sabato 18 luglio 2020

Goffredo di Buglione

Goffredo di Buglione
di Sergio Ferdinandi
pp. 200, € 15,00
Graphe Edizioni, 2020
ISBN: 9788893720984

Goffredo di Buglione (1060 circa-1100), Duca di Bassa Lotaringia, è il protagonista assoluto della Prima crociata (1096-1099), straordinaria epopea che oltre a restituire alla cristianità il venerato Sepolcro di Cristo dopo secoli di dominazione musulmana, ha, per le conseguenze che ne sono derivate, fortemente contribuito alla definizione dell’identità Europea.
Discendente di Carlo Magno, figlio di illustri personaggi del tempo quali Eustachio II di Boulogne, protagonista nella battaglia di Hastings, e Ida di Lorena, era nipote di Matilde di Canossa. La ricca produzione cronachistica, le chansons de geste e la storiografia ci restituiscono il ritratto di un uomo di raro spessore umano, pietà religiosa, valore e perizia militare. Eletto dai suoi compagni d’armi, primo sovrano latino di Gerusalemme, adotta anche il titolo di Advocatus Sancti Sepulchri.
La storia di questo grande feudale, complice la propaganda della Chiesa romana che lo ha rappresentato quale modello di perfezione della cavalleria cristiana, ha rapidamente alimentato un processo di mitizzazione. Prematuramente scomparso, prima di entrare nella leggenda Goffredo getta le fondamenta territoriali e istituzionali di un Regno che con alterne vicende sarebbe durato fino al 1291 con la conquista musulmana di San Giovanni d’Acri, ultima postazione crociata in Palestina.
Sergio Ferdinandi (Sedan 1963), archeologo e storico medievista, dirigente generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha ricoperto diversi incarichi governativi.
Componente del Consiglio Superiore per i beni e le attività culturali e paesaggistici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, esperto della Commissione nazionale italiana UNESCO per le crociate e Bisanzio, è membro di diversi istituti di ricerca storica e archeologica internazionali fra i quali l’ISMEO-Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l’Oriente e la Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (SAIC).
Docente e relatore in convegni nazionali e internazionali, è autore di numerosi saggi e contributi scientifici in particolare sull’Oriente Crociato; tra i lavori più recenti il volume La Contea Franca di Edessa. Fondazione e profilo storico del primo principato crociato nel Levante (1098-1150), edito dalla Pontificia Università Antonianum.

venerdì 17 luglio 2020

Libertà e giustizia nel pensiero di Tommaso D'Aquino.

Libertà e giustizia nel pensiero di Tommaso D'Aquino
Un modello di umanesimo cristiano
di Gianfranco Maglio
pp., € 23,00
CEDAM, 2020
ISBN: 9788813373054
 
Nel dialogo con il pensiero della tradizione, oggi più che mai essenziale in un tempo che soffre la perdita di significati forti e punti di riferimento, ripensare l’opera di Tommaso d’Aquino costituisce un fecondo percorso di apertura umana e intellettuale, nel segno di un rinnovato umanesimo. Condividendo tale premessa il saggio si occupa di due valori centrali del pensiero etico-giuridico tommasiano, anche nelle loro necessarie conseguenze politiche, la libertà e la giustizia, visti nel loro ineliminabile rapporto e quali condizioni per la vita buona e il perfezionamento dell’uomo. Tommaso ha spiegato molto bene come non possa esistere vera libertà senza giustizia e come quest’ultima necessiti della prima: ne esce una visione fiduciosa nelle possibilità che si offrono all’uomo stesso, pur nella constatazione dei suoi limiti ontologici, in pratica un efficace modello di umanesimo cristiano in grado di promuovere la persona umana nelle varie dimensioni della sua esistenza, vista certamente nella sua storicità e contingenza ma allo stesso tempo riconoscendone la specifica dignità e il destino eterno.
Gianfranco Maglio dall'anno accademico 2018/2019 docente stabile straordinario presso l'ISSR Giovanni Paolo I - Facoltà Teologica del Triveneto (cattedra di Filosofia) con gli insegnamenti di Filosofia morale (triennio); Filosofia del diritto, Filosofia dei diritti umani e Filosofia politica (biennio specialistico).

