domenica 28 febbraio 2016

Documenti e lettere di Matilde di Canossa

Documenti e lettere di Matilde di Canossa
a cura di Franco Canova, Maurizio Fontanili, Clementina Santi, Giordano Formizzi
pp. 528, € 38,00
Patron editore, 2015
ISBN: 9788855533256

L’opera contiene la trascrizione latina e la traduzione in lingua italiana di documenti matildici pervenuti fino a noi da varie fonti. Attraverso la lettura e l’approfondimento di questi documenti, ci si può avvicinare ad una figura storica di riferimento, Matilde di Canossa,  una donna straordinaria che ha segnato il suo tempo. Avere a disposizione in modo accessibile  questi documenti consentirà approfondimenti o anche semplice lettura curiosa.
Sommario:
Premessa, Franco Albinelli - premessa alla traduzione, Maurizio Fontanili - introduzione, Franco Canova - avvertenza e criteri della presente edizione - simboli e abbreviazioni - glossario, Franco Canova - misure e pesi in uso all’epoca - monete medievali presenti nei documenti - mappe dei luoghi citati nei documenti (Reggio, Modena, Mantova) - documenti e lettere di Matilde di Canossa – recuperata - postfazione, Paolo Golinelli - indici dei nomi principali, Franco Canova - Clementina Santi - indice delle illustrazioni.

sabato 27 febbraio 2016

Dante e le stelle

Dante e le stelle
di Attilio Ferrari e Donato Pirovano
pp. 124, € 8,90
Salerno Editrice, 2016
ISBN: 978-88-8402-967-6

Dante e le stelle. La poesia di Dante è trapunta di stelle. Il suo sguardo verso il cielo non è però soltanto quello di un poeta, ma è anche quello di un appassionato di astronomia, una delle discipline piú alte nell’assiologia scientifica medievale. Un astrofisico e un umanista dialogano intorno alle immagini stellari nella poesia dantesca, che ancora oggi coinvolgono e appassionano i lettori, sebbene il sistema scientifico di riferimento sia totalmente mutato.
Attilio Ferrari è Professore emerito dell’Università di Torino, Socio dell’Accademia delle Scienze di Torino, ha svolto ricerche in Italia e all’estero sulla fisica delle galassie e sui fenomeni cosmici di alta energia. È presidente del Parco Astronomico Infini.to.
Donato Pirovano è Professore di Filologia e critica dantesca nell’Università di Torino, si è variamente occupato di Dante e di poesia italiana delle origini. Ha curato l’edizione della Vita nuova nella «Nuova edizione commentata delle Opere di Dante».

venerdì 26 febbraio 2016

Il Medioevo russo

Il Medioevo russo
Secoli X-XVII
di Giovanni Codevilla
pp. 544, € 30,00
Jaca Book, 2016
ISBN: 978-88-16-41334-4


