sabato 9 gennaio 2016

Chronicon bellunese (1383-1412)

Chronicon bellunese (1383-1412)
di Clemente Mari
a cura e con un saggio di Matteo Melchiorre
pp. xciv+282, € 50,00 (acquista online con il 15% di sconto)
Viella, 2015
ISBN: 9788867285471
 
Il Chronicon bellunense (1383-1412) di Clemente Miari è una narrazione di memoria storica che sta alla confluenza di vari generi: la cronaca propriamente detta, il libro di famiglia, il diario personale. Il testo originale, scritto in latino e pervenutoci attraverso un codice autografo, è rimasto fino ad oggi inedito (ne esisteva unicamente una non sempre felice traduzione italiana dell’Ottocento). L’autore, Clemente Miari, un canonico della cattedrale di Belluno, con una buona formazione giuridica e appartenente a una famiglia di spicco della nobiltà bellunese, si rivela un osservatore acuto e penetrante del reale, dotato peraltro di una felice capacità narrativa. Sebbene sia centrato su Belluno, il Chronicon, attentissimo a quanto accadeva altrove nell’Italia settentrionale e centrale così come nel mondo alpino, è una fonte di strepitosa ricchezza per lo storico che voglia addentrarsi nel profondo della vita urbana medievale, muovendosi sul filo degli eventi collettivi, domestici e individuali.
Matteo Melchiorre, dottore di ricerca in Storia sociale europea dal medioevo all’età contemporanea, già ricercatore assegnista presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e presso l’Università degli Studi di Udine, e ora presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, si occupa di storia sociale, economica e religiosa del tardo medioevo. È autore di saggi storici su riviste e in volumi miscellanei, e monografie, tra le quali I Patti con Padova (1405-1406). Dalla guerra alla Bolla d’oro, Roma, Viella, 2012; A un cenno del suo dito. Fra Bernardino da Feltre (1439-1494) e gli ebrei, Milano, Unicopli, 2012; Conoscere per governare. Le relazioni dei Sindici inquisitori e il Dominio veneziano in Terraferma (1543-1626), Udine, Forum, 2013; «Ecclesia nostra». La cattedrale di Padova, il suo capitolo ei suoi canonici nel primo secolo veneziano (1406-1509), Roma, Istituto Storico Italiano per il Medioevo, 2014. 

venerdì 8 gennaio 2016

Le Signore della Loira

Le Signore della Loira
Dal Medioevo alla Monarchia di Luglio
di Maria Paola Fiorensoli
pp. 480, € 21,00
Giancarlo Zedde Editore, 2015
ISBN: 978-88-88849-96-6 

In queste pagine è vivo e visibile il “gran teatro delle umane vicende”, per usare le parole di Victor Hugo, finalmente plurale nei generi. Donne e uomini pensano, agiscono, costruiscono relazioni, pacifiche o guerresche contrariamente alla narrazione tradizionale. Figure inedite o rivisitate nella trasmissione storica e politica. Notevoli ‘insiemi di donne’: le altomedievali del Poitou, le ave di Aliénor d’Aquitania, le proprietarie di Chenonceaux, le Grandi Badesse fontevriste le indemoniate della Valle con storia del sabba e dell’Inquisizione, le Dame dei salotti letterari e scientifici, le mazzarine, le amanti del Re Sole, le favoliste barocche, le frondiste, le donne del Terzo Stato, le rivoluzionarie e le controrivoluzionarie. Due percorsi contestualizzati s’intrecciano alle personagge: quello immaginifico di figure archetipe, mitologiche o letterarie, che popola di Autrici la ‘Valle degli scrittori’ evidenziandone la produzione letteraria, poetica, satirica, diaristica e memorialista; quello religioso e mistico con un’Appendice dedicata al monachesimo femminile, dalle origini, nei filoni ortodossi ed eterodossi e contiguità (es. Beghine e mogli dei preti). Pagine sorprendenti che mettono alla prova stereotipi vivi e vegeti senza eludere argomenti difficili, anche al femminile, quali la violenza nelle sue forme pubbliche e domestiche e la delinquenza singola e seriale. In apertura dei capitoli sommari di storia, indicazioni turistiche e folklore.
Le decine di figure letterarie, mitologiche e favolistiche, di organizzazioni formali e informali delle donne, di personagge laiche e monastiche di ogni estrazione e provenienza sono narrate nel loro contesto e ricostruite nelle genealogie biologiche, affettive, politiche e simboliche.
In Appendice, la storia del monachesimo femminile, clericale e comunitario.
Il volume in 480 pagine di carta palatina, con copertina dell’artista Irene Iorno, è un’opera pregevole e innovativa che contribuisce a colmare vuoti di memoria e di trasmissione storica.
Maria Paola Fiorensoli, dottoressa in Lettere, giornalista pubblicista, saggista su temi di genere, impegnata nelle politiche delle donne dagli anni Settanta, collabora con l’Università di Cassino e vario associazionismo culturale e sociale. Partecipe dell’iter costitutivo della Casa internazionale delle donne, dell’A.f.f.i. e di Archivia, presiede l’ass. ‘Il Paese delle donne’ e co-presiede il Premio di scrittura femminile Il Paese delle donne e Donna e Poesia.