giovedì 16 luglio 2020

Federico. L'avventura di un re

Federico. L'avventura di un re
do Marzio Bartoloni
pp. 224, € 15,00
Edizioni San Paolo, 2020
ISBN: 9788892221482

Fra i vicoli della Palermo me dievale Federico vagabonda libero. È solo un ragazzo ed è il legittimo re di Sicilia. Ma in molti, approfittando della sua giovane età, vorrebbero impadronirsi della corona e tramano per mettere fine alla lunga e pacifica convivenza tra la popolazione araba e quella cristiana. Inseguito da pericolosi sicari, Federico fugge dalla città aiutato dagli amici Fatima, Mounsif e dal giovane cavaliere Ermanno, per mettersi sulle tracce di un misterioso tesoro custodito nell’Isola del Vento, il solo che potrà garantire la pace e la vittoria su tutti i suoi nemici.
Monaci guerrieri e fanatici assassini, antichi scienziati e astuti marinai combattono e si inseguono sullo sfondo del Mar Mediterraneo.
Marzio Bartoloni è nato a Roma dove vive con la moglie Caterina con cui condivide la passione dei viaggi e la meravigliosa fatica di crescere e far scoprire le bellezze del mondo ai quattro figli: Pietro, Daria, Giulio e Vita. Giornalista da vent’anni, lavora nella redazione romana de il Sole 24 ore. Appassionato lettore di libri di storia, coltiva da sempre un grande interesse per la figura di Federico II di Svevia.

mercoledì 15 luglio 2020

Rime e libri delle rime di Dante tra Medioevo e primo Rinascimento

Rime e libri delle rime di Dante tra Medioevo e primo Rinascimento
di Laura Banella
pp. XX-220, € 28,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2020
ISB: 9788893594233

Il volume affronta la ricezione di Dante e la contestuale istituzionalizzazione, o meglio canonizzazione, della sua figura di autore volgare attraverso lo studio della circolazione e ricezione della sua produzione lirica per come è stata copiata nelle miscellanee e antologie manoscritte, e poi pubblicata nelle prime edizioni a stampa, anche alla luce delle divergenti interpretazioni che il ‘Dante rimatore’ ha originato tra Medioevo ed età contemporanea. I tre capitoli si concentrano su tre ‘casi di studio’, ossia su una singola poesia e i suoi libri, sui libri legati a un poeta, e a una città. Si parte da un testo peculiare, la cui prima tradizione e la successiva storia editoriale definiscono un quadro sfaccettato della ricezione del Dante lirico, ossia la canzone trilingue – francese, latino e italiano – Aï faus ris, la cui interpretazione e la prima ricezione sono argomento del primo capitolo. Il secondo capitolo si concentra invece sull’antologia di poesia appartenuta a un poeta minore, il cantor fiorentino Andrea Stefani, la cui esperienza illumina la trasmissione e ricezione del Dante lirico al passaggio tra XIV e XV secolo. Infine, il terzo capitolo affronta i volumi delle liriche di Dante presenti in Veneto, e in particolare a Padova, tra l’inizio del Tre e la metà del Quattrocento: la circolazione delle rime in contenitori testuali assai diversi genera un cortocircuito critico di fondamentale importanza per comprendere la cultura della seconda metà del Trecento, nonché per approfondire come la dialettica Dante-Petrarca si configuri assai precocemente.
Laura Banella dopo essersi laureata all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, ha conseguito un dottorato in Letteratura Italiana presso l’Università di Padova (2014) e un PhD in Romance Studies presso la Duke University (2018). I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla letteratura Italiana medievale e rinascimentale, la filologia, e la filologia materiale, con una particolare attenzione per Dante e la trasmissione delle sue opere. Il suo primo libro, La ‘Vita Nuova’ del Boccaccio. Fortuna e Tradizione, è stato pubblicato nel 2017 (Roma-Padova). Ha pubblicato articoli su diverse riviste del settore, quali Studi sul Boccaccio, Giornale storico della letteratura italiana, Dante Studies.
Al momento, è Principal Investigator del progetto MaTeLDa - Materiality and Textuality: Editing and Rewriting the Lyric Dante in History (STARS 2017), presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari (DiSLL) dell’Università di Padova. MaTeLDa affronta la ricezione e la circolazione di Dante attraverso lo studio delle sue opere minori, in particolare della sua poesia lirica, e dei libri, manoscritti e a stampa, che la contengono.

