lunedì 17 febbraio 2020

La straniera

La straniera
di Stefan Hertmans
pp. 336, € 18,00
Marsilio, 2019
ISBN: 978-88-297-0279-4
A Monieux, nota in un lontano passato per non aver mai negato ospitalità a viandanti e fuggiaschi, da secoli si racconta di un orribile pogrom e di un tesoro nascosto.
È qui, tra le montagne della Provenza, che Stefan Hertmans comincia un emozionante viaggio nel tempo, percorrendo la Francia dei crociati, dalla Normandia a Marsiglia, per poi toccare Genova e spingersi a sud, verso la Sicilia e, al di là del mare, l’Egitto. Instancabile, cammina sulle tracce di una nobildonna normanna che a quell’eccidio riuscì a sopravvivere, una giovane dalla volontà di ferro che lui, per anni, ha cercato e inseguito, rincorrendone la storia. Chi era questa donna? Perché scappava?
Alla fine dell’Undicesimo secolo, la bella Vigdis Adelais, con i suoi riccioli biondi e gli occhi blu ereditati dagli antenati vichinghi, si innamorò di David, studente alla yeshivah di Rouen e figlio di un potente rabbino. Il suo amore proibito le costò l’esilio e più di mille chilometri di fuga, braccata dagli uomini del padre e dai crociati che, numerosi, partivano alla volta di Gerusalemme, seminando morte e distruzione. È l’inizio di un racconto appassionante e di una grandiosa ricostruzione letteraria del Medioevo. Basata su fatti e documenti, la storia di Vigdis, che per amore diventò Hamoutal e voltò le spalle alla propria fortuna, al buon nome e al futuro, trascina il lettore in un mondo di passione e violenza, dove le strade rimbombano di urla, nenie ed echi di tamburo, e nel caos brillano i colori della vita quotidiana dell’epoca. Storia epica e ritratto di una donna di sconvolgente modernità, La straniera è anche un romanzo sull’identità e su una condizione che si ripete nei secoli: quella del rifugiato.
Stefan Hertmans, tra le voci più importanti della letteratura di lingua nederlandese contemporanea, Stefan Hertmans (Gand 1951) vive a Bruxelles. Tradotto in ventiquattro lingue e premiato con i riconoscimenti letterari più prestigiosi del suo paese, ha ottenuto con Guerra e trementina (Marsilio 2015), selezionato per il Man Booker International Prize, un imponente successo internazionale di critica e pubblico. La straniera è il suo secondo romanzo pubblicato in Italia.

domenica 16 febbraio 2020

Le grandi stagioni dell'arte antica e medievale

Le grandi stagioni dell'arte antica e medievale
di A.A.V.V.
pp. 280, € 90,00
Jaca Book, 2020
ISBN: 978-88-16-60607-4

Quindici importanti autori, tutti autorità internazionali nel proprio ambito di competenza, tracciano il filo rosso dell’arte occidentale con saggi che si concatenano diacronicamente. Questo fa di un’opera enciclopedica un’opera storica: a differenza di altri mondi, l’Occidente, e in esso l’Europa, ha un continuum di leggibilità a partire dall’arte greca, dove per la prima volta si è realizzata l’integrazione tra la produzione artistica e un discorso storico. A questo quadro partecipa anche il Mediterraneo islamico.

sabato 15 febbraio 2020

Lettura allegorica del Morgante

Lettura allegorica del Morgante
di Paolo Orvieto
pp. 220, € 21,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-470-0

Il saggio completa altri due studi sul Morgante di Pulci pubblicati da Paolo Orvieto per la Salerno Editrice: Pulci medievale (1978) e la monografia Pulci (2017).
L’attenzione è concentrata soprattutto, ma non solamente, sugli ultimi quattro cantari del Morgante, in cui, per ragioni culturali e esistenziali, Luigi Pulci (1432-1484) cerca, da un lato, di scardinare l’establishment culturale ficiniano, con la protratta e infamante traduzione allegorica di Marsilio Ficino, alias Marsilio re saraceno, e l’ulteriore identificazione del filosofo con il mago Malagigi, colpevole, appunto come Ficino, di praticare una magia demoniaca. Dall’altro lato Pulci mette in scena un alter ego, Astarotte, che è ora un coltissimo teologo cristiano, agostiniano e tomistico, vero restauratore della genuina fede cattolica contro l’ermetismo pagano di Ficino.
Una compiuta denuncia anche dell’astrolatria ficiniana, per cui l’influenza astrale determinerebbe ogni accadimento terreno, negando quindi sia la prescienza divina sia il libero arbitrio dell’uomo. Una serie di tableaux vivants che non sono piú solo dell’entourage carolingio, ma, insieme, trasferiti di peso dalla palpitante realtà fiorentina.
Allegorie che si estendono a Lorenzo de’ Medici e a Pallante (Piero figlio di Lorenzo) e Lattanzio (Pulci stesso, che si identifica anche con Orlando morituro a Roncisvalle); e che, pur d’altro genere, coinvolgono i primi ventitré cantari: si ribadisce con altri accertamenti quella tra Morgante e Margutte e Bernardo Bellincioni e Antonio di Guido, qui reputato anche il possibile autore e falsificatore dell’Orlando laurenziano.
Infine una revisione delle ipotizzate allegorie “morali” dei primi cantari del Morgante: nient’affatto edificanti, bensí dissacrazioni, ai limiti della blasfemia, delle piú diffuse allegorie teriomorfe del cristianesimo.
Paolo Orvieto già professore ordinario all’Università di Firenze, si è occupato, oltre che di critica letteraria e di letterature comparate, anche del Rinascimento fiorentino. Per la Salerno Editrice ha pubblicato le monografie di Pulci (2017) e di Poliziano (2009), oltre a Tutte le opere di Lorenzo de’ Medici (1992) e alle Poesie di Poliziano (2017); ha curato le Opere minori di Pulci (Milano 1986). Esperto anche di letteratura brettone-carolingia, ha pubblicato La Historia di Merlino (Roma 2019) e Le Storie di Rinaldo da Montalbano (ivi, 2019).

venerdì 14 febbraio 2020

Opusculum comicum

Opusculum comicum
di Trollo Malvezzi
Edizione critica, traduzione e commento a cura di Michela Mele
pp. LXVI-94, € 39,00
Sismel, 2019
ISBN: 978-88-8450-949-9

l giurista bolognese Troilo Malvezzi compose l’Opusculum comicum, unica opera teatrale della sua produzione letteraria, durante gli anni degli studi universitari. Il testo, trasmesso da un codex unicus, il Magliabechiano VII 1165 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, è preceduto da un’epistola di dedica all’umanista Poggio Bracciolini. La pièce presenta una divisione in cinque atti e un intreccio giocato sulla vicenda d’amore di due giovani, Claudio e Lavinia, e sulle macchinazioni del servus Furvo, personaggio sul quale l’autore concentra la sua abilità creativa e la maggior parte delle possibilità comiche dell’opera. A differenza della produzione teatrale umanistica dei decenni precedenti, l’Opusculum riprende più da vicino il teatro dei comici arcaici attraverso la rievocazione – nell’intreccio, nella struttura e nella lingua – delle atmosfere e del modus scribendi plautini e terenziani. Nonostante le numerose riprese, anche ad verbum, tratte dal teatro romano, non mancano all’interno dell’Opusculum elementi che esulano dagli schemi della palliata e che sono invece riconducibili alla tradizione delle farse medievali e alla realtà contemporanea. Il testo critico della commedia, corredato dalla traduzione italiana a fronte e dalle note di commento, è preceduto da un’introduzione che traccia un quadro bio-bibliografico dell’autore, dall’analisi della struttura, dei contenuti e della lingua dell’opera.

giovedì 13 febbraio 2020

L'avventura sarda di Re Enzo von Hohenstaufen

L'avventura sarda di Re Enzo von Hohenstaufen
Cavalieri teutonici e cavalieri templari nella Sardegna medievale
di Massimo Falchi Delitala
pp. 92, € 10,00
Penne e papiri, 2019
ISBN: 9788889336779
 
Nel contrasto fra Chiesa e Impero vennero coinvolti anche gli Ordini templare e teutonico: mentre il primo rimaneva un fidato alleato della Curia pontificia, nel XII e XIII secolo quello teutonico aveva preso parte, diventandone attore non secondario -specie in riferimento alla strategia imperiale in Italia-, nel conflitto tra il predominio politico del papato e quello dell’impero.
In questo contesto l’Ordine teutonico si era inoltre inserito nelle vicende dinastiche dei giudicati sardi, sostenendo, anche militarmente, la politica antipapale di Federico II che, nominando il proprio figlio naturale Enzo quale re di Sardegna, intendeva riportare l’Isola nell’alveo imperiale. Iniziativa con evidente risvolto politico che collideva con le mire e gli interessi del papato, e che perciò non poteva lasciare indifferenti o neutrali i templari, che di questo erano considerati il braccio armato.
Inoltre, durante il medioevo, nell’Isola esistevano quattro stati nazionali (giudicati), retti da un sovrano non necessariamente ereditario (giudice): la peculiare conformazione istituzionale di questi stati imponeva perciò forme peculiari di presenza nell’Isola di re Enzo e dei teutonici del suo seguito. Per questo motivo i templari non potevano, a loro volta, che assecondare gli interessi pontifici volti a estendere l’influenza del papato sull’Isola, entrando in contrasto con quelli filo imperiali dei teutonici che, viceversa assicuravano il loro sostegno al giovane re Enzo von Hohenstaufen.
Massimo Falchi Delitala è stato l’Avvocato del Consiglio Regionale della Sardegna (Capo Ufficio Legale) sino all’agosto 2019, nonché già per molti anni Ispettore Onorario della Sovrintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano.
Per le Edizioni Penne & Papiri ha pubblicato "La leggenda medievale di Mastro Hiram" (Latina, 2002) (non disponibile attualmente) e "I templari nei Giudicati sardi" (Latina, 2003).

mercoledì 12 febbraio 2020

Certamen 1246

Certamen 1246
di Giovanni Casella Piazza
pp. 574, € 28,00
Besa Editrice, 2020
ISBN: 978-88-497-1204-9 

Como, A.D. 1268. Il notaio Aielli fa visita all’abate Ariberto, portando con sé un plico misterioso e uno studente di legge, Zirìolo, protetto del patriarca di Aquileia. Il giovane, su ordine di questi, sarà ospite del monastero e potrà conoscere i fatti avvenuti lì molti anni prima, durante l’aspra contesa tra il soglio pontificio romano e Federico II di Svevia e sui quali era stato imposto il vincolo del silenzio.
La sparizione di due giovani monaci prima, e di Zirìolo poi, aprirà le ricerche del notaio Aielli: grazie al ritrovamento dei diari di viaggio del giovane studente, il notaio scoprirà nell’abate un personaggio complesso e fuori dal comune, costretto presto a fare i conti con un passato insospettabile e tormentato.
Giovanni Casella Piazza, nato a Lugano nel 1949,
economista di formazione, dopo un periodo iniziale come consulente aziendale, ha spostato i suoi interessi verso il campo dei media e del giornalismo, divenendo negli anni direttore di un quotidiano della Svizzera italiana, editore televisivo, produttore cinematografico, operatore culturale. È appassionato di storia e Medioevo.

martedì 11 febbraio 2020

L'Italia di Dante

L'Italia di Dante 
Viaggio nel Paese della «Commedia»
di Gulio Ferroni
pp. 1126, € 30,00
La Nave di Teseo, 2019
ISBN: 8893950537

Seguendo la traccia della Divina Commedia, e quasi ripetendone il percorso, Giulio Ferroni compie un vero e proprio viaggio all’interno della letteratura e della storia italiane: una mappa del nostro paese illuminata dai luoghi che Dante racconta in poesia. L’incontro con tanta bellezza, palese o nascosta, nelle città come in provincia, e insieme con tanti segni della violenza del passato e dei guasti del presente, è un modo per rileggere la parola di Dante in dialogo con l’attualità, ma anche per ritrovare in questi luoghi una ricchezza, storica e letteraria, che spesso fatichiamo a riconoscere anche là dove ci troviamo a vivere. Da nord a sud, dalla cerchia alpina alla punta estrema della Sicilia, da Firenze al Monferrato, da Montaperti a Verona, da Siena a Roma, Ravenna, Brindisi, si seguono con Dante i diversi volti di questo paese “dove ’l sì suona”, “serva Italia”, “bel paese”, “giardin dell’impero”: un percorso attraverso la storia, l’arte, la cultura, con quanto di essa luminosamente resiste e con ciò che la consuma e la insidia; ma anche un viaggio che riesce a restituirci, pur tra le fuggevoli immagini di uno smarrito presente, la profondità sempre nuova della nostra memoria.
Giulio Ferroni, professore emerito della Sapienza di Roma, è autore di studi sulle più diverse zone della letteratura italiana (da Dante a Tabucchi) e dell’ampio manuale Storia della letteratura italiana (1991 e 2012). Numerosi i suoi studi sulla letteratura del Cinquecento, tra cui Mutazione e riscontro nel teatro di Machiavelli (1972), Le voci dell’istrione. Pietro Aretino e la dissoluzione del teatro (1977), Il testo e la scena (1980), Machiavelli o dell’incertezza (2003), Ariosto (2008). Su questioni di teoria i volumi Il comico nelle teorie contemporanee (1974), Dopo la fine. Sulla condizione postuma della letteratura (1996 e 2010), I confini della critica (2005). Molti i suoi interventi, anche “militanti”, sulla letteratura contemporanea, in parte raccolti in Passioni del Novecento (1999). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Gli ultimi poeti. Giovani Giudici e Andrea Zanzotto (2013), La fedeltà della ragione (2014), La scuola impossibile (2015), La solitudine del critico (2019). Ha diretto il volume sulla Letteratura della serie Treccani Il contributo italiano alla storia del pensiero (2018).

lunedì 10 febbraio 2020

Luogosanto medievale: archeologia e comunità

Luogosanto medievale: archeologia e comunità
Dagli scavi del Palazzo di Baldu un percorso di archeologia pubblica in Sardegna
di Fabio Pinna
pp. 182, € 16,00
Morlacchi Editore, 2019
ISBN: 9788893921329
 
