martedì 10 maggio 2022

Misteri normanni

Misteri normanni
L’enigma di Filippo di Mahdia e la morte di re Ruggero
di Giovanni Tessitore, Adalberto Magnelli
pp. 232, € 15,00
Spazio Cultura Edizioni, 2022
ISBN: 978-88-99572-99-0 
 
L’affascinante epopea siculo normanna è spesso scandita da episodi e caratterizzata da personaggi misteriosi ed enigmatici. Emblematica, in tal senso, è la figura di Filippo di Mahdia: un possibile protagonista della scena politica e militare del regnum, che compare dal nulla e che sale ai vertici della gloria e del potere, per poi precipitare, in un brevissimo lasso di tempo, in una tragedia di dimensioni enormi. Ma perfino avvenimenti di fondamentale importanza, come la stessa morte di re Ruggero, l’inventore del “regno nel sole”, sono avvolti – a ben guardare – da una fitta coltre di nebbia che ne rende quantomeno dubbia la precisa collocazione nel tempo. La lacunosità delle fonti, talora non genuine, rende inoltre estremamente difficile far piena luce su di essi. Sollevare interrogativi e prospettive nuove, percorrere differenti crinali di ricerca e interpretazione dei fatti appare, quindi, estremamente opportuno.
Giovanni Tessitore, già professore associato di Sociologia del diritto a Palermo, è autore di numerosi volumi in ambito storico, giuridico e politologico, relativi anche al periodo e al regime fascista: Fascismo e pena di morte. Consenso e informazione (Milano, 2000); Carcere e fascistizzazione. Analisi di un modello totalizzante (Milano, 2005); Cesare Mori. La grande occasione perduta (Cosenza, 1995). Tra le altre opere: Ruggero II (Palermo, 1995): Il nome e la cosa. Quando la mafia non si chiamava mafia (Milano, 1997); L’utopia penitenziale borbonica (Milano, 2002); Eletti o nominati. Crisi dei partiti e vita democratica (Palermo, 2013); Islam e Occidente. La notte della ragione (Catania, 2017); I mille enigmi della lapide quadrilingue (Palermo, 2019). 
Adalberto Magnelli è professore associato di Storia ed Epigrafia greca presso l’Università degli Studi di Firenze. Si è formato presso la Scuola Archeologica italiana di Atene e l’Istituto di Studi Storici Benedetto Croce (Napoli); partecipa a progetti nazionali e internazionali riguardanti la storia antica e l’epigrafia dall’antichità al tardo antico. È autore di numerosi volumi, saggi e articoli su riviste italiane e internazionali, tra i quali Guida alla Storia greca (2002); Diodoro Siculo, Biblioteca storica, Libro IV. Commento storico (2012); Strabone di Amasea: dai Commentarî storici alla Storia Universale (2013).

lunedì 9 maggio 2022

Dante, il Medioevo e il nostro tempo

Dante, il Medioevo e il nostro tempo
di Gian Mario Anselmi
pp. 200, € 23,00
Pàtron Editore, 2022
ISBN: 9788855535540
 
Di Dante sappiamo davvero tanto se non tutto, specie dopo un intero anno di celebrazioni e pubblicazioni per il centenario della sua morte (1321). Eppure molto ancora ci intriga nel profondo: cosa lega davvero Dante a quella lunga stagione medievale che oggi ci affascina in modo così pervasivo? Il percorso qui proposto vuole perciò condurci verso aspetti non scontati di Dante e dell’epoca in cui è vissuto, aspetti che ci parlano e ci assillano anche nel nostro presente e nella molteplicità del nostro immaginario che è profondamente legato a Dante, come il libro vuole dimostrare. Dante è una sorta di “mago” evocatore (come Merlino) di mondi infiniti, capace di rapirci negli abissi per poi esaltarci in una visione celeste quasi in gara con le “immaginazioni” della fisica quantistica. Cantore della pluralità di mondi dentro di noi e fuori di noi, Dante è giustamente fiero e indomito, simbolo di una ricerca inesausta di libertà, la libertà che i grandi poeti e narratori (come tutti gli artisti) sanno definire come propria cifra e che nessuno potrà mai sottrarre né a loro né a noi appassionati lettori.
Gian Mario Anselmi si è laureato in Lettere Classiche a Bologna il 2.3.1971 con una tesi dal titolo Il Medioevo per Machiavelli (relatore il Prof. Spongano), ottenendo voti 110/110 e lode. Dal 1993 è Direttore dell’Istituto Gramsci dell’Emilia Romagna, nell’ambito del quale ha promosso e coordinato molteplici attività culturali e alcune collane di pubblicazioni, nonché gli "Annali" dell’Istituto stesso.

