sabato 18 settembre 2021

Donne medievali

Donne medievali
Sole, indomite, avventurose
di Chiara Frugoni
pp. 424, € 40,00
Il Mulino, 2021
ISBN: 978-88-15-29410-4 
 
«Ma d’ongni chosa mi darei pace, pure che fosi chognosciuto la metà di quello ch’io fo» Margherita Datini, lettera del 28 agosto 1398
Nella società medievale, guerriera e violenta, la presenza femminile rimane in ombra: le donne, per lo più analfabete e sottomesse, offese e abusate, a volte addirittura considerate specie a parte rispetto agli uomini, come gli animali, non hanno voce. A meno di non essere obbligate al monastero, dove possono vivere in modo più dignitoso, imparando a leggere e scrivere. Da dove viene tanta misoginia? Una volta affermatosi il celibato dei preti con Gregorio VII, ogni donna è una Eva tentatrice, non compagna dell’uomo ma incarnazione del peccato da cui fuggire. Eppure, da questa folla negletta emergono alcune personalità eccezionali, capaci di rompere le barriere di un destino rigidamente segnato. Illuminate dalla finezza decifratoria di Chiara Frugoni, oltre che da un bellissimo corredo di immagini, incontriamole: sono monache e regine come Radegonda di Poitiers, scrittrici geniali come Christine de Pizan, personaggi leggendari come la papessa Giovanna, figure potenti come Matilde di Canossa, donne comuni ma talentuose come Margherita Datini. Tutte hanno scontato con la solitudine il coraggio e la determinazione con cui hanno ricercato la piena realizzazione di sé. 
Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Tra i suoi numerosi libri segnaliamo, per il Mulino, «Vivere nel Medioevo. Donne, uomini e soprattutto bambini» (2017), «Uomini e animali nel Medioevo. Storie fantastiche e feroci» (2018), «Paradiso vista Inferno. Buon governo e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti» (2019), «Paure medievali. Epidemie, prodigi, fine del tempo» (2020). I suoi saggi sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano.

venerdì 17 settembre 2021

Il monastero e la città

Il monastero e la città
Architettura francescana femminile nell’Italia medievale
di Davide Tramarin
pp. 362, € 45,00
Il Prato edizioni, 2021
ISBN: 9788863365573
 
Il francescanesimo ebbe una cruciale portata storica, sociale e culturale nell’Italia medievale. Gli effetti dell’azione e della presenza dei frati Minori nelle città sono ormai noti alla storiografia e, ancor oggi, ben percepibili dalla monumentale presenza delle loro architetture religiose negli spazi urbani.
In tale quadro, rimangono tuttavia molti aspetti da chiarire circa il ruolo svolto dalla componente femminile, ovvero dall’Ordine delle clarisse. La silente immanenza del monastero e la clausura: sono le principali caratteristiche alla base dell’idea che, a causa dell’ordinamento patriarcale medievale, le religiose vivessero in un mondo a parte. Eppure l’isolamento fisico delle comunità non corrispondeva alla cancellazione della significativa funzione culturale e sociale determinata dalla loro esistenza.
Questo volume offre una lettura del rapporto fra il monastero e la città. Un’osservazione compiuta sia dall’esterno, sia dall’interno, attraverso un percorso di analisi architettonica fra i pochi edifici delle clarisse sopravvissuti ai secoli nell’Italia nordorientale. Un numero contenuto di chiese e strutture claustrali, spesso estremamente rimaneggiate o destinate a nuovo uso, esaminate in maniera approfondita e poi poste a confronto con le architetture dell’Ordine presenti in altre regioni d’Italia. Monumenti rari, talvolta dimenticati, che furono luoghi rilevanti per le città e, al contempo, spazi speciali della spiritualità medievale.
Davide Tramarin ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Storia, critica e conservazione dei beni culturali presso l’Università degli Studi di Padova. Le sue pubblicazioni e ricerche, presentate in vari convegni nazionali e internazionali, sono in particolare dedicate al rapporto fra le arti e la donna nel Medioevo.

giovedì 16 settembre 2021

Dante: le muse e le lettrici

Dante: le muse e le lettrici
di Francesca Allegri
€ 12,00
Carmignani Editrice, 2021
ISBN: 9788893831901
 
