giovedì 4 aprile 2024

Filosofie medievali

Filosofie medievali
Dalla tarda antichità all'Umanesimo
di Giovanni Catapano
pp. 308; € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2024
ISBN: 9788829023912

Il Medioevo è l’epoca dell’espansione della filosofia al di là dei confini della grecità e della sua penetrazione in nuovi contesti culturali, linguistici e religiosi. È l’età aurea della riflessione monoteistica, dei commentari e delle dispute. Il libro inquadra in modo chiaro e aggiornato autori, opere e temi principali del pensiero filosofico sviluppatosi in area mediterranea, mediorientale ed europea nei secoli IV-XV, dal platonismo latino tardoantico sino all’Umanesimo italiano. Se da un lato il teismo e il legame con testi autorevoli del passato sono elementi che accomunano i pensatori di questi secoli, dall’altro lato operano nel Medioevo fattori che introducono profonde differenze nella maniera di concepire e praticare la filosofia, primo fra tutti l’università, un’istituzione che sorge nel mondo latino tra il XII e il XIII secolo. I sei capitoli in cui si articola il volume sono divisi in due parti: i primi tre riguardano le filosofie preuniversitarie dalla tarda antichità in avanti, includendo quelle di bizantini, arabi ed ebrei; i restanti tre, invece, concernono le filosofie medievali in epoca universitaria, dai primi maestri di Parigi e Oxford agli aristotelici padovani, senza tralasciare il pensiero di mistiche, laici e umanisti.
Giovanni Catapano è professore ordinario di Storia della filosofia medievale all’Università degli Studi di Padova e condirettore di “Medioevo. Rivista di storia della filosofia medievale”. È autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche.

mercoledì 3 aprile 2024

L'invenzione dell'Occidente

L'invenzione dell'Occidente
di Alessandro Vanoli
pp. 272; € 20,00
Laterza, 2024
ISBN: 9788858151358

Nel 1494, solo due anni dopo la ‘scoperta dell’America’, a Tordesillas, una piccola località della Castiglia, veniva firmato un trattato tra Spagna e Portogallo che divideva il mondo in due e inventava l’Occidente come spazio, comunità e cultura. Mai nessuno si sarebbe potuto aspettare che una semplice firma avesse conseguenze così gigantesche e durature.

Questa è la storia di come, tra medioevo ed età moderna, le società europee (all’inizio spagnoli e portoghesi in testa) spinsero le proprie ambizioni sempre più verso l’oceano e così facendo trasformarono l’idea che esse avevano dell’Ovest: quella che era una direzione divenne poco alla volta uno spazio pensabile. È perciò una storia di grandi navigatori e di dibattiti violenti tra geografi, una storia di sfide e di esplorazioni che solcarono l’ignoto. Ma è anche la storia dei dibattiti culturali che ne seguirono e che inventarono e definirono quell’Occidente che prima mancava dalle mappe. E il punto di arrivo di questa storia siamo noi.
In un momento in cui tutto questo appare ormai largamente messo in discussione, forse vale la pena riprendere il discorso da capo e chiedersi come si sia giunti alla nostra idea di Occidente. Come una direzione geografica ha fatto nascere e maturare un’idea di appartenenza. Quel che non possiamo fare è darlo per scontato. Pensare che noi si sia davvero da sempre così, che la nostra storia, la nostra cultura e la nostra civilizzazione corrispondano da sempre a quello spazio indistinto con i piedi in Europa e la testa nell’Atlantico: quell’Occidente che in questo secolo faticoso appare sempre più difficile da stringere nelle nostre idee e nelle nostre mappe.
Alessandro Vanoli, storico, scrittore e divulgatore, è esperto di storia mediterranea. Ha insegnato all’Università di Bologna e per un breve periodo all’Università Statale di Milano, occupandosi di storia del Mediterraneo e della presenza islamica in Spagna e Sicilia. Da anni si occupa anche di comunicazione e divulgazione con progetti teatrali e attività didattiche legate alla conoscenza del mondo islamico e alla promozione della storia. Collabora con la RAI e con il “Corriere della Sera”. Per Laterza è autore di Storia del Mediterraneo in 20 oggetti (con Amedeo Feniello, 2018) e Storia del mare (2022).

martedì 2 aprile 2024

Firenze prima di Firenze

Firenze prima di Firenze
Miti e fondazioni della città sull’Arno
di Lorenzo Tanzini
pp. 196; € 19,00
Salerno Editrice, 2024
ISBN: 9788869738326

