lunedì 16 novembre 2015

Nostalgia del Paradiso. Il giardino medievale

Nostalgia del Paradiso
Il giardino medievale
di Franco Cardini e Massimo Miglio
pp. 224, € 16,00
Laterza, 2015
ISBN: 9788858121894

Un excursus storico sul passato lontano dei giardini che parte dai classici e spazia dall’età romana all’Oriente con le testimonianze più antiche del mondo egiziano e mesopotamico per soffermarsi poi sul Trecento occidentale, sull’Umanesimo e sui giardini rinascimentali. Dalle regole botaniche a quelle stilistiche, dagli allestimenti di fiori ed essenze, fioriere e fontane, sculture e labirinti, alle connessioni simboliche con le dimensioni dell’amore e della morte.
Il giardiniere medievale ripete il gesto creatore di Dio, conosce le norme sapienti che possono piegare la natura per ricreare, se non la realtà, quanto meno l’illusione dell’Eden perduto. Ma c’è anche altro: la magia delle erbe, dei fiori e delle radici che restituiscono la salute perduta, il sapore pieno di ortaggi e frutti per le mense di signori, monaci e contadini.
Franco Cardini è uno dei più importanti storici italiani, è professore emerito nell’Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS, Directeur de Recherches nell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e Fellow della Harvard University.
Massimo Miglio, già ordinario di Storia medievale dell’Università della Tuscia, è presidente dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo e socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei. Ha insegnato Storia medievale e Letteratura umanistica nelle Università di Salerno e Bari, Paleografia latina alla Scuola Vaticana di Paleografia e nella Scuola dell'Archivio di Stato di Roma. Tra le sue pubblicazioni: Scritture scrittori e storia. Città e corte a Roma nel Quattorcento (Roma 1993); Santa Maria in Gradi (Viterbo 1996); In viaggio per Roma (Bologna 1999); Pellegrinaggi a Roma (Roma 1999); Asterischi. Tracce di storia della Tuscia (Roma 2000).

domenica 15 novembre 2015

Il Marchesato di Saluzzo tra Gotico e Rinascimento

Il Marchesato di Saluzzo tra Gotico e Rinascimento
Architettura, città, committenti
di Silvia Beltramo
Viella, 2015
ISBN: 9788867284528

Il Quattrocento in Piemonte è un periodo di grande interesse per la storia dell’architettura; mentre si consolida il patrimonio dell’epoca medievale, legato a una tradizione acquisita di conoscenze tecniche e di maestranze, si aprono i nuovi temi del costruire “all’antica”. Il marchesato di Saluzzo costituisce uno dei principati maggiormente ricettivi, pronto ad accogliere sia la manodopera specializzata di costruttori e lapicidi aggiornati alle novità del Gotico internazionale, sia i protagonisti dell’arte rinascimentale provenienti dalla Lombardia e dalla Liguria. Il ruolo dei Saluzzo nel panorama artistico italiano attende di essere rivalutato anche nell’architettura e nella storia urbana, un ruolo rilevante che si può confrontare con il mecenatismo svolto dalle signorie del centro-nord della penisola (dagli Sforza agli Este, dai Gonzaga ai Montefeltro) e con i principi confinanti di Savoia e Monferrato. Lo studio ha intrecciato le testimonianze documentarie con la lettura dell’architettura e del tessuto urbano, considerandoli come fonte e documento storico. Precisi strumenti di lettura consentono ad un pubblico ampio di rileggere episodi significativi della cultura architettonica saluzzese, attraverso le sue principali componenti: il cantiere, la committenza e le maestranze. Gli studiosi trovano nel testo estesi ed inediti riferimenti documentari e iconografici, affiancati ad analisi attente del patrimonio storico e architettonico stratificatosi nel corso dei secoli.
Silvia Beltramo insegna Storia dell'Architettura Moderna al Politecnico di Torino.

sabato 14 novembre 2015

Mistral. L'invenzione dell'amore

Mistral - L'invenzione dell'amore
di Franco Ferrini
pp. 305, € 16,00
Runa Editrice, 2015
ISBN: 9788897674535
 