martedì 14 luglio 2020

Storia di Hester e Vita di Tubia

Storia di Hester e Vita di Tubia
a cura di Luca Mazzoni 
pp. 336, € 38,00 (Acquista online con lo sconto del 5%)
Edizioni di Storia e Letteratura, 2020
ISBN: 9788893594035
 
Lucrezia Tornabuoni (1427-1482), madre di Lorenzo il Magnifico, è autrice di alcune laudi e di cinque poemetti che rielaborano soggetti biblici. Questa edizione commentata della Storia di Hester e della Vita di Tubia colloca i due poemetti in terzine nell’ambito della produzione di Lucrezia e individua le numerose affinità che essi presentano con le opere poetiche scritte nell’ambiente del Magnifico, principalmente quelle di Feo Belcari, dello stesso Lorenzo e di Angelo Poliziano, ma soprattutto di Luigi Pulci. I numerosi prestiti danteschi, petrarcheschi (e, in misura inferiore, boccacciani) e le formule che risalgono alla tradizione canterina e cavalleresca sono gli altri elementi che vanno a comporre la parole poetica di Lucrezia in queste opere. Il confronto con i due volgarizzamenti della Bibbia pubblicati nell’agosto e ottobre del 1471 fa emergere, inoltre, alcune evidenti somiglianze soprattutto con quest’ultima versione. L’edizione prende infine in esame anche grafia, lingua e prosodia dei poemetti per come appaiono nel manoscritto originale.
Luca Mazzoni collabora con le cattedre di Filologia italiana e Letteratura italiana dell’Università Cattolica di Milano. Oltre a svariati articoli, ha pubblicato i volumi Postille di Pio Rajna alle «Origini dell’epopea francese». Trascrizione e studio (2008), Dante a Verona nel Settecento. Studi su Giovanni Iacopo Dionisi (2012) e Fra Dante, Petrarca, Boccaccio e studi eruditi. Carteggio Giovanni Iacopo Dionisi – Bartolomeo Perazzini (1772-1800) (2015).

lunedì 13 luglio 2020

Il drago nel cuore

Il drago nel cuore
I visconti di Milano. Vol. 4
di Valeriana Maspero
pp. 292, € 14,90
Il Libraccio 2020
EAN: 9788885619166

Continua la saga dei Visconti, la famiglia che nel Trecento ha fatto grande Milano e condizionato la storia del nord Italia e non solo. Dopo le vicende del vescovo Ottone e di Matteo Magno (La dinastia del drago, I), quelle di Galeazzo I e di suo figlio Azzone (Sangue di drago, II) e quelle di Luchino e dell'arcivescovo Giovanni (Nella spira del drago, III), in questo quarto tomo l'intrigante entrelacement fra l'accurata ricostruzione storica e l'immaginazione letteraria restituiscono alla vita le vicende pubbliche e i casi privati dei tre successivi signori di Milano - nipoti di Matteo Magno, figli di Stefano- il folle e perverso Matteo II, Galeazzo II primo fondatore del nuovo duomo, e il sanguigno, chiacchieratissimo Bernabò, che forse non meritava la damnatio memoriae attuata dai contemporanei.
Valeriana Maspero è nata a Seregno (MI) nel 1947.
Ex docente, ha lavorato contemporaneamente nell’editoria scolastica e come pubblicista.
Laurea in Filosofia, Università Statale di Milano (tesi in Storia contemporanea, relatore Ludovico Geymonat, 1970).
Ha al suo attivo diverse pubblicazioni tra le quali:Storia della corona ferrea, Vittone, Monza, 2004; La Brianza  in Geostoria della civiltà lombarda, Mursia, Milano, 2013,; Ferdinando d’Asburgo in I giardini della villa reale, LibraccioEditore, 2017; Il ghibellino di Modoezia, LibraccioEditore, 2014; Memorie di una millenaria, Libraccio, 2016; La dinastia del drago, i Visconti di Milano, romanzo,Libraccio Editore, 2017; Sangue di drago, i Visconti di Milano II, Libraccio Editore, 2018; Nella spira del drago, i Visconti III, LibraccioEditore 2019; Il drago nel cuore, i Visconti IV, Libraccio Editore 2020.

