mercoledì 23 settembre 2020

Il Medioevo delle Libertà

Il Medioevo delle Libertà
di Guglielmo Piombini
pp. 220, € 15,99

goWare Eizioni, 2020
EAN: 9788833633893

“Un motivato invito a rileggere il Medioevo senza stereotipi” Raimondo Cubeddu, docente dell’Università di Pisa
“Un’aperta apologia liberale del Medioevo, un’epoca ancora immune dai veleni dello Stato moderno” Carlo Lottieri, docente dell’Università di Verona
La storiografia contemporanea ha dimostrato l’infondatezza della tradizionale raffigurazione del Medioevo come parentesi oscura e stagnante tra l’antichità classica e il Rinascimento. Quella medievale fu una delle società più ricche di inventiva che la storia abbia mai conosciuto. Basti pensare alla rivoluzione nei metodi di coltivazione, i mulini, la stampa, la polvere da sparo, gli occhiali, l’orologio meccanico, la bussola, i vetri alle finestre, il sapone, le università e mille altre cose. La ragione principale di questo dinamismo, che permise alla società europea di superare il resto del mondo, è l’assenza di quell’ingombrante e soffocante istituzione moderna chiamata Stato. L’universo politico dell’epoca di mezzo era infatti largamente decentralizzato, fondato su magistrature affidate ai cittadini più influenti, su forze armate costituite riunendo le forze sociali quando la situazione lo imponeva, su mezzi finanziari raccolti in caso di bisogno presso i maggiorenti della società.
Guglielmo Piombini, laureato in giurisprudenza a Bologna, è studioso del pensiero liberale classico e libertario. Ha scritto diversi saggi e libri, tra cui Riscoprire la Scuola Austriaca di economia (con Giuseppe Gagliano, 2018). È titolare della Libreria del Ponte a Bologna, specializzata nell’editoria liberale e libertaria, ed è fondatore del sito www.tramedoro.eu.

martedì 22 settembre 2020

L’Umanesimo di Sicco Polenton. Padova, la Catinia, i Santi, gli Antichi

L’Umanesimo di Sicco Polenton. Padova, la Catinia, i Santi, gli Antichi
Atti delle Giornate internazionali di studio: Sicco Rizzi Polenton 1375/76-1446/47 (Padova, 17-18 maggio 2019)
a cura di Giovanna Baldissin Molli, Franco Benucci, Rino Modonutti
pp. 494, € 60,00
Centro Studi Antoniani, 2020
ISBN: 978-88-95908-16-8

Il volume ospita le relazioni presentate alle giornate di studio internazionali su Sicco Polenton, organizzate il 17-18 maggio 2019 dal Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell'antichità dell'Università di Padova e dal Comune di Anguillara Veneta nel VI centenario della fabula Catinia: l'opera, composta nel 1419 per ricreare il nobile Iacopino Badoer da Peraga e ambientata ad Anguillara, fu subito assai discussa e garantì nei secoli la notorietà del suo autore, che ebbe un ruolo nodale nella rinascita del teatro in età umanistica. Esso offre un aggiornamento di studi e riflessione critica ad ampio raggio sulla figura dell'umanista padovano: dalla biografia al ruolo sociale, culturale e istituzionale nella Padova del tempo, alla produzione letteraria. I saggi sono organizzati in 3 sezioni: la prima considera il profilo biografico, socio-politico e intellettuale di Sicco e della sua famiglia, con speciale attenzione alla sua attività scrittoria e di produzione libraria, per chiudersi con uno sguardo alle sue opere agiografiche, che ne evidenziano il complesso, ricco e articolato legame con la realtà padovana del tempo; la seconda riguarda il cuore della sua vivacissima attività letteraria, quelle opere che ne mostrano il vitale dialogo con la tradizione letteraria antica, con gli scriptores illustres di Roma e in particolare con Cicerone (è anche edita una lettera finora ignota, di grande interesse sulla genesi degli Scriptorum illustrium Latinae linguae libri e indicativa dell'ampia proiezione, perfino europea, dell'influenza culturale di Sicco); la terza è dedicata alla riflessione e alla ricerca sulla Catinia e sul suo volgarizzamento tardoquattrocentesco. Letti nell'insieme e nella loro varietà, gli studi testimoniano la centralità culturale di Sicco Polenton nella Padova e nel Veneto della sua generazione e di quelle subito successive, mostrando le molte sfaccettature di interessi, letture, impegni, relazioni che ne provano la piena adesione ai valori centrali dell'Umanesimo.