Castello di Lacoste, Provenza, 1200 d.C. Una nuova moda sembra diffondersi tra dame e cavalieri: si parla di “Amore-Passione”, di “Donna-Angelo”, “Amore Eterno” e filtri d’amore – come dire eresia, magia nera, paganesimo.
Jaquinot, che è davvero un simpatico animale - ex crociato, zotico e analfabeta, pertanto immune dalle mollezze e lusinghe della Provenza - non si tira certo indietro di fronte a una ricompensa in denaro, quando viene incaricato dal Vaticano di indagare su cosa sia veramente questa nuova invenzione: l’Amore-Passione alla provenzale, che sembra essere opera del Demonio.
Agendo sotto mentite spoglie - non senza collezionare una gaffe dietro l’altra - si mette a indagare tra antri oscuri, pozioni miracolose, intrighi, partite di caccia, giostre, monaci infidi, passaggi segreti, mariti gelosi, ancelle fedeli, leggiadre fanciulle, banchetti, balli, duelli, battaglie, e su tutto il Mistral, il vento impetuoso della Provenza che, al pari dell’Amore, giunge all’improvviso e per il quale non esistono difese, né riparo.
Un racconto boccaccesco, con il quale Franco Ferrini ci narra, con ironia, l’invenzione dell’Amore.

giovedì 12 novembre 2015

Quando guidavano le stelle

Quando guidavano le stelle
Viaggio sentimentale nel Mediterraneo
di Alessandro Vanoli
pp. 248, € 16,00
Il Mulino, 2015
ISBN: 978-88-15-25975-2 

«…troppo poco quello che gli storici sanno davvero degli uomini di cui scrivono, delle loro paure e dei loro sogni; troppo distanti le loro passioni, le loro voci. Proprio per questo è necessario issare le vele e, con gli occhi alle stelle, raccontare semplicemente un viaggio»
Sentimentale ma molto reale: in quattro navigazioni il viaggio si snoda dall’Egeo dei tempi di Ulisse alle coste romane di Ostia, da Costantinopoli all’Andalusia, da Ragusa a Cipro e infine da Alessandria d’Egitto a Ravenna. Di porto in porto, di tappa in tappa, ci ritroviamo in epoche diverse, nella Atene del V secolo a.C., a Cartagine alla vigilia della terza guerra punica, nella Valencia del Cid Campeador, nella Genova medievale, a Istanbul, e a Napoli all’inizio del Novecento. Ogni approdo racconterà un pezzo di storia del Mediterraneo, talvolta evocando il ricordo di grandi eventi, talvolta riscoprendo personaggi ormai dimenticati, ma sempre parlando anche di noi e di quel mare che non smette di suscitare speranze.
Alessandro Vanoli, storico medievista, è esperto di storia mediterranea. Per il Mulino ha scritto «La reconquista» (2009), «La Sicilia musulmana» (2012) e «Andare per l’Italia araba» (2014).

mercoledì 11 novembre 2015

A.D. 1243. L'ultimo assedio

A.D. 1243. L'ultimo assedio
di Marta Tempra e Furio Thot
pp. 512, € 23 (acquista online a € 18,40 nel sito dell'editore)
Edizioni Arpeggio Libero, 2015
ISBN: 8899355118

1237. Sono gli anni dei contrasti tra l’impero e i comuni sostenuti dal papato, lotte intestine che spaccheranno le città, dividendo i padri dai figli, i fratelli dai fratelli.
A Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma l’avversa fortuna della famiglia la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un nuovo ricco della città.
Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II e l’iniziale meraviglia si trasformerà in angoscia quando s’innamora perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all’uomo più crudele del suo tempo.
Alle loro storie si unisce quella di Guido, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si arrese all’impero.
Amori infelici, rocambolesche fughe e impetuose battaglie si intrecciano in un romanzo corale in cui le vicende di tutti finiranno per convergere proprio nella città di Viterbo, culminando nella battaglia in cui la valorosa cittadina fronteggerà l’immenso esercito imperiale.
Gli epici giorni dell’anno domini 1243, l’ultimo assedio di Viterbo.

lunedì 9 novembre 2015

Isolario arabo medioevale

Isolario arabo medievale
di Angelo Arioli
pp. 341, € 22,00 (acquista online con il 15% di sconto)
Adelphi, 2014
ISBN: 9788845930393

