giovedì 31 maggio 2018

Le forme degli elementi

Le forme degli elementi
Isaac Abravanel e la tradizione aristotelica medievale
di Elisa Coda
Pisa Unersity Press, 2018
ISBN: 978-883339-0413
Figura politica chiave nei regni di Portogallo, Spagna e Napoli e presso la Repubblica di Venezia, Isaac Abravanel (1438-1508) scrisse opere di varia natura, filosofiche, esegetiche e apologetiche. Epigono di un mondo che sarebbe presto scomparso, interessa gli storici della filosofia per diverse ragioni: le radici della sua formazione filosofica sono insieme medievali e rinascimentali; egli si fonda su un patrimonio di testi e dottrine ereditate dalla tradizione greco-araba e, soprattutto, sulla conoscenza della dottrine di Avicenna e al-Ġazālī e dei commenti di Averroè, ma non ignora autori della letteratura latina classica, testi della scolastica latina e della produzione letteraria del suo tempo, sia in prosa che poetici.
Le forme degli elementi (Ṣurot ha-yesodot) è il primo degli scritti di Issac Abravanel. Composto in Portogallo tra il 1457 e il 1467, fu edito a stampa nel 1557. In questo breve trattato, Abravanel analizza una questione posta dagli scritti di Aristotele e ricorrente nella letteratura filosofica dell’aristotelismo medievale arabo ed ebraico, soprattutto in rapporto all’esegesi della Fisica e della Generazione e corruzione: la costituzione del mondo creato. I quattro elementi del mondo sublunare, fuoco, acqua, aria, e terra, possono essere direttamente identificati con la materia prima originaria, o bisogna piuttosto affermare che essi derivino da proprietà primitive e che siano queste ultime a precedere gli stessi elementi?
Elisa Coda, specialista della ricezione tardo-antica e medievale del De Caelo aristotelico in greco, arabo ed ebraico, svolge la sua ricerca prevalentemente all’Università di Pisa.

mercoledì 30 maggio 2018

Cristiani e musulmani nell'Italia dei primi secoli del medioevo

Cristiani e musulmani nell'Italia dei primi secoli del medioevo
Percezioni, scontri e incontri
di Luigi Andrea Berto
pp. 247, € 20,00
Jouvance, 2018
ISBN: 8878016071
 
L'espansione dei musulmani nel Mediterraneo occidentale ebbe una notevole influenza anche per la storia italiana nel Medioevo. Oltre a conquistare la Sicilia, essi infatti fecero sentire la loro presenza in gran parte del Mezzogiorno e in alcune zone del resto della Penisola. Le fonti a nostra disposizione sono per la maggior parte opere narrative e si concentrano soprattutto sugli eventi bellici e pertanto l'immagine dell'avversario tratteggiata in esse è negativa, ma l'idea di un continuo stato di belligeranza tra musulmani e cristiani è fuorviante. Senza minimizzare la portata delle distruzioni avvenute in quei secoli, questo studio ha come obiettivo innanzitutto l'analisi delle caratteristiche di quelle immagini tenendo conto dell'esistenza di alcune sfumature. Oltre alle descrizioni degli effetti immediati di guerre e di incursioni, il libro esamina che cosa comportava avere vicini di questo tipo, che cosa si conosceva "dell'altro" e le caratteristiche dei rapporti in tempo di pace.
Luigi Andrea Berto insegna Storia Medievale nella Western Michigan University (USA). I suoi principali ambiti di ricerca sono l’Italia altomedievale e Venezia nel Medioevo. Ha pubblicato Testi storici veneziani (XI-XIII secolo) (1999), Giovanni Diacono, Istoria Veneticorum (1999), Il vocabolario politico e sociale della Istoria Veneticorum di Giovanni Diacono (2001), Testi storici e poetici dell’Italia carolingia (2002), Cronache e concili (2003, con G. Fedalto) e Chronicae Sancti Benedicti Casinensis (2006), oltre ad articoli e voci nel Dizionario biografico degli Italiani, The New Oxford Dictionary of the Middle Ages e nell’Encyclopedia of the Medieval Chronicles.

