domenica 5 aprile 2020

Oralità, scrittura, potere

Oralità, scrittura, potere
Sardegna e Mediterraneo tra antichità e medioevo
a cura di Lorenzo Tanzini
pp. 352, € 42,00 (Acquista onine con il 15% di sconto) 
Viella, 2020
ISBN: 9788833133294 

I saggi raccolti in questo volume, elaborati da un gruppo di ricerca di antichisti e medievisti, hanno l’intento di indagare in una prospettiva diacronica, dalla Grecia classica al XV secolo, le circostanze e le modalità di interazione della parola orale e del testo scritto con le dinamiche dei poteri, a partire dal punto d’osservazione prevalente della Sardegna e delle sue relazioni mediterranee. Vengono valorizzate soprattutto due circostanze tipiche dell’interazione orale-scritto, cioè la giustizia, in particolare quella politica, e la comunicazione epistolare. Una serie di approfondimenti molto vari che aprono altrettante prospettive metodologiche e tematiche su un ambito di studi di grande vitalità.
Lorenzo Tanzini, professore associato di Storia medievale presso l’Università degli Studi di Cagliari, si occupa di storia delle istituzioni e della politica nell’Italia tardomedievale. Ha pubblicato di recente 1345. La bancarotta di Firenze (Roma 2018) e A consiglio. La vita politica nell’Italia dei comuni (Roma-Bari 2014), e curato, con Sergio Tognetti, La mobilità sociale nel Medioevo italiano, 1. Competenze, conoscenze e saperi tra professioni e ruoli sociali (Roma 2016). 

sabato 4 aprile 2020

Chiara da Montefalco

Chiara da Montefalco
Una monaca medievale con il cuore aperto al mondo
di Marino Pagano
pp. 80, € 14,00
Fede e cultura, 2020
ISBN: 9788864097749
   
Chiara da Montefalco (1268-1308), monaca agostiniana, è una mistica venerata in Umbria e nel Centro Italia. La sua esperienza biografica e storica si inserisce nel solco del ramo femminile del monachesimo medievale, quello delle recluse innamorate di Cristo. La sua vita è stata improntata all’ascetismo, all’adorazione del Signore e alla fuga da ogni possibile peccato, e contiene perciò i caratteri del modello di perfezione degli exempla medievali: umile e solidale con chiunque si avvicinasse al suo monastero, lottò contro l’eresia e ogni individualismo slegato da Roma. Tuttavia è possibile leggere Chiara anche in una dimensione sociale, vista la sua anticipazione del declino del proprio tempo e delle sue strutture di appartenenza. Senza dimenticare i punti di contatto con le donne mistiche e filosofe del Novecento, che legano la santa ai più grandi ambienti culturali e teologici di ogni epoca.

venerdì 3 aprile 2020

Orvieto nel Quattrocento

Orvieto nel Quattrocento
di Antonio Santilli
pp. 195, € 25,00
Il Formichiere editore, 2019
EAN: 9788831248181