domenica 8 maggio 2022

Dizionario Simboli del Medioevo

Dizionario Simboli del Medioevo
di Gérard de Champeaux, Sébastien Sterckx
traduzione di Monica Girardi
pp. 324, € 50,00
Jaca Book, 2022
ISBN: 9788816417458

Non è improprio affermare che l’antropologia cristiana è un’antropologia in chiave simbolica, nel momento in cui essa definisce l’uomo icona di Dio, immagine della Sua gloria pur se porta in sé le stimmate del peccato. L’uomo, creato a immagine di Dio e recante in sé il Suo sigillo, è perciò per sua costituzione proiettato in una dimensione simbolica, ed è istintivamente portato a riconoscere in ciò che lo circonda – la natura, in primis, – la stessa valenza simbolica dalla quale si sente costituito. Un tipo di attenzione alle espressioni simboliche che l’uomo nella sua storia si è dato, in tutte le epoche e in ogni luogo, sembra spesso considerare questo atteggiamento come un inevitabile, ma fortunatamente passeggero, stadio di inferiorità dell’uomo, destinato a superarlo e ad affrancarsi attraverso la realizzazione di sé in un umanesimo assoluto. Ma come rammenta Mircea Eliade in un illuminante saggio, «il pensiero simbolico non è di dominio esclusivo del bambino, del poeta o dello squilibrato; esso precede il linguaggio e il ragionamento discorsivo, e rivela determinati aspetti della realtà – gli aspetti più profondi – che sfuggono a qualsiasi altro mezzo di conoscenza». (Immagini e simboli. Saggi sul simbolismo magico religioso, Jaca Book, Milano 1981, ult. ed. 2021, pag. 16).
È indispensabile partire da questa constatazione per addentrarci nel campo dell’espressione simbolica, e ciò vale in misura particolare quando si voglia accostare la cultura medievale, senza dubbio quella che maggiormente ha reso visibile nelle sue manifestazioni la dimensione simbolica che la permeava. Questo libro parla di arte, perché è per lo più attraverso l’arte che possiamo conoscere oggi la cultura e la spiritualità medievale. Ma non si ferma alla sola arte, come non limita il suo campo al solo Medioevo. Va a scoprire nel cuore dell’uomo di ogni epoca e di ogni luogo il bisogno inarrestabile di immagine e di simbolo; lo fa mettendo in evidenza tra l’altro persistenze ed analogie impensabili lungo l’arco della storia, nel tempo e nello spazio. Dalla lettura del “Dizionario Simboli del Medioevo” si esce più consapevoli di appartenere a una umanità che trascende le diversità di razza e di cultura; l’uomo, prima che come essere sociologicamente, etnicamente e culturalmente determinato, esiste come creatura ed afferma la sua fratellanza con gli altri uomini riconoscendo ed esprimendo sia pure in forme diverse il medesimo rapporto che lo lega al Creatore.
Che questo tema venga accostato mediante la contemplazione di molte fra le opere d’arte più belle che il Medioevo abbia prodotto, ci pare particolarmente significativo, perché pone a sottofondo di tutto il testo il desiderio più grande dell’uomo: quello della eterna bellezza, quella bellezza che Hans Urs von Balthasar definisce «l’ultima parola che l’intelletto pensante può osare di pronunciare, perché essa non fa altro che incorniciare, quale aureola di splendore inafferrabile, il duplice astro del vero e del bene e il loro indissolubile rapporto». (Gloria, una estetica teologica. Vol. I, La percezione della forma, Jaca Book, Milano 1971, ult. ed. 2012, pag. 10). Antropologia e teologia si ricompongono dunque in una misteriosa e inseparabile unità.

sabato 7 maggio 2022

Christus Christi est sacramentum

Christus Christi est sacramentum
Una storia dei sacramenti nel Medioevo
di Claudio Ubaldo Cortoni
pp. 240, € 27,00
Editrice Domenicana Italiana, 2022
ISBN: 9788894876888
 
Il manuale ripercorre lo sviluppo della sacramentaria nel Medioevo in quattro parti: - I: considerazioni sul nesso tra ecclesiologia e vita sacramentale; - II: trattazione sui sacramenti nella manualistica, dalle scuole claustrali altomedievali all'avvento della Scolastica nelle Università; - III: disamina dei processi che hanno portato ad una definizione di sacramento in genere, condivisa dalla maggioranza delle scuole teologiche, e alla distinzione tra sacramento e sacramentale - IV: presentazione delle tappe che hanno portato a definire il settenario sacramentale e trattazione dei singoli sette sacramenti secondo la distinzione che si impose a partire dal XII sec. tra sacramenti di necessità (battesimo, confermazione, penitenza, eucaristia, unzione degli infermi) e sacramenti di governo (ordine e matrimonio). 
Claudio Ubaldo Cortoni è Bibliotecario e archivista presso la Comunità Monastica di Camaldoli, e docente di Storia della Teologia presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma.