Questo volume, primo di quattro, esamina il tema della conversione della Rus’ e dell’influenza del mondo bizantino sul cristianesimo orientale, il quale, a causa della dominazione tatarica, viene a trovarsi isolato per due secoli e mezzo dall’Europa e dalla sua evoluzione culturale. A seguito dell’espansione lituana, che incorpora le terre occidentali della Rus’, nascono la metropolia di Haly/ e quella di Lituania e si pone in tal modo fine al principio dell’unità giurisdizionale della Chiesa della Rus’ rappresentata dalla metropolia di Kyïv prima e di Mosca poi. Nel secolo successivo questa frattura trova conferma nell’Unione di Firenze (1439), respinta dalla Chiesa di Mosca, la quale al tempo di Vasilij II il Cieco decide di proclamare la propria autocefalia da Costantinopoli (1448). Con l’allargamento dei confini del principato di Mosca ad opera di Ivan III il Grande, i tempi sono maturi per l’affermarsi dell’idea di Mosca Terza Roma e per l’incoronazione del primo zar russo (1547), Ivan IV il Terribile, il quale istaura un regime assolutista e porta a compimento il processo di asservimento della Chiesa al potere politico che segnerà la storia della Russia nei secoli successivi. Per contro, la parte occidentale della Rus’, che comprende le terre bielorusse e ucraine incorporate nella Rzeczpospolita polacco lituana, a confronto con la mentalità occidentale, assorbe peculiarità linguistiche e culturali che l’allontanano progressivamente dalla Russia moscovita e culmineranno nel 1596 con l’adesione a Roma delle eparchie rutene, in risposta alla nascita del Patriarcato di Mosca (1589) e alle sue velleità espansionistiche. A questa terza grande frattura dell’unità della Chiesa di Mosca fa seguito nel secolo successivo lo scisma dei Vecchio-credenti che dà vita ad una Chiesa nazionale contrapposta a quella ufficiale posta al servizio del potere politico.
Giovanni Codevilla ha insegnato per quarant’anni Diritto dei Paesi dell’Europa Orientale e Diritto Ecclesiastico comparato nell’Università di Trieste. Oltre a numerosi articoli pubblicati in Italia e all’estero è autore di dieci monografie dedicate al sistema giuridico russo e sovietico e alla storia delle relazioni tra Stato e Chiesa in Russia e nell’Europa Orientale. Presso Jaca Book ha pubblicato Stato e Chiesa nell’Unione Sovietica (1972) e Chiesa e Impero in Russia (2011).

mercoledì 24 febbraio 2016

Le commissioni ducali ai rettori d’Istria e Dalmazia (1289-1361)

Le commissioni ducali ai rettori d’Istria e Dalmazia (1289-1361)
a cura di Alessandra Rizzi
pp. 260, € 30 (acquista online con lo sconto del 15%)
Viella, 2015
ISBN: 9788867285105
  
Le commissioni ducali ai rettori d’Istria e Dalmazia (1289-1361) propone, per la prima volta, l’edizione dei ‘formulari’ più antichi superstiti per la stesura delle ‘commissioni’ ai rettori veneziani inviati nei domini in Istria e in Dalmazia, contenenti le linee guida e le istruzioni imposte dalla dominante per adempiere al mandato commesso: documenti ufficiali affidati a tutti i rettori veneziani che ricoprirono tale incarico, dall’inizio del XIII secolo, almeno, e fino alla fine della Repubblica. I ‘formulari’ editi sono pervenuti sia nella forma più antica del capitolare giurato (in prima persona) che della commissione (promulgata a nome del doge in carica): si tratta, peraltro, di testi d’uso, che subirono nel corso del tempo continue modifiche e adattamenti normativi.
I ‘formulari’ qui raccolti sono tratti dal registro 1 del fondo Collegio, Formulari di commissioni, conservato presso l’Archivio di Stato di Venezia. I saggi introduttivi presentano caratteri e contenuti della fonte, con particolare riguardo a quelli dei primi testi istriano-dalmati – nonché del registro 1 in cui sono tradotti –, e il sistema delle aggiunte con cui s’intervenne su di essi nel corso del tempo.
Alessandra Rizzi è ricercatrice a Ca’ Foscari (Venezia); si occupa prevalentemente di storia della ludicità e di storia veneziana nel medioevo. Insieme a Gherardo Ortalli dirige “Ludica”, collana di storia del gioco del la Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la quale collabora da anni. 

lunedì 22 febbraio 2016

Vita di Matilde di Canossa

Vita di Matilde di Canossa
di Donizone
a cura di Paolo Golinelli
con un saggio di Vito Fumagalli
pp. 288, € 28,00
Jaca Book, 2016
ISBN: 978-88-16-41335-1