Le figure femminili nella Divina Commedia sono numerosissime, i caratteri più svariati, le personalità più diverse trovano ampio spazio nelle tre cantiche. [...] Chi ha voce ha in mano la propria sorte e le donne dantesche, nel bene e nel male, sono padrone di se stesse, proprio in quanto dotate di parola: nessuno parla per loro, sono loro stesse che raccontano le loro particolari vicende e ne danno quindi la propria interpretazione; aver diritto di parola significa aver diritto all’individualità, è la parola che fa l’essere umano nella sua singolare specificità. Ognuna di loro, in tutte e tre le cantiche, sono soggettività profondamente originali, nessuna diviene mai un tipo: dal più profondo dell’Inferno alla luce più alta del Paradiso, non personaggi, ma persone. (Dalla prefazione dell’autrice).
Francesca Allegri è stata docente di Lingua e Letteratura Latina ed ex-direttrice della Biblioteca di Casa del Boccaccio. Ha ideato e coordinato il progetto Le Case della Memoria per la Regione Toscana. Collabora con la rivista “De strata francigena” e il Centro Studi Romei. Tra le sue numerose pubblicazioni: Boccaccio e francigena (Certaldo, 2008), Storie misteri e leggende lungo la via francigena (Firenze, 2009), Donne e pellegrine, dall’antichità al medioevo, (Milano, 2012). Ha curato e tradotto la prima versione italiana di Asia Minore e Siria di Cristina Trivulzio di Belgioioso (Carmignani Editrice, 2014). Sempre per Carmignani Editrice ha pubblicato nel 2019 Fuori dall’ombra. Le donne nei retroscena della Grande Storia e l’anno successivo Voci dal silenzio. La memoria di grandi donne all’ombra di uomini del passato; nel 2021 Sante prime donne libere.

mercoledì 15 settembre 2021

Presenza-Assenza

Presenza-Assenza
Meccanismi dell'Istituzionalità nella 'societas christiana' (secoli IX-XIII)
a cura di Guido Cariboni, Nicolangelo D'Acunto, Elisabetta Filippini
pp. 560, € 38,00
Vita e Pensiero, 2021
ISBN: 9788834346242
 
Con quali strumenti le istituzioni medievali cercarono di produrre forme di presenza che prescindessero da quella fisica? È il tema al centro del saggio Presenza-Assenza a cura di Guido Cariboni, Nicolangelo D'Acunto, Elisabetta Filippini. I papi integrarono l’itineranza tipica dell’Impero con l’invenzione di legati che generavano una presenza fittizia ma in tutto equivalente a quella dei sovrani, come accadeva anche attraverso le immagini, l’epistolografia, le performances a metà fra il teatro e la liturgia e i documenti intesi come generatori di presenza. Apparizioni, esperienze mistiche e possessioni diaboliche popolavano l’immaginario dell’uomo medievale, che credeva nella compresenza dei vivi e dei morti e la ritualizzava. Anche monaci ed eremiti, per definizione assenti dal mondo, sentivano il bisogno di giustificare la propria funzione ecclesiale e di essere in qualche modo presenti nella Chiesa e nella società. Gli ordini religiosi introdussero così innovazioni organizzative accompagnate dalla diffusione sistematica di usi liturgici, culti e norme capaci di generare un’istituzionalità presente e pervasiva anche attraverso le pratiche di simbolizzazione. Si compiva così un processo di riduzione progressiva dell’importanza della presenza fisica a vantaggio di meccanismi ‘transpersonali’ capaci di generare presenza fittizia.