Il XV secolo si dimostra per Orvieto, già tra i più potenti comuni dell’Italia centrale, un momento di transizione cruciale, perché proprio nel corso del Quattrocento si ebbe il ritorno della città sotto il papato e il suo inserimento, questa volta definitivo, nello Stato della Chiesa. Tale processo non fu né lineare né privo di contrasti: scopo principale dell’opera è proprio quello di capire i tempi, i modi e i risultati effettivamente raggiunti dal rafforzamento del potere pontificio sul comune. In questo contesto generale Orvieto, grazie all’amplissima documentazione disponibile, viene studiata sotto diversi aspetti istituzionali, economici e sociali, ponendo in rilievo episodi e avvenimenti appena accennati dalla storiografia precedente o del tutto inediti, quali la rivolta del 1430, la fine del predominio delle fazioni, la ricostruzione della rocca pontificia, la visita di un papa (Pio II), l’istituzione del Monte di Pietà nel 1463. Ne emerge il quadro di una città che si può dire sia sospesa, ancora alla fine del Quattrocento, tra il realismo della sua attuale situazione e il richiamo alla passata grandezza.
Antonio Santilli è dottore di ricerca in “Società, politica e culture dal tardo medioevo all’età contemporanea” (“Sapienza” Università di Roma). Si occupa prevalentemente di lavori editoriali (editing, impaginazione, revisione di testi) presso diverse case editrici. Ha collaborato e collabora con enti di ricerca e associazioni culturali: in particolare ha partecipato al progetto di ricerca dell’École Française de Rome su piazza Navona (Du stade de Domitien à l’actuelle piazza Navona, genèse d’un quartier de Rome). Ha pubblicato diversi contributi in riviste scientifiche, miscellanee e atti di convegni. È inoltre autore, insieme a Emilio Lucci, del libro Lugnano in Teverina nel basso medioevo. Appunti per una storia, Orvieto, Intermedia Edizioni, 2017.

giovedì 2 aprile 2020

Liguria medievale ritrovata

Liguria medievale ritrovata
Un viaggio attraverso l’archeologia della Liguria medievale
a cura di Fabrizio Benente e Massimo Minella
con contributi di Giada Molinari, Enrico Cipollina e Andrea Pollastro
pp. 96, E-book scaricabile gratuitamente cliccando qui !
Genova University Press, 2020
ISBN: 978-88-3618-003-5
Alla base di questo libro c’è un patto, quello fra l’Università di Genova e la redazione ligure di Repubblica. Un patto in cui si decide di percorrere insieme un tratto di strada, quello che punta a far emergere il valore del patrimonio archeologico di questa regione. Raccontare la Liguria del Medioevo, attraverso ciò che è visibile e ciò che si può immaginare, non è però un’operazione che guarda al passato in modo esclusivo. L’intento, dichiarato fin dalle prime pagine di questo testo, è quello di proporre chiavi di lettura e riflessioni che possano rivelarsi utili anche nel presente.
Scorrendo le pagine del viaggio archeologico nella Liguria Medievale c’è proprio questo, con una proposta articolata di luoghi da scoprire e da visitare che tocca tutti i territori della regione. Il Medioevo ligure è una continua fucina di proposte e di progetti di ricerca e valorizzazione. Una bellezza a lungo nascosta che è fondamentale riportare alla luce e conoscere.
Fabrizio Benente è professore ordinario di Archeologia cristiana e medievale presso l’Università degli Studi di Genova. Si è formato e ha svolto attività di ricerca presso le Università di Genova, Pisa, Roma, Siena, e presso il W.F. Albright Institute of Archaeological Research di Gerusalemme. Ha partecipato a missioni archeologiche in Corsica, Grecia, Tunisia, Libano, Palestina, Inner Mongolia e Crimea. Ha diretto il Museo archeologico di Sestri Levante (MuSel) e il Polo archeominerario di Castiglione Chiavarese (MuCast).
Massimo Minella è vicecaporedattore dell’edizione genovese di Repubblica. Si occupa di economia marittima, industria e finanza, ma nel tempo libero ama sconfinare nella storia o, meglio, nelle storie, soprattutto quelle dimenticate e meno note. Dai suoi libri nascono mostre fotografiche e racconti teatrali messi in scena dal Teatro Pubblico Ligure. Ha fornito la consulenza storica e preso parte al docufilm “Il nostro Papa”, prodotto da Red Film e Lazos de Sangre in collaborazione con Rai Cinema.

mercoledì 1 aprile 2020

Amori dell'altro mondo

Amori dell'altro mondo
Storie di fate e cavalieri del Medioevo francese
di Domenico D'Alessandro
pp. 138, € 12,00
Francesco D'Amato Editore, 2020
ISBN: 8855250221
 