Matilde di Canossa ha esercitato grande fascino nei secoli, attraendo un pubblico formato anche da non specialisti. Se possiamo conoscere e far rivivere ancora oggi il mito di Matilde lo dobbiamo soprattutto a Donizone, che nella Vita Mathildis ha descritto i momenti salienti della sua esistenza, dei suoi antenati, e insieme le tappe fondamentali del dissidio tra impero e papato che è stato alla base della nascita dell’Europa medievale. Il codice miniato di Donizone, elaborato nel monastero di Canossa nel 1115 e ora conservato nella Biblioteca Vaticana, viene qui edito sia nel testo latino, completamente rivisto, che in una nuova traduzione poetica, verso per verso, di Paolo Golinelli, autore anche dell’Introduzione e delle note esplicative. Completa il volume un saggio di Vito Fumagalli, a ricordo del grande medievista e della precedente edizione di commento al Facsimile del codice stesso, pubblicato da Jaca Book e Belser Verlag nel 1984.
Donizone. Disponiamo di poche notizie su di lui. Dalla lettera dedicatoria del suo poema apprendiamo che nel 1111-1112 era monaco da 25 anni. Lo ritroviamo in una bolla del 1136 di papa Innocenzo ii, abate del monastero di Sant’Apollonio di Canossa. Di vaste conoscenze, non solo in ambito religioso, oltre alla Vita Mathildis di lui si conosce solo un’altra opera poetica, l’Enarratio Genesis, giunta a noi incompleta.
Paolo Golinelli, ordinario di Storia medievale presso l’Università degli Studi di Verona, è considerato il maggiore esperto a livello internazionale di studi matildici, avendo scritto su di lei e il suo tempo una cinquantina di saggi, editi in Italia e all’estero. Per Jaca Book ha pubblicato: L’ancella di san Pietro. Matilde di Canossa e la Chiesa (2015), Adelaide, regina santa d’Europa (2001), La Pataria. Lotte sociali e religiose nella Milano dell’xi secolo (1984 e 1998)

venerdì 19 febbraio 2016

La porpora e il sangue

La porpora e il sangue
di Stefano Vincenzi
pp. 304, € 20,00
Lumi Editrice, 2015
ISBN: 9788879844758
 
È la metà del X secolo e l’Impero Romano d’Oriente ha ritrovato equilibrio e potenza militare, quando il papa di Roma incorona imperatore d’Occidente un giovane re venuto dalla Sassonia che attacca i territori italiani fedeli al basileus di Costantinopoli.
Niceforo II, ascetico e invitto guerriero, è il Basileus. Egli guarda verso Oriente per riconquistare i territori di fede cristiana occupati dagli infedeli. Intorno a lui si muovono la giovane e bellissima basilissa Teofano, madre dei principi porfirogeniti, Elena Lecapeno e Jhoannes, veterano di cento battaglie, che veglia sulla vita dei porfirogeniti.
Re e regine, principi e principesse, cavalieri e guerrieri, d’Oriente e d’Occidente, amano, odiano, combattono e tradiscono in un contesto fedele alla storia, per quanto può esserlo un romanzo che racconta, o immagina, anche le ragioni di chi non ha vinto in guerra o in amore.
Stefano Vincenzi è Legal Counsel di Mediobanca e professore di Diritto del Mercato Finanziario all’Università Europea di Roma, nonché autore di numerose pubblicazioni e del romanzo storico Verso Costantinopoli.
Visita il sito dell'autore.

giovedì 18 febbraio 2016

Vita di Matilde di Canossa

Vita di Matilde di Canossa
di Donizone
a cura di Paolo Golinelli
pp. 288, € 28,00
Jaca Book, 2016
ISBN: 978-88-16-41335-1

