beneventana e carolina recanti sostanzialmente testi di esegesi biblica (VI D 28 e VII A 5, prima metà del secolo XII, Donatella Buovolo), di un esemplare delle Etymologiae isidoriane del secolo XII (VI D 61, Vera Schwarz-Ricci).
Di tutti e quattro i codici non si aveva notizia in quanto beneventani, il che potrà apparire sorprendente data la notorietà e l’accessibilità della sede di conservazione, ma forse è proprio questa la ragione della loro ignorata presenza negli scaffali della celebre Biblioteca: per scoprirli occorreva controllarne a tappeto l’intero patrimonio medievale, come alcuni di noi hanno fatto per portarne alla luce gli esemplari datati per anno, luogo o copista. Un ennesimo esempio, insomma, di quella serendipity di cui la ricerca si è sempre programmaticamente nutrita. Un codice biblico in tipizzazione barese della fine del secolo XI si era perso per quasi vent’anni all’interno dell’abbazia di Montecassino: ne dà notizia e lo descrive chi lo ha ritrovato e ne ha la cura, dom Mariano Dell’Omo (Archivio Privato, ms. 2).
Non mancano ovviamente le scoperte di nuovi frammenti, riapparsi quasi tutti all’esterno dell’area beneventana: a Lecce (Arianna Vena), Madrid (Elisabetta Caldelli e Valeria De Fraja), Magonza (Vera Schwarz-Ricci), Orléans (Brian Long e Andrew Irving), Roma (Nicola Tangari).
Alla luce di queste eccezionali novità, che senza dubbio comporteranno un incremento della produzione nel settore, ribadiamo l’appello rivolto l’anno scorso a quanti volessero collaborare con noi nel registrare e dar conto di quanto si scrive intorno agli oltre duemila manoscritti beneventani finora conosciuti: si tratta di un servizio reso alla comunità scientifica che, in termini di accesso alle fonti della ricerca, torna a vantaggio anche di chi lo compie.
Dati raccolti da Laura Albiero, Maria Gabriella Critelli, Paola Errani, Nicoletta Giovè, Valentina Longo, Marco Palma, Anna Pannega, Leda Ruggiero, Valerio Sanzotta, Silvia Scipioni, Maddalena Sparagna, Gaia Elisabetta Unfer Verre, Matteo Villani.

venerdì 25 novembre 2016

Le guerre dei papi

Le guerre dei papi
Storia, personaggi, battaglie e antichi segreti
di Giuseppe Staffa
pp. 720, € 12,00
Newton Compton, 2017
ISBN: 978-88-541-9488-5 

Di quali argomenti si è servito il papato per giustificare, nei secoli, il proprio esercizio delle armi?
Perché la Bibbia e i Vangeli sono divenuti materiale di propaganda per imprese che nulla avevano a che fare con lo spirito? Questo libro ricostruisce tutte le principali guerre scatenate dalla Chiesa di Roma, dalle prime sfide per il potere temporale alla cosiddetta Lotta per le investiture, dai periodi di rivalità con Federico Barbarossa e suo nipote Federico II alla “Cattività avignonese”, quando il papato ha affinato la sua strategia, gettando le premesse per il suo “ammodernamento”, potenziando allo stesso tempo l’apparato difensivo e militare. Non possono mancare le storie piene di veleni e intrighi delle famiglie più influenti – prime tra tutte i Borgia e i Farnese – che furono capaci di accedere al soglio pontificio, subordinando ai propri interessi la politica militare dello Stato. Tra le figure più rappresentative di questa epopea, che parte da lontano e giunge fino alla seconda metà del XIX secolo con la nascita dello Stato italiano, Giulio II, il papa guerriero per antonomasia. Ma come lui ve ne sono stati molti altri, animati da un desiderio di conquista e di potere simile a quello di imperatori e grandi condottieri.
Giuseppe Staffa è nato a Roma nel 1973. Laureato in archeologia medievale, ha partecipato a numerose campagne di scavo in Italia e all’estero. È insegnante ed educatore tiflologico (per i non vedenti). Già consulente storico e archeologo per la trasmissione televisiva di Rai 3 Cose dell’altro Geo, dal 2014 collabora con la rivista «Focus Storia-Wars». Con la Newton Compton ha pubblicato 101 storie sul Medioevo che non ti hanno mai raccontato, I personaggi più malvagi della Chiesa, I grandi condottieri del Medioevo, I grandi imperatori e Le guerre dei papi.

giovedì 24 novembre 2016

Giovanni dal Ponte. Protagonista dell'umanesimo tardogotico fiorentino

Giovanni dal Ponte
Protagonista dell'umanesimo tardogotico fiorentino
a cura di Lorenzo Sbaraglio e Angelo Tartuferi
pp. 256, € 42,00 (Acquista online con lo sconto del 15%)
Giunti Editore, 2016
ISBN: 9788809835856

Il catalogo della mostra dedicata a Giovanni dal Ponte alla Galleria dell'Accademia di Firenze.
Giovanni di Marco (1385-1437), detto Giovanni dal Ponte, è stato uno dei protagonisti più originali del panorama artistico fiorentino nel momento cruciale del passaggio tra Tardogotico e Rinascimento.

Il catalogo della mostra alla Galleria dell'Accademia di Firenze, oltre alle immagini delle opere esposte, che comprendono importanti capolavori restaurati per l'occasione, offre un bilancio critico aggiornato degli studi sull'artista e sui suoi contemporanei, con cui Giovanni si confrontò per la creazione di alcune tra le sue più celebri composizioni.
Lorenzo Sbaraglio del Polo museale regionale della Toscana, ha approfondito in anni recenti lo studio delle opere di Giovanni dal Ponte.
Angelo Tartuferi è responsabile del settore dipinti dal Duecento al Quattrocento della Galleria dell’Accademia di Firenze e grande conoscitore dell’argomento.