Il volume raccoglie alcuni "lais" anonimi medievali, composti tra il XII e il XIII secolo nel nord della Francia da autori anonimi, sulla scia dell'opera di Marie de France. Gli uomini del Medioevo erano più di noi coscienti di vivere in un mondo a metà, una faccia della medaglia del tutto: il trascendente sembrava loro molto più presente nel quotidiano di quanto non ci appaia oggi. La dimensione magica, divina, meravigliosa era componente tangibile del mondo e parte integrante dell'immaginario artistico del tempo. Si trattava spesso di un altro mondo riconducibile alla codificazione della religione rivelata dominante, segnatamente dunque di stampo cristiano: le vetrate delle cattedrali, le miniature dei manoscritti, i testi in latino, slavo o volgare popolavano il mondo europeo medievale di santi, demoni, visioni, miracoli e reliquie. Gli oggetti e i personaggi provenienti dall'altrove non costituivano una novità neppure per le numerose aree del mondo arabo che in quello stesso periodo mostravano interesse per i passi del Corano più ricchi di suggestioni ultraterrene. Nei "lais" però domina la contaminazione culturale. Il Cristianesimo riscopre e si ricopre del fascino delle leggende celtiche e più generalmente precristiane, dando vita a un mondo fatato destinato a durare in letteratura ben oltre il Medioevo.

martedì 31 marzo 2020

Un punto di approdo

Un punto di approdo
di Hisham Matar
pp. 128, € 16,00
Giulio Einaudi Editore, 2020
ISBN: 9788806243913

Il primo folgorante incontro di Hisham Matar con la pittura della Scuola senese risale ai suoi giorni da studente a Londra, poco dopo che il padre era sparito nelle prigioni di Gheddafi senza piú fare ritorno. Venticinque anni piú tardi, in cerca di rigenerazione e quiete, Matar parte infine per la città che di quella tradizione artistica fu la culla. Il suo viaggio a Siena dura trenta giorni, durante i quali le visite quotidiane alle opere di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Ambrogio Lorenzetti e gli altri si alternano a lunghe passeggiate senza meta. I vicoli e le piazze della città sono membra di un «organismo vivente» dove un incontro fortuito scatena un ricordo, un’architettura rimanda a un dipinto, nel tracimare continuo di un’esperienza nell’altra che restituisce una visione, compiuta e commovente, del rapporto fra l’arte e la condizione umana.
Alla National Gallery di Londra, nel 1990, pochi mesi dopo che suo padre Jaballa è stato sequestrato dalla polizia segreta libica e fatto sparire per sempre, un Hisham Matar diciannovenne si avvicina per la prima volta all’arte pittorica senese del tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo secolo, e ne rimane affascinato. È la promessa di un incontro che dovrà attendere a lungo. Solo un quarto di secolo piú tardi, estenuato dalla stesura del memoir Il ritorno, che della sua tragedia familiare e collettiva racconta, e bisognoso del potere lenitivo dell’arte sulle anime tormentate, Matar decide di presentarsi all’appuntamento preso tanto tempo prima con quella tradizione pittorica, e di partire alla volta di Siena. Qui per un mese intero guarda, cammina, interroga, intesse relazioni. Con i dipinti innanzitutto – la Madonna dei francescani di Duccio di Buoninsegna, espressione di una prospettiva tutta umana; gli affreschi del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, densi di impegno civile; il Paradiso di Giovanni di Paolo, e la sua sublime promessa di ricongiungimenti amorosi – e poi con le architetture e gli spazi della città, con le sue persone, la sua lingua e la sua storia. Su tutto Matar posa uno sguardo intimo e teso che fa di questa fervida flânerie un incessante incontro con l’altro – tela, scorcio o individuo che sia -, capace di stimolare i sensi e proliferare in altri incontri e storie e riflessioni. Piazza del Campo è lo straordinario «gheriglio» che tutto vede e da cui tutto si vede, a ricordarci l’impossibilità di esistere da soli. Nello sguardo del Davide con la testa di Golia di Caravaggio vi è lo stesso inesaudibile desiderio di vedere con gli occhi dell’altro che accomuna acerrimi nemici e vecchi amanti. L’ombra della Peste Nera del 1348 si proietta sulla cappella del Palazzo Pubblico di Siena come sulla Damasco di Ibn Battuta. Ed è dallo sconosciuto Adam e dalla sua ospitale famiglia giordana che Matar apprende l’esatto funzionamento delle contrade nel Palio. Tela, scorcio e individuo sono cose ugualmente vive e comunicanti, nel viaggio di Hisham Matar, che proprio dalla «convinzione che quanto ci accomuna sia piú di quanto ci separa» trae un conquistato sentimento di speranza.