Matilde di Canossa ha esercitato grande fascino nei secoli, attraendo un pubblico formato anche da non specialisti. Se possiamo conoscere e far rivivere ancora oggi il mito di Matilde lo dobbiamo soprattutto a Donizone, che nella Vita Mathildis ha descritto i momenti salienti della sua esistenza, dei suoi antenati, e insieme le tappe fondamentali del dissidio tra impero e papato che è stato alla base della nascita dell’Europa medievale. Il codice miniato di Donizone, elaborato nel monastero di Canossa nel 1115 e ora conservato nella Biblioteca Vaticana, viene qui edito sia nel testo latino, completamente rivisto, che in una nuova traduzione poetica, verso per verso, di Paolo Golinelli, autore anche dell’Introduzione e delle note esplicative. Completa il volume un saggio di Vito Fumagalli, a ricordo del grande medievista e della precedente edizione di commento al Facsimile del codice stesso, pubblicato da Jaca Book e Belser Verlag nel 1984.
Donizone. Disponiamo di poche notizie su di lui. Dalla lettera dedicatoria del suo poema apprendiamo che nel 1111-1112 era monaco da 25 anni. Lo ritroviamo in una bolla del 1136 di papa Innocenzo ii, abate del monastero di Sant’Apollonio di Canossa. Di vaste conoscenze, non solo in ambito religioso, oltre alla Vita Mathildis di lui si conosce solo un’altra opera poetica, l’Enarratio Genesis, giunta a noi incompleta.
Paolo Golinelli, ordinario di Storia medievale presso l’Università degli Studi di Verona, è considerato il maggiore esperto a livello internazionale di studi matildici, avendo scritto su di lei e il suo tempo una cinquantina di saggi, editi in Italia e all’estero. Per Jaca Book ha pubblicato: L’ancella di san Pietro. Matilde di Canossa e la Chiesa (2015), Adelaide, regina santa d’Europa (2001), La Pataria. Lotte sociali e religiose nella Milano dell’xi secolo (1984 e 1998)

mercoledì 17 febbraio 2016

L'evo e il tempo del Canzoniere

L'evo e il tempo del Canzoniere
di Raffaele Morabito
pp. 72, € 19,00
Olschki, 2015
ISBN: 9788822263872

Esaminate le teorie sul tempo degli antichi e dei cristiani, viene analizzata la concezione della temporalità di Petrarca, che si colloca al momento del passaggio da un’idea del tempo basata sui cicli astronomici a una convenzionale. Il tempo di Petrarca si configura come relativo e si rapporta alla soggettività di chi lo percepisce; i vari episodi del Canzoniere si dispongono in successione oggettiva, ma dentro un’impalcatura cronologica modellata sull’anno liturgico e configurano una vicenda interiore che culmina nella mutatio vitae.
Raffaele Morabito è professore ordinario di Letteratura Italiana all’Università dell’Aquila. Autore di saggi sulla narrativa ottocentesca (il volume Antiromanzi dell’Ottocento, Bulzoni, 1977), sul rapporto fra oralità e scrittura (Parola e scrittura, Bulzoni, 1984), sulla letteratura epistolare (Lettere e letteratura, Edizioni dell’Orso, 2001), sulla straordinaria fortuna europea dell’ultima novella del Decameron (fra i vari interventi il volume Una sacra rappresentazione profana, Niemeyer, 1993), ha curato edizioni delle lettere di Ceccarella Minutolo (ESI, 1999) e delle novelle di Per le vie per l’edizione nazionale delle opere di Verga (Le Monnier, 2003). Ha scritto inoltre una storia letteraria dei terremoti (Il gran tremore, L’Una, 2011) e ha ricostruito alcuni clamorosi casi criminali della Roma barocca (Giustizie barocche, Stampa alternativa, 2006).

martedì 16 febbraio 2016

Pastorale modenese

Pastorale modenese
Boiardo, i pastori e la lotta politica
di Marco Santagata
pp. 240, € 22,00
Il Mulino, 2016
ISBN: 978-88-15-26061-1 

Matteo Maria Boiardo (1441-1494), che noi ricordiamo soprattutto come lirico d’amore e narratore cavalleresco, ha esordito nei primi anni Sessanta del ’400 con dieci egloghe latine che intrecciano amori pastorali ed encomi cortigiani. Questo libro mostra quanto quelle poesie che sembrano puri esercizi letterari siano intrise di vita, come dietro le maschere pastorali prema l’urgenza dei temi politici e quali rischi si sia assunto il giovane feudatario Boiardo schierando i suoi pastori nella lotta per la Signoria del Ducato ferrarese.
Marco Santagata insegna Letteratura italiana all’Università di Pisa. Con il Mulino ha tra l’altro pubblicato «I frammenti dell’anima» (III ed. 2011) e «L’io e il mondo. Un’interpretazione di Dante» (2011). Per i Meridiani Mondadori ha commentato il «Canzoniere» di Petrarca (1996) e cura l’edizione delle «Opere» di Dante.

