sabato 30 giugno 2018

Chi era Beatrice ?

Chi era Beatrice ?
Teoria e allegoria del cosmo nella poesia di Dante
di Wilhelm Pötters
pp. 1136, € 80,00
Aracne Editrice, 2018
ISBN: 978-88-255-1488-9
 
Nella Vita nova Dante identifica l’essenza di Beatrice col numero 9 intendendolo come simbolo del cosmo, la cui radice sarebbe il 3 della divina Trinità. Analizzata alla luce di altri segni numerici attribuiti alla protagonista, questa definizione fornisce gli strumenti per una nuova esegesi della Comedìa. Infatti, con tale approccio si può ricostruire dalla struttura profonda del poema un tractatus sphaerae dedicato alla sistematica ricerca di due chiavi matematiche della cosmogonia: il principio della circolarità e la legge della sezione aurea. In virtù dei suoi segni astratti, la guida del Poeta si rivela dunque essere, in un preciso senso scientifico, l’incarnazione dell’ordine circolare e della perfetta bellezza che regnano nella Creazione (in quella divina e in quella poetica).
Wilhelm Pötters ha insegnato Linguistica e Storia delle lingue romanze presso l’Università di Würzburg e l’Università di Colonia. Dopo primi lavori dedicati al francese e alle lingue iberoromanze, negli ultimi decenni ha rivolto la sua attenzione alla lingua e letteratura italiana dei primi secoli. Nei suoi saggi si trattano argomenti centrali dell’epoca: origine del sonetto, sintassi e tecnica narrativa nel Decameron, struttura delle Rime di Petrarca, ermetismo ed ermeneutica della poesia di Dante. 

venerdì 29 giugno 2018

Il patto dell'abate nero

Il patto dell'abate nero
di Marcello Simoni
pp. 336, € 9,90
Newton Compton, 2018
ISBN: 9788822718280

13 marzo 1460, porto di Alghero. Un mercante ebreo incontra in gran segreto l’agente di un uomo d’affari fiorentino, Teofilo Capponi. Vuole vendergli un’informazione preziosissima: l’esatta ubicazione del leggendario tesoro di Gilarus d’Orcania, un saraceno scomparso ai tempi di Carlo Magno. Venuta per caso a conoscenza della trattativa, Bianca de’ Brancacci, moglie di Capponi, si convince che quel tesoro ha a che fare con la morte di suo padre. Elabora così un piano preciso, ma per realizzarlo ha bisogno dell’aiuto di Tigrinus, il noto ladro fiorentino legato a Cosimo de’ Medici. Tigrinus dovrà partire alla volta di Alghero, spacciarsi per Teofilo Capponi, e poi mettersi sulle tracce dell’oro di Gilarus. A Firenze, Bianca cercherà di mantenere il segreto sulla missione affidata al ladro. Ma, mentre Tigrinus è lontano, qualcuno ha finalmente modo di mettere le mani sul tesoro più grande che il furfante nasconde: la Tavola di Smeraldo...
Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, secondo e terzo capitolo della trilogia del famoso mercante; L’isola dei monaci senza nome, con il quale ha vinto il Premio Lizza d’Oro 2013; La cattedrale dei morti; la trilogia Codice Millenarius Saga (L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni) e i primi due capitoli della Secretum Saga (L’eredità dell’abate nero e Il patto dell’abate nero). Nel 2018 Marcello Simoni ha vinto il Premio Ilcorsaronero.

giovedì 28 giugno 2018

Il mistero di Cotignac

Il mistero di Cotignac
La fine dei Templari tra storia e invenzione
di Cesare Ferreri
pp. 308, € 19,00
Silele Edizioni, 2018
ISBN: 978-88-3348-017-6
 