giovedì 7 gennaio 2016

Dante e la cultura islamica

Dante e la cultura islamica
a cura di Cesare Capone
pp. 96, € 10,00
Jouvence, 2015
ISBN: 978-88-7801-506-7

Dopo quasi un secolo di polemiche, è assodato che Dante arricchì la sua formazione intellettuale e la sua ispirazione grazie anche all’influsso della cultura islamica. Il libro, attraverso le voci di alcuni critici di primo piano (tra i quali spicca il nome della filologa Maria Corti), mostra i diversi aspetti di questo influsso, che nulla toglie alla grandezza dell’autore della Divina Commedia. Turbati dalle attuali follie criminali dei fondamentalisti islamici, tendiamo oggi a dimenticare, o più spesso ignoriamo, i profondi rapporti intercorsi fra la cultura occidentale e la ricchissima cultura arabo-islamica classica.
Cesare Capone è autore di saggi dedicati a vari argomenti culturali fra i quali I protagonisti del XX secolo, Uomini in cenere, Bismantova e la sua Madonna, D’Annunzio e l’estasi del volo, Gli arabi e l’Europa medievale, Napoli nel cuore e della raccolta di poesie Quel rosso sole. Dal 1975 al 2012 è stato caposervizio e inviato di Rizzoli Periodici e collaboratore del “Corriere della Sera”. 

mercoledì 6 gennaio 2016

Vade mecum in tribulatione

Vade mecum in tribulatione
di Giovanni di Rupescissa
a cura di Elena Tealdi
introduzione di Robert E. Lerner e Gian Luca Podestà
pp. 336, € 30,00 (fino al 10 marzo 2016, acquista online con il 10% di sconto)
Vita e Pensiero, 2015
ISBN:  9788834329986