La storia di Firenze ­ fino al XII secolo, cioè prima della sua spettacolare ­ fioritura bassomedievale, è una vicenda con molti vuoti, per la mancanza di fonti e per la scomparsa di molte testimonianze monumentali su quella Florentia che pure fu una città romana di un certo rilievo. Quei vuoti della memoria dei secoli lontani furono però riempiti tra Due e Quattrocento da una straordinaria stagione di ricostruzioni leggendarie, che raccontarono la storia della fondazione della città componendo suggestioni antiquarie con ambizioni politiche e di immagine. Il volume studia quelle mitiche “fondazioni”, affiancandole alla ricostruzione storico-archeologica della Firenze antica e altomedievale: una chiave di lettura per comprendere, in controluce, ciò che Firenze fu nei secoli più lontani e meno noti, e soprattutto una via preziosa per capire ciò che volle essere, costruendo – in una memoria a volte reinterpretata e spesso inventata – i lineamenti della propria identità.
Lorenzo Tanzini insegna Storia medievale presso l’Università di Cagliari. Al centro dei suoi studi sono la politica, il diritto e la cultura dell’Italia nel tardo Medioevo. Tra i suoi volumi si ricordano almeno A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma 2014); Una Chiesa a giudizio. I tribunali vescovili nella Toscana del Trecento (Roma 2020).

lunedì 1 aprile 2024

Ser Lando di Fortino dalla Cicogna

Ser Lando di Fortino dalla Cicogna
Notariato e ascesa sociale a Firenze nel tardo Medioevo
di Francesco Borghero
pp. XXII-336; € 45,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Olschki, 2024
ISBN: 9788822269225

Partendo da fonti documentarie inedite e inserendosi nel filone storiografico inerente ai canali di mobilità sociale connessi alla ‘congiuntura’ del Trecento, il volume indaga la carriera professionale e l’ascesa sociale di ser Lando di Fortino dalla Cicogna (1345-1376), notaio altovaldarnese attivo, all’indomani della Peste Nera, per i maggiori enti ecclesiastici e religiosi della Toscana fiorentina. Inurbatosi a Firenze, egli divenne, da rappresentante della ‘borghesia di castello’, l’eponimo capostipite dei Fortini, ‘gente nuova’ che, fra Tre e Quattrocento, avrebbe vantato illustri esponenti dell’élite professionale, imprenditoriale e culturale fiorentina.
Francesco Borghero (Cagliari, 1992), dottore di ricerca in Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Firenze e in seguito borsista e assegnista di ricerca presso il medesimo ateneo e l’Università degli Studi di Siena, si occupa di storia socio-economica e istituzionale del tardo Medioevo italiano, con una focalizzazione sul notariato, sulle istituzioni ecclesiastiche e religiose della Toscana e sulle realtà istituzionali e sociali della Sardegna.

domenica 31 marzo 2024

Caterina de' Medici

Caterina de' Medici
Da Firenze alla Francia
di Claudia Tripodi
pp. 304; € 18,00
Diarkos, 2024
EAN: 9788836162963

Caterina de’ Medici è una tra le figure femminili più note della storia. Figlia di Lorenzo de’ Medici duca d’Urbino, fu la prima italiana a sedere sul trono di Francia. Il libro ripercorre le tappe principali della sua esistenza, a partire da prima della sua nascita: dalle origini fiorentine all’infanzia trascorsa tra Firenze e Roma, fino alla lunga e definitiva fase francese. Trapiantata oltralpe giovanissima, Caterina si trovò immessa a forza in un contesto profondamente diverso da quello della sua città di origine, che fin da subito la percepì come un’estranea e come tale a lungo la considerò. Chiamata, per circostanze inattese, a regnare prima come consorte poi come reggente in nome dei figli minorenni, Caterina fronteggiò per decenni un tragico conflitto religioso sul suolo nazionale. Nell’assicurare alla Francia una duratura continuità di governo, la sua crescita personale e la sua politica di mediazioni e risoluzioni andarono di pari passo con l’emergere di quel personaggio oscuro e volitivo che spesso si sovrappose alla persona, e che finì per determinare, almeno storiograficamente, la fortuna di entrambi.