lunedì 21 settembre 2020

Dante e il suo mondo

Dante e il suo mondo.
La vita, le opere e la Romagna
di Roberto Casalini
pp. 272, € 16,00
Societa' Editrice Il Ponte Vecchio, 2020
EAN: 9788865419489


Dante e il suo mondo, nel settecentesimo della morte, vuole essere una guida integrale alla lettura di Dante, ricchissima di informazioni e di analisi e stesa in uno stile di trasparente chiarezza. Il libro, articolato in sette ampi capitoli e in una appendice, dà conto minutamente della vita e delle opere del poeta, in una ricostruzione fondata sulla lunga frequentazione con i testi della Commedia e delle opere minori e con la lettura di storici e saggisti, compresi i più recenti e valorosi. Non mancano ampi richiami alla Romagna, che abitò nel cuore del poeta con i suoi paesaggi e le sue città, con i suoi briganti e i suoi eroi e con l'esperienza di una ospitalità generosa e magnanima nella Ravenna del suo ultimo rifugio. L'autore si augura che il libro possa aiutare il lettore a riscoprire la grandezza del poeta, in una rivisitazione che ogni volta arricchisce la nostra sensibilità, alimenta l'amore per la poesia e l'etica comunitaria, quella che Dante raccoglie sotto il mito della cortesia e dei costumi che rallegrano la vita (l'amore e l'ardimento, l'amicizia e l'arte), e dunque «Le donne e ' cavalier, li affanni e li agi / che ne 'nvogliava amore e cortesia», come il grande poeta riassumeva quanto alla Romagna mitica del buon tempo andato: le strade lungo le quali, ancora oggi, è possibile progredire umanamente.
Roberto Casalini, giornalista dal 1979 è caporedattore di «Wired», mensile di tecnologia e innovazione. Ha lavorato a «L'Ora», «Amica», «Io donna» ed è stato direttore di «Per gioco» e «Tribe». Ha scritto Rock: 500 album da collezione (Mondadori, 1989) e Suonala ancora Sam (Bompiani, 1999). È coautore di L'avventurosa storia degli Oscar (Rizzoli, 2002).

domenica 20 settembre 2020

Linguaggi e rappresentazioni del potere nella Sardegna medievale

Linguaggi e rappresentazioni del potere nella Sardegna medievale
a cura di Alessandro Soddu
pp. 400, € 39,00 (Acquista online con 5% di sconto)Carocci, 2020
ISBN: 9788843099412


A partire dal tardo XI secolo, i regni giudicali di Cagliari, Torres, Arborea e Gallura si aprono a una vasta rete di rapporti mediterranei, per essere poi travolti – nel pieno Duecento – dall’espansionismo del Comune di Pisa e da forme di dominio signorile (Doria, Malaspina, Della Gherardesca) e comunale (Sassari) collegate alla stessa Pisa e a Genova. Su questo quadro, con l’avvento dei Catalano-Aragonesi si innesterà e poi sostituirà, durante i secoli XIV e XV, la dimensione unificante del regno di Sardegna, a lungo alleato dell’unico potentato locale superstite, il giudicato di Arborea. L’attenzione degli studiosi per la geografia politica ha finora lasciato in secondo piano il ruolo delle élites sarde, che appaiono partecipi e interpreti dei cambiamenti (il caso di Sassari in questo senso è paradigmatico). In un contesto così articolato, è possibile osservare da diverse angolature una varietà di linguaggi e rappresentazioni del potere, che attingono dalla tradizione bizantina o sono l’espressione dell’egemonia pisana e genovese, prima, e della Corona d’Aragona, poi, oltre che essere il frutto dell’originale rielaborazione operata nell’ambito dei quattro regni giudicali. Una pluralità di segni che riflette la ricchezza e complessità dei processi storico-culturali che interessano la Sardegna durante tutto il basso Medioevo.
Alessandro Soddu è professore associato nel Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari, dove insegna Storia medievale e Storia degli insediamenti medievali.

sabato 19 settembre 2020

Corano, una storia plurale

Corano, una storia plurale
La formazione e la trasmissione del testo<
di François Déroche
pp. 220, € 21,00 (Acquista online con il 5% di sconto)Carocci, 2020
ISBN: 9788829000654