martedì 29 maggio 2018

Dizionario dei sogni nel Medioevo

Dizionario dei sogni nel Medioevo
Il Sommiale Danielis in manoscritti letterari
di Valerio Cappozzo
pp. XII-404, € 35,00
Leo S. Olschki, 2018
ISBN: 9788822264954

Dall’alba dei tempi ogni società ha provato a investigare il mistero del sogno e a misurarne la veridicità e il profetismo. I metodi d’interpretazione variano in ogni epoca, ma la struttura dei libri dei sogni è rimasta la stessa dall’Antico Egitto, alla Smorfia Napoletana, ai giorni nostri, anche dopo l’avvento della psicanalisi. Nel decifrare le immagini notturne i più importanti scrittori e scienziati del Medioevo e del Rinascimento hanno usato i sogni e le visioni per capire e spiegare meglio la realtà. Dante, Cecco d’Ascoli, Petrarca e Boccaccio, autori presenti nei manoscritti studiati, rispettano le teorie onirocritiche classiche e medievali e utilizzano, nelle loro opere, simboli contenuti nel più comune manuale d’interpretazione.
Il Dizionario dei sogni è formato da voci provenienti dalle versioni in latino e in volgare del Somniale Danielis, e in italiano Il Libro dei sogni del profeta Daniele, dal IX sec. alle edizioni a stampa, fino al 1550. Considerato comunemente dagli studiosi un testo poco interessante e lungi dall’essere utilizzabile dagli autori del Tre e Quattrocento, o ancora da quelli del Rinascimento, il Somniale si dimostra, al contrario, un prontuario versatile, risultato di una complessità che grazie alla sua struttura e alle interpretazioni concise ha permesso una diffusione capillare nel corso di oltre 3200 anni di storia.
Valerio Cappozzo è Assistant Professor of Italian e Direttore del programma di Italianistica dell’University of Mississippi, U.S.A. Ha studiato a «La Sapienza» di Roma Filologia e critica dantesca con Achille Tartaro prima di trasferirsi negli Stati Uniti e conseguire il Ph.D. con H. Wayne Storey all’Indiana University. Specializzato in filologia materiale e critica letteraria oltre all’interpretazione dei sogni sta lavorando sul concetto di diplomazia culturale tra il mondo cristiano e musulmano nel Medioevo e nel Rinascimento. Membro del comitato scientifico di diverse collane e riviste letterarie e filosofiche è attualmente il segretario dell’American Boccaccio Association.

lunedì 28 maggio 2018

1216: Firenze al tempo dei Guelfi e Ghibellini

1216: Firenze al tempo dei Guelfi e Ghibellini
di Andrea e Fabrizio Petrioli
pp. 192, € 12,00
Sarnus Editore, 2018
ISBN: 978-88-563-0243-1

Firenze è sempre stata terra di contrasti e diatribe. Il conflitto tra Guelfi e Ghibellini, iniziato secondo la tradizione nel 1216 con una faida tra famiglie dell’aristocrazia cittadina, ci riporta indietro nel tempo, tra le vie di una città completamente diversa da quella che abbiamo oggi davanti agli occhi.
Sfogliando le pagine di questo libro, dove il racconto appassionante si accompagna a un eccezionale repertorio di immagini d’epoca, ci ritroveremo immersi nella Firenze del Medioevo, con le sue torri e i suoi vicoli, le sue piazze e i suoi palazzi storici. E il confronto tra il passato e il presente ci farà passare, quasi per magia, da una storia narrata a una storia vissuta.
Andrea Petrioli, nato a Bagno a Ripoli nel 1951, Andrea Petrioli vive a Firenze, dove ha sempre lavorato in banca coprendo tutti i settori ma occupandosi, in particolare, di comunicazione interna. Con il fratello Fabrizio si è sempre interessato alla storia locale, studiando la Toscana e soprattutto l’area fiorentina. Questa grande passione ha portato i fratelli Petrioli a costituire un fondo di oltre 25.000 cartoline, tutte localizzate e catalogate, del periodo che va dalla fine dell’Ottocento agli anni ’50 ’60 del Novecento. L’archivio comprende anche immagini di libri e soprattutto riviste all’epoca in voga.
Fabrizio Petrioli, nato nel 1942 a Bagno a Ripoli, dove tutt’ora vive, Fabrizio Petrioli ha lavorato come impiegato nell’editoria e poi nel settore contabile. Ma, con il fratello Andrea, si è sempre occupato anche di storia locale studiando la Toscana e in particolare Firenze.