lunedì 30 marzo 2020

Rimedi contro le epidemie

Rimedi contro le epidemie
I consigli di diritto europeo dei giuristi (secoli XIV-XVI)
di Mario Ascheri
pp. 124, € 10,00
Aracne Editrice, 2020
ISBN: 978-88-255-3196-1

Questa pubblicazione è solo una riedizione d’un volumetto del 1997 occasionata dai tempi calamitosi che il nostro mondo sta purtroppo attraversando e l’urgenza della diffusione spiega sia l’impossibilità di un aggiornamento bibliografico, sia la ricomposizione del testo per ovviare alle carenze della scansione. La pubblicazione era nata come una raccolta di materiali di studio con il proposito di far conoscere agli specialisti studiosi nel nostro tempo di storia delle epidemie, quali espedienti, filtrati dalle conoscenze mediche, i giuristi avevano elaborato da proporre ai governi europei per far fronte alle terribili mortalità epidemiche che periodicamente si abbattevano con drammatica cadenza dopo quella del 1347–49. Diciamo governi “europei” perché gli autori delle opere qui prese in considerazione sono italiani, ma il diritto della necessità pubblica cui essi davano un apporto con le loro pagine era rivolto al pubblico indifferenziato a livello europeo cui si rivolgevano gli insegnamenti universitari. Qui le fonti legali utilizzate sono essenzialmente quelle del diritto romano e del diritto canonico che si insegnavano allora con gli stessi metodi in tutto il Continente, formando il cosiddetto “diritto comune”. E si scrivevano in latino proprio per non avere ostacoli nella comprensione internazionale. Devo solo aggiungere, se mi si consente una nota personale, che il tema drammatico della disciplina normativa della “necessità” è sempre stato presente nel mio lavoro. Lì si lavora “borderline”, con la legalità ufficiale sempre in pericolo, esposta a deroghe ed abusi.
Mario Ascheri è Storico del diritto e delle istituzioni, consigliere del Max-Planck-Institut, ha ottenuto durante la sua lunga carriera massimi riconoscimenti civici a Siena e Ventimiglia. È Senior Fellow presso la University of California Berkeley e membro di numerose accademie e società storiche italiane e spagnole.

domenica 29 marzo 2020

Il copista

Il copista
Un venerdì di Francesco Petrarca
di Marco Santagata
pp. 144, € 16,00
Guanda Edizioni, 2020
ISBN: 9788823525481