Francia. Inizi del XIV secolo. Dopo aver bollato la strage perpetrata nel piccolo villaggio di Cotignac come opera di magia e apostasia compiuta dai templari di Lorgues, re Filippo IV ne sfrutta il clamore per affossare non solo l’aspirazione teocratica di papa Clemente V, ma anche l’ordine templare al cui patrimonio il monarca ambisce. A dirimere l’enigma è chiamato dal papa  l’illuminato, devoto e probo fra Gerolamo, medichus dell’abbazia di Thoronet. Aiutato dallo sfacciato Jacques de Molay, cavaliere del papa, il monaco si troverà al centro degli eventi che agitano la Francia in quell’inizio di secolo. La soluzione dell’indagine, però, non avrà i connotati di una vittoria. Non solo l’ordine templare  sarà comunque sacrificato, ma anche fra Gerolamo avrà la sua condanna. Il monaco, infatti, non sfuggirà alla visionaria e dolorosa espiazione che si infliggerà dopo che l’inganno da lui escogitato per risolvere l’enigma della strage avrà tragiche conseguenze. Ma Attenzione! La fine dell’indagine non sarà la fine della storia. Come in un gioco di scatole cinesi l’indagine si trascinerà dietro un altro mistero che spetterà a Jacques, il cavaliere del papa, risolvere in un finale inaspettato. Sembra che le volontà del medichus abbiano finalmente trovato il naturale esecutore materiale. Ambienti e personaggi hanno una forte caratterizzazione storica e incontrare i personaggi che si snocciolano nella storia sarà come rivivere quel tempo.

mercoledì 27 giugno 2018

Dietro "Dionigi l'Areopagita"

Dietro "Dionigi l'Areopagita"
La genesi e gli scopi del Corpus Dionysiacum
di Ernesto Sergio Mainoldi
pp. 632, € 42,00
Città Nuova, 2018
ISBN: 9788831115544

I quattro trattati e le dieci lettere che compongono il Corpus Dionysiacum devono la loro straordinaria fortuna a due fattori: l’eccezionale levatura speculativa dei contenuti e lo pseudonimo dietro il quale il loro autore nasconde la propria identità: il Corpus è infatti portatore di dottrine di grande impatto teoretico su temi come l’ordine scalare dell’universo angelico e dei gradi ecclesiastici disposti in gerarchia (termine coniato proprio in questi scritti), la teologia negativa, la deificazione al termine dell’ascesa dell’anima verso Dio; opera attribuita a Dionigi membro dell’Areopago di Atene, convertito da san Paolo al cristianesimo. Per ottocento anni nessuno mise seriamente in dubbio la paternità di questi scritti, e numerose leggende fiorirono sulla biografia del personaggio. Ernesto S. Mainoldi, esperto di fama internazionale delle tematiche teologiche di area latina carolingia e proto-bizantina, propone qui gli esiti di una ricerca filologico-storica riccamente documentata e persuasiva, orientata, per la prima volta, a una dettagliata e completa ricostruzione del contesto storico-dottrinale in cui sono stati concepiti e hanno visto la luce gli scritti del Corpus.

martedì 26 giugno 2018

Medioevo fantastico. Il drago e altri mostri

Medioevo fantastico
Il drago e altri mostri
di Luca Frigerio
pp. 48, € 8,90
Ancora Editrice, 2018
EAN: 9788851420109

Dice drago, l’uomo del Medioevo, e dice orrore: simbolo di malvagità, creatura delle tenebre, bestia immonda contro cui non c’è scampo né salvezza, se non invocando la protezione celeste. L’arcangelo Michele, a capo delle schiere celesti, combatte contro «il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana» nel celebre racconto dell’Apocalisse. Una lotta rinnovata, sulla terra, da san Giorgio, modello per tutti i cavalieri cristiani. Ma anche da un religioso come papa Silvestro, o da eroine come Marta di Betania e Margherita d’Antiochia… Storie e leggende che fanno parte dell’immaginario medievale. Insieme a quelle che parlano del grifone, della chimera, del basilisco, attingendo alle Sacre Scritture e rielaborando i miti antichi. Un mondo fantastico, illustrato nei codici miniati, scolpito nei chiostri monastici, dipinto a vivaci colori sulle pareti delle chiese.
Luca Frigerio, scrittore, giornalista e critico d'arte, è redattore dei media della Diocesi di Milano, per i quali cura la sezione culturale.

sabato 23 giugno 2018

Le grandi donne del Medioevo

Le grandi donne del Medioevo
Le personalità femminili più influenti dell'età di mezzo
di Ludovico Gatto
pp. 480, € 12,00
Newton Compton, 2018
ISBN: 9788822719614