Claudia Tripodi (Firenze, 1972) è ricercatrice di Storia medievale e diplomata in Archivistica, paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Firenze. Tra le sue pubblicazioni, Gli Spini tra XIV e XV secolo. Il declino di un antico casato fiorentino (2013) e la curatela di Vespucci, Firenze e le Americhe (con G. Pinto e L. Rombai, 2014). Per Diarkos ha pubblicato I Medici. Ascesa e potere di una grande dinastia (2020).

sabato 30 marzo 2024

La Flagellazione di Piero della Francesca

La Flagellazione di Piero della Francesca
Il significato manifesto
di Alessandra Gianni
pp. 100; € 21,00
Firenze University Press, 2024
EAN: 9791221502053

Da oltre tre secoli la Flagellazione di Piero della Francesca suscita un grandissimo interesse da parte di eruditi e studiosi di tutto il mondo che hanno costruito impianti dimostrativi complessi, allo scopo di svelarne il reale significato e di individuare accadimenti storici cui ancorarne la cronologia. In queste pagine si è cercato di inserire il dipinto all’interno della secolare tradizione iconografica, ancora riferimento cogente per Piero e per i suoi committenti, che può chiarirne il significato. Accantonate così le allusioni a complotti e ad eventi lieti e funesti dei duchi di Montefeltro o alla caduta di Costantinopoli – con conseguente chiamata alla crociata antiturca – sarà possibile tornare a gustare il dipinto nella sua assoluta perfezione formale.
Alessandra Gianni è docente di Storia dell’arte medievale e di Iconografia e Iconologia presso l’Università di Siena. Ha pubblicato numerosi saggi sulla funzione e il significato delle commissioni artistiche in epoca medievale e rinascimentale in relazione all’esercizio del culto.

venerdì 29 marzo 2024

Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica

Dalla ceramica alla storia economica. Il caso di Palermo islamica
di Viva Sacco
pp. 560
École française de Rome, 2024
EAN: 978-2-7283-1802-5
 
Negli ultimi anni lo studio della Sicilia islamica, per lungo tempo affidato esclusivamente all’analisi delle fonti scritte, ha beneficiato di numerosi nuovi risultati archeologici, i quali hanno permesso di accedere a nuovi tipi di informazioni utili a gettare luce su alcuni aspetti della storia sociale ed economica dell’isola. Allo stesso tempo si è reso necessario distinguere la cultura materiale tipica dell’età islamica da quella della successiva epoca normanna, a lungo considerate un tutt’uno. Questo nuovo approccio allo studio della Sicilia islamica ha portato a far emergere in maniera sempre più evidente il ruolo chiave che Palermo ebbe nelle dinamiche politiche, economiche e sociali del Mediterraneo centrale.

Il presente lavoro si inserisce in questa nuova fase degli studi e si concentra sulla capitale siciliana, osservata attraverso il filtro delle sue produzioni fittili destinate sia al mercato locale sia al più ampio mercato mediterraneo, oltre che delle importazioni ceramiche. Per la prima volta vengono messi a sistema oltre 40.000 frammenti provenienti da contesti archeologici di diversi siti palermitani ed extra-urbani al fine di proporre un utile strumento di lavoro per lo studio dei depositi stratigrafici. Allo stesso tempo questo lavoro classificatorio permette anche e soprattutto di mostrare il contributo che la fonte archeologica, ed in particolare la ceramica, può offrire nella ricostruzione della storia economica di un periodo e di un’area geografica che per lungo tempo è stato considerato avvolto nell’oscurità.
Viva Sacco è Dottore in archeologia e storia dell’arte islamica presso l’Université Paris-Sorbonne e l’Università di Messina, ancienne membre de l’École française de Rome, è una archeologa e ceramologa specialista nello studio delle produzioni ceramiche circolanti in Sicilia e Ifrı-qiya tra IX e XII secolo.

giovedì 28 marzo 2024

Il Maestro di San Francesco e lo stil novo del Duecento umbro

Il Maestro di San Francesco e lo stil novo del Duecento umbro
a cura di Andrea De Marchi, Veruska Picchiarelli, Emanuele Zappasoldi
pp. 416; € 39,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Silvana Editoriale, 2024
ISBN: 9788836657247

Il Maestro di San Francesco fu uno dei più grandi pittori del Duecento italiano, dopo Giunta Pisano e prima di Cimabue, nonostante il suo nome non sia noto. Nella seconda metà del XIII secolo il misterioso artista dominò un’Umbria scossa dalla novità del movimento francescano, aperta agli influssi nordici e agli scambi col regno crociato di Gerusalemme. Lavorò alle vetrate della basilica superiore di San Francesco a lato di maestri tedeschi e francesi, prima di decorare da capo a fondo l’intera chiesa inferiore, come un reliquiario foderato di smalti, con il primo ciclo pittorico in cui le storie di Francesco fossero narrate in parallelo con quelle di Cristo. È nelle sue tavole e nella miniatura umbra di quegli stessi anni che si fa strada un sentimento più tenero e a tratti struggente, che lascia presagire le riscoperte più organiche del mondo degli affetti e della naturalezza proprie di Cimabue e di Giotto.
Andrea De Marchi, piemontese nato a Biella nel 1962, è professore ordinario di Storia dell'arte medioevale all'Università di Firenze, dopo essere stato ispettore in Soprintendenza a Pisa (1994-1995), ricercatore all'Università di Lecce (1995-2000) e professore all'Università di Udine (2000-2006).
Veruska Picchiarelli è Storica dell'Arte, curatrice delle collezioni di arte medievale e della prima età moderna della Galleria Nazionale dell'Umbria, ha conseguito la laurea in Conservazione dei Beni Culturali all'Università di Siena, la specializzazione e il dottorato in Storia delle Arti Visive all'Università di Pisa.