venerdì 6 maggio 2022

Liguria medievale

Liguria medievale
55 luoghi da scoprire e visitare
di Simone Caldano
pp. 240, € 14,00
Edizioni del Capricorno, 2022
ISBN: 978-88-7707-562-8
 
I monumenti medievali della Liguria costituiscono un patrimonio storico, architettonico e artistico straordinario, spesso rimasto ingiustamente all’ombra di quello di altre più celebrate regioni italiane, e tuttavia meritevole di essere conosciuto, valorizzato, studiato. Questo libro vuole essere una guida per coloro che vogliono andare alla scoperta delle cattedrali, delle grandi abbazie benedettine e cistercensi, dei conventi degli ordini mendicanti, ma anche di quei siti distanti dalle città maggiori, ma non per questo meno importanti, che donano il piacere dell’esplorazione: pievi, cappelle, battisteri, dipendenze dei monasteri più importanti, chiese private e castelli.
Ne esce l’immagine di un territorio ricchissimo, sensibile a orizzonti culturali di ampio respiro, complice la posizione di confine, ma anche capace di elaborazioni del tutto autonome e destinate a fare scuola.
Uno strumento chiaro e divulgativo, ma anche rigoroso e documentato, punteggiato da curiosità che mirano a sfatare la regina delle leggende metropolitane sul Medioevo: quella secondo la quale si tratta di un’epoca monolitica, succube della dimensione religiosa e sempre uguale a se stessa. Di monumento in monumento, questo libro porterà il lettore a incontrare vescovi, canonici, abati, monaci, cardinali, marchesi, conti, duchi, castellani e persone comuni che gli dimostreranno l’esatto contrario.
Simone Caldano (Borgomanero, Novara, 1981) ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica presso l’Università IUAV di Venezia, è stato assegnista in Storia dell’architettura presso le Università di Firenze e di Roma (La Sapienza) e docente della stessa disciplina presso l’Università di Ferrara. È autore di numerose pubblicazioni sull’architettura religiosa in Piemonte e in Liguria tra XI e XV secolo. I suoi interessi di ricerca lo hanno portato anche in Lombardia, in Toscana e in Basilicata. Con le Edizioni del Capricorno ha già pubblicato Piemonte medievale: 55 luoghi da scoprire e visitare (2020).

giovedì 5 maggio 2022

Le terre dei baroni ribelli

Le terre dei baroni ribelli
Poteri feudali e rendita signorile nel Mezzogiorno aragonese
di Luciana Petracca
pp 336, € 32,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Viella, 2022
ISBN: 9791254690048 
 
Il tema dei poteri signorili nell’Italia tardomedievale è tornato di recente al centro del dibattito storiografico, alimentato da ricerche che hanno messo in luce aspetti a lungo trascurati, come la natura dei diritti esercitati, le forme di amministrazione, le pratiche del prelievo o il grado di “pervasività” dei signori. Con particolare riferimento al Mezzogiorno aragonese, il prevalente interesse per la dimensione politica ha lasciato in ombra il ruolo e l’impatto economico della signoria.
Qual era la struttura del reddito feudale? Quanto incidevano le varie componenti del prelievo sull’ammontare complessivo della rendita? E in che misura mutava la composizione del bilancio tra aree geografiche o tra differenti tipologie di signori?
Questi gli interrogativi da cui ha preso avvio la ricerca, focalizzata sui poteri feudali e sulla rendita signorile nel secondo Quattrocento. In questa chiave, il libro, oltre a ricostruire l’estensione di alcune signorie meridionali, oggetto di confisca da parte della Corona a seguito della grande congiura baronale del 1485, approfondisce il carattere economico del dominio feudale.
Luciana Petracca insegna Storia medievale e Didattica della storia presso l’Università del Salento. Tra le sue ultime pubblicazioni: Quaterno de spese et pagamenti fatti in la cecca de Leze (Roma 2010); Gli Inventari di Angilberto del Balzo. Modelli culturali e vita di corte nel Quattrocento Meridionale (Roma 2013); Un borgo nuovo angioino di Terra d’Otranto (Galatina 2017); Le pergamene dell’Archivio Capitolare della collegiata di Francavilla in Terra d’Otranto (secc. XIV-XV) (Roma 2021).

mercoledì 4 maggio 2022

Andare per le vie italiane della seta

Andare per le vie italiane della seta
di Maria Giuseppina Muzzarelli
pp. 168, € 12,00
Il Mulino, 2022
ISBN:  978-88-15-29577-4
 
Quella della seta, nel nostro paese, è una storia di ideazioni e di sperimentazioni, dove si uniscono naturalità, capacità tecnica, sacrificio e gusto per la bellezza: il cuore del «made in Italy».
 