Regine e imperatrici, religiose e sante, intellettuali e letterate: un viaggio nella storia dei secoli bui alla scoperta delle personalità femminili più illuminate. Le donne vissute in epoca medievale sembrano non avere ancora un volto definito e la loro vita concreta sfugge anche allo sguardo più attento. Più volte ravvisiamo in quell'epoca "l'universo femminile" come un mondo in buona parte oscuro, in cui le donne vengono rappresentate come "ombre incerte, prive di contorno, di profondità, di accento", figure dunque inafferrabili, indefinibili. Ma è in questo vuoto solo apparente, in questo silenzio fin troppo ingannevole che lo storico si inoltra alla ricerca di tracce e voci tutt'altro che marginali. Un viaggio nella storia, dunque, per comprendere come le donne abbiano vissuto nella società antica e medievale, come l'abbiano modificata, condizionata e definita con la forza dell'ostinazione e la finezza dell'intelletto. Un'immersione nei testi e negli studi di chi cerca di afferrare le implicazioni profonde, le ambiguità più o meno note e le conseguenze che l'attività, il pensiero e il ruolo delle donne hanno avuto nella società medievale mettendo in luce quanto il loro contributo e le loro scelte abbiano influenzato le epoche successive.
Ludovico Gatto, professore emerito di Storia medievale presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Roma la Sapienza, è autore, fra l’altro, di L’atelier del medievista, Viaggio intorno al concetto di Medioevo. Con la Newton Compton ha pubblicato: La grande storia del Medioevo, Le grandi donne del Medioevo, Storia di Roma nel Medioevo, Gli imperi del Medioevo e Il Medioevo giorno per giorno.

venerdì 22 giugno 2018

I classici di Dante

I classici di Dante
a cura di Paola Allegretti, Marcello Ciccuto
pp. 281, € 32,00
Le Lettere Edizioni, 2018
ISBN: 9788893660365

Che cos'è per Dante un classico? E insomma come egli pratica la lettura e il dialogo con gli antichi prima che questa attività intellettuale diventi la moda caratterizzante della civiltà europea dell'Umanesimo? Nove incontri con Ovidio e Lucano, Virgilio, Cicerone, Seneca, Stazio, Agostino e anche Omero e il Libro dei Salmi raccontano e discutono problemi di tipo esegetico, lessicale, narrativo, testuale e culturale.
Paola Allegretti, nata a Foligno nel 1966,è stata redattrice di Italique, rivista annua della Fondation Barbier-Mueller pour l’étude de la poésie italienne de la Renaissance, edita da Droz, Genève e redattrice di Studi Danteschi, editi da Le Lettere, Firenze. Da maggio del 2004 è cultore della materia per la Filologia Dantesca, nel corso di Laurea in Lettere della Facoltà di Perugia.
Marcello Ciccuto è professore ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università di Pisa. Ha insegnato in varie università europee e statunitensi. Direttore delle riviste scientifiche “Hvmanistica”, “Letteratura & Arte”, “Studi rinascimentali”, “Italianistica”, fa parte del Consiglio Scientifico della Società Dantesca Italiana di Firenze. Ha studiato la letteratura del Medioevo, il Quattrocento e il Cinquecento, il Novecento. Recente lo studio complessivo di un celebre codice petrarchesco: Reliquiarum servator. Il manoscritto Parigino latino 5690 e la storia di Roma nel Livio dei Colonna e di Francesco Petrarca, Pisa, Edizioni della Normale, 2012, nonché il volume di commentario all’edizione in fac–simile del ms. illustrato di Oxford, Bodley 264 (Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2014).

giovedì 21 giugno 2018

Cultura di popolo. L'iconografia politica a Pisa nel XIV secolo

Cultura di popolo
L'iconografia politica a Pisa nel XIV secolo
di Cecilia Iannella
pp. 252, € 23,00 (Acquista online con il 15% di sconto)
Edizioni ETS, 2018
ISBN: 9788846751812

La constatazione della vivacità di produzione artistica che caratterizzò Pisa nel XIV secolo ha indotto a precisare, dal punto di vista storico, il significato meno apparente di alcune delle più interessanti testimonianze iconografiche prodotte in ambito pisano durante il Trecento. Le riflessioni sull’ambiente sociale e politico di Pisa alla fine del Medioevo e sull’equilbrio tra le più antiche istituzioni comunali e le nuove forme di potere hanno consentito di ricostruire il sistema di comunicazione politica attuato dal ceto eminente attraverso l’impiego delle immagini. Ne è emerso un quadro cittadino dinamico e propulsivo, i cui indirizzi espressivi furono orientati dalla profonda cultura civica di popolo che, da secoli, animava la città.
Cecilia Iannella lavora presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, dove insegna Storia medievale. I principali intressi di ricerca riguardano la storia della cultura tardo medievale in rapporto alla politica e alla società e, più in generale, lo studio di fonti narrative e iconografiche di ambito pisano.