domenica 14 febbraio 2016

Napoli 1343. Le origini medievali di un sistema criminale

Napoli 1343
Le origini medievali di un sistema criminale
di Amedeo Feniello
pp. 288, € 22,00
Mondadori, 2015
ISBN: 9788804658627
 
Novembre 1343. Golfo di Napoli, porto di Baia. Notte. Una nave genovese in rada carica di merci. Viene assalita, l'equipaggio catturato, il capitano barbaramente trucidato. Gennaio 2005. Periferia di Napoli, Casavatore, non lontano da Secondigliano. Notte. Tre giovani vengono ammazzati davanti a una scuola. Uccisi nel corso di una raid camorristico. Cosa può mai legare questi due fatti di cronaca, vicini nello spazio ma lontanissimi nel tempo? Amedeo Feniello risale i secoli alla ricerca di un filo sottile che possa legare i due episodi. E, sulle tracce di moventi, mandanti ed esecutori della notte del novembre 1343, ci conduce per mano nelle vicende medievali di Napoli: una città per tanti versi già allora affascinante e inafferrabile, in cui si succedono civiltà e tradizioni diverse, a partire da quella bizantina fino alla dominazione angioina. Con una realtà sociale peculiare, dove a comandare davvero, più che lo Stato, sono le famiglie e i clan dei cosiddetti «seggi», tanto più forti quanto più debole si dimostra il potere centrale. Pronti a farsi carico dei problemi della cittadinanza. Gelosi della propria autonomia. Capaci di strenue resistenze o di compromessi con le dinastie che si susseguono. Che, ad una ad una, passano, mentre loro, i nobiliores locali, restano. Esprimendo la propria supremazia anche attraverso la forza dei simboli, come nella processione del Corpus Domini, scandita da gerarchie, omaggi e riverenze che ricordano episodi dei nostri giorni. Uno squarcio di Medioevo, dove è già possibile riconoscere molti elementi che caratterizzano la mentalità della malavita organizzata contemporanea: con i suoi clan familiari, impregnati di senso di appartenenza e di una pratica quotidiana della violenza adoperata come unico strumento di risoluzione dei conflitti. In un clima in cui senso delle gerarchie familiari e controllo totale del territorio marcano l'agire individuale, dove ogni nesso tra il singolo e lo Stato viene garantito dai clan. Con un aspetto decisivo: la capacità di queste famiglie di trasformarsi in ceto dirigente e di inserirsi nei gangli delle istituzioni. In un groviglio tra interessi privati e pratica di governo inestricabile. Un appassionante e documentatissimo racconto storico che scorre tra i vicoli di una città che fu una delle grandi capitali dell'Occidente medievale, dalle tante luci e dalle tante ombre. Da cui emerse una «struttura di lungo periodo», fatta di usi, consuetudini e tradizioni che attraversano le epoche. Irrobustiti non di rado dall'assenza o dall'inefficienza dello Stato, e da quella sfiducia dei cittadini che induce spesso a rivolgersi, ieri come oggi, a chi gestisce realmente il territorio. Tanto da plasmare un contesto sociale dove prevale l'idea che la res publica non sia di tutti ma solo «cosa nostra».
Amedeo Feniello, storico del Medioevo, è stato Directeur d'études invité presso l'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e ha insegnato Storia del Mediterraneo nel Medioevo presso la Northwestern University di Evanston, Chicago. È autore di numerosi saggi storici, tra cui Sotto il segno del leone. Storia dell'Italia musulmana (Laterza, 2011) e Dalle lacrime di Sybille. Storia degli uomini che inventarono la banca (Laterza, 2013). Collabora con «La Lettura», l'inserto culturale del «Corriere della Sera».