Le "Settimane internazionali della Mendola. Nuova Serie" hanno avuto origine nel 2007, ponendosi in continuità con la fondamentale tradizione scientifica delle sedici precedenti Settimane ideate da Cinzio Violante, che costituiscono un luogo necessario della medievistica europea. L’Editrice Vita e Pensiero, pubblicando gli atti di questa Nuova Serie, vuole aprire il campo a ricerche di grande attualità, che si ritengono di particolare interesse per una più approfondita conoscenza dei secoli centrali del Medioevo europeo.
Nicolangelo D’Acunto è professore ordinario di Storia medievale presso l’Università Cattolica di Milano e Brescia, dove dirige il Dipartimento di Studi medioevali, umanistici e rinascimentali e il Centro studi sulla storia degli insedia­menti monastici europei (CESIME). Tra i suoi volumi: Cumanulo et baculo. Vescovi dell’Italia medievale dal protagonismo politico alla complementarietà istituzionale, Spoleto 2019; La lotta per le investiture. Una rivoluzione medievale (998-1122), Roma 2020.
Elisabetta Filippini è dottore di ricerca abilitata a professore universitario di II fascia in Storia medievale. Autrice di Questua e carità. I canonici di Sant’Antonio di Vienne nella Lombardia medievale, Novara 2013, ha curato il volume Oliverio de Salarolis. Percorsi di studio su un notaio cremonese del Duecento, Selci-Lama (PG) 2020.
Guido Cariboni, è professore associato presso l’Università Cattolica di Milano, sede di Brescia, dove insegna Storia medievale ed Esegesi delle fonti medievali. È stato Mitarbeiter presso la TU Dresden e Von Humboldt Stipendiat. Si occupa di Storia comparata degli ordini religiosi e di dinamiche della comunicazione simbolica nel tardo Medioevo. Tra i suoi lavori: La via migliore, Münster 2005 e ll nostro ordine è la Carità, Milano 2012.

martedì 14 settembre 2021

Voci sull'Inferno di Dante

Voci sull'Inferno di Dante
Una nuova lettura della prima cantica
a cura di Zygmunt G. Baranski, Maria Antonietta Terzoli
pp. 1064, € 135,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829010660
 
Lettura completa dell’Inferno, organizzata dall’Università di Basilea e dall’Università di Notre Dame in occasione del centenario dantesco, svoltasi in cinque incontri tra il marzo 2019 e il marzo 2021. Le lecturae dei singoli canti (34), firmate dai migliori specialisti, sono arricchite da un’ampia discussione. Completano il volume cinque lezioni su un tema attinente all’Inferno, in rapporto anche con altre opere dantesche, e una sintetica biografi a del poeta.
Zygmunt G. Baranski, studioso di Dante, ha insegnato alle Università di Aberdeen, Reading e Cambridge nonché Lingue e letterature romanze all’Università di Notre Dame.
Maria Antonietta Terzoli è professoressa ordinaria di Letteratura italiana all’Università di Basilea.

lunedì 13 settembre 2021

Breviarium Sancti Francisci

Breviarium Sancti Francisci
Un manoscritto tra liturgia e santità
di Pietro Messa
pp. 352, € 30,00
Libreria Editrice Vaticana, 2021
ISBN: 978-88-266-0577-9
 
Non si può non riconoscere che, in un certo qual senso, Francesco d’Assisi ha avuto una fortuna invidiabile rispetto ad altri santi: dichiarato nel 1992 dal Time Magazine uno degli uomini più rappresentativi del secondo millennio, studiato da centri di ricerca universitari laici e non, innumerevoli pubblicazioni scientifiche e divulgative inerenti alla sua storia, diversi film a lui dedicati, riconosciuto come riferimento ideale da persone di diverse culture e religioni. L’Autore studia il breviario di san Francesco, uno strumento prezioso per chi desidera approfondire il messaggio e la tematica del pensiero del Santo di Assisi. Il codice, denominato Breviarium sancti Francisci, consiste fondamentalmente in un breviario, il salterio e l’evangeliario; la prima parte è la più consistente ed è costituita dal breviario della Curia romana riformato da Innocenzo III. L’antichità del testo, che lo rende un testimone privilegiato di tale riforma e quindi della storia dei libri liturgici in generale, è confermata dalla presenza, soprattutto nelle solennità mariane o di santi legati al ministero pontificio, come Pietro, Paolo e Gregorio Magno, di letture tratte dai sermoni dello stesso Innocenzo III; tali letture dopo la sua morte nel 1216 saranno rese facoltative dal successore, papa Onorio III, e immediatamente scompariranno dal breviario. Infatti il Breviario di san Francesco è l’unico breviario vero e proprio che contiene tali letture per esteso. Questo codice fu usato da Francesco e certamente cooperò a formare in lui una seppur rudimentale cultura teologica che gli permise di esprimere la sua spiritualità e il suo pensiero in alcuni scritti, tre dei quali sono ancora in nostro possesso in formato autografo.
Pietro Messa, frate minore, è professore di Storia del francescanesimo presso la Pontificia Università Antonianum di Roma dove dal 2005 al 2017 è stato preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani.