domenica 27 maggio 2018

La transizione bizantino-ottomana nelle cronache veneziane

La transizione bizantino-ottomana nelle cronache veneziane
a cura di Sebastian Kolditz, Markus Koller
pp. 328, € 32,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2018
ISBN: 9788867289172

Nel XIV e XV secolo, l’Impero Ottomano si andò affermando come nuova potenza egemoniale nella regione che un tempo era stata il nucleo di Bisanzio. Questa transizione interessò anche Venezia e l’élite veneziana in quanto attori politici ed economici di rilievo nell’area. Di conseguenza, i documenti veneziani sono stati spesso utilizzati per illustrare la storia di un’epoca che vide il tramonto dell’Impero bizantino e l’ascesa di quello ottomano. Eppure, le ripercussioni di queste trasformazioni sulla copiosa produzione storiografica tardo-medievale della Serenissima e, in particolare, sulle cronache veneziane spesso anonime, non erano ancora state studiate in modo sistematico.
In tale contesto questo volume, frutto di un workshop internazionale, combina riflessioni metodologiche sulle caratteristiche della cronachistica veneziana e dell’uso delle informazioni in essa contenute e singoli casi di studio che riflettono fasi cruciali della transizione bizantino-ottomana.
Sebastian Kolditz is Academic Assistant at the Chair of Medieval History, Historisches Seminar, at Heidelberg University. His research concerns Byzantine History with a specific focus on Late Byzantium, Conciliar History and Byzantine-Western relations as well as Mediterranean and Maritime History of the Middle Ages. His publications include the monograph Johannes VIII. Palaiologos und das Konzil von Ferrara-Florenz (1438-1439) (2013-2014), an article on Cultural Brokers in Relation with the Byzantine Court in the Later 14th and 15th Centuries (2013) and an article, written together with Nikolas Jaspert, on Christlich-muslimische Außenbeziehungen im Mittelmeerraum. Zur räumlichen und religiösen Dimension mittelalterlicher Diplomatie (2014).
Markus Koller studied Southeastern European History, History and Culture of the Near and Middle East, Turcology and Ancient History at the University of Munich. He defended a PhD at the Ruhr University in Bochum with a dissertation about violence in 18th-century Bosnia and finished his post-doctoral dissertation (Habilitation) on the late Ottoman rule in Hungary. His books and articles focus on the social history of the Ottoman Balkans as well as the cultural and political relationships between the early modern European states and the Ottoman Empire. Since 2011 he holds a professorship in History of the Ottoman Empire and Modern Turkey at the Ruhr-Universität Bochum and since 2016 he is director of the Centre for Mediterranean Studies in Bochum. Koller conducted various research projects (mainly funded by the Deutsche Forschungsgemeinschaft) about Ottoman-Venetian diplomatic relations and military conflicts in the Mediterranean.

sabato 26 maggio 2018

Le parole del Castello

Le parole del Castello
Nomenclatura castellana
a cura di Luigi Maglio e Domenico Taddei
pp. 96, € 15,00
Giannini Editore, 2018
ISBN: 978-88-7431-911-4
 
Questa pubblicazione si inserisce nel solco degli studi compiuti nel corso degli ultimi dall'Istituto Italiano dei Castelli e contribuisce alla conoscenza di queste architetture con una serie di saggi relativi ad alcuni elementi caratteristici dell'architettura fortificata e un glossario dove viene specificato il significato dei principali vocaboli utilizzati per la sua descrizione. Il tema particolare della nomenclatura che viene qui trattato è di estrema importanza in ogni disciplina in quanto costituisce il fondamento di qualsiasi discorso scientifico. La necessità di individuare univocamente gli elementi dell'architettura militare è infatti sempre stata riconosciuta necessaria sia ai fini della corretta progettazione e costruzione delle fortificazioni, sia per lo studio delle stesse, come si evince chiaramente dai contributi di Flavio Conti e di Marino Viganò. Come nota quest'ultimo, è in particolare dall'inizio del XIX secolo che gli studi sulle fortificazioni assumono una maggiore valenza di natura storica e culturale.