mercoledì 20 giugno 2018

Petra Rubea

Petra Rubea
di Pio Bianchini
pp. 322, € 19,00
WLM Edizioni, 2018
ISBN: 9788897382256

Il Montefeltro e la Romagna, nel XIII secolo, sono teatro di innumerevoli battaglie tra guelfi e ghibellini. Ponendosi alla testa delle due fazioni in lotta, secondo le convenienze del momento, per prestigio e tornaconto, le nobili casate dei Montefeltro e dei Malatesti rivaleggiavano fra loro. Nel 1285, il conte Guido di Montefeltro, capo del partito ghibellino, signore di Urbino e capitano del popolo a Forlì e Faenza, è costretto ad arrendersi all’esercito guelfo e, dopo avere consegnato due figli in ostaggio a Papa Onorio IV, viene confinato a Chioggia. Nell’estate del 1289, il conte Corrado di Pietrarubbia, appartenente a un ramo cadetto dei Montefeltro, occupa Urbino, cacciando dalla città i guelfi alleati dei Malatesti e richiamando in patria gli esuli ghibellini. Questo avvincente romanzo, ambientato con grande fedeltà storica, riporta alcune vicende documentate, come l’imboscata di Cesena, dove gli uomini di Corrado di Pietrarubbia attentano alla vita di Malatesta da Verucchio, futuro signore di Rimini, e il trattato d’alleanza di Montescudo, che Taddeo di Pietrarubbia stipula successivamente con l’acerrimo nemico. È in questo contesto storico che Pio Bianchini inserisce il suo racconto delle genti di Petra Rubea, nome latino di Pietrarubbia. L’antico e cadente maniero di Monte San Lorenzo è retto da Bonzio, fido vassallo dei fratelli Corrado e Taddeo. Alvisio e Fraudolente, loschi figuri al soldo del conte Corrado, imperversano, sia in pace sia in guerra, commettendo atroci efferatezze e provocando radicali cambiamenti ai delicati e instabili equilibri tra le diverse fazioni politiche...
Pio Bianchini nasce a Bologna nel 1957. Dopo il liceo classico, lascia l’università a pochi esami dalla laurea in Giurisprudenza e diventa imprenditore nel settore immobiliare. Romagnolo e grande appassionato di trekking e mountain bike, studia la storia dei luoghi che visita e la genealogia delle famiglie che li hanno abitati. Scopre così vicende antiche, avvincenti e dimenticate. Ha pubblicato nel 2012 La leggenda di Ca’ Battaglia, che ha partecipato ai premi letterari Città di Cattolica e Montefiore, dove ha ricevuto una Menzione di Merito e un Premio.

martedì 19 giugno 2018

Il Decamerone secondo la nostra lingua

Il Decamerone secondo la nostra lingua
di Pasquale Buonomo
pp. 738, € 28,50
Gruppo Albatros il Filo, 2018
EAN: 9788856791037
 
Dieci novelle ogni giorno, per dieci giornate. L’opera più grande di Giovanni Boccaccio, conosciuta in tutto il mondo, e studiata ancora oggi nei licei italiani e nelle università, fu composta intorno alla metà del 1300 e rappresenta senza dubbio la capostipite della letteratura in prosa in volgare italiano. Pasquale Buonomo, fine conoscitore del testo e dei suoi molteplici risvolti, ha rivisitato con una traduzione secondo una lingua più moderna l’intero Decamerone, senza mancare di rispetto alla tradizione. Un’opera costituita da cento novelle, più o meno brevi, che è un piacere leggere, sia per la diversità dei temi, che mostrano atteggiamenti e costumi umani universali, sia per la lingua e lo stile, sempre raffinato e ironico
Pasquale Buonomo è nato nel 1945 ad Alvignano, un comune nella provincia di Caserta. Si è laureato in materie letterarie presso l’Università di Salerno nel luglio 1970. Nel 1972 si è trasferito a Bergamo dove tuttora risiede. È stato prima docente di materie letterarie nelle scuole medie, poi preside incaricato presso la scuola media di Urgnano nella provincia di Bergamo, in seguito preside di ruolo nella scuola media statale di Alzano Lombardo. Dall’anno scolastico 2000 al 2006, anno del pensionamento, è stato dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Guglielmo D’Alzano” di Alzano Lombardo. Durante la sua carriera scolastica ha ricoperto ripetutamente l’incarico di presidente di commissione nei concorsi a cattedra. Ha svolto anche attività di critico d’arte sulle pagine di “La nostra domenica”, settimanale del giornale “L’eco di Bergamo”.