Il Vade mecum in tribulatione è l’opera più celebre del profeta Giovanni di Rupescissa, il frate minore alvergnate che, arrestato nel 1349 e inizialmente detenuto in un carcere dell’ordine francescano, fu poi trasferito in una prigione papale ad Avignone e liberato solo alla vigilia della morte (1366). Nelle sue prigioni Giovanni viene progressivamente a conoscenza dell’intero patrimonio dei testi profetici medievali, che trascrive e interpreta per costruire un sistema previsionale dei tempi finali unitario e coerente. Nei venti brevi capitoli (chiamati “intenzioni”) del Vade mecum, il frate fissa i tratti delle imminenti tribolazioni e i modi per non esserne travolti, in attesa del successivo inizio dei mille anni di pace preconizzati nel libro dell’Apocalisse, e riporta attese apocalittiche e profili messianici entro un lessico profetico originale, destinato a notevole fortuna nei secoli successivi, come dimostra la rapida diffusione dell’opera in tutta Europa, sia nella versione originale latina sia nei volgarizzamenti prodotti in sette lingue.
Il volume offre la prima edizione critica del testo latino del Vade mecum, allestita da Elena Tealdi sulla base dei 46 manoscritti superstiti, la maggior parte dei quali venuti per la prima volta alla luce in questo lavoro. Il commento della curatrice e le ampie introduzioni di Robert E. Lerner e di Gian Luca Potestà permettono di scorgere in controluce le tensioni spirituali e le attese riformatrici diffuse in ampi settori della Chiesa alla vigilia del Grande Scisma.
Elena Tealdi è dottore di ricerca in Storia del cristianesimo. Collaboratrice del Dipartimento di Scienze Religiose dell’Università Cattolica di Milano, è segretaria di redazione della rivista “Annali di Scienze Religiose” e direttrice della collana “Letture cristiane del secondo millennio”.
Robert E. Lerner è professore emerito di Storia medievale presso la Northwestern University (Evanston, IL). Tra le sue opere, sono tradotte in italiano: Refrigerio dei santi. Gioacchino da Fiore e l’escatologia medievale (1995), La festa di sant’Abramo. Millenarismo gioachimita ed Ebrei nel Medioevo (2002), Scrutare il futuro. L’eredità di Gioacchino da Fiore alla fine del Medioevo (2008).
Gian Luca Potestà è ordinario di Storia del cristianesimo presso l’Università Cattolica di Milano. Tra le sue opere più recenti, l’edizione critica degli Scripta breviora di Gioacchino da Fiore (in coll. con A. Patschovsky, 2014) e L’ultimo messia. Profezia e sovranità nel Medioevo (2014).

martedì 5 gennaio 2016

Sulla faccia della terra

Sulla faccia della terra
di Giulio Angioni
pp. 160, € 15,00
Feltrinelli, 2015
ISBN: 9788807041082

Una notte di luglio del 1258, Mannai Murenu, giovane garzone di vinaio, si ritrova morto e sepolto nella presa e distruzione della città di Santa Gia da parte dei pisani. Settant’anni dopo invece racconta di come si salva e poi con altri si rifugia in un’isoletta dello Stagno di Cagliari, già lebbrosario e adesso sgombra, dopo che i lebbrosi sono stati catapultati a infettare la città assediata. Inizia così la narrazione delle molte avventure di un gruppo di rifugiati nell’Isola Nostra: oltre a Mannai, due sediari, Paulinu servo allo scriptorium di un convento, Vera donzella nobile, Akì schiava persiana, il vecchio ebreo Baruch, tre soldati tedeschi di ventura, Tidoreddu pescatore dello Stagno, il cane Dolceacqua, poi il fabbro bizantino Teraponto e altri fino a oltre un centinaio. Nei guai della guerra si fingono lebbrosi, così protetti dal terrore del contagio. Inventano una vita di espedienti, protagonisti lo Stagno e la voglia di viverci liberi, in una grande avventura collettiva.
“E come si viveva in quella vostra isola?”
“Si viveva. E quella era vita.”
“Vivevate in disordine e confusione, cristiani con ebrei e musulmani, sani con lebbrosi, liberi con servi cristiani e maomettani, in connubio tra servi e nobildonne, in una illusione folle di eguaglianza, e obbligatoria.”
“No, non era obbligo, né illusione. Era necessità…”
Giulio Angioni (Guasila, 1939) è uno scrittore e antropologo italiano. Ha scritto numerosi saggi e una decina di volumi di romanzi e racconti, tradotti in varie lingue, tra cui: A fogu aintru/A fuoco dentro (EDeS, 1978), L'oro di Fraus (Editori Riuniti, 1988; Il Maestrale, 2000), Il sale sulla ferita (Marsilio, 1990), finalista Premio Viareggio 1990, Una ignota compagnia (Feltrinelli, 1992), finalista Premio Viareggio 1992, La casa della palma (Avagliano, 2000), Assandira (Sellerio, 2004), Alba dei giorni bui (Il Maestrale, 2005), Premio Giuseppe Dessà 2005, Le fiamme di Toledo (Sellerio, 2006), Premio Corrado Alvaro 2006, Premio Internazionale Mondello 2006, La pelle intera (Il Maestrale, 2007).