venerdì 25 maggio 2018

I pilastri della cattedrale

I pilastri della cattedrale
di Massimo Aureli
pp. 336, € 9,90
Newton Compton, 2018
ISBN: 9788822714237

Roma, XIII secolo.
L’abbazia di Farfa, seconda per potenza solo a San Pietro, è guidata da Gregorio da Urbino, uno spregiudicato protagonista degli intrighi politici di Roma, inviso sia al papa che all’imperatore Federico II. L’abate, noto per essere tanto spietato quanto scaltro, tiene legato a sé un giovane di umili origini, Dante, che usa come pedina per i suoi raffinati complotti. Dante è così costretto a partecipare alle sue losche trame ma, grazie alle sue abilità, riesce ad avvicinare il potente Luca Savelli, fedele al papa e avversario di Gregorio, fino a conquistarne la fiducia. Man mano che Gregorio acquista potere, minacciando persino di rovesciare il Vaticano con un esercito abilmente radunato, il giovane si troverà a dover compiere delle scelte sempre più difficili tra la fedeltà al suo mentore e la gratitudine per l’amicizia di Savelli. Ma Dante non sa che il destino ha qualcosa di molto, molto grande in serbo per lui.
Massimo Aureli è appassionato di archeologia e di storia antica fin da ragazzo, ama fare ricerche su personaggi e luoghi storici meno conosciuti. L’interesse per la scrittura è cresciuto dopo aver lavorato nella biblioteca comunale del paese in cui vive. Mentre approfondiva lo studio di alcune famiglie romane del Medioevo, ha riscoperto la voglia di scrivere e, dopo un anno di lavoro, ha terminato il suo primo romanzo: I pilastri della cattedrale.

giovedì 24 maggio 2018

Romanico cremonese

Romanico cremonese
Le chiese dell'antica Diocesi di Cremona
di Giorgio Milanesi
pp. 332, € 65,00
All'Insegna del Giglio, 2018
ISBN: 9788899547202

La Diocesi di Cremona, posta al centro della Valle del Po, oltre alla cattedrale e alla chiesa dei Santi Maria e Sigismondo di Rivolta d’Adda, edifici da tempo al centro dell’attenzione degli studiosi, conserva un importante patrimonio architettonico religioso di epoca romanica costituito da emergenze che costellano il territorio note anche agli specialisti solo in minima parte. Per la prima volta, con l’ausilio di una nuova e specifica campagna fotografica, le chiese disperse nella sterminata campagna dell’antica Diocesi di Cremona, dalle pievi e cappelle più settentrionali in provincia di Bergamo a quelle meridionali lungo l’asse del Grande Fiume, vengono analizzate e poste in dialogo attraverso schede dedicate. I limiti strettamente diocesani dell’indagine, in aderenza a una storia dell’arte per scuole regionali, potrebbero indurre a individuare possibili elementi peculiari di un “romanico cremonese”; al contrario, sono state tracciate alcune coordinate storico-artistiche coerenti con i caratteri di multipolarità e pluricentrismo che più verosimilmente contraddistinguono la territorializzazione medievale, la committenza e dunque i modelli d’immagine, tra l’XI e il XIII secolo.

mercoledì 23 maggio 2018

Del perduto e ritrovato castello di Malclavello in Chianti

Del perduto e ritrovato castello di Malclavello in Chianti
di Francesca Marchetti, Donatella Tognaccini
pp. 76, € 12,00
Press & Archeos, 2018
ISBN: 978-88-96876-90-9