Secondo il dogma musulmano, il testo canonico del Corano imposto a partire dal primo secolo dell’islam riflette scrupolosamente la parola divina custodita in un “archetipo celeste”. Questo studio, attraverso un’analisi dei testi della tradizione musulmana e di antichi manoscritti coranici, mostra tuttavia che la genesi e la trasmissione iniziale del Corano sono state caratterizzate dalla pluralità e che diverse varianti sono state in circolazione per secoli, prima che il Corano delle origini fosse ridotto a una versione unica.
François Déroche insegna Storia e trasmissione del testo coranico al Collège de France ed è attualmente uno dei massimi esperti di antichi manoscritti coranici.

venerdì 18 settembre 2020

Poeti della corte di Federico II

Poeti della corte di Federico II
di Donato Pirovano
pp. LXXVIII-730,€ 24,00
Salerno Editrice, 2020
ISBN: 978-88-6973-270-6

La lirica laica in volgare italiano nasce alla corte di Federico II. È una splendida poesia d’amore, che s’inscrive in modo originale nel florido filone del canto cortese, e che si presenta in uno strumento linguistico nuovo.
Tema quasi esclusivo è l’amore cortese della tradizione trobadorica con i suoi codici, i suoi ideali di purezza e di misura, e i suoi valori di cortesia e di raffinatezza spirituale, che rendono possibile la tensione del desiderio e in alcuni casi il suo compimento.
Rispetto ai loro predecessori occitanici, anche per la diversa realtà sociale e per il diverso pubblico, i Siciliani si concentrano, tuttavia, più sull’analisi dell’interiorità del soggetto lirico che sullo scambio interpersonale. Soprattutto Giacomo da Lentini – il più grande di questi poeti – inaugura una poetica dell’io, in cui vengono esaminate le emozioni suscitate dal pensiero ossessivo dell’amata “dipinta” nel cuore, per usare una sua fortunata metafora.
Questa nuova antologia di 147 testi comprende l’intera produzione del Notaro e di tutti gli altri poeti che la più accreditata tradizione critica lega alla corte di Federico e dei suoi figli. Per la prima volta rispetto alle edizioni correnti sono anche compresi i testi dei poeti occitanici marcatamente tradotti o meglio riscritti dai siciliani.
Il cappello introduttivo a ogni lirica e il fitto commento a piè di pagina intendono in primo luogo chiarire il testo e poi mettono in rilievo i legami dei siciliani con i loro antecessori e continuatori. La lunga Nota al Testo elenca e discute i numerosi cambiamenti di questa nuova edizione rispetto alle più recenti edizioni critiche.
Donato Pirovano insegna Filologia e critica dantesca e Filologia della Letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa di novellistica, di Dante e di poesia italiana delle Origini. Per la Salerno Editrice ha curato il Diamante dei Poeti del Dolce stil novo e la nuova edizione criticamente rivista e commentata della Vita nuova nell’àmbito della NECOD (Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante).

giovedì 17 settembre 2020

Donne, uomini e altri sessi nel Medioevo Russo IX-XV sec. d.C.

Donne, uomini e altri sessi nel Medioevo Russo IX-XV sec. d.C.
Corso sull’amore e sull’innamoramento nel Medioevo Russo
di Aldo C. Marturano
pp. 298, € 33,00
Independently published, 2020
ISBN: 979-8670510141

In realtà, sin dalla lezione 1, intitolata “Le solite storie di famiglia” si coglie l’intento di raccontare una storia, dove la famiglia non sempre è quella a cui siamo abituati, anche per questioni culturali di matrice religiosa (madre, padre, figli), ma si tratta di una comunità-famiglia, tema attualissimo della nostra contemporaneità, dove i ruoli, un tempo assegnati e poi smontati dalla tradizione ecclesiastica, vengono recuperati in un passato lontano e inaspettato. Un lettore con un minimo di conoscenza dei classici latini o greci ritroverà nel libro che si appresta ad affrontare molte similitudini all’ambiente che possiamo indicare, in modo approssimativo, slavo.
Aldo C. Marturano è nato a Taranto, ha studiato nelle Università di Bari, poi di Pavia, infine di Amburgo, dove ha chiuso i suoi corsi di laurea in chimica industriale. Non ha mai lavorato come chimico e ha invece sfruttato le sue conoscenze linguistiche. Conosce infatti (parla e scrive correntemente) russo, inglese, tedesco, francese, spagnolo, ungherese e ne ha studiate un’altra decina che spera di portare a maggiore perfezione nel prossimo futuro. Si è diplomato in Lingua Russa all’Istituto Pusckin di Mosca dove ha avuto inizio la sua avventura nel Medioevo Russo. Lavorando sui mercati internazionali si era infatti appassionato al Medioevo, ma quando scoprì che non riusciva mai a sapere gran che su quello russo, colse l’occasione della tesi all’Istituto Pusckin e scelse di studiare un personaggio del Medioevo bielorusso, Santa Eufrosina di Polozk: di lì via via è entrato in quel mondo magico e nuovo.
Ha pubblicato il saggio storico in chiave divulgativa Olga La Russa, 2001 (che non è la sorella di Ignazio La Russa, per carità!), e poi per i ragazzi L’ombra dei Tartari, 2002, ovvero la saga di Alessandro Nevskii.
Altre sue opere sul Medioevo russo sono visibili nel portale delle Edizioni Atena.
Collabora attivamente con il portale Mondi Medievali curando la rubrica Medioevo Russo.