mercoledì 27 marzo 2024

Medioevo immaginato

Medioevo immaginato
di Alessio Innocenti
pp. 224; € 29,00
Rizzoli, 2024
ISBN: 9788891839824

Maghi e cavalieri, mostri e scheletri, castelli e cattedrali, fate e principesse, religione e superstizioni. Un viaggio attraverso luoghi, opere d'arte e immagini di un'epoca storica che spesso assume i contorni di una fiaba.

Attraverso i secoli, il Medioevo non smette di affascinarci e di essere fonte di ispirazione costante per arte, letteratura, cinema e serie tv: epoca buia e decadente o mondo fantastico popolato da draghi, personaggi fiabeschi e misteri appassionanti. Tutti questi diversi modi di "ripensare" l'età medievale hanno influenzato, e influenzano tuttora, l'idea che abbiamo di questo periodo storico. In un suo articolo Umberto Eco identificava dieci modi di sognare l'età medievale, introducendo una nuova dimensione per un'epoca che smette di essere solo storica e può assumere i contorni della fiaba, del tempo indeterminato, del "C'era una volta". Nei capitoli di questo libro ci avviciniamo a questi "Medioevi" partendo da suggestioni visive del nostro immaginario collettivo: foto, opere d'arte, architetture, scene di film. 
Alessio Innocenti si è laureato in Archeologia medievale presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Sui suoi canali social, in particolare Instagram e TikTok, si è rivolto negli ultimi anni all'attività di divulgazione culturale, legata principalmente all'arte, alla storia e all'archeologia del Medioevo, a cui è dedicata la sua rubrica #unminutodimedioevo.

martedì 26 marzo 2024

Da Placentia a Placencia

Da Placentia a Placencia
Trasformazione della morfologia urbana di Piacenza dall’età tardoantica all’alto Medioevo
di Mattia Francesco Antonio Cantatore
pp. 326; € 61,00
All'Insegna del Giglio, 2023
ISBN: 9788892852471

La città di Piacenza è una delle sedi urbane più importanti per l’alto Medioevo dell’Italia settentrionale. Dopo una florida stagione di studi tra gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, è stata oggetto di riflessioni e analisi soprattutto legate al cospicuo corpus documentario, che con il dato archeologico hanno faticato spesso a trovare un concreto punto di incontro. Questa ricerca parte dalla necessità di mettere in comunicazione i diversi tipi di fonti e tentare di proporre una lettura articolata sulla città, nelle trasformazioni avvenute tra la tarda Antichità e l’alto Medioevo. La messa a sistema dei dati derivanti dalla schedatura degli scavi urbani e delle fonti scritte, qui sostanziati in due dettagliati cataloghi, ha permesso di restituire un quadro complessivo sull’evoluzione cittadina tra l’età romana e il X secolo. La recente edizione delle carte piacentine fino a tutto il IX secolo e il crescente numero di indagini archeologiche urbane hanno consentito di gettare, quindi, una nuova luce sul paesaggio urbano, sulla vita economica, sociale e culturale di Piacenza.

Mattia Francesco Antonio Cantatore (Ph.D.), archeologo medievista, è un libero professionista che collabora attualmente con gli insegnamenti di Archeologia Medievale e Metodologia della ricerca archeologica dell’Università di Verona. Oltre a dirigere le indagini archeologiche presso la Cattedrale di Piacenza (PC), ha partecipato a diversi progetti pluriennali con compiti di direzione tecnica del cantiere. Tra di essi si segnalano gli scavi presso il villaggio alpino di Piuro (SO), la pieve di Santa Maria in Castello di Toano (RE), la pieve di Santa Maria di Castellarano (RE), il castello di Canossa (RE) e le necropoli di Falaj A’ Souq e Yenpa nella regione di Al-Bātina in Oman.