Un mistero lungo più di otto secoli ha caratterizzato le vicende dell’antico castello di Malclavello in Chianti, documentato nel corso del XII secolo e considerato scomparso fino al suo fortuito rinvenimento nei boschi oltre Barbischio. Il castello infatti, perduto il nome originario, aveva assunto quello di Serravalle e le strutture medievali erano state inglobate nell’attuale casa colonica. Il presente studio storico-archivistico ed architettonico chiude il cerchio sulle vicende della fortezza, presentando, come in un “giallo” le tappe di questa riscoperta. I documenti antichi e le strutture medievali del castello ci raccontano una storia affascinante, ricca di colpi di scena, ci permettono di conoscere e quasi di toccare con mano la “vita” del fortilizio e dei suoi abitanti attraverso i secoli.
Donatella Tognaccini insegna Italiano e Latino in un liceo senese. Fa parte del Centro di Studi Storici Chiantigiani e ha pubblicato numerosi libri sulla storia, l’arte, l’architettura del territorio in cui vive e non solo. Nel 2017 ha ricevuto dal Comune di Gaiole il premio “Clante d’oro” per la sua opera letteraria, di ricerca storico-artistica e di promozione culturale.
Francesca Marchetti vive e lavora a Siena. È architetto libero professionista e si occupa prevalentemente di restauro e ristrutturazione di edifici. Sin dalla laurea in Architettura all’Università di Firenze (1991) con una tesi in “Storia e restauro delle strutture architettoniche” , ha dedicato un particolare interesse al territorio chiantigiano. Con Donatella Tognaccini ha effettuato vari studi su questa zona.

martedì 22 maggio 2018

Storia segreta del Medioevo

Storia segreta del Medioevo
di Erberto Petoia
pp. 384, € 12,90
Newton Compton Editori, 2018
ISBN: 9788822713780

La storia degli uomini e delle donne del Medioevo ha modellato e influenzato profondamente il modo di vivere dei popoli europei e ancora si ripresenta nel nostro quotidiano sotto molteplici forme. Un periodo storico contraddittorio, in bilico perenne tra oscurantismo e idealizzazione, che è caratterizzato da grossi sconvolgimenti nei rapporti politici, sociali e, soprattutto, religiosi. La scomparsa degli antichi culti, sostituiti gradualmente dal cristianesimo, e l’ingresso in uno spazio politico e religioso comune di quei paesi che erano rimasti fuori dalla civiltà romana sanciscono l’atto di nascita dell’Europa, in cui hanno origine e si consolidano sincretismi religiosi, consuetudinari e giuridici che regoleranno e condizioneranno a lungo la vita dell’uomo occidentale fino ai nostri giorni. Momento essenziale del nostro passato, questo affascinante e sorprendente viaggio nel Medioevo potrà «dare il duplice piacere di incontrare insieme l’altro e voi stessi» (Jacques Le Goff).
Erberto Petoia, membro del direttivo scientifico del Centro Studi di Tradizioni Popolari “Alfonso M. di Nola”, ha collaborato per anni con la cattedra di Storia delle Religioni e Antropologia Culturale presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli e presso l’Università di Roma III. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo Vampiri e lupi mannari (tradotto in spagnolo e polacco); Miti e leggende del Medioevo (tradotto in ceco e in serbo); Malocchio e jettatura; Storia e leggende di Babbo Natale e della Befana (scritto con C. Corvino); Miti e leggende degli zingari; Storia del presepe e la collaborazione al volume collettaneo Antropologia e storia delle religioni. Saggi in onore di Alfonso M. di Nola. Frutti di una lunga ricerca sul campo sono La stella e l’aratro. Tradizioni popolari in Irpinia (in collaborazione con C. Corvino) e Tutto a segno di croce. Storie di donne contadine. Ha inoltre curato e tradotto Il vampiro di J.W. Polidori, Un mistero della campagna romana di Anne Crawford, Jude l’oscuro di Thomas Hardy, Breve storia della fine del mondo di Paula Clifford, e Dizionario universale del Natale di Gerry Bowler. Collabora con «Medioevo», «Rivista Abruzzese» e con altre riviste del settore antropologico e storico religioso.