lunedì 4 gennaio 2016

Andare per le Gerusalemme d'Italia

Andare per le Gerusalemme d'Italia
di Franco Cardini
pp. 168, € 12,00
Il Mulino, 2015
ISBN: 978-88-15-25793-2

Archeologa «ante litteram», nel 326 l’ottantenne imperatrice Elena partì alla volta della Terra Santa per riscoprire i Luoghi Santi nascosti e profanati. Individuò un sepolcro scavato nella roccia, una collina e una grotta. Tre elementi che ritornano costantemente nelle varie Gerusalemme «succedanee» disseminate lungo la penisola sotto forma di santuari.
Gerusalemme è dappertutto. Una presenza di cui l’Italia è investita per intero, grazie a un dialogo intessuto da secoli che trova espressione in ogni rigo della sua storia, in ogni pietra delle sue città. Una volta divenuti inaccessibili i Luoghi Santi, lembi di Terra Santa vennero infatti ricreati nel nostro paese. E intraprendere il cammino penitenziale attraverso santuari come il Sacro Monte di Varallo, il complesso delle Sette Chiese a Bologna, il Santo Volto di Lucca, San Vivaldo, Acquapendente nel Senese, il Santo Sepolcro di Brindisi significa ritrovarne le memorie e rivivere le emozioni di quel primitivo pellegrinaggio.
Franco Cardini è professore emerito di Storia medievale nell’Istituto Italiano di Scienze Umane/Scuola Normale Superiore; è Directeur de Recherches nell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e Fellow della Harvard University. Con il Mulino ha pubblicato «Castel del Monte» (2000), «In Terrasanta» (2002), «Gerusalemme» (2012), «Quell’antica festa crudele» (2013), «Alle radici della cavalleria medievale» (2014) e «Istanbul» (2014).

domenica 3 gennaio 2016

Fisiologia della passione

Fisiologia della passione
Poesia d'amore e medicina da Cavalcanti a Boccaccio
di Natascia Tonelli
pp. 256, € 54,00
Sismel, 2015
ISBN: 978-88-8450-671-9

Nella letteratura d'amore del Due e del Trecento la presenza della trattatistica medica universitaria, coeva e militante, viene riconosciuta nei temi e nel linguaggio stesso della poesia. Quest'indagine approfondita sui testi paradigmatici di Cavalcanti, Dante, Petrarca e Boccaccio individua le ragioni storiche e le specifiche modalità di influenza di tale apporto, disvelando il sostrato scientifico di quella che, pur in letteratura, si può definire una vera e propria fisiologia della passione scientificamente intesa.
Natascia Tonelli, professore associato di Letteratura Italiana presso l'Università di Siena, ha studiato nelle Università di Firenze e di Pisa. In seguito ha svolto lunghi periodi di ricerca presso il Warburg Institute di Londra, la Harvard University-I Tatti e l'Università di Perugia. Condirige la rivista di italianistica «Per leggere», dedicata all'edizione, commento e lettura di testi; per l'editore Pensa di Lecce dirige una collana di testi commentati che affianca la rivista.
Le sue ricerche si sono prevalentemente rivolte, sia dal punto di vista degli aspetti metrico-linguistici sia da quello dei nessi fra cultura e produzione lirica, alla letteratura dei primi secoli, con libri e saggi su Cavalcanti, Dante, Petrarca, e la lirica latina del Quattrocento: attualmente sta portando a termine un volume sulla presenza del pensiero e del linguaggio medico nella poesia delle origini.

sabato 2 gennaio 2016

Terre ignote strana gente

Terre ignote strana gente
Storie di viaggiatori medievali
di Duccio Balestracci
pp. 384, € 13,00
Laterza, 2015
ISBN: 9788858121832