domenica 12 luglio 2020

Dall’eremo al mito

Dall’eremo al mito
Studi su pietro del Morrone - Celestino V
di Alfonso Marini
pp. 252, € 14,00
Aracne Editrice, 2020
ISBN: 978-88-255-3283-8

Il volume raccoglie otto saggi su Pietro del Morrone, poi papa Celestino V, e sulle fonti storiche che permettono la sua conoscenza. L’introduzione presenta lo stato attuale degli studi sul tema ed un breve profilo biografico del monaco pontefice. I saggi sono stati scritti in un periodo che va dal 1987 al 2013, in gran parte in occasione di convegni che hanno riguardato la figura e le immagini di un papa la cui notorietà è inversamente proporzionale alla brevissima durata del suo pontificato.
Alfonso Marini è docente di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma. Le sue competenze didattiche abbracciano i vari aspetti di tutto il Medioevo per quanto riguarda gli insegnamenti di base del primo anno del Corso triennale; per i corsi avanzati o per quelli della Laurea magistrale si sofferma in particolare sugli aspetti della religione, della mentalità, delle credenze medievali. Ha svolto corsi sul francescanesimo, sulle eresie, sul papato, sulle crociate, sui concili, sul pellegrinaggio.

sabato 11 luglio 2020

I Longobardi

I Longobardi
di Elena Percivaldi
pp. 352, € 18,00
Diarkos, 2020
EAN: 9788836160136 
 
La vicenda del Longobardi, per quanto durò nel complesso “solo” due secoli (568-774),ebbe un impatto decisivo sulla storia italiana. La loro influenza fu duratura nelle istituzioni politiche, negli usi e nel diritto e il loro retaggio è ancora oggi percepibile nella lingua che parliamo, nonché nei monumenti – chiese, monasteri, edifici pubblici – che costruirono, la cui importanza è stata riconosciuta con l'inserimento, nel 2011, del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco. 
La loro fu una invasione improvvisa e violenta o, piuttosto, una migrazione progressiva? Si trattava davvero di una stirpe granitica e vicina alla “barbarie primitiva”, o un popolo che seppe adattarsi e trasformarsi “sul campo”?
Riuscendo nella difficile opera di sintesi tra eredità classica e nuovi apporti “barbarici”, i Longobardi risultarono decisivi come “ponte” tra Mediterraneo e nord Europa, facendosi nel contempo protagonisti dei vasti cambiamenti geopolitici che, agli albori del Medioevo, hanno costituito la base per la formazione della futura identità del Continente. Questo libro ripercorre, con un linguaggio semplice e accessibile, l'epopea longobarda alla luce delle più aggiornate acquisizioni del dibattito storiografico e dei più recenti ritrovamenti archeologici. 
Elena Percivaldi, milanese, è storica medievista e giornalista professionista. Collabora con alcune delle principali riviste di alta divulgazione del settore storico tra cui “Medioevo”, “Archeo” e “BBC History” ed è direttore del notiziario “Storie & Archeostorie”. All'attività di relatrice in incontri e conferenze in Italia e in Canton Ticino affianca la curatela
di mostre storico-archeologiche e di eventi sui Longobardi rivolti prevalentemente al vasto pubblico.  Membro di varie istituzioni e Comitati scientifici, è spesso ospite del prestigioso
Festival del Medioevo di Gubbio (Pg) e ha all'attivo una quindicina di libri, alcuni dei quali tradotti anche all'estero. Sito web: www.perceval-archeostoria.com.