Un lunghissimo filo di seta collega idealmente, sin dall’XI secolo, il Sud con il Centro e il Nord Italia, l’Est con l’Ovest, Bisanzio con Palermo e Catanzaro, Lucca con Genova e Venezia e poi con Bologna, Firenze, Milano. L’itinerario lungo le vie italiane della seta parte dal Meridione dove la seta arrivò da Bisanzio, a sua volta giuntavi dalla Cina. Dobbiamo ai Bizantini l’avvio della coltivazione del gelso e l’allevamento del baco in Calabria, attorno all’anno Mille, e agli Arabi la tessitura serica in Sicilia, attestata nel XII secolo. L’arte della seta approdò poco dopo a Lucca, dove nel tempo conversero abili filatori e tessitori e da cui altrettanti ne partirono, ingaggiati da altre città attratte dalla produzione di un bene tanto prezioso quanto ben remunerato. Broccati, velluti, veli ornarono corti e residenze d’Europa, facendo della produzione serica italiana un’eccellenza. 
Maria Giuseppina Muzzarelli ha insegnato Storia medievale, Storia delle città e Storia e patrimonio culturale della moda nell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato «Guardaroba medievale. Vesti e società dal XIII al XVI secolo» (20082), «Il denaro e la salvezza» (2001), «Pescatori di uomini» (2005), «Un’italiana alla corte di Francia. Christine de Pizan, intellettuale e donna» (20172), «Breve storia della moda in Italia» (20142), «A capo coperto. Storie di donne e di veli» (20182), «Le regole del lusso. Apparenza e vita quotidiana dal Medioevo all’età moderna» (2020).

martedì 3 maggio 2022

Cronache del Saikaido

Cronache del Saikaido
a cura di Antonio Manieri
pp. 228, € 24,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Carocci, 2022
ISBN: 9788829014613
 
Il volume presenta la traduzione e il commento di un corpus di fudoki, testi geografico-burocratici pervenuti in tradizione diretta e indiretta, che riguardano le province occidentali del regno di Yamato (attuale Kyushu) e che furono compilati nella prima metà dell’VIII secolo. I testi, frutto di una redazione stratificata tra i vari funzionari della provincia e dei distretti, hanno carattere mistilingue e illustrano la geografia dei luoghi con l’intento di informare il governo centrale su una regione periferica per meglio assoggettarla alla sovranità della dinastia. Ai dati meramente burocratici e descrittivi si affiancano passi più squisitamente narrativi in cui il mito, la storia, l’aneddotica si fondono per mostrare in dettaglio la società agricola e marinara del Giappone arcaico. La loro lettura, perciò, può restituire dignità a narrazioni “secondarie” che rivelano processi, fenomeni e fatti essenziali per la ricostruzione e la comprensione del Giappone tutto.
Antonio Manieri è ricercatore in Lingua e letteratura giapponese presso il Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Si occupa di lessicografia ed enciclopedismo e di trattatistica geografica e tecnico-artigianale nel Giappone antico.

lunedì 2 maggio 2022

Il Liber de ordine officiorum Ecclesiae Pisanae del canonico Rolando (sec. XII)

Il Liber de ordine officiorum Ecclesiae Pisanae del canonico Rolando (sec. XII)
di Gabriele Zaccagnini
pp. 528, € 48,00 (Acquista online con il 5% di sconto)
Pacini Editore, 2022
ISBN: 978-88-6995-977-6
 