Come approdi momentanei di un itinerario inventato – dal Mar di Cina e dall'Oceano Indiano al tenebroso «Mare Abbracciante» in Estremo Occidente – sfilano isole mirabili, piccoli universi dagli ambigui confini, viste, immaginate e raccontate da autori musulmani di varia provenienza (dall'Iraq alla Persia, al Marocco, alla Spagna), mercanti e viaggiatori, ma anche sedentari compilatori di opere geografiche, in un arco di tempo che va dalla metà del IX al XV secolo. Isole che appaiono e scompaiono, isole abitate soltanto da donne, o da esseri che si fanno sentire ma non si fanno mai vedere, l'isola delle scimmie, del leggendario e vendicativo uccello Rukhkh, degli antropofagi, del rubino, dei granchi pietrificati, degli androgini. Infinite varianti di isole fantastiche, che evocano meraviglie: come Finzioni di Borges, o Le città invisibili di Calvino o il Libro dei mostri di Wilcock.
I testi pro­ven­gono dai rac­conti di viag­gia­tori medie­vali, da quelli di un non meglio iden­ti­fi­cato «mer­cante Sulay­man» del nono secolo fino a quelli di Ibn Al-Wardi, vis­suto nel quin­di­ce­simo, e come si può imma­gi­nare sono lungi dal rap­pre­sen­tare una fonte geo­gra­fica pre­cisa e affi­da­bile. Si sa, i mari­nai hanno fama di gran con­ta­frot­tole, pro­pensi a ingi­gan­tire ogni peri­colo affron­tato e a inven­tare det­ta­gli pit­to­re­schi per ogni loro avven­tura, dun­que il libro va letto più come un esem­pio di let­te­ra­tura fia­be­sca che come un docu­mento scien­ti­fico.
Angelo Arioli (Nettuno 1947), è professore ordinario di Lingua e Letteratura Araba presso la Facoltà FILESUSO, Sapienza Università di Roma e prima ancora, nel medesimo ateneo, presso la Facoltà di Studi Orientali di cui è stato fondatore, nonché membro sin dalla sua fondazione del Dipartimento di Studi Orientali, ora divenuto Dipartimento “Istituto Italiano di Studi Orientali – ISO”.

domenica 8 novembre 2015

Il fiero pasto

Il fiero pasto
Antropofagie medievali
di Angelica Aurota Montanari
pp. 256, € 22,00
Il Mulino, 2015
ISBN: 978-88-15-25858-8 

«andaro dove misser Jacomo era in prigione,e per forza rupero, e lui tutto el taglioro in pezi con grande scempio che mai di bestia si facesse, mangiaro le sue carni»
Cronaca senese del XIV secolo
Il libro propone un itinerario pieno di sorprese fra le pieghe del Medioevo europeo, portando in luce una corposa messe di casi che attestano come gli uomini a quell’epoca, in diverse circostanze e per diverse ragioni, si cibassero di carne umana: non solo in situazioni di emergenza come le carestie e i lunghi assedi, ma anche come atto di sfregio nei confronti del nemico o, per converso, come atto di venerazione e d’amore. Diffuso fu anche l’impiego di resti umani per confezionare preziosi e richiestissimi medicinali. Non è stupefacente allora che su queste realtà fiorisse un terrificante immaginario, di cui pure queste pagine ci raccontano, fatto di sette antropofaghe, mostri divoratori, cuori mangiati, bambini arrosto, macabri banchetti di streghe.
Angelica Aurora Montanari ha conseguito il dottorato all’Ecole des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Dopo aver collaborato con la UFF-Universidade Federal Fluminense di Niteroi (Brasile), attualmente lavora al Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna, sede di Ravenna.

sabato 7 novembre 2015

Alle soglie dell'ultimo giorno

Alle soglie dell'ultimo giorno
di Sergio Ruggiero
pp. 410, € 13,00
Mannarino, 2015
IBSN: 8896708575
 