venerdì 10 luglio 2020

L'elefante di Carlo Magno

L'elefante di Carlo Magno
Il desiderio di un imperatore
di Giuseppe Albertoni
pp. 184, € 16,00
Il Mulino, 2020
ISBN: 978-88-15-28744-1

Nell’anno 802 giungeva ad Aquisgrana per l’imperatore Carlo Magno un dono davvero fuori dal comune: un elefante, di nome Abul Abbas, che il califfo di Baghdad Harun al-Rashid aveva inviato a seguito della richiesta che lo stesso Carlo Magno gli aveva espressamente fatto qualche anno prima. Ma perché quell’inconsueto desiderio di Carlo? E che significato dare allo scambio di doni fra l’imperatore e il califfo? Quella dell’elefante di Carlo Magno può apparire la storia di una stramberia, l’avventura un po’ triste di un povero animale finito a morire nel freddo clima germanico, ma in realtà tutta la vicenda, se attentamente interrogata, svela molto dei rapporti diplomatici del tempo, della politica del dono, del significato politico che il possesso di un elefante, come attributo di regalità, poteva avere, e anche dell’immagine che allora l’Europa cristiana si faceva del mondo.
Giuseppe Albertoni insegna Storia medievale all’Università di Trento. Tra i suoi libri: «L’Italia carolingia» (Carocci, 1997), «Il feudalesimo in Italia» (con L. Provero, Carocci, 2003), «Vassalli, feudi, feudalesimo» (Carocci, 2015). Per il Mulino ha curato una «Introduzione alla storia medievale» (con T. Lazzari e S. Collavini, nuova ed. 2020).

giovedì 9 luglio 2020

Nella pietra e nel sangue

Nella pietra e nel sangue
di Gabriele Dadati
pp. 304, € 19,00
Baldini+Castoldi, 2020
ISBN: 9788893882258
Il mistero della morte di Pier delle Vigne che nemmeno Dante aveva saputo risolvere... Nella pietra e nel sangue è insieme romanzo storico e giallo letterario, in cui passato e presente si intrecciano fino al gran finale. Ma è anche una scanzonata storia d'amore dei nostri tempi.
Pisa, primavera 1249. Un uomo cammina per le strade della città condotto per mano da un ragazzino. È cieco. Quando capisce di essere di fronte alla chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, inizia a correre a testa bassa. Se la fracassa contro la facciata, sotto lo sguardo atterrito del suo accompagnatore. Muore così, in maniera atroce, Pier delle Vigne, che fino a poche settimane prima era l'uomo più potente della corte di Federico II. Ma l'imperatore ha scoperto il suo tradimento, l'ha spogliato di ogni ricchezza e l'ha condannato. Roma, oggi. Dario Arata, giovane dantista, si mette sulle tracce di quella vicenda. Perché Pier delle Vigne tradì il suo signore? E soprattutto: se una volta accecato fu lasciato libero, perché si uccise? Forse voleva scappare da qualcosa di ancora peggiore. Anche se è difficile immaginare cosa. Dario ci prova a partire dagli antichi commenti al XIII Canto dell'Inferno, dove Pier delle Vigne sconta la sua pena tra i suicidi. Inizia così un viaggio attraverso i secoli, con la sensazione che ci sia un segreto spaventoso da svelare. «Nella pietra e nel sangue» è insieme romanzo storico e giallo letterario, in cui passato e presente si intrecciano fino al gran finale. Ma è anche una scanzonata storia d'amore dei nostri tempi. Quella tra Dario e Lucia, che sanno starsi accanto di fronte agli orrori della storia.
Gabriele Dadati (Piacenza, 1982) ha pubblicato vari libri, tra cui Sorvegliato dai fantasmi (2008), finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai, e Piccolo testamento (2011), presentato al Premio Strega l’anno seguente. Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto «Scritture Giovani» del Festivaletteratura di Mantova.