In un freddo e nebbioso venerdì di ottobre, Francesco Petrarca si sveglia afflitto da dolori allo stomaco. Il cantore di Laura è intento a scrivere una canzone destinata a confluire nel libro delle rime. Tuttavia, la composizione si trasforma ben presto nella personale e tormentata via crucis di un uomo ormai invecchiato e logorato dalle perdite della sua vita. La morte del figlio Giovanni e del nipotino Francesco, portati via dalla peste (come prima la stessa Laura), e poi la fuga del giovane copista Giovanni Malpaghini lo lasciano sempre più solo nella casa di Padova, con l'unica compagnia della serva Francescona. Così, a mano a mano che i versi prendono forma, Petrarca si rivela una persona inquieta e contraddittoria, che ha perdutola fede fino ad essere incapace di credere alla sopravvivenza dell'anima. Con una narrazione malinconica e a tratti impietosa, Marco Santagata trasforma in romanzo la fantasia di una giornata di Petrarca, di cui restituisce un ritratto profondamente umano.
Marco Santagata (Zocca, 1947) è uno scrittore, critico letterario e docente universitario, vincitore nel 2003 del Premio Campiello con Il maestro dei santi pallidi e nel 2006 del Premio Stresa di Narrativa con L’amore in sé (entrambi pubblicati da Guanda). Tra i suoi numerosi romanzi e saggi ricordiamo Papà non era comunista (il suo esordio pubblicato da Guanda nel 1996) e Voglio una vita come la mia (Guanda, 2008). Marco Santagata è anche il curatore delle opere di Dante nell’edizione Meridiani Mondadori ed è l’autore della biografia Dante, Il romanzo della sua vita (Mondadori, 2012; Premio Comisso 2013).

sabato 28 marzo 2020

La spada di Pilter

La spada di Pilter
di Marco Colenghi
pp. 167, € 15,90
Il seme bianco edizioni, 2019
ISBN: 9788833611020

Il cavaliere Pietro è un uomo umile ma profondamente ricco d’animo, che dedica la sua vita al raggiungimento di un ideale, votandosi al senso del dovere, al sacrificio, al coraggio, incarnando tutti quei sacrosanti valori e principi che sottendono l’esistenza di un cavaliere.
Si è trasportati nell’antico Medioevo, sorprendendosi ospiti ai banchetti reali, ritrovandosi increduli spettatori ai duelli di un torneo e a vivere in prima persona sentimenti forti, ad apprezzare i più alti ideali e a riflettere che, ancor oggi, per alcuni uomini, sono segno distintivo della nobiltà d’animo.
Marco Colenghi, nato nel 1973, è un ingegnere appassionato di ecologia. Dopo un percorso di studi tecnici, ha riscoperto il valore della parola come dono per raccontare storie e sentimenti. Ha provato a condividerne alcuni con La spada di Pilter, suo romanzo d’esordio.

venerdì 27 marzo 2020

Siviglia, declinazioni del fortificare

Siviglia, declinazioni del fortificare
di Simone De Fraja
pp. 104, € 14,00
Phasar Edizioni, 2019
ISBN: 978-88-6358-524-7

Lo studio esamina le caratteristiche fortificatorie delle strutture ascrivibili alla fase musulmana e cristiana, realizzate ex novo o intervenendo su strutture precedenti, che hanno caratterizzato il territorio di Siviglia nel medioevo.
Le tipologie degli accorgimenti fortificatori, delle planimetrie adottate, delle torri realizzate, delle funzioni militari svolte, introducono il lettore alle "declinazioni del fortificare" nel territorio segnato dalle fortificazioni sorte lungo la Banda Morisca e Gallega. Le dinamiche dell'assedio di Siviglia da parte di Ferdinando III seguono lo studio delle difese cittadine esistenti alla metà del secolo XIII e lo studio di alcune fortificazioni del sivigliano.
Alla curiosità del lettore sono demandate le impressioni di viaggio in questo fazzoletto del Vicino Oriente, la terra di Siviglia, ove le ombre sono ancora lunghe come lo scorrere del tempo. Un ricco apparato fotografico correda la pubblicazione.


Simone De Fraja. Avvocato, saggista e studioso del periodo medioevale.
Il suo interesse si è concentrato sulla storia del territorio della città di Arezzo, ove vive; esperto di castellologia con speciale riferimento alle fortificazioni locali nonché del Vicino Oriente in ordine alle quali ha tenuto interventi e conferenze, si è occupato altresì del pensiero neoclassico ed esoterico del secolo XVI con ricerche sull’argomento.
E’ membro di associazioni culturali cittadine e nazionali, socio fondatore della Società Storica Aretina, per le quali ha tenuto conferenze ed interventi televisivi.