L'Ordinario, in latino Liber Ordinarius o Liber de ordine officiorum, non era un libro liturgico vero e proprio ma una sorta di manuale, nel quale erano raccolte le istruzioni necessarie per lo svolgimento delle singole celebrazioni dell'anno liturgico, per ognuna delle quali erano indicati i testi da utilizzare con il solo incipit, rimandando quindi agli altri libri, come l'Antifonario, per il testo completo. Il nome dell'autore compare nel Prologo: si tratta di Rolando, canonico di S. Maria, insigne canonista e docente all'Università di Bologna, che visse a Pisa nel secondo quarto del secolo XII. In seguito divenne cardinale e, finalmente, sommo pontefice con il nome di Alessandro III, in quello che fu uno dei più lunghi pontificati della storia, dal 7 settembre 1159 al 30 agosto 1181. Redatto a Pisa intorno al 1137 per la canonica di S. Maria, in un periodo in cui si lavorò intensamente non solo alla costruzione degli edifici (dalla Dedicazione della cattedrale, 1118, all'inizio della costruzione del Battistero, 1152) ma anche alla riforma della vita liturgica, il Liber de ordine officiorum è nato in uno dei periodi più importanti e creativi per la storia della Chiesa. Appena terminata la redazione, infatti, il Liber di Rolando fu adottato, come modello, dalla canonica di S. Frediano di Lucca e dalla rete di canoniche riformate, prima fra tutte la basilica di S. Giovanni in Laterano di Roma - che dipendeva da S. Frediano - quindi dalla canonica di S. Rufo presso Avignone, a sua volta a capo di una vasta rete di canoniche che dalla Francia si propagò in breve tempo al Portogallo e in tutto il continente europeo.
Gabriele Zaccagnini, medievista e agiografo, è autore di numerose pubblicazioni dedicate soprattutto alle fonti agiografiche e alla storia della spiritualità medievale. Si ricordano i volumi “Vita sancti Fridiani”. Contributi di storia e di agiografia lucchese medioevale. Edizione critica ed elaborazioni elettroniche, Lucca 1989; Ubaldesca, una santa laica nella Pisa dei secoli XII- XIII, Pisa 1995 (Piccola Biblioteca GISEM, 6); La tradizione agiografica medievale di santa Bona da Pisa, Pisa 2004 (Piccola Biblioteca GISEM, 21); San Ranieri, patrono di Pisa († 1160). Alle radici della santità dei laici, Milano 2010; La Vita di san Ranieri (secolo XII): analisi storica, agiografica e filologica del testo di Benincasa: edizione critica dal codice C181 dell’Archivio Capitolare di Pisa, Pisa 2011 (Piccola Biblioteca GISEM, 26). È Consultore della Sacra Congregazione delle Cause del santi e docente di Storia delle Chiesa antica e medioevale allo Studio Teologico Interdiocesano di Pisa. Nel 2020 è stato nominato deputato dell’Opera della Primaziale Pisana.

domenica 1 maggio 2022

I Farnese a Viterbo

I  Farnese a Viterbo
di Simonetta Valtieri, Enzo Bentivoglio
pp. 164,€ 20,00
Ginevra Bentivoglio EditoriA, 2022
ISBN: 9788831347334
 
Il presente volume ripercorre l'evoluzione storica della famiglia Farnese ponendo l'attenzione sulla strettissima relazione tra i suoi esponenti e la città di Viterbo dove, dopo il 1431, Ranuccio Farnese il Vecchio prese la cittadinanza e vi acquistò il palazzo presso il ponte del Duomo. Questo legame, che coinvolge anche il territorio circostante, è particolarmente evidente nel caso di due fra i più illustri esponenti dei Farnese: il cardinale Alessandro (1468-1549), pontefice dal 1534 con il nome di Paolo III, e il cardinale Alessandro Junior (1520-1589), suo nipote. A testimonianza della prolungata relazione tra i Farnese e Viterbo - e più in generale tra tale famiglia e il territorio della Tuscia - vi sono numerosi interventi di tipo architettonico e urbanistico. Nel ripercorrere tali argomenti e tali luoghi, il libro si pone come una sorta di "guida", utile non soltanto agli studiosi e agli "addetti ai lavori", ma anche al grande pubblico, in funzione sia prettamente storica sia turistica, svelando i solidi ed evidenti legami che una delle più illustri famiglie italiane ha intrecciato nel corso del tempo con il viterbese.
Simonetta Valtieri, già Ordinario di Storia dell’Architettura e di Restauro Architettonico presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, è autrice di numerose pubblicazioni dedicate alla storia dell’architettura, alla storia urbana e alle problematiche di restauro e conservazione. Nel 2015 fonda l’Associazione Culturale RinascimentiAmo: un Futuro per il Passato (di cui è Presidente), volta a riscoprire e valorizzare il Patrimonio storico e artistico, materiale e immateriale, quale risorsa per lo sviluppo del territorio.
Enzo Bentivoglio, già Ordinario di Storia dell’Architettura, presso l’Università Sapienza di Roma e, dal 1990, presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, è autore di numerose pubblicazioni di storia dell’architettura, dedicate in particolare al rapporto tra committenze e architetti, anche in relazione a istanze sociali ed estetiche, nonché alle dinamiche costruttive dei cantieri storici, il tutto supportato dai documenti d’archivio. È ispettore archivistico onorario per il Lazio.