ANNO DOMINI 870.  Eurone è uno studioso ateniese de’ La gerarchia celeste, un’opera attribuita a Dionigi l’Aeropagita che descrive l’ordinamento angelico. Il figlio muore per una malattia, e poiché egli ritiene si tratti di un angelo incarnato, sogna di doverlo seppellire in una grotta affinché vegli sul Verbo, prima dell’imminente fine dei tempi. Ma la grotta è a Cosentia, nell’Italia meridionale, dove i Goti nel 410, all’indomani del sacco di Roma, avevano seppellito il tesoro del Tempio di Salomone in Gerusalemme. Eurone fa imbalsamare il corpo del bambino per poterlo trasportare, e con un viaggio avventuroso approda ad Amantia, un emirato Saraceno non distante da Cosentia, in mano allo spietato As-Simsin.
Nella sua corsa contro il tempo, il greco conosce persone il cui destino si lega fatalmente agli imprevedibili sviluppi della sua “missione sacra”: Ibrahim, un giovane carrettiere, Tilesia, una ragazza della Sila, il faqih Arslan, raffinato studioso con un trascorso mistico di “ricercatore di angeli”, e l’arcidiacono Pancrazio, custode dei “segreti dell’Episcopio” e ultimo dei “buoni scrittori”.
Intanto, un’armata imperiale, condotta dal conte Ottone di Bergamum e dal suo luogotenente Falco di Brexia, giunge nel Bruttium per combattere i Saraceni di Amantia. La guerra rappresenta per Eurone l’inizio della catastrofe finale: non c’è più tempo, occorre trovare la grotta. La ricerca, sulla quale incombe l’ombra di una perfida macchinazione, s’intreccia con l’amore disperato tra Tilesia e Ibrahim e con il dramma della “battaglia decisiva contro l’Anticristo”.
Sullo sfondo di un’epoca segnata dal primato dei Franchi, dalla decadenza longobarda e della crudeltà dei Saraceni, l’invenzione narrativa si innesta sulle fonti storiche per raccontare un mondo misterioso, tremendo, affascinante, dove tutto si basava sulla spietata legge della guerra e il pensiero più elevato ruotava intorno all’ansia di conquista dell’Eternità.

giovedì 5 novembre 2015

I Franchi

I Franchi
di Bernhard Jussen
pp. 168, € 14,00
Il Mulino, 2015
ISBN: 78-88-15-25709-3 

Popolazione barbarica fortemente influenzata dalla cultura romana, i franchi si stabilirono nella zona fra l’odierno Belgio e la Francia settentrionale durante il tardo impero romano. Sotto la guida dei re merovingi imposero il loro dominio su una vasta area che comprendeva l’odierna Francia e la parte occidentale della Germania. Con l’avvento della dinastia carolingia, soprattutto con Carlo Magno, diedero vita al più vasto organismo politico dell’Europa medievale, che si estendeva dai Pirenei alla Sassonia, dall’Italia centro-settentrionale alle coste del mare del Nord.
Bernhard Jussen insegna Storia medievale nella Goethe-Universität di Francoforte. Fra i suoi studi: «Spiritual Kinshipas Social Practice. Godparenthood and Adoption in the Early Middle Ages» (2000) e «DerNamederWitwe. ErkundungenzurSemantikdermittelalterlichenBußkultur» (2000).

martedì 3 novembre 2015

Carlo Magno. Il barbaro santo

Carlo Magno
Il barbaro santo
di Stefan Weinfurter
pp. 360, € 25,00
Il Mulino, 2015
ISBN: 360, 978-88-15-25977-6

Il padre dell’Europa? Un barbaro scaltro e brutale? Un santo, paladino della Chiesa? Un imperatore dissoluto e malvagio?
Carlo Magno è una delle figure che più hanno segnato la storia europea. Grazie a lui una vasta parte dell’Europa, frammentata dopo il crollo di Roma, si trovò nuovamente riunita in un unico impero. Carlo sottomise e cristianizzò i sassoni, sconfisse i longobardi, assemblò le diverse tribù germaniche. Fu un combattente per la fede in difesa del cristianesimo e della Chiesa, e il papa lo ripagò incoronandolo imperatore. Assetato di sapere, fu un accanito sostenitore della cultura: nella sua Aquisgrana, dove amava dedicarsi ai piaceri termali, raccolse attorno a sé e alla sua corte i più importanti poeti e pensatori del tempo. Alle molte e anche contraddittorie facce di Carlo Magno è dedicato questo avvincente racconto biografico.
Stefan Weinfurter insegna Storia medievale nell’Università di Heidelberg. Con il Mulino ha pubblicato anche «Canossa. Il disincanto del mondo» (2014).