domenica 12 settembre 2021

Allegoria

Allegoria
Una breve storia dall’antichità a Dante
di Francesco Zambon
pp. 180, € 17,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2021
ISBN: 9788829010981
 
L’allegoria non gode in genere di una buona reputazione fra scrittori, critici e teorici della letteratura, tanto da essere stata definita da Borges addirittura un «errore estetico». Malgrado le importanti rivalutazioni novecentesche (come quelle, decisive, di Curtius e Auerbach per la letteratura medievale e di Benjamin per quella barocca), forse sussiste ancora una certa confusione riguardo alla sua precisa natura, nel suo duplice aspetto di metodo ermeneutico (la cosiddetta “allegoresi”) e di forma espressiva, e mancano anche panoramiche esaurienti dei suoi sviluppi nel corso dei secoli e nelle diverse letterature. Lo scopo del libro è quello di ricostruire, in un’agile sintesi, la storia dell’allegoria nella fase più creativa, dalle sue origini nella letteratura greca e latina fino alla nascita dell’esegesi biblica in ambito ebraico e poi cristiano e alla fioritura, nella tarda antichità e nel Medioevo, di una vera e propria produzione allegorica, che avrà uno splendido coronamento nel Duecento e nel Trecento con capolavori come il Roman de la Rose e la Commedia di Dante, vero culmine di questa tradizione.
Francesco Zambon è professore emerito dell’Università di Trento. Ha dedicato i suoi studi alla letteratura allegorica e religiosa del Medioevo latino e romanzo, alla narrativa francese medievale, ai trovatori, alla mistica amorosa dei secoli XII e XIII, alla dottrina e ai testi catari, alla letteratura italiana delle origini e alla poesia contemporanea italiana ed europea. Fra le sue pubblicazioni più recenti: Bestiari tardoantichi e medievali. I testi fondamentali della zoologia sacra cristiana (Bompiani, 2018), La mistica cristiana (Mondadori, 2020-21).

sabato 11 settembre 2021

L'avventura di un povero cavaliere del Cristo

L'avventura di un povero cavaliere del Cristo
Frate Francesco, Dante, madonna Povertà
di Franco Cardini
pp.424, € 24,00
Laterza, 2021
ISBN: 9788858145111
 
Figlio, santo, poeta, cavaliere, riformatore. San Francesco è stato tutto questo e anche molto di più: senza dubbio la più grande figura religiosa e spirituale della storia italiana. Come in un caleidoscopio, la sua vita ci permette di comprendere meglio gli uomini e le donne del medioevo.
Un giovane di Assisi era figlio di un ricco mercante e banchiere (nonché, forse, usuraio). Il padre, che lo conduceva con sé nei suoi viaggi d’affari in Francia, volle rinominarlo ‘Francesco’ in omaggio alla dolce terra della poesia cortese, che il ragazzo amava. Francesco non era né nobile né particolarmente bello e il suo fisico era fragile, cagionevole. Ma era ricco, brillante, affascinante, spiritoso, sapeva cantare, suonare e danzare: era il ‘principe della gioventù’ della sua città. Sognava la gloria, le imprese cavalleresche in paesi lontani, l’amore. Poi venne la lotta civile nella sua città, alla quale prese parte, e infine la guerra contro Perugia: combatté, forse uccise, restò alcuni mesi prigioniero. Quando tornò a casa, gli amici avrebbero voluto vederlo riprendere la vita spensierata di prima. Ma non era più lui. Il contatto con la guerra e con il dolore lo aveva cambiato. Una volta incontrò un lebbroso: la lebbra gli aveva sempre fatto paura e orrore. Ma quel giorno scese da cavallo e abbracciò quel miserabile. Da allora, sarebbe diventato cavaliere del Cristo.
Franco Cardini è professore emerito nell’Istituto di Scienze Umane e Sociali (ora denominato Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS), Directeur de Recherches nell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, Fellow della Harvard University e membro del consiglio scientifico della Scuola Superiore di Scienze Storiche dell’Università degli Studi di San Marino. Tra le sue pubblicazioni per Laterza: Nel nome di Dio facemmo vela. Viaggio in Oriente di un pellegrino medievale (con G. Bartolini); Noi e l’Islam. Un incontro possibile?; Europa e Islam. Storia di un malinteso; Nostalgia del paradiso. Il giardino medievale (con M. Miglio); Il Turco a Vienna. Storia del grande assedio del 1683; L’ipocrisia dell’Occidente. Il Califfo, il terrore e la storia; “L’Islam è una minaccia”. Falso!; La Congiura. Potere e vendetta nella Firenze dei Medici (con B. Frale).