Nell’India meridionale gli zoroastriani sono così onesti che un apposito funzionario raccoglie per strada gli oggetti smarriti e si mette in cerca dei proprietari. Le donne del Malabar sono le più disinibite e nelle Canarie la gelosia è un sentimento sconosciuto. Nelle acque di Alessandria vive un pesce delizioso sia arrostito che bollito, ma mangiarlo provoca imbarazzanti sogni erotici. Il deserto Iwalatan, nel Mali, è abitato da geni cattivi che fanno smarrire i viaggiatori solitari spostando magicamente le dune.
Questa è solo una parte del mondo incantato, tra cronaca e invenzione, che prende vita dai resoconti degli antichi viaggiatori del Medioevo: uomini che si addentrarono in Estremo Oriente, nelle più sperdute e fredde terre del Nord, nei deserti dell’Asia centrale e dell’Africa o che, dall’Oriente più lontano, arrivarono fino al cuore della cristianità. In un racconto pieno di storie e di leggende stravaganti, Duccio Balestracci cede la parola agli antichi viaggiatori e alla loro epica della fantasia e della curiosità.
Duccio Balestracci insegna Storia medievale all’Università di Siena. Si è occupato di storia delle classi sociali in città e in campagna e degli aspetti della guerra e della festa.

venerdì 1 gennaio 2016

La guerra delle rose

La guerra delle rose
di Conn Iggulden
pp. 512, € 12,90
Newton Compton, 2015
ISBN: 978-88-683-6786-2

Sfortunato è quel regno che ha per re un uomo debole. È il 1437 e le nubi si addensano minacciose nei cieli inglesi: il potere è in mano alla famiglia Lancaster, ma il “leone d’Inghilterra” Enrico V non è più sul trono. A succedergli è il figlio, Enrico VI, un uomo malato e senza ambizioni. Ma il trono di Inghilterra è troppo importante perché resti nelle mani del “re agnellino”. Così, sono in molti, nella schiera dei suoi avidi consiglieri, ad approfittare della situazione – come il potentissimo duca di Suffolk, che nutre inconfessabili speranze di potere. Ma anche nella stirpe di York, rivale dei Lancaster, c’è chi non ha rinunciato a volere l’Inghilterra nelle mani di un re forte – come Riccardo, duca di York, e i suoi sodali. Tanto più che all’orizzonte c’è una nuova minaccia: l’imminente ribellione nei territori inglesi di Francia. E quando comincia a correre voce che Enrico VI sia stato promesso in sposo a una nobildonna francese, Margherita d’Angiò, il futuro dell’Inghilterra appare come non mai in pericolo. Per i Lancaster e gli York comincia così un reciproco assedio, una guerra da combattere in patria e nei territori francesi, il cui bottino è il destino stesso dell’Inghilterra. E quel trono che più di tutti gli altri vuol dire potere e, come il potere, non cessa di generare mostri.
Conn Iggulden, il più grande autore inglese di romanzi storici, è nato a Londra nel 1971. Ha esordito con la fortunatissima serie dedicata alle imprese di Giulio Cesare (Le porte di Roma, Il soldato di Roma, Cesare padrone di Roma, La caduta dell’aquila), seguita dall’altrettanto amata saga di Gengis Khan (Il figlio della steppa, Il volo dell’aquila, Il popolo d’argento, La città bianca e Il signore delle pianure), entrambe pubblicate in Italia da Piemme. Bloodline è il terzo episodio della nuova serie bestseller dedicata alla Guerra delle due Rose, dopo Stormbird e Trinity, che hanno ottenuto un successo straordinario in Inghilterra e nel resto del mondo.

martedì 29 dicembre 2015

Quale Francesco ?

Quale Francesco ?
Il messaggio nascosto negli affreschi della Basilica superiore ad Assisi
di Chiara Frugoni
pp. 612, € 80,00
Giulio Einaudi Editore, 2015
ISBN: 9788806220983