A Luogosanto, in Gallura, un intervento di restauro - resosi necessario nel corso degli anni Novanta del XX secolo per la conservazione dei resti del Palazzo di Baldu - e di realizzazione di un percorso di accesso al sito, si è progressivamente trasformato, attraverso i piccoli passi dei soggetti direttamente coinvolti (Amministrazione comunale, Soprintendenza, Università di Cagliari), in un progetto culturale di ampio respiro, in cui si integrano le esigenze della ricerca archeologica e della didattica universitaria, le opportunità per la formazione culturale della comunità locale, la valorizzazione turistica del sito e la creazione, a partire da esso, di specifici itinerari. Il percorso di ricerca, ancora in corso, offre dati oggettivi sul medioevo sardo e, in particolare, sulle dinamiche interne e sulle relazioni mediterranee del 'giudicato di Gallura' e consente di proporre una serie di riflessioni sull'apporto della ricerca archeologica alla crescita delle piccole comunità.
Fabio Pinna, laureato in Archeologia medievale all’Università di Cagliari, ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologie e antichità postclassiche all’Università di Roma ‘La Sapienza’. Insegna Archeologia cristiana e medievale, Archeologie postclassiche e Percorsi turistici e culturali nei corsi di laurea dell’ateneo cagliaritano e Archeologia postmedievale alla Scuola di specializzazione in Beni archeologici della stessa università. Ha svolto varie ricerche archeologiche sul campo ed è autore del volume ‘Archeologia del territorio in Sardegna. La Gallura tra tarda antichità e medioevo’ (Cagliari 2008). È direttore scientifico dell’indagine archeologica nel sito del Palazzo di Baldu e coordinatore della ‘Scuola di Archeologia e Comunità’ di Luogosanto.

domenica 9 febbraio 2020

E la parola scolpì la pietra

E la parola scolpì la pietra
Il romanico di San Colombano a Vaprio d’Adda
a cura di Cristian Bonomi, Marco Galli, Juan Antonio Olañeta, Mauro Steffenini, Luca Villa, Tiziano Villa
pp. 192, € 18,00
Velar Edizioni, 2019
ISBN: 9788866717249

La memoria è la "cornice della vita", dice papa Francesco. Ciò significa che senza la memoria la vita non ha un "contesto", un "quadro" in cui inserirsi o un fondamento su cui costruirsi. Ecco perché ha senso conservare i "segni" della memoria, come la Chiesa di S. Colombano. È un patrimonio che ha, per lo meno, otto secoli di storia, ma che affonda le sue radici in tempi ancora più lontani: a S. Colombano stesso, se dovessimo dare credito alla tradizione che lo vorrebbe presente a Vaprio d'Adda, nel suo itinerario verso Milano e poi verso Bobbio. Il restauro, che ha visto la Soprintendenza, la Direzione dei lavori e i restauratori impegnati nella ricerca delle soluzioni migliori, ha permesso di riportare la chiesa al suo primitivo splendore e ha fatto riscoprire lacerti di pitture, che prima non si vedevano.

sabato 8 febbraio 2020

Le origini dello Stato moderno (Secoli XI-XV)

Le origini dello Stato moderno (Secoli XI-XV)
di Luigi Blanco
pp. 344, € 29,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Carocci, 2020
ISBN: 9788843099146

Il volume affronta il tema, al centro di un rinnovato interesse storiografico, delle origini medievali dello Stato moderno. Attraverso una prospettiva storico-istituzionale si individuano le strutture fondamentali e si delineano le vicende ritenute più interessanti che hanno portato alla contrastata formazione dello Stato nell'Occidente europeo, precisando al contempo le possibili alternative (cittadine, imperiali, confederali). Lo scopo della ricostruzione storica e politica è quello di superare la troppo rigida divisione tra Medioevo ed età moderna, cercando di far emergere il pluralismo costitutivo del processo di formazione dello Stato e le molteplici traiettorie di sviluppo. La ricostruzione si arresta alle soglie della modernità evidenziando sia il quadro unitario di riferimento sia le profonde differenze, istituzionali, sociali e territoriali, che connotano la complessa vicenda dello Stato moderno in Occidente, troppo spesso riferita alle sole esperienze monarchiche.
Luigi Blanco insegna Storia delle istituzioni politiche all'Università di Trento. Tra i suoi interessi di ricerca, oltre alla vicenda dello Stato moderno, la formazione dei corpi tecnici in Europa e il rapporto territorio-amministrazione con particolare riferimento alla maglia amministrativa della penisola italiana. Ha pubblicato, tra l’altro, Stato e funzionari nella Francia del Settecento: gli «ingénieurs des ponts-et-chaussées» (Bologna 1991) e Dottrine e istituzioni in Occidente (a cura di; Bologna 2011).