venerdì 10 settembre 2021

Storici per vocazione

Storici per vocazione
Tra autobiografia e modelli letterari
a cura di Marino Zabbia
pp. 126, € 18,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2021
ISBN: 9788833137995
 
Molte cronache medievali contengono passi dedicati a giustificare la scelta di scrivere di storia. Sono in genere note in cui si insiste sulla necessità di consegnare alla scrittura il ricordo dei fatti, ma in qualche caso compaiono motivazioni più specifiche che rimandano alla committenza oppure richiamano episodi della vita dell’autore in cui è maturata la vocazione a storico.
I saggi di questo volume analizzano opere composte in tempi e luoghi diversi per provare a cogliere le modalità attraverso cui gli storici del medioevo hanno spiegato le ragioni che li hanno indotti a dedicare tempo, fatica e impegno alla stesura di testi dalle caratteristiche particolari che non rientrano nei canoni della letteratura o della trattatistica e la cui stesura non prevede una specifica formazione.
Marino Zabbia insegna Storia medievale all’Università degli Studi di Torino. Si occupa di storia della cronachistica medievale, di storia della cultura notarile e di storia della medievistica di Otto e Novecento. Tra le sue pubblicazioni: Albertino Mussato da filologo a storico, in «Reti Medievali Rivista», 19/1 (2018), pp. 571-598, Ricerca medievistica e urgenza politica al confine nord-orientale d’Italia (1881-1915), in «Reti Medievali Rivista», 16/1 (2015), pp. 221-241; L’investitura notarile e la validità degli “instrumenta” alle soglie del Duecento. Il caso del notaio Domenico da Pirano, in «Scrineum Rivista», 10 (2013), pp. 191-121, e Scrivere storia nel medioevo. Regolamentazione delle forme e delle pratiche nei secoli XII-XV (a cura di, con F. Delle Donne, P. Garbini, Roma 2021). 

giovedì 9 settembre 2021

Dante tra Amiata e Maremma Pretesti e contesti

Dante tra Amiata e Maremma
Pretesti e contesti
di Sergio Landi
pp. 192, € 14,00
Effigi, 2021
ISBN: 978-88-5524-307-0
 
Quelli di Dante furono tempi di grandi e confusi cambiamenti. La visione pessimistica del Poeta sulla natura umana, influenzata dalle sue tristi vicende personali, lo portarono a guardare indietro, all’antico impero romano, piuttosto che avanti.

Abbiamo evitato panegirici e ampollose apologie.
Seguendo il Convivio, il Monarchia e la Commedia l’autore ragiona sugli accadimenti in Maremma e dintorni ai tempi di Dante, e sul loro significato, non solo per quanto ne citò in modo diretto, ma per i riflessi che quei tempi ebbero sui nostri luoghi. Così ci appare una periferia della Toscana assai inquieta, coinvolta nello scontro tra Guelfi e Ghibellini, papato ed impero mentre antichi casati nobiliari perdevano smalto e potere, corrosi da rivalità interne e sovrastati dalle maggiori forze in campo. Ciò che si scorge dietro l’angolo non è una nuova società economica e politica, ma una lunga e amara stagnazione.
Quanto al Poeta emerge una figura alta e la tempo stesso prigioniera delle contraddizioni dell’uomo del tempo: un Medioevo dove molte ombre oscuravano poche luci.