mercoledì 16 settembre 2020

I romanzi arturiani in Italia

I romanzi arturiani in Italia
Tradizioni narrative, strategie delle immagini, geografia artistica
di Ilaria Molteni
pp. 342, € 60,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2020
ISBN: 9788833133232

Tra la seconda metà del Duecento e la fine del Trecento, la diffusione dei romanzi arturiani nella penisola italiana dà vita a un fenomeno culturale di lunga durata e dalle molteplici sfaccettature. Le storie della Tavola Rotonda catturano l’interesse di categorie di pubblico disparate, dai lettori delle Repubbliche marinare toscane e liguri ai sovrani angioini, fino agli esponenti dei regimi signorili, che ne fanno l’oggetto di trascrizioni, traduzioni, compilazioni, elaborazioni originali.
In Italia, il nutrito numero di manoscritti arturiani copiati e miniati e la varietà di soluzioni testuali e figurative adottate dai vari codici testimoniano quanto il fenomeno sia stato vivace e trasversale.
Questo libro, tramite lo studio dell’interazione tra contenuti testuali, corredi illustrativi e dinamiche di ricezione, mette in luce il ruolo centrale del mito arturiano e delle sue tante “appropriazioni” nei processi di costruzione identitaria e nelle politiche culturali dell’Italia dei comuni e delle corti. 
Ilaria Molteni ha conseguito il dottorato in Storia dell’Arte presso l’Università di Losanna. Per i nostri tipi nel 2014 ha curato, con Annalisa Izzo, il volume Narrazioni e strategie dell’illustrazione. Codici e romanzi cavallereschi nell’Italia del Nord (secc. XIV-XVI)

martedì 15 settembre 2020

Il secolo senza nome

Il secolo senza nome
Cultura, scuola e letteratura latina dell’anno Mille e dintorni
di Patrizia Stoppacci
pp. XXIV-572, € 46,00
Sismel, 2020
ISBN: 978-88-8450-549-1

Definito da Cesare Baronio «saeculum ferreum », il sec. X si rivela ad una più attenta lettura un tempo complesso, la somma di una pluralità di fenomeni culturali non riducibili ad una realtà lineare. Ispirato ad una definizione di Claudio Leonardi, che in un saggio del 2004 definiva tale periodo «un secolo senza nome», il volume nasce dall’esigenza di intraprendere un percorso di ripensamento e ridefinizione delle manifestazioni letterarie sviluppatesi nel sec. X, alla luce della produzione scientifica più recente.

domenica 13 settembre 2020

Bizantini e longobardi nelle aree emiliane

Bizantini e longobardi nelle aree emiliane
a cura di Paolo de Vingo, Patrizia Cremonini
pp. 620, € 70,00
Edizioni dell'Orso, 2020
ISBN: 978-88-3613-003-0

Il volume raccoglie i testi del ciclo di conferenze svoltesi fra il 2015 e il 2016, organizzate da Patrizia Cremonini, dedicate alla molteplicità dei significati del limes stabilitosi nelle aree emiliane altomedievali lungo il percorso fluviale dello Scoltenna (attuale Panaro), il quale, oltre a separare i Bizantini a est dai Longobardi a ovest, contribuì a definire la linea del confine politico-amministrativo che nei secoli medievali avrebbe diviso i Bolognesi dai Modenesi.
Oltre a questi contributi, ne sono stati inseriti alcuni degli studenti della Laurea Triennale in Beni Culturali e della Laurea Magistrale in Archeologia e Storia antica (Università di Torino – Dipartimento di Studi Storici) a sottolineare il costante interesse che la cattedra di Archeologia Cristiana e Medievale della stessa Università dedica ai rapporti socio-economici e storicoculturali tra popolazioni ‘alloctone’ e popolazioni ‘indigene’ nella Penisola italiana tra tardoantico e altomedioevo.