In un volume splendidamente illustrato, Chiara Frugoni, la piú accreditata studiosa di Francesco e di iconologia francescana, offre, oltre a un'inedita chiave interpretativa dell'intera Basilica superiore, una straordinaria galleria di nuovi particolari visivi finora sfuggiti agli studiosi, di cui fornisce, di volta in volta, l'esauriente spiegazione.
Il libro analizza tutti gli affreschi della Basilica superiore dimostrando che il programma fu concepito in maniera unitaria: gli episodi dell'Apocalisse e storie degli apostoli, dipinti da Cimabue nell'abside, dialogano con quelli, di circa una decina d'anni dopo, della controfacciata, di cui è proposta una spiegazione inedita. Importante è un dettaglio: nella Predica agli uccelli le colombe scese ad ascoltare Francesco risalgono in cielo e si trasformano nelle nuvole dell'Ascensione di Cristo. L'Ordine francescano è, secondo fonti pseudo-gioachimite, un Ordine «colombino» e proprio la voce di Gioacchino da Fiore, soprattutto mediante le opere che gli furono attribuite, diventa, attraverso il prudente filtro di Bonaventura, il cardine dell'identità francescana. Il santo, come voleva lo pseudo-Gioacchino, è cosí identificato, per l'inaudito miracolo delle stimmate, con l'apocalittico Angelo del sesto sigillo, dipinto da Cimabue nell'abside. Ed ecco un'altra novità: il ciclo francescano ha come fonte, oltre la Legenda maior di Bonaventura, un'altra sua opera, le Collationes in Hexaëmeron. Francesco, nelle Collationes, è il prototipo di un Ordine perfetto, puramente contemplativo, che si realizzerà però quando la Chiesa sarà divenuta anch'essa del tutto contemplativa. Veniva cosí sanato il contrasto fra gli ideali di strettissima povertà voluti dal santo e quelli, molto diversi, dei frati del tempo delle storie francescane (1288-92 circa), che potevano lecitamente vivere in bei conventi, studiare e insegnare, perché si preparavano all'attuazione del piano divino. Negli affreschi Francesco, a piedi nudi e con la barba, in preghiera e in contemplazione, è accanto ai confratelli dediti invece alla vita attiva, con i sandali, accuratamente rasati, perché ormai tutti chierici. Nell'abside però già si mescolano agli eletti ai piedi del trono di Cristo e Maria. Oltre alla novità della chiave interpretativa molti sono i particolari rintracciati e spiegati, per esempio l'aquila dipinta da Cimabue, quella che svetta sul fastoso San Damiano, la passerella della porta urbana che sta per cadere e i diavoli in caricatura nella scena dell'Estasi. Viene anche spiegato il soggetto del monocromo della colonna coclide che chiude l'ultimo episodio delle storie di Francesco, con l'esotico corteo di cammelli e di pagani che si lega agli adiacenti episodi dell'Apocalisse di Cimabue. Al lettore, il piacere di continuare la scoperta delle novità.
Chiara Frugoni ha insegnato Storia medievale all'Università di Pisa, Roma e Parigi. Ha pubblicato numerosi saggi sulla figura di san Francesco, tra cui: Francesco e l'invenzione delle stimmate («ET Saggi», premio Viareggio per la saggistica 1994), Vita di un uomo: Francesco d'Assisi («ET Saggi») e Storia di Chiara e Francesco (Frontiere 2011). Presso Einaudi ha inoltre pubblicato: La Cappella degli Scrovegni di Giotto («ET Saggi» 2005), La cattedrale e il battistero di Parma («ET Saggi» 2007) e L'affare migliore di Enrico. Giotto e la cappella Scrovegni («Saggi» 2008), La voce delle immagini. Pillole iconografiche dal Medioevo («Saggi» 2010), Le storie di San Francesco. Guida agli affreschi della Basilica superiore di Assisi («ET Saggi» 2010) e Quale Francesco? Il messaggio nascosto negli affreschi della Basilica superiore ad Assisi («Grandi Opere» 2015). Tra i suoi libri: Storia di un giorno in una città medioevale (Laterza 1997); Mille e non piú mille. Viaggio fra le paure di fine millennio, con Georges Duby (Rizzoli 1999); Due papi per un giubileo. Celestino V, Bonifacio VIII e il primo Anno Santo (Rizzoli 2000); Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali (Laterza 2001); Da stelle a stelle. Memorie di un paese contadino (Laterza 2003); Una solitudine abitata: Chiara d'Assisi (Laterza 2006). I suoi libri sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano.