lunedì 13 febbraio 2023

Dizionario Simboli romanici

Dizionario Simboli romanici
di Beigbeder Olivier
pp. 384, € 50,00
Jaca Book, 2022
ISBN: 9788816417755
 
Negare che l’Alto Medioevo abbia avuto un debole per i simboli significherebbe conoscerlo assai male. Poche altre epoche sono state altrettanto preoccupate di «giustificare» i minimi particolari della Sacra Scrittura e di individuarne concordanze e ragioni. È naturale che l’iconografia riveli delle tendenze similari. Detto ciò, bisogna ammettere, una volta per tutte, che non è possibile fare progressi nel campo dei simboli di quest’epoca adottando gli stessi metodi che ci sono ormai familiari nel campo delle discipline scientifiche e che sono alla base della nostra cultura attuale. La legge che governa l’universo simbolico è quella dell’ambivalenza. Come Esopo poteva affermare che la lingua è la migliore e la peggiore delle cose, così qualsiasi elemento simbolico è adatto, per sua natura, a significare sia il bene che il male. Il simbolo è tanto più ricco di capacità quanto meno intellegibile esso si presenta per natura, ed è solo ammettendo questo suo privilegio irritante e meraviglioso che si potrà essere in grado di penetrarne l’essenza. Il procedere di un libro del genere, come già il Dizionario simboli del Medioevo, fa perciò appello alla sagacia del lettore. Gli prospetta delle opzioni, delle direttrici, delle vie. Commenta un certo numero di esempi, volontariamente limitati, per meglio dimostrare che un insieme, per contenuto che sia, è pur sempre ricco di possibilità di ogni genere, quando si presenta sul piano del simbolo. Bisogna rassegnarsi, in questo mondo del simbolo, a non possedere altro che delle prove relative e a non disporre mai di sicurezza assoluta. È col maturare dell’esperienza su un gran numero di casi che arriviamo a misurare il valore di ciò che a tutta prima si è percepito. Molte delle opere riprodotte in questo volume sono di per sé incomprensibili: pensiamo al portale meridionale di Aulnay, ai timpani di Girolles, di Rheinau, a numerosi capitelli di Chauvigny, di Rozier-Côtes D’Aurec, di Hagetmau, per citare solo alcuni esempi. Sono numerosissime le opere romaniche capaci di suscitare ammirazione. Ciò non toglie che troppo spesso ne sfugga il significato. Un dizionario come questo si propone di aiutare a decifrare tali immagini, suggellate alla maniera del libro misterioso di cui parla l’Apocalisse, che faceva piangere a dirotto san Giovanni perché nessuno poteva aprirlo. Che tutti gli articoli concordino fra loro e che continuamente interferiscano gli uni con gli altri, ecco uno dei pregi di questo libro: il simbolo è semplice, infatti; si riduce ad alcuni elementi essenziali di fondo che possono essere applicati in modi diversi. La peculiarità dell’opera d’arte sta nel potervi spesso trovare più di quanto non abbia creduto di mettervi l’autore. Mille interpretazioni diverse non arrivano a esaurire tutte le varietà di accenti che una sinfonia può offrire; e tuttavia non c’è dubbio che il compositore, lui, non ne avrebbe ammesso che una e una soltanto. Bisogna perciò saperla leggere, un’opera come questa, e poi fare la propria scelta. Basta questo a sottolineare i suoi poteri e la sua ricchezza.
Olivier Beigbeder, storico francese dell’arte e dell’architettura romanica in area francese ed europea, ha pubblicato numerose opere tradotte in varie lingue, tra cui inglese, tedesco, spagnolo e italiano. Tra i suoi titoli più importanti ricordiamo: La symbolique; Forez-Velay roman. La Pierre-qui-vire (Yonne) ; Lexique des symboles ( Lessico dei simboli medievali , Jaca Book, 1988); Les ivoires; Dictionnaire des meubles régionau (con C. Salvy); Fresques et peintures murales en